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Antonietta Castiello: “Lazio non ho mai avuto paura e non avrò mai paura di combattere per te”

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Siamo partite da ‘Ma veramente giochi alla Lazio?’ Fino ad oggi che la domanda è ‘Da quant’è che stai alla Lazio?’ Mammamia Casti una vita”.
Si apre cosi l’ultimo post social pubblicata da Antonietta Castiello, fresca di 250 presenze con la Lazio, cha aggiunge: “È passata una vita cara Lazio mia, una vita che ti vedo crescere, ti vedo migliorare, ti vedo cambiare, ti vedo prendere fiducia, ti vedo ottenere, ti vedo bella. Nonostante le difficoltà che abbiamo avuto, che abbiamo e che probabilmente avremo ancora ma sempre pronte a difenderci. A superare ogni ostacolo, perché io non ho paura, non ho mai avuto paura e non avrò mai paura di combattere per te. Per chi ha combattuto per te in passato, facendo sicuramente molti più sacrifici di me perché i tempi erano diversi, ma io ti giuro che sto facendo di tutto per difenderti oggi, ancora”.

La capitana della Lazio poi ha continuato: “Ma la cosa più bella e forte che devo dirti è GRAZIE, GRAZIE LAZIO MIA, perché mi hai reso la persona che sono ora, mi hai costruito e fatta uscire fuori. Da quella bambina che non diceva una parola fino ad oggi che forse qualcosa è cambiato, mi hai dato la forza, la pazienza, la personalità, la determinazione, la fame, la voglia di non mollare mai, mi hai fatto vantare, anche nelle sconfitte e nei momenti meno felici, perché io e te lo sappiamo da dove veniamo, noi qui non abbiamo mai avuto niente di facile come qualche altra squadra fortunata, tutto quello che abbiamo ora lo abbiamo ottenuto lottando e credendoci ogni giorno. Anno dopo anno. Stagione dopo stagione”.
La giocatrice ha quindi concluso: “Non mi vergogno di questo, perché solo così si diventa forti dentro davvero.  Non so cosa ci aspetta il futuro ma di una cosa sono certa ARRIVERAI A BRILLARE con la differenza che hai fatto il percorso che era giusto fare. Tempo al tempo. Nel frattempo 250 volte GRAZIE! E aspettami eh che tra poco torno in campo. Ti voglio bene Lazio mia. La tua Casti”.

Un gol per tempo del Lumezzane piega la Res Roma

Photo Credit: FC Lumezzane

Gara fondamentale per le rossoblù che a Roma affrontano la Res, quarta in classifica, in un’altra partita cruciale nella corsa al secondo posto. Mazza deve fare a meno di Ghisi, rottasi il polso in settimana e rispetto alla gara contro il Trastevere riporta nell’undici titolare Lonni, Galbiati e Burbassi.

PRIMO TEMPO – Il Lumezzane trova subito il vantaggio sfruttando al meglio un’errata giocata della difesa della Res con Taborna su cui si inserisce Burbassi all’8’, siglando il suo nono gol in stagione. Lonni nega la rete a Maia, poi Martinovic spaventa le rossoblù al 25’ colpendo in pieno la traversa, con la Res che ci prova ancora al 35’ con una punizione dalla distanza di Taborna, fuori e al 40’ dal limite sempre su punizione con Petrova su cui fa buona guardia Lonni.

SECONDO TEMPO – Il Lumezzane potrebbe raddoppiare al 15’ grazie ad una perfetta imbucata che innesca Pinna a campo aperto, con la numero sette che dal limite calcia mandando il pallone di poco fuori. L’appuntamento con la rete è rimandato di soli sei minuti perché al 21’ sul cross di Pinna, Landa manca la deviazione in rete, ma alle sue spalle sul secondo palo non sbaglia Zappa per il 2-0. Nel finale sale in cattedra Lonni che a quattro minuti dal novantesimo nega di gamba la rete a Ferraresi che riaprirebbe la partita. Nulla può però la numero uno rossoblù sul tiro a giro di Clemente da fuori area al secondo di recupero. I tre punti però li prende il Lumezzane.

RES DONNA ROMA: Merolla, Taborda, Maia, Giatras, Viesti (19’ st Clemente), Cherubini (19’ st Boldrini), Petrova (33’ st Kazandjian), Ikeguchi, Martinovic, Palombi, Ferraresi. A disp. Camplone, Simeone, Pezzi, Rosolen, De Mauro, Massa. All. Di Martino
LUMEZZANE: Lonni, Viscardi, Stankova, Galbiati, Pizzolato, Zappa (33’ st Galdini), Morreale, Ketiš (43’ st Cristina Merli), Landa (22’ st Sule), Pinna (33’ st Licari), Burbassi (22’ st Lorieri). A disp. Capecchi, Barcella, Mutti. All. Mazza.
Arbitro: Battistini di Lanciano.
Reti: 8’ pt Burbassi, 21’ st Zappa, 47’ st Clemente.
Note. Ammonita: Licari.

San Marino Academy: Il derby è del Cesena. Titane salve con cinque turni d’anticipo.

credit photo: Andrea Vegliò - photo agency calcio femminile italiano

Niente quinto risultato utile nel derby con il Cesena, ma la domenica delle Titane assume comunque connotati positivi, perché consegna loro la salvezza matematica con cinque gare di anticipo. Un traguardo significativo, frutto della netta accelerazione prodotta in questo girone di ritorno, e solo parzialmente sporcato da una sconfitta nella quale ampio merito va riconosciuto alle qualità del Cesena, non a caso seconda forza del campionato cadetto. Sulla scia dei quattro risultati utili (di cui tre vittorie) le Titane approcciano la sfida di “Martoranello” con coraggio, schiacciando inizialmente le padrone di casa nella propria metà campo. Non è una fase lunga, questa, e comunque porta in dote solo una conclusione…sconclusionata di Tamborini. Alla prima risalita, il Cesena passa. E lo fa su calcio di punizione: Fadda scodella al centro dell’area un pallone su cui si avventa Zappettini, perentoria nell’incornarlo sotto la traversa. L’episodio ha l’effetto di sbloccare le Bianconere, che adesso giocano più sciolte e riescono a tenere il baricentro più alto. Le Titane perdono un po’ le distanze e al 12’ rischiano sul cross affilato di Zannini che coglie leggermente in fuorigioco Fadda, altrimenti sfuggita ai radar; poi concedono un tiro a Milan dal vertice dell’area: traiettoria alta. La San Marino Academy aveva percorso soprattutto le corsie per tornare ad avvicinare la porta di Serafino. Giuliani e due volte Casadei erano arrivate, dopo pregevoli combinazioni, a proporre cross interessanti ma non sfruttati dalle compagne, anche perché pervenute non in numero sufficiente all’interno dei sedici metri avversari. Al 25’ Fadda crossa per De Muri, che di prima intenzione coglie la traversa. Il Cesena torna subito in possesso con Milan, che – come prima – si coordina un passo fuori dall’area e stavolta calcia alla perfezione: traversa-gol. Scollinata la mezz’ora, le Titane procurano il primo, vero brivido a Serafini. Il mancino tagliente di Sciarrone dalla bandierina non viene intercettato da nessuna difendente bianconera; la palla sfila sul secondo palo, dove Sechi, forse sorpresa, arriva in leggero ritardo. In generale il Cesena resta padrone del pallino. Il tris arriva in chiusura di tempo: Milan ringhia su Tudisco, si accentra da sinistra e lascia partire un siluro che si incastona imparabilmente vicino al palo. La seconda prodezza balistica della 20 bianconera non rimane senza replica. Le Titane risalgono velocemente il campo e combinano in fascia sull’asse Tamborini-Giuliani: la prima dà una gran palla alla seconda, che dal fondo crossa in zona Sechi, quasi colpita dal pallone, ma in ogni caso in grado di bucare Serafino e di issarsi a quota 8 in classifica marcatrici. Ma soprattutto di dare un senso diverso al secondo tempo.

Il quale si apre con il rasoterra di Tamborini su invito di Tudisco: palla controllata senza troppe difficoltà da Serafino. Neanche Limardi, del resto, suda freddo sul colpo di testa di Fadda preparato dal cross di Nano. Dopo l’ora di gioco, Piva toglie una centrocampista – Mak – per un’attaccante, Iardino. Tuttavia la spinta propulsiva delle Biancoazzurre per il momento non sale di tono. Del resto anche la fase offensiva del Cesena è ben meno incandescente di quella del primo tempo. Uno squillo si ha quando Di Luzio, sul lancio di Calegari, si smarca in area di rigore. Una delle tante ex in campo (ben 8 su 22 al via della sfida) si prepara per la battuta di destro (non il piede preferito), con esiti da dimenticare: palla altissima. Giacomo Piva rinfresca le forze del suo undici con gli ingressi di Dicataldo e Gattuso. Ma è la subentrata precedente, Iardino, che ha una buona chance su invito volante di Tudisco: buono il movimento in verticale, troppo affrettata la conclusione, che finisce a lato. Al 77’ viene battuta corta una punizione dai 25 metri. Giuliani si prepara per un gran destro, che però le esce troppo centrale: Serafino blocca. Di là, De Muri si isola in uno contro uno con Casadei, per poi spostarsi sul sinistro e calciare in direzione primo palo, solo lambito. Neanche sessanta secondi dopo è Zamboni a coordinarsi dal limite: spazio per la 17, ma destro alto. Nel finale c’è un’occasione a testa. Tudisco combina a centrocampo con Giuliani e poi, con una pregevole scucchiaiata, la manda al cospetto di Serafino, coraggiosa e abilissima nell’uscita bassa. Sull’altro fronte, Catena si libera al limite dell’area e poi lascia andare un gran mancino, con palla a lato di nulla. Alla fine sono i gol segnati nel primo tempo a decidere il derby. Le Titane frenano dopo un bel filotto e vengono riagganciate dal Vicenza. Ma è proprio quest’ultimo – vincente sul Venezia – ad indorare la loro domenica.

Ivana Andres, Inter Women: “Dobbiamo continuare a lavorare sui nostri errori e sulle cose positive”.

credit photo: Emanuele colombo - photo agency calcio femminile italiano

L’Inter ha giocato in casa all’Arena Civica Gianni Brera la partita valida per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia contro la Roma e ha perso per 1-2 a causa dei gol di Manuela Giugliano e Evelyn Viens segnati nel primo tempo. Allo scadere dei regolamentari, poi, Karolina Lea Vilhjialmsdottir ha riaperto la pratica calciando di destro direttamente in rete una punizione imprendibile per Olivie Lukasova, ma non è bastato per colmare il divario con un’avversaria ostica come la squadra delle Capitoline.

Nel post-gara a parlare, mostrando tutto il proprio rammarico è stata Ivana Andres, al suo secondo anno con la maglia del club milanese. Il difensore spagnolo, che di finali ne ha vinte parecchie nella sua carriera, ha spiegato come le giallorosse siano state più ciniche e capaci di cogliere le occasioni giuste per segnare mentre la sua squadra nonna fatto altrettanto nelle opportunità avuto nel corso dei minuti di gioco.
La stagione, comunque, non è terminata quindi l’Inter, che è ancora pienamente in gioco sia per conquistare un posto in UEFA Women’s Champions League che nella corsa allo scudetto, dovrà somatizzare in fretta questa sconfitta e riprendere a lavorare  ripartendo dagli errori commessi ma anche da ciò che di buono è stato mostrato.

“Non è un bel momento, ma ringrazio tutte le mie compagne e la squadra per il lavoro che abbiamo fatto. La differenza l’ha fatta la capacità di fare e gol e concretizzare le occasioni: loro hanno avuto solo un paio di opportunità, mentre noi abbiamo fatto di più nel secondo tempo ma non abbiamo segnato. Dobbiamo andare avanti e continuare a lavorare sui nostri errori e sulle cose positive per rimanere concentrate sul campionato. Mancano cinque partite, la matematica ci dice che possiamo ancora lottare per lo Scudetto anche se non dipende completamente da noi. Dobbiamo però essere pronte e continuare a lavorare bene, stiamo facendo un bel campionato: alla fine vedremo dove saremo arrivate”. 

 

Olivie Lukasova, Roma: “Abbiamo segnato grandi gol, fatto ottime cose durante la partita. Le parate sono solo il mio lavoro”.

credit photo: Paolo Comba - photo agency calcio femminile italiano
La Roma, vincendo la partita valida per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter per 2-1, si è assicurata un posto nella finale che si giocherà nel week-end tra il 23 e il 24 di maggio. Le giallorosse hanno mostrato tutto il proprio valore sul rettangolo verde battendo un’Inter che, in questa stagione, sta mostrando il suo miglior volto e che ha dato filo da torcere alle Capitoline.
Olivie Lukasova, chiamata a difendere la porta della Roma, intervistata dagli addetti stampa nel post gara ha analizzato quanto successo in gara sottolineando come tutta la squadra tenesse a raggiungere questo traguardo da record, sono infatti ben sei le finali conquistate dalle Capitoline.
Parlando della sua prestazione individuale, l’estremo difensore al suo secondo anno in giallorosso, ha affermato che dare il proprio contributo è certamente positivo ma ha anche ribadito che al di là di questo quella in semifinale di Coppa Italia è una vittoria che appartiene a tutto il gruppo.

“Era il nostro obiettivo e siamo davvero felici di aver raggiunto la finale. Non è stato facile, ma penso che siamo tutte molto soddisfatte di questo traguardo. Sono davvero contenta per le parate, perché stavo lavorando tanto per arrivare a una partita in cui potessi fare interventi come questi. Ovviamente è sempre bello aiutare la squadra, ma questa vittoria è un traguardo di tutto il gruppo. Abbiamo segnato grandi gol, fatto ottime cose durante la partita e le parate sono solo il mio lavoro”.

Il pensiero della classe 2001, si è poi rivolto agli impegni in Campionato: Il prossimo fine settimana la Roma scenderà in campo al Tre Fontane contro il Como Women. Il ritorno in Campionato, nonostante la prima posizione in classifica andrà affrontato con lo stesso piglio combattivo che è stato caratteristico della squadra sinora.

“E’ fondamentale vincere contro il Como. Siamo davanti all’Inter in classifica, ma non dobbiamo fermarci: dobbiamo continuare allo stesso modo, come abbiamo fatto finora”.

Eva Schatzer, Juventus: “Coppa? Abbiamo giocato come fosse un secondo tempo. Ora è tutto nelle nostre mani”

Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Arriva come una piacevole boccata d’aria fresca la vittoria strappa-finale della Juventus, reduce da un 2-1 (totale 4-1 considerato il risultato d’andata) nella semifinale di ritorno di Coppa Italia davanti alla Fiorentina.

La realtà piemontese ha imposto la propria legge in quella che -già in partenza- appariva come una partita dal difficile pronostico, nonostante il privilegio del risultato in avanti; un arresto nella competizione per l’avversaria viola, quindi, costretta a lasciare ad un passo dall’ultimo atto.

Ora, però, non c’è poi così tanto tempo per i festeggiamenti: l’attesa è tutta per la finalissima contro la Roma, storica antagonista bianconera. Intanto, durante lo spazio post gara, a rendersi disponibile ai microfoni della sala stampa è stata Eva Schatzer; ecco quanto detto dalla 6 a proposito della meta conquistata: «abbiamo lavorato duramente per arrivare preparate a questa partita. Sapevamo che la Fiorentina è una squadra molto forte e, nonostante la vittoria dell’andata, di essere a metà percorso, quindi abbiamo giocato come fosse un secondo tempo.

Era tutto aperto – ha aggiunto -, ma abbiamo fatto subito gol e questo ci ha indirizzate nella direzione giusta. Il nostro obiettivo è sempre quello di arrivare in fondo a tutte le competizioni; quest’anno in campionato abbiamo lasciato qualche punto, però adesso abbiamo ancora questa finale da giocare e in campionato ancora le ultime partite. Noi cerchiamo sempre di vincere tutto e speriamo di toglierci ancora qualche soddisfazione.

Per quanto riguarda la categoria? La Lazio è vicina a noi in classifica e sappiamo che è tutto nelle nostre mani; dovremo rimanere concentrate, imponendo il nostro gioco per riuscire a vincere da squadra».

Pinones Arce, Fiorentina, dopo l’uscita dalla Coppa Italia: “Era dura ribaltare il risultato dell’andata!”

Pinones Arce, il tecnico della Fiorentina Women ha parlato attraverso i canali ufficiali del Club viola, dopo la sconfitta a Biella contro la Juventus Women: “Quest’oggi oltre alla fortuna, è mancata anche un pò di cattiveria, in ogni caso abbiamo creato molto e potevamo anche andare in vantaggio. Abbiamo eseguito una buona gara, era un compito difficile perchè dovevamo ribaltare il risultato di Firenze e resto contento dell’atteggiamento delle mie ragazze e per come hanno oggi hanno dimostrato che ci siamo e possiamo giocarcela con tutti”.

Una Fiorentina che ha cambiato atteggiamento più nella ripresa, dove si è vista più aggressiva e dinamica nonostante i valori degli avversari, e sarà quindi questo che si dovrà mettere in campo da oggi fino a fine campionato? “Con questo carattere credo fortemente di si, abbiamo tutte le possibilità di fare una buona fine di campionato”.

Terminato il turno di Coppa, adesso si riapre ancora la sfida contro la Juventus Women, proprio al Viola Park (sabato 4 aprile ore 12.30) per le ultime 5 giornate (15 punti importanti) dove ogni punto potrebbe cambiare le posizioni di classifica. Le ragazze di Pinones sono attualmente al quinto posto (in parità con il Napoli) a 25 punti: il fare bene, in questo finale, sarebbe un segnale in più di grande carattere.

NWSL da record: testimone la coppia Cantore-Di Guglielmo, convincono Angel City e Bay

La NWSL fa la storia e la fa con una delle migliori ed importanti fonti per il calcio femminile tutto: il pubblico. Si, perché, in occasione della recentissima gara tra Denver Summit e Washington Spirit, ad incorniciare i consueti 90 è stata l’attiva presenza di ben 63.004 spettatori: un vero e proprio record per una singola disputa del campionato preso in considerazione!

Il Mile High Stadium (nota casa Summit) non è mai stato così affollato, e la sua “padrona” ha così potuto giocare la sua primissima gara locale con grande entusiasmo. Un bel messaggio ed una bella emozione anche per la coppia tutta italiana composta da Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo, entrambe titolari nella serata archiviata; per le due citate, una marcia in più, considerato il finale a reti bianche definito contro la squadra alla quale ha preso parte l’ormai ex Juventus Pauline Peyraud-Magnin.

Tra le gioie dello step del fine settimana, anche quella provata dal Bay FC, fresco di conquista di un pieno bottino da primo tempo dopo il fermo scorso davanti all’Angel City: doppio 3 (per legame esito e punti), quindi, per la compagine californiana che salda il sesto gradino statistico, strettamente in bilico vista la rincorsa delle dirette inseguitrici di categoria. Il momento prolifico ingloba lo Utah Royals, reduce dalla vittoria sul Boston legacy, sorriso per Portland Thorns, Seattle e San Diego.

Luce sulla attuale graduatoria, è difficile parlare di dominio: totalmente insicure le posizioni della top 10 per distanza minima rispetto alle opposte (prime quattro a pari merito, Houston e Bay a stretto conflitto per ugual motivo). Qualcosa in più si saprà nei prossimi giorni, quando sarà tempo dei prossimi appuntamenti; il calendario non concede pause, all’orizzonte, infatti, ci sono: Gotham-Orlando Pride (quest’ultima “bisserà” con l’Angel capolista), Boston-San Diego, Houston Dash-Racing Louisville, Utah Royals-Chicago, Kansas City-Gotham, North Carolina-Portland, Seattle-Denver Summit, Bay FC-Washington Spirit.

Squadra della settimana della Women’s Champions League: gara di andata dei quarti di finale

Anneke Borbe, Arsenal

Ha effettuato cinque parate per registrare il maggior numero di gol evitati della settimana, gestendo la pressione costante del Chelsea per preservare il vantaggio di due gol della sua squadra.

Caitlin Dijkstra, Wolfsburg

Dominante in difesa con 12 liberazioni, più di qualsiasi altro giocatore questa settimana, insieme a tre intercetti, giocando un ruolo cruciale nel tenere a zero la OL Lyonnes.

Janina Minge, Wolfsburg

Ha mantenuto la porta inviolata contro OL Lyonnes con una prestazione composta in possesso palla, vincendo la maggior parte dei suoi duelli e realizzando tre intercetti chiave.

Katie McCabe, Arsenal

Ha fornito un assist preciso su punizione per il gol d’apertura e ha dimostrato la sua versatilità passando senza intoppi al ruolo di difensore centrale dopo l’intervallo.

Vicky López, Barcellona

Ha registrato un gol e un assist in una prestazione dominante dell’andata, contribuendo anche in difesa con sei recuperi di palla.

Momoko Tanikawa, Bayern Monaco

Ha avuto un impatto decisivo dalla panchina, fornendo il filtrante per il secondo gol del Bayern e segnando lei stessa il gol vittoria.

Alexia Putellas, Barcellona

Ha controllato il ritmo per tutta la partita, trovando costantemente spazio per ricevere e facendo corse penetranti che hanno messo in difficoltà gli avversari creando occasioni sul campo.

Vivien Endemann, Wolfsburg

Una presenza costante nel contropiede, usando la sua velocità per creare pericoli e provocare falli, contribuendo anche in difesa vincendo il 73% dei suoi duelli e completando tutti i placcaggi, oltre ad assistere la rete di Lineth Beerensteyn.

Pernille Harder, Bayern Monaco

Centrale nella minaccia offensiva del Bayern, che ha portato in vantaggio la sua squadra due volte con un movimento intelligente alle spalle e una conclusione composta che ha costantemente messo a nudo la linea difensiva del Manchester United.

Alessia Russo, Arsenal

Influente in ogni fase del secondo tempo, segnando un gol di livello mondiale nei suoi due tiri per dare all’Arsenal un margine cruciale nella sfida, contribuendo difensivamente con intercetti e recuperi di palla.

Linda Caicedo, Real Madrid

Ha fornito un costante sfogo offensivo, minacciando con le sue corse alle spalle e segnando due volte per mantenere la sua squadra in corsa per la seconda partita.

Fuga in Coppa, Juve nel sogno – Canzi: “Finale? Ci godiamo questo momento”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Juventus “bissa” il riscontro del penultimo step d’andata contro la Fiorentina e conquista la finale di Coppa Italia. Letale la doppietta di Capeta (autrice nell’occasione andata in scena nelle scorse ore) che ha avuto la meglio sull’unica risposta opposta (2-1 il risultato).

Nessun upset, quindi, per quel che riguarda il segnale precedente di fronte alla stessa Viola, mentre ora si avvicina sempre più l’ultimo atto contro una agguerrita Roma, altra uscente indenne dallo scontro per lo stesso obiettivo.

Orgoglio, emozione ed anche una leggera analisi senza filtri di un duro momento collettivo archiviato quello evidenziato dal tecnico bianconero Massimiliano Canzi che, poco dopo quanto accaduto, ha rivelato: «Per noi è un traguardo importante – ha ammesso lo stesso -. Ce la giocheremo al nostro meglio, perché arrivare in finale è sempre complicato, soprattutto contro un’ottima squadra come la Fiorentina.

La Roma? In questo momento è la squadra che sta dominando il campionato; è arrivata anche fino a qui, quindi andremo ad affrontare questa partita con grande rispetto per loro. Ora, però, ci godiamo questo momento perché era un momento abbastanza complicato per noi; le ragazze hanno reagito molto bene e sono molto fiero di loro».

Ed a proposito della 7 portoghese, protagonista della serata: «sta facendo un grandissimo campionato, è arrivata l’ultimo giorno di mercato per sostituire Cristiana Girelli e ha avuto un impatto molto forte in partita e in generale sulla squadra. È una ragazza molto silenziosa, che lavora; poche chiacchiere, molti fatti, e noi possiamo solo farle i complimenti!».

Manca il rush clou: sarà il campo a decidere chi aggiungerà un trofeo alla propria bacheca.

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