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Laura Giuliani, Milan: “La mia famiglia è il mio primo allenatore. Il primo Scudetto con la Juve il mio ricordo più bello, le 100 presenze con la Nazionale e con il Milan tappe fondamentali”

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Laura Giuliani, portiere e leader del Milan, oltre ad esserlo anche per la Nazionale Italiana, è ormai definitivamente diventata una figura fondamentale per il calcio femminile italiano e per la sua espansione che, negli ultimi anni, sta vedendo un’importante crescita grazie anche allo splendido europeo delle Azzurre, terminato solamente in semifinale contro l’Inghilterra.

Il portiere rossonero, prima di approdare al Diavolo, ha girato la Germania, per poi diventare protagonista con la maglia della Juventus, con la quale ha vinto 4 Scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane.
Negli ultimi giorni, in attesa del rientro in campo contro il Parma nel quale le meneghine vorranno tornare ai 3 punti, Giuliani ha rilasciato un’intervista al podcast di Michelangelo Ienco che è stato pubblicato sul suo canale Youtube.
In questa intervista l’estremo difensore milanista ha ampliato i suoi discorsi, toccando anche tasti lontani dal calcio e analizzando la sua vita a 360°.

Giuliani ha immediatamente parlato della sua famiglia che ha sempre considerato un elemento fondamentale per lei e per la sua carriera: “Mamma, Papà, mia sorella sono stati i miei primi grandi allenatori, mi piace descriverli così. Poi arrivano i miei nonni, arriva Cristian e poi c’è un’altra persona che è entrata nella mia vita da tre anni a questa parte ed è diventata per me un punto di riferimento.”

Il suo viaggio nei ricordi del passato è continuato con i primi passi da calciatrice: “Ho iniziato a giocare a calcio in oratorio con i miei compagni di scuola e di catechismo. Il calcio era ciò che univa tutti, mi sono appassionata a questo sport… tra l’altro non è che mi venisse benissimo giocato fuori, con il pallone tra i piedi (ride n.d.r.). Quando mi hanno messo in porta ho scoperto di essere bravina e da lì ho continuato a stare in porta.”

L’intervista di Michelangelo Ienco è continuata con delle foto di alcune esperienze di Laura Giuliani.
La prima rappresenta un momento con il papà del numero 1 rossonero: “Questo è stato uno dei momenti più belli che mi ricordo ed è uno degli ultimi momenti passati solo con papà. Questa era un’attività commerciale che avevamo fatto con la Nazionale e per la festa dei papà avevano fatto venire i papà a Coverciano e avevamo fatto dei giochi con la palla insieme. Quel giorno era anche il suo compleanno e, quindi, avevo chiesto in cucina di fargli fare una torta e gliel’avevo offerta chiedendogli di sposarmi (ride n.d.r.).”

“Papà è sempre stata, ed è tutt’ora, una figura di sicurezza. Quando c’era papà io mi sentivo al sicuro, ciò vale anche adesso in modo diverso. Papà è un esempio di valori inestimabili, come la disponibilità, la perseveranza, la forza d’animo, dare agli altri senza chiedere mai niente in cambio.”

“Quando ho iniziato a giocare a calcio, rendere orgogliosi i miei genitori era una delle mie più grandi spinte motivazionali. Il non poter arrendermi, il dover andare sempre avanti nonostante le difficoltà, il dover dimostrare di essere abbastanza per rimanere in Germania da sola; ad un certo punto quello diventa un limite perché non sei più la ragazzina di 18 anni che ha bisogno di dimostrare di essere abbastanza ma sei una donna che ringrazia per quello che loro sono stati per te ma che ha la sua vita.”

La seconda foto presenta il percorso di Giuliani, il primo trofeo da bambina fino alle 100 presenze con le Azzurre: “Il primo trofeo, era un torneo estivo in cui avevo fatto il capitano per la prima volta e poi sono arrivata a quest’anno nel quale ho raggiunto le 100 presenze con la Nazionale e con il Milan e in mezzo c’è uno dei trofei che ho vinto con la Juve.”

“A quella bambina di 14 anni direi di continuare così. Alle ragazzine del nostro settore giovanile lo dico sempre: a volte ci sono dei momenti in cui le cose non vanno sempre come vorrei andassero e di conseguenza devo trovare e ho cercato un modo per riportarmi a quel mood per superare quel momento. Io vado a vedere i pulcini allenarsi, in quelle bambine lì rivedo tutto quello che mi è servito per iniziare e continuare a giocare; io avevo quegli occhi là e quando me lo dimentico mi basta vedere loro per ricordarmelo.”

“Questo percorso che ho fatto è parte di un processo di crescita personale che mi porta ad avere la responsabilità, prima di tutto, di essere fedele a me stessa verso i miei valori, i miei modi di essere, la mia mentalità e cercando di passare attraverso l’esempio di quello che faccio io e di quello che sono io, che non è detto che sia giusto per tutti. Ma magari anche solo una persona vede quello che fai e può essere di ispirazione e di spinta per aiutarla a trovare la propria strada, la propria passione, una qualità che pensava di non avere. Spero che queste ragazzine mi possano ricordare come Laura, ognuno avrà qualcosa di diverso da raccontare.”

Tornando al traguardo delle 100 presenze: “Il 100 è la tappa di un importante percorso di crescita che in nazionale è iniziato nel 2013 e con il Milan nel 2021 e che mi sta accompagnando e che mi ha regalato tantissime emozioni e spunti di crescita e lavoro. Mi sta dando la possibilità di mettere in campo quello che sono io ogni giorno.”

“Il ricordo più brutto che ho della mia carriera è stata quando mi sono fatta male a Friburgo. Mi ero rotta il menisco in una stagione che già non era iniziata bene. Il ricordo più bello credo sia il primo scudetto con la Juventus perché è stato esattamente l’anno dopo in cui mi sono fatta male. Nell’ultima partita di campionato, contro il Tavagnacco, dopo 10/15 minuti del primo tempo, mi era saltata la sutura che mi avevano fatto un anno prima al menisco e quindi mi si era bloccato il ginocchio e sono dovuta uscire. Essendo arrivate a pari punti con il Brescia, ai tempi c’era lo spareggio da fare e l’ho giocato con il menisco rotto e poi abbiamo vinto ai rigori proprio ad un anno di distanza da quando mi ero fatta male… non avevo mai pensato a questa cosa.”

L’ultima foto è Giuliani con la maglia dell’Italia: “Per me la Nazionale è un premio. A parte l’orgoglio infinito che mi porta indossare questa maglia dal 2013 a questa parte, non mi stancherò mai di avere addosso questo stemma, anche quando non ne sarò più parte. Quando fai parte della Nazionale, non fai parte solo di un gruppo ma diventa parte della tua quotidianità rappresentare l’Italia nel mondo.”

L’intervista termina con un pensiero verso suo marito: “Se dovessi scegliere una quarta foto sarebbe mio marito e i miei quattro gatti che mi accompagnano da 14 anni a questa parte e sono una parte fondamentale del mio percorso e della mia vita.”

Il programma dalla 13a alla 15a giornata: date e orari delle gare del mese di febbraio

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Con la Serie A Women Athora pronta a ripartire dopo la sosta natalizia e dopo la Supercoppa Women vinta dalla Juventus sulla Roma, sono ufficiali anche le date e gli orari delle giornate dalla tredicesima alla quindicesima, in programma nel mese di febbraio e che anticiperanno la sosta per i primi impegni della Nazionale nelle qualificazioni al Mondiale del 2027.

Serie A Women Athora – Il programma dalla 13a alla 15a giornata

13a giornata
Sabato 7 febbraio
Ore 12.30: Genoa-Lazio (DAZN)
Ore 12.30: Sassuolo-Parma (DAZN)
Ore 15: Como Women-Juventus (DAZN)
Domenica 8 febbraio
Ore 12.30: Roma-Milan (DAZN)
Ore 15: Napoli Women-Ternana Women (DAZN)
Ore 15.45: Inter-Fiorentina (DAZN, RaiSport e RaiPlay)

14a giornata
Sabato 14 febbraio
Ore 12.30: Ternana Women-Genoa (DAZN)
Ore 12.30: Como Women-Sassuolo (DAZN)
Ore 14.45: Milan-Fiorentina (DAZN, RaiSport e RaiPlay)
Domenica 15 febbraio
Ore 12.30: Parma-Inter (DAZN)
Ore 15: Juventus-Lazio (DAZN)
Ore 18: Roma-Napoli Women (DAZN)

15a giornata
Sabato 21 febbraio
Ore 12.30: Napoli Women-Parma (DAZN)
Ore 12.30: Genoa-Como Women (DAZN)
Ore 15: Lazio-Milan (DAZN)
Domenica 22 febbraio
Ore 12.30: Ternana Women-Juventus (DAZN)
Ore 15.30: Inter-Roma (DAZN, RaiSport e RaiPlay)
Ore 18: Fiorentina-Sassuolo (DAZN)

Google Pixel Women’s Bundesliga: numeri e statistiche sulle migliori giocatrici del torneo

La corsa per la miglior marcatrice dovrebbe essere estremamente emozionante. Dopo 14 giornate, la capitana di lunga data del DFB Alexandra Popp del VfL Wolfsburg e la campionessa in carica Selina Cerci (TSG Hoffenheim), che si è classificata prima la scorsa stagione insieme al Lineth Beerensteyn del Wolfsburg con 16 gol ciascuno, guidano la classifica dopo 14 giornate con dieci gol ciascuno. Ma la concorrenza si nasconde da vicino. Sandra Maria Jessen (1. FC Köln), che ha segnato quasi la metà di tutti i gol della sua squadra, e Larissa Mühlhaus (SV Werder Bremen), che ha realizzato sette rigori da sola, hanno segnato ciascuna nove volte. L’attaccante tedesca Nicole Anyomi (Eintracht Frankfurt) e Vanessa Fudalla (Bayer 04 Leverkusen) seguono con otto gol ciascuna in questa stagione. Le due migliori marcatrici Alexandra Popp (62) e Selina Cerci (48) hanno anche tirato o colpito di testa verso la porta avversaria più spesso. Sono seguite da Pernille Harder (FC Bayern Monaco) e Larissa Mühlhaus con 44 tiri in porta ciascuna.

Di gran lunga il miglior fornitore della Google Pixel Women’s Bundesliga è la giocatrice nazionale Klara Bühl del FC Bayern Monaco. L’ala ha servito dodici gol. La sua compagna Georgia Stanway e Janou Levels (VfL Wolfsburg) hanno ciascuna sette assist. Non c’è da stupirsi che Klara Bühl sia anche in testa alla classifica delle marcatrici della massima lega femminile tedesca con 18 punti. Alexandra Popp e Selina Cerci hanno ciascuna 14 dirette partecipanti ai gol, Larissa Mühlhaus dodici e Georgia Stanway undici.

Poiché il FC Bayern Monaco domina la maggior parte delle partite, non sorprende che il leader della lega abbia anche la giocatrici con più dribbling. La campionessa europea inglese Georgia Stanway è la chiara numero uno con 1152 passaggi. Dietro alla capitana dell’Hoffenheim, Vanessa Diehm (1035), un’altra giocatrice del Bayern, Stine Ballisager (897), segue al terzo posto, anche se ha giocato solo undici delle 14 partite di campionato. L’internazionale danese ha anche registrato il miglior tasso di completamento dei passaggi tra tutti i giocatori della Bundesliga, con il 95,7 percento. Con Magdalena Eriksson (95,2%), Glodis Perla Viggosdottir (93,9%) e Vanessa Gilles (93,8%), altre tre giocatrici del Bayern si sono classificate rispettivamente seconde, quarte e quinte. Solo Guro Bergsvand del VfL Wolfsburg è entrato anch’esso nella “Top5” con il 94,9 percento.

L’Hamburger SV sverna come squadra promossa con sette punti in una posizione retrocessione. Tuttavia, l’attaccante Melanie Brunnthaler è arrivata ai vertici in tre statistiche a livello di campionato. L’austriaca venticinquenne ha disputato il maggior numero di duelli (451) ed è stato colpito più falli (43 volte). Nei duelli aerei completati, Brunnthaler (84) deve solo cedere il posto ad Alexandra Popp (92). La nazionale del Wolfsburg Cora Zicai (69) ha realizzato il maggior numero di palleggio davanti a Klara Bühl (53) e Lisa Baum del RB Lipsia (49).

  Il maggior numero di cross tra tutti i giocatori della Bundesliga è stato realizzato dall’ex nazionale Svenja Huth del VfL Wolfsburg (119). Anche qui Klara Bühl (105) ha concluso al secondo posto davanti a Larissa Mühlhaus (85). Klara Bühl, invece, è la leader nei passaggi lunghi riusciti fuori campo. Proprio come Franziska Harsch (TSG Hoffenheim), ha un tasso di successo dell’83,3 percento. Con Katharina Naschenweng (81,8), Momoko Tanikawa (78,9) e Stine Ballisager (76,2), altre tre giocatrici del FC Bayern Monaco occupano le posizioni successive.

 In dieci delle quattordici partite, il FC Bayern ha mantenuto la porta inviolata. La portiera nazionale Ena Mahmutovic ha mantenuto la porta inviolata in nove presenze, il miglior punteggio. La sua compagna Maria Luisa Grohs non ha dovuto allungarsi alle sue spalle tre volte nelle altre cinque partite. Mariella El Sherif (SV Werder Bremen), Laura Benkarth (SC Freiburg) e Kim Sindermann (SGS Essen) hanno mantenuto entrambe la porta inviolata per quattro parti.

  Portiera Larissa Rusek dal 1. L’austriaco ventenne ha parato un totale di 74 tiri avversari in porta. Laura Dick del TSG Hoffenheim (58) così come Laura Benkarth (57) e Mariella El Sherif (56) seguono da una distanza considerevole. In media, le due di Monaco Ena Mahmutovic (88,9%) e “Mala” Grohs (84,6%) hanno effettuato le parate più riuscite. Il terzo posto va a Laura Dick con il 75,3 percento.

Flaminia Simonetti: “Ho realizzato un piccolo grande sogno. Ora mi piacerebbe una visita di chef Cannavacciuolo”

“Mi piacerebbe che lo chef Cannavacciuolo passasse a trovarci, siamo sue fan da sempre e lo seguiamo ogni anno a Masterchef”.  A raccontarcelo è stata Flaminia Simonetti, calciatrice della Lazio, che cita un famosissimo chef e un noto programma televisivo non a caso ma per un motivo ben preciso che comincia a spiegarci cosi: “Era un sogno che coltivavamo da tempo e che negli ultimi mesi stavamo cercando di realizzare, è stata un’occasione quasi inaspettata e abbiamo deciso di coglierla al volo”. La calciatrice della Lazio da qualche settimana, infatti, ha realizzato un suo piccolo grande sogno, che con il pallone non ha però nessun collegamento. La centrocampista classe ’97 a fine 2025 ha aperto il ristorante ‘Da Simonetti’, della quale è proprietaria e a riguardo precisa: “In me la passione per la ristorazione c’è sempre stata. Mio papà è da sempre in questo ambiente e fino a 2 anni e mezzo fa era proprietario e cuoco di un ristorante a Frascati. Ho potuto vedere ed innamorarmi di questo mondo da molto vicino”.

Per Flaminia il tutto si concretizza a poco più di un anno dal suo ritorno a Roma, sponda Lazio, da Milano e dall’Inter. Tornare ‘a casa’ ha spinto la calciatrice a realizzare il suo ‘piccolo’ sogno: “Se non fossi tornata a Roma -racconta Flaminia– avrei solamente rinviato l’apertura perché come si sa, e come sto vedendo, questo tipo di lavoro richiede molta presenza soprattutto agli inizi quindi sarebbe stato più difficile aprirlo e vivere in un’altra città contemporaneamente”.
La cucina, i fornelli e Flaminia Simonetti. Un legame che sembra di lunga data come ci confida l’ex Empoli ed Inter: “La cucina è una mia passione da sempre, mi piace andare a mangiare fuori e cerco sempre ristoranti nuovi da provare. Il mio rapporto con i fornelli è molto semplice ma mi piacerebbe imparare a cucinare meglio”.

Aprire un ristorante tra un allenamento e una trasferta non è indubbiamente la cosa più semplice. Sul periodo precedente all’apertura l’atleta biancoceleste ci dice: “In precedenza c’era già un ristorante che lavorava principalmente a pranzo, mentre noi abbiamo deciso di aprire sia pranzo che cena. Fortunatamente non abbiamo dovuto fare grandi lavori di ristrutturazione, abbiamo solamente modernizzato qualcosa”.
A portare avanti ‘Da Simonetti’ ovviamente non c’è solo la giocatrice, che ha vestito la maglia della Nazionale all’Europeo in Inghilterra, accompagnata in questa avventura da una persona speciale: “Non sono sola in quest’avventura, io e la mia compagna, infatti, abbiamo fatto questa scelta di vita. Lei si è occupata principalmente delle cose più impegnative e burocratiche, io ho solo scelto l’arredo”.

Sul ‘riscaldamento prima di scendere in campo’ Flaminia ricorda: “La fase di organizzazione è stata complicata perché le cose da fare sono tante e vanno tutte di pari passo. Dagli ordini dei fornitori, che prevedono una valutazione accurata delle materie prime da inserire nelle giuste quantità, la selezione dei vini, da scegliere in base al tipo di cucina che si propone, i lavori di ristrutturazione, la parte burocratica, la selezione del personale, ogni attrezzatura necessaria anche quella che puoi sottovalutare di più e che invece ha una sua rilevanza in un contesto professionale”.
Poi il 18 dicembre il debutto ufficiale del ristorante ‘Da Simonetti’ che la ristoratrice fotografa cosi: “L’inaugurazione è stato uno dei momenti più belli che vissuto, che mi ha lasciato un’emozione indescrivibile. Ho provato veramente una sensazione di pienezza, di orgoglio e di gratificazione. Auguro a tutti di provare questo almeno una volta nella vita”.

Ma arrivando in Via Basento 51 a Roma cosa è possibile mangiare e chi ha scelto il menù? Su questo tema Flaminia è un fiume in piena: “Il menù è stato scelto un po’ sullo stile dei piatti del ristorante di mio papà, per continuare la tradizione, e alcune alternative invece sono state scelte insieme al nostro cuoco Emiliano Squiglia, per adattarci ad una zona diversa rispetto ai castelli romani. A me il menu piace tutto devo dire, penso che il piatto forte sia la carbonara e il mio piatto preferito è la fettina panata, l’adoro”.
Ora il locale è aperto e ‘Da Simonetti’ ci sono state delle visite molto speciali: “L’inaugurazione ed i giorni successivi -ci dice Flaminia– abbiamo avuto molte visite di amiche e compagne di squadra che sono passate, ognuna di loro è rimasta soddisfatta della cucina. Sono orgogliose di dove sono e di cosa sono riuscita a fare fino ad oggi. Questa per noi è una grande vittoria”.
In chiusura la giocatrice, disponibilissima a parlare di sogni ed ambizioni, ci svela la soddisfazioni di queste settimane: “Proprio qualche giorno fa parlavamo di quanto sia appagante e gratificante quando un cliente che non conosciamo direttamente faccia una foto ad un piatto del nostro ristorante. È veramente una soddisfazione paragonabile al segnare un gol o fare un’assist perché in qualche modo ti riempie e ti rende orgogliosa di tanti sacrifici fatti”.

Nazionale, qualificazioni mondiali. Si parte da Reggio Calabria e Vicenza

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Saranno Reggio Calabria e Vicenza le prime due tappe del cammino della Nazionale Femminile verso il Mondiale brasiliano del 2027. La squadra di Andrea Soncin, inserita nel Gruppo 1 della Lega A, inizierà la sua ricorsa alla decima edizione del torneo iridato sfidando martedì 3 marzo (ore 18.15) la Svezia allo stadio ‘Oreste Granillo’ e sabato 7 marzo (ore 18.15) la Danimarca allo stadio ‘Romeo Menti’. Un doppio esame scandinavo che potrebbe rivelarsi già decisivo per il discorso qualificazione, e per questo da superare a pieni voti contando anche sul supporto dei tifosi. Per ottenere il pass diretto per il Mondiale – evitando le insidie dello spareggio – bisognerà infatti chiudere il girone al primo posto. Un obiettivo già centrato dall’Italia nelle qualificazioni a EURO 2025, in cui riuscì al fotofinish a precedere Paesi Bassi e Norvegia. Il 2026 delle Azzurre partirà dunque dalla Calabria – come avvenuto due anni fa con la vittoria di Cosenza contro la selezione Oranje – e dal ‘Granillo’, pronto a fare da cornice per la prima volta a una gara della Nazionale Femminile. Due invece i precedenti al ‘Menti’, che ha ospitato i match con la Spagna disputati nel 2014 e nel 2024, quest’ultimo terminato 1-1 (gol di Beccari) davanti a oltre 5.500 spettatori.

Ternana Women: lo slogan “Chi nasce a Terni nasce Fera”. Paolo Tagliavento: “Vedere così tanti neonati indossare i nostri colori nell’ultimo anno è un’emozione indescrivibile”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women rinnova anche per il 2026 la distribuzione dei kit Baby Fera ai neonati presso l’Ospedale “Santa Maria” di Terni. Un’iniziativa che esprime l’attenzione e la vicinanza del club alla città, rafforzando fin dai primi istanti di vita il legame tra la comunità ternana e i colori rossoverdi.

Un legame che nasce in culla

A ogni bambina e bambino nato nel reparto di Neonatologia, diretto dalla dottoressa Federica Celi, viene consegnato l’attestato della Fera: una pergamena dal forte valore simbolico che sancisce l’ingresso nella grande famiglia rossoverde e che funge da coupon per il ritiro gratuito del kit ufficiale presso il punto vendita Macron di viale Cesare Battisti 171-173 a Terni. Un kit che rende i più piccoli Fere a tutti gli effetti, composto da una maglia da gara in miniatura, un bavaglino e un pupazzo, il tutto racchiuso in una sacca personalizzata con il logo della Ternana Women.

Identità e Senso di Appartenenza

“Chi nasce a Terni nasce Fera” è lo slogan che accompagna da anni questa iniziativa, diventata un vero e proprio rituale di benvenuto. Un gesto semplice ma carico di significato, che unisce sport, territorio e nuove generazioni, trasformando i colori rossoverdi in un simbolo di appartenenza e affetto.

A sottolineare il valore del progetto le parole dell’Amministratore Delegato della Ternana Women, Paolo Tagliavento: “Vedere così tanti neonati indossare i nostri colori nell’ultimo anno è un’emozione indescrivibile. È la conferma che il senso di appartenenza a Terni è vivo e forte. Grazie al Presidente Bandecchi che ha voluto riprendere la consegna dei kit. Siamo felici di continuare a celebrare la vita e la nostra storia, accogliendo ogni nuovo nato come parte integrante della famiglia rossoverde”.

Benedetta Orsi, a luci spente si racconta: “Certe emozioni, ma anche certe sconfitte, le vivi da sola..”

“A luci spente” con Benedetta Orsi, il format della Fiorentina Women con le storie fuori campo delle protagoniste viola, vede confrontarsi la calciatrice con le sue personali problematiche calcistiche, le sfortunate situazioni di salute, e la gioia di ritrovare la piena forma.

Il racconto dell’atleta, parte da Benedetta bambina, che affronta le emozioni dei suoi inizi con il Tennis all’età di 12 anni. Poi come un fulmine a ciel sereno un grosso problema di salute blocca le sue ambizioni.

“Certe emozioni le vivi da sola ed anche certe sconfitte le vive da sola, così come i traguardi, e sei sempre tu contro te stessa con te stessa. Mi ricordo che avevo questo forte male alla spalla che mi impossibilitava la notte a dormire nel giro di un paio d’ore con la TAC mi hanno trovato questa massa tumorale ed ovviamente li per li la reazione è stata forte. Mi ha spaventato più la reazione della mia mamma che il referto”. Sono queste le forti parole che Benedetta, con voce bassa, ricorda questo triste suo evento. “Dopo l’operazione, la massa tumorale benigna (fortunatamente) è stata rimossa, e con questa semplice operazione sono riuscita a liberare il male”. La mamma per la gicatrice resta e resterà sempre un punto fermo della sua vita, come è giusto che sia, e la stessa giocatrice (ridendo e ripensando a questi tristi eventi personali) ricorda come un capitolo trascorso.

“Quando un capitolo finisce è perché deve finire”, afferma Benedetta e se da una parte è stata sfortunata, abbandonando il tennis da un’ altra parte ha avuto la fortuna di avvicinarsi al calcio. Anche contro il parere medico, Benedetta inizia a giocare in parrocchia per divertimento per poi provare con questo sport e da li è iniziato un percorso velocissimo a diventare una giovane promessa a soli 14 anni, in serie B, come attaccante per essere ad oggi nel ruolo di difensore. “Nata come attaccante, un pò per il fisico, sono arrivata alla difesa e credo che ogni cosa succeda un pò perche deve accadere”. 

Conclude il suo racconto ripensando ai momenti dello studio, che forse dovevano portare più completezza alla sua vita, ma mai è chiuso e un giorno la Benedetta dinamica e con il forte carattere che l’ha contraddistinta fino ad oggi potrà cambiare vita (dopo il calcio) per  ritagliarsi altre forme di soddisfazione personale che la vedranno sempre competitiva e ferma nelle sue scelte come solo lei sa fare.

Giorgia Arrigoni, Milan: “Abbiamo ricaricato le energie. Vincere un trofeo sarebbe una grande soddisfazione.”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

È pronto a ripartire il Milan, dopo la sosta natalizia e dopo aver chiuso il 2025 con la vittoria in Coppa Italia contro il Genoa, subito dopo il pesante tonfo nel Derby di Milano: un sonorissimo 1-5 che ha portato la squadra di Suzanne Bakker a ritrovarsi a -4 dalla zona Champions League.
La distanza da colmare non è proibitiva ma il Diavolo ha bisogno di riordinare le idee e di trovare quella costanza che è mancata nella prima parte di stagione.
La ripresa sarà contro il Parma alle 12:30 di sabato e l’obiettivo rossonero sarà quello di ritrovare immediatamente i 3 punti per riprendere la marcia verso l’Olimpo Europeo.

Ecco che in vista della partita Giorgia Arrigoni ha rilasciato un’intervista sui social del Milan. Il centrocampista, cresciuto nel settore giovanile del Diavolo, è ormai un punto fermo dell’11 titolare, già dalla scorsa stagione durante la quale ha messo a referto 6 gol e 2 assist. I numeri in questa stagione sono calati ma la motivazione principale è il nuovo ruolo che Bakker le ha cucito addosso: pur di non fare a meno della duttilità di Arrigoni, l’allenatrice olandese ha deciso di schierarla spesso nel ruolo di terzino, a dimostrazione dell’importanza della classe 2004 nello scacchiere meneghino, in qualsiasi ruolo.

“Abbiamo concluso l’anno con il passaggio del turno di Coppa Italia. Abbiamo finito l’anno su un’onda positiva e dovevamo anche riscattarci dopo la partita con l’Inter, però è rimasto sicuramente dell’amaro in bocca. Ora abbiamo ricaricato le energie per iniziare l’anno al meglio.

Sono arrivata come un attaccante esterno, poi per necessità, caratteristiche fisiche, anche io sono cambiata e ora mi identifico come un centrocampista e all’occorrenza anche terzino, però meglio centrocampista. Sono stata in un po’ di posizioni, forse vorrei provare anche portiere, mi manca solo quello. Non mi dispiacerebbe. (ride n.d.r.). A parte gli scherzi, sono stata in tante posizioni, sono sempre a disposizione della squadra e quello secondo me è la cosa più importante e dove mi mettono do il massimo: è andata anche bene, continuiamo così.

L’anno scorso, a fine anno, è arrivato questo premio (Miglior Under 23 in Serie A n.d.r.). Sicuramente è stato motivo di grande orgoglio che ti dà una spinta in più per questa stagione, ma come ho già detto, era un punto di partenza e non di arrivo e mi motiva ogni giorno di più.

Penso che per ogni giocatrice e squadra ci siano obiettivi nel breve, medio e lungo termine. Ci sono quelli per cui puoi lavorare ogni giorno e sicuramente la soddisfazione più grande sarebbe quella di riportare il Milan in alta classifica e, perché no, portare a casa il primo trofeo.”

Si rinnova dunque la volontà di voler vincere qualcosa con questa maglia e la strada più rapida potrebbe essere quella della Coppa Italia, nella quale il Milan affronterà la Fiorentina ai quarti di finale. Partita che sarà successiva a quella contro il Parma, nella quale il Diavolo tenterà di fare bottino pieno per ripartire nel modo migliore possibile.

Fernanda Fernandez approda al Venezia: chi è la nuova arancioneroverde

Photo Credit: Andrea Vegliò, FC Cesena - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Svelato il primo accordo di mercato invernale a favore Venezia: a subentrare alla Prima squadra arancioneroverde è Fernanda Fernandez. Il contributo in difesa, classe ‘96, accompagnerà quest’ultima fino al 30 giugno 2026; una carriera che ha trovato il via nei colori Molassana, fino a toccare i tasti Campomorone Lady, Genoa (tre le stagioni disputate con tale maglia), Chievo e, per ultimi, Freedom.

La calciatrice si assicura, quindi, un posto in B proseguirà il percorso con la nuova formazione, ora fanalino di coda della classifica a quota 4 punti, pari col Trastevere.

Innesto a parte, nei giorni scorsi la società ha salutato ufficialmente Chiara Barro: risoluzione consensuale per la giovane figura, annunciata a settembre con ulteriori nomi di reparto quali Marcia Andreia Duarte Crespo, Ambra Liva, Lynn Rahel Gismann, Chiara Barro, Beatrice Airola, Alice Muffato Miani, Elena Morin.

Il gruppo si appresta a tornare in campo dopo la sosta festività: fissato per domenica 18 gennaio, infatti, l’incontro in trasferta con la San Marino Academy. Una importante chance per provare ad invertire la rotta (la padrona di casa dell’appuntamento decritto toccherà il verde con altrettanta volontà di riscatto, considerato il pareggio e le due sconfitte subite nel momento pre pausa). Una sola giornata a separare il girone d’andata da quello di ritorno: servirà, quindi, acquisire punti (il digiuno continua da ormai nove match) per recuperare terreno e provare a farsi spazio in zona salvezza. Rimane, comunque, un insieme fiducioso e pronto a ripartire, all’insegna del bel gioco e del coraggio; si attendono novità importanti a muovere una situazione di stallo che sembra non premiare un dichiarato potenziale!

Nuova Alba, il benvenuto a Mister Fabio Vicardi: “Calcio femminile? La mia prima esperienza!”

Photo Credit: Nuova Alba Calcio Femminile

La Nuova Alba ha aperto il 2026 con una vittoria davanti alla propria tifoseria con l’intenzione di proseguire su questa strada per tutto il resto della stagione. In panchina sedeva, però, un nuovo tecnico: Mister Fabio Vicardi. La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto modo di farsi raccontare in esclusiva il percorso che l’ha condotto fino alla squadra umbra, affrontando anche l’attenzione nei confronti del calcio femminile in Italia.

«Seguo da qualche anno Nuova Alba grazie al legame professionale e personale con il DS Ceceroni e con alcuni tecnici del Settore Giovanile che ho avuto la fortuna di conoscere in altri contesti umbri nel periodo trascorso al Milan. Sicuramente la continua crescita della Società e del progetto ha giocato un ruolo fondamentale per intraprendere questa esperienza oltre al fatto che tutte le volte che ho avuto occasione di lavorare in Umbria mi son sempre trovato molto bene da tutti i punti di vista», Mister Vicardi ha in primo luogo dichiarato che sono stati il cammino della Società stessa nel calcio femminile (di cui quello umbro nello specifico) e le premesse del progetto a convincerlo a dare inizio a questo capitolo professionale alla guida delle biancoverdi. Nel curriculum dell’allenatore figura il Milan, squadra che lui ha conosciuto e con cui ha potuto entrare in contatto con la realtà calcistica della regione, che gli è rimasta particolarmente impressa.

Il movimento femminile è però «un’esperienza che non ho ancora fatto, sebbene abbia alcuni amici che negli ultimi anni hanno intrapreso questo percorso parlandomene sempre molto bene. Sono molto curioso, e cerco sempre di aggiungere sfide nuove a quelle già intraprese, credo sia un’ulteriore tappa di crescita e devo dire che le prime sensazioni sono molto positive», il primo impatto con il calcio femminile non l’ha deluso, e il tecnico potrà vedere con il passare delle partite un mondo nuovo che ha necessariamente punti di contatto con quello che ha vissuto fino a questo momento: la fame per la vittoria, il desiderio di vincere, una passione viscerale.

Il lavoro precedente portato avanti da Vania Peverini è stato accolto con grande entusiasmo da Vicardi, che ha omaggiato i meriti sportivi raggiunti dalla squadra con l’allenatrice alla guida e ha, in secondo luogo, creato un insieme di ragazze molto motivate a migliorarsi: «I risultati parlano chiaro sul valore delle ragazze che ho a disposizione, sia in campionato che in Coppa. Ho trovato un gruppo motivato e disponibile a migliorare, questa è la base su cui passiamo iniziare questo percorso insieme.»

Vicardi ha infine affermato che due pilastri su cui si fonda la sua filosofia sono «Consapevolezza e umiltà sono i primi valori che mi vengono in mente, tenendo sempre alto l’entusiasmo che possa, giorno dopo giorno, dare il piacere di giocare e allenarci seriamente e farci alzare il livello individuale e collettivo.»

Si ringraziano Mister Fabio Vicardi, a cui si augura un buon proseguimento di stagione, la Team Manager Claudia De Rosa e la Nuova Alba Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la fiducia.

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