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Carolina Morace: “In Italia criteri rivedibili ai corsi di formazione, vogliono che gli uomini allenino anche nel femminile”

Nelle ore scorse Carolina Morace si è concessa ai microfoni del quotidiano ‘Il Manifesto’ nel quale ha parlato di calcio giocato e non solo. L’attuale Deputata al Parlamento Europeo, con il Movimento 5 Stelle, ha parlato della differenza di trattamenti tra uomo e donna ai corsi per allenatore di Coverciano: “Finché ci sono questi criteri d’ingresso ai corsi di formazione, ci saranno solo o quasi allenatori maschi. Il punteggio per entrare al corso di Allenatori Uefa A o Uefa Pro è diverso tra uomini e donne. Io ho vinto tredici scudetti e ogni scudetto ha un punteggio ma i miei valgono di meno rispetto a quelli che hanno vinto gli uomini. È incredibile ma è un problema che esiste da sempre”.

Morace nell’intervista concessa ha poi aggiunto: “Ora senza nulla togliere ad Andrea Soncin, CT della Nazionale Femminile, ma se viene messo un uomo ad allenare le ragazze più forti del paese l’indicazione che viene a cascata per tutte le società è quella che serve un uomo”.
A riguardo ha poi continuato: Ci sono allenatrici bravissime che hanno la porta aperta in qualsiasi altra nazione e che conoscono il calcio femminile a livello internazionale, ma vengono scavalcate da allenatori uomini che hanno magari, come esperienza, solo quella del calcio giovanile. Si fa un’equazione assurda tra calcio giovanile e calcio femminile come se le donne adulte fossero assimilabili ai ragazzini. Anche qui si tratta di cultura”. 

Parlando poi di tecnico Morace ha concluso: “Negli staff di molti allenatori, all’estero, ci sono donne mentre a noi sembra impossibile. Nella scuola di Coverciano ancora vogliono che le allenatrici vengano chiamate ‘mister’… È ridicolo ma questo è il livello della nostra cultura sportiva. Tempo fa mi ha chiamato un ex giocatore che doveva allenare una squadra di donne. Mi ha detto che lui era abituato a entrare negli spogliatoi e mi chiedeva il da farsi con le ragazze. Io gli ho detto che nello spogliatoio femminile non entro nemmeno io”.

Claudia Brandolini: “In Spagna per coltivare il sogno di una vita tra futsal e Atletico Madrid”

Ho iniziato la stagione a livello lavorativo come preparatrice atletica del Leganes maschile, per poi cambiare e passare nello staff del recupero infortuni con l’Atletico Madrid”. A raccontarcelo è stata Claudia Brandolini, con una vita divisa tra campo e parquet che da un anno e mezzo vive in Spagna e sulla sua scelta ci dice: “Sono contenta. Mi piace tanto lavorare in un ambiente del genere che trovo molto stimolante, tutti i giorni si impara qualcosa di nuovo ed era quello che volevo fare. Sotto questo punto di vista sono soddisfatta perchè sono sempre stimolata. Spero che un giorno anche nel calcio 5 si possa arrivare ad ottenere questa professionalità”.
Calcio a 5 che è nel presente di Claudia che gioca nel Mostoles, nella Serie A spagnola. Sull’esperienza iniziata questa stagione la calcettista ci confessa: “Sono molto contenta, penso che abbiamo una squadra molto interessante, giovane con molto talento. Possiamo arrivare lontano perchè possiamo crescere tanto in prospettiva. Qui forse si lavora meglio sullo sviluppo del talento della giocatrice giovane che è in fase di crescita. In campionato stiamo facendo bene e a livello personale spero di poter dare sempre il mio apporto”. 

La classe ’92 originaria di Pescara torna poi sulle ragioni del trasferimento in Spagna evidenziando: “L’anno scorso la decisione è nata perché volevo fare un master qui, per dare continuità agli studi che avevo fatto in Italia. Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare in un club professionistico, allo stesso tempo non volevo smettere di giocare continuando la mia carriera calcistica”.
Claudia poi continua spiegando: “Forse ho preso questa decisione un po’ tardi, non è stato facile in estate per muovermi per continuare a giocare e svolgere il master fuori dall’Italia L’anno scorso ho giocato con il Rayo Majadahonda, in Serie B, e poi ho avuto l’opportunità di trasferirmi al Mostoles”.
Brandolini, che ha salutato la Serie A italiana nell’estate del 2024 quando giocava con il Pelletterie, sulla differenza tra Spagna e Italia invece ammette: “La differenza è soprattutto sul lavoro tattico. Vedo tanta preparazione generale da parte di tutti nello staff e voglia di migliorare sui dettagli anche a livello individuale. C’è tanta cura anche cura nell’approccio alle gare e differenze anche nell’arbitraggio con meno pazienza per il contatto fisico, che spesso viene punito”.

Brandolini, con trascorsi anche con Lazio, Salinis, Montesilvano e Ternana, poi sul Mondiale che ha caratterizzato la fine del 2025 sottolinea. “Lo reputo un evento storico, arrivato anche per noi dopo tanti anni. Abbiamo dovuto lottare per ottenerlo, per me è un orgoglio che finalmente sia arrivato e spero che sia l’inizio di un progresso. Abbiamo sempre lottato per cercare di ottenere i nostri diritti. Per me è stato bello, intenso e appassionante”.
In conclusione Claudia fa un punto su questi 12 mesi e sui propositi per il nuovo anno: “Il 2025 è stato un anno molto bello, ricco di soddisfazioni e di crescita personale sia a livello calcistico che a livello lavorativo. Nel 2026 spero di mantenere o migliorare ciò che ho costruito nel 2025”.

“We reframe the game” – Lo spaccato berico, tra neopromozione e tutto ancora da scrivere

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Lo slogan “We reframe the game” continua ad accompagnare il cammino del Vicenza: una squadra (appena promossa in B) rivoluzionata, così come si può parlare di rivoluzione per nome, logo e visione di un progetto creato per resistere nel tempo.

Alla guida della rosa messa in piedi quest’anno c’è Fabio Viviani, un tecnico di sangue più biancorosso che rosso, da subito dichiarante la volontà di “riempire una pagina bianca”. Quella pagina, ad oggi, è stata “macchiata” dai primi risultati raccolti dal collettivo, che ne evidenziano un dato statistico da decimo posto: un segnale buono – se si pensa all’avvio in nuova categoria tra avversarie di altrettanto livello ed esperienza – ma con un riferimento sconfitte (6) da scardinare e punti da acquisire se si vuole apportare un plus a umore e graduatoria, logicamente ed oggettivamente utile al percorso.

Seppur il calcio non sia tutto analisi e numeri, non vi è al momento una impressionante differenza tra goal subiti e trovati (rispettivamente 17 e 16), ma le sole 4 vittorie ed i +2 offerti da due pareggi chiamano ad una estensione, possibile già prossimamente, poco dopo la definitiva archiviazione della sosta festività. Schemi a parte, il mix gioventù-esperienza offerto dai rinforzi stagionali selezionati in modo oculare dalla società (Greta Bellagente, Sofia Arpegaro, Giulia Parodi, Elisabetta Pozzi, Anna Boaretto, Chiara Modesti, Maddalena Nava, Joyce Asamoah i profili pre viaggio, raggiunti, più recentemente, da Emma Perrone e Meda Šeškutė) proseguono nella crescita e nella ricerca di soddisfazione della “domanda” del club stesso, sicuro anche della confermata presenza della Presidentessa Erika Maran.

Il recap 2025 indica una partenza in salita con le cadute di fronte ad Arezzo, Frosinone, Freedom e Res Donna Roma, poi il sollievo nella quinta e sesta giornata col tris inflitto davanti a Trastevere e San Marino per far spazio ad un seguito ancora altalenante. Ora lo spazio è tutto per l’incontro del 18 gennaio che vedrà le biancorosse ospitare il Como 1907 (attuale capolista di serie): servirà un finale deciso per poter chiudere con respiro meno pesante il sipario sull’andata di campionato. Nessun appuntamento circa la Coppa Italia: breve il tragitto interno alla competizione, interrotto al momento penalty nel turno preliminare contro il Trastevere.

Si potrà continuare a fare affidamento su un insieme coeso e compatto, formato da atlete che ormai sanno cosa significa “famiglia”. Le migliori marcatrici della stessa, al momento, sono (in ordine crescente di quota goal) Giulia Parodi, Anna Boaretto e Greta Ponte, spinte da un ambiente che agevola anche lo “spin” individuale.

Tutto ancora da decidere. Ad maiora… semper!

Alice Berti: “Basilea? Impossibile rifiutare la loro chiamata. Campionato e Coppa? Diremo sicuramente la nostra”

Credit Photo: Nina Decker

“Sono approdata al Basilea perchè il club mi ha fatto sentire da subito grande fiducia nei miei mezzi. Per me non è stata una scelta difficile, quando ti si presentano certe opportunità è difficile direi di no”. A dircelo è stata Alice Berti, talentuosa classe 2003 approdata in estate a Basilea dopo l’esperienza con il Brescia nella scorsa annata, che aggiunge: “Al mio arrivo ho trovato un ambiente molto tranquillo e professionale, curato molto il dettaglio che non ci fa mancare veramente nulla”.
La calciatrice milanese è tornata in Svizzera dopo l’annata 2022/23 giocata con il Servette e a riguardo ammette: “Quando sono arrivata al Servette ero ai primi anni tra le grandi. Ora mi sento sicuramente una giocatrice più consapevole e matura, ovviamente c’è ancora tanto da migliorare”.

Alice, poi, sulla scelta di tornare nel campionato elvetico ci confida: “La Svizzera mi è sempre piaciuta, sono rimasta piacevolmente sorpresa poiché dal punto di vista calcistico il livello si è alzato notevolmente, è un campionato molto valido ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno per fare uno step in più”.
Sui propositi per questa stagione, invece, l’ex Juve e Sampdoria ricorda: “Gli obiettivi per quest’anno sono sicuramente quelli di giocare un ruolo di primo piano nella Coppa Svizzera e nel campionato e di tornare finalmente a lottare per un titolo con l’FCB.  L’anno è iniziato in maniera difficile e con dei cambiamenti, ma grazie al format svizzero e ai play-off sono certa avremmo il tempo di riscattarci”.
Il Basilea è qualificato per le semifinali di Coppa nazionale mentre in campionato è a tre punti dal secondo posto. Sulla stagione Alice mostra il suo ottimismo rimarcando: “Sicuramente siamo a buon punto, siamo una squadra molto propositiva e anche nei momenti peggiori siamo state in grado di non perdere fiducia nel progetto e nei nostri mezzi. La dirigenza, staff e squadra sono tutti sulla stessa lunghezza d’onda e penso che questo porterà i suoi frutti e saremo in grado di toglierci grandi soddisfazioni”.

Per la classe 2003 lombarda, che in passato ha giocato anche in Spagna con il Logrono, sul suo impatto con il Basilea, poi, ricorda: “Dal punto di vista personale è stato un inizio molto complicato tra infortuni e adattamento al nuovo campionato. Ho reputato però quelle settimane con un momento per mettermi subito alla prova. L’ambiente, dallo staff per passare alle mie compagne, mi è stato sempre vicino e non mi hanno fatta sentire sola”.
Nelle ultime giornate, messi da parte i guai fisici, Alice ha ritrovato con regolarità il manto erboso rimanendo sempre in campo, praticamente, nelle ultime cinque uscite ufficiali che fotografa cosi: “Non è per niente scontato sentirsi a casa quando sei una nuova arrivata, in un paese con una lingua e una cultura totalmente diversi, se ho trovato la continuità e la serenità in campo che sto avendo fino ad ora lo devo soprattutto a loro a chi mi è stato vicino in questo periodo”.

Per Alice, dunque, esperienza maturata sia in Italia che in Svizzera e sui due movimenti calcistici ci ricorda: “La differenza tra Serie A e AWSL non abissale. In Italia è un calcio più tattico e riflessivo mentre in Svizzera ciò che conta è la concretezza. L’Europeo, di quest’estate, poteva lasciare un impatto ancora più importante. All’inizio ho avvertito tanto seguito e l’impressione sembrava di una considerazione generale aumentata, poi forse l’interesse è un pizzico calato me piccoli miglioramenti ci sono stati. La nostra tifoseria a Basilea ci accompagna ovunque, anche se spero che possa crescere sempre di più”.
Ora per Alice e compagne un periodo di pausa in attesa di tornare in campo. Berti conclude l’intervista con i buoni propositi per questo 2026: “In Svizzera, ancor di più che in Italia, il break invernale è molto lungo ed importante. Abbiamo avuto tre settimane di stop e il campionato riprenderà i primi di febbraio, c’è tanta voglia di tornare e non vediamo l’ora di iniziare questo 2026 nel modo giusto”

Laura Tinari: “Eventi come la Supercoppa Women vanno portati in realtà piccole ma con un movimento in crescita”

Nelle ore scorse Laura Tinari,  Presidente della Serie B Femminile e Vicepresidente vicaria della LND Abruzzo tramite social ha postato una foto che la ritrae con la fiaccola olimpica e ha postato: “Alla domanda ‘Cosa rappresenta la fiaccola olimpica’, oggi un bambino ha risposto ‘La vita’. Quel bimbo ha saputo descrivere meglio degli adulti questo simbolo che, con tutta la sua potenza, in questi giorni sta attraversando l’Italia nel segno della pace, dei valori dello sport, del fuoco della passione, della cultura e delle idee. Oggi all’Aquila, come da ieri ha fatto anche in altri territori dell’Abruzzo, la fiaccola olimpica ha chiamato a raccolta una comunità – fatta di sportivi, bambini, giovani, adulti e famiglie – nonostante una pioggia battente”.

Nei giorni scorsi, invece, al fianco di Federica Cappelletti, con la Supercoppa da assegnare nei prossimi giorni a Pescara, aveva ricordato: “Sul territorio si fa promozione, formazione, cultura sportiva. L’esempio del calcio di vertice è uno stimolo per tutta la base ed è per questo che eventi come la Supercoppa Women vanno portati su territori come il nostro. Le realtà piccole ma con un movimento in crescita, come l’Abruzzo, sono accoglienti e appassionate. Attraverso queste iniziative aumentiamo la consapevolezza delle ragazze e delle bambine su un calcio per tutti e tutte. Supercoppa Women ed Europeo Under 19 del 2029 fanno parte di una strategia federale che ci vede tutti uniti per supportare la crescita culturale e sportiva delle nostre ragazze. Il 6 gennaio il Trophy Tour della Supercoppa farà tappa al PalaRoma di Montesilvano, in occasione del Futsal Day e delle Finals della LND Abruzzo”.

Napoli Women: ufficiale il primo innesto, rinforzo in mediana per le partenopee

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Dall’HJK Helsinki arriva l’esterno Kainulainen. Prima operazione in entrata del mercato invernale: Elli-Noora Kainulainen, classe 2000, è una nuova calciatrice del Napoli Women! Ala sinistra o terzino di spinta, mancina naturale, arriva a titolo definitivo dall’Helsinki, squadra campione di Finlandia con cui ha disputato i preliminari di UEFA Women’s Champions League; in azzurro, vestirà la maglia numero 77.
La calciatrice ha dichiarato: “Sono davvero felice di unirmi al Napoli Women. Mi sento molto motivata ed entusiasta per questo nuovo capitolo. Il Napoli è un club ambizioso, con valori forti, e sono grata per la fiducia che mi è stata data. Non vedo l’ora di integrarmi al meglio nel gruppo, lavorare duro ogni giorno e contribuire a raggiungere gli obiettivi stagionali. A livello personale, il mio obiettivo è crescere sia come calciatrice che come persona, essere costante nelle prestazioni e dare il massimo per la squadra.”
Ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027. Intensità, corsa e visione: benvenuta a Napoli, Elli-Noora!

Roma bifronte, ma la faccia ora guarda al futuro

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Roma prima allenata da Alessandro Spugna e poi da Luca Rossettini ha avuto un 2025 a due facce: cominciato, in ordine cronologico, con la vittoria per 3 a 1 della Supercoppa ai danni della Fiorentina, sembrava che la stagione potesse proseguire sull’onda cavalcata dalle ragazze detentrici dello Scudetto e con ancora tanto da dare, e invece la squadra giallorossa ha perso terreno, tanto da arrivare a fatica al terzo posto, l’ultimo disponibile per sognare l’Europa che conta, mostrando una faccia tutt’altro che positiva rispetto alla prima. In poche parole, si è trattato di una Roma bifronte.

Se si dovesse scegliere una partita per fotografare la stagione della Roma ai suoi albori, si dovrebbe necessariamente nominare quella del “Tre Fontane” contro la Juventus nel corso della regular season: 3 a 1 in favore delle capitoline, una partita splendida giocata con sacrificio, fame, voglia di dimostrare di essere ancora la squadra da battere e una supremazia territoriale di altissimo livello.

Contro l’Inter, però, l’incantesimo va in fumo: le nerazzurre vincono tra le polemiche nello stadio giallorosso, e il meccanismo si rompe, dando inizio a quella che è la seconda faccia della Roma. La Roma non ha più la sua identità, è una squadra che deve per forza cambiare rotta, e riesce comunque a conquistarsi un importantissimo slot per i preliminari della Women’s Champions League all’ultima giornata contro la diretta contendente Fiorentina.

Salutano la Capitale Elena Linari, partita alla volta del London City Lionesses, Moeka Minami se ne va per vestire la maglia del Brighton, e lascia Roma anche Valentina Giacinti, che comincia un nuovo percorso in Turchia con il Galatasaray. Hawa Cissoko e Camelia Ceasar approdano invece al Parma.
La casacca giallorossa la indossano, invece, Rachele Baldi, tornata a difendere i pali dopo l’esperienza all’Inter; Winonah Heatley, Samantha van Diemen dal Glasgow City, Valentina Bergamaschi dalla Juventus arrivano a Roma per il reparto difensivo, e in questo contesto è da segnalare l’arrivo a parametro zero della danese Katrine Veje dal Crystal Palace; Annalena Rieke dall’Essen rinforza la mediana, Osorinsola Babajide dal Tenerife porta esperienza e qualità in attacco, mentre Martina Cherubini e Giulia Galli vengono aggregate alla Prima Squadra dalla Primavera, a cui si sono aggiunte, recentemente, anche Magda Piekarska e Valentina Soggiu, rispettivamente in difesa e tra i pali.

Dall’arrivo di Mister Luca Rossettini, la Roma fa parecchia strada e taglia traguardi che alla vigilia erano inattesi. Centrata la finale di Serie A Women’s Cup contro la Juventus — dopo un girone, il C, con Ternana, Milan e Sassuolo chiuso al primo posto e un 3 a 0 categorico ai danni della Lazio nel primo derby stagionale — e persa di misura soltanto all’ultimo, le giallorosse dimostrano che con la giusta voglia di fare bene e l’organico dal grande potenziale nelle mani di un allenatore che, non propriamente esperto, ma volenteroso, sa metterle in campo nel modo giusto. Ottime, in questa competizione, le gare di Pilgrim, Corelli, Greggi e Viens, nonché una ritrovata Haavi.

L’amaro in bocca della finale persa lascia il posto alla Serie A, che parte subito forte e diventa il vero habitat naturale delle ragazze di Mister Rossettini: vittoria per 4 a 0 all’esordio contro il Parma, concretizzato con quattro marcatrici diverse, un rocambolesco 2 a 1 al Milan in trasferta deciso da Giugliano in pieno recupero, un 3 a 1 con doppietta di Corelli a un ottimo Napoli in ascesa, 3 a 0 categorico all’Inter nella cornice del “Tre Fontane” con tanto di gol dell’ex di Pandini ad aprire le marcature, poi la prima sconfitta: 5 a 2 in casa della Fiorentina, di certo influenzato dall’espulsione di Heatley nel primo tempo, ma le giallorosse non si perdono d’animo e tornano subito con i giri del motore al massimo. Vincono nuovamente il derby contro la Lazio con la splendida rete di Di Guglielmo, contro il Como Women nel segno di Viens, pareggiano contro la Juventus con il gol dell’ex Bergamaschi e, infine, vincono in casa della Ternana per 2 a 0 con l’apertura delle marcature da parte di Dragoni. In poche parole, dal punto di vista offensivo la Roma funziona e convince, e ha ampi margini di miglioramento anche in difesa.

E la Champions? Be’, quella è a due facce, il ritratto della stagione: inizio promettente nel girone di qualificazione, vinto senza sconti in Repubblica Ceca per aggiudicarsi il doppio match contro lo Sporting Lisbona. Le giallorosse perdono tra le mura amiche e sperano di ribaltare il risultato in Portogallo, cosa che avviene grazie a una superBergamaschi, che decide le sorti della squadra e l’aiuta a qualificarsi ai gironi.
La fase a gironi, invece, ha un esito piuttosto deludente: sconfitte nette contro Real Madrid e Barcellona, rispettivamente per 6 a 2 in trasferta e 4 a 0 al “Tre Fontane”, sconfitta non preventivata, forse, anche contro il Vålerenga tra le mura amiche e contro la corazzata del Chelsea, un 6 a 0 che mette ancora una volta in risalto i limiti della squadra giallorossa. Pareggio amaro contro il Leuven e unica, importante vittoria nel punteggio, il 6 a 1 rimediato in casa al St. Pölten.

Un Dio della mitologia latina che ben rispecchia il 2025 della Roma è Giano, notoriamente conosciuto come colui che è bifronte, con due facce: l’una che guarda al passato, pieno di felicità e di bei ricordi, nonché di un paio d’anni pieni di trofei, l’altra che guarda al futuro, con ancora tutto da scrivere e con delle sorprese in serbo, come si è visto con il primato in classifica al termine dell’anno solare. Non si sa dove arriverà la Roma, ma la sua faccia che guarda al passato può essere nel complesso soddisfatta di quanto visto, a eccezione del rammarico della Champions, perché c’è sempre tempo per migliorarsi e per crescere, e rimangono ancora la Coppa Italia e il Campionato da onorare al meglio nella faccia del Giano che guarda al futuro.

L’Inter Women affronterà l’Hibernians in amichevole

credit photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

Come reso noto qualche giorno fa sui canali della società nerazzurra, la prima squadra femminile sta trascorrendo queste settimana prima della ripresa del Campionato in ritiro a Malta. Lo scopo, come prevedibile, è approcciarsi alla ripresa della stagione in maniera competitiva e combattiva così da lasciarsi definitivamente alle spalle i momenti di difficoltà affrontati dalle ragazze di Piovani negli scorsi mesi.
Sempre con questo intento martedì 6 gennaio alle ore 19:00, le interiste giocheranno un’amichevole di lusso contro l’Hibernians Football Club, squadra che milita nella massima serie del campionato maltese, è tra le squadre che ha conquistato più titoli e ha, alle spalle, anche qualche esperienza internazionale (ha giocato per tre anni di seguito i gironi di qualificazione di Champions).

La partita si svolgerà al Tony Bezzina Stadium di Paola e sarà l’occasione perfetta per Gianpiero Piovani per sortire delle strategie di gioco che saranno utili, in futuro, per continuare in maniera proficua una stagione ancora lunga in cui l’obiettivo è, come enunciato già prima dell’inizio dell’annata calcistica, vincere il più possibile.

Tornate in Italia, infatti, ad attendere l’Inter a Biella c’è il derby contro la Juventus Women (domenica 18 gennaio alle 15:30) che sarà reduce dalla partita di Supercoppa italiana contro la Roma e da un 2025 altalenante che ha preoccupato i tifosi a più riprese. Come ogni derby che si rispetti ci si aspetta, già da ora, una gara senza esclusione di colpi e le nerazzurre saranno chiamate a dare il meglio di sé come hanno in precedenza dimostrato di saper fare, ricche di qualità calcistica e voglia di dimostrare sul rettangolo verde tutto il proprio valore in ogni reparto della formazione.

Ranking FIFA, Futsal: scalata del Marocco

Ana Catarina Pereira, Fifo, Lidia Moreira, Janice Silva e il Portogallo hanno segnato 37 gol e ne hanno incassati appena quattro per arrivare in finale, riducendo così la distanza dalle rivali iberiche. Argentina e Italia, entrambe protagoniste a Manila, hanno guadagnato due posizioni salendo rispettivamente al quarto e al quinto posto. Anche la Colombia ha fatto un passo avanti, portandosi al settimo posto. Le maggiori beneficiarie di Filippine 2025 sono state le squadre africane. Il Marocco ha stravolto i piani della Polonia raggiungendo la fase a eliminazione diretta e ha fatto un balzo di sette posizioni fino al 24º posto del Ranking Mondiale FIFA.

La Tanzania, invece, ha battuto la Nuova Zelanda e scalato otto posizioni fino al 74º posto. Le Twiga Stars sono così risultate, insieme alla Repubblica Ceca, reduce da due vittorie consecutive in trasferta contro la Slovenia, le nazionali che hanno guadagnato più posizioni nell’ultima edizione del ranking. Anche Guatemala (su di 5 fino al 34º posto), Iraq (su di 3 fino al 49º) e Norvegia (su di 5 fino al 50º) hanno registrato progressi da menzionare.

Argentina: Belgrano batte Newell’s ai rigori e si qualifica per la Libertadores

In Argentina Belgrano ha battuto Newell 4-2 ai rigori, dopo un pareggio 0-0 nei tempi regolamentari, e parteciperà al titolo della Conmebol Libertadores Femenina 2026 per vincere la Conmebol Libertadores Femenina. La gara tra Newell’s Old Boys contro Belgrano (Cba.), era in programma al principale di Sp. Belgrano (San Francisco) e dopo la parità al termine dei 90 minuti regolamentari è proseguita sino all’esecuzione dei calci dal rigore.


Sono state definite le squadre che accedono alle semifinali del Torneo Ridotto per la Seconda Promozione alla Prima Divisione del calcio femminile argentino, una gara che garantirà il secondo biglietto per la massima categoria per la stagione 2026, accompagnando l’Union de Santa Fe, campione della divisione.

RISULTATI DEI QUARTI DI FINALE

Truckers 2 – 0 San Miguel (Aggregato 3 – 0)

  • Gol: Margarita Guzmán Mamami e Agostina Zeller (C).

Estrella del Sur 1 – 2 Estudiantes LP (Aggregato: 2 – 5)

  • Trasformazione: Thalía Di Martino (EDS); Mara Gómez x2 (E).

All Boys 1 – 0 Atlético de Rafaela (agg: 1 – 2)

  • Gol: Julia Pestarino (AB).

Semifinali del Torneo Ridotto

Il Club Atlético Lanús, che si è classificato meglio in classifica generale e, inoltre, finalista del campionato, ha raggiunto direttamente le semifinali, quindi affronterà l’Atlético de Rafaela, la squadra con la media più bassa tra i quattro qualificati. Dal canto loro, Camioneros e Estudiantes de La Plata, rispettivamente secondo e terzo miglior media, si affronteranno nell’altra semifinale. Le partite si giocheranno in formato andata e ritorno nei fine settimana del 1° e 8 novembre. Le vincitrici accederanno alla finale, che definirà la seconda squadra promossa nella Women’s First Division 2026.

  • Semifinale 1: Atlético de Rafaela vs. Lanús
  • Semifinale 2: Estudiantes de La Plata vs. Autisti di camion

 

 

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