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Futsal, Serie B Femminile: il recap sui quattro gironi del torneo nazionale

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel futsal si è fermato, in queste festività, il torneo nazionale di Serie B. Il torneo cadetto è giunto al suo al suo nono turno, ovvero al termine del girone d’andata. Saranno, come nelle ultime stagioni, tre i posti disponibili per la promozione in Serie A, due riservati all’intreccio tra le prime classificate dei quattro gironi e un altro destinato alla lotteria dei play-off di fine stagione.

Nel girone A comanda il Pero con 25 punti conquistati sui 27 disponibili, seguito dalla Top Five a quota 21 e dal Solarity, terzo ad un punto dalla seconda piazza. Quarto, invece, con 18 punti è il Cus Cagliari mentre a chiudere la zona play-off è l’Atletico Taurinense, più staccato a 13 punti. In quello B, invece, comanda l’Infinity Futsal a con 24 punti che è davanti a Bo Ca Juniors e al Futsal Hurricane, a pari merito con 16 lunghezze in graduatoria. Segue Scandicci a 15 e Prato a 10.

Nel gruppo C, poi, la Virtus San Michele è prima con 24 punti mentre segue il Levante Caprarica a 23. Terzo, invece, il Nora Calcio Femminile a 17 con la Littoriana a 14 ed il Futsal Veglie a 12. Nel raggruppamento D, infine, tre squadre al comando, tutte con 24 punti. Testa a testa, dopo 9 turni infatti, tra Sangiovannese, Woman Napoli e Lady Mondragone, con Scaletta a 15 e Meta Catania a 13 a chiudere la zona play-off. Il campionato di Serie B tornerà sul parquet domenica 10 gennaio.

 

Relazione tecnica e l’analisi delle prestazioni atletiche di UEFA Women’s EURO 2025

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La relazione tecnica di 93 pagine fornisce un’analisi dettagliata delle principali tattiche e delle tendenze che hanno caratterizzato un Europeo che ha portato il calcio femminile a vette sempre più alte. Il torneo, durato 31 partite, ha fatto registrare numeri senza precedenti sia in campo che fuori, riscrivendo i record di presenze complessive (657.291 spettatori) di gol (106) e di media gol a partita (3,42). Dagli spalti in Svizzera, il gruppo di osservatori tecnici della UEFA ha valutato lo svolgimento delle partite da un punto di vista tecnico, individuando alcuni temi tattici chiave, come l’uso degli scambi stretti per scardinare le difese e le strategie offensive per sfruttare gli spazi alle spalle delle linee difensive avversarie.

Soffermandosi sugli schemi offensivi delle finaliste, il report ha evidenziato che le vice campionesse della Spagna hanno usato molto le rotazioni di ruolo per non dare punti di riferimento alle avversarie, mentre le campionesse d’Europa dell’Inghilterra hanno sfruttato il gioco sulle fasce per andare al cross, ma un altro fattore chiave è stato l’utilizzo della panchina lunga. In particolare, il 31% dei gol dell’Inghilterra è stato segnato da giocatrici entrate dalla panchina, con l’allenatrice Sarina Wiegman che ha spiegato: “Ogni giocatrice è pronta a scendere in campo e dare subito il meglio di sé”.

Nella relazione si analizza anche l’apporto dei portieri che in questo torneo hanno avuto un ruolo fondamentale non solo come custodi della porta ma anche come prime costruttrici del gioco in fase di ripartenza. Inoltre, dopo un evento che ha segnato un altro passo avanti per il calcio femminile, il report celebra le calciatrici che hanno illuminato la scena svizzera, tracciando i profili della Giocatrice del Torneo, Aitana Bonmatí, e della Giovane del Torneo, Michelle Agyemang, insieme a un’analisi dettagliata della Squadra del Torneo e dei Gol del Torneo. Gli Osservatori Tecnici UEFA che hanno dato il proprio contributo alla stesura del report sono: Britta Carlson (Germania), Lluís Cortés (Spagna), Irene Fuhrmann (Austria), Jayne Ludlow (Galles), Ioan Lupescu (Romania), Tanya Oxtoby (Australia), Anna Signeul (Svezia) e Martin Sjögren (Svezia).

Oltre alla relazione tecnica, la UEFA ha pubblicato anche un rapporto dedicato all’analisi delle prestazioni fisiche delle giocatrici nel torneo. Questo volume separato esamina la corsa, il gioco ad alta intensità e i periodi di picco atletico delle 31 partite della fase finale, fornendo una risorsa di riferimento per gli allenatori, i preparatori atletici ma anche per i tifosi. Il rapporto rileva non solo l’aumento della qualità tecnica, ma anche la maggiore intensità delle partite, a testimonianza del miglioramento dei livelli di forma fisica delle giocatrici, che hanno registrato collettivamente un aumento significativo delle prestazioni ad alta intensità rispetto alla fase finale di tre anni prima in Inghilterra. Insieme, i due rapporti forniscono la panoramica più completa mai realizzata sulla portata tecnica, tattica e fisica di un Women’s EURO.

Gli arbitri hanno toccato il tasto giusto a UEFA Women’s EURO 2025

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Gli ufficiali di gara hanno elogiato le eccellenti prestazioni durante tutto il torneo, che ha visto diversi primati operativi. La finale di UEFA Women’s EURO 2025 ha fatto calare il sipario su una celebrazione indimenticabile e da record di questo bellissimo gioco. Sul campo e sugli spalti, i record sono crollati con più tifosi che mai stipati negli stadi per sostenere le giocatrici che stavano ancora una volta alzando l’asticella del calcio femminile. Con le emozioni alte e la posta in gioco ancora più alta, il torneo è rimasto una vetrina di gioco pulito e disciplinato, grazie in gran parte alla calma autorità di alcuni dei migliori ufficiali di gara del gioco.

“Questa è stata un’edizione fantastica di UEFA Women’s EURO, con gli standard degli ufficiali di gara che corrispondono all’azione di alto livello in campo e all’organizzazione di livello mondiale fuori”, ha dichiarato il direttore arbitrale UEFA, Roberto Rosetti.
“Tutte le squadre arbitrali si sono comportate molto bene e hanno lavorato in modo efficiente in collaborazione con i loro colleghi del VAR. Congratulazioni a tutti loro per aver avuto il coraggio di farsi avanti con forza, determinazione e coraggio per affrontare le sfide che ho posto loro nell’ultimo anno.
“Vorrei anche dire un ringraziamento speciale a coloro che lavorano dietro le quinte e a tutti coloro che hanno creduto nella crescita dell’arbitraggio femminile. Voi siete il cuore di questo successo e i veri vincitori di questo viaggio. Il meglio deve ancora venire!”

Applicazione VAR di successo e integrazione di nuove leggi e tecnologie

Nelle 31 partite di Women’s EURO 2025, ci sono stati un totale di 18 interventi del VAR, 11 per decisioni fattuali come il fuorigioco e sette che hanno portato a revisioni sul campo in cui le chiamate soggettive iniziali sono state ribaltate. Questi interventi sono scaturiti da 206 controlli sugli incidenti durante il torneo e hanno contribuito a garantire che non ci fossero errori evidenti in nessuna decisione importante. Il torneo di quest’estate è stato il primo Women’s EURO a presentare la tecnologia semi-automatica del fuorigioco e un pallone connesso, che assistono gli arbitri e i VAR nel processo decisionale in tempo reale.

Ciò corrispondeva agli standard tecnici di UEFA EURO 2024 maschile dello scorso anno, dove abbiamo anche debuttato con la politica degli arbitri che spiegano le decisioni chiave ai capitani delle squadre, per migliorare la comunicazione e migliorare i rapporti tra giocatori e dirigenti, evitando anche il mobbing degli arbitri. Abbiamo adottato lo stesso approccio nel 2025, contribuendo a mantenere gli exchange rispettosi. Ci sono state anche nuove regole del gioco a Women’s EURO, e mentre nessun portiere ha violato la regola degli otto secondi per ridurre le perdite di tempo, i calci di rigore in finale sono stati caratterizzati da un calcio di rigore ripetuto, dopo il “doppio tocco” di Beth Mead sul suo primo rigore. La scorsa stagione, sarebbe stato considerato un fallimento, ma dallastagione 2025/26 il calcio è stato ripreso. L’arbitro finale Stéphanie Frappart ha segnalato la chiamata in campo e i maxischermi hanno fornito una spiegazione per i tifosi che guardavano dagli spalti.

Un fulgido esempio per la prossima generazione

Per Frappart, è stata l’ultima pietra miliare di una carriera che ha visto la 41enne diventare il punto di riferimento per gli arbitri donne, sin dalla sua nomina ad arbitrare la partita di Supercoppa UEFA maschile nel 2019 e, un anno dopo, la prima donna ad arbitrare una partita di UEFA Champions League. Da allora, la UEFA e le nostre federazioni nazionali hanno intensificato gli sforzi per sviluppare gli arbitri donne d’Europa, investendo molto nella formazione e costruendo un gruppo di arbitri di alto livello leader a livello mondiale, con una nuova generazione forte pronta ad affrontare la sfida.

Pride dal Brasile a Basilea

Oltre a dodici europee, anche la brasiliana Edina Alves Batista ha fatto parte del gruppo arbitrale del torneo, grazie alla continua collaborazione della UEFA con la CONMEBOL, la confederazione calcistica sudamericana. Alves Batista ha diretto tre partite, tra cui la semifinale tra Spagna e Germania, premio per alcune eccellenti prestazioni nel mezzo. È stata un’esperienza che ha significato il mondo per il 45enne.
“Sono davvero grata per la partnership tra CONMEBOL e UEFA, che ci ha permesso di far parte di questo grande evento”, ha detto.
Rivolgendosi ai suoi colleghi, Alves Batista ha aggiunto: “Non ho mai sperimentato nulla di simile: un’atmosfera così leggera e gioiosa, piena di unità e cameratismo. È stato un privilegio condividere questi momenti con tutti voi”.

Mentre davamo il benvenuto a Edina Alves Batista a UEFA Women’s EURO, l’arbitro Ivana Projkovska della Macedonia del Nord stava arbitrando la CONMEBOL Copa América Femenina 2025. La 39enne è uno degli ufficiali di gara del torneo in Ecuador e, insieme alle sue assistenti, l’italiana Giulia Tempestili e la spagnola Iragartze Fernández, Projkovska ha diretto quattro partite del torneo, inclusa la semifinale tra Argentina e Colombia di lunedì.

Un futuro luminoso ti aspetta

Women’s EURO 2025 non sarà un evento isolato: ci impegniamo a continuare lo slancio per gli anni a venire. La nostra nuova strategia per il calcio femminile, Unstoppable, definisce la nostra visione per il futuro e fa parte di un impegno di 1 miliardo di euro per far crescere ulteriormente il calcio. Questo non vale solo per i giocatori, ma anche per gli allenatori e gli arbitri, dalla base ai vertici. Dal 2023, il nostro Be A Referee! ha anche reclutato ufficiali di gara in tutta Europa, con le federazioni nazionali che offrono ai giovani percorsi più ampi per sperimentare la vita come ufficiali di gara. Chiunque sia in cerca di ispirazione deve solo guardare gli esempi delle ultime quattro settimane. In un torneo in cui ogni decisione contava, gli arbitri sono stati all’altezza della situazione.

Matteo Ingrosso, DS Gatteo: “Abbiamo creato una squadra più completa. Emilia-Romagna grande bacino del calcio femminile, ne siamo orgogliosi!”

Photo Credit: Gatteo Mare Calcio Femminile

Il Gatteo Mare ha concluso l’anno solare da capolista del Girone C di Serie C, andando a mettere nel dimenticatoio la passata stagione, piuttosto difficile e con la permanenza conquistata soltanto all’ultimo respiro contro il Chieti ai playout. Il Direttore Sportivo Matteo Ingrosso ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

«Abbiamo creato una squadra più completa, in modo da avere giocatrici intercambiabili che possono coprire più ruoli. La rosa è più competitiva proprio perché abbiamo delle ragazze che hanno delle esperienze in Serie C, che penso sia una delle cose più fondamentali», alla vigilia della nuova stagione la dirigenza del Gatteo ha scelto di rifondare per quasi tutti i suoi elementi la squadra, andando però a inserire calciatrici di esperienza in un organico che ne aveva un po’ peccato. Per questo motivo, l’essere in vetta alla classifica, inizialmente soltanto una speranza, adesso è diventato realtà: , confermando i desideri della preseason: «Sinceramente mi aspettavo di essere lì. Era una speranza, più che altro, però ero consapevole che la squadra fosse di un livello molto alto, ed è una cosa che personalmente mi aspettavo»

Approfondendo al meglio la rosa del Gatteo Mare, le giocatrici che adesso ne difendono i colori sono quasi tutte nuove. Malgrado ciò, che spesso si rivela un aspetto che necessita di tempo per far amalgamare la squadra, le ragazze hanno impattato bene con la stagione, con le nuove arrivate e hanno creato un gruppo solido che sta accogliendo e che ha accolto al meglio anche le ragazze che venivano da fuori«Rispetto all’anno scorso non ne abbiamo confermate tante: alcune hanno smesso, alcune hanno scelto di lasciare il Gatteo, e diciamo che quelle che sono arrivate si sono inserite davvero bene all’interno del gruppo e con le “vecchie” della squadra, e anche loro sono state molto brave a coinvolgerle immediatamente e a farle sentire subito a casa, e questo è un aspetto fondamentale, soprattutto per chi arriva da fuori.»

«Per me lavorare con una squadra giovane è davvero importante: ti danno quel brio in più e quell’imprevedibilità anche in campo, però per lavorare al meglio in Serie C una squadra deve avere anche una certa dose di esperienza. Come abbiamo visto l’anno scorso nella prima parte di campionato, soltanto la gioventù non basta: bisogna avere delle ragazze che conoscono bene il campionato che si sta affrontando, e sono proprio queste che nei momenti di difficoltà riescono a tirare fuori il meglio, anche per la tranquillità e nel dare consigli positivi alle più giovani, che hanno bisogno di più tempo per crescere e adattarsi», la rosa dello scorso anno, ricca di giovani calciatrici, ha messo in campo soltanto la gioventù, tralasciando un po’ l’esperienza, e quest’aspetto ha influito sull’andamento della stagione, perciò la Società ha cambiato rotta, inserendo anche calciatrici che potessero andare a collimare con la mancata esperienza dell’ultima stagione.

Ingrosso ha dichiarato che un fattore fondamentale a cui fare riferimento quando si dà vita a una squadra è bilanciare esperienza e gioventù«Questa squadra è venuta seguendo le mie idee, facendo una rosa sì giovane, ma ben alternata a ragazze di esperienza in modo da avere giocatrici intercambiabili: abbiamo tante giocatrici che possono sia ricoprire il ruolo del difensore centrale, sia del terzino, da centrocampista centrale a esterno, sei o sette possono coprire più ruoli, e quest’aspetto è stato tenuto in considerazione anche per dare a Mister Parlani la possibilità di avere un’intercambiabilità sia di ruoli, sia di moduli durante l’anno o una stessa partita.»

L’obiettivo principale che la squadra si era posta a inizio stagione era “fare meglio”, e pare che al momento sia stato perfettamente rispettato, senza dimenticare le difficoltà con cui le ragazze si sono interfacciate nell’ultimo campionato: «Siamo in cima alla classifica all’Original Celtic Bhoys. Tra gli obiettivi c’era quello di migliorare l’anno scorso, che calcisticamente parlando è stato molto difficile: nelle prime giornate avevamo quattro punti, e con il mercato di dicembre siamo comunque riusciti a inserire delle atlete che hanno permesso, assieme a quelle già presenze, di raggiungere la salvezza all’ultima giornata nel playout contro il Chieti.»

Le cose sono cambiate, rispetto all’ultimo anno, e il DS è convinto che questa squadra abbia le carte in regola per togliersi soddisfazioni importanti«Con il livello della rosa che abbiamo, come ho detto anche alle ragazze, sono convinto che questa squadra possa davvero togliersi delle grosse soddisfazioni; è logico, nei playoff in Serie B ne vanno due per girone, però il nostro obiettivo è quello. A tutte piacerebbe vincere il girone, se non lotti per vincere è inutile fare un campionato di questo genere.»

Il sogno del Gatteo Mare è raggiungere la Serie B, che per le ragazze sarebbe il coronamento di un sogno, e la rosa a disposizione può permettere di sognare: «La squadra è di un ottimo livello, siamo lì e quindi l’obiettivo, che poi era quello mio personale al quale credo tanto, perché sono davvero convinto che questa sia una squadra con dei difetti, ma forte, e sono convinto che possiamo arrivare tra quelle prime due e andare a giocarci quel sogno che si chiama “Serie B”.»

Per quel che concerne l’arrivo e la partenza di nuove calciatrici nel corso della finestra invernale, vista la profondità e la qualità della rosa di partenza al fischio d’inizio della stagione, il Gatteo Mare ha scelto di optare per un mercato di dicembre che fosse «conservativo, non abbiamo fatto delle manovre al di là di Lauzi, che ha firmato per la Rodense, e abbiamo aggiunto Giulia Semprini, proveniente dal Rimini Calcio proprio per mantenere la rosa a 23, però abbiamo deciso di non andare a inserire altre ragazze un po’ per rispettare il budget iniziale, un po’ per non andare a inserire altre ragazze all’interno di un gruppo ben consolidato e che sta lavorando molto bene. Siamo consapevoli di avere già una squadra forte che sta lavorando davvero bene, e per arrivare in fondo bisogna continuare così», quindi lo scopo principale della Società è stato quello di non andare a modificare troppe pedine iniziali per proseguire il percorso intrapreso e portare avanti un progetto che si sta dimostrando vincente.

Emilia-Romagna sta diventando un sinonimo di “calcio femminile”, confermandosi una regione in cui questo sport sta prendendo piede nel modo giusta, come testimoniano le tante squadre in Serie C, il Cesena e la San Marino Academy in Serie B e, non da ultime, il Parma e il Sassuolo in Serie A. In poche parole, il movimento calcistico al femminile in questo territorio è in grande crescita, come afferma anche Ingrosso nell’andare a raccontare quali sono gli esempi da seguire in serie cadetta, e non solo, per la filosofia di gioco e di creazione di una squadra: «L’Emilia-Romagna si conferma un grande bacino per il calcio femminile, perché ci sono delle squadre davvero importanti. Non dimentichiamo che in Romagna, proprio a fianco a noi, abbiamo il Cesena Femminile e la San Marino Academy che militano in Serie B, esempi da seguire. Il Riccione milita da tanti anni in Serie C anche con buoni livelli, e conosco bene l’ambiente e il loro obiettivo, che è quello di far crescere le ragazze nel miglior modo possibile»

«L’Original Celtic Bhoys e la Reggiana mi hanno sorpreso per due motivazioni diverse: sono due neopromosse e sono riuscite a creare delle squadre davvero importanti. Mi sorprende la posizione in classifica della Reggiana, che secondo me a livello qualitativo e di organico si merita delle posizioni in più, ma sono sicuro che stanno pagando lo scotto dall’Eccellenza alla Serie C e nel Girone C potranno fare ottimi risultati, infatti hanno vinto per 2 a 0 contro la Roma Calcio Femminile», Ingrosso si è complimentato con la Reggiana, che sta raccogliendo poco rispetto a quanto si sarebbe aspettato. Con ancora tutto il girone di ritorno da disputare, le granata potrebbero migliorare ancora.

Dall’altra parte, sempre in regione, c’è l’Original Celtic Bhoys, che condivide il primato in classifica con il Gatteo Mare, ed è un grande motivo d’orgoglio e di vanto per la regione, che vede le prime due posizioni del Girone appannaggio dell’Emilia-Romagna pur avendo anche formazioni del Lazio, dell’Umbria, della Toscana, delle Marche: «L’Original Celtic Bhoys è una squadra solida, ha preso gol soltanto dal Nuova Alba, per il resto sono tutti clean sheet che dimostrano una squadra molto forte in difesa, molto solida e che segna tanto. Sono squadre forti, importanti e costruite bene, sono un bello spot per l’Emilia-Romagna: vedere nel Girone C dove ci sono squadre laziali, umbre e toscane ben due dell’Emilia-Romagna in testa alla classifica dev’essere orgoglio e vanto per la regione.»

In ultima analisi, il Direttore Sportivo ha dichiarato che una Società che sceglie di disputare la Serie C investe tanto «sia in termini economici, sia in termini di passione e d’impegno sperando che qualche imprenditore importante s’innamori del movimento. Gli imprenditori della zona dovrebbero capire che il calcio femminile è uno sport sano, bello, sul quale investire per migliorarlo sempre, perché ci sono diverse problematiche da gestire. Bisognerebbe trovare degli investitori che, senza snaturare il movimento, riescano a dare una mano agli addetti ai lavori per far sì che le ragazze abbiano le migliore strutture possibili, e tutti noi dovremmo riuscire a migliorare, ma senza investimenti importanti da parte di sponsor questo diventa difficile; è normale che un presidente investa, però un campionato di C costa tanto, e bisognerebbe riuscire ad avere sempre maggiore visibilità anche dal punto di vista organizzativo, d’imprenditorialità. Su questo tutti i presidenti delle squadre di Serie C si stanno unendo per trovare sempre maggiore visibilità sia sui social che sui canali ufficiali della federazione, siamo sulla strada giusta. Negli anni passati c’è stato un boom di crescita, attorno al 2016, poi con il Covid secondo me il movimento ha un po’ rallentato, però si vede la volontà di dare nuovamente un’accelerata a questo movimento, e sono davvero fiducioso», il tempo sta aiutando la crescita del movimento, ma c’è bisogno di investimenti da parte di imprenditori per fare in modo che questo continui sulla strada che è stata imboccata.

Si ringraziano il DS Matteo Ingrosso e il Gatteo Mare per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

‘B Stories’ arriva ad Arezzo, dove il cavallino domina sulle maglie da 44 anni: “Orgoglio, responsabilità e libertà di scelta”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La puntata prenatalizia di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV, la piattaforma OTT della FIGC, non poteva che essere dedicata ad Arezzo, città che in questi giorni si riempie di turisti per i mercatini di Natale. Girando per le strade della città, però, c’è un cavallino ovunque: è lo stemma della città, orgogliosamente anche sulle maglie del club toscano, arrivato al 44° anno di attività e stabilmente in Serie B Femminile dal 2022.

“Il cavallino ci dà orgoglio e responsabilità – racconta il presidente Massimo Anselmi, che nel 2020 ha rilevato la società, riportandola in Serie B –. Il calcio qui rappresenta qualcosa di importante: non è un’attività per scopi economici, anzi, per nulla economici, ma molto sociali. Le ragazze partecipano alle manifestazioni che fanno parte della cultura della nostra città, come la Giostra del Saracino (che si tiene nei mesi di giugno e settembre, ndr), e ad Arezzo città dico di continuare a seguirci, questo rende ancora più inclusivo il nostro progetto”.

Il territorio è perfettamente rappresentato nella società. Maria Luisa Lapini fu una delle fondatrici della società, e oggi ricopre il ruolo di responsabile tesserate e genitori. “Seguo le ragazze dentro e fuori dal campo, cerco di essere una figura di riferimento in base all’esperienza che ho avuto io. Nel 1981 costituimmo l’Arezzo Calcio Femminile e questa realtà si è fatta strada: dopo 44 anni si parla ancora di calcio femminile ad Arezzo e questa è una cosa importantissima. Arezzo, poi, è una città a misura di persona: ha un centro storico piccolo, accogliente, che propone tante attività”. Stefania Cecconi, invece, da oltre 10 anni coordina la preparazione atletica: “Qui ad Arezzo crediamo nella libertà di scelta: fino a qualche anno fa era difficile scegliere di giocare a calcio. Siamo molto presenti con le ragazze: dalla scuola alla vita privata. Arezzo è un paese con la vocazione di una città”.

E forse è questo il motivo per cui le gemelle Sara ed Emma Nasoni, 19 anni, entrambe salite dal settore giovanile alla prima squadra, si trovano così bene ad Arezzo nonostante siano nate a Siena. Sara è stata la prima a fare il salto e prese il numero 45: “E io – dice Emma – per ricollegarmi in qualche modo a lei presi il 54. Fuori dal campo quasi non ci riconoscono, dentro sì, perché hanno capito come giochiamo”. Emma, due anni fa, si è rotta il crociato, Sara ha accusato il colpo: “Non averla più in campo è stata una cosa tosta da superare, è come se vivessi anche io le sue stesse emozioni. Mi chiamavano ‘Geme’ e io per le compagne sono rimasta così anche quando mia sorella è arrivata in prima squadra. Ogni volta che scendo in campo cerco di onorare questa maglia: non pensavo di poter arrivare a provare sensazioni del genere per una città che non è la mia”. È l’effetto che fa il cavallino.

La Supercoppa Women sul palco con la Fiaccola Olimpica: il trofeo in mostra a Pescara

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Aspettando l’11 gennaio e la sfida tra Juventus e Roma, la Supercoppa Women è già a Pescara. Dopo la conferenza stampa di presentazione nella Sala Giunta in Comune, il trofeo è stato esposto allo stadio Adriatico ‘Giovanni Cornacchia’ durante Pescara-Reggiana, match del campionato di Serie B terminato 2-1 per gli abruzzesi. Successivamente è stato allestito un corner in Piazza Salotto, nel centro della città, con la visita tra gli altri anche del sindaco Carlo Masci.  Pescara si prepara ad accogliere il primo grande evento del 2026, con la Supercoppa Women che per la prima volta verrà assegnata in Abruzzo: prosegue, su Vivaticket, la vendita dei biglietti per Juventus-Roma.

Migliori marcatrici: 50 reti per la numero uno del 2025, Piemonte la prima delle italiane e delle calciatrici della Serie A

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Martina Piemonte è l’unica calciatrice italiana e della Serie A Women ad aver segnato, considerando solo gol con i club, oltre 20 reti durante l’anno solare. La migliore di tutte, per il terzo anno consecutivo, è stata Charlyn Corral, incoronata come miglior marcatrice per club femminile dall’ IFFHS. Come nel 2023 e 2024, infatti, l’attaccante messicana del Pachuca ha dominato la classifica mondiale per tutto l’anno raggiungendo 50 gol nell’anno solare. 2025. La punta ha staccato tutto siglando 13 reti in più rispetto alla seconda classificata, ovvero, Katie Wilkinson, inglese dei Ranger Glasgow, e 17 in più rispetto alla terza classificata, cioè, Aerial Chavarin, americana del Cruz Azurl. Corral segnò. 34 gol nel 2023, e 42 nel 2024 mentre è arrivata a quota 50 nel 2025, dimostrando una grande regolarità nella Lega MX messicana.

Terza piazza per una calciatrice Under 20: Felicia Schroder, svedese dell’Hacken ha marcato il tabellino in ben 30 occasioni. A quota 27 marcature, invece, troviamo un terzetto composto da Jaimy Ravensbegen, olandese del Twente, Monteserrat Saldivar, under 20 messicana del Club America, Joy Omewa nigeriana dell’Horring. Una rete in meno, poi, per la polacca del Barcellona Ewa Pajor e per la portoghese del Pumas Stephanie Ribeiro. A 24, poi Maggie Jenkins, nuova zelandese del Wellington Ut, e Brenna Lovera, islandese del Brann.

A superare le 20 reti ci sono anche Selina Cerci dell’Hoffenheim, con 21 al pari di Martina Piemonte, Alicia Cervantes, messicana dello Chivas, con 23 come Bergling Thorvalsdottir, islandese del Breidablik, Holly Mc Namara, australiana del Melbourne City, Amanda Guttieres, brasiliana del Palmeiras. Sono rappresentati tutti e 5 i continenti calcistici  con Corral miglior marcatore CONCACAF, Wilkinson miglior per l’UEFA, Omewa miglior per la CAF, Jenkins miglior nell’ OFC e Guttieres miglior per la CONMEBOL.

Trastevere roller coaster: il 2025 amaranto dalla Promozione in B alla difficile permanenza

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Di strada ne ha fatta, il Trastevere allenato da Mister Claudio Ciferri passando dall’Eccellenza alla Serie B in così pochi anni, e la serie cadetta è infatti il miglior regalo che le amaranto potessero chiedere. Con 70 punti conquistati nel corso dell’ultima Serie C, le romane si sono conquistate sul campo la Promozione da prime del Girone C con alle spalle il Frosinone e la Roma Calcio Femminile, entrambe a 67 punti.

La montagna russa che sale e dà il brivido e l’adrenalina le ha dunque condotte nel posto in cui una squadra così forte e vincente merita, suggellando la propria vittoria della Serie C con dei festeggiamenti nel cuore di Roma e un mercato che potesse mantenere intatta la qualità, se non innalzarla, senza snaturare quanto fatto.
Molti dei nuovi ingressi provengono dalla Primavera della Roma. In porta è stata inserita Giulia Zaghini (ex RES Donna Roma), in retroguardia sono diventate amaranto Fuzio e Pizzuti dalla Roma, Alice Zaghini dalla Fiorentina e Zito dall’Arezzo. Per la mediana, invece, sono arrivate Capellupo dalla Roma, Evangelisti dalla Fiorentina, Lombardo dalla Ternana e Mak dal Cesena. In avanti si vedono Cornaccia dalla Roma, Sgambato dal Frosinone e Verrino dalla RES Donna Roma.
Sul fronte cessioni, invece, tra le altre ci sono Beatrice Pastore al Frosinone e Lasco e Zuzzi al Montespaccato.

La montagna russa è però scesa in picchiata con l’avvento della Serie B. Malgrado l’incoraggiante amichevole della preseason contro la Ternana, le amaranto hanno davvero faticato moltissimo a ingranare la marcia giusta. Prima del blitz in casa del Bologna, che si è concluso con un inaspettato e commovente 2 a 1 per le ragazze di Mister Claudio Ciferri, il Trastevere ha inanellato soltanto sconfitte. Un aspetto di cui va tenuto necessariamente conto, al di là della rosa molto giovane e dei tanti cambiamenti rispetto allo scorso anno, è la serie di prestazioni di alto livello che le ragazze hanno saputo mettere in campo, caratterizzate da un buon gioco e un cinismo sottoporta non sufficiente che ne ha penalizzato l’andamento. Il pareggio casalingo per 2 a 2 contro l’Arezzo nasce da un doppio vantaggio amaranto, perso però con il ritorno delle toscane, capaci di strappare un punto al termine di una partita molto difficile e gestita benissimo dalle romane.

Fino a questo momento le amaranto hanno segnato 6 reti e ne hanno incassate 21, vincendo appunto la partita contro le rossoblù e conquistando il primo punto tra le mura amiche contro ‘le altre amaranto’ dell’Arezzo. Sul fronte marcatrici, a fare meglio sono state Elisa Cornacchia, Karen Mak, Simona Zito e Martina Sclavo, tutte a una rete, e Flavia Sgambato, autrice di due gol di cui uno dal dischetto.

L’ultima del girone d’andata sarà il difficile match sul campo della Freedom a Cuneo. La neopromossa romana proverà a collezionare la sua seconda vittoria in trasferta, puntando a tre punti che sicuramente l’aiuterebbero a guardare al 2026 con maggiore entusiasmo. Lo scopo è, come detto anche da Martina Sclavo in un’intervista in esclusiva per Calcio Femminile Italiano, trovare la salvezza, e le amaranto ci proveranno fino all’ultimo.

Giorgia Panigalli: “Calcio femminile? Se sostenuto nel modo giusto i risultati non saranno più un’eccezione ma una conseguenza naturale”

“Non mi aspettavo un percorso della Nazionale cosi, ed è stato proprio questo a rendere il percorso ancora più significativo”. A raccontarcelo è stata la giornalista Giorgia Panigalli che sulla partecipazione in Svizzera della Nazionale di Soncin aggiunge: “L’Italia agli ultimi Europei ha dimostrato di poter competere davvero, non solo di partecipare. La prestazione in Svizzera ha dato la sensazione di una squadra più consapevole e matura. Se il movimento continuerà a essere sostenuto nel modo giusto, risultati di questo tipo non saranno più un’eccezione, ma una conseguenza naturale del lavoro fatto”.
L’opinionista della trasmissione Calcissimo TV, di Top Calcio 24, punta diretta poi su una calciatrice in particolare: “Mi piacerebbe parlare con Cristiana Girelli perché è una di quelle che ha vissuto il calcio femminile quando era molto più complicato rispetto a oggi. Non tanto per quello che rappresenta adesso, ma per tutto il percorso fatto prima.
Le chiederei come si convive con il fatto di arrivare “un po’ prima”, di costruirsi uno spazio quando ancora non c’erano modelli chiari o grandi attenzioni, e se oggi sente che una calciatrice può permettersi di essere semplicemente se stessa, senza dover dimostrare continuamente qualcosa in più”.

La classe 2001 brianzola poi parlando di calcio femminile aggiunge: “Secondo me l’album Panini al femminile ha un valore enorme, soprattutto simbolico. Non è solo una raccolta di figurine, ma un modo per rendere normale qualcosa che per tanto tempo non lo è stato.
Per una bambina vedere una calciatrice su una figurina significa potersi riconoscere, potersi immaginare lì. È una cosa semplice, ma capace di lasciare un segno profondo, perché aiuta a costruire sogni e possibilità che prima non erano così evidenti”.
Parlando della crescita degli ultimi anni del movimento, invece, durante l’intervista sottolinea: “Il  professionismo, poi, ha cambiato molto. Ha dato maggiore credibilità al movimento e ha tolto parte della diffidenza che per anni ha circondato il calcio femminile. Vedere ragazze giovani avvicinarsi con naturalezza e indossare la maglia della squadra del cuore aiuta tantissimo a creare appartenenza e continuità. L’ingresso di società provenienti dal maschile ha portato strutture, visibilità e investimenti importanti. L’aspetto fondamentale, però, è che il femminile venga vissuto come un progetto con una propria identità e non solo come un’estensione di quello maschile”.

Giorgia, che collabora con Allmilan.it e 352 Sport, invece sui primi approcci con un pallone ci confessa: “Non ho mai giocato a calcio in maniera seria. Ho sempre giocato per divertimento, soprattutto con i miei amici. Fin da piccola sono stata molto più portata a stare con i maschi, mi ritrovavo di più nei loro interessi e nel loro modo di vivere il gioco, ero decisamente più maschiaccio. Non ho mai pensato davvero di praticare calcio in modo agonistico: per me è sempre rimasto più un interesse che una pratica”.
Giorgia, che ha svolto master in Marketing digitale sportivo con la RCS Academy e l’IULM University, ha poi continuato: “Un interesse che però è cresciuto nel tempo ed è stato alimentato tantissimo da mio nonno, prima di tutto, e poi anche da mio papà. Sono sempre stata una che si buttava nelle cose e spesso mi sono ritrovata a essere l’unica ragazza in gruppi con interessi considerati più maschili. Anni fa questa divisione era molto più forte rispetto a oggi ed era più difficile trovare ragazze con passioni di questo tipo. Anche i miei amici, le persone che mi hanno accompagnata durante l’adolescenza, hanno avuto un ruolo importante nel rendere il calcio una presenza costante nella mia vita”.

La giornalista lombarda parlando del suo amore per il calcio, invece, ricorda: “Nasce quando ero molto piccola, grazie soprattutto a mio nonno e a mio papà. Però esplode davvero in un momento preciso: l’anno in cui Kaká arriva al Milan. Io sono nata a settembre 2001 e nell’estate del 2003 avevo appena due anni, ma da lì a poco sapevo già tutta la formazione titolare di quel Milan. Kaká è stato il mio primo vero riferimento, il mio primo calciatore preferito, quello che ha reso il calcio qualcosa di speciale e non solo una passione “ereditata”. Da quel momento in poi il calcio è cresciuto insieme a me ed è rimasto sempre presente.
Infine Panigalli conclude cosi la chiacchierata: “Un ruolo importante lo hanno avuto anche i miei amici, soprattutto durante l’adolescenza. Sono sempre stata circondata da persone con interessi molto legati al calcio e allo sport in generale, e questo ha contribuito a rendere il calcio una parte costante della mia quotidianità, vissuto come linguaggio comune e punto di incontro. Se dovessi definirlo con tre aggettivi direi istintivo, perché non l’ho mai scelto davvero; formativo, perché mi ha accompagnata mentre crescevo; emotivo, perché fa parte di me e del mio modo di vivere le cose”.

Mary Clare Petrillo, Casolese: “Riccione squadra organizzata, peccato non aver raccolto i tre punti. Dobbiamo essere più concrete”

Photo Credit: Casolese Calcio Femminile

Difficile sulla carta, un punto in più in classifica alla fine: questo è il riassunto della partita che ha giocato la Casolese in casa del Riccione, una delle compagini più avvezze al campionato di Serie C e con un organico di livello che sta giocando un’ottima stagione. Nel post-partita, la calciatrice della Casolese Mary Clare Petrillo ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Malgrado le premesse del tutto a sfavore, le toscane sono riuscite a portare a casa un pareggio importante in trasferta contro una formazione ostica mettendo in campo grinta, sacrificio e l’attenzione al minimo particolare: «Sapevamo che il Riccione sarebbe stato un avversario ostico: è una squadra organizzata, fisica e capace di metterti in difficoltà in ogni zona del campo. Nonostante questo, abbiamo messo in campo una prestazione importante, fatta di carattere, intensità e grande attenzione. È un peccato non essere riuscite a portare a casa i tre punti, perché per lunghi tratti abbiamo dimostrato di poter fare la differenza. Però il calcio è così: a volte raccogli meno di quanto semini», le ragazze di Mister Giuntini avrebbero forse meritato di più, stando a quanto affermato dalla calciatrice, che nel complesso è soddisfatta del punto guadagnato.

Petrillo ha dichiarato che un aspetto che penalizza il loro gioco è il poco cinismo sotto porta, che fa sì che la squadra crei tanto, ma raccolga meno di quanto seminato: «Se devo individuare un aspetto su cui possiamo crescere, sicuramente negli ultimi 30 metri dobbiamo essere più concrete. Creiamo tante occasioni, ma ci serve quella grinta in più davanti alla porta per sfruttare al massimo ciò che costruiamo. È un dettaglio che può cambiare le partite e su cui lavoreremo con determinazione.»

«Al di là del risultato, usciamo dal campo con la consapevolezza di essere un gruppo solido, in crescita e capace di competere contro chiunque. Questo pareggio ci permette comunque di chiudere l’anno con fiducia e con la sensazione di aver imboccato la strada giusta», un lato positivo che progredisce con l’avanzare del campionato è il gruppo che si compatta. Dando tempo al tempo, la squadra può dire la sua contro chiunque, perché la strada intrapresa pare essere quella giusta.

La pausa natalizia arriva, stando a quanto affermato dalla giocatrice, al momento giusto: «Adesso arriva la pausa, che secondo me è nel momento ideale: ci darà modo di recuperare energie e tornare ancora più motivate. Siamo convinte che il nuovo anno possa portarci ulteriori soddisfazioni. Continueremo a lavorare con umiltà e ambizione, perché questa squadra ha ancora tanto da dare.»

Si ringraziano Mary Clare Petrillo, l’addetta stampa Sara Zaccardo e la Casolese Calcio Femminile per il tempo e la gentile concessione.

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