Home Blog Pagina 210

Cittadella Women, le ragazze del settore giovanile: “Qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, cancellati anni di sacrifici”

Dopo il disappunto manifestato dalle calciatrici e dallo staff tecnico della prima squadra del Cittadella Women, società che stava disputando con ottimi risultati il torneo d’Eccellenza veneto, è arrivato anche lo sfogo delle ragazze del settore giovanile. Il club non tornerà, infatti, in campo a quanto pare nel 2026 in nessuna categoria. Amarezza e scoramento trapela dalla nota congiunta pubblicata, nelle ore scorse dalle ragazze del settore giovanile dello stesso club, che si accoda a quanto emerso già nei giorni passati.

Siamo ragazze del settore giovanile del Cittadella Women e scriviamo questa lettera per dare voce a ciò che è successo e, soprattutto, a ciò che stiamo provando.
Per noi lo sport non è mai stato solo un gioco. È passione, sacrificio, disciplina, crescita personale. È tempo. tolto allo studio, agli amici, alla famiglia. È allenarsi ogni giorno, sotto la pioggia e sotto il sole, rialzarsi dopo una sconfitta e continuare a crederci anche quando è difficile. Nel tempo abbiamo dato tutto a questa società: impegno costante, serietà, rispetto dei valori, risultati sportivi, entusiasmo. Tutte le categorie del settore giovanile avevano raggiunto risultati eccellenti nei rispettivi campionati, in alcuni casi arrivando fino alla vetta delle classifiche.

La lettera delle giovani calciatrici poi prosegue:  Ma ciò che per noi contava davvero non era solo vincere: era fare gruppo, divertirci, crescere insieme, perché sapevamo che tutto il resto sarebbe stato una conseguenza naturale. Abbiamo allenato il corpo e la testa per raggiungere obiettivi importanti, credendo in una società che diceva di credere in noi. Abbiamo rappresentato il Cittadella Women con orgoglio, dentro e fuori dal campo, contribuendo a costruire qualcosa che sentivamo anche nostro. Vincevamo perché eravamo una SQUADRA. Al nostro fianco c’erano mister che hanno sempre creduto nelle nostre capacità, anche più di quanto riuscissimo a farlo noi stesse.

Lo sfogo poi continua:  Anche loro hanno subito le conseguenze di questa situazione: non hanno ricevuto uno stipendio, eppure hanno continuato a lavorare con dedizione e professionalità, restando sempre al nostro fianco e sostenendoci senza mai farci pesare le difficoltà.
Quello che è successo non è un “incidente”, né una semplice difficoltà gestionale: è il risultato di scelte precise, fatte da adulti che hanno deciso di anteporre interessi economici alla vita sportiva e umana di centinaia di ragazze. Chiudere anticipatamente una stagione, portare al fallimento una società, significa cancellare anni di sacrifici, sogni e obiettivi costruiti con fatica. Fa male sapere che tutto questo sia stato distrutto non per mancanza di impegno o di passione, ma perché qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, ignorando completamente le conseguenze umane, sportive ed emotive che oggi noi stiamo pagando.

La nota congiunta quindi si conlude:  Non siamo numeri. Non siamo un costo da tagliare. Siamo atlete, persone, giovani che hanno creduto in un progetto e che meritavano rispetto. Siamo stanche di vedere il calcio femminile trattato come qualcosa di sacrificabile, come se il nostro lavoro, la nostra passione e i nostri sogni valessero meno. Questa lettera non è solo uno sfogo, ma una presa di posizione. Non ci sono più richieste da fare: chi ha distrutto anni di impegno e passione deve assumersi le proprie responsabilità, anche penali se necessario, affinché situazioni simili non si ripetano più. La passione non si compra e non si svende.
Quello che è successo non può e non deve essere dimenticato e sicuramente noi non lo dimenticheremo.

Adidas presenta la docuserie con Aitana Bonmatí

Adidas presenta una nuova docuserie che ha come protagoniste alcune delle sue icone sportive globali. Ogni episodio offre un raro e intimo ritratto delle profonde connessioni che esistono al di là dei campi di gioco, sottolineando come anche chi è al vertice del proprio sport abbia bisogno di qualcuno che lo aiuti a credere nel messaggio “You Got This”. Il primo episodio, con la star NBA Anthony Edwards insieme al suo migliore amico Nick Maddox, darà il via alla serie approfondendo il legame di lunga data tra i due, forgiato attraverso innumerevoli viaggi in auto, conversazioni ed esperienze condivise. Diretto da David Terry Fine (Untold: Netflix ed ESPN: 30 for 30), Stanley Brock (Road To Kampala: Copa 90 e Hanna) e Nick Maddox, l’episodio racconta il ruolo fondamentale che Nick ha svolto nella carriera di Anthony Edwards, affrontando le sfide del dolore e della pressione dentro e fuori dal campo. Offrendo un accesso intimo a conversazioni one-to-one, il film porta gli spettatori dietro le quinte della loro speciale amicizia.

Commentando il primo episodio della docuserie, Anthony Edwards, Minnesota Timberwolves, ha dichiarato: “Nick Maddox è il mio vero amico! È il mio migliore amico da quando andavamo a scuola insieme ed è il tipo che puoi chiamare in qualsiasi momento. Lui sarà sempre lì, senza fare domande. Ci siamo incontrati giocando a basket al liceo e, fin dal primo giorno, è nata una solida amicizia. Nick mi accompagnava a scuola, agli allenamenti, a casa, assicurandosi sempre che stessi bene. Quando mi sono concentrato sulla lega, lui non è cambiato, è sempre rimasto fedele come mio amico. So che posso contare su di lui per un sostegno continuo nel bene e nel male, ed è qualcosa di cui tutti avrebbero bisogno nella vita. Mi fa credere che ce la possa fare, qualunque cosa accada.”

Riflettendo sulla sua amicizia con Anthony Edwards, Nick Maddox ha detto: “Ant ed io siamo amici da quando riesco a ricordare. Quelle conversazioni che vedete tra noi in macchina? È davvero il modo in cui parliamo, è sempre stato così, e sono grato per tutti i viaggi in auto che abbiamo fatto nei nostri primi anni perché hanno davvero costruito le fondamenta della nostra amicizia. Ai miei occhi, non sto facendo nulla di straordinario per Ant, sono semplicemente suo amico. Sono sincero con lui, è sempre stato così. Il modo in cui agiamo non è mai per spettacolo, clamore o titoli; si tratta di supportarci vicendevolmente per migliorare, rimanendo onesti e assicurandoci di non perdere mai di vista chi siamo o per chi lo stiamo facendo. Questo è l’aspetto del vero supporto: esserci ogni giorno, qualunque sia la sfida”. Il primo episodio sarà presentato in anteprima nel corso di questo mese sul canale YouTube di adidas e trasmesso in streaming simultaneo su diversi canali social. La diretta streaming consentirà agli spettatori di interagire in tempo reale tramite commenti, quiz e omaggi all’interno di un’unica trasmissione su Instagram, X, Facebook e YouTube. Ulteriori episodi con Aitana Bonmatí, Rebeca Andrade e Mikaela Shiffrin saranno rilasciati durante l’anno.

COMUNICATO ADIDAS

Sofia Cantore: tra calcio, musica e nuovi sogni, l’anno che verrà

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sofia Cantore guarda al futuro con chiarezza e senza filtri. Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, l’attaccante della Nazionale italiana racconta l’anno che verrà come un percorso fatto di ambizione sportiva, crescita personale e passioni che vanno oltre il calcio.

La calciatrice ritorna con il pensiero alla finale persa con il Washington Spirit: «Già, purtroppo abbiamo perso la finale 1‑0 contro il Gotham, potevamo e dovevamo fare di più. Il dispiacere è stato grande, ma siamo una squadra abbastanza giovane e sicuramente l’anno prossimo lavoreremo ancora di più per riprenderci la finale».

Quando le viene chiesto cosa si aspetta dall’anno che verrà, la risposta è immediata e positiva: «Sono già pronta e carica per lavorare ancora più forte, ho tante cose su cui posso migliorare e non vedo l’ora di ricominciare. Spero di fare una bella stagione col Washington a livello di squadra e individuale. E soprattutto spero nella qualificazione al Mondiale 2027 con la Nazionale, questi sono i due grandi obiettivi».

Cantore riflette anche sulla sua recente candidatura al Pallone d’Oro: «Che bella sorpresa essere in mezzo a tutti quei nomi… Non un traguardo ma un punto da cui partire, sono nel pieno della mia carriera».

E sulle candidature condivise con altre azzurre aggiunge: «Stiamo facendo un buon lavoro collettivo, se si migliora il merito è di tutti. Un premio alla crescita sia dei club sia della Nazionale».

La giocatrice non nega nemmeno una valutazione personale, frutto di anni di lavoro duro e momenti difficili: «Certo! Ho lavorato tanto, ho superato anni difficili; ho capito che il calcio è fatto di momenti, un giorno non vali niente, un altro segni due gol e ti giudicano la più forte; ho imparato la spensieratezza, facendo un percorso personale, e non permetterò più alla testa di deprimermi se va male né di esaltarmi se va bene. Tutto questo me lo riconosco».

Quanto alla vita negli Stati Uniti, Cantore parla con realismo: «Mi trovo bene, è una cultura lontana dalla nostra, sono curiosa di come ragionano e pensano qui. Mi manca però la bellezza: l’Italia è un’altra cosa. E poi mancano gli amici, però sto costruendo buoni rapporti, e la famiglia, anche se mio fratello è in America e i miei genitori sono già venuti a trovarci».

E sulle amicizie dentro e fuori dal calcio: «Se le amiche sono solo quelle del calcio? Le grandi amiche inevitabilmente sì. Però al mio paese ho un gruppo di amici, una ventina, fuori dal pallone, la mia boccata d’aria, che quando torno a casa trovo sempre».

In un passaggio più leggero, Cantore parla di un aspetto quotidiano e divertente: il rapporto col cibo americano: «Cerco di comprare solo roba italiana, anche se adesso per via dei dazi costa tanto. Mi piace però mangiare americano, e ogni tanto mi concedo uno sgarro». E anche della sua passione culinaria: «Sì, ho già fatto preparato per loro la carbonara, la pasta con pomodoro e stracciatella e la gricia, e hanno molto apprezzato. Amo cucinare per gli altri, mentre se devo farlo per me sono un po’ pigra».

Cantore racconta anche come sia iniziato il suo rapporto con il calcio, partito da ragazzina: «Coi maschi, come tante, e poi a 14 anni al Fiammamonza. Quando è nata la Juventus, Guarino chiamò me e Glionna… Ho avuto una strada facile rispetto a tante colleghe». E ricorda anche gli anni difficili passati tra infortuni e rientri, con quella pressione che l’ha spinta a migliorarsi: «Durante il Covid mi allenavo da sola, correvo sul tapis roulant ripetendomi “devo tornare alla Juve”. (…) Poi tutto è cambiato».

Un altro passaggio significativo riguarda il qui e ora: «È la prima volta che riesco a vivere il qui e ora… Sto cercando l’equilibrio giusto». Sulla generazione attuale e lo sguardo ai social spiega: «Le emozioni non passano attraverso il telefono… I social sono pericolosi, non raccontano la realtà».

Cantore affronta anche temi culturali e di prospettiva per il calcio femminile italiano: «Per far crescere il calcio femminile servono persone disposte a investire sapendo che all’inizio avranno perdite. Siamo indietro culturalmente… non siamo pronti ad accettare il calcio femminile come normalità».

Svelando un lato personale curioso e inedito, rivela anche le sue letture preferite: «Mi piacciono cose impegnative… e vorrei affrontare Schopenhauer. Altrimenti sono una da gialli, leggo tanto Carrisi». E confida un sogno fuori dal campo: «…grazie al calcio ho potuto acquistare una console, ho uno spazio per creare, posso fare musica e sognare ancora, per esempio di suonare in un locale».

Infine, augura al mondo un messaggio di speranza per il nuovo anno:
«A tutti auguro un 2026 migliore del 2025… La mia speranza è che le persone imparino dal passato per non ripetere gli stessi errori… basta poco per un anno migliore».

Pamela Presto: “Mondiale? Segna l’inizio di una nuova fase del futsal femminile. Per l’Italia arrivate indicazioni concrete”

“Per tutte le squadre partecipanti è stato un Mondiale pieno di emozioni e di altissimo livello tecnico e tattico. Il Brasile si è confermato la madre di questa disciplina, con Portogallo e Spagna capaci di tenergli testa per intensità, organizzazione e qualità di gioco. È stata una manifestazione che ha pienamente rispettato le attese”. A dircelo nelle ore scorse è stata Pamela Presto che ha lasciato ai nostri microfoni tanti spunti parlando di futsal come sul Mondiale disputato qualche settimane fa nelle Filippine: “Per le Azzurre è stata un’esperienza preziosa che fornisce indicazioni concrete, ha tracciato un percorso e sta a noi percorrerlo. L’Italia è arrivata al Mondiale inevitabilmente penalizzata dai limiti del nostro campionato, che oggi non garantisce ancora il livello, l’intensità e la continuità necessari per competere stabilmente con le migliori nazionali al mondo. Nonostante questo, la Nazionale ha saputo affrontare la competizione con grande dignità”.

La coach poi sulle Azzurre aggiunge: “La prima vittoria è stata netta contro una squadra ancora in difficoltà nel gioco del futsal, mentre il secondo successo ha messo in evidenza soprattutto il carattere del gruppo, permettendo la qualificazione, un traguardo importante e non scontato. Le sconfitte contro Brasile e Portogallo, poi finaliste, hanno mostrato chiaramente il gap che ancora ci separa da queste realtà”.
Sulla storica competizione disputata in Asia, poi, l’ex calcettista ammette:” Si tratta di un evento che noi tutti amanti di questo sport aspettavamo da una vita. Si tratta di un sogno diventato realtà, carico di emozioni. L’impatto sicuramente è stato fortissimo, per chi lo ha vissuto in prima persona, per chi era presente sugli spalti, per tutti coloro che lo hanno seguito a distanza. Si tratta di un Mondiale che segna l’inizio di una nuova fase per il futsal femminile da far crescere, consolidare e valorizzare ancora di più”.
Pamela, con un lungo trascorso da calcettista anche in Nazionale, alla domanda su un eventuale rammarico per non aver disputato mai un Mondiale in carriera sottolinea: “Il rammarico vero e proprio non c’è. Da ex giocatrice sarebbe stato naturalmente il sogno di una carriera poterlo disputare, ma prevale solo tanto orgoglio e soddisfazione di vedere dove siamo arrivati, ogni cosa arriva quando deve arrivare”.

La classe ’83, nata a Reggio Calabria, poi parlando di Serie A Tesys ci dice: “Mi aspettavo un CMB cosi, è una squadra che sulla carta non ha rivali costruita fin da subito per vincere tutto. Il campionato ci insegna ogni anno che non sempre le favorite riescono a imporsi, soprattutto nei playoff scudetto, dove le partite possono cambiare facilmente. Sul podio non vedo solo la Roma, ma anche Falconara e Bitonto”.
L’ex calcettista, con trascorsi tra Lazio, Ternana e Reggina tra le altre, poi sulla Serie A continua: “Bene Altamura, che rappresenta una bella sorpresa di questa stagione è una società emergente e spero riesca a dare continuità al suo percorso. In generale sto vedendo il solito campionato diviso in tre fasce: le solite quattro società che lottano per il titolo, quelle subito dietro che cercano di mantenere la categoria e le ultime che, quando affrontano le prime, faticano a reggere il confronto sul piano tattico e qualitativo”.

Sul suo presente e sul futuro invece spazio ai giovani, infatti Pamela ci confida: “Mi piace lavorare su progetti che mi diano stimoli importanti dove posso offrire un contributo reale per la crescita di questo sport. Ci diciamo spesso che i giovani rappresentano il futuro di ogni squadra e di ogni disciplina, ma bisogna crederci davvero e investire in modo concreto, non solo a parole. Servono attività strutturate, con una logica chiara e una visione a lungo termine. I giovani di questa nuova generazione sono più fragili, sotto tanti aspetti, per questo cerco di trasmettere non solo aspetti tecnici e tattici, ma soprattutto quei valori che oggi si sono un po’ persi umiltà, sacrificio e rispetto”.
In chiusura poi Presto, che ha vissuto l’esperienza da selezionatrice nella Kinto Future Cup, ci dice: “Allo stesso tempo penso che club e allenatori abbiano una grande responsabilità, le giovani vanno messe nelle condizioni di giocare, sbagliare e crescere. Senza spazio reale nei campionati è difficile costruire il futuro del movimento e, di conseguenza, quello della Nazionale. Mettere la mia esperienza e preparazione a loro disposizione è qualcosa che faccio con grande piacere e responsabilità, e spero, che ciò che lascio possa essere utile per il loro percorso umano e sportivo”.

L’Inter Women, in una montagna russa di emozioni, si prepara per il 2026

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano

L’Inter Women ha approcciato in Serie A, allargata in questa edizione a 12 formazioni, come testa di serie dopo aver raggiunto, nella scorsa stagione, il secondo posto in classifica alle spalle della Juventus e, conseguentemente, la prima storica qualificazione in UEFA Women’s Champions League da quando esiste la divisione femminile del club.

Perché questi risultati venissero raggiunti la società nerazzurra ha deciso di puntare in alto mettendo a disposizione di mister Gianpiero Piovani (al suo secondo anno come allenatore della prima squadra femminile) profili di alto livello, di indiscutibile talento e di esperienza internazionale. Ci si riferisce, nello specifico, a calciatrici come Lina Magull, Tessa Wullaert, Olivia Schough e la campionessa mondiale Ivana Andres (arrivate nella scorsa annata calcistica), ma anche a Karolina Lea Vilhjalmsdottir e all’italiana Benedetta Glionna (che ha contribuito alla vittoria di due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe quando militava nella Roma). Assieme allo zoccolo duro della rosa interista tra cui compaiono i nomi di Haley Bugeja, della capitana Henrietta Csizsar, delle italiane Beatrice Merlo e Elisa Polli, l’obiettivo è tanto ambizioso quanto alla portata della squadra: vincere il più possibile, raggiungere l’alta classifica e perché no, anche lo scudetto e la Coppa Italia.

La squadra ha iniziato il proprio percorso calcistico del 2025-2026 a fine agosto giocando la seconda fase dei preliminari di Women’s Champions League, che avrebbe permesso, in caso di vittoria, alle nerazzurre di qualificarsi alla fase a gironi, in una Champions dalla formula tutta nuova e più simile al corrispettivo maschile. In caso di sconfitta, come poi è successo contro il Brann per 2-1, le ragazze di Piovani avrebbero avuto l’occasione di disputare l’Europa Cup. In questo palcoscenico europeo l’Inter ha avuto il suo battesimo internazionale distinguendosi per il suo valore e venendo eliminato solo alle fasi finali del torneo dopo aver perso per 1-0 contro l’Hacken (squadra che compete nella massima serie Svedese).
Nel frattempo che questo succedeva la squadra di Milano ha giocato con profitto anche la Serie A Women’s Cup, competizione propedeutica al Campionato di serie A in cui l’Inter è arrivato in semifinale e ha perso contro la Juventus Women (detentrice del titolo e della Coppa) per 1-2.

Al positivo esordio di stagione (5-0 contro la neopromossa Ternana), sono seguiti dei risultati che hanno fatto storcere un po’ il naso sia alla squadra che ai tifosi (ci si riferisce certamente ai pareggi contro Fiorentina, Parma e Sassuolo ma in particolar modo alle sconfitte contro la Roma, 3-0, e contro il Napoli 1-0).
La partita contro la Lazio del 23 novembre, vinta per 2-0, è stato il momento di svolta: da questo momento in poi, infatti, l’Inter, che ha visto il ritorno in campo di diverse tra le sue infortunate, è tornato a brillare così come ci si era abituati a vedere il club (al 5-0 contro il Genoa è seguito il 5-1 nel derby di Milano).
In Coppa Italia, ultima partita del 2025 nerazzurro, è arrivata un’altra vittoria (2-1): questa volta i tre punti sono stati conquistati in trasferta contro il Como 1907.

Sono 21 le reti fatte (12 in casa, 9 fuori) e 9 subite (solo 2 in quel del Gianni Brera, 7 in trasferta) dall’undici di Gianpiero Piovani, attualmente 4° in classifica con 15 punti conquistati (8 in casa e 7 in trasferta). Questi dati dimostrano parecchio equilibrio tra i settori, ad una difesa capace (che nella scorsa stagione è stata eletta migliore del Campionato), corrispondono un centrocampo e un attacco altrettanto validi.
Tessa Wullaert è la migliore marcatrice della squadra (e della serie A) con 7 reti segnate di cui una su rigore: l’attaccante belga certo non ha bisogno di presentazioni perché le sue prestazioni in campo parlano a sufficienza del suo talento. Dopo di lei c’è Haley Bugeja con 4 gol.

Dopo la buona chiusura del 2025 con la vittoria in Coppa Italia, l’Inter inizierà il 2026 con l’amichevole contro la squadra maltese dell’Hibernian utile per mettere a punto le strategie necessarie per approcciarsi alla seconda parte del Campionato nella miglior maniera possibile. Il 18 gennaio, infatti, la squadra di Piovani sarà chiamata a dare il meglio di sé nel derby d’Italia in casa contro una Juventus Women non in forma smagliante.

Il Napoli di De Laurentis tende la mano al calcio femminile: “Giovani, è il vostro momento”

“È il tuo momento! Ti aspettiamo il martedì e il giovedì dalle ore 16:00 allo Stadio Borsellino di Volla”. Questo l’annuncio diffuso nelle ore scorse dal Napoli, formazione campione d’Italia maschile presieduta da Aurelio De Laurentis, pubblicate sui propri canali ufficiali di X e Facebook, oltre che tramite le storie Instagram. Il club, infatti, ha chiamato le giovani di Napoli e provincia per sostenere un provino ed unirsi al settore giovanile delle partenopee.

Nel video, della durata di un minuto tra allenamenti e gesti tecnici, vede una giovane con la divisa del Napoli che guardando la telecamera dice: “Ogni ragazza è una forza”,  a cui segue una seconda che qualche secondo dopo aggiunge: “qui inizi a crederci” ed un’altra che poi conclude: “Se puoi sognarlo puoi giocarlo”. La clip termina, poi, con una giovanissima che con viso sorridente annuncia: “entra è il tuo momento”.

Tramite le storie Instagram la pagina rilancia a quella del Femminile Napoli SSC, pagina ufficiale del Settore Femminile capeggiato dal Responsabile Salvatore Esposito. La stessa pagina sottolinea, oltre alle categorie dedicate alle più piccole come quelle per l’Under 11, 13, 15 e 17, l’affiliazione con la prima squadra del Virtus Volla, inserito nel torneo d’Eccellenza campana che la vede, dopo 8 giornate, al quarto posto con 17 punti a -2 dalla vetta. Le iniziative seguono quelle estive quando nel mese di luglio ed agosto erano stati effettuati già degli stage presso il ‘Borsellino’ di Volla.

Nei giorni scorsi, presso lo Stadio Paolo Borsellino di Volla, al termine del Memorial Giovanni Arpaia, riservato alle categorie U15 e U17, Salvatore Esposito, responsabile del settore giovanile femminile del Napoli, aveva dichiarato tramite i canali ufficiali: “Sono molto soddisfatto di quanto visto in campo, sia dal punto di vista tecnico che umano”.

Questo sembra, in parte, correggere il tiro rispetto alle parole pronunciate dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentis, al Giffoni Festival, che sul mancato coinvolgimento del club partenopeo sul calcio femminile disse: “Non ci sono i soldi per fare la Serie A e B, pensiamo se possono esserci i i soldi per il calcio femminile. Con il professionismo, ed innalzando i costi, hanno fatto danni ma non se ne rendo conto”.

Al via il nuovo Torneo eSport LND: scendono in campo anche gli arbitri AIA

Credit: AIA

 Il calcio virtuale della Lega Nazionale Dilettanti apre le porte a una sfida senza precedenti. Quest’anno, il rettangolo di gioco digitale non vedrà solo protagonisti i player delle società dilettantistiche, ma accoglierà una partecipazione d’eccezione: le Sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri ed i Comitati Regionali o Provinciali. Dopo il successo delle scorse edizioni, la LND eSport compie un passo decisivo verso l’integrazione della filiera calcistica. Per la prima volta, i fischietti italiani svestono la divisa da “direttori di gara” per indossare quella da player, sfidando le altre compagini nella modalità più iconica e simulativa del panorama esportivo: il Pro Club 11 vs 11.

La Sfida: Pro Club 11 vs 11

A differenza delle modalità “uno contro uno”, il Pro Club richiede una coordinazione totale. Ogni partecipante controlla un singolo calciatore virtuale sul campo:

  • 11 giocatori reali per squadra.
  • Strategia e comunicazione via headset.
  • Team building: un modo unico per rafforzare lo spirito di gruppo all’interno delle Sezioni.

Per gli arbitri dell’AIA, questa è l’occasione per dimostrare che la visione di gioco, il senso della posizione e la freddezza — doti fondamentali sul campo d’erba — sono altrettanto decisive con il controller in mano.

Come partecipare

Le Sezioni e/o i CRA/CPA interessate potranno iscrivere la propria squadra ufficiale seguendo le procedure indicate sui canali della LND eSport al link: https://esport.lnd.it/it/info/iscrizioni/calcio-digitale. Il torneo inizierà il prossimo 20 gennaio 2026. Nel modulo iscrizioni sarà richiesto di inserire la matricola. Ogni Sezione o CRA/CPA troverà nel file allegato il codice matricola di riferimento.

Il gaming competitivo è uno strumento straordinario di inclusione. Vedere gli arbitri competere insieme ai calciatori dilettanti nello stesso ecosistema digitale è la prova che il calcio, in ogni sua forma, è un linguaggio universale. Sei un associato AIA? Contatta la tua Sezione di appartenenza e inizia a comporre il tuo roster. Il countdown per il kick-off è iniziato.

Far crescere il calcio femminile, la situazione

La FIFA ha recentemente rinnovato e ampliato il suo programma di sviluppo femminile FIFA per dare un’ulteriore spinta al calcio femminile. Ulteriori informazioni per gli AM sono disponibili qui. Inside FIFA esamina solo alcune delle significative attività recenti che hanno contribuito a costruire l’impronta del calcio femminile a livello globale.

Botswana
Il forte impegno della Botswana Football Association (BFA) nei confronti del calcio femminile è stato nuovamente messo in mostra quando l’associazione ha ospitato un ampio campo Under 13 di otto giorni come parte della campagna di calcio femminile FIFA. Come parte dell’impegno della BFA per far crescere il calcio di base e i percorsi d’élite, il campo è stato ospitato presso il Lekidi Football Centre, finanziato dalla FIFA Forward, nella capitale Gaborone. Il Football for Schools della FIFA è stato introdotto a livello locale nel 2024, mentre la principale sostenitrice del calcio femminile del paese, Tsholofelo Setlhoko, ha partecipato al Women in Football Leadership Programme della FIFA, attribuendogli l’emancipazione delle donne e del calcio femminile.
La BFA prevede inoltre di lanciare la BFA U-15 Youth League per fornire un percorso strutturato per i giovani talenti e responsabilizzare più allenatrici donne.

Kosovo
Trenta allenatrici kosopane hanno conseguito il Diploma di Licenza UEFA C con il supporto del programma di borse di studio per la formazione degli allenatori della FIFA. La cerimonia di consegna dei diplomi si è svolta nella capitale Pristina con il programma che fa parte della strate0gia di calcio femminile 2024-28 della Federcalcio del Kosovo.

Honduras
La Federcalcio dell’Honduras [FENAFUTH] ha sottolineato la sua attenzione allo sviluppo della prossima generazione di giocatori con un programma di sviluppo della FIFA League a Tegucigalpa. Il programma è stato implementato all’interno del torneo femminile U-13 che la federazione spera di sviluppare in seguito nelle categorie U-15, 17 e 20. Segue i festival precedenti come parte della FIFA Women’s Football Campaign organizzata per diversi mesi in tutta la nazione centroamericana. “La visione a lungo termine per il calcio femminile in Honduras è quella di creare opportunità per le giocatrici di partecipare a competizioni regolari e mantenere un allenamento costante con il supporto delle squadre della lega, con il risultato che la federazione ha tutte le categorie possibili disponibili”, ha dichiarato Cristian Alessa, direttore dello sviluppo di FENAFUT.

Trinidad e Tobago
La Trinidad and Tobago Football Association (TTFA) continua a dare slancio alla sua spinta a plasmare il futuro del calcio femminile con la terza stagione della G-League in corso. La principale competizione calcistica locale di sviluppo per ragazze di età compresa tra 9 e 14 anni mira a fornire accesso e opportunità alle giovani giocatrici ed è supportata dal programma di sviluppo della FIFA League.
La TTFA si è impegnata attivamente con la FIFA negli ultimi anni per essere uno dei maggiori beneficiari dei vari programmi di sviluppo del calcio femminile offerti dall’organismo globale alle federazioni affiliate.
“La G-League è più di semplici partite: è un movimento”, ha dichiarato Jinelle James, direttore del calcio femminile della TTFA. “Crea un ambiente divertente, sicuro e competitivo che ispira le ragazze ad innamorarsi del gioco, aiutandoci al contempo a identificare la prossima generazione di giocatori nazionali”.

Australia
Il successo della Female Football Week in Australia ha evidenziato ancora una volta il significativo impatto fuori dal campo della Coppa del Mondo femminile FIFA 2023, in linea con l’obiettivo 8 degli obiettivi strategici per il gioco globale: 2023-2027.
Una celebrazione a livello nazionale delle persone che guidano la continua ascesa del calcio femminile, la Female Football Week è diventata un’iniziativa di punta Down Under, che riconosce, celebra e ispira i contributi di donne e ragazze a tutti i livelli del gioco.
Le attivazioni di quest’anno hanno portato una serie record di eventi dai club locali alla fase d’élite con la settimana programmata in concomitanza con la serie finale della A-League Women’s, una competizione vinta per la prima volta dai Central Coast Mariners. Nel frattempo, il programma FIFA Women in Football Leadership continua a dimostrare il suo valore con la partecipante al 2022 ed ex nazionale australiana Heather Garriock recentemente nominata amministratore delegato ad interim di Football Australia. Le candidature per questo programma sono ora aperte e i MA possono candidarsi tramite la piattaforma FIFA Forward.

 

 

Svizzera, AXA Women’s Cup: tempo di semifinali, aumentati i premi non solo per la vincitrice della manifestazione

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In Svizzera tempo di quarti di finale della AXA Swiss Women’s Cup, nella quale le favorite hanno prevalso. Lo Zurigo, non hanno mostrato alcuna debolezza con il Lucerna vincendo per 6-2, così come lo Young Boys che non ha prevalso nel derby di Berna contro il Thun per 4-0. Nelle altre due sfide, poi, il Basilea si è imposto con il San Gallo e Basilea per 1-3 mentre il Servette ha avuto la meglio vincendo per 5-0 contro il Rapperswil. Le semifinali si terranno nel weekend del 21/22 febbraio con Young Boys-Basilea e Servette-Zurigo.

La Federazione Calcistica Svizzera (SFV) sta aumentando il premio in denaro della AXA Women’s Cup da 5000 a 30.000 franchi svizzeri. L’adeguamento si applica già all’attuale stagione anniversaria, che termina il 29 marzo 2026 con la 50ª finale di coppa a Winterthur. Il premio in denaro viene distribuito secondo una chiave di distribuzione, dalla quale otto squadre beneficiano dai quarti di finale in poi. La vincitrice della coppa riceverà 10.000 franchi, il doppio rispetto a prima. La finalista sconfitta, che non ha mai ricevuto alcun premio in denaro, sarà ora premiata con 8000 franchi svizzeri per la sua prestazione. Le semifinaliste sconfitte riceveranno 4000 franchi ciascuno, mentre i quarti riceveranno 1000 franchi ciascuno.

“L’aumento dei premi in denaro rappresenta un ulteriore passo verso il rafforzamento del calcio di alto livello femminile in Svizzera. Stiamo quindi riaffermando il percorso che abbiamo intrapreso verso uno sviluppo continuo e sostenibile,” afferma Marion Daube, Direttrice del Calcio Femminile della SFV. “La nuova struttura di distribuzione permette ad altri club di essere premiati per i successi in coppa oltre al vincitore della coppa.”

La chiave della distribuzione del premio in denaro nella AXA Women’s Cup in breve:

  • Partecipazione ai quarti di finale: CHF 1000.-
  • Partecipazione alle semifinali: CHF 3000.-
  • Finale di partecipazione: CHF 4000.-
  • Vittoria in coppa: CHF 2000.-

Francesca Generali, Jesina: “Ascoli squadra che aveva bisogno di fare punti. Questo pareggio ci offre spunti su cui poter lavorare”

Photo Credit: Jesina Calcio Femminile

La Jesina Femminile ha concluso l’anno solare con un pareggio per 4 a 4 in casa dell’Ascoli Femminile, neopromossa che avevano già affrontato in Coppa Italia. Il passaggio del turno in Coppa Italia non ha ancora svoltato la stagione. Al termine della partita, la calciatrice della Jesina Francesca Generali ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano per raccontare dal suo punto di vista la gara conclusiva del 2025.

Generali ha innanzitutto affermato che l’Ascoli ha messo in scena una partita molto complicata per le ragazze della Jesina, che hanno avuto di fronte una squadra a caccia di punti e determinata a migliorarsi. In preparazione, la Jesina ha puntato forte sulla fase difensiva«Sapevamo che ci aspettava una partita molto complicata, contro una squadra che, come noi, aveva grande bisogno di fare punti. L’abbiamo preparata puntando soprattutto sui nostri punti di forza e sull’attenzione in fase difensiva. L’obiettivo era partire forte e imporre subito il nostro ritmo.»

La giocatrice ha poi rimarcato che l’atteggiamento della Jesina è stato quello giusto ma che, inevitabilmente, alcuni piccoli dettagli dovranno essere messi in discussione per poter migliorare il gioco in vista del prosieguo della stagione: «Ci è piaciuto l’atteggiamento della squadra, in particolare l’approccio iniziale e la capacità di creare occasioni. È chiaro però che dobbiamo migliorare nella gestione del risultato e dei momenti chiave della gara: quando vai sul doppio vantaggio serve essere più ciniche e lucide per chiudere la partita.»

A fine match, Generali ha provato «un mix di emozioni. Da una parte resta un po’ di rammarico per non essere riuscite a portare a casa la vittoria dopo essere passate in vantaggio due volte, dall’altra ci portiamo dietro diversi aspetti positivi. Non è andata esattamente come ci aspettavamo, ma questo pareggio ci offre spunti importanti su cui lavorare», i mancati tre punti sono però un punto di partenza su cui lavorare e lasciano aspetti positivi di grande valore.

In conclusione, la calciatrice ha scelto tre aggettivi per raccontare la partita a chi non ha potuto assistere al 4 a 4 in casa delle marchigiane: «Intensa, combattuta, rocambolesca. Intensa perché non c’è mai stato un momento di pausa, combattuta perché nessuna delle due squadre ha mollato fino all’ultimo, rocambolesca perché otto gol raccontano una partita piena di colpi di scena.»

Si ringraziano Francesca Generali, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina Calcio Femminile per il tempo e la disponibilità.

DA NON PERDERE...