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Francesca Generali, Jesina: “Ascoli squadra che aveva bisogno di fare punti. Questo pareggio ci offre spunti su cui poter lavorare”

Photo Credit: Jesina Calcio Femminile

La Jesina Femminile ha concluso l’anno solare con un pareggio per 4 a 4 in casa dell’Ascoli Femminile, neopromossa che avevano già affrontato in Coppa Italia. Il passaggio del turno in Coppa Italia non ha ancora svoltato la stagione. Al termine della partita, la calciatrice della Jesina Francesca Generali ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano per raccontare dal suo punto di vista la gara conclusiva del 2025.

Generali ha innanzitutto affermato che l’Ascoli ha messo in scena una partita molto complicata per le ragazze della Jesina, che hanno avuto di fronte una squadra a caccia di punti e determinata a migliorarsi. In preparazione, la Jesina ha puntato forte sulla fase difensiva«Sapevamo che ci aspettava una partita molto complicata, contro una squadra che, come noi, aveva grande bisogno di fare punti. L’abbiamo preparata puntando soprattutto sui nostri punti di forza e sull’attenzione in fase difensiva. L’obiettivo era partire forte e imporre subito il nostro ritmo.»

La giocatrice ha poi rimarcato che l’atteggiamento della Jesina è stato quello giusto ma che, inevitabilmente, alcuni piccoli dettagli dovranno essere messi in discussione per poter migliorare il gioco in vista del prosieguo della stagione: «Ci è piaciuto l’atteggiamento della squadra, in particolare l’approccio iniziale e la capacità di creare occasioni. È chiaro però che dobbiamo migliorare nella gestione del risultato e dei momenti chiave della gara: quando vai sul doppio vantaggio serve essere più ciniche e lucide per chiudere la partita.»

A fine match, Generali ha provato «un mix di emozioni. Da una parte resta un po’ di rammarico per non essere riuscite a portare a casa la vittoria dopo essere passate in vantaggio due volte, dall’altra ci portiamo dietro diversi aspetti positivi. Non è andata esattamente come ci aspettavamo, ma questo pareggio ci offre spunti importanti su cui lavorare», i mancati tre punti sono però un punto di partenza su cui lavorare e lasciano aspetti positivi di grande valore.

In conclusione, la calciatrice ha scelto tre aggettivi per raccontare la partita a chi non ha potuto assistere al 4 a 4 in casa delle marchigiane: «Intensa, combattuta, rocambolesca. Intensa perché non c’è mai stato un momento di pausa, combattuta perché nessuna delle due squadre ha mollato fino all’ultimo, rocambolesca perché otto gol raccontano una partita piena di colpi di scena.»

Si ringraziano Francesca Generali, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina Calcio Femminile per il tempo e la disponibilità.

Ternana Women: “Vietato non seguire i sogni”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Serie A Women: le calciatrici ‘più cattive’ del campionato sino ad ora

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

In nove giornate ufficiali di Serie A Women, con due da giocare al termine del girone d’andata, tanti sono stati gli scontri di gioco che hanno portato i direttori di gara ad estrarre cartellini alle varie calciatrici del massimo torneo femminile italiano.

La panoramica sulle ‘più cattive’, ad aver collezionato più cartellini gialli sino ad ora, vede prime a pari merito Antonietta Castiello della Lazio e Manon Uffren del Parma con 4 ammonizioni, una in più della giocatrice che segue a quota 3 ovvero Marta Mascarello del Milan che completa il podio.  Per tutte e tre le giocatrici le sanzioni sono arrivate in 9 gare ufficiali giocate. Alle loro spalle una lunga fila di calciatrici con 2 sanzioni rimediate tra le quali spiccano Giulia Mancuso con solo due presenze all’attivo, Francesca Quazzico della Ternana con 5 presenze ed Irene Santi con 6. Le altre, invece, hanno collezionato almeno sette presenze.

Per quanto riguarda i cartellini rossi, poi, sono stati estratti sino ad ora cinque volte. Un’espulsione a testa per Flaminia Simonetti della Lazio e Winonah Heatley della Roma, tutte e due con 4 presenze, Milicia Keijzer del Milan, con 5 match giocati, alla pari della compagna di squadra Chante Dompig, con 6 gare giocate, ed Eleonora Pacioni della Ternana Women, che ha giocato invece sette gare.

Spagna – Liga Femenina 2025: il bilancio dell’anno solare tra classifica e top scorer

Barcellona - Real Madrid
Barcellona - Real Madrid

Il 2025 si chiude con una certezza che accompagna ormai da anni il calcio femminile spagnolo: la Liga F ha un volto ben definito, una gerarchia chiara e un movimento che continua a crescere, anche oltre i confini nazionali. Il campionato termina l’anno solare confermando il proprio ruolo centrale nel panorama europeo, tra dominio tecnico, inseguimenti strutturati e una base competitiva sempre più ampia.

In testa alla classifica, il Barcellona femminile resta il punto di riferimento assoluto, forte di 62 gol segnati in 14 partite e appena 3 subiti, un dato che testimonia solidità difensiva e continuità offensiva. Alle spalle del Barcellona, il Real Madrid Women è secondo con 32 punti, seguita dalla Real Sociedad Women con 30 punti. L’Atlético Madrid Women occupa la quarta posizione con 26 punti.

Nella parte bassa della classifica, squadre come Granada CF Women, Alhama CF e Levante UD Women lottano per restare nella massima serie, rendendo la lotta per la salvezza intensa fino alle ultime giornate.

Il peso dei gol: Pajor e Pina leader

La produzione offensiva ha visto emergere alcune protagoniste di primo piano. Ewa Pajor del Barcellona guida la classifica marcatori con 11 gol, seguita da Clàudia Pina con 10 reti. Anche altre calciatrici si sono messe in evidenza: Edna Imade della Real Sociedad ha segnato 8 gol, mentre interpreti come Vicky López e Aitana Bonmatí hanno contribuito con 6‑7 reti, confermando la profondità offensiva delle squadre di vertice.

Questa distribuzione dei gol sottolinea una Liga F viva e ricca di talento, dove la capacità di finalizzazione non dipende da una sola giocatrice, ma è frutto di contributi multipli. La corsa alla capocannoniera resta aperta, promettendo spettacolo nella seconda parte della stagione.

Competitività e prospettive

La metà della classifica ha mostrato un livello equilibrato, con squadre capaci di sorprendere le grandi e una lotta per la salvezza serrata. Tatticamente, il campionato ha alternato partite basate sul possesso palla a gare di contropiede rapido e pressing alto, aumentando varietà e spettacolo.

Con la seconda parte della stagione 2025‑26 alle porte, il Barcellona guida con solidità, ma le inseguitrici restano vicine. La Liga F continua a crescere in visibilità, qualità tecnica e spettacolo, confermandosi uno dei campionati più interessanti del calcio femminile europeo.

Il 2025 si conclude, quindi, con una Liga F che vive su due binari. Da una parte, il dominio del Barcellona, che continua a rappresentare l’eccellenza assoluta del calcio femminile spagnolo. Dall’altra, un movimento che cresce nel suo complesso, riduce i divari interni e costruisce le basi per un futuro più competitivo. La Spagna resta una delle capitali del calcio femminile europeo, non solo per chi vince, ma per come il campionato sta imparando a raccontarsi e a strutturarsi.

Juventus, un club punta Librán – Avviata la pratica prestito?

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Movimenti, scelte, mormorii riguardanti la Juventus Women. Secondo le principali testate bianconere, un profilo della rosa di Max Canzi sarebbe in procinto di trovare nuovo stimolo mediante pratica del prestito. Chi sarebbe la coinvolta in tale azione? Cristina Librán.

Nello scenario più concreto, quindi, la società di Torino cederebbe la spagnola a titolo temporaneo affacciandosi con determinazione alla finestra di mercato invernale. JuventusNews24 e Il Bianconero riferiscono di un interesse proferito dal Servette, club svizzero che, proprio durante l’anno che sta per terminare, ha fatto spazio ad un contributo tutto italiano: Gloria Marinelli.

L’attuale 19enne aveva sposato il progetto juventino quest’estate, dopo una lunga permanenza in maglia Madrid CFF. Stretta di mano realizzata, la classe 2006 non ha mai nascosto la volontà di migliorare la propria duttilità in campo, con un accordo “Vecchia Signora” che – ad ogni modo – rimane ancora con validità 30 giugno 2028. All’orizzonte, invece, tutta una seconda parte stagionale da tracciare, con una maggior flessibilità di giocata per la giovanissima; si attendono sviluppi certi da parte della società bianconera, così da capire se la trattativa indicata andrà definitivamente a buon fine.

Elisa Carravetta: “Cittadella? Resta un dispiacere immenso, ora voglio ripartire con un progetto ambizioso”

“Nel 2026 ho in programma di ripartire con un progetto molto ambizioso e ricco di obiettivi, sia personali che di squadra”. Non ha dubbi Elisa Carravetta, calciatrice attualmente senza contratto dopo l’esperienza al Cittadella. Salto in Eccellenza dalla Serie B che la classe 2002 ci spiega cosi: “Questa decisione l’ho presa perché mi trovavo in una situazione di stallo con il calcio, ero bloccata. Non riuscivo più ad esprimermi, stavo perdendo fiducia in me stessa e allora ho deciso di fare un passo indietro per fare passi in avanti in maniera più consapevole e forte”.  La calciatrice sulla sua decisione aggiunge: “Mister Carlo Marinaro ha creduto in me dal primo giorno, aiutandomi a sbloccarmi e a ritrovare forza e fiducia giorno dopo giorno, per questo gliene sono assolutamente grata”.
Elisa ha giocato per questa parte finale di 2025 nel Cittadella, salita alla ribalta per la rinuncia al ritorno in campo in un percorso fatto di sole vittorie in stagione. A riguardo la giocatrice lombarda ci confessa: “Tra di noi resta un dispiacere immenso perché speravamo di portare avanti quello che sulla carta era un progetto promettente e a lungo termine. Eravamo un bellissimo gruppo, stavamo bene insieme, purtroppo il destino ha voluto così”.
Il 2025, per la calciatrice nata a Saronno, era iniziato in Serie B con la maglia del Lumezzane esperienza che ricorda cosi: “Il mio anno è iniziato col Lumezzane, è stata un’esperienza purtroppo che a livello personale non è riuscita a soddisfarmi, ma a livello di gruppo è stato soddisfacente poiché abbiamo raggiunto più degli obiettivi prestabiliti ad agosto”. 
Per Elisa una carriera iniziata nel settore giovanile dell’Inter che ha lasciato momenti da ricordare “Sicuramente -ammette l’attaccante- posso essere felice di aver conservato ricordi belli in tutte le squadre in cui sono stata in un modo o nell’altro. Nell’Inter ho fatto tutta la fila delle giovanili per poi vincere campionati U15, U17, U19 e ottenere la promozione in Serie A con al prima squadra. In più in quegli anni ho anche vinto per due anni consecutivi il torneo delle regioni U15″.
Poi le esperienze, tra A e B, con Como e Pink Bari sulle quali ci dice: “A Bari ho segnato il mio primo gol in Serie A, mentre a Como posso dire di aver passato la stagione migliore finora della mia carriera l’anno che abbiamo vinto la B, è stato davvero emozionante”.
Poi il passaggio in Belgio al Leuven. Mesi belli e complicati come sottolinea la stessa giocatrice: “Difficili perché il loro è un campionato molto fisico, tecnico e diverso da quello italiano. Mi sono trovata un attimo in difficoltà all’inizio a livello fisico perché erano tutte più avanti di me ma piano piano ho ristretto il gap. Oggi ne sento i benefici perché ho fatto un passo in avanti proprio a livello fisico. In più l’esperienza all’esterno fa crescere sia come calciatrice sia come persona, sono grata all’OH Leuven per l’opportunità che mi hanno dato perché comunque giocare all’estero, e soprattutto in Inghilterra, rimane uno dei miei sogni”. 
Sulle differenze tra Italia e Belgio, poi, Carravetta aggiunge: “All’estero il calcio femminile viene considerato di più. Le strutture, gli allenamenti e l’impegno che ci mettono le società forse è professionale ovunque, forse maggiore rispetto a quello che abbiamo qua. Li  avevamo tutto, campi in erba perfetti, sintetici, una palestra gigante solo per noi, passavamo quasi tutta la giornata al campo come delle vere professioniste e la società ci seguiva in tutto e per tutto, diciamo un livello di professionalità più alto”.

Guida alla Serie A Femminile: i club, le stelle e dove seguire il campionato

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women è diventata un campionato più facile da seguire e più competitivo, con club che lavorano su identità tecniche, continuità e qualità delle rose. Chi apre il weekend con una partita in diretta e lo chiude con gli highlights trova un torneo che, giornata dopo giornata, offre incroci pesanti e storie diverse: lotta in alto, crescita di progetti giovani e piazze che stanno costruendo un pubblico fedele.

Serie A Women 2025-2026: formula, ritmo e cosa guardare

La stagione 2025-26 segna il ritorno a dodici squadre e al formato lineare con andata e ritorno, per un totale di 22 giorni senza gironi nella fase finale. Il campionato inizia nel weekend del 4-5 ottobre 2025 e termina nel weekend del 16-17 maggio 2026, con un intervallo temporale che premia la continuità e la profondità della rosa.

Prima dell’inizio della stagione regolare, il calendario prevede anche una novità: la Coppa di Serie A femminile, istituita dalla Serie A Professionistica Femminile e destinata alle 12 squadre del campionato. Per gli allenatori e lo staff è un vero e proprio banco di prova, poiché impone immediatamente un ritmo di gioco e un tempo di campo gestiti in modo diverso rispetto alle partite amichevoli.

In questo contesto, le prove sono in qualche modo simili al gioco d’azzardo: la tensione e l’interesse cresceranno gradualmente fino a raggiungere il culmine. Nel caso del monitoraggio di un evento sportivo, tutto è chiaro, ma dove trovare il progetto giusto per il gioco? Prendete nota dell’elenco dei casinò con un deposito minimo di 5 zloty (1 euro) su https://pl.polskiesloty.com/kasyno-z-depozytem-5-zl/, dove sono presentati in tutto il loro splendore i progetti verificati. La descrizione completa dei bonus e delle possibilità di gioco è disponibile per tutti gli utenti.

Tornando al calcio, le squadre con un sistema stabile tendono a guadagnare punti nelle settimane “normali”, mentre i progetti più giovani spesso crescono nel medio termine, quando trovano automatismo e forma. In una stagione lunga, i finali delle partite diventano un indicatore interessante: chi aumenta il ritmo dopo il 70° minuto di solito ha a disposizione una panchina ricca di riserve e una buona preparazione fisica.

I club che guidano la scena: Juventus, Roma, Milan, Fiorentina

Nella corsa ai piani alti, quattro piazze hanno un peso particolare perché uniscono tradizione, investimenti e rose costruite per reggere una stagione lunga. Ognuna interpreta la Serie A Women in modo diverso: c’è chi punta su controllo e gestione dei momenti, chi vive di ritmo e palleggio, e chi cerca equilibrio attraverso solidità e transizioni. Il filo comune resta la presenza di leader tecniche capaci di spostare le partite con un dettaglio.

  • Juventus – progetto abituato a giocare con pressione addosso e a gestire i finali senza perdere lucidità. In area, Cristiana Girelli resta un riferimento per tempi e letture, mentre l’organizzazione di squadra tende a creare occasioni “pulite” anche quando il match è teso.
  • Roma – identità legata al possesso e alle ricezioni tra le linee, con una regia che dà ordine e accelera quando serve. Manuela Giugliano è una delle giocatrici chiave per qualità di passaggio, calci piazzati e gestione del ritmo, soprattutto nelle gare bloccate.
  • Milan – è una squadra che diventa pericolosa quando gioca in modo compatto e sceglie correttamente i momenti per attaccare. In molte partite punta sull’equilibrio e sull’intensità sui secondi palloni. Merita particolare attenzione Emma Koivisto, diventata la punta di diamante della squadra.
  • Fiorentina – team che gioca non solo con i piedi, ma anche con la testa. Fasi di costruzione dell’attacco attentamente studiate, creazione di condizioni favorevoli agli errori degli avversari. Lina Herting è in grado di ribaltare l’andamento di qualsiasi partita, lanciandosi in attacchi insidiosi con notevole forza.

Secondo le informazioni riportate sul sito 90min, è possibile seguire queste squadre durante la stagione tramite DAZN e RaiSport. Le condizioni di visione delle trasmissioni e il calendario possono essere consultati sul sito ufficiale del progetto.

Giocatori stranieri: profili che cambiano le sorti della partita

Sul fronte delle straniere, l’impatto diventa evidente quando l’inserimento aggiunge un’arma specifica e riconoscibile al sistema squadra. Alla Fiorentina, Lina Hurtig porta fisicità e presenza d’area, con un profilo da attaccante che lavora bene sul secondo palo e regge duelli utili nelle partite ad alta intensità. Il suo arrivo è legato a un accordo pluriennale che consolida anche un nucleo “svedese” già presente in rosa con Madelen Janogy e Filippa Curmark, oltre al tecnico Pablo Piñones-Arce, elemento che facilita il linguaggio di campo e gli automatismi nelle rotazioni.

Un esempio diverso, più legato alle corsie, è Emma Koivisto al Milan. Dal 2024 fa parte del club e offre solidità da terzino, con letture difensive e aggressività nei recuperi che aiutano a tenere compatto il lato forte quando il ritmo si alza. In una stagione lunga, profili così incidono anche senza finire sempre nel tabellino, perché rendono più stabile l’equilibrio della squadra nei momenti in cui il pallone pesa.

Il punto sul campionato del San Marino Academy in attesa del 2026

credit photo: Sarah Cainelli - photo agency Calcio femminile italiano

Il San Marino Academy, raggiunta la salvezza matematica dalla retrocessione alla fine della scorsa stagione, anche quest’anno si destreggia in una serie B competitiva e preparata composta da 14 squadre (due in meno dunque rispetto alle passate annate). Gli obiettivi prefissati riguardano la crescita della squadra che la promozione della realtà San Marino che possiede un ampio vivaio di giovani talenti che dimostrano, settimana dopo settimana, tutta la propria qualità in campo.

Perché ciò succedesse, dopo aver salutato Simone Bragantini (attuale allenatore dell’Hellas Verona Women che ha avuto il merito di condurre le Titane alla salvezza) si è scelto di puntare su Giacomo Piva. Il mister originario di Cattolica è un profondo conoscitore della società (ha esordito nel maschile, poi si è spostato nel femminile sedendo sulla panchina delle giovanili prima di giungere in Prima squadra).
Per quanto riguarda l’organico della rosa del San Marino, alle ragazze che già facevano parte della squadra come la ex Milan e Pomigliano Giorgia Miotto, si sono aggiunti profili di esperienza come Teresa Fracas e Martina Sechi.

La squadra è partita, in questa stagione, un po’ con il freno a mano tirato ad iniziare dalla sconfitta contro il Parma in Coppa Italia per 0-4 e continuando, poi, con i risultati negativi in campionato (4-3 in trasferta contro il Brescia, 0-1 in casa contro l’Hellas, 4-0 in casa del Lumezzane). Pian piano, però, la squadra (che ha dalla sua la fortuna di essere un gruppo coeso e ben amalgamato) ha risalito un po’ la china registrando anche risultati positivi (la vittoria contro Arezzo e Trastevere, per esempio).

Il club, attualmente terzultimo in classifica con 8 punti in 12 partite giocate ha messo a segno 14 gol, ma sono 30 i gol subiti (dato non tanto edificante che sottolinea il bisogno della squadra di rafforzarsi soprattutto nel reparto di difesa). Contrariamente al trend delle squadre analizzate sinora che avevano raggiunto in casa i migliori risultati, è in trasferta che il San Marino ha dato il meglio di sé (7 punti fuori casa, 1 soltanto tra le mura casalinghe) e la medesima tendenza vale anche per le conclusioni in rete (8 gol in trasferta, 6 in casa).
Le sconfitte (in totale 8), inoltre, superano le vittorie e i pareggi (2 partite vinte e 2 pari). Martina Sechi è la migliore marcatrice della squadra delle Titane (5 gol segnati di cui uno su rigore) seguita da Teresa Fracas e Giorgia Miotto (2 reti).

Il 2025 del San Marino è terminato con la sconfitta per mano del Como 1907 con il risultato di 4-0 ma ora testa al 2026 che la squadra di Giacomo Piva aprirà con la partita tra le mura casalinghe contro il Venezia Femminile (18 gennaio) e, successivamente, proseguirà con la gara contro il Brescia.

Henrietta Cziszar, Inter Women: “Penso che il nostro punto di forza sia il gruppo”.

credit photo: Ilaria Corongiu - Photo agency calcio femminile italiano

Nata a Hajdúnánás (Ungheria) il 15 maggio 1994, Henrietta Csiszàr è una calciatrice dalla grande esperienza internazionale. Henrietta muove i primi passi nel mondo del calcio all’età di dieci anni, quando si iscrive al settore giovanile del Hajdúnánás FK, dove rimane per quattro stagioni, per passare poi al Ferencváros di cui veste la maglia fino al 2012. Dopo una breve parentesi al Belvárosi NLC, Csiszàr firma per il MTK Hungária dove gioca due stagioni prima di trasferirsi sei mesi nel campionato rumeno, nel ASA Tirgu Mures. Nell’estate 2015 passa poi al Lübars, dove rimane una sola stagione prima di firmare con il Bayer Leverkusen. Csiszàr, durante la sua carriera, ha vinto due Campionati ungheresi e due Coppe d’Ungheria con il MTK Hungária, nelle stagioni 2012/13 e 2013/14 e il Campionato tedesco di seconda divisione con il Bayer Leverkusen nel 2018. Arrivata all’Inter nel luglio 2021, alla sua quinta stagione con la maglia nerazzurra, Csiszàr ha da poco tagliato un traguardo prestigioso, superando le cento presenze con la maglia dell’Inter in tutte le competizioni.

CHALLENGES:

“Prima di una partita mi carica vedere la mia famiglia e gli amici sugli spalti e anche sentire l’affetto dei tifosi che ci seguono e che ci danno sempre una spinta importante. Una delle sfide più intense l’ho vissuta quando giocavo in Germania, al Bayer Leverkusen. Era l’ultima partita della stagione e se avessimo perso saremmo andate in seconda divisione mentre con una vittoria saremmo rimaste in campionato. Ho segnato due gol, abbiamo vinto la partita ed è stato bellissimo”.  

TEAM:

“Questo gruppo è sano, positivo e sempre pronto a lavorare e dare tutto sul campo. Non abbiamo un vero e proprio segreto di squadra, penso che il nostro punto di forza sia proprio il gruppo, veniamo da diversi paesi e ci accettiamo e aiutiamo a vicenda. Se potessi rubare una qualità a una mia compagna di squadra? Prenderei l’energia di Katy Bowen”

PROFILE:

“Sono una giocatrice con esperienza e una grande mentalità. Da quando sono in Italia tecnicamente sono cresciuta tanto e sono migliorata anche nella comprensione tattica, è un aspetto molto importante qui, più che in Germania dove il Campionato è più fisico”.

Alice Corelli entra nella storia della Serie A con la maglia della Roma: ecco perché è la “marcatrice dell’anno solare”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Alice Corelli si sta consolidando come una delle calciatrici più interessanti, costanti e complete del panorama italiano. Alla sua prima convocazione in Nazionale Maggiore da parte di Mister Andrea Soncin ha saputo fare bene in coppia con Cristiana Girelli, avversaria con la maglia della Juventus, ma grande compagna, mentore e idola con quella azzurra. Per la classe 2003 giallorossa si è trattata di un’esperienza speciale, ma a fare la differenza è stato soprattutto il suo 2025 con la maglia della Roma.

Lasciando per un momento da parte la Nazionale, Alice Corelli ha trovato maggiore spazio e continuità in campo con la Roma, la squadra del suo cuore e che l’ha portata, dopo tutto l’iter delle giovanili, fino alla Prima Squadra. Corelli è stata l’unica giocatrice, e la prima in assoluto nella storia del campionato italiano, a mettere la sua firma in una partita di cinque competizioni diverse nello stesso anno solare.

Riavvolgendo il nastro, Corelli ha infatti siglato una rete in Supercoppa nella partita vinta per 3 a 1 contro la Fiorentina; ha poi confermato la propria leadership mettendo la sua firma anche in Serie A Women’s Cup, la neonata competizione tutta italiana che ha visto le giallorosse arrendersi soltanto in finale. Non sono ovviamente mancati i suoi gol in Serie A sia nella stagione ormai conclusa, sia in quella che sta per arrivare al giro di boa, in cui si contano già quattro dei suoi sigilli, e ha anche segnato in Coppa Italia. Proprio nella partita che la Roma ha disputato per salutare la Women’s Champions League, Corelli è riuscita a portarsi a casa questo record: con la rete messa a segno ai danni del St. Pölten, la giocatrice ha di fatto abbattuto questo muro e cesellato la propria carriera in cinque diverse competizioni vestendo la stessa maglia.

Tra le giocatrici che maggiormente stanno indirizzando la Serie A in corso e coloro che stanno migliorando a vista d’occhio, Corelli ha davanti a sé, al di là del futuro, tutto il girone di ritorno e la Coppa Italia per mettere ancora alla prova se stessa e crescere ancora. Prima di questi due tornei, ci sarà la gara secca di Supercoppa contro la Juventus, e la giocatrice potrebbe non soltanto trovare la prima rete nel nuovo anno solare, bensì contribuire a una finale che non è affatto scontata.

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