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FIFA: il calcio femminile che cresce

La FIFA sta lavorando duramente in tutto il mondo per raggiungere l’obiettivo di 60 milioni di giocatrici entro il 2027. L’ambizioso obiettivo è sostenuto da 13 programmi di sviluppo con tutte le 211 federazioni affiliate alla FIFA (MA) che possono richiedere il sostegno dell’organo di governo del calcio mondiale. All’inizio di quest’anno la FIFA ha rinnovato e ampliato il suo programma di sviluppo femminile per dare un ulteriore impulso al calcio femminile. Ulteriori informazioni sui programmi di sviluppo del calcio femminile della FIFA sono disponibili qui. Inside FIFA esamina solo alcune delle significative attività recenti che continuano ad espandere l’impronta del calcio femminile a livello globale.

Lettonia
L’impegno della Federcalcio lettone (LFF) per rendere il calcio lo sport femminile più popolare della nazione ha fatto un altro passo avanti con una colorata campagna di calcio femminile FIFA tenutasi a Ventspils, in Lettonia. In linea con la visione strategica della LFF “Football for All”, il festival ha attirato più di 100 partecipanti e ha offerto l’opportunità a ogni ragazza, indipendentemente dall’esperienza precedente, di provare il bellissimo gioco. L’obiettivo generale è quello di aumentare il numero di ragazze attivamente coinvolte nel calcio locale attraverso un approccio strutturato e sostenibile. “La FIFA Women’s Football Campaign è uno strumento potente per far crescere il gioco, sia a livello globale che locale in Lettonia, e siamo orgogliosi di far parte di questa iniziativa che sostiene lo sviluppo del calcio femminile in tutto il paese”, ha dichiarato la LFF.

Portorico
È stato un periodo impegnativo e produttivo negli ultimi tempi per il calcio femminile a Porto Rico. Una serie di festival nell’ambito della Campagna FIFA per il Calcio Femminile è stata seguita dal lancio della Strategia FIFA per il Calcio Femminile nella capitale, San Juan. L’anno ha visto anche la nazionale raggiungere un nuovo picco (77) nell’ultimo ranking mondiale femminile FIFA/Coca-Cola, mentre le giovanili della nazione hanno anche goduto del successo con la vittoria nel recente torneo Under 14 della Caribbean Football Union. Mentre proprio questo mese la Federcalcio portoricana (FPF) ha aperto i suoi nuovi uffici amministrativi, finanziati dal programma FIFA Forward.
Costruire la prossima generazione di amministratori donne è stato al centro della certificazione professionale FPF in amministrazione e gestione dello sport applicata al calcio femminile, un corso in corso attualmente in corso nella città di Caguas. Sviluppato nell’ambito del programma di sviluppo delle capacità per gli amministratori della FIFA, 25 partecipanti sono attualmente impegnati nello studio di varie competenze chiave per gli amministratori sportivi.

Nicaragua
Il Nicaragua è un’altra nazione Concacaf che mostra chiari progressi grazie a un’attenzione concertata da parte dell’organo di governo della nazione. La Federcalcio nicaraguense (FENIFUT) ha implementato diversi programmi di calcio femminile della FIFA nel corso del 2024, mentre all’altra estremità della piramide la nazionale è stata la squadra nazionale a capo della terza edizione della classifica™ mondiale femminile FIFA/Coca-Cola dell’anno. Il mese scorso FENIFUT ha ospitato una serie di festival nell’ambito del programma FIFA Women’s Football Campaign. È il terzo anno consecutivo che FENIFUT ospita il programma, anche se questa volta c’è stato un focus lontano dalla capitale, Managua. Un impressionante numero di 650 partecipanti ha preso parte a Chinandega, Chontales, Siuna e Somoto, con Chontales caratterizzata da un’alta comunità indigena. Tutti i festival sono stati accompagnati da sessioni di capacity building con coach locali. Anche se il divertimento è al centro dei festival, viene organizzata una competizione locale, supportata dal programma di sviluppo della lega FIFA, con le prime due squadre di ogni regione che giocano in una fase nazionale a dicembre.

India
La prima qualificazione dell’India per la Coppa d’Asia femminile AFC in 23 anni ha già assicurato che il 2025 sarà un anno fondamentale. La All India Football Federation (AIFF) non riposa sugli allori, tuttavia, e ha dato seguito a un seminario sullo sviluppo delle capacità per gli amministratori con una massiccia campagna di calcio femminile FIFA distribuita in cinque diverse regioni della tentacolare nazione dell’Asia meridionale.
Più di 200 ragazze hanno partecipato ai festival di un giorno che si sono tenuti in Chhattisgarh, Gujarat, Kerala, Mizoram e Punjab, lasciando oltre 1.000 giovani ispirati dal bellissimo gioco della Giornata nazionale dello sport dell’India.
Il presidente dell’AIFF Kalyan Chaubey ha dichiarato: “Questa iniziativa riflette il nostro impegno condiviso per l’emancipazione delle giovani ragazze attraverso il calcio e la costruzione di una base più solida per il gioco femminile nel paese. Siamo profondamente grati per il sostegno della FIFA, che ci ha permesso di ottenere un aumento del 222% delle iscrizioni al calcio femminile negli ultimi due anni”. Il vice segretario generale dell’AIFF, Mahadev Satyanarayan, ha aggiunto: “Con il crescente riconoscimento del calcio femminile a livello internazionale, è stato stimolante assistere alla partecipazione di centinaia di giovani ragazze, molte delle quali hanno sperimentato la gioia di giocare a calcio per la prima volta”.

Thailandia
Anche una campagna di calcio femminile FIFA è stata al centro dell’attenzione in Thailandia, con più di 200 giocatrici che si sono divertite a conoscere il bellissimo gioco a Hat Yai, nella provincia di Songkhla. Questa edizione del programma, tenutasi nel sud della Thailandia, è stata la quinta ospitata dalla Football Association of Thailand (FAT). L’attività è in linea con il pilastro della partecipazione della strategia per il calcio femminile 2025-2029 della FAT. “Per noi, la campagna di calcio femminile FIFA in Thailandia è molto più che il calcio”, ha dichiarato Waraporn Szanyi-Nagy, responsabile dello sviluppo del calcio femminile FAT. “È un viaggio gioioso che dà a ogni ragazza la possibilità di scoprire il suo amore per il gioco. In uno spazio sicuro e premuroso, imparano, giocano e crescono con fiducia”.

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“Ogni sogno nasce da un desiderio”. Buone Feste dalla famiglia della Serie B Femminile

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio femminile Italiano

Care calciatrici della Serie B Femminile,
vi scrivo da un luogo dove i sogni trovano sempre spazio. Ho seguito con attenzione il vostro impegno, la forza e la determinazione con cui ogni giorno portate avanti la vostra passione. Sappiate che il vostro percorso è lo stesso che tante bambine guardano con occhi pieni di speranza, rincorrendo un pallone più grande di loro e immaginando di diventare come voi. Per questo vi chiedo un piccolo gesto speciale. Se vorrete inviarmi una vostra maglia potrò farne dono alle bambine che condividono il vostro sogno: per loro non sarà un semplice regalo ma la prova che l’impegno vale e che il futuro può diventare una splendida realtà. Il vostro cammino illumina quello di tante piccole sognatrici…. molto più di quanto possiate immaginare.
Con affetto,
Babbo Natale

“Leone, sulla maglia e nel DNA”: il Frosinone si presenta attraverso le parole di Elisa Leone e la Team Manager Silvia Antonucci

Photo Credit: Frosinone Calcio Femminile

Il Frosinone di Mister Francesco Foglietta si sta certamente imponendo nella serie cadetta come una delle rivelazioni più inattese alla vigilia della stagione. Le giallazzurre sono arrivate al giro di boa con un buon bottino e possono sperare di giocarsi le loro carte per terminarlo nel migliore dei modi. Come il Verona, le laziali sono state protagoniste di un breve documentario su VivoAzzurroTV che racconta la loro storia e tutto l’impegno che la Società ha portato avanti nel tempo per favorire la crescita di questo gruppo, partito dall’Eccellenza e arrivato nel giro di pochi anni a competere nella serie cadetta.

«La Ciociaria è il paese delle “cioce”, ovvero delle vecchie calzature, però io ho preferito gli scarpini», Elisa Leone è chiara e concisa quando afferma che per lei il Frosinone e il territorio circostante sono più di una tradizione legata alle scarpe, perché è, in qualche modo, una sua evoluzione: dalle vecchie calzature passa infatti agli scarpini da calcio.

Leone sente un grande attaccamento alla maglia, essendo nata e cresciuta a Frosinone, e per lei «Vestire la maglia del Frosinone è motivo di orgoglio: qui non rappresentiamo solo la città, ma anche tutta la provincia e la Ciociaria. Per me, sentire questi colori, è naturale, ma posso dire che anche per molte altre della squadra», questo senso di appartenenza sta cominciando a diventare un tratto distintivo di tutto il gruppo, anche di quelle ragazze che la Ciociaria e Frosinone li conoscono solo per via del calcio.

«Il “Matusa” è stato il primo stadio del Frosinone, e là sono arrivate anche le grandi squadre di Serie A e resterà per sempre nel cuore dei tifosi del Frosinone, anche se oggi abbiamo lo “Stirpe”; anche se è un parco, rimarrà sempre il vecchio stadio», così ha commentato il papà di Elisa Leone, che si è poi concentrato sulla figlia: «Elisa è nata con il pallone in mano. Da piccola cercava sempre le palline, ed essendo sorella di altre due gemelle notavo che le altre due giocavano con le bambole e lei sempre con il pallone», la passione per il calcio era quasi innata nella numero 14 giallazzurra, che preferiva giocare a calcio che non con le sorelle.

«Quando ho iniziato a seguire il calcio, il Frosinone era già “fra le grandi”, faceva già categorie come la Serie B e la Serie A qui, al “Matusa”. Ho iniziato a giocare a calcio con mio cugino, verso l’età di sei anni sono andata alla squadra del mio paese, sempre con i maschi. A otto anni sono arrivata al Frosinone, e da lì è iniziato tutto. Ho visto la crescita di questo Club: all’inizio non c’erano tante ragazze, c’era una sola squadra, venti persone, soltanto ragazze della provincia. Poi pian piano il Club è cresciuto e sono arrivate anche ragazze da fuori regione», anche Leone ha cominciato la propria carriera e si è appassionata al calcio grazie alla famiglia, che è una parola ricorrente anche nel DNA del Frosinone, che ha sempre accolto le ragazze cercando di farle sentire a casa, in primis attraverso il lavoro sapiente del tecnico: «Mister Foglietta è sempre stato un punto di riferimento, mi ha preso per mano da quando ero piccolina fino ad arrivare a oggi. Anche lui è del luogo, e quello che ci ripete spesso è di portare con orgoglio questo stemma.»

Il rispetto nei confronti della maglia giallazzurra viene ricordato prima che ogni partita arrivi al fischio d’inizio: «Prima della partita ci riuniamo in cerchio dentro lo spogliatoio e ci carichiamo con il nostro rito: “Onora questa maglia, e non tradirla mai”; il simbolo del Frosinone è il Leone, ma oltre ad avercelo sul petto ce l’ho anche dietro le spalle»

Anche Silvia Antonucci, Team Manager delle Leonesse di Frosinone, ha raccontato quale significato ha per lei questa maglia e quanto sente la responsabilità, in altre vesti, di continuare a far provare questo senso di appartenenza e di attaccamento al territorio anche alle calciatrici arrivate da poco: «Sono arrivata al Frosinone quando era al secondo anno di Eccellenza e ho giocato fino all’anno scorso, poi ho smesso. Abbiamo fatto due bellissime stagioni in C e adesso affrontiamo la B, dove ci sono comunque, anche se in veste diversa. Quest’anno faccio la Team Manager, e la decisione di smettere l’ho presa l’anno scorso. Il fatto di aver giocato fino all’anno scorso e di aver vissuto per tanto tempo lo spogliatoio del Frosinone in realtà mi dà una marcia in più per aiutarle e capirle meglio. Due anni fa eravamo poche ragazze di Frosinone, e durante la cena di fine anno cantavano solo cori del Frosinone, che non partivano da me, e spingo tanto per farle partecipare a tutte le feste per farle entrare nelle tradizioni, perché la Ciociaria è tradizione», Antonucci è una ‘ragazza del territorio’ che l’ha vissuto fin da subito e ha anche partecipato in prima persona all’evoluzione del gruppo, della Società e della squadra, che adesso è ricca di ragazze che vengono da altre regioni e che stanno pian piano allargando il bacino d’interesse.

«L’obiettivo principale di questa stagione è la salvezza, e dall’inizio dell’anno ci siamo già tolte qualche soddisfazione. Quello che è cambiato sono gli allenamenti, il ritmo, l’intensità, il modo di allenarsi, perché l’obiettivo che abbiamo è importante e lo vogliamo raggiungere il più presto possibile», la salvezza è l’obiettivo primario della squadra, come veniva perpetuato fin dal primo pallone calciato in Serie B, ed è fondamentale tagliare questo traguardo il prima possibile.

Leone ha assaggiato la Serie B in una partita difficile, vale a dire quella contro il Como 1907, l’attuale capolista, e la calciatrice ha raccontato le emozioni provate da lei al momento di scendere in campo: «Non mi aspettavo di esordire contro il Como; quando ho capito che era arrivato il mio momento, ero molto felice. Tra i consigli che il Mister mi ha dato c’è quello di prendere spunto dalle ragazze più esperte e di rubare qualcosa della loro esperienza per crescere un po’ di più.»

Per concludere, la Team Manager ha affermato che adesso sono i genitori a voler spingere le bambine a giocare nel Frosinone, una realtà che si sta confermando tra le migliori del territorio e tra quelle che, passando in pochi anni dall’Eccellenza alla Serie B, hanno gli strumenti giusti per puntare in alto: «Abbiamo già fatto tanti passi dall’Eccellenza alla C alla Serie B, e spero che tra qualche anno il Frosinone arrivi dove penso che debba stare. Adesso sono i genitori a chiedere alle bambine di andare a giocare nel Frosinone!»

L’Austria Vienna conquista il titolo invernale nella ADMIRAL Women’s Bundesliga

All’inizio del 14° turno, il Red Bull Salisburgo e il First Vienna pareggiano 1-1. Nel primo tempo, entrambe le squadre restano senza gol. Poco dopo il cambio di campo Sara Grabovac sigla il vantaggio per le locali al 48′ mentre le ospiti rispondono dieci minuti dopo con un rigore di Anna Osl a segnare per il punteggio sull’1-1 (58′). Il Red Bull Salzburg ha chiuso il 2025 al quinto posto in classifica e il Vienna al settimo.

Le campionesse e in carica del St. Pölten salutano l’anno con una vittoria per 4-0 in trasferta contro l’USV Neulengbach. Due in due minuti con Carina Brunold (38′) e Izabela Krizaj (39′) a portare il match all’intervallo sul 2-0. Nella ripresa Victoria Laino al 64′ e Ludmila Matavkova al 77′ hanno segnato gli altri due gol per il St. Pölten che rimane a tre punti dal capolista Austria Wien, mentre il Neulengbach termina ‘la prima parte di campionato all’ottavo posto.

Leader della lega è quindi l’Austria Vienna che conquista il titolo invernale con una vittoria casalinga per 2-0 contro lo Sturm Graz. Dominika Scorvankova sigla il vantaggio le  al 35′, la partita rimane aperta per molto tempo ma a 10′ dalla fine Tatjana Weiss chiude i giochi. Lo Sturm Graz perde un posto a causa della sconfitta a Vienna e arriva alla pausa invernale al quarto posto. Festival del goal tra Südburgenland Hartberg e Altach. che si chiude 2-6. Botta e risposta con vantaggio al 9° minuto con Lilla Sipos mentre al 18′ Vanessa Beiglböck riporta la situazione in partita. La situazione si ripete poco dopo con al 27′ il sorpasso di Nayana Ebersold ma solo tre minuti dopo Lilla Sipos ha segnato di nuovo per il 2-2. La gara poi prende la piega in favore delle ospiti che su un calcio di rigore di Brigitta Pulins al 37′ vanno sul 3-2 prima dell’intervallo. Nella ripresa Joelle Meister (63′) e Petra Mikulica (75’) possono prendere la decisione finale. Il punto finale, il gol per il 6-2, arriva nei minuti di recupero. Alltach conquista così il terzo posto prima della pausa invernale, mentre South Burgenland rimane in fondo alla classifica.

Al termine della stagione autunnale, invece, il Blau Weiß Linz vince il derby di Linz contro il LASK per 3-0. Una punizione di Sandra Mayrhofer al 27′ sigla il vantaggio e ma all’81’ Jana Niedermayr è riuscita a portare il punteggio sul 2-0. Mavie Schweitzer chiude il punteggio sul 3-0 all’87’. Blau Weiß aumenta così il distacco dalla retrocessione a quattro punti; il LASK entra nella pausa invernale al sesto posto in classifica.

Lucia Di Guglielmo, ufficiale l’addio alla Roma: l’ex numero 3 raggiunge Sofia Cantore al Washington Spirit

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La rete contro la Lazio nel derby è stato l’ultimo, splendido regalo di Lucia Di Guglielmo alla sua Roma, la squadra che l’ha consacrata come una delle calciatrici più forti, in crescita e mai banali del nostro campionato. Come reso noto dai canali ufficiali della Società e dalla stessa calciatrice attraverso il proprio profilo di Instagram, la numero 3 giallorossa lascerà la Capitale in questa finestra di mercato. Anche il Washinton Spirit non si è fatto attendere, dedicando un post alla giocatrice: indosserà una casacca a stelle e strisce e proseguirà la sua carriera nel campionato più bello e competitivo del mondo insieme a Sofia Cantore, che ritrova da compagna e non più da avversaria.

Dopo 123 presenze, cinque trofei e 16 gol, Lucia Di Guglielmo saluta una squadra che l’ha accolta all’inizio della sua maturità calcistica e che la saluta con un contratto ancora in auge, ma si sa, certi treni passano solo una volta, e su quei treni bisogna salire, spesso sacrificando i propri affetti, il proprio amore verso una squadra e verso le proprie compagne, ma bisogna seguire la strada che si sceglie di tracciare con le proprie idee, i propri occhi e, nel caso di una giocatrice, il proprio cuore. L’ex numero 3 giallorossa è anche da sempre uno dei pilastri della Nazionale italiana, riconfermata anche sotto la guida di Mister Andrea Soncin, che potrà dunque godersi il suo percorso di crescita in National Women’s Soccer League.

Per quanto sia triste per il nostro campionato dover fare a meno di una calciatrice come Di Guglielmo, è necessario ribadire che lascia la Serie A per dare inizio a un percorso che le darà l’opportunità di crescere ancora misurandosi in un torneo difficile, molto fisico e che le darà nuove basi. Insieme alla sua tecnica indiscussa e alla sua intelligenza tattica, in poche parole, Lucia Di Guglielmo saprà sicuramente dare il massimo in NWSL, notoriamente un campionato, come detto poc’anzi, molto fisico e che richiede una grande forza e un’energia mentale immense.

La calciatrice ha ringraziato i colori giallorossi attraverso il suo profilo Instagram, dove spiccano parole d’amore e di riconoscenza nei colori di questa Società, che tanto le ha dato, e che la ama così tanto da lasciarla andare e augurarle il meglio: «Sei stata la mia prima volta lontana da casa, il grande passo, l’ambizione di giocare in un Club importante, la voglia di crescere. E proprio quella voglia di mettersi ancora in gioco, l’adrenalina, la fame, mi portano via da te», Lucia Di Guglielmo ha ancora voglia di crescere, di migliorarsi, di sperimentare, e lo scenario che le si spalanca davanti agli occhi è fulgido, come fulgido sarà il suo futuro, benché lontano da Roma, «Roma è i suoi tifosi, Roma è dei Romanisti e allora parto da voi: mi avete accolta e fatta sentire a casa.»

Di Guglielmo saluta la Roma con la consapevolezza di aver dato tutto il possibile per onorare i colori, la tifoseria, la storia di questa squadra, perché «Se c’è una cosa che ho imparato da tutti voi, è che non importa quanta distanza ci dividerà, perché so per certo che ovunque io sarò mai sola mai. Allora a presto Roma mia. Quattro lettere come Amor, quattro lettere come casa.»

In bocca al lupo per tutto, Lucia! Non vediamo l’ora di vederti scendere in campo nel torneo più bello del mondo.

Germania – Frauen Bundesliga: il bilancio dell’anno solare tra classifica e top scorer

Il 2025 volge al termine con una Frauen-Bundesliga che conferma la propria identità: un campionato fisico, intenso e tatticamente strutturato, capace di mantenere alto il livello competitivo sia al vertice sia nella lotta per la salvezza. La stagione 2025-26, arrivata alla pausa invernale, restituisce una fotografia chiara delle gerarchie, ma anche segnali interessanti di equilibrio nella fascia centrale della classifica.

Classifica: Bayern Monaco dominante, Wolfsburg all’inseguimento

A chiudere il 2025 in testa alla classifica è il Bayern Monaco, protagonista di un cammino quasi perfetto. Le bavaresi hanno raccolto 13 vittorie e un solo pareggio nelle prime 14 giornate, imponendosi con numeri impressionanti soprattutto sul piano difensivo: appena 4 gol subiti a fronte di 54 realizzati. Un dominio costruito sulla profondità della rosa, sulla gestione delle partite e su una continuità che al momento non ha eguali nel campionato.

Alle spalle del Bayern si colloca il Wolfsburg, che chiude l’anno solare al secondo posto. Pur pagando qualche passaggio a vuoto in più rispetto alle capolista, le biancoverdi restano pienamente dentro la corsa al vertice e rappresentano ancora la principale alternativa nella lotta al titolo.

La sorpresa più interessante della prima parte di stagione è il Werder Brema, terzo in classifica. Una posizione costruita con solidità e concretezza, che testimonia la crescita del club e la capacità di competere con continuità contro avversarie più accreditate. Subito dietro, al quarto posto, c’è l’Hoffenheim, che chiude il 2025 confermandosi presenza stabile nella parte alta della graduatoria.

Zona centrale e lotta salvezza

Tra il quinto e l’ottavo posto si sviluppa una zona di grande equilibrio. Eintracht Francoforte, Friburgo, Leverkusen e Colonia sono racchiuse in pochi punti, rendendo la corsa alle posizioni europee ancora apertissima in vista del 2026. È proprio questa fascia a raccontare un campionato meno scontato rispetto al passato, con partite spesso decise da episodi e margini minimi.

In fondo alla classifica, la lotta per non retrocedere coinvolge RB Lipsia, SGS Essen, Hamburger SV e Carl Zeiss Jena. I distacchi contenuti lasciano aperti tutti gli scenari, rendendo la seconda parte della stagione particolarmente delicata per le squadre coinvolte.

Il peso dei gol: Bayern devastante, top scorers distribuite

Se la classifica fotografa il dominio del Bayern Monaco, i numeri offensivi ne sono una conseguenza diretta. Con 54 reti segnate in 14 partite, le bavaresi hanno mostrato una capacità realizzativa nettamente superiore alla concorrenza, frutto di un sistema che valorizza più interpreti e non dipende da una singola finalizzatrice.

Alle spalle della capolista, anche Wolfsburg e Hoffenheim mantengono una buona produttività offensiva, mentre il Werder Brema ha costruito il proprio terzo posto su equilibrio e concretezza, più che su goleade.

La classifica marcatrici riflette bene questa distribuzione: diverse giocatrici si contendono le posizioni di vertice, senza una sola dominatrice assoluta, segno di un campionato in cui il gol è sempre più il risultato del collettivo. Tra le altre, possiamo citare i nomi di Alexandra Popp (Wolfsburg) e di Selina Cerci (Hoffenheim), entrambe a quota 10 reti e di Larissa Muhlhaus (Brema) e Sandra Jessen (Colonia) che hanno messo a segno 9 gol.

Un campionato solido e maturo

Il 2025 si chiude dunque con una Frauen-Bundesliga che conferma la propria maturità. Il Bayern Monaco detta il ritmo, il Wolfsburg resta in scia, mentre alle spalle cresce un gruppo di squadre capaci di rendere il campionato competitivo e credibile su più livelli. La seconda parte della stagione 2025-26 promette dunque battaglie aperte sia per il titolo sia per la salvezza.

Nazionale tra Europei e Nations League: 26 le calciatrici utilizzate da Soncin, Girelli la più prolifica

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Nazionale Femminile nel 2025 ha giocato 15 gare ufficiali: di queste sei erano valevoli per la Nations League e cinque per gli Europei di Svizzera. L’annata si è conclusa poi con 4 gare amichevoli, nelle quali Andrea Soncin ha ammesso di aver ruotato tante calciatrici per fargli respirare ‘l’aria Azzurra’.
Senza contare i quattro test amichevoli il CT della Nazionale Femminile ha dato spazio a 26 calciatrici: 2 tra i pali, 10 nel pacchetto difensivo, 8 in mediana e 6 davanti.

In porta spazio a Laura Giuliani che ha giocato 1007 minuti, mentre Francesca Durante 14, contro il Galles. Nel pacchetto difensivo la più schierata è stata Elena Linari con 1020 minuti, davanti a Lucia Di Guglielmo 787 mentre la terza è Elisabetta Oliviero con 654. Subito dopo Martina Lenzini con 650 e Cecilia Salvai con 647 mentre Lisa Boattin si è ‘fermata’ a 504. Più staccate le altre con i 209′ di Julie Piga, i 46′ di Angelica Soffia, i 13′ di Beatrice Merlo e i 3′ di Federica D’Auria.

Più marcate le gerarchie a centrocampo con l’insostituibile Arianna Caruso che ha collezionato ben 1020′ con seconda Manuela Giugliano a 868′ e terza Emma Severini con 680′. Più distanti le altre con Giulia Dragoni con 197′, Giada Greggi con 179′, Annamaria Serturini con 152′, Valentina Bergamaschi con 127′ mentre chiude Eva Schatzer a 35′.
Davanti, invece, la palma di più schierata va a Sofia Cantore con 739′ che mette alle spalle Cristiana Girelli a 558′ e Barbara Bonansea a 380′. Subito dietro Michela Cambiaghi a 359′ mentre Martina Piemonte ne ha collezionati 262′ e Chiara Beccari 230′.

Tra le Azzurre andate in rete nelle 11 gare in questione sei reti per Girelli e due reti per Caruso, Bonansea e Cambiaghi. Una marcatura poi per Linari, Di Guglielmo, Oliviero, Severini, Beccari e Cantore. In questi 11 match, tra Europei e gare valide per le Nations League, convocate ma non schierate sono state Rachele Baldi, Astrid Gilardi, Caterina Ambrosi, Martina Tomaselli, Nadine Nischler, Marta Pandini, Eleonora Goldoni, Margherita Monnecchi, Elisa Polli e Alice Corelli.

 

Il punto sulla prima parte di campionato della Res Donna Roma

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

La Res Roma si è approcciata ad una serie B sempre più competitiva, ricca di valore agonistico e con un numero ridotto di squadre rispetto agli scorsi campionati (14 squadre invece che 16) in una nuova veste che unisce tradizione ed innovazione, un nuovo nome ‘Res Donna Roma’ e il chiaro obiettivo di diventare una realtà consolidata del calcio femminile in Italia.

Il progetto del club è senza dubbio ambizioso, per questo la società ha scelto di puntare sull’esperienza di mister Alessandro Di Martino come allenatore della prima squadra, e su figure, per quanto riguarda l’organico della rosa delle Calciatrici, come Melania Martinovic (ex Lazio), Liliana Merolla, Azzurra Massa e Claudia Palombi.

La Res ha iniziato il proprio percorso in quest’annata calcistica con la partita in Coppa Italia del 21 settembre, in cui ha perso per 2-3 contro il Como 1907 di Selena Mazzantini (venendo, di conseguenza, eliminata dalla competizione).
L’approccio in campionato, invece, è stato parecchio positivo per le ragazze di Di Martino che hanno dimostrato sin da subito tutta la propria qualità e la propria voglia di lasciare un’impronta indelebile sul rettangolo verde. Questo è successo contro il Venezia, ma anche contro la testa di serie Cesena (solo per citare due dei risultati positivi ottenuti).
Anche quando il tabellino non ha sorriso loro, le prestazioni sono comunque state buone e meritevoli di encomio.

Da 6° in Campionato con 19 punti in 12 partite giocate (5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte) sono 9 i punti conquistati in casa e 10 quelli in trasferta, a certificare come in realtà il fattore stadio conti relativamente per la squadra di Di Martino che annovera in totale 24 gol fatti (nello specifico 13 reti in casa e 11 in trasferta) e 20 subiti (9 in casa e 11 in trasferta).
In percentuale, un altro dato interessante mostra come la maggior parte dei gol presi dalla Res siano arrivati nella prima frazione di gioco, mentre nella seconda il trend si inverte con la squadra di Roma che tende a segnare in maniera più frequente recuperando anche quelle partite che ad un primo sguardo possono sembrare più difficoltose.
Claudia Palombi, arrivata quest’anno dalla Lazio di Grassadonia, è la miglior marcatrice della squadra con 7 gol segnati (di cui uno su rigore) seguita a breve distanza da Melania Martinovic (4 reti).

La Res Donna Roma ha terminato il 2025 positivamente con il pareggio per 2-2 contro la Freedom, e il 18 gennaio 2026 riprenderà il suo percorso in Campionato in trasferta contro l’Arezzo.

Cittadella Women, le ragazze del settore giovanile: “Qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, cancellati anni di sacrifici”

Dopo il disappunto manifestato dalle calciatrici e dallo staff tecnico della prima squadra del Cittadella Women, società che stava disputando con ottimi risultati il torneo d’Eccellenza veneto, è arrivato anche lo sfogo delle ragazze del settore giovanile. Il club non tornerà, infatti, in campo a quanto pare nel 2026 in nessuna categoria. Amarezza e scoramento trapela dalla nota congiunta pubblicata, nelle ore scorse dalle ragazze del settore giovanile dello stesso club, che si accoda a quanto emerso già nei giorni passati.

Siamo ragazze del settore giovanile del Cittadella Women e scriviamo questa lettera per dare voce a ciò che è successo e, soprattutto, a ciò che stiamo provando.
Per noi lo sport non è mai stato solo un gioco. È passione, sacrificio, disciplina, crescita personale. È tempo. tolto allo studio, agli amici, alla famiglia. È allenarsi ogni giorno, sotto la pioggia e sotto il sole, rialzarsi dopo una sconfitta e continuare a crederci anche quando è difficile. Nel tempo abbiamo dato tutto a questa società: impegno costante, serietà, rispetto dei valori, risultati sportivi, entusiasmo. Tutte le categorie del settore giovanile avevano raggiunto risultati eccellenti nei rispettivi campionati, in alcuni casi arrivando fino alla vetta delle classifiche.

La lettera delle giovani calciatrici poi prosegue:  Ma ciò che per noi contava davvero non era solo vincere: era fare gruppo, divertirci, crescere insieme, perché sapevamo che tutto il resto sarebbe stato una conseguenza naturale. Abbiamo allenato il corpo e la testa per raggiungere obiettivi importanti, credendo in una società che diceva di credere in noi. Abbiamo rappresentato il Cittadella Women con orgoglio, dentro e fuori dal campo, contribuendo a costruire qualcosa che sentivamo anche nostro. Vincevamo perché eravamo una SQUADRA. Al nostro fianco c’erano mister che hanno sempre creduto nelle nostre capacità, anche più di quanto riuscissimo a farlo noi stesse.

Lo sfogo poi continua:  Anche loro hanno subito le conseguenze di questa situazione: non hanno ricevuto uno stipendio, eppure hanno continuato a lavorare con dedizione e professionalità, restando sempre al nostro fianco e sostenendoci senza mai farci pesare le difficoltà.
Quello che è successo non è un “incidente”, né una semplice difficoltà gestionale: è il risultato di scelte precise, fatte da adulti che hanno deciso di anteporre interessi economici alla vita sportiva e umana di centinaia di ragazze. Chiudere anticipatamente una stagione, portare al fallimento una società, significa cancellare anni di sacrifici, sogni e obiettivi costruiti con fatica. Fa male sapere che tutto questo sia stato distrutto non per mancanza di impegno o di passione, ma perché qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, ignorando completamente le conseguenze umane, sportive ed emotive che oggi noi stiamo pagando.

La nota congiunta quindi si conlude:  Non siamo numeri. Non siamo un costo da tagliare. Siamo atlete, persone, giovani che hanno creduto in un progetto e che meritavano rispetto. Siamo stanche di vedere il calcio femminile trattato come qualcosa di sacrificabile, come se il nostro lavoro, la nostra passione e i nostri sogni valessero meno. Questa lettera non è solo uno sfogo, ma una presa di posizione. Non ci sono più richieste da fare: chi ha distrutto anni di impegno e passione deve assumersi le proprie responsabilità, anche penali se necessario, affinché situazioni simili non si ripetano più. La passione non si compra e non si svende.
Quello che è successo non può e non deve essere dimenticato e sicuramente noi non lo dimenticheremo.

Adidas presenta la docuserie con Aitana Bonmatí

Adidas presenta una nuova docuserie che ha come protagoniste alcune delle sue icone sportive globali. Ogni episodio offre un raro e intimo ritratto delle profonde connessioni che esistono al di là dei campi di gioco, sottolineando come anche chi è al vertice del proprio sport abbia bisogno di qualcuno che lo aiuti a credere nel messaggio “You Got This”. Il primo episodio, con la star NBA Anthony Edwards insieme al suo migliore amico Nick Maddox, darà il via alla serie approfondendo il legame di lunga data tra i due, forgiato attraverso innumerevoli viaggi in auto, conversazioni ed esperienze condivise. Diretto da David Terry Fine (Untold: Netflix ed ESPN: 30 for 30), Stanley Brock (Road To Kampala: Copa 90 e Hanna) e Nick Maddox, l’episodio racconta il ruolo fondamentale che Nick ha svolto nella carriera di Anthony Edwards, affrontando le sfide del dolore e della pressione dentro e fuori dal campo. Offrendo un accesso intimo a conversazioni one-to-one, il film porta gli spettatori dietro le quinte della loro speciale amicizia.

Commentando il primo episodio della docuserie, Anthony Edwards, Minnesota Timberwolves, ha dichiarato: “Nick Maddox è il mio vero amico! È il mio migliore amico da quando andavamo a scuola insieme ed è il tipo che puoi chiamare in qualsiasi momento. Lui sarà sempre lì, senza fare domande. Ci siamo incontrati giocando a basket al liceo e, fin dal primo giorno, è nata una solida amicizia. Nick mi accompagnava a scuola, agli allenamenti, a casa, assicurandosi sempre che stessi bene. Quando mi sono concentrato sulla lega, lui non è cambiato, è sempre rimasto fedele come mio amico. So che posso contare su di lui per un sostegno continuo nel bene e nel male, ed è qualcosa di cui tutti avrebbero bisogno nella vita. Mi fa credere che ce la possa fare, qualunque cosa accada.”

Riflettendo sulla sua amicizia con Anthony Edwards, Nick Maddox ha detto: “Ant ed io siamo amici da quando riesco a ricordare. Quelle conversazioni che vedete tra noi in macchina? È davvero il modo in cui parliamo, è sempre stato così, e sono grato per tutti i viaggi in auto che abbiamo fatto nei nostri primi anni perché hanno davvero costruito le fondamenta della nostra amicizia. Ai miei occhi, non sto facendo nulla di straordinario per Ant, sono semplicemente suo amico. Sono sincero con lui, è sempre stato così. Il modo in cui agiamo non è mai per spettacolo, clamore o titoli; si tratta di supportarci vicendevolmente per migliorare, rimanendo onesti e assicurandoci di non perdere mai di vista chi siamo o per chi lo stiamo facendo. Questo è l’aspetto del vero supporto: esserci ogni giorno, qualunque sia la sfida”. Il primo episodio sarà presentato in anteprima nel corso di questo mese sul canale YouTube di adidas e trasmesso in streaming simultaneo su diversi canali social. La diretta streaming consentirà agli spettatori di interagire in tempo reale tramite commenti, quiz e omaggi all’interno di un’unica trasmissione su Instagram, X, Facebook e YouTube. Ulteriori episodi con Aitana Bonmatí, Rebeca Andrade e Mikaela Shiffrin saranno rilasciati durante l’anno.

COMUNICATO ADIDAS

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