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Equal Play Cup, torneo dedicato alla promozione del calcio femminile.: al via la seconda fase

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

“Come Lega Dilettanti – dichiara Luca De Simoni, coordinatore dell’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti – vogliamo promuovere una cultura del rispetto. Equal Play può diventare uno strumento importante per combattere la violenza di genere, dando ai più giovani degli strumenti di riflessione e di confronto concreti». Il progetto, che intreccia sport, arte e scuola, punta a contrastare la violenza di genere fin dall’infanzia, educando bambine e bambini al rispetto e all’inclusione. Presentato lo scorso maggio anche in Consiglio regionale del Veneto, oggi entra in una fase operativa con un cronoprogramma definito che ne scandisce azioni e obiettivi.

L’iniziativa è ideata e coordinata da Gruppo Polis, in collaborazione con l’Università di Padova, e coinvolge bambini dai 6 ai 10 anni insieme ad allenatori, dirigenti e genitori, trasformando il campo sportivo in uno spazio di crescita, inclusione e coesione sociale

LND- Giovani Calciatrici: le classifiche provvisorie dei quattro gironi dopo quattordici giornate

Photo Credit: Federico Fenzi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Girone A: Azalee Solbiatese 451; Torino FC 336; Atletico Uri 323; Lesmo 206; Tharros 198; Real Meda 184
Girone B: Villorba 412; Trento Academy 386; Academy Calcio Pavia 225; Comunale Tavagnacco 199; Real Vicenza 143; Orobica Calcio Bergamo 120
Girone C: Chieti 608; Reggiana 355; Ascoli 302; Jesina Aurora 224; Casolese 172; Riccione 170
Girone D: Women Lecce 412; Cus Cosenza 354; Pink Sport Time 250; Virtus Marsala 237; Academy Abatese 134; Women Matera Città Sassi 129

A ricevere i premi saranno le prime sei società posizionate nella graduatoria di ogni girone, gli importi dei premi per ciascuno dei quattro gironi sono: 1ª classificata: Euro 8.000,00; 2ª classificata: Euro 6.000,00; 3ª classificata: Euro 4.500,00; 4ª classificata: Euro 3.500,00; 5ª classificata: Euro 2.000,00; 6ª classificata: Euro 1.000,00

BONUS CLASSIFICA
Alle società che, in aggiunta al Campionato Juniores Under 19 Femminile di calcio a 11, svolgono l’attività di Settore Giovanile nella stagione sportiva 2025-2026, con squadre nelle categorie Under 17 ed Under 15 Femminile di calcio a 11, indipendentemente dagli ambiti territoriali dove si svolgano (nazionale, interregionale, regionale o provinciale), verrà riconosciuto un bonus pari al 10% in più dei punti totalizzati, per ogni squadra iscritta ai vari campionati.

PREMI
Il premio, spettante alle società aventi diritto in base alle graduatorie finali dei rispettivi quattro gironi del Campionato Nazionale di Serie C Femminile, sarà corrisposto alle stesse il 30 settembre 2026, a condizione che le stesse si siano regolarmente iscritte al successivo Campionato Nazionale di Serie C per la stagione sportiva 2026-2027 ed inserite nel relativo organico, ovvero per quelle promosse/ammesse al campionato nazionale di Serie B dopo che le stesse si siano regolarmente per la stagione sportiva 2026-2027 ed inserite nel relativo organico.

Ternana Women: il 2-2 con la Juve è anche una festa del territorio

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il sole dopo giorni di pioggia, quasi 900 spettatori sugli spalti a gridare “Forza Fere” e una certezza: la Ternana Women ha scritto un’altra pagina significativa della sua prima stagione in Serie A. Se il pareggio in rimonta (2-2) contro la Juventus resterà negli annali, la quindicesima giornata di campionato ha confermato anche la crescita della società rossoverde come punto di riferimento e aggregatore di eccellenze del territorio.

Ultime, in ordine cronologico, le majorette Dragonflies di Amelia, protagoniste di un’esibizione durante l’intervallo che ha regalato al pubblico un momento di spettacolo particolarmente apprezzato dai tanti tifosi presenti al “Moreno Gubbiotti”. Per l’occasione sono tornati a sostenere Pacioni e compagne anche i ragazzi e le ragazze di Umbria4Deaf, che hanno potuto seguire le conferenze stampa post gara grazie alla riproposizione del servizio di traduzione nella lingua dei segni, ulteriore segnale dell’attenzione del club verso l’inclusività.

Arte in campo e arte anche a tavola, con l’hospitality del “Moreno Gubbiotti” curata con la consueta professionalità da alcuni partner rossoverdi come il ristorante Rustico Gusto Umbro, Grani Antichi, Fattore Umbro e Tenuta Cavalier Mazzocchi. Infine, come vuole ormai la tradizione, non è mancato l’omaggio della Ternana Women, firmato Macelleria Rulli, ai rappresentanti della Juventus. Ancora una volta, al “Moreno Gubbiotti” non è andata in scena soltanto una partita di Serie A Women, ma un vero e proprio evento nell’evento, capace di unire sport, territorio e comunità.

Trinity Rodman e la NWSL: il contratto che cambia il panorama dei salari nel calcio femminile

Il rinnovo di Trinity Rodman con il Washington Spirit non è soltanto una notizia di mercato. È un passaggio che segna un’evoluzione strutturale per la National Women’s Soccer League, la lega professionistica statunitense, che ha recentemente introdotto un nuovo meccanismo salariale per le giocatrici considerate di “alto impatto”. Secondo stime diffuse negli USA, infatti, il valore medio dell’intesa supererebbe i 2 milioni di dollari a stagione tra parte fissa e bonus, cifra che – se confermata – la collocherebbe tra le calciatrici più pagate al mondo.

La lega non pubblica nel dettaglio tutti i contratti individuali, ma è stato confermato che l’operazione rientra in un nuovo quadro regolamentare approvato dal board della NWSL per consentire ai club di trattenere le proprie stelle.

La High Impact Player rule

La norma, definita ufficialmente High Impact Player rule e ribattezzata mediaticamente “Rodman Rule”, consente alle società di destinare risorse aggiuntive a giocatrici considerate centrali dal punto di vista tecnico e commerciale, superando in parte i limiti del tradizionale tetto salariale di squadra.

L’obiettivo è quello di mantenere competitività internazionale e impedire che i talenti più rappresentativi vengano attratti da offerte estere. In un contesto globale in cui il calcio femminile è in espansione, la possibilità di offrire contratti più consistenti diventa uno strumento strategico.

Un cambio di paradigma

Per anni la NWSL ha puntato su un modello fortemente regolamentato, con limiti salariali stringenti per garantire equilibrio competitivo. L’introduzione di questa nuova eccezione rappresenta una svolta: non un abbandono del sistema, ma un adattamento per valorizzare le giocatrici in grado di generare impatto sportivo e mediatico. La scelta apre una fase nuova per la lega, che punta a consolidare il proprio status di riferimento nel panorama mondiale.

L’effetto sulle giovani calciatrici

Se il contratto di Rodman è un simbolo, le conseguenze potrebbero essere più profonde e durature.

Per le giovani atlete che oggi crescono nei college e nei settori giovanili statunitensi significa che il calcio femminile può offrire prospettive economiche molto più elevate rispetto al passato. La possibilità di accedere a contratti milionari cambia la percezione della carriera sportiva, rendendola sempre più competitiva rispetto ad altre discipline professionistiche.

Allo stesso tempo, la nuova regola introduce un sistema più selettivo. Solo alcune giocatrici potranno rientrare nella categoria ad “alto impatto”, creando una distinzione netta tra top player e resto del roster. Questo potrebbe aumentare la pressione sulle nuove generazioni, chiamate non solo a emergere tecnicamente, ma anche a costruire un profilo mediatico e commerciale rilevante.

Infine, se il modello dovesse dimostrarsi efficace, non è escluso che altre leghe possano adottare strumenti simili. In quel caso, le giovani calciatrici si troverebbero a operare in un mercato globale più dinamico, con maggiore mobilità e potere contrattuale.

La High Impact Player rule nasce per trattenere una stella, ma potrebbe ridefinire gli equilibri del calcio femminile americano. La sfida sarà mantenere sostenibilità e competitività collettiva, evitando squilibri eccessivi, mentre il movimento continua a crescere sotto il profilo economico e mediatico.

Women’s Bundesliga: boom di ascolti per la sfida tra Wolfsburg e Bayern Monaco. La felicità di Klara Bühl

Nuovi alti ascolti per la Google Pixel Women’s Bundesliga: 2,39 milioni di persone hanno seguito in diretta su ZDF la vittoria per 4-1 del Bayern Monaco contro le storici rivali del Wolfsburg. Questo significa una quota di mercato del 15,4 percento. Inoltre, la partita di sabato è ancora stata trasmessa su DAZN e MagentaSport. Dopo la vittoria delle donne di Monaco, le campionesse in carica hanno già un vantaggio di 14 punti sulle atleti della Bassa Sassonia a sei partite dalla fine, ma hanno ancora una partita da giocare. Il precedente record era stato raggiunto anche nella stagione 2023/2024 nella partita principale tra Wolfsburg e Bayern Monaco. All’epoca, 2,04 milioni di spettatori hanno seguito il duello per il titolo in diretta su ARD.

Con il suo settimo gol stagionale, la capocannoniera Klara Bühl ha portato il punteggio sul 4-1 per il Bayern Monaco nella Google Pixel Women’s Bundesliga nella partita principale contro il Wolfsburg. La vittoria quindi significa avvicinarsi sempre di più, per il team leader della lega, di nuovo al titolo. La 25enne ha parlato della gara affermando:

“Prima di tutto, siamo felici per i tre punti e per essere riusciti a portare con noi il flusso delle ultime settimane. La leadership in classifica e il divario dalla concorrenza ci danno a tutti una sensazione molto positiva. È stato sicuramente un grande passo nella giusta direzione, una vera pietra miliare. Non dobbiamo sottovalutare la situazione. Ogni squadra può entrare in una fase peggiore nel corso di una stagione. Potrebbe succedere anche a noi. Tuttavia, abbiamo così tanti giocatori esperti di alto livello nelle nostre fila abituati a esibirsi con costanza. Dobbiamo solo mantenere alta la concentrazione”.

Nazionale Under 19 Femminile – Missione Mondiale: stage a Coverciano e doppia amichevole contro la Polonia per le ragazze classe 2006

Negli stessi giorni in cui la Nazionale Under 19 Femminile – formata da calciatrici classe 2007 e 2008 – sarà impegnata in Spagna nel torneo di La Nucia, c’è un’altra Italia pronta a iniziare la sua missione Mondiale. Il gruppo delle 2006, formato per buona parte da giocatrici che lo scorso anno in Polonia hanno conquistato la semifinale all’Europeo e la conseguente qualificazione al Mondiale Under 20 che si giocherà sempre in Polonia dal 5 al 27 settembre del 2026 (Bielsko-Biała, Katowice, Łódź e Sosnowiec le sedi), si radunerà al Centro Tecnico Federale di Coverciano per uno stage all’interno del quale sono inserite due gare amichevoli proprio contro la nazionale che a settembre ospiterà il Mondiale.

Il doppio Italia-Polonia si giocherà mercoledì 4 marzo alle 14.30 e sabato 7 marzo alle 11. Per lo stage e le due amichevoli il tecnico Alessandro Fabbro 23 calciatrici di cui 22 classe 2006 e Arianna Pieri (Fiorentina) classe 2007: otto ragazze hanno fatto parte della spedizione polacca, compresa la capitana Azzurra Gallo, che in occasione del sorteggio del Round 2 dell’Europeo Under 19 a Nyon ha ricevuto il premio Fair Play dalla UEFA.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Elena Belli (Inter), Erica Di Nallo (Arezzo), Lavinia Tornaghi (Milan);
Difensori: Martina Cocino (Cesena), Simona Davico (Arezzo), Azzurra Gallo (Anderlecht), Marika Ghio (Arezzo), Arianna Pieri (Fiorentina), Martina Viesti (Res Donna Roma);
Centrocampiste: Beatrice Calegari (Cesena), Giada Catena (Cesena), Martina Cherubini (Res Donna Roma), Giulia Ciabini (Cesena), Paola Fadda (Cesena); Arianna Gallina (Juventus), Manuela Perselli (Sassuolo), Manuela Sciabica (Napoli Women), Marta Zamboni (Cesena);
Attaccanti: Greta Bellagente (Vicenza), Matilde De Muri (Cesena), Anna Longobardi (Atletico Madrid), Maria Vittoria Rossi (Getafe), Carolina Tironi (Bologna).

Staff – Tecnico: Alessandro Fabbro; Metodologo: Fabio Andolfo; Assistente tecnico: Priscilla Del Prete; Preparatore atletico: Lorenzo Corsi; Preparatore dei portieri: Mattia Volpi; Match analyst: Gianluca Mazziotti; Medici: Michela Cammarano, Igino Di Vavo; Fisioterapista: Michele Laino; Nutrizionista: Claudia Marelli; Segretario: Manfredi Martino.

Jessica Ciano, Cesena: “Aspettavo tanto il gol con questa maglia! Chiamata dall’Inter? Un sogno diventato realtà”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Cesena vs Trastevere non è stata soltanto una vittoria che ha permesso alle bianconere di allontanare il Bologna in classifica: per Jessica Ciano si è trasformata in una grande liberazione, un obiettivo raggiunto, prefissato a inizio stagione, che ha finalmente potuto cancellare dalla lista di cose da fare con la maglia del Cavalluccio, ovvero il suo primo gol per il Cesena. La classe 2006 arrivata in prestito dall’Inter si è raccontata alla Redazione di Calcio Femminile Italiano in un’intervista in esclusiva.

Ciano si è confrontata per la prima volta con il calcio quando era ancora molto piccola, a circa sei anni, tra le mura di casa insieme a dei ragazzini che abitavano vicino a lei, ma è stato a una fiera che ha incontrato, come si suol dire, “la persona giusta al momento giusto” che l’ha poi fatta immergere nell’avventura più bella della sua vita«Ho iniziato a circa sei anni giocando con dei ragazzi che abitavano vicino a me nel parchetto condiviso sotto casa. Giocavamo lì tutti i giorni, in estate, dal mattino alla sera finché, avvicinandosi settembre, a una fiera in cui mi sono messa a giocare con dei bambini, c’era un allenatore che mi ha visto e ha chiesto ai miei se potevo iniziare una prova», e da quella semplice “prova” sono arrivati allenamenti, partite, la consapevolezza di poter scrivere un sogno sul diario segreto e di non doverselo tenere per sé per sempre.

Ciano ricorda bene il primo paio di scarpini, il punto di svolta: «I miei primi scarpini mi furono regalati da quest’allenatore, ricordo che ero un sacco emozionata. Dovevo iniziare con i maschi, quindi ero anche un po’ spaventata, perché era anche la prima volta, ma appena ho toccato il pallone ho capito che era quello che volevo fare», e ricorda anche in maniera molto nitida il suo esordio indossandoli su un rettangolo verde da “calciatrice” e non da “bambina appassionata”, in un gruppo di bambini che condividevano lo stesso sogno. Poi, subito dopo, è arrivata la squadra di sole ragazze, che è stata un’emozione importante che ha già messo nero su bianco le sue immense qualità: «Ero emozionata, sono subito partita con quelle più grandi, provavo emozione, felicità, un po’ di paura, con la consapevolezza che era un passo avanti, avendo cominciato con i maschi.»

La storia d’amore con l’Inter ha avuto inizio dopo un primo periodo trascorso anzitutto al Tabiago e, successivamente, al Lecco. Le due squadre che hanno preceduto l’exploit calcistico di Ciano le hanno lasciato dei valori importanti che la giocatrice ha reso propri per poter crescere come atleta e come persona: «Sicuramente le basi, tipo il sacrificio, il rispetto, ma soprattutto la fame di migliorare ogni giorno: sono realtà che ti insegnano a lavorare in silenzio e a non dare niente per scontato, che è la cosa più importante. Arrivi dal “niente”, e quindi hai questa fame di fare sempre di più», ed è stato “dal niente” che ha rapito gli occhi della squadra nerazzurra, con cui ha avuto l’onore di intraprendere una carriera nel suo settore Primavera. L’esordio con la maglia dell’Inter Primavera è stato «Un’emozione davvero fortissima, un sogno che si avverava. Non so neanche descriverla, non ci credevo. Quando sono entrata in campo per la prima volta giocando con l’Inter non avevo ancora realizzato, è stato un orgoglio davvero. Sembrava un sogno irraggiungibile», ed è stato quel sogno a dare forma al suo futuro.

Un’altra emozione che non ha descrizione, ma solo voce e ricordi, è la maglia della Nazionale italiana, che la classe 2006 indossa sempre con orgoglio e ritiene prima di tutto un privilegio e una responsabilità. Se l’Inter era un sogno che si avverava, «La maglia azzurra è qualcosa che non si può spiegare fino in fondo, ogni volta che la indossi senti una grande responsabilità, rappresenti il tuo Paese ed è un privilegio. Ti ricorda tanto da dove vieni e perché stai giocando, penso sempre a dove sono partita e dove sono arrivata, e lascia sempre una carica diversa e una motivazione in più per dare di più» «è un grande orgoglio, non tutti riescono ad arrivarci.»

Terminato il percorso con la maglia dell’Inter Primavera, Ciano è stata chiamata dal Cesena di Mister Roberto Rossi, ed è con i colori del Cavalluccio che è scesa in campo per la prima volta in un campionato di Serie B, un ambiente e un torneo che ha sfaccettature molto diverse da quelle a cui era abituata; con la maglia del Cesena, però, la giovane calciatrice sta trovando un porto sicuro in cui crescere, uscire dalla sua quotidianità e sperimentare, di giorno in giorno, cose nuove che possano restarle anche nel futuro: «La cosa principale che mi ha convinto è stata la fiducia che mi hanno subito dato dalla prima chiamata, ho sentito che potevo crescere davvero, che l’ambiente era un bell’ambiente in cui mettermi alla prova; è un campionato competitivo, lo risceglierei perché mi sta facendo crescere tanto come giocatrice e come persona, e secondo me uscire dalla mia comfort zone mi è servito. Qui c’è anche gente esperta e che magari ha già avuto esperienza in Serie A, è completamente diverso.»

Passato il giro di boa in serie cadetta, Ciano è già riuscita a trovare tre parole che raccontano, a coloro che non la vivono di prima persona, la competitività, la sfida e il peso che ha questo torneo«”Responsabilità”, perché qui ogni scelta pesa, e ogni partita conta, e non puoi abbassare la guardia neanche un secondo, cosa che magari in Primavera riuscivi a fare, perché c’erano anche delle partite che potevi finire 7 o 8 a zero. “Fame”, perché ogni partita lascia la voglia di fare ancora di più e di non accontentarsi mai. “Cambiamento”, perché ho affrontato un nuovo ambiente, un nuovo livello, un nuovo campionato, e mi aiuterà a crescere tanto.»

Dopo una vita in bianconero, la Capitana storica Elena Casadei ha salutato a malincuore la squadra che in lei non ha mai smesso di credere, lasciando vacante il numero 7. Quel numero l’ha poi scelto Jessica Ciano, che lo porta sulle spalle consapevole di quanto possa essere pesante, ma con l’atteggiamento giusto che quel numero tanto ambito richiede: «Il 7 l’ho sempre avuto, fin da bambina, in qualsiasi squadra io abbia giocato. L’ho scelto perché dà all’occhio, ha personalità, carattere, ed è da giocatrici che vogliono incidere, quindi credo che mi rappresenti. Ci sono molto legata, è “il mio numero”.»

Le differenze tra il Campionato Primavera e la Serie B sono visibili a occhio nudo e le percepisce ogni volta che Mister Rossi la schiera da titolare o le dà qualche scampolo di partita da subentrata. Ciano ha già notato dei miglioramenti nel proprio modo di giocare, e ha anche costruito una nuova consapevolezza riguardo a quei piccoli dettagli su cui deve lavorare per “diventare grande”: «La differenza principale è l’intensità e, soprattutto, la gestione dei momenti della partita. In Serie B ogni errore lo paghi, e le squadre sono più ciniche, fisicamente strutturate e più esperte. Sono migliorata nella lettura delle situazioni, in cui prima magari facevo più fatica, e nella gestione del ritmo, che è aumentato. Sto ancora lavorando sulla continuità e sulla cattiveria sottoporta, perché a questi livelli fanno la differenza, questo secondo me è questa la cosa più importante in cui devo migliorare.»

Il 7 è un numero che lo scorso anno è ritornato nelle reti segnate dalla giovane calciatrice nel Campionato Primavera con la maglia dell’Inter, e quella con il Cesena sembrava invece destinata a non arrivare mai, malgrado le prestazioni di altissimo livello e gli assist confezionati alle compagne dall’inizio della stagione a oggi, ben 4. Contro il Trastevere, nell’ultima di campionato tra le mura amiche di Martorano, Ciano ha segnato il suo primo gol per la formazione romagnola, una rete tanto cercata e decisiva per scrivere, oltre al proprio nome sul tabellino delle marcatrici, un’altra vittoria nel percorso che “il giovane Cesena” sta facendo in Serie B. Per Ciano, segnare è stato «una liberazione, perché l’aspettavo, lo cercavo, e quando è arrivato è stato un mix di gioia e sollievo. Quando ho segnato la prima cosa che ho detto è stata “Finalmente” mentre mi abbracciavano le mie compagne. Segnare in una partita difficile come quella l’ha reso ancora più speciale, perché era una partita in bilico, eravamo sull’1 a 0 e, anche se il Trastevere pensi sia una partita facile in realtà sono quelle, le partite difficili. Sono contenta, è stato un mix di gioia», e la calciatrice ha anche le idee ben chiare: non sceglie tra gol e assist, perché «Che sia un gol o un assist, l’importante è essere decisivi quando serve, quindi quando riesco a dare un contributo è come se il gol l’avessi fatto io.»

Jessica Ciano ha conosciuto il calcio insieme ai suoi amici e, grazie a una persona di fiducia che ne ha avuta in lei, è riuscita a raggiungere l’Inter, coronando un sogno che coltivava fin da bambina e che sembrava essere troppo lontano. Anche se la sua strada col nerazzurro si è separata, almeno per questa stagione, si sta inserendo molto bene in un campionato totalmente diverso dalla Primavera che di certo l’ha già fatta maturare e le ha fornito una nuova consapevolezza di sé, e la stagione per migliorarsi è ancora lunga.

Si ringraziano Jessica Ciano, l’addetto stampa Filippo Minardi e il Cesena Calcio Femminile per il tempo, la fiducia e l’immensa disponibilità.

Voglia di andare in Brasile: inizia il percorso mondiale delle Azzurre. Soncin: “Abbiamo chiaro l’obiettivo”

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dal suo sguardo traspare concentrazione. Quella stessa concentrazione che vuole infondere alle sue ragazze, consapevole che ogni partita nell’imminente percorso di qualificazione avrà un peso specifico notevole, soprattutto considerando che si tratta di un mini-raggruppamento con quattro squadre al via e sei gare da giocare. Andrea Soncin si è presentato nella consueta conferenza stampa di inizio raduno delle Azzurre concentrato e sorridente, ripartendo dalle ultime amichevoli di fine 2025 e dalle emozioni lasciate agli Europei la scorsa estate, dove orgoglio, gioia e un pizzico di amarezza si sono mischiate al termine di una kermesse continentale chiusa in semifinale.

“Vivo questa attesa con grande emozione” esordisce il Ct davanti ai giornalisti presenti in aula magna e collegati in videoconferenza. “C’è grande gioia – prosegue Soncin – nell’essere qui, da parte mia, dello staff e delle ragazze. Nonostante siamo stati lontani, abbiamo avuto molti punti di contatto e siamo felici di ripartire. Andare al Mondiale è il nostro sogno: rispettiamo le qualità delle avversarie, ma sappiamo dove vogliamo arrivare. Dobbiamo avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere e le fondamenta di questo percorso sono le persone e la loro voglia di cercare l’eccellenza”.

Il percorso che porta al prossimo Mondiale del 2027 passa dal girone a quattro squadre, con Svezia, Danimarca e Serbia a giocarsi con le Azzurre quell’unico posto disponibile per ottenere il pass per il Brasile senza poi dover passare dagli spareggi. “Le squadre del nostro girone – prosegue nella sua disamina Soncin – hanno tutte giocatrici di valore. Saranno partite aperte a qualsiasi epilogo, nel bene e nel male. Dobbiamo giocarcela con tutte, a cominciare dalla Svezia, che al sorteggio era nel plot numero uno. Ma il ranking non basta per analizzare queste squadre: sono tutti team di qualità”.

L’esordio avverrà martedì 3 marzo a Reggio Calabria con la Svezia; poi sabato 7 la seconda sfida di questa finestra internazionale con la Danimarca, a Vicenza: “Il fatto di giocare in Italia le prossime due sfide ci dà tanta carica. A Reggio Calabria ci hanno voluto fortemente. Siamo felici di andare al ‘Granillo’, in uno stadio che ha visto calcio di altissimo livello: sono sicuro che il pubblico ci darà una grande mano, così come a Vicenza. Già nell’amichevole con la Spagna al ‘Menti’ c’era stata una bellissima atmosfera: il pieno di energia ci darà entusiasmo per il nostro percorso”.

Infine un appunto sulle Azzurre che in un numero sempre maggiore stanno varcando l’oceano per giocare in uno dei campionati di maggiore prestigio come quello americano: “Tutto questo è sintomo di quanto le giocatrici italiane vengano analizzate con occhi diversi rispetto al passato. Sono le prestazioni a farle mettere in mostra e ad aprire loro il mercato. Ritrovarsi a Coverciano, in azzurro, in un gruppo in cui stanno bene e dove sono felici di esserci, è un aspetto positivo. Per noi dello staff magari possono aumentare le difficoltà, ma abbiamo trovato grande collaborazione anche nei club esteri. Abbiamo instaurato sinergie indispensabili per mettere le ragazze al centro del progetto e nelle migliori condizioni possibili per performare”.

 

Alisha Lehmann e il peso dell’odio online: “Dormivo tutto il giorno, non uscivo più di casa”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La popolarità sui social può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Lo sa bene Alisha Lehmann, tra le calciatrici più seguite al mondo con ben 15,8 milioni di followers, che ha raccontato il lato più difficile della sua esposizione mediatica: l’ondata di critiche e commenti negativi ricevuti online.

L’attaccante svizzera ha spiegato come la crescita improvvisa della sua notorietà non sia stata qualcosa di pianificato o cercato consapevolmente. “All’inizio non l’ho fatto perché volevo diventare famosa o altro. Non l’ho mai sognato. Non è mai stata una cosa per cui pregassi ogni giorno. È semplicemente successo e, ovviamente, quando ho iniziato ad avere più follower, ho ricevuto anche più odio e ho passato un periodo davvero triste. Probabilmente non uscivo più di casa. Dormivo tutto il giorno”.

Parole che restituiscono un’immagine fragile e umana di un’atleta spesso osservata solo attraverso numeri e fotografie. Dietro la visibilità e il successo si nasconde infatti una pressione costante, che nel suo caso si è tradotta in isolamento e difficoltà emotive. Le critiche, come racconta lei stessa, non si sono limitate all’ambito sportivo. “Quando pubblicavo post a 20, 21, 22 anni, tutti mi giudicavano. Tutti dicevano che non ero una calciatrice, che pubblicavo solo post sui social media e cose del genere, e tutti mi giudicavano tantissimo”.

La testimonianza di Lehmann riporta al centro il tema della salute mentale nello sport moderno, soprattutto in un’epoca in cui l’esposizione digitale amplifica ogni parola e ogni gesto. I social network offrono opportunità straordinarie di visibilità e connessione, ma possono diventare anche spazi di pressione continua e critica feroce.

Il racconto dell’ex Juventus, oggi in forza al Leicester City, invita a una riflessione più ampia: dietro ogni profilo seguito da milioni di persone c’è una persona reale, con emozioni e vulnerabilità. E l’odio online, anche quando sembra solo una sequenza di commenti, può avere conseguenze profonde.

Giorgia Bertolotti, San Marino Academy: “Dall’inizio della stagione ad oggi la mentalità di questa squadra è cresciuta molto”.

credit photo: ©️SMcademy
La stagione del San Marino Academy sotto la guida di mister Giacomo Piva milita in un campionato di serie B composto da squadre sempre più capaci e preparate. Con 18 punti guadagnati si trova all’undicesimo posto, frutto di prestazioni altalenanti nel 2025 ma di una buona ripartenza nel 2026, segno senza dubbio della crescita della squadra.
Calcio femminile Italiano ha raggiunto la capitana delle Titane Giorgia Bertolotti per parlare sia della stagione delle Titane che del suo rapporto con il calcio e con il club sammarinese.
Il primo approccio con il calcio della centrocampista classe 1997 è arrivato, come spesso accade, sin da piccola. Da quel momento lì, la disciplina ha fatto parte in maniera continua e costante della sua vita, regalando momenti preziosi ed importanti oltre che gli insegnamenti fondamentali per ogni sportiva.

“Avevo 8 anni e un pomeriggio, nel parco davanti a casa, mi sono fatta convincere da un gruppo di bambini a fare una partitella insieme a loro. Da lì, non ho più smesso. Quando ho iniziato a rendermi conto che pur di non saltare un allenamento preferivo rinunciare a gite scolastiche o uscite con gli amici, ho capito che per me era diventato molto più che uno sport. Da ogni esperienza vissuta ho sempre portato a casa qualcosa di prezioso. Tra questi, i valori che ho più cari sono la disciplina e il sacrificio. Indispensabili per chi vuole arrivare”.

Per Capitan Bertolotti, dopo cinque anni con la maglia delle Titane, il San Marino è casa ed è legatissima a quei colori. Da capitano della squadra, ma anche da veterana, la numero   è solita dare il proprio contributo nel far integrare il prima possibile le nuove arrivate così che si sentano a proprio agio nel gruppo.

“Io qui mi sento a casa. Sono 5 anni che indosso questa maglia e forse, ora che sono costretta a stare ai box per qualche mese, mi sto rendendo ancora più conto di quanto ci sia legata. Ormai sento un senso di responsabilità positiva nell’integrare subito chi arriva qui per la prima volta, trasmettendogli la serenità, ovviamente abbinata al lavoro, con cui viviamo ogni situazione”. Proprio in riferimento all’organico della rosa sammarinese Bertolotti lo ha definito con tre aggettivi: “Maturo: perché di fronte alle difficoltà sa guardare oltre e cercare la soluzione, invece che focalizzarsi sul problema. Positivo: perché anche nei momenti difficili non si piange addosso, consapevole che solo con entusiasmo e positività si può ritornare ad ottenere ciò per cui lavoriamo ogni giorno. Unito: l’obiettivo e la direzione da seguire sono comuni. Prima del singolo viene sempre il gruppo”.

Il San Marino ha vissuto una prima parte di stagione non semplice, con risultati che scarseggiavano rispetto al lavoro fatto e all’impegno costante delle ragazze settimana dopo settimana. E’ proprio in questo periodo che il gruppo squadra, caratterizzato da una grande voglia di mostrarsi al meglio, ha scelto di non mollare. Grazie all’impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto, il 2026 ha preso una piega diversa: partite giocate bene e risultati positivi.

“Credo che il periodo più importante della stagione sia stato quello in cui i risultati non arrivavano, verso novembre-dicembre. È stato il più importante perché se avessimo mollato lì ora non potremmo parlare di un 2026 incredibile. Invece non abbiamo mai abbassato la testa ed ora dobbiamo ringraziare quei mesi difficili per le gioie delle ultime settimane, perché tutto è passato da lì”. A crescere, da settembre ad oggi, è stata soprattutto la mentalità della squadra, sempre più consapevole del proprio valore e delle proprie potenzialità.Credo che dall’inizio della stagione ad oggi sia cresciuta molto la mentalità di questa squadra. È cambiato il modo in cui affrontiamo le partite: siamo più sicure, più coraggiose. Anche le più giovani sono cresciute tanto, ci stanno dando una grande mano, dimostrandosi pronte per un campionato sempre più impegnativo”.

Le Titane sono un gruppo composito dove tutte hanno una o più peculiarità che le rendono indispensabili. Quando alla numero 8 del San Marino è stato chiesto quale caratteristica delle sue compagne le piacerebbe avere ha risposto: “Prenderei decisamente la velocità di Elena Casadei. Quando parte non la vedi più, è devastante.

Pensando, invece, ad un esempio di Campione che ha dato un contributo nel calcio, la scelta è ricaduta sull’attuale CT della Nazionale Italiana maschile: “Il mio esempio, da quando sono piccola, è sempre stato Gattuso. Ammiravo tantissimo lo spirito con cui entrava in campo e il modo in cui non si risparmiava mai”.

Il calcio femminile in Italia vive un momento di crescita seppur lenta rispetto ad altri paesi d’Europa. Perché il miglioramento sia tangibile sono tanti i passi ancora da fare ed uno di questi sicuramente riguarda la possibilità per i club, non solo di serie A, di strutture, strumenti e professionisti che siano all’altezza.

 “I miglioramenti ci sono e si vedono chiaro. Questo però è e deve essere solo l’inizio. Uno dei prossimi passi credo debba essere, per forza di cose, l’avere strutture e professionisti adeguati al fianco di ogni squadra. Non solo in serie A, ma anche nelle categorie inferiori”.

Infine, il consiglio che Giorgia Bartoletti darebbe ad una bambina che si vuole accingere a giocare a calcio è di: “Fare ogni giorno quello che la fa stare bene, senza porsi troppi obiettivi, per darsi la possibilità di stupirsi ogni volta”.

CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA GIORGIA BERTOLOTTI E IL SAN MARINO ACADEMY PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSACI.

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