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Arsenal e Brentford per organizzare la decisiva sfida della prima edizione della FIFA Women’s Champions™ Cup

Per la prima volta in assoluto, campioni continentali da tutto il mondo si scontreranno in una competizione completamente nuova dove ogni partita conta e la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Attraverso quattro partite imperdibili — semifinali, uno spareggio per il terzo posto e la finale — la battaglia per la supremazia intercontinentale si svolgerà a Londra, con un club pronto a imprimere il suo nome nei libri di storia come prima campionessa femminile intercontinentale di club. “Londra è emersa come un punto caldo globale per il calcio femminile. La passione incrollabile dei tifosi, il consistente investimento nello sport e il notevole successo delle Lionesses inglesi hanno favorito un ambiente in cui il calcio femminile prospera più che mai,” ha dichiarato Jill Ellis, Chief Football Officer della FIFA.

“Ospitare la fase finale della FIFA Women’s Champions Cup in questa città vivace è una testimonianza della sua eccezionale posizione nel mondo del calcio femminile. Siamo entusiasti di presentare questa rivoluzionaria competizione globale di club femminili in due sedi incredibili. Non vedo l’ora di vedere chi farà la storia diventando la prima squadra a essere incoronata miglior club femminile al mondo nel 2026.”

I due stadi selezionati per ospitare la fase finale della Coppa dei Campioni Femminile FIFA sono rinomati per le loro strutture all’avanguardia. Offriranno l’ambiente perfetto per quattro partite in cui un quartetto dei migliori club del mondo si sfiderà e ispirerà tutti gli spettatori, celebrando il potere del calcio femminile. Lo stadio di Brentford è un punto di riferimento moderno nell’ovest di Londra. Mercoledì 28 gennaio ospiterà le semifinali, dando ai tifosi la possibilità di godersi gli occhi due scontri avvincenti, ognuno con un posto in palio nella prima partita da spettacolo.

“Questo torneo è un’opportunità fantastica per vedere in azione squadre femminili di livello mondiale, e siamo entusiasti di ospitare le semifinali nel nostro stadio,” ha dichiarato Jon Varney, Amministratore Delegato del Brentford. “Siamo stati molto orgogliosi di ospitare le Lionesses e la Women’s EURO in passato. Speriamo che, portando più partite internazionali femminili a Brentford, possiamo ispirare le future generazioni di giocatrici, continuando a sostenere la crescita del gioco sia nella nostra comunità che oltre.”

Poi, domenica 1 febbraio, l’Arsenal Stadium – casa delle squadre maschili e femminili dei giganti del Nord di Londra – sarà al centro della scena per la finale e lo spareggio per il terzo posto.  “Siamo entusiasti che la partita per il terzo posto e la finale si giocheranno allo Arsenal Stadium, mentre continuiamo a essere pionieri e a promuovere la crescita del calcio femminile con i nostri sostenitori”, ha aggiunto Richard Garlick, Amministratore Delegato dell’Arsenal.

“Non vediamo l’ora di offrire un evento memorabile per la nostra comunità nel Nord di Londra e per i sostenitori del gioco in tutto il mondo. Dopo la nostra storica vittoria nella UEFA Women’s Champions League a maggio, siamo orgogliosi che la nostra squadra femminile gareggerà a livello globale nella prima edizione della FIFA Women’s Champions Cup.” La Coppa dei Campioni Femminile FIFA riunisce le sei campionesse continentali in carica per una competizione emozionante che determina la migliore squadra femminile di club al mondo. I detentori della UEFA Women’s Champions League Arsenal (Inghilterra), i campioni della Concacaf Gotham FC (Stati Uniti) e i campioni della CONMEBOL Corinthians (Brasile) saranno affiancati dai vincitori del secondo turno (di cui maggiori dettagli sono forniti qui sotto) nella fase finale.

Evento di livello mondiale radicato nella passione locale, la FIFA Women’s Champions Cup consolida le fondamenta del calcio femminile mettendo in luce il calcio di club. Approvato dal Consiglio FIFA nel maggio 2024, il torneo si svolge negli anni in cui la FIFA Women’s Club World Cup™ non è programmata. La competizione incarna l’impegno continuo della FIFA ad espandere le opportunità globali per il calcio di club femminile e ad aumentare la visibilità della prossima generazione di atlete donne a livello mondiale.  Prima dell’inizio dell’azione a Londra, la seconda gara si giocherà allo Stade Municipal de Berrechid in Marocco domenica 14 dicembre. Wuhan Jiangda della China PR, che ha trionfato nella partita d’apertura della competizione contro l’Auckland United della Nuova Zelanda, affronterà la squadra marocchina AS FAR, campione della CAF Women’s Champions League 2025. La ricompensa per chi vincerà sarà la possibilità di affrontare l’Arsenal nella seconda semifinale.

Programma di innovazione EURO 2025 femminile: Risolvere le sfide nel calcio femminile

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Il Programma Innovazione UEFA Women’s EURO 2025 è un’iniziativa coraggiosa ideata per aiutare la comunità calcistica europea ad affrontare le sfide del mondo reale del calcio di base femminile.

Riunendo partner commerciali, istituzioni accademiche svizzere, l’Associazione Svizzera di Football (SFA) e le comunità calcistiche locali, il programma sta testando nuove idee e creando soluzioni scalabili in grado di plasmare il futuro del calcio in tutta Europa.

Preparare le condizioni per l’innovazione e la collaborazione

Il Programma di Innovazione si basa sulla strategia Unstoppable della UEFA per il calcio femminile, che mira a garantire un futuro vibrante e sostenibile per il calcio in tutta Europa. La missione del programma è chiara: esplorare come l’innovazione possa sostenere lo sviluppo del calcio femminile di base in tutta Europa, sfruttando la Svizzera come banco di prova e traendo vantaggio dalle istituzioni di innovazione di fama mondiale situate nel paese. Per dare vita a questa visione è stato adottato un approccio multi-stakeholder, guidato dall’unità calcio femminile UEFA e dall’Innovation Hub. Il programma riunisce anche istituzioni accademiche svizzere, partner commerciali e l’AFS, il cui ruolo centrale ha garantito che ogni progetto pilota fosse basato sulle esigenze del mondo reale e testato attraverso i club e le comunità di base svizzere locali. Ciascuno dei quattro progetti pilota è stato co-sviluppato da istituzioni accademiche in collaborazione con un partner UEFA o con la UEFA stessa, con finanziamenti dedicati a ciascuno di essi. Queste collaborazioni hanno affrontato ostacoli specifici alla partecipazione al calcio femminile.

La vetrina dell’innovazione

Il culmine di questo lavoro è stato celebrato in occasione della vetrina dell’innovazione, tenutasi il 27 luglio presso il Messe Congress Centre di Basilea, in vista della finale di Women’s EURO 2025. L’evento è stato caratterizzato da tavole rotonde con i responsabili e i partner del progetto, fornendo una piattaforma per condividere approfondimenti sulle rispettive collaborazioni, i prototipi sviluppati e i primi risultati con i principali stakeholder del calcio europeo, i rappresentanti dei partner commerciali di Women’s EURO e gli stakeholder locali. Una volta completata la fase di test di questi progetti pilota, saranno pubblicati i dati e le relazioni sull’impatto.

Progetti pilota

HEAD x UEFA: Uguaglianze interne – ridisegnare l’esperienza dello spogliatoio

Sfida: come possiamo ottimizzare le strutture calcistiche di base esistenti per renderle più accoglienti e inclusive per le giocatrici?

Soluzione: in collaborazione con l’Università di Arte e Design di Ginevra (HEAD), abbiamo esplorato come il design degli spogliatoi influisca sull’esperienza delle calciatrici. Una ricerca che ha coinvolto oltre il 70% delle intervistate ha rivelato che l’83% ha identificato la mancanza di spazio come il problema principale.

Vari concetti di design innovativi sono stati modellati attraverso ricerche di mercato, simulazioni di progettazione VR e interviste in loco. Il risultato è lo sviluppo di soluzioni modulari di stoccaggio e sospensione per massimizzare lo spazio verticale e di sedute e contenitori riconfigurabili per migliorare la funzionalità. Con l’aiuto dell’AFS, il progetto pilota è stato realizzato presso l’SC Worb di Berna, sede del Femina Kickers Worb, la più grande squadra di calcio femminile indipendente della Svizzera. Lo spazio rinnovato è ora caratterizzato da contenitori funzionali e flessibili, mobili ergonomici, specchi e illuminazione migliorata, creando un ambiente più accogliente e inclusivo. Con il feedback continuo raccolto da ragazze adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni da Femina Kickers, questo approccio incentrato sull’utente garantisce che la soluzione sia pratica e di impatto.

UNIGE x adidas: stili di allenamento e fidelizzazione dei giocatori

Sfida: quali stili di allenamento motivano o demotivano i giovani giocatori e in che modo influenzano i tassi di abbandono?

Soluzione: questo progetto tra adidas e l’Università di Ginevra esplora come gli stili di allenamento influenzano le calciatrici adolescenti, con particolare attenzione alle ragazze, e mette in evidenza le dinamiche specifiche di genere che influenzano il coinvolgimento delle giocatrici.

Utilizzando sondaggi online, lo studio esamina l’impatto psicologico del coaching, guidato dalla teoria dell’autodeterminazione, che evidenzia l’importanza dell’autonomia, della competenza e delle relazioni sociali. Con il supporto della SFA nella convalida del protocollo di ricerca e nella sua implementazione su un campione di club locali svizzeri, è stata raccolta una prima ondata di dati preliminari da allenatori e giovani giocatori, che hanno prodotto spunti promettenti che sottolineano il potenziale della metodologia per informare strategie di coaching scalabili e basate sull’evidenza. I risultati avranno lo scopo di informare i futuri programmi di formazione degli allenatori e di sostenere le federazioni nazionali nella promozione di ambienti più inclusivi e motivanti, aiutando a trattenere i giovani giocatori, in particolare le ragazze, nel gioco.

HEIG-VD x Amazon: Reclutare la prossima generazione di allenatrici

Sfida: come possiamo aumentare l’interesse e l’iscrizione alle opportunità di coaching femminile?

Soluzione: Guidato dall’Istituto di ingegneria dei media di HEIG-VD, in collaborazione con Amazon, questo progetto sensibilizza e suscita interesse per i programmi di coaching tra le giovani donne di età compresa tra i 17 e i 25 anni in tutta la Svizzera.

Al centro c’è un sito web pilota con una simulazione interattiva di coaching, un toolkit di base e un’identità visiva vibrante progettata per ispirare i potenziali coach. Una campagna di poster fisici completa l’esperienza digitale, utilizzando specchi e codici QR per invitare le donne a vedersi in ruoli di coaching. Durante la fase pilota, la SFA ha contribuito con la sua esperienza nello sviluppo degli allenatori per garantire che i contenuti riflettessero le realtà del panorama calcistico svizzero e l’accesso alle opportunità di allenamento nel paese. Insieme, questi elementi formano un convincente invito all’azione, incoraggiando un maggior numero di donne a entrare con sicurezza nella leadership ai margini.

ETH Zurich GTC x Disney: Mantenere le ragazze in gioco

Sfida: Come possiamo aiutare le ragazze che si diplomano al programma UEFA Playmakers a rimanere attive e impegnate nel calcio?

Soluzione: in collaborazione con Disney e UEFA, il Game Technology Centre dell’ETH di Zurigo ha sviluppato un prototipo di app mobile per aiutare le ragazze di età compresa tra gli otto e gli undici anni a rimanere impegnate nel calcio dopo aver completato il programma UEFA Playmakers.

Basandosi sulla magia narrativa di Disney e sull’attività fisica di Playmakers, l’app fonde un gameplay basato sulla narrazione con esercizi a tema calcistico, guidati dai genitori e progettati per essere completati con le loro bambine, a casa o all’aperto. L’esperienza, incentrata sull’amatissimo personaggio di Stitch della Disney, è strutturata in sei sessioni progressive che promuovono il movimento, il divertimento e il senso di realizzazione, senza fare affidamento sul tempo trascorso davanti allo schermo o sulla competizione. Con il supporto della SFA, l’app è attualmente in fase di test e perfezionamento con i genitori dei club Playmakers attivi in Svizzera. Sono stati raccolti i primi feedback promettenti da parte di genitori e ragazze. Questa iniziativa evidenzia come le partnership creative possano sbloccare nuovi modi scalabili per mantenere le ragazze attive nel calcio.

 

Entro il 2030, la nostra strategia Unstoppable ci aiuterà a rendere il calcio femminile:

• Lo sport di squadra più praticato da donne e ragazze in tutti i paesi europei, attraverso lo sviluppo di percorsi calcistici per giocatori, allenatori e arbitri e opportunità di base

• La casa dei migliori giocatori del mondo, con sei campionati completamente professionistici e 5.000 giocatori completamente professionisti in tutto il continente

• Lo sport femminile più sostenibile e investibile, con competizioni UEFA da record

• Celebrata per i suoi valori unici e la sua comunità, dove tutti credono di poter avere un posto nel calcio femminile.

Eleonora Goldoni: “A volte basta fermarsi un attimo. Guardarsi dentro e dire grazie” 

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Negli ultimi giorni del 2025 tante calciatrici hanno postato il loro saluto social all’anno appena concluso. Tra questi particolare è quello di Eleonora Goldoni che ha pensato ai momenti belli dei 12 mesi archiviati postando: “A volte basta fermarsi un attimo. Guardarsi dentro. E dire grazie.  Grazie per quei momenti insieme. Quelli rumorosi, un po’ confusionari, imperfetti.

Quelli della famiglia che cresce, delle voci che si sovrappongono, quelli della tavola da apparecchiare, della pappa ai bimbi e dei vola vola, di quel meraviglioso caos che, inevitabilmente é casa.  Sono attimi che volano via troppo in fretta, senza chiedere permesso. Restano nei ricordi, negli sguardi, in tutto ciò che non serve dire. Ed è lì che vale la pena fermarsi”.

Poi un particolare pensiero ad una persona a lei cara: “Abbiamo un dono. Si chiama VITA. Abbiamo un compito Va riempita. Il mio pensiero va anche a te, nonno. So che saresti voluto essere lì con noi, con i bimbi, per la loro prima volta sulla neve. Tu, innamorato delle piste. Li avresti messi subito sugli sci tu.. ti conosciamo bene. Ci manchi come l’aria”.

Ultima tranche del fondo per il clima: investimento totale di 7,925 milioni di euro per 225 club

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

 I club dilettantistici di tutta la Germania hanno ricevuto ulteriori fondi per le infrastrutture sostenibili dopo il calcolo delle emissioni di CO2 del torneo. In origine, e nonostante l’implementazione di diverse misure di riduzione, l’importo del fondo per il clima (7 milioni di euro) si basava su un’analisi ex-ante delle emissioni di CO2, previste ad almeno 280.000 tonnellate per UEFA EURO 2024 tenendo conto dei viaggi degli spettatori. I calcoli finali della UEFA indicano emissioni pari a 316.912 tonnellate di CO2e, considerando i viaggi degli spettatori. Impegnandoci ad assumerci la responsabilità delle emissioni del torneo, l’importo messo a disposizione attraverso il fondo per il clima è stato aumentato secondo i calcoli più recenti.

Più di 200 club

Di conseguenza, altri 35 club dilettantistici tedeschi hanno condiviso 925.000 euro nella quarta e ultima tranche di fondi per il clima di EURO 2024. Le sovvenzioni erano destinate ai club che si impegnano a rendere le proprie infrastrutture più sostenibili, di cui 30 incentrati sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, tre sulla mobilità intelligente e due sull’irrigazione sostenibile. In totale, 225 club hanno beneficiato del primo fondo per il clima nel suo genere, che ha distribuito 7,925 milioni di euro lasciando un’eredità duratura nella nazione ospitante. Complessivamente, 184 progetti riguardavano le energie sostenibili, 20 l’acqua e l’irrigazione, 9 i rifiuti e 12 la mobilità.

Modello per eventi sostenibili

Il fondo per il clima è stato un pilastro centrale della strategia ESG di UEFA EURO 2024, che voleva rendere il torneo un modello per eventi sostenibili e una forza trainante per lo sviluppo sostenibile in Germania e in Europa. Il risultato è stato un investimento strategico di 30,6 milioni di euro e ha permesso alla UEFA di implementare oltre 120 azioni di sostenibilità, raggiungendo il 95% dei suoi obiettivi pre-torneo. Il comitato di supervisione del fondo per il clima comprendeva Martin Kallen (CEO di UEFA Events SA), Juliane Seifert (Ministero degli Interni e della Comunità tedesco), Heike Ullrich (segretario generale della FA tedesca), Michele Uva (direttore sostenibilità UEFA) e Lindita Xhaferi-Salihu (UNFCCC).

Serie A Women: chi ha effettuato più parate in campionato sino ad ora?

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sono nove le gare giocate nella Serie A Women con tante reti siglate sino ad ora. Notizie non buone, quindi, per chi difende la porta con diverse numero 1 che hanno dovuto raccogliere la palla in fondo al sacco in più occasioni.

Diverse, ovviamente, anche le parate effettuate sino ad ora ed in tal senso la migliore è stata proprio la giocatrice delle lariane Astrid Gilardi con 37 interventi effettuati su tiri indirizzati in porta. Al secondo posto Camilla Forcinella del Genoa con 28 parate effettuate, una in più di Solène Durand del Sassuolo, sul gradino più basso del podio.

Seguono, poi, a pari merito, Cecilie Fiskerstrand della Fiorentina e Cecilía Rúnarsdóttir dell’Inter con 26 parate effettuate con Laura Giuliani del Milan a 25 e Francesca Durante della Lazio a 24.

Più staccate le altre con Camelia Ceasar del Parma a 19. Tutte le calciatrici citate hanno compiuto i rispettivi interventi giocando tutte e 9 le gare effettive di campionato disputate sino ad ora. Con 17 parate, invece, Daniëlle De Jong della Juventus, che ha giocato 8 match, mentre a 15 c’è Gloria Ciccioli della Ternana Women con 6 gare disputate sino ad ora.

 

Reti internazionali: prima Claudia Pina, in evidenza Tessa Wuallert, Cristiana Girelli e Haley Bugeja

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nelle ore scorse l’ IFFHS ha reso nota la classifica marcatrici internazionale relativa al 2025. La Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, fondata nel 1984, ha sottolineato il primato di Claudia Pina. Segnando 7 gol con la Spagna e 11 gol con il Barcellona in Champions League, tutti nel 2025, infatti Claudia Pina è stata incoronata dall’IFFHS come miglior marcatrice internazionale femminile 2025 con 18 gol.

La spagnola ha segnato il maggior numero di gol con la nazionale e si è piazzata al secondo posto totale con il club. Solo Melchie Dumornay con 8 ne ha segnati di più nelle competizioni internazionali per club. Alessia Russo ha confermato il suo secondo posto nel premio IFFHS World’s Best Player 2025, con un nuovo secondo posto davanti ad Alexia Putellas, vincitrice per due volte del premio IFFHS Player 2021 e 2022. Nella graduatoria, quindi, in testa Pina con 11 reti in nazionale e 7 nel club con Russo che ha diviso equamente i suoi 14 centri internazionali.

Terza Putellas con 4 gol con il Barca e 9 con la Spagna mentre Tessa Wuallert ne ha siglati 2 con l’Inter e 10 con il Belgio siglandone totalmente 12 alla pari di Melchie Dumornay 4 volte a segno con Haiti e 8 con il Lione. Con 11 invece c’è Ewa Pajor 6 volte in rete con il Barcellona e 5 con la Polonia, in doppia cifra poi l’americana Catarina Macario, 2 gol con il Chelsea e 8 con gli USA, Viviane Miedema, 2 reti con il Manchester City e 8 con l’Olanda, e Pernille Harder, che ha distribuito ugualmente le reti tra Danimarca e Bayern Monaco. In top 20 troviamo, poi, Cristiana Girelli con 8 realizzazioni di cui 2 con la Juve e 6 in Nazionale e mentre appena fuori la top 30 Haley Bugeja con 7 di cui 4 con l’Inter e 3 con Malta.

Clarisse Le Bihan, Lazio: “Stiamo crescendo, vorrei giocare in Champions con questa maglia”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Con il nuovo anno ad un passo è tempo di bilanci tra 2025 e 2026 per le varie squadre ed in casa Lazio, in tal senso, a parlare tramite i microfoni ufficiali del club è stata Clarisse Le Bihan che sulla stagione ha affermato: “Abbiamo fatto un anno importante ed anche a livello individuale è stato molto bello. Spero sarà ancora meglio quello che arriverà”.
La calciatrice transalpina ha poi aggiunto: “Siamo cresciute rispetto allo scorso anno, dimostrando di poter fare meglio e stare nella parte alta della classifica. L’inizio della scorsa stagione è stato un po’ difficile, dovevamo conoscerci e abbiamo trovato il ritmo a campionato finito. Abbiamo però dimostrato che potevamo dire la nostra”.

La fantasista ha quindi continuato: “Siamo a due punti dal secondo posto in una classifica corta. Abbiamo avuto molti infortuni, solo l’ultima partita è stata la prima quasi con la squadra quasi al completo. Individualmente e collettivamente possiamo fare molto meglio.  Io mi sento bene, ho avuto un problema al tendine e sono stata fuori. Ora sono tornata bene e veloce. Mi sento in forma e sono pronta”.
Guardando al futuro, invece, Le Bihan ha sottolineato: “Mi auguro di poter aiutare la squadra, sentirmi bene anche fisicamente. A livello collettivo di vincere o andare il più lontano possibile e il più in alto possibile. Mi piacerebbe giocare la Champions con la Lazio. Ora però abbiamo due giorni di riposo per il capodanno, dopo inizieremo a lavorare di più sul match con la Ternana”.

Natalie Muth, Napoli Women: “Tra USA e Italia la considerazione di sport e calcio al femminile è molto differente”

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In casa Napoli Women, nei giorni scorsi, la centrocampista delle azzurre Natalie Muth è stata raggiunta dal portale ‘Il Newyorkese’ per un’intervista. La calciatrice ha parlato dello staff partenopeo sottolineando: “Il Napoli ha fatto un passo importante quest’anno inserendo una mental coach donna. Credo sia fondamentale non solo per ridurre il divario tra staff maschile e giocatrici, ma anche per aprire una conversazione sulla salute mentale, un aspetto che forse in passato non era così presente. Avere questa figura all’interno dell’ambiente e dello staff è stato enorme quest’anno, soprattutto qui in Italia, dove il calcio è fortemente dominato dagli uomini”.

Passando alla differenza tra calcio maschile e femminile la calciatrice ricorda: “Negli Stati Uniti c’è stato un movimento enorme guidato dalla Nazionale femminile per la parità salariale, e penso che questo abbia contribuito ad avviare un cambiamento anche in Europa. È fondamentale avere rappresentazione dello sport femminile in televisione, investire nel marketing e ovviamente lavorare sull’equiparazione salariale”.
Parlando, poi, di sport al femminile la calciatrice americana classe ’98 aggiunge: “Dovremmo considerare lo sport femminile importante tanto quanto quello maschile, non perché il corpo delle donne possa essere sessualizzato, ma perché le donne possono fare in campo esattamente ciò che fanno gli uomini, e questo merita rispetto di per sé”.

Parlando di differenza tra USA e Italia, infine, la giocatrice dallo scorso anno a Napoli evidenzia:  “Venendo dagli Stati Uniti, dove il calcio femminile è molto popolare e ampiamente seguito dai media, noto un forte contrasto con l’Italia, dove ha ancora poca rappresentazione. Qui lo sport femminile è spesso visto come secondario rispetto a quello maschile, soprattutto nel calcio, che è quasi una religione nazionale. Negli Stati Uniti lo sport femminile è grande quanto quello maschile, se non di più. In Italia c’è ancora molto lavoro da fare: servono investimenti e crescita”.

Il ruggito del Frosinone dalla Serie C alla Serie B in un 2025 da ricordare

Photo Credit: Frosinone Calcio Femminile - sito ufficiale

Conquistarsi un posto in Serie B all’ultimo è un grande onore, ma coincide anche con una grande responsabilità, e il Frosinone non si è fatto cogliere impreparato. La formazione laziale si è guadagnata la serie cadetta classificandosi seconda nel Girone C di Serie C dopo la rinuncia da parte dello Spezia e della Sampdoria, e ha potuto, da lì, abbracciare la nuova categoria. Le ragazze di Mister Francesco Foglietta sono arrivate per la prima volta in Serie B dopo aver raccolto 67 punti in 28 partite, totalizzando 21 vittorie, 4 pareggi e appena 3 sconfitte; solo il Trastevere ha fatto meglio (70).

Dal punto di vista del mercato, la Società laziale ha scelto di rinforzare la rosa aggiungendo calciatrici provenienti perlopiù da campionati italiani. Tra gli acquisti per la retroguardia spuntano Elena Battistini dall’Hellas Verona, Kyah Coady dal Galway United, Nicole Costa dall’Hellas Verona, Sofia Monaco (ex Bologna). A centrocampo, invece, dall’ex Spezia Women è arrivata Carlotta Buono seguita dalla compagna di squadra Martina Dezotti, mentre dal Trastevere è arrivata Beatrice Pastore e, infine, dall’Hellas Verona Ivana Naydenova. In attacco, invece, spiccano gli ingressi di Kristiana Karavainova dalla Vis Mediterranea, Angela Cinquegrana dalla Glebison e Isotta Nocchi dal Bologna.
Al fronte dei numerosi ingressi, vi sono state cessioni, alcune delle quali sono rimaste in Serie B, come Flavia Sgambato, che è andata al Trastevere, e Silvia Antonucci, che è invece diventata la Team Manager delle giallazzurre, lasciando la squadra solo in altre vesti.

L’inizio che il Frosinone ha avuto in serie cadetta non è stato semplice: le ragazze di Mister Foglietta hanno sentito la differenza rispetto alla Serie C ma, malgrado ciò, hanno dimostrato di avere le carte in regola per disputare una buona stagione fin dall’esordio in casa del Lumezzane, terminato 1 a 1 e con una calciatrice in meno per buona parte di gara. La vittoria casalinga contro l’altra neopromossa Vicenza è stata però seguita da un periodo complesso: sconfitta per 1 a 0 in casa del Bologna, poker incassato a Ferentino dal Como, sconfitta di misura per 2 a 1 in casa dell’Arezzo. A chiudere questo periodo non facile è stata la partita casalinga contro il Trastevere neopromosso: le giallazzurre si sono imposte per 1 a 0, e da lì qualcosa è cambiato, nella mente delle ragazze, che hanno dunque trovato il piglio giusto. Vittoria pirotecnica per 5 a 4 in casa della RES Donna, sconfitta per 2 a 0 contro la Freedom, un’altra vittoria di cuore per 3 a 2 ai danni dell’Hellas Verona che va a sugellare l’identità di una squadra che non molla mai.

Dopo le ultime partite dell’anno solare, contro San Marino, Venezia e Brescia, le giallazzurre si ritrovano a 17 gol fatti e 20 subiti e a un buon ottavo posto, con alle proprie spalle una veterana della Serie B come l’Hellas Verona e davanti a sé un’altra squadra che la conosce, come la Freedom. 5 vittorie, 2 pareggi, 5 sconfitte e un clean sheet contro il Trastevere, un bottino forse inatteso alla vigilia del campionato.
Tra le marcatrici più prolifiche finora vanno segnalate Martina Dezotti e Isotta Nocchi, entrambe a tre reti siglate, seguite da Matilde De Matteis a due.

La tredicesima giornata, quella del giro di boa e che va ad aprire il 2026 giallazzurro, vedrà in scena le ragazze di Mister Foglietta contro il Cesena in una partita tutt’altro che facile. Le mura di Ferentino proveranno a sostenere un avvio della seconda parte di stagione che decreterà se le Leonesse hanno il carattere per rimanere in Serie B.

Infortuni al legamento crociato (ACL): l’epidemia che colpisce il calcio femminile

Nel calcio femminile, parlare di lesione, o peggio ancora di rottura, del legamento crociato anteriore (ACL) è diventato quasi una costante. Un infortunio che non solo interrompe carriere, ma spesso lo fa quando le atlete sono al massimo della forma.

Negli ultimi anni, sono state moltissime le calciatrici colpite da una rottura del legamento crociato anteriore. Nel 2019, Sara Däbritz è stata vittima di questo infortunio durante una partita di campionato, seguita da Giulia Gwinn, che ha subito il primo dei suoi due infortuni nello stesso anno. Il secondo è arrivato nel 2022, stagione particolarmente drammatica per il calcio femminile: Alexia Putellas è stata fermata alla vigilia degli Europei, mentre Marie-Antoinette Katoto ha riportato la rottura durante la competizione. Nello stesso periodo, Catarina Macario, Christen Press e Laura Wienroither hanno aggiunto i loro nomi a una lista che sembrava infinita.

Nel 2023, l’assenza di Beth Mead e Leah Williamson ha pesato sul Mondiale, così come quella di Vivianne Miedema, infortunata mesi prima. Ellie Carpenter ha vissuto il suo momento più difficile durante la finale di Champions League, mentre Megan Rapinoe ha affrontato il terzo crociato della sua carriera.

Nel gennaio 2024, Sam Kerr ha dovuto arrendersi a questo infortunio, compromettendo la sua partecipazione alle Olimpiadi, più avanti anche l’italiana Aurora Galli, durante la prima partita della stagione.

La stagione 2025/26, iniziata da poco, ha già raggiunto livelli allarmanti. A settembre, si sono registrati i primi casi: il 2 Annamaria Serturini (Inter) ha riportato la rottura del crociato, seguita il 19 da Tary Torres (Gotham FC). Il 24 è toccato a Julie Dufour (Portland Thorns), mentre il 25 Sarah Zadrazil (Bayern Monaco) ha aggiunto il suo nome alla lista.

Ottobre ha visto un’escalation. Il 2 è successo a Johanna Sorenson (BK Häcken), il 3  Jill Baijings (Aston Villa) è stata costretta allo stop, seguita il 10 da Liana Joseph (OL Lyib). Il 14 , Marie Höbinger (Liverpool FC) e Giovanna Hoffmann (RB Leipzig) hanno subito lo stesso destino. Il 17 è arrivata la notizia dell’infortunio di Manuela Zinsberger (Arsenal), mentre il 20 Lena Oberdorf (Bayern Monaco) ha riportato ancora la rottura, solo sedici mesi dopo la prima. Il 21, infine, è toccato a Maite Oroz (Tottenham) e Sophie Román Haug (Liverpool FC).

Un elenco che cresce settimana dopo settimana, e che non risparmia né le veterane né le giovani promesse. Il dato più inquietante è che molte di queste atlete militano in club di prima fascia, con staff medici e strutture che dovrebbero essere all’avanguardia.

La risposta non può più essere rimandata. Nike, in collaborazione con FIFPRO e l’Università di Leeds Beckett, ha lanciato nel 2024 il progetto triennale Project ACL, focalizzato sulla prevenzione e sull’attrezzatura sportiva. Uno dei focus principali è la calzatura: per anni, le calciatrici hanno indossato modelli pensati per il piede maschile, causando dolori cronici, instabilità e un rischio maggiore di infortuni. Anche la FIFA ha deciso di intervenire, finanziando uno studio dedicato agli infortuni ACL, avviato a giugno 2025 a Londra: lo studio analizzerà tre fattori principali: anatomici, neuromuscolari e ormonali, per comprendere le motivazioni alla base di questa epidemia di infortuni.

Le statistiche parlano chiaro: le calciatrici hanno da due a sei volte più probabilità di subire rotture del crociato rispetto ai colleghi uomini. Questa attenzione rappresenta un investimento fondamentale per il calcio femminile. Comprendere le cause profonde degli infortuni al legamento crociato significa proteggere il corpo delle calciatrici, rispettarne la fisiologia e garantire loro una carriera più lunga e sicura.

Solo un approccio integrato, che unisca scienza, formazione e ascolto del corpo delle atlete, potrà davvero spezzare il circolo vizioso che da anni lega il calcio femminile al crociato anteriore. Non si tratta solo di tutelare la salute, ma di riconoscere che il calcio femminile merita studi, risorse e soluzioni pensate per chi lo vive ogni giorno.

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