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Coppa Italia Regionale femminile, i quarti: concluse le gare di andata

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Concluse le gare di andata dei quarti di Coppa Italia Regionale femminileAtletico Città di Taranto (5-2 in rimonta con l’Arcudace Palmi Club) e Bologna (6-2 all’Energy Saving Futsal) si aggiudicano il primo round. Quartu di misura nell’anticipo con il Mediolanum Martinsicuro sull’asse Vecchione-Saraniti (2-1), poi il pareggio tra Pistoia Women e FB5 Team Rome: da 0-3 a 3-3 in extremis. Il 4 marzo le gare di ritorno, posticipo all’8 marzo tra Quartu e Mediolanum Martinsicuro.

COPPA ITALIA REGIONALE FEMMINILE
QUARTI DI FINALE – ANDATA 25 FEBBRAIO (rit. 04/03)

1) BFC 1909-ENERGY SAVING FUTSAL 6-2
2) QUARTU-MEDIOLANUM MARTINSICURO 2-1 (rit. 08/03 ore 11)
3) PISTOIA WOMEN-FB5 TEAM ROME 3-3
4) ATLETICO CITTÀ DI TARANTO-ARCUDACE PALMI CLUB 5-2


SERIE A TESYS – 18ª GIORNATA
24 FEBBRAIO – ORE 20,30

TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 5-3

Dall’1-3 dell’intervallo al 5-3 finale. Il TikiTaka piega in rimonta la Lazio e conferma il quarto posto, a +1 dall’Okasa Falconara. Moreira (bis) e Barca illudono le Aquilotte: le giallorosse ribaltano lo score con le doppiette di Getulio e Amparo, più il sigillo di Soldevilla, blindando così i tre punti nel posticipo.

Il nuovo anno di “Outsport” contro violenza e pregiudizi, si parte con con la Rappresentativa Femminile Under 20

Photo Credit: LND - Lega Nazionale Dilettanti

Stella Maddalena, Real Vicenza: “Ripartiamo dalla gara contro il Venezia. Villorba Treviso? Squadra molto forte e stimolo in più”

Photo Credit: Real Vicenza Women

Il gol della Capitana del Real Vicenza Stella Maddalena non è bastato alla squadra veneta per aggiudicarsi i tre punti contro il Venezia. La marcatrice, letale dal dischetto, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano in cui ha analizzato, a caldo, il match in casa delle lagunari.

La posta in palio si è accasata a Venezia, però la prestazione messa in campo dalle vicentine è stata di livello e carattere, ragion per cui il gruppo è rimasto con la testa in partita fino al triplice fischio ed è già pronto per la prossima sfida, senza abbattersi dopo una sconfitta: «Sapevamo che contro Venezia sarebbe stata una partita difficile, soprattutto in trasferta. Ovviamente non era il risultato che volevamo, ma eravamo consapevoli delle difficoltà della gara. Credo però che la squadra abbia fatto una buona prestazione e abbia dimostrato carattere, restando in partita fino alla fine. Da questa gara dobbiamo ripartire, lavorando sugli aspetti che non hanno funzionato per cercare di conquistare punti già dalle prossime partite.»

L’analisi a caldo della partita, riaperta nel secondo tempo proprio da Maddalena, ne vede anzitutto i lati più negativi, quali il rammarico per non aver ottenuto il massimo a causa di alcuni cali di concentrazione, ma proprio la concentrazione nei momenti cruciali della gara ha dato compattezza alla squadra, che si dimostra sulla strada giusta per migliorare il proprio percorso nel Girone B: «A caldo c’è sicuramente un po’ di rammarico, perché sappiamo di poter fare meglio. Durante la partita abbiamo commesso alcuni errori di concentrazione che ci sono costati caro e su cui dovremo lavorare. Allo stesso tempo, però, ci portiamo via anche aspetti positivi: nei momenti in cui siamo rimaste compatte e organizzate siamo riuscite a mettere in difficoltà il Venezia e a creare occasioni. Questo dimostra che la strada è quella giusta, ma dobbiamo essere più continue e attente per tutta la durata della gara.»

Il Real Vicenza torna a giocare in casa e l’avversaria sarà il Villorba Treviso, tra quelle che nel girone stanno facendo meglio (si tratta, al momento, della terza forza del campionato) e che quindi sulla carta potrebbe impensierire maggiormente. La Capitana vicentina ha affermato che il valore dell’avversaria diventa uno stimolo importante, soprattutto se il pubblico indossa i colori del Real Vicenza: «Giocare contro una squadra forte come Villorba Treviso è sempre uno stimolo in più. Sono partite che ti danno grande motivazione e che ti permettono di misurarti con le migliori. Davanti ai nostri tifosi vogliamo dare il massimo e dimostrare il nostro valore. In settimana ci concentreremo soprattutto sull’intensità, sull’organizzazione di squadra e sulla cura dei dettagli, perché contro queste avversarie ogni episodio può fare la differenza.»

Si ringraziano Stella Maddalena, Camilla Tresso e il Real Vicenza Women per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

Maria Cristina Termine, Virtus Marsala: “Questa casacca è casa. Una fascia? Si indossa sul braccio ma, sopratutto, nel cuore”

Photo Credit: Le foto di Bea

Se si pensa alla fame agonistica non si può non pensare alla Virtus Marsala. La promozione in C, poi un racconto di ambizione che quasi scuote i piani di un percorso ancora in ballo; la realtà sicula, arrivata in punta di piedi in categoria, in questo viaggio vuole dimostrare di esserci, perché approcciare un campionato nuovo significa scontrarsi con un livello d’esperienza che non ammette distrazioni. La squadra, però, è l’esempio che, in fin dei conti, esiste un linguaggio universale capace di sfidare ogni pronostico: quello del gruppo e del suo spirito.

È chiaro: oltre il decimo scalino statistico occupato al momento, c’è tanto da raccontare: abbiamo avuto il piacere di farlo con Maria Cristina Termine, storica capitana della formazione biancoblù.

Benvenuta! La maglia del Marsala è ormai parte di te. Ufficializzata la tua permanenza nel gruppo, sono diverse le emozioni che stai vivendo ancora una volta in questi colori: quanto è importante continuare come parte attiva del progetto e quali sono i plus che ti piacerebbe raccogliere in questo frame del percorso?

«Per me è fondamentale, tanto quanto lo è il nostro percorso di crescita. Stiamo vivendo un periodo particolare, intenso, che ci vede affrontare un campionato impegnativo; sapevamo lo sarebbe stato, ma viverlo in prima persona ci ha fatto comprendere davvero quanto il livello, uscendo dalla competizione regionale, sia cambiato: è tutto più veloce, più fisico, più stimolante, proprio per questo sento ancora di più la responsabilità e l’orgoglio di far parte di questo gruppo.

Il mio obiettivo è continuare a trasmettere alle mie compagne l’amore per questo sport e i valori che la nostra società porta avanti da 25 anni: sacrificio, appartenenza, rispetto e identità; sono gli stessi che mi hanno portata a indossare questa maglia da 12 anni e, da 4 stagioni, a rappresentarla con orgoglio nel ruolo di capitano.

In questa fase del percorso vorrei raccogliere consapevolezza, maturità e nuove ambizioni, sia a livello personale che di squadra, perché crescere significa anche accettare le difficoltà, trasformarle in esperienza e continuare a costruire, insieme, qualcosa che duri nel tempo. Questa casacca è casa, è sacrificio, è amore, il posto in cui sono cresciuta come atleta e come persona, e finché avrò la forza di indossarla, continuerò a dare tutto, perché certi colori non si indossano soltanto, si sentono dentro».

Fascia al braccio, la responsabilità è forse doppia: un pò “protettrice” di quanto costruito e che contraddistingue la squadra, un po’ motivatrice: sei d’accordo?

«Sì, assolutamente. La fascia al braccio è un simbolo di grande responsabilità, ma anche di immenso onore. Essere capitano significa sentire il dovere di rappresentare la squadra in ogni momento, dentro e fuori dal campo, e di guidarla verso gli obiettivi che la società si è prefissata fin dall’inizio della stagione.

Mi sento un po’ protettrice di ciò che abbiamo costruito e un po’ motore nei momenti in cui serve energia e fiducia. Il mio è un ruolo che richiede leadership, dedizione e capacità di motivare, ma soprattutto equilibrio. A volte la responsabilità che mi assumo è persino più grande di quella che dovrei avere, perché l’attaccamento a questa maglia è così profondo che diventa naturale voler trovare sempre la chiave giusta per far funzionare tutto, soprattutto nei momenti più complessi.

Essere capitano, per me, significa questo: custodire l’identità del gruppo e difenderla con orgoglio, perché una fascia si indossa sul braccio, ma si porta prima di tutto nel cuore».

L’insieme sta dando tutto. Il girone di ritorno è ormai iniziato e – guardando la statistica – è unico il punto acquisito per ora in questa fase. Spesso, però, è l’approccio, più che il tabellino, a fare la differenza: per questo motivo, ti chiedo, da testimone diretta, quanto pensi sia cresciuta la quadra e su cosa ancora bisognerebbe “svoltare”?

«Penso che la squadra sia cresciuta tantissimo, anche se la classifica e i punti finora non riflettono questo aspetto; la verità, però, è che c’è molto di più dietro ai numeri. La società ci ha sempre sostenuto, investendo su un gruppo giovane e inesperto, con pochi innesti mirati, perché crede nel progetto che stiamo costruendo.

Essere la neopromossa in un campionato così importante come la Serie C Nazionale, poi, comporta inevitabilmente delle difficoltà, e noi le abbiamo pagate. L’inesperienza si fa sentire, ma ciò che ci distingue è la capacità di crederci comunque, di lottare in ogni partita e di puntare sul nostro vivaio, sulle prospettive future delle ragazze più giovani, affinché crescano insieme a noi.

Abbiamo ancora molto da migliorare: dobbiamo lavorare sull’intesa in campo, sulla concentrazione nei momenti chiave e sulla continuità nell’atteggiamento, così da trasformare ogni partita in un’opportunità di crescita. Vedere ogni giorno le mie compagne svilupparsi, imparare dai propri errori e credere insieme nel progetto è ciò che dà la forza di andare avanti e di non mollare mai.

Una squadra non si misura solo dai punti in classifica, ma anche dal cuore che mette in campo, dalla voglia di crescere insieme e dall’orgoglio di indossare questi colori, ed io, come capitano, voglio continuare a custodire tutto questo».

A proposito di viaggio stagionale, domenica è arrivato un pari tra le mura del Lecce. In che modo senti di interpretare questa risposta? Giusto esito per quanto visto sul rettangolo verde?

«Per come abbiamo affrontato la gara, lo è. Potevamo fare di più? Sicuramente sì, ma veniamo da un periodo molto difficile, che ci ha viste uscire ogni domenica con risultati negativi, anche quando per 50-60 minuti le partite raccontavano una storia diversa da quella che poi diceva il tabellino.

Proprio per questo, riuscire a reagire anche stavolta, dopo essere andate sotto di due reti, e rimontarla, ci dà fiducia, ci fa credere che possiamo ancora dire la nostra e dimostrare, sul verde, quanto valiamo davvero.

Alla fine non è solo il risultato che conta, ma l’atteggiamento, la determinazione».

Ora è tempo di tornare in casa per la disputa locale contro il Palermo, una compagine da vertice che, dopo la recente caduta subita, avrà senz’altro voglia di riscatto: aspettative? Che gara dovrà essere per poter ambire al pieno bottino?

«Sarà sicuramente una sfida molto difficile contro una squadra importante, dotata di grande esperienza. Lavoreremo tutta la settimana per prepararci nel migliore dei modi, ma per ambire ai tre punti dovremo entrare in campo con la stessa determinazione e la stessa unione che ci hanno contraddistinto davanti al Lecce, aggiungendo qualcosa in più: quella è la fame di vittoria e la voglia di dare il massimo che vogliamo ritrovare e da cui vogliamo farci guidare.

Puntiamo a vincere».

C’è ancora una strada da percorrere, tutte insieme, per un unico obiettivo: a te stessa ed alle tue compagne auguri…

«Di avere sempre la voglia di esserci, di non mollare mai e di vivere ogni esperienza, presente e futura, senza rimpianti. Alle mie compagne auguro il coraggio di puntare sempre in alto e la determinazione di credere nell’impossibile.

Cosa auguro, invece, a me stessa? Di non deludere né me né proprio le mie compagne, di continuare a crescere e imparare da ogni esperienza, di essere sempre una leader positiva e motivante per la squadra.

Infine ci tengo a ricordare una cosa: il cuore di una squadra, quello vero, non conosce limiti!».

Si ringrazia Maria Cristina Termine e la società tutta per la gentile concessione.

Mattia Martini (ex Atletico Madrid e SPAL) senza dubbi: “Scudetto lotta a 3! Ferrara? Sarà sempre casa!”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Da Firenze a Ferrara, passando per Verona, Brescia e Madrid. Una Supercoppa Italiana ed una Liga Spagnola vinte a livello nazionale, poi un campionato ed una Coppa Italia di categoria alzate con la SPAL.

Mattia Martini, Direttore Sportivo Professionista, classe 1995, di esperienze ne ha vissute ed ormai il calcio femminile italiano lo conosce a memoria: proprio trovandolo sui campi della Serie A, abbiamo voluto intervistarlo, per una fotografia ed istantanea della attuale stagione, che dalla lotta Scudetto fino alla Serie C ed alle giovanili si sta dimostrando coinvolgente ed accattivante.

Direttore, una Serie A sempre più lottata in vetta alla classifica. Una sua analisi?

Il massimo campionato sta proponendo una lotta Scudetto avvincente e che rimarrà aperta fino al termine della stagione. Roma, Inter e Juventus stanno apportando ognuna un proprio credo calcistico, dentro e fuori dal campo: la compagine della capitale, con grande applicazione ed un vantaggio iniziale, si sta dimostrando un’attenta capolista, il club milanese sta ponendo sul piatto mentalità e capacità di competere e non concedere nè in attenzione e nè in risultati, mentre le campionesse d’Italia in carica hanno dimostrato nella loro recente storia di saper recuperare e di riuscire ad imporsi quando conta.

E’ e sarà tutto aperto fino alla fine. Per la Champions League, invece, vedo quasi chiusa la corsaa favore delle suddette piazze”.

Ed in B?

Como, per qualità di rosa e per investimenti, era la candidata alla promozione e penso che la stessa vittoria finale non sia in discussione.

Allo stesso tempo, grandi meriti al Lumezzane: club dove hanno saputo avviare ed impostare un progetto sano ed equilibrato, per poi svilupparlo a livello tecnico e non solo. Una felice rivelazione della cadetteria”.

Ora la C. Lei era alla SPAL, che prese dall’Eccellenza e che ha portato fino ad interessarsi ad un ripescaggio in B, con una partecipazione addirittura alla Women’s Viareggio Cup. Cosa le è rimasto della esperienza estense e della terza serie?

Ferrara e la SPAL penso siano state una città ed un club che ho sentito casa e grazie alle quali è stato possibile maturare una esperienza a 360°, non solo come Direttore Sportivo, ma anche come gestore ed organizzatore.

Ciò che mi ha apportato poi dal punto di vista umano non è descrivibile: l’elasticità e l’equilibrio nei rapporti, non dimenticando giustamente i ruoli e l’asimmetria delle parti. Quanto detto non è una palestra di vita scontata ed una volta vissuta è fondamentale da porre nel proprio bagaglio esperienziale.

Per concludere, della Serie C mi è rimasta la passione e la dedizione con le quali calciatrici ed addetti ai lavori vivono giorno per giorno questo sport”.

A posteriori possiamo domandarglielo: l’acquisto più  importante e quello che avrebbe invece voluto fare e non è mai riuscito con la SPAL?

L’arrivo di Ballo Salimata, centrocampista della Costa d’Avorio, classe 2004, è stato un acquisto di notevole spessore, calcisticamente impattante. Centrocampista dalla qualità tecnica notevole e dai tempi di gioco importanti, con una lettura preventiva dell’azione inusuale. Potrebbe giocare in alta Serie B, infatti nel Venezia sta recitando un ruolo da assoluta protagonista.

L’acquisto mai riuscito, a mio avviso, è stato quello di Lorenza Scarpelli, attaccante, classe 2001: centravanti di riferimento, numero nove, ottima nell’aggressione dello spazio e della profondità e porta, capace di lavorare per creare spazi per l’inserimento delle centrocampiste.

Nel Giugno 2024 le avanzai offerta, ma lei decise di declinare. Poi nella sessione invernale 2024/2025 lei era predisposta a venire, ma io non avevo più la possibilità. Comunque sia,attaccante che ci avrebbe apportato tanto a livello calcistico e motivazionale“.

Per chiudere: sappiamo che è andato a vedere più volte la rappresentativa LND U20 e che seguirà la Women’s Viareggio Cup, un’ultima battuta su questa storica rassegna?

Ciò che è promozione e vetrina per il nostro calcio è sempre un appuntamento positivo ed importante. Quest’anno si affronteranno club  come Juventus, Milan, Fiorentina, Livorno, Westchester e Rappresentativa LND U20: le favorite saranno Juventus e Milan, che si stanno contendendo pure il campionato Primavera, seppur hanno molto rinnovato le rispettive rose, mentre la Fiorentina e la Rappresentativa potranno essere gli aghi della bilancia negli scontri diretti.

Sono sicuro che questa competizione regalerà emozioni e sarà uno dei trampolini di lancio delle future azzurre di un domani. Per il resto, vinca la migliore”.

Denise Carturan, Okasa Falconara: “Mondiale? Sensazioni difficili da descrivere. Champions? Sarà la mia prima volta. Bitonto banco di prova significativo”

“Quando è arrivata la chiamata del Falconara, la scelta è stata piuttosto semplice. La storia di questo club parla da sola e oggi farne parte rappresenta un grande onore”.  A dircelo è stata Denise Carturan, numero uno della formazione che lo scorso anno ha vinto il campionato. Denise è arrivata la scorsa estate nelle Marche e sui propri obiettivi ci confessa: “Ogni stagione è un capitolo a sé. L’obiettivo resta sempre lo stesso, ovvero, confermarsi e continuare a crescere, cercando di migliorarsi giorno dopo giorno”.

Il Falconara si trova in piena zona play-off, con un terzo posto alla portata. Carturan, calcettista ex Kick Off, sulla Serie A Tesys ci racconta: “Sapevamo che il campionato sarebbe stato impegnativo: ci sono squadre di alto livello che stanno rispettando le aspettative. Da parte nostra, però, l’atteggiamento non cambia: scendere in campo e dare tutto per questa maglia. E ovviamente provare sempre a conquistare i tre punti”.
Sulla stagione della squadra guidata da coach Giulia Domenichetti la giocatrice, in forza anche alla Nazionale, continua: “Le assenze prima di Taina e poi di Erika Ferrara, non si può negare, ci hanno messo un po’ in difficoltà. Parliamo di giocatrici di grande esperienza e, nel caso di Erika, del nostro capitano, un riferimento fondamentale per il gruppo. Non vediamo l’ora di riaverle con noi in campo”.

Nell’ultimo turno un successo sul Molfetta che l’ex di VIP C5 e Padova, tra le altre, inquadra cosi: “La gara contro Molfetta sapevamo che sarebbe stata complessa. Siamo state brave a restare lucide e a gestire la partita anche dopo il brutto scontro di gioco che ha coinvolto Isa e Ylenia, alla quale faccio i miei più sinceri auguri di pronta guarigione”.
Alle porte, invece, il big match contro il Bitonto, in diretta su Sky. A riguardo la classe ’97 sottolinea: “La sfida contro il Bitonto sarà un altro banco di prova significativo. Le abbiamo già affrontate due volte, quindi conosciamo bene il loro valore. Senza Aline dovremo dare ancora qualcosa in più per sopperire alla sua assenza: servirà uno sforzo collettivo, ma ho piena fiducia nelle mie compagne”.

A fine marzo, poi, impegno internazionale per l’Okasa Falconara impegnata nell’European Women’s Futsal. Su questo tema la calcettista evidenzia: “A marzo ci sarà la Champions. Per me sarà la prima partecipazione e sarà sicuramente un’emozione speciale. Confrontarsi con realtà internazionali e affrontare alcune delle giocatrici più forti al mondo è uno stimolo straordinario. Non vedo l’ora di vivere questa esperienza”.
In chiusura Denise ci lascia qualche emozione sulla sua partecipazione di fine 2025 al Mondiale di Manila, con il quintetto di coach Francesca Salvatore: “Il primo Mondiale, invece, ha rappresentato un passaggio fondamentale per il futsal femminile. Il percorso di crescita è ancora lungo, ma questo traguardo deve essere considerato un punto di partenza, non di arrivo. Dobbiamo lavorare anche per chi verrà dopo, affinché possa provare le stesse emozioni che abbiamo vissuto noi, sensazioni che a parole sono davvero difficili da descrivere”.

Austria: arbitro filmava calciatrici negli spogliatoi, arrivano le ‘condanne’

Un enorme scandalo ha toccato il calcio femminile e in particolare quello austriaco, dove è stato scoperto il tutto. ‘Protagonista’ è stato un ex arbitro che ha filmato totalmente di nascosto delle calciatrici, e precisamente, quelle dell’Alatch, squadra di Serie B austriaca, nello spogliatoio e sotto la doccia. Il direttore di gara, svizzero, dopo essere stato scoperto, ha ricevuto una pena: condanna, infatti, pari a sette mesi di carcere con la sospensione oltre ad una multa di 13.000 corone, ovvero 944 euro.

In molti si sono lamentati per una ‘punizione morbida’ per l’arbitro che ha causato clamore con questa vicenda. Tra le calciatrici dell’Altach a parlare è stata la venticinquenne svizzera Eleni Rittmann che non ha nascosto il suo malumore per la pena inflitta a margine di questa vicenda affermando: “Questo scoraggerà altri possibili autori dal fare qualcosa di simile?” La stessa calciatrice su questo delicato tema poi ha aggiunto: “Immagina di andare negli spogliatoi di calcio dopo l’allenamento e voler fare la doccia con le compagne di squadra e poi scoprire che sei stato filmato e fotografato”.

Eleni Rittmann, che gioca ora per il Thonon Evian in Francia con un trascorso tra le altre con San Gallo e Zurigo in patria, ha poi aggiunto: “Una cosa del genere mi lascia senza parole. Perché queste cose continuano ad accadere nello sport, specialmente nello sport femminile? A chi è colpito spesso viene detto di stare zitto. È successo anche a me,” ha poi concluso.

Giada Greggi: “L’esordio nel girone sarà con una nazionale di livello top”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Martedì 3 marzo al ‘Granillo’ di Reggio Calabria inizia il percorso di qualificazione verso il Mondiale 2027. Oggi doppia seduta di allenamento per le ragazze di Soncin.

A parlare in conferenza stampa, con Laura Giuliani,  è stata anche Giada Greggi, il motore infaticabile del centrocampo azzurro, che guarda indietro al recente passato per proiettarsi con fiducia verso il futuro: “Dobbiamo sempre ricordarci il percorso che abbiamo fatto per ripartire al meglio, perché adesso andremo ad affrontare due partite importanti come quelle con Svezia e Danimarca. La Svezia? L’esordio nel girone sarà con una nazionale di livello top. Ed è sempre bello giocare questo genere di partite e metterti a confronto con squadre di questa caratura, anche per capire il tuo livello”.

Infine un appunto a proposito delle richieste dell’allenatore in questo raduno: “Il Ct dice sempre parole giuste, positive, e ce n’è una che mi ha colpito in particolar modo: disponibilità. Deve esserci disponibilità da parte di tutte le giocatrici. C’è tanta voglia di migliorarsi e di crescere, e questo aspetto l’ho percepito appena sono arrivata”.

Laura Giuliani: “Tutto quello che abbiamo vissuto nel 2025 ci sarà da sprono per affrontare al meglio questo nuovo percorso”

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

A Coverciano c’è odore di primavera. La doppia seduta di allenamento di oggi è illuminata da un sole che scalda, non solo fisicamente, ma anche nell’animo. “Questo raduno sta andando molto bene: si respira una bellissima aria e sta arrivando anche la primavera… siamo supportate dal tempo. Insomma, abbiamo proprio un ambiente consono per poter preparare al meglio le due sfide che ci attendono” sottolinea sorridendo Laura Giuliani, una delle veterane azzurre, che poi fa un passo indietro con la mente e riavvolge il nastro dei propri ricordi a qualche mese fa, alla scorsa estate, quando l’Italia si è fermata per sostenere le ragazze di Soncin, eliminate solo in semifinale – all’ultimo minuto dei supplementari – agli Europei: “Tutto quello che abbiamo vissuto nel 2025 ci sarà sicuramente da sprono per affrontare al meglio questo nuovo percorso che abbiamo davanti. Sappiamo bene quanto questo girone di qualificazione sia complicato e anche quanto sia difficile riconfermarsi dopo aver fatto delle grandi prestazioni”.

Martedì a Reggio Calabria, contro la Svezia, inizierà ufficialmente un nuovo percorso, con l’obiettivo di raggiungere il Brasile, dove nel 2027 si disputerà la fase finale della Coppa del Mondo: “Giocare in casa le prime due partite del girone di qualificazione – continua Giuliani – è senz’altro un valore aggiunto e andrà sfruttato al meglio. Reggio Calabria? Tutte le volte che abbiamo giocato al Sud abbiamo trovato grande calore: mi aspetto anche in questo caso una bellissima accoglienza e soprattutto uno stadio pieno. Che dire della Svezia: sempre loro… – sorride con una smorfia che lascia trasparire molte emozioni – Ormai ci si conosce molto bene. Dall’altra parte, quando ci si conosce bene, bisogna sempre cercare qualcosa di nuovo per sorprendere o comunque sfruttare al meglio le proprie qualità per non sbagliare niente”.

Mister Ardito, Freedom: “Col Como gara difficilissima; ora voglio conoscere bene la rosa”

Photo Credit: Freedom FC

Ritornare su una panchina dopo un lasso di tempo piuttosto lungo e farlo in concomitanza di un big match come quello contro il Como 1907 capolista non è un gioco da ragazzi; Mister Michele Ardito, rientrato alla guida della Freedom dopo l’esonero di Vincenzo De Martino, ha però conquistato un punto importantissimo nel faccia a faccia con le lariane al suo secondo debutto in biancoblù, centrando un obiettivo che alla vigilia pareva quasi un miraggio, viste e considerate le differenze in classifica tra le due formazioni. Ai canali ufficiali del Club, Ardito ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine del match contro le lariane.

Ardito è certo che il 2 a 2 finale sul tabellino sia frutto di un lavoro di grandissimo pregio di tutta la squadra, visto che «La gara era difficilissima, però poi abbiamo dimostrato in campo, con grande voglia e grande applicazione e aggregazione, una grande prestazione dal punto di vista tecnico e tattico.»

L’atteggiamento della Freedom contro le lariane è stato quello giusto, un aspetto su cui «ho lavorato molto in settimana. Volevo questo atteggiamento, la squadra ha ottenuto dei risultati importanti, sa palleggiare bene, e quindi non c’era motivo per non tentare di fare la gara. Il rammarico c’è per il gioco espresso. Se a inizio gara mi avessero chiesto di firmare per un pari, avrei risposto sicuramente di “sì”, perché è un’avversaria che è davvero una squadra top», malgrado il punto guadagnato rimane comunque un pizzico di rammarico per quanto visto sul campo, una Freedom coraggiosa che non ha mai mollato e ha, invece, cavalcato l’onda.

Mister Ardito conosce già alcuni elementi della rosa, ma è intenzionato a sfruttare appieno la sosta Nazionali per analizzare da vicino le altre calciatrici per poter utilizzare al meglio il potenziale che gli offre l’organico: «Ho una squadra che devo ancora imparare a conoscere bene, perché non conosco ancora tutta la rosa, e alla panchina dicevo proprio di avere pazienza, perché voglio vederle tutte. Ho lavorato principalmente su quelle che sono le mie conoscenze e sui dati che avevo delle formazioni iniziali.»

La partita contro le lariane è stata dispendiosa dal punto di vista delle energie e dal punto di vista mentale. Per questo la sosta arriva, in un certo senso, nel momento migliore possibile: «Adesso ci sarà tempo per recuperare, perché abbiamo speso tanto, perché abbiamo alzato tanto il ritmo e gasarci il meno possibile, perché dobbiamo prepararci per la squadra che incontriamo alla prossima gara. La cosa che più voglio fare è conoscere di più la rosa, perché ci sono delle giocatrici molto giovani, ma sono elementi molto validi.»

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