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Sofia Cantore: “In America è l’apice”. La nuova vita tra professionismo, pubblico e sogni oltre il calcio

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ospite del podcast Supernova, condotto da Alessandro Cattelan, Sofia Cantore ha raccontato la sua nuova vita negli Stati Uniti, tra professionismo, pubblico americano e passioni fuori dal campo. Il racconto parte da un simbolo, la maglia della finale: “Questa è una maglia vera di partita, della finale del campionato”.
Il numero 27 che indossa ha un significato preciso: “L’ho scelto perché ce l’aveva la mia migliore amica al Bayern. Quando è andata via dalla Juve ho preso il 27 simbolicamente in suo onore”.

Oggi vive in Virginia, a pochi chilometri da Washington, insieme a molte compagne di squadra: “Viviamo quasi tutte lì in appartamenti che sembrano hotel, con piscina, barbecue e reception, a 10 minuti dal campo. C’è un pub dove andiamo sempre a festeggiare dopo le partite”. Anche nei dettagli emerge la differenza con l’Italia: “Non è uno di quei Ford giganti americani, ma va benissimo”.

L’impatto con il pubblico è stato decisivo: “Al nostro stadio, che ha 23.000 posti, nei playoff era sempre pieno. In Italia non fai questi numeri nemmeno con la Nazionale”. E sottolinea anche la diversa cultura sugli spalti: Allo stadio vengono soprattutto famiglie, tanti bambini e bambine, ma il genere è bilanciato. È una tifoseria felice, positiva: se sbagli ti applaudono e ti dicono “alla prossima””. Poi aggiunge: “È vero che un pubblico caldo aiuta, ma lì tendenzialmente non ti insultano come in Europa o in Italia. È una cultura diversa che sto scoprendo e per ora mi piace”.

Sul sistema americano spiega: “Ogni squadra ha un budget a inizio anno per formare la rosa. Questo rende il campionato davvero competitivo: puoi giocare contro l’ultima e non sapere se vinci o perdi, è divertente perché le squadre sono livellate”. E sul tema della parità salariale osserva: “Qui ha senso parlare di parità perché fanno gli stessi numeri dei maschi. Megan Rapinoe ha lottato tanto per questo”.

Tra le compagne cita anche Trinity Rodman: “È fortissima, è la nuova star del calcio femminile. È giovanissima, del 2002. Nonostante la fama è una persona molto tranquilla, non ha routine diverse dalle nostre o atteggiamenti da diva”.

Lo standard professionale americano, per lei, rappresenta il massimo livello: “Alla Juve sei comunque professionista, ma in America è l’apice. In trasferta abbiamo due guardie del corpo, la team manager pensa a tutto: carta di credito, numero di telefono, non ti devi preoccupare di nulla”. E ancora: “Al campo ti danno tutto: shampoo, balsamo, deodorante, persino gli elastici per capelli. Mi ero quasi dimenticata come si vive, non porto mai nulla nello spogliatoio”.

L’adattamento passa anche dalla quotidianità: “In mensa facciamo pranzo al campo: riso in bianco, noodles, cibo asiatico. Mettono salse tipo teriyaki ovunque”. E confessa: “Ho iniziato a mangiare le uova strapazzate col ketchup a colazione, lì è comune”. A casa, però, mantiene le sue abitudini: “Cucino io, mi piacciono i risotti”.

La presenza del fratello è un punto fermo: “Sì, vive in zona Washington, fa il ricercatore biologo. È un altro “cervello in fuga” come me”.
Parlando del campo aggiunge: In America paradossalmente i campi sono alla misura massima, sono più grandi che in Europa. Le prime partite vedevo questi spazi immensi e mi sembrava di non arrivare mai”.

Spazio anche alle passioni personali: Ho iniziato a suonare, ho comprato una console. Mi piace la Tecno e l’EDM, l’ho imparato l’anno scorso a Torino da un DJ”. Ma precisa: “Io per ora sono a livello base, mi vergogno a suonare in pubblico finché non sarò brava”. E chiarisce: Non è un piano B per la carriera, ma mi perdo via per ore a mixare”.

Infine, il suo rapporto con il calcio resta equilibrato: “Cerco di dare al calcio una posizione precisa nella mia vita, passione sì, ma non troppo”. E sui modelli che l’hanno ispirata conclude: “Le icone, a parte la brasiliana Marta, sono quasi sempre state americane come Megan Rapinoe e Alex Morgan. Io sono cresciuta più con loro che con le calciatrici della Serie A, perché prima il nostro campionato non si vedeva in TV”.

Vota gol e parata del mese di febbraio sui canali social della Serie A Women. Serie B Femminile, i prossimi anticipi di campionato

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Torna il contest per scegliere i migliori gesti tecnici del mese: dai gol di tacco di Severini a quelli di Giugliano e Banusic in Roma-Napoli Women. Durand, De Jong, Giuliani, Gilardi e Ceasar i portieri candidati. Come ogni mese, torna sui canali social della Serie A Women l’appuntamento con il golazo e la paratona del mese, che gli utenti della community possono votare direttamente dalla pagina Instagram ufficiale del campionato.

Tra i gol più belli, quelli di Davina Philtjens (Sassuolo-Parma), Valeria Pirone (Ternana Women-Genoa), Karolina Vilhjalmsdottir (Parma-Inter), Manuela Giugliano e Marija Banusic (Roma-Napoli Women), Abi Brighton (Ternana Women-Juventus) ed Emma Severini (Fiorentina-Sassuolo). Tra le parate, quelle di Solenne Durand (Sassuolo-Parma), Danielle De Jong (Como Women-Juventus), Laura Giuliani (Roma-Milan), Astrid Gilardi (Genoa-Como Women) e Camelia Ceasar (Napoli Women-Parma).

Smilla Holmberg, Svezia: “Importante partire col piede giusto. Italia? Sapevamo della loro intenzione, ma…”

Con il gol di Filippa Angeldahl nel primo tempo è la Svezia ad aggiudicarsi la vittoria nell’esordio contro l’Italia per la qualificazione ai Mondiali 2027. Decisivo il 22’ per le nordiche che difendono il risultato fino al fischio finale, complicata, invece, dalla parte opposta la gestione della gara davanti ad una formazione da sempre ostica, non solo per tale competizione.

Un approccio da tre punti fondamentali per la gialloblù; per questo motivo nel post gara non sono mancati commenti ed analisi. Di seguito quelli rilasciati da Smilla Holmberg: “sono molto orgogliosa della prestazione fatta dalla squadra e per la conquista dei tre punti – ha detto la numero 2 -. Era estremamente importante partire col piede giusto; volevamo scendere in campo e dimostrare il nostro cuore.

Sapevamo, però, che anche l’Italia sarebbe scesa con molta fiducia in casa propria e con l’intenzione di vincere la partita. Penso che abbiamo dimostrato fin dall’inizio di essere ben capaci nei duelli; siamo, inoltre, passate in vantaggio abbastanza in fretta e portato avanti il nostro gioco fino alla fine. C’è da tenere conto di tutto questo”.

All’inizio del secondo tempo è ancora la Svezia a dominare. Il match, però, rimane dai ritmi altalenanti, con entrambe le squadre che danno il meglio di sé sopratutto attraverso occasioni di contropiede: il pressing dato dal palo colpito da Michela Cambiaghi in una situazione in cui Jennifer Falk sbaglia un cross non ferma le ulteriori possibilità sul fronte ospite che non modificano, però, l’esito.

Accaparrato l’1-0 a favore, l’insieme scandinavo proseguirà questo sabato con la Serbia. L’obiettivo è sempre quello: rimarcare la linea verde per la tanto attesa posta in palio, un posto per provare a conseguire la Coppa del Mondo!

Manuela Giugliano: “Reggio Calabria? Cornice bellissima con davvero tantissime persone, significa che il nostro movimento sta crescendo”

Photo Credit: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

A margine del match contro la Svezia giocato al ‘Granillo’, e perso per 0-1 dalle Azzurre, Manuela Giugliano si è concessa in zona mista per commentare la gara di Reggio Calabria. La centrocampista sul match contro le scandinave ha affermato: “Il rammarico è tanto, è chiaro. Quando uno non riesce a portare a casa una partita del genere dispiace, perché abbiamo lavorato per un altro risultato e penso che oggi un po’ l’abbiamo dimostrato dimostrando le nostre qualità”.
La calciatrice della Roma ha poi continuato: “Guarderei il lato positivo, la Svezia si è chiusa davanti alla propria porta. Questo significa che stiamo crescendo, stiamo portando avanti la consapevolezza dei nostri mezzi e questa è la cosa positiva che ci portiamo a casa oggi”.

Sulla cornice di pubblico, invece, Giugliano ha sottolineato: “Ci tengo a dirlo, oggi è stata una
cornice bellissima con davvero tantissime persone. Questo per noi è molto importante perché significa che il nostro movimento sta crescendo e portiamo felicità a tante persone e questa è la cosa più bella che che poteva succedere. Loro sono il dodicesimo uomo in campo, non lo smetterò mai di dire, il loro supporto è fondamentale e continueremo a lottare anche per questo”.
Parlando del prossimo match, poi, Manuela Giugliano ha ricordato: “Guardiamo con fiducia alla prossima partita con la Danimarca. Torniamo a Coverciano, lavoriamo in serenità e tranquillità e sono sicura che porteremo a casa grandi risultati”.

Arianna Bovo: “Kick Off sempre di più nel mio cuore, ora vogliamo i playoff. Mondiale? Svolta per il futsal femminile”

“Kick Off, è un ambiente al quale sono affezionata e che mi ha dato tanto in questi 6 anni“. A dircelo senza troppi giri di parole è stata Arianna Bovo che parlando della squadra milanese aggiunge: “Gli obiettivi di quest’anno erano partecipare alla Final Eight e ai playoff. Al momento ne abbiamo centrato solo uno, stiamo continuando a lavorare per portare a casa anche il secondo. Non siamo sicuramente contenti della nostra classifica perché siamo consapevoli di aver lasciato tanto per la strada, ma abbiamo ancora delle gare per rifarci”.

Torneo di Serie A che la classe 2000 ci fotografa cosi: “Quest’anno il livello del campionato secondo me si è alzato. Alcune squadre sono davvero ben costruite, ma in linea generale ogni domenica abbiamo assistito a partite giocate alla pari anche fra squadre che avevano diversi punti che le dividevano”.
Stagione che ha ancora tanto da dire e sul torneo della Kick Off, guidata da mister Riccardo Russo,  la calcettista ricorda: “Credo che fino ad ora non abbiamo espresso a pieno tutto il nostro potenziale collettivo. Per noi centrare i playoff vorrebbe dire dare una raddrizzata al nostro percorso e poter dimostrare quelle che siamo anche in un contesto più competitivo e con più ‘pressione’ rispetto alla regular season”.

Nell’ultima uscita vittoria con l’Audace. Sul match l’ex Union Fenice evidenzia: “La partita col Verona sapevamo che sarebbe stata tosta sotto l’aspetto della ‘fame’ agonistica perché entrambe avevamo bisogno di punti. Sono contenta della prestazione di tutte, abbiamo lottato insieme su ogni pallone e abbiamo meritatamente portato a casa il risultato”.
Alle porte l’intreccio con il Tikitaka dopo una settimana di sosta come sottolinea Bovo sul momento “La settimana di sosta l’abbiamo impiegata per sistemare alcune cose a livello tattico e per prepararci alla partita col Tikitaka. Purtroppo non potrò essere in campo causa squalifica, ma sono convinta che le mie compagne daranno tutto. Credo sarà una partita molto tattica perché Russo e Marzuoli sono due allenatori che si sono sfidati tante volte in questi anni e si conoscono bene, quindi penso che la spunterà chi riuscirà ad imporre il proprio futsal”.

Arianna è da tempo nel giro della Nazionale che a fine 2025 ha giocato il primo storico Mondiale del futsal femminile. Sulla prestazione delle Azzurre Arianna conclude: “Il Mondiale è stato sicuramente una svolta da un punto di vista di visibilità ed è stato un importante riconoscimento degli sforzi fatti dalle giocatrici e dalle federazioni per avere un’importante competizione come questa. La possibilità che le bambine e le ragazzine che giocano a futsal, possano ambire ad una competizione del genere, aiuta sicuramente il nostro movimento. Il torneo ha rispettato i pronostici, il Brasile ha compiuto un percorso perfetto e meritatamente ha vinto”.

Marika Ghio, Arezzo: “Affezionata a questi colori. Vogliamo concludere al meglio questa stagione”

Photo Credit: ACF Arezzo

Il sorriso che anticipa il fermo campionato, una identità che si sta cercando di rimarcare con con consapevolezza: questo e tanto altro nella recente settimana “apri pausa” dell’Arezzo.

Da segnare un risultato positivo (per analogia tra andata e ritorno) contro il Frosinone, valido per un +3 importantissimo e stimolante. Diretta testimone dell’esito è stata anche Marika Ghio, che sta osservando l’approccio della squadra dopo il salto stagionale in tale categoria. Quest’ultima la protagonista della nostra chiacchierata.

L’emozione per il passaggio in Prima Squadra, il sogno silenzioso di calcare il palcoscenico “delle grandi”: come stai vivendo tutto questo? Cosa significa per te indossare questi colori?

«Ovviamente sono molto felice di questo salto. All’inizio avevo un po’ di timore, perché sapevo che mi sarei confrontata con calciatrici forti e soprattutto con molta esperienza, devo dire, però, che mi sono ambientata molto bene; il nostro è un gruppo abbastanza giovane e questo mi ha aiutata molto, la società, inoltre, dimostra piena fiducia in tutte noi.

Indossare questa maglia è motivo di orgoglio e, essendo il mio secondo anno qui ad Arezzo, ormai mi ci sono affezionata».

Dopo l’esperienza in Primavera, stai approcciando ad un campionato nuovo e strettamente competitivo, accompagnando la squadra verso traguardi importanti e di identità forte. Nonostante le difficoltà, infatti, l’insieme ha saputo reagire, trovando ulteriore terreno fertile per affrontare il frame rimanente con coraggio e determinazione: quale è stata la chiave? Pensi che l’attuale piazzamento rispecchi quanto fatto sul verde o meritereste di più?

«Sicuramente questo è un campionato molto diverso rispetto a quello che ho potuto giocare in precedenza. La differenza? L’ho notata subito, come sempre, però la cosa fondamentale è l’unione del gruppo.

Purtroppo abbiamo lasciato per strada qualche punto fondamentale per la classifica, ma stiamo continuando a lavorare per cercare di concludere al meglio questa stagione e toglierci ancora qualche soddisfazione».

A proposito di traguardi, ecco un altro punto d’orgoglio per te: risulti, infatti, tra le convocate in Nazionale under 20. Ce ne vuoi parlare?

«È una grandissima emozione vestire per la prima volta la maglia azzurra; si tratta di un sogno per me e cercherò di dare il massimo per la squadra!».

Domenica il gruppo è tornato alla vittoria per quella che è stata una gara non semplice in casa Frosinone. Rimarcato, quindi, l’esito d’andata: si immagina, però, non siano solo tre punti ma un messaggio forte e chiaro che va ben oltre…

«Una partita difficile. Tante le emozioni di mezzo, dovute soprattutto al campo da gioco calcato, ma, nonostante ciò, siamo riuscite a portare a casa i tre punti con una grande prestazione collettiva».

Adesso una lunga pausa, poi il ritorno tra le mura domestiche per l’incontro con l’Hellas: c’è già voglia di riscatto, vista la situazione in fase iniziale? Che Arezzo dovrà scendere in campo?

«Sfrutteremo questo stop per lavorare sui nostri punti deboli e per prepararci al meglio in vista della partita in programma. È vero, la voglia di riscatto è tanta: sappiamo già che servirà grinta e determinazione per ottenere un ottimo risultato».

Ci lasciamo con una piccola-grande promessa per il percorso singolare e collettivo.

«L’obiettivo è dare sempre il massimo, soprattutto nei momenti difficili. L’intenzione è quella di migliorare costantemente, sia a livello personale che di squadra».

Si ringrazia Marika Ghio e la società tutta per la gentile concessione.

Naz, U15: dal 9 al 12 marzo a Tirrenia il primo raduno stagionale, convocate 23 Azzurrine classe 2011

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Il tecnico Marco Dessì, confermato anche quest’anno sulla panchina delle Azzurrine, ha convocato per lo stage 23 calciatrici classe 2011. Mercoledì 11 marzo (ore 15) è in programma un’amichevole con la squadra Primavera del Genoa.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Denise Brugi (Roma), Sofia Gervasoni (Inter), Alessandra Giudici (Como);

Difensori: Maya Bizzarri (Roma), Francesca Marco (Juventus), Anita Morandi (Inter), Margot Piccaluga (Inter), Melissa Raballo (Torino), Adele Riva (Hellas Verona), Silvia Sala (Inter), Matilde Tabarrani (Fiorentina);

Centrocampiste: Alessia Domenichini (Sassuolo), Chiara Franceschi (Inter), Vittoria Guandalini (Hellas Verona), Noemi Liverani (Juventus), Sofia Luzi (Hellas Verona), Viola Rizzotto (Inter), Rita Signorelli (Inter);

Attaccanti: Greta Della Morte (Inter), Alice Maestri Narcisi (Juventus), Brenda Osemwingie (Parma), Emma Rulfin (Juventus), Phusuda Siffredi (Venezia).

Staff – Tecnico: Marco Dessì; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Maria Sbardella; Metodologo: Fabio Andolfo; Assistente tecnico: Priscilla Del Prete; Preparatore atletico: Lorenzo Corsi; Preparatore dei portieri: Angelo D’Ignazio; Match analyst: Luca Dalmasso; Medici: Stefania Manes e Michele Carubia; Fisioterapista: Roberta Ronca; Nutrizionista: Jacopo Tadini; Psicologo: Sara Landi; Segretario: Elena Moretti.

Emma Severini: “Dobbiamo tenere alto il morale e continuare a stare sull’onda giusta e cercare di migliorare”

Dopo la partita con la Svezia giocata a Reggio Calabria, persa per 0-1 dalle Azzurre, Emma Severini si è concessa in mix zone per parlare della gara del ‘Granillo’. La centrocampista sul match contro le scandinave ha affermato: “Penso che il mister è stato molto contento per lo spirito che abbiamo messo in campo. È una cosa che ci ha chiesto e ci chiede sempre, avere quell’energia e penso che come squadra l’abbiamo dimostrato in tutte le nostre partite. Abbiamo un’unione e un’energia che ci fa fare tante volte la differenza”.

La giocatrice della Fiorentina ha poi aggiunto: “Credo che quello che sia importante è che sapendo che c’è una partita a breve dobbiamo tenere alto il morale e continuare a stare sull’onda giusta e cercare di migliorare e andare a prendere tre punti contro la Danimarca”.
Sulla spinta del Granillo ha, invece, aggiunto: “Avere tante persone che sostengono la squadra, e ci supportano, è davvero come avere una spinta in più. Per noi è stato importante già da quando siamo arrivate, per noi è importante e ci rende felici e orgogliosi per la crescita che sta avendo questo movimento”.

Ora testa alla Danimarca con un’Italia che si avvicina cosi: “Proseguiamo con la consapevolezza che comunque meritavamo di più e quindi vogliamo avere di più. Vogliamo portare a casa il risultato. Siamo consapevoli che dobbiamo fare qualcosa di più, forse
avere un qualcosina di più davanti alla porta per riuscire a portare a casa tre
punti”.
Severini ha poi concluso: “Prendiamo le cose positive e prendiamo le cose in cui dobbiamo
migliorare. Credo che dobbiamo continuare a lavorare come sicuramente sulla nostra mentalità, ma questo è quello che poi è il frutto del lavoro in campo che facciamo ogni giorno con il mister”.

Pamela Gueli, Moncalieri Women: “Non ho scelto io il calcio, è lui che ha scelto me”

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano
Il Moncalieri Women sta vivendo un’ottima stagione 2025-2026 scandita da ottime prestazioni in campo con il club piemontese che, dall’inizio del campionato ad oggi, non ha mai perso una partita. Non sorprende, dunque, che le ragazze di mister Franco Semioli siano prime in classifica del girone A di serie C con 43 punti in 15 giornate.
I risultati ottenuti che vanno a pari passo con l’obiettivo della squadra di giungere, il prossimo anno, in serie B sono una conquista arrivata grazie al lavoro di un gruppo molto unito, che si conosce ormai bene, e che è mosso da uno scopo comune per cui tutti coloro che sono coinvolti nel progetto fanno la propria parte al loro meglio.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Pamela Gueli, attaccante classe 1990, Capitana e numero 10 del Moncalieri, per un’intervista in cui parlare sia della splendida stagione della sua squadra che delle sue esperienze come calciatrice.
Il calcio è sempre stato presente nella vita di Pamela non come passione, che comunque è necessaria per praticare la disciplina, ma con un legame indissolubile che l’ha reso una scelta di vita. Nel suo passato ci sono le maglie di Torino, Roma CF, Juventus Torino, Atletico Oristano, Pinerolo (calcio ad 11), e del Pescara (calcio a 5) ma anche la vittoria agli Europei di Francia 2008 con l’U19 Azzurra. In quell’occasione venne inclusa dal sito UEFA tra le migliori giocatrici dieci del torneo dopo che, in quattro partite disputate nella fase finale della manifestazione sportiva, ha segnato tre reti.
Ogni squadra in cui l’attaccante ha giocato, ogni esperienza vissuta anche ad alto livello, le ha trasmesso l’importanza del sacrificio e dell’impegno, che insieme portano ai risultati desiderati.

“Sono cresciuta in una realtà molto umile dove il pallone non era solo una passione, ma una scelta di vita. Dico sempre che il calcio non l’ho scelto io, ma è lui che ha scelto me. Nella mia vita ho avuto la possibilità di vivere realtà professionistiche e di vincere un europeo, questo mi ha portato a capire che il sacrificio porta al risultato”. 

Il presente vede Pamela Gueli con la fascia da Capitana e il numero 10 sulle spalle. Il suo Moncalieri sta dominando la classifica del girone A di serie C. Le calciatrici, comportandosi da squadra, hanno sempre mostrato il proprio valore maturando anche la capacità di superare le difficoltà e di portare a proprio favore anche le gare più complicate.
“Quest’anno oltre ad essere una gruppo, siamo una squadra: questo ci sta facendo ottenere dei risultati importanti. E’, infatti, capitato che vincessimo molte partite anche ribaltando il risultato, con la forza di reagire e la capacità di soffrire”.
La classe ’90 ha raccontato ai nostri microfoni di non avere un modello in particolare a cui si ispira ma, al contrario: “Credo, invece, che ogni giocatrice debba capire i suoi punti di forza e lavorare su quelli per renderli efficaci in un gioco di squadra”.

Sullo sviluppo del movimento, la sua opinione è che questo sia sicuramente in crescita anche grazie al professionismo e ai traguardi raggiunti dalla Nazionale. Questa è una buona base di partenza ma, come in un cantiere aperto, c’è ancora tanto da fare seguendo questa giusta direzione.

“Il calcio femminile è migliorato grazie all’arrivo del professionismo e i risultati della Nazionale, c’è molta strada da fare ma siamo nella direzione giusta”.

Nel girone dell’Italia la Danimarca stende la Serbia: in rete anche Bredgaard

La Danimarca, nel girone dell’Italia, ha iniziato con una vittoria il percorso nelle qualificazioni al Mondiale. Superata, a Horsens in una partita combattuta, la Serbia per 3-1. Partono meglio le padroni di casa squadra che passa vanti dopo 13 minuti di gioco quando Sofie Bredgaard, calciatrice della Fiorentina, ha calciato dal limite dell’area verso l’angolo opposto e in porta. L’ottima partenza delle danesi vede il raddoppio giungere al 19′ con Amalie Vangsgaard che ha firmato il 2-0. Danimarca ancora vicina alla rete con Sofie Bredgaard, che ha sfiorato la doppietta alla mezzora, quando ha calciato una punizione che però si è fermata sul palo.

La Serbia si è resa pericolosa, invece, intorno al 40′ ma Freja Thisgaard, la numero 1 locale, ha effettuato una bella parata ma ha potuto poco su Stokic che ha ridotto lo svantaggio portando le due squadre sul 2-1 all’intervallo a Horsens.
Il secondo tempo è iniziato senza grandi occasioni, ma al 18′ la Danimarca ha ottenuto un calcio di rigore per atterramento in area di Pernille Harder. La stessa calciatrice, premiata come MVP, si è incaricata della battuta spedendo il rete il rigore per il 3-1 danese, che ha chiuso i giochi con 25′ minuti di anticipo. Nel finale infatti è successo poco con la Danimarca che ora si potrà concentrare sulla sfida di sabato 7 marzo, alle 18:15, quando incrocerà l’Italia in trasferta a Vicenza.

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