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Claudia Ciccotti, Ternana Women: “Ci attende una sfida difficile, la Fiorentina è una delle top squadre del campionato”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women ha sfruttato la pausa per le nazionale vincendo 4-1 in amichevole contro l l’Arezzo. A margine del match a parlare in casa umbra è stata Claudia Ciccotti che su questo periodo ha affermato: “Sono state due settimane in cui abbiamo lavorato e cercato di rimetterci in sesto, dopo la sconfitta con il Parma. Abbiamo recuperato dai piccoli acciacchi sfruttando al meglio questa sosta, poi abbiamo ancora un’altra settimana in cui saremo nuovamente tutte quante per poterci focalizzare tutte insieme sulla Fiorentina”.

La centrocampista, classe ’94, della Ternana Women sul prossimo match del Moreno Gubbiotti, contro la Fiorentina, ha poi aggiunto: “Sarà una sfida difficile, la Fiorentina è una delle top squadre del campionato. Però giochiamo in casa, dobbiamo cercare di far punti con tutti. Dopo le quattro partite consecutive ci siamo fermati col Parma, quindi abbiamo necessità di riprendere la strada giusta”.

L’ex giocatrice di Roma e Lazio, dal 2024 alla Ternana Women, ha quindi concluso parlando del finale di stagione: “Ora c’è lo sprint finale con le ultime quattro partite di campionato, nulla è ancora deciso quindi abbiamo un leggero vantaggio. Non dobbiamo fermarci e appunto dobbiamo dare tutto per questo mese per cercare di raggiungere il nostro obiettivo”. 

Austria: nella Women’s Bundesliga scatta la fase con i play-off

Dopo le prime 18 giornate e la fine della stagione regolare, la ADMIRAL Women’s Bundesliga inizierà dopo la pausa internazionale nel weekend del 25/26 aprile nel campionato e nel girone di qualificazione. Come nell’anno precedente, verranno tolti tutti i punti del round base. Le quattro squadre del girone dei campioni si affronteranno ciascuna due volte, portando il totale a 24 giornate al termine della stagione. Nel gruppo di qualificazione, tutti i club si affrontano nuovamente e di conseguenza terminano la stagione dopo 23 giornate.

Primo contro secondo all’inizio

I leader della lega FK Austria Wien, i campioni in carica SKN St. PöltenSK Sturm Graz e FC Red Bull Salzburg sono le quattro squadre qualificate per il girone di campionato e quindi le prime quattro dopo 18 giornate del primo turno. St. Pölten giocherà una partita supplementare contro il FC Blau Weiß Linz/Kleinmünchen il prossimo weekend (4 aprile, ore 15:00, in diretta su ÖFB TV), ma inizierà la finale di stagione al secondo posto dietro Vienna Austria, indipendentemente dall’esito della partita. Il girone del campionato si aprirà con i duelli tra FC Red Bull Salzburg e SK Sturm Graz (25 aprile, 14:00 CEST) e la partita tra SKN St. Pölten e FK Austria Wien (26 aprile, 12:45 CEST). L’ultima giornata del girone dei campioni si giocherà nel weekend del 29/30/31 maggio. Qui, gli stessi duelli si svolgeranno nell’ultima giornata come all’inizio del girone del campionato alla fine di aprile.

Tensione nella lotta per la retrocessione

Le prime tre squadre SCR Altach (28), First Vienna FC 1894 (25) e LASK (20) disputano ciascuna tre partite in casa e due in trasferta. USV Neulengbach (12), FC Blau Weiß Linz/Kleinmünchen (9) e SPG Südburgenland/TSV Hartberg giocano ciascuno due delle cinque partite restanti della stagione in casa. Prima Vienna FC 1894 darà il via al girone di qualificazione con FC Blau Weiß Linz/Kleinmünchen (25 aprile, 14:00 CEST). LASK ospiterà USV Neulengbach (26 aprile) e SCR Altach affronterà SPG Südburgenland/TSV Hartberg in casa (26 aprile). Nel 20° turno si terrà il terzo derby di Linz della stagione in corso, in cui il FC Blau Weiß Linz/Kleinmünchen giocherà in casa contro il LASK (domenica 3 maggio, ore 12:45). L’ultima giornata del girone di qualificazione si svolgerà una settimana prima della fine del girone dei campioni e si giocherà quindi nel weekend del 23/24 maggio.

Una squadra non lascia indietro nessuno: LND lancia “Training of Trainers – Community Coach”

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

L’iniziativa si basa sui risultati del progetto “Sport is Respect”, sviluppato nei ritiri delle rappresentative LND tra febbraio e maggio 2025 e rivolto alle principali categorie giovanili. I dati raccolti evidenziano un impatto significativo non solo sul piano della consapevolezza, ma anche su quello comportamentale. Nelle sessioni di follow-up, ad esempio, oltre il 95% dei partecipanti ha dichiarato di aver acquisito competenze utili per ridurre la discriminazione, mentre più della metà ha riflettuto su comportamenti passati, riconoscendo la possibilità di agire diversamente. Particolarmente rilevante il lavoro svolto con le categorie più giovani: tra gli Under 15 maschili, il 100% dei partecipanti ha ritenuto utile l’attività, con il 95% che si sente oggi più preparato ad affrontare episodi di discriminazione o bullismo. Un dato che conferma l’efficacia di un approccio educativo basato sull’esperienza diretta e sulla partecipazione attiva.

Le attività, sviluppate nell’ambito dell’Area Responsabilità Sociale della LND, utilizzano metodologie di educazione non formale e role-playing per trasformare il campo da gioco in uno spazio di apprendimento sui diritti, sul rispetto e sull’inclusione. Il corso per “Community Coach” rappresenta ora il naturale sviluppo di questo percorso: l’obiettivo è formare formatori, capaci di diffondere su tutto il territorio nazionale strumenti e competenze per rendere lo sport sempre più inclusivo, consapevole e responsabile. Un investimento concreto che rafforza il ruolo della Lega Nazionale Dilettanti non solo come motore sportivo, ma come attore educativo centrale nella crescita delle nuove generazioni.

Luca De SimoniCoordinatore dell’Area Responsabilità Sociale della LND, ha dichiarato: “Con il corso per ‘Community Coach’ la Lega Dilettanti consolida e amplia un percorso avviato nel 2025 con il metodo ‘Sport is Respect’, applicato al calcio giovanile. Il nostro obiettivo è promuovere i valori intrinseci dello sport, trasformando il campo in uno spazio educativo capace di far riflettere i ragazzi su temi fondamentali come le discriminazioni, favorendo al tempo stesso inclusione, rispetto e sensibilità. I risultati raccolti dimostrano che questo approccio accresce consapevolezza e comportamenti più responsabili, dentro e fuori dal campo”.

Rosario Coco, D&I Expert, Education Through Sport ha spiegato: “La Lega Dilettanti sta investendo in un progetto che porta nel calcio italiano approcci già consolidati a livello europeo. L’esperienza di Paesi come Germania, Francia e Regno Unito dimostra che lavorare sul calciatore in modo olistico – includendo crescita personale, dimensione relazionale e consapevolezza – non è un elemento accessorio, ma una leva concreta di miglioramento delle prestazioni individuali e di squadra. Questo significa iniziare a considerare l’allenatore non solo come un tecnico, ma come un educatore. In questa prospettiva, lo sport può dialogare in modo più strutturato con il sistema educativo, rafforzando il proprio impatto sociale e contribuendo alla formazione delle persone, oltre che degli atleti”.

A portare la testimonianza dal campo è stato Giuliano Giannichedda, Mister Rappresentative Nazionali Serie D, che ha spiegato: “Ammetto che inizialmente ero preoccupato all’idea di proporre un metodo innovativo a ragazzi di 18 e 19 anni, ma i risultati sono stati immediati. Spesso pensiamo di dover formare solo calciatori, ma prima ancora uomini, e l’esempio deve partire da noi. È proprio qui che si coglie il valore del progetto della Lega Dilettanti”.

Anche Barbara Coscarella, Segretario Rappresentative Nazionali LND, ha raccontato l’esperienza vissuta direttamente nel progetto, sottolineando come “molti ragazzi, pur avendo già sentito parlare di discriminazione, durante il gioco ne abbiano percepito concretamente il peso. Nei giorni successivi, gli effetti del metodo sono stati evidenti: l’interesse si è tradotto in domande e riflessioni, con i giovani sempre più coinvolti nell’analisi di una problematica così diffusa”.

Antonio Parrilla, Coordinatore nazionale del progetto “Combating Hate Speech in Sport”, ha evidenziato l’urgenza del tema, dichiarando: “Contrastare l’hate speech nello sport è oggi fondamentale. I fenomeni di discriminazione presenti nella società si riflettono inevitabilmente anche nello sport, amplificati dalla sua natura emozionale e dalla visibilità mediatica. Per questo è urgente intervenire, e il corso per Community Coach rappresenta una risposta concreta in questa direzione”.

In collegamento, Gabriela Matei, Senior Project Officer della Sport Division del Consiglio d’Europa, ha ribadito l’importanza della continuità del progetto: “Fin dall’inizio eravamo consapevoli che i due anni del programma europeo non sarebbero stati sufficienti per accompagnare un processo così profondo. Garantirne la continuità era quindi essenziale. Oggi possiamo affermare con soddisfazione che il percorso prosegue, producendo risultati concreti e significativi. Il lavoro portato avanti in Italia è un esempio importante: promuove rispetto, inclusione e diversità, in linea con i principi del Consiglio d’Europa e delle principali convenzioni internazionali, integrando l’educazione sociale direttamente nello sport”.

Sulla stessa linea anche Paulo Gomes, Head of the Saint-Denis Committee e Secretary del Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come “questo progetto rappresenti una buona pratica a livello europeo, pienamente coerente con i principi del Consiglio d’Europa nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il suo valore risiede nell’attenzione ai giovani, nel lavoro con le comunità locali e nell’investimento nella formazione di figure chiave come allenatori e operatori sportivi. L’Italia sta dimostrando come tradurre questi principi in azioni concrete, generando un impatto reale e duraturo”.

Infine, Mattia Peradotto, Coordinatore UNAR, ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa, spiegando che “questo progetto va oltre la prestazione sportiva e si inserisce in un ambito fondamentale di prevenzione. Lo sport amplifica le vulnerabilità del nostro tempo, ma rappresenta anche uno dei contesti più ispirazionali. La Lega Nazionale Dilettanti sta costruendo una vera infrastruttura di prevenzione: comunità più coese sono anche quelle che riescono a esprimere le migliori performance”.

 

Riunione del Consiglio Centrale dell’Associazione Italiana Arbitri

Credit: AIA

Un passaggio importante ha poi riguardato il tema della violenza. “Questo è un problema inaccettabile, del quale abbiamo anche avuto più volte un’interlocuzione con la Federazione – ha detto Massini -, bisogna tutti insieme fronteggiare e contrastare in maniera comune e unitaria questo grave fenomeno”. Si è quindi discusso di temi di attualità, sui quali è iniziata una fase di analisi in vista di possibili riforme. “Quello del professionismo arbitrale è un tema fondamentale per il futuro, per il quale ci siamo confrontati anche con gli arbitri della CAN per ascoltarne le rivendicazioni. In questo percorso di riforma, l’AIA dovrà mantenere un ruolo centrale e gli arbitri dovranno essere considerati gli interlocutori principali in quanto ne vivranno in prima persona gli effetti”.

Nel corso dei lavori è stato inoltre fatto  cenno anche al recente ricorso presentato dal Presidente Antonio Zappi al Collegio di Garanzia del CONI, quale ulteriore testimonianza della volontà del Presidente di tutelare, in ogni sede, i propri principi e i propri diritti. Hanno poi preso la parola i Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, del Settore Tecnico Arbitrale, delle Commissioni associative e il rappresentante degli arbitri in attività. Il Vicepresidente dell’AIA Michele Affinito ha quindi illustrato una serie di statistiche, relative all’andamento della Stagione con una comparazione con lo scorso anno, relative all’organico in ogni singola regione con un’analisi su argomenti specifici come il ringiovanimento generale e lo sviluppo del movimento arbitrale femminile. Il consiglio centrale si è infine chiuso con la comunicazione dei numeri, tra promozioni e avvicendamenti, per la composizione degli organici nazionali della Stagione Sportiva 2026/2027.

La Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, un’eccellenza italiana. Gravina: “Averla creata è una delle soddisfazioni più grandi della mia presidenza”

La Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, nata nell’ottobre del 2019, si è presto affermata come un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale: lo testimoniano, per esempio, i ripetuti attestati positivi da parte della UEFA, che l’ha definita un “caso di studio” italiano, e il premio ricevuto al World Football Summit nel 2025. 300 squadre, 3400 calciatrici e calciatori, 1400 partite giocate nell’arco di una stagione: i numeri sono importanti, ma non spiegano tutto. Il mondo della DCP abbraccia i valori più puri dello sport, smuove sentimenti genuini, si basa sulla passione e l’impegno quotidiani. Un mondo in cui ‘inclusione’ non è solo una bella parola: è una realtà che viene vissuta concretamente, giorno per giorno, al di là di ogni barriera materiale e culturale.

E il mondo della DCP è in continua evoluzione: dal 1° gennaio di quest’anno l’attività della Divisione abbraccia anche il calcio Amputati e CP (Cerebrolesi), con le rispettive Nazionali che stanno cominciando a prepararsi per due eventi importanti come il Mondiale e il World Championship, entrambi previsti nel 2026.

Gabriele Gravina è il presidente FIGC che nel 2019 ha istituito l’allora Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: “Aver creato la divisione paralimpica – ha dichiarato Gravina in un’intervista uscita ieri sul Corriere della Sera – è una delle soddisfazioni più grandi della mia presidenza (Gravina ha rassegnato le dimissioni lo scorso 2 aprile, ndr). Il momento più bello degli ultimi giorni sono state le mail e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e supporto”.

Azzurra Corazzi, Arezzo: “Permanenza in categoria segnale positivo. L’obiettivo è ancora vincere”

Photo Credit: ACF Arezzo

Non manca poi così tanto all’archiviazione del percorso di serie C e l’Arezzo procede con positività in una fase a dir poco cruciale. La salvezza già centrata? Non mura la volontà aretina di continuare a mostrare la propria identità, evidenziata fino ad ora tra “up” e “down” stagionali.

Che clima si respira attualmente nello spogliatoio amaranto? A raccontarcelo Azzurra Corazzi, diretta testimone del massiccio lavoro compiuto in tali colori.

A quattro giornate dai titoli di coda del campionato, alla squadra il merito di aver strappato un altro punto nella giocata tra le mura del Venezia. In che misura la programmazione di inizio anno ha risposto, secondo te, alle reali difficoltà di questo percorso, ed in che modo il collettivo ha adattato la sua visione in corsa?

«É stato sicuramente un campionato fatto di alti e bassi, per noi come per tutte (o quasi) le squadre partecipanti. Abbiamo fatto grandi prestazioni con le “big” e siamo cadute con squadre al di sotto di noi in classifica: questo ha fatto sì che la classifica nella parte centrale fosse molto corta e ci ha permesso di credere ogni settimana di poter scalare qualche posizione e di cercare di fare sempre meglio».

In un momento in cui si combatte tra frenesia e calma allo stesso tempo, è possibile fare un punto generale sui segnali positivi che sono stati dati: quali pensi meritino di essere elencati e cosa raccoglierete dell’oggi – perché non si ripeta – per la costruzione del prossimo anno?

«Sicuramente di positivo c’è la permanenza in questa categoria che è un obiettivo mai scontato. L’ACF Arezzo è una società in crescita: sono qui da tre anni e sono testimone dei sacrifici e dei miglioramenti fatti, anche se c’è ancora tanto su cui crescere e lavorare.

L’insegnamento più grande che ci portiamo dietro da quest’anno è forse quello di sapere l’importanza dell’approccio alla partita, dal primo minuto; insieme a questa, quella della cura dei dettagli, a partire dall’allenamento settimanale che, a volte, viene dato per scontato e invece è fondamentale».

Testa all’anticipo della ventitreesima giornata che vi vedrà ospitare il Lumezzane. Sapendo che il margine di errore si è ridotto al minimo, il chiaro obiettivo quale è?

«Come per ogni partita, l’obiettivo è vincere: l’abbiamo fatto all’andata e lo vogliamo fare al ritorno in casa nostra, ma sarà lo stesso fino alla fine del campionato, contro qualunque avversario ci troveremo davanti».

Si ringrazia Azzurra Corazzi e la società tutta per la gentile concessione.

Campionato Europeo Under 19 femminile, secondo turno: qualificate Svizzera, Austria, Germania, Islanda, Polonia, Spagna e Svezia

Austria, Germania, Islanda, Polonia, la Spagna (detentrice del titolo), Svezia e Svizzera si sono unite alla Bosnia ed Erzegovina, paese ospitante, nella fase finale del Campionato Europeo Under-19 femminile UEFA del 2026 , vincendo i rispettivi gironi della Lega A del secondo turno.

Le squadre sono state suddivise in due leghe, come stabilito al termine del primo turno. Le sette vincitrici dei gironi del mini-torneo a sede unica della Lega A si sono qualificate per partecipare alla fase finale, che si terrà dal 27 giugno al 10 luglio, insieme alla Bosnia ed Erzegovina. Il sorteggio si terrà il 22 aprile. Anche le promozioni e le retrocessioni tra i vari campionati venivano decise in vista del primo turno della stagione 2026/27. La Bosnia ed Erzegovina ha partecipato a uno dei due gironi della Lega B disputati tra febbraio e marzo, ottenendo la promozione, sebbene la sua qualificazione alla fase finale fosse già assicurata in quanto paese ospitante.

Gironi del secondo turno degli Europei Under 19

Lega A

• Le sette vincitrici dei gironi si uniscono alla Bosnia ed Erzegovina, paese ospitante, nel torneo finale.
• Le sette squadre classificatesi al quarto posto retrocedono in Lega B per il primo turno della stagione 2026/27.

Gruppo A1
Qualificate per la fase finale: Svizzera (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Galles, Inghilterra
Retrocesse in Lega B: Lettonia

Gruppo A2
Qualificate per la fase finale: Polonia (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Grecia, Belgio
Retrocesse in Lega B: Romania

Gruppo A3
Qualificate per la fase finale: Islanda
Rimangono in Lega A per il primo turno 2026/27: Danimarca, Finlandia
Retrocesse in Lega B: Serbia (paese ospitante)

Gruppo A4
Qualificate per la fase finale: Austria
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Scozia (paese ospitante), Norvegia
Retrocesse in Lega B: Macedonia del Nord

Gruppo A5
Qualificate per la fase finale: Svezia (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Paesi Bassi, Italia
Retrocesse in Lega B: Ucraina

Gruppo A6
Qualificate per la fase finale: Germania (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Francia, Slovacchia
Retrocesse in Lega B: Repubblica d’Irlanda

Gruppo A7
Qualificati per la fase finale: Spagna (detentrice del titolo),
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Portogallo (paese ospitante), Irlanda del Nord
Retrocessa in Lega B: Ungheria

• La Spagna ha vinto il suo quarto titolo consecutivo la scorsa stagione, battendo la Francia in finale. Italia e Portogallo hanno raggiunto le semifinali, mentre Inghilterra, Paesi Bassi, la Polonia padrona di casa e la Svezia hanno partecipato al torneo finale.
• Grecia, Lettonia e Ucraina hanno iniziato il secondo turno cercando di unirsi alla Bosnia ed Erzegovina padrona di casa nel conquistare il debutto in fase finale. Macedonia del Nord, Irlanda del Nord, Slovacchia e Galles hanno partecipato in precedenza alla fase finale solo in veste di paese ospitante.
• La Lettonia ha fatto il suo debutto in Lega A. Ungheria, Macedonia del Nord, Serbia, Slovacchia, Romania e Ucraina sono state promosse dalla Lega B al primo turno

Lega B

• Le sei vincitrici dei gironi e le seconde classificate con il miglior record contro la prima e la terza classificata del loro girone (Bielorussia) saranno promosse in Lega A per il primo turno della stagione 2026/27. 

Gruppo B1
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Slovenia
Rimangono in Lega B: Estonia, Cipro, San Marino (paese ospitante)

Gruppo B2
Promosso in Lega A per il primo turno 2026/27: Kosovo
Resta in Lega B: Isole Faroe, Lituania (paese ospitante), Moldavia

Gruppo B3
Promosso in Lega A per il primo turno 2026/27: Israele
Resta in Lega B: Bulgaria, Malta (paese ospitante), Kazakistan

Gruppo B4
Promossi in Lega A per il primo turno 2026/27: Bosnia ed Erzegovina (paese ospitante delle finali), Bielorussia (miglior seconda classificata)
Rimangono in Lega B: Lussemburgo (paese ospitante), Armenia

Gruppo B5
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Turchia
Restano in Lega B: Albania (paese ospitante), Montenegro, Liechtenstein

Gruppo B6
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Croazia (paese ospitante)
Restano in Lega B: Repubblica Ceca, Georgia, Azerbaigian

• Bielorussia, Bulgaria, Croazia, Estonia, Isole Faroe, Kosovo e Turchia sono retrocesse dalla Lega A al primo turno.

Romania: paura per il CT italiano Massimo Pedrazzini

La nazionale femminile rumena ha debuttato con due vittorie nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo in Brasile, nel gruppo 5 della Lega C. Battute, infatti, la Moldavia per 1-0 e Cipro per 4-0. La Romania ha proseguito il suo percorso con la partita casalinga contro Cipro vinta per 3-0. In rete per le rumene sono andate al 5′ Vlădulescu, che ha sbloccato la gara, mentre nel finale Stancu e Ciolacu hanno chiuso i giochi. Nei giorni precedenti alla gara ad accusare un malore è stato il CT della nazionale femminile della Romania Massimo Pedrazzini.

L’allenatore, infatti, è stato portato via in ambulanza dopo essersi sentito male ed aver accusato un forte giramento di testa. Questo a riguardo l’annuncio diffuso della Federcalcio di Bucarest: “Massimo Pedrazzini ha accusato vertigini all’ora di pranzo, motivo per cui non siederà in panchina nella partita di oggi della nazionale femminile contro Cipro. Al suo posto ci sarà l’allenatrice in seconda della nostra squadra, Iulia Mera. Le condizioni di salute del selezionatore sono stabili e proseguiranno gli accertamenti medici”.

Il tecnico milanese classe ’58, con ottimi trascorsi sia da calciatore che da tecnico in particolare in ambito maschile, è alla guida della nazionale rumena dal 2024, con la quale collaborava in ambito maschile dal 2022. Massimo Pedrazzini vanta trascorsi anche da dirigente.

La Serie B Femminile torna allo stadio ‘Benito Stirpe’: domenica 26 la sfida tra Frosinone e San Marino Academy

Anna Boaretto, Vicenza: “Vogliamo continuare a giocare senza tirarci indietro. La lezione più importante che ho imparato quest’anno? Ecco quale è”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Tutta energia quella che il Vicenza sta incanalando per gli appuntamenti a chiudere il percorso stagionale: da traino in tal senso sono stati i recenti esiti positivi che lo porteranno ad approcciare alla vicina gara domestica contro il Cesena, secondo in classifica.

Una cosa è certa: le biancorosse vogliono portare avanti ulteriori opere sontuose in questa fase, nonostante la presenza in categoria per il prossimo anno sia ormai già certezza: questo e tanto altro nel racconto di Anna Boaretto, ospite alla nostra redazione.

In questi ultimi istanti ad anticipare la fine del campionato, il gruppo ha ritrovato frammenti di fiducia con i due risultati utili consecutivi di fronte a Venezia e Lumezzane, risultati che vi portano a sedere ancora su una giostra di consapevolezza e umiltà importanti. Ponendo quanto fatto ultimamente sotto la lente d’ingrandimento, cosa metteresti in prima linea circa la prestazione e l’approccio?

«Da inizio anno abbiamo lavorato molto sia sull’atteggiamento che sulla nostra identità di gioco; col tempo abbiamo trovato il modo per rendere al meglio e le ultime due partite sono il risultato di questo lavoro. Col Venezia avevamo sicuramente una motivazione in più in quanto la vittoria ci ha garantito la salvezza, mentre la partita col Lumezzane ha dimostrato che siamo una squadra unita, concentrata e consapevole.

La voglia di fare fatica e di sacrificarsi per la compagna non sono scontate, ma quando in una squadra ci si trova tutti a lottare per la stessa cosa, la prestazione diventa una conseguenza».

Sicuramente non giocherete le prossime con il freno a mano tirato, anche perché c’è un intero percorso (più che una posizione statistica) che va onorato. Confermi che il volere collettivo attuale non è tanto fare una semplice replica di quanto messo in chiaro ultimamente, ma mettere in scena un’opera ancora più evoluta per confermare quanto di buono si sta compiendo?

«La volontà di tutte è quella di continuare al meglio il percorso e di giocare senza tirarsi indietro. Ci siamo sempre concentrate sulla prestazione prima e sul risultato poi e continueremo con questa mentalità che sicuramente ci porterà a toglierci altre soddisfazioni.

Non vogliamo accontentarci di quanto fatto finora ed useremo queste ultime partite per continuare a migliorarci».

A farvi visita domenica ci sarà il Cesena. Senza riavvolgere ciò che è rimasto dell’andata tra voi e sapendo che, soprattutto a questo punto del viaggio, l’imprevedibilità è un fattore acceso, come la state preparando?

«Ci stiamo preparando con grande attenzione: da inizio anno abbiamo sempre messo in difficoltà anche le squadre di alta classifica e vogliamo continuare a farlo. Sappiamo di dover affrontare una squadra forte e preparata e che non sarà sicuramente una partita facile; dovremo soffrire ma siamo pronte a farlo rimanendo unite e portando in campo i nostri principi di gioco».

Ogni stagione lascia un insegnamento ma talvolta anche delle utili cicatrici. La lezione più faticosa ed allo stesso tempo preziosa che porterai dietro come eredità di questo lungo percorso in questi colori?

«Da agosto sono cresciuta tanto, mi sento più consapevole dei miei mezzi e più sicura di me stessa. È stata la mia prima stagione in una prima squadra; lasciare Verona dopo otto anni mi faceva paura ma le compagne e i mister che ho incontrato qui a Vicenza mi hanno fatta sentire a casa dal primo giorno.

La lezione più importante imparata quest’anno è stata proprio questa: affrontare il cambiamento senza paura e trarre il meglio da ogni situazione».

Si ringrazia Anna Boaretto e la società tutta per la gentile concessione.

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