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Giorgia Miotto, San Marino Academy: “Abbiamo un grande punto di forza: la compattezza di un gruppo che rema nella stessa direzione”

credit photo: ©SMAcademy/Palmieri
In un Campionato ostico e competitivo come quello di serie B, il San Marino Academy gioca la sua stagione tra alti e bassi che vedono la squadra, al momento, occupare la terzultima posizione in classifica con 8 punti. Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Giorgia Miotto, centrocampista classe 2002 alla sua seconda stagione con la maglia delle Titane ed un passato tra serie A e serie B  (Arezzo, Parma, Cesena, Pomigliano e Milan) per un’intervista in esclusiva.
Con lei abbiamo parlato di questa stagione calcistica e degli obiettivi da raggiungere, ma anche di sogni e aspirazioni (sia di squadra che personali).
L’inizio del Campionato del San Marino non è stato semplice ma, con il passare delle settimane, la squadra è cresciuta così come le prestazioni in campo e i risultati sono arrivati. Certo, ci sono alcuni aspetti su cui lavorare e migliorare ancora ma la direzione presa è quella giusta e le Titane sono un gruppo compatto che lavora per raggiungere per l’obiettivo prefissato prima dell’inizio dell’annata calcistica.
“Purtroppo non abbiamo avuto un inizio di campionato semplice. Siamo partite con qualche difficoltà e con il freno a mano tirato. Nelle ultime partite è cambiato qualcosa e siamo riuscite ad ottenere i risultati voluti. Sicuramente c’è da migliorare e stiamo già lavorando ma dalla nostra parte abbiamo un grande punto di forza: la compattezza di un gruppo che rema nella stessa direzione. Questo ci porterà presto ad ottenere i risultati a cui aspiriamo. Gli obiettivi della squadra sono sicuramente di salvarsi e di fare un campionato migliore rispetto all’anno scorso, sia a livello di classifica che di prestazioni”.
Agli obiettivi di squadra, si accostano quelli personali di Giorgia che intende migliorare nella qualità del proprio gioco, che pure è semplice e volto al contrasto: personalmente vorrei migliorare lo score dell’anno scorso in termini di goal, e inoltre migliorare e limare alcune lacune a livello di prestazioni per risultare più incisiva e decisiva nella partita. Sono sempre stata la giocatrice da “testa bassa e lavorare”, una giocatrice soprattutto di quantità ma che sta migliorando molto la qualità. Penso di avere uno stile di gioco semplice: non sono una giocatrice che fa tanti dribbling scenografici, ma più una che cerca l’uno-due, il passaggio filtrante o il cambio gioco; una che va forte sul contrasto e che corre in entrambe le fasi”.
Dalla sua posizione al centro del campo, Arianna Caruso è un tipo di giocatrice da cui prendere spunto: l’ex Juventus, ora in forza al Bayern di Monaco, infatti ha quella grinta per essere efficace in mezzo al campo ed è capace di rendersi pericolosa anche in fase di attacco. Rappresenta, dunque, un punto di riferimento per la numero 44 del San Marino che, quando le è stata chiesto cosa rappresentasse il calcio, non ha esitato a sottolineare quanto lo sport sia emozionante (sia in positivo che in negativo) e divertente.
Infine, il termine ‘attimi’ racchiude quei momenti che scorrono rapidi come battiti di ciglia in cui si deve cercare di essere il più lucide possibile.
“Nel femminile mi piace molto Arianna Caruso, perchè penso abbia il giusto equilibrio tra quantità e qualità. Inoltre è una centrocampista sia offensiva sia difensiva. Cerco di rubarle qualcosa quando la vedo giocare. Anche lei ha molta grinta e forza in mezzo al campo, ed è inoltre molto propositiva in attacco.
Per cominciare, ti dico che il calcio per me è “emozionante” e “divertente”. Emozionante perché credo che il calcio sappia dare veramente tante emozioni, sia positive sia negative. Un esempio è stato lo scorso anno, quando all’ultima di campionato le emozioni cambiavano ogni minuto, da quelle positive per la salvezza a quelle negative per la retrocessione – e queste due si alternavano spesso in poco tempo. Divertente perché dietro agli schemi o alle tattiche comunque c’è un gioco, e credo che per renderlo semplice ci si debba divertire, un po’ come fanno i bambini, che sono spensierati ma anche sicuri di quello che fanno. Infine, come terza opzione non ti do un aggettivo ma ti dico “attimi”, perché il calcio vive anche – e tanto – di quelli. Frazioni di secondo in cui devi pensare velocemente ma con lucidità. Come quando un attimo prima sei una star perché hai fatto tripletta ma poi si dimenticano di te perché sbagli un rigore.. è un attimo.. e credo il calcio sia pieno di questi “attimi” .
Scendendo, poi, nello specifico e riferendoci al calcio femminile è inevitabile una riflessione. Rispetto al passato il calcio femminile in Italia è cresciuto, ed è innegabile se si pensa al raggiunto professionismo e al fatto che chi è più giovane ha vissuto meno ostracismo ed ostacoli quando ha scelto di avvicinarsi alla disciplina. Il rovescio della medaglia, però, è che questa sacrosanta conquista sinora è stata raggiunta solo dalla serie A mentre i campionati cadetti possono incontrare ancora svariate difficoltà che complicano non solo la loro stagione ma anche la loro permanenza in campionato.
Permangono, purtroppo, un fondo di pregiudizio e diffidenza verso questo sport che si spera vengano a scemare nel tempo facendo si che l’Italia si allinei ai paesi in cui questo è una realtà ben consolidata.
“Dai Mondiali del 2019 qualcosa è cambiato. Con il professionismo c’è più visibilità per il movimento femminile, peró secondo me è ancora poco. Le serie minori rispetto alla Serie A non sempre hanno strutture e campi adeguati. Molte società purtroppo non dispongono di molti fondi e questo non ci permette di essere “tutte uguali”, a livello calcistico ovviamente. Di certo noi più giovani, e soprattutto le bimbe che si stanno affacciando ora al calcio, abbiamo avuto molti privilegi in più rispetto a qualche tempo fa.
Credo che si possa solo fare passi in avanti, nella speranza che i pregiudizi, le perplessità e la diffidenza verso questo sport possano cessare definitivamente.
Parlando, infine, di sogni il più grande sarebbe andare a giocare in una squadra inglese. In Inghilterra il calcio femminile è amato e vissuto tanto dai tifosi. Verrebbe certamente da pensare al ‘caso Arsenal’ che disputa le sue partite all’Emirates Stadium, ma ogni squadra di calcio femminile hai il suo bel bacino di supporters che non mancano di fare sentire il proprio calore alle ragazze in campo.
Il mio sogno nel cassetto è quello di andare a giocare in Inghilterra: credo che lì il calcio sia qualcosa di davvero speciale. Grazie mille per avermi dato due minuti del vostro tempo nel leggere questa intervista, grazie davvero. Un saluto a tutti e che dire.. buone feste!”
CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA GIORGIA MIOTTO E IL SAN MARINO ACADEMY PER L’INTERVISTA CONCESSACI. 

Castiglia applaude l’Italfutsal femminile: “Ci avete fatto sognare e continuerete a farlo, grazie ragazze!”

CASTIGLIA – Il numero uno di Viale Tiziano applaude a scena aperta la spedizione Azzurra nelle Filippine. “Come Divisione Calcio a 5 siamo orgogliosi di questa Nazionale e di tutto il movimento. Non è soltanto una squadra: è un modello, un esempio autentico capace di ispirare le nuove generazioni”. Castiglia osserva un bicchiere più che mezzo pieno: “Lo spirito di queste ragazze, i loro sorrisi, le loro lacrime e la loro straordinaria determinazione hanno fatto breccia nel cuore degli italiani, sono l’immagine della nostra eccellenza sportiva. Non solo talento, ma valori: rispetto, unità, orgoglio nel vestire la maglia della Nazionale”. I complimenti non finiscono qui: “Sono il simbolo dell’Italia migliore, quella che non si arrende, che lavora ogni giorno, che cade e si rialza. Siamo tra le migliori otto al mondo, un traguardo che testimonia il percorso di crescita del futsal italiano e che non dobbiamo mai dimenticare”. Ecco quindi che l’uscita nei quarti del primo Mondiale femminile sotto l’egida della FIFA diventa un punto di ripartenza. A marce elevate. “La Divisione Calcio a 5 è fiera di investire e valorizzare il futsal femminile, in stretta sinergia con Club Italia – assicura Castiglia -, una collaborazione che ha reso possibile questo sogno e ci ha portati pronti e competitivi a un appuntamento storico. Un ringraziamento speciale va alle società italiane di futsal per il loro contributo, la loro passione e la loro disponibilità: la Nazionale femminile di futsal è patrimonio dell’intero movimento. Oggi queste ragazze fanno emozionare le bambine che saranno le giocatrici del futuro. Questa Nazionale – chiosa – è un esempio concreto, una scintilla che accende speranza, ambizione e orgoglio azzurro. E il cammino è solo all’inizio”.

Alice Coppola, Roma Calcio Femminile: “Il secondo gol adrenalina e soddisfazione. Contro la Jesina massima concentrazione!”

Photo Credit: Grazia Menna - Roma Calcio Femminile

Tra Roma Calcio Femminile e Montespaccato i conti si sono chiusi sul 2 a 2. Le capitoline hanno conquistato un punto che le tiene agganciate alle squadre che puntano alla testa della classifica, e devono tutt’e due le reti ad Alice Coppola, di fatto protagonista di una doppietta che vale più della soddisfazione personale. La calciatrice ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano in attesa dell’importante gara di Coppa Italia contro la Jesina, che ha in palio i quarti di finale del torneo.

«Il secondo gol è stato un mix di adrenalina e soddisfazione personale, ma soprattutto la sensazione di aver dato alla squadra un margine importante per portare a casa il risultato. Il pareggio al 90°, su rigore, è stato una vera batosta. Fa male perché sai di aver dato tutto e di meritare probabilmente qualcosa in più. Però rientra nel gioco. L’unica cosa da fare è trasformare quella frustrazione in motivazione per le prossime partite», le capitoline hanno giocato un match macchiato dal pareggio allo scadere, ma sono consce delle “regole del gioco”, che a volte ti sorride e a volte sorride all’avversaria, ma quel che conta è fare della frustrazione e della delusione energie positive per rialzarsi nei match successivi.

La Roma Calcio Femminile è cresciuta rispetto all’inizio della stagione, ma per Coppola la squadra ha spunti da cui può trarre ulteriori margini di miglioramento per affrontare il campionato, competitivo e con tutti i match in bilico. L’approccio, però, è senza dubbio quello giusto, e il gruppo farà la differenza«È un inizio positivo ma ancora con margini enormi di crescita. Sapevamo che sarebbe stato un campionato competitivo, quindi ci aspettavamo partite combattute. Stiamo lavorando per migliorare settimana dopo settimana. Nel complesso l’approccio è buono e il gruppo c’è, quindi le basi sono solide.»

Il campionato riprenderà, dopo la sosta, contro il Riccione, appaiato ai 14 punti delle capitoline, che sanno già su come insistere per portare a casa il match, complici le mura amiche e il tifo a sostegno: «Ci aspettiamo una gara intensa, contro una squadra organizzata e difficile da affrontare. Giocare in casa ci dà qualcosa in più: conosciamo il campo, sentiamo il pubblico, e abbiamo l’obiettivo di fare la partita. Sarà fondamentale l’atteggiamento: aggressività, intensità e capacità di gestire i momenti difficili. Sarà sicuramente una partita impegnativa.»

Coppola ha dunque analizzato quello che sarà l’ottavo di finale di Coppa Italia di Serie C contro la Jesina, in un momento non brillante. Malgrado si tratti, sulla carta, di una partita agevole, i punti accumulati dalle avversarie in classifica non devono ingannare«Affrontare una squadra che hai già battuto non significa avere la partita in mano. Anzi, loro avranno ancora più voglia di rifarsi. Per questo entreremo in campo con massima concentrazione ma anche con la convinzione di poter imporre il nostro gioco. La Coppa Italia è una competizione che ci dà tanta carica: ci permette di dare spazio a diverse giocatrici, di mantenere alta la competitività interna e di crescere sotto pressione. È un’opportunità in più per dimostrare il nostro valore.»

Si ringraziano Alice Coppola, l’addetta stampa Mariella Quintarelli e la Roma Calcio Femminile per il tempo e la grande disponibilità.

Amichevoli internazionali: il recap sulle gare degli ultimi giorni

Photo Credit: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Settimana dedicata alle nazionali con tante amichevoli internazionali giocate nei giorni scorsi, come quella degli USA che hanno superato l’Italia 2-0. Senza contare le selezioni giovanili da segnalare negli ultimi match giocati in questa settimana, che hanno chiuso la finestra dedicata alle nazionali, il largo successo del Brasile che batte 5-0 il Portogallo e dell’Olanda con lo stesso punteggio sulla Corea del Sud.

Nelle altre gare 3-0 della Polonia sulla Lettonia, della Croazia su Malta e del Lussemburgo sul Cipro. Successi, poi, per 2-0 del Messico sulla Costa Rica, del Sudafrica sul Marocco, dell’Inghilterra sul Ghana, della Romania sulla Moldavia, dell’Australia sulla Nuova Zelanda e della Turchia sull’Albania.

Vittoria di misura, invece, per il Giappone che si è imposto 1-0 sul Canada della Serbia sulla Rep.Ceca per 2-1 mentre si sono chiuse sul 3-2 gli intrecci Galles-Svizzera e Ucraina-Austria.  Terminano in parità con il punteggio di 1-1, poi, Bosnia-Grecia, Corea del Nord-Russia e Belgio-Finlandia mentre gara senza reti tra Danimarca-Norvegia,

Nei match ‘minori’ Zambia-Zimbawe si chiude sul risultato di 3-1, Bangladesh-Azerbaigian 1-2, Nepal-Taipei 0-1, Uzbekistan-Iran 1-0, Tonga-Tahiti 4-1. Parità per 1-1, infine, nelle amichevoli Algeria-Kenya e Malawi-Zambia.

Allez, Équipe! Il ritorno a Stoccolma vale il terzo posto Bleues – Svezia out ai supplementari

Una conferma sul campo: la medaglia di bronzo della Nations League va alla Francia. La Nazionale transalpina, volata a Stoccolma per lo scontro di ritorno di fronte alle svedesi, ha chiuso il torneo col sorriso dopo due step sicuri: prima il 2-1 in casa, definito da una pazzesca rimonta, poi la vittoria recente, saldata da Clara Mateo (che ha aperto le marcature) e Kelly Gago (la cui firma è arrivata nei tempi supplementari dopo due reti subite a fine tempi regolamentari).

Una gioia immensa per una squadra che ha ben figurato e rappresentato al meglio la sua 536a partita della storia Bleues  (318 le vittorie, 95 i finali in parità, 123 le sconfitte). La giornata, inoltre, è stata segnata da traguardi molto importanti in termini di individualità: da citare Elisa De Almeida e Sandy Baltimore, fresche di festeggiamenti per le rispettive 50a e 51a selezione.
Con
122 presenze in maglia Équipe, inoltre, Kadidiatou Diani è la giocatrice più rappresentativa nel contesto League; ottimo segnale anche per Clara Mateo, al goal numero 10 nei colori della Nazionale.

Proprio quest’ultima si è aperta ai microfoni di FFF Tv, specificando nel post gara:Una medaglia molto importante per noi. Ci sarebbe piaciuto raggiungere un piazzamento ancor più alto, ma in questo caso era necessario confermare quanto fatto in andata; non è stata una partita facile perché loro hanno accorciato, ma siamo riuscite a recuperare ed a gestire il risultato fino alla fine.

Vogliamo continuare così per poter arrivare a febbraio nella miglior condizione; ci aspettano tanti altri impegni intensi per via della qualificazione ai mondiali. Naturalmente l’obiettivo è quello di arrivare in alto”.

Parola anche a Peyraud-Magnin, figura tra i pali che ha concluso lo spazio dichiarazioni riferendo: “c’è tanta emozione. Uno scontro non semplice, ma ora non ci resta che festeggiare!”. Parole confermate poco dopo da Wassa Sangaré:nessun scenario migliore di questo. Abbiamo conquistato il terzo posto e possiamo solo continuare a sognare. Penso, inoltre, che abbiamo dimostrato grande solidità e coraggio, per questo sono molto fiera del gruppo che siamo!

Cercheremo di continuare su questa strada, una strada che ci sta portando la consapevolezza di poter competere con le grandi d’Europa”.

Ora a risuonare è solo una bolgia dove l’esclamazione più gettonata è “allez, Équipe!”.

Greta Felici, Grifone Gialloverde: “Abbiamo i mezzi per giocarcela con chiunque. Dopo la pausa vogliamo portare a casa dei punti”

Photo Credit: Grifone Gialloverde

Uscito sconfitto di misura nel confronto contro l’Original Celtic, il Grifone Gialloverde si è però portato a casa la certezza di aver disputato un’ottima partita e di avere nelle gambe il minutaggio e la capacità necessari per puntare in alto, verso la parte superiore della classifica, per rimanervi. Al termine del match, l’attaccante Greta Felici ha rilasciato in esclusiva alcune dichiarazioni alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

«Le sconfitte non sono quasi mai indolore, un po’ di amaro in bocca lo lasciano sempre. Sicuramente, però, questa partita, come pure le precedenti contro le squadre che sono al momento in testa al campionato, ci lascia anche una sensazione positiva. Indipendentemente dal risultato, infatti, le prestazioni fatte ci permettono di continuare a lavorare con la consapevolezza di dover, sì, migliorare, ma di avere i mezzi per potercela giocare con chiunque, a prescindere dalla classifica. Spesso ci manca quel qualcosa in più per portare a casa i punti e credo che in futuro, lavorandoci, potremmo continuare a crescere per mantenere alte le ambizioni della società», Felici è consapevole che una sconfitta fa male e ha anche qualche ricaduta sull’umore nei giorni a venire, ma che ha anche un retrogusto dolce, perché lascia i cocci da rimettere insieme per proseguire, e il punto da cui le romane partiranno è la maggiore concretezza davanti al portiere avversario.

Il racconto del match contro l’Original Celtic da parte di una delle dirette protagoniste ha fatto emergere i lati negativi, quelli che si possono racchiudere nella prima frazione, e quelli positivi emersi proprio dopo la sconfitta di misura, arrivata dopo un gol in avvio di ripresa: «Non siamo rientrate molto bene dallo spogliatoio dopo l’intervallo e il goal subito nei primissimi minuti del secondo tempo ne è la prova. Allo stesso tempo, però, avremmo potuto cedere all’inerzia della partita che in quel momento era dalla loro parte e invece mi è piaciuta la reazione che abbiamo avuto subito dopo per cercare di raddrizzare immediatamente il risultato. Credo che tutto sommato la partita nel suo complesso sia stata giocata abbastanza bene, per cui ne traiamo comunque delle cose positive. Tra gli aspetti da migliorare, invece, c’è sicuramente quello realizzativo, soprattutto in relazione alle occasioni create, che probabilmente non ci permette di raccogliere quanto meriteremmo», il cinismo nei pressi dell’area di rigore ha penalizzato la squadra nei punti totalizzati fino a questo momento, ma la reazione contro il Celtic è stata quella giusta, e così dev’essere fino al termine della stagione.

La fotografia della partita, a suo parere, non raffigura direttamente il Grifone Gialloverde, la squadra padrona di casa, bensì le avversarie, una scelta particolare che porta con sé un grande messaggio in vista del futuro«Sembra strano, ma sceglierei la loro esultanza al fischio finale. Non so se si aspettassero magari una partita più facile, ma il modo sentito con cui hanno festeggiato alla fine penso che renda abbastanza bene l’idea di quanto sia stata per loro una partita sofferta, nonostante arrivassero qui da prime in classifica, e di quanto abbiano avuto “paura” di non portare a casa il risultato. È di sicuro una magra consolazione, perché la sconfitta ci dice che quello che abbiamo fatto non è bastato, ma ci permette comunque di uscirne con qualche certezza in più e con le giuste motivazioni per proseguire al meglio il nostro campionato.»

La partita contro il Gatteo Mare, sulla carta difficile e quasi proibitiva, ha invece visto un pareggio sbloccato dal gol di Felici, quello che ha dato una svolta alla partita anche e soprattutto per quel che riguarda il fattore psicologico, con l’unico neo del pareggio incassato nei minuti finali: «Quella contro il Gatteo Mare è stata una partita molto particolare. Non stavo andando benissimo e mi sentivo un po’ estranea al gioco. Posso dire, però, di aver avuto il merito di non uscire dalla partita e di continuare a crederci. Questo, grazie anche al supporto delle mie compagne, mi ha portato al goal che ci ha quasi permesso di conquistare i 3 punti, se non fosse stato per il pareggio subito nei minuti finali. Pareggio che, probabilmente, prima della partita avremmo considerato un buon risultato, vista la qualità dell’avversario, ma che invece alla fine ci ha lasciate abbastanza amareggiate. È stato, comunque, un punto prezioso in trasferta, contro un avversario che in quel momento era ancora a punteggio pieno e che ci ha, quindi, fatto capire che, con la giusta determinazione, nessun risultato è impossibile.»

Felici ha affermato che dopo la pausa il match contro la Jesina «Sarà sicuramente una trasferta difficile, per cui bisognerà prepararla nel migliore dei modi, sfruttando la pausa del campionato, per uscirne con dei punti. Se da un lato, infatti, abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte le squadre che al momento sono sopra di noi, dall’altro abbiamo sofferto un po’ troppo con le squadre che ad oggi occupano la parte bassa della classifica, come contro l’Ascoli e il Chieti, pur conquistando alla fine i 3 punti. È un campionato molto equilibrato in cui non esistono risultati scontati e dove l’impressione è che ogni partita possa essere decisa da episodi che dobbiamo essere brave a sfruttare andando a curare al massimo i dettagli in allenamento», i punti che si vedono in classifica non devono perciò trarre in inganno, perché ogni squadra ha in mente l’obiettivo dei tre punti, la salvezza e un campionato di livello, anche quelle che al momento stanno attraversando un periodo difficile, come appunto la Jesina.

Un boccone che è ancora amaro a distanza di tempo è il percorso in Coppa Italia, terminato anzitempo per via di un format “crudele” che non concede il benché minimo errore per riuscire a passare al turno successivo: «Purtroppo, nel percorso in Coppa Italia abbiamo un po’ da rimproverarci, soprattutto nell’approccio. Non abbiamo, infatti, cominciato bene la competizione, perdendo la prima partita, in un format in cui non erano permessi passi falsi. Abbiamo poi reagito bene vincendo entrambe le partite successive, ma a quel punto avevamo bisogno quasi di un miracolo per riequilibrare la differenza reti, che, nonostante la vittoria dello scontro diretto, ci ha invece condannate al secondo posto del girone. È una competizione che ci ha sicuramente insegnato che non bisogna mai sottovalutare partite che all’apparenza sembrano “facili” perché ogni partita inizia sempre dallo 0-0, ma anche che siamo un bel gruppo che non si arrende facilmente e che, anche quando l’obiettivo sembra molto lontano, si impegna fino all’ultimo per raggiungerlo. Le partite si possono vincere o perdere, ma avere un giusto atteggiamento positivo è sempre importante per crescere. Credo che a noi questo come squadra non manchi, per cui sono molto fiduciosa per il futuro.»

Si ringraziano Greta Felici e il Grifone Gialloverde per il tempo e la grande disponibilità.

Erika Coscia, Jesina: “Momento difficile, dobbiamo fare di tutto per muovere la classifica. Testa alla Coppa Italia!”

Photo Credit: Jesina Calcio Femminile

Il momento negativo della Jesina si vede nei punti che la squadra del Girone C di Serie C femminile è riuscita a mettere in cassaforte, vale a dire tre. Malgrado le sconfitte incassate, le ragazze di Mister Giugliano non si danno per vinte e tenteranno di tenere aperti tutti e due i fronti che stanno gestendo – campionato e Coppa Italia di Serie C. Allo scadere del match in trasferta contro il Riccione, Erika Coscia ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

«Veniamo purtroppo da una serie di sconfitte consecutive, sicuramente siamo in un momento non facile e il gol avvenuto dopo pochi minuti dall’inizio della partita rispecchia questo momento di difficoltà», la partita contro il Riccione è stata indirizzata nel verso giusto dalle padrone di casa, che hanno subito tagliato le gambe alla Jesina. La trasferta rappresenta anche una fotografia del momento che sta attraversando la squadra, vale a dire difficile e a caccia della giusta identità.

Coscia e compagne sono consce del fatto che «il bilancio è negativo, ci aspettavamo un campionato difficile visto il gruppo molto giovane, ma qualcosa in più dovevamo ottenere. Sicuramente diverse assenze prolungate (a causa di infortuni e questioni personali) hanno influito sui risultati», ma il campionato è ancora lungo e la giovane età delle calciatrici che possiede la rosa sicuramente avrà modo di sbocciare match dopo match.

Il campionato riprenderà, dopo la pausa, in casa, faccia a faccia contro il Grifone Gialloverde, uscito sconfitto in casa per il blitz dell’Original Celtic. Le romane cercheranno la rivalsa, la Jesina calpesterà il rettangolo verde per aggiudicarsi una vittoria che sarebbe oro colato per la classifica e per la fiducia. Il match, però, sarà complicato: «Ci aspettiamo un match difficile, nel quale però dovremo fare di tutto per muovere la classifica e portare qualche punto a casa. In queste due settimane speriamo di poter recuperare qualche assenza, ma a prescindere dobbiamo rimanere concentrate e lavorare. Sicuramente giocare in casa ci aiuterà, in questo momento è fondamentale anche l’aiuto del pubblico.»

Domenica la Jesina sarà impegnata sul difficile campo della Roma Calcio Femminile, che l’attende per gli ottavi di Coppa Italia Serie C, che in passato ha lasciato dei ricordi molto dolci che le ragazze vogliono provare a vivere di nuovo: «Scenderemo in campo con il massimo dell’ impegno come ogni partita richiede. È sempre un privilegio poter giocare questa competizione. Abbiamo già vissuto in passato l’esperienza di giocare le fasi finali di questa coppa qualche anno fa e quindi vorremmo ripeterci.»

Si ringraziano Erika Coscia, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina per il tempo e la grandissima disponibilità.

Emma Hayes: “Italia squadra dal grande potenziale, contro di loro si sono visti i prodotti del nostro lavoro”

Emma Hayes, l’allenatrice della Nazionale a stelle e strisce, si reputa soddisfatta del gioco che le sue giocatrici hanno espresso contro le Azzurre di Mister Andrea Soncin. Hayes ha tenuto una lunga conferenza post-partita in cui ha raccontato qual è stato il lavoro che la squadra ha portato avanti dal suo arrivo in panchina poco più di un anno fa per poter arrivare a questo livello. Vi sono, però, degli estratti che ne forniscono un ritratto accuratissimo come persona e come professionista.

La filosofia dell’allenatrice inglese è che, anche nella vittoria e nella gestione di una partita praticamente perfetta – in cui il passivo incassato dall’Italia è ridotto rispetto al potenziale 4 a 0 finale per gli Stati Uniti – rimangono in ogni caso dei momenti del match che possono essere migliorati, ed è ciò che ritrova anche nel doppio incontro tinto d’azzurro che, ironia della sorte, viene paragonato a un piatto culinario: «Dobbiamo ancora lavorare, costruire una squadra è come cucinare un ottimo piatto: richiede molto tempo. Adesso, se si guarda la squadra mentre gioca, si può carpire una certa maturità nelle loro performance. Mi concentro sul far giocare tutte le calciatrici per creare un gruppo, e se tu osservi le diverse parti di questo nostro menù – attacco, difesa, fasi di transizione – , capisci che capire come riuscire a portarle tutte a termine non è facile. Stiamo cercando di trasmettere questa filosofia alle calciatrici, e per arrivare al piatto eccellente bisogna essere ottimi chef e avere prodotti di qualità. L’asticella è molto alta, se vuoi diventare la squadra migliore del mondo», gli ingredienti che Hayes a propria disposizione sono di altissima qualità, tra i più pregiati al mondo, e con la sua mano esperta di sicuro si potrà arrivare alla rifondazione totale per dimenticare il Mondiale 2023, ancora ben impresso nella mente e negli occhi delle calciatrici e della tifoseria.

Fortemente voluta da lei al Chelsea, Catarina Macario si è trovata però ad affrontare un percorso irto e dalla grande pendenza, prima di riuscire a tornare in condizione. La giocatrice statunitense è tornata a essere quella che aveva fatto innamorare Hayes e il suo team, e nei match contro le Azzurre si è potuto ammirare tutti il suo valore inestimabile: «Con Catarina (Macario) ho un legame davvero forte, so che cos’ha passato. Stasera l’ho vista giocare ai massimi livelli, prima che subisse gli infortuni, ha di nuovo la sicurezza in se stessa, ed è ciò che davvero è importante per lei. Pensa di poter fare ancora di più, così ha detto, e so quanto si sente supportata, apprezzata e amata in quest’ambiente», ma Macario è solo una delle tante che hanno avuto parole di apprezzamento da parte della ct, in quanto è stata nominata anche Jordan Bugg, autrice calciatrice che ha dato prova di avere un futuro più che roseo davanti a sé, così come Lily Yohannes, giovane e già preziosissima con il suo assist per la rete di Macario che ha aperto le marcature.

Non sono mancate le parole di stima e di elogio verso l’Italia, da lei ritenuta un’avversaria temibile che ha un potenziale interessante, per questo motivo le due partite disputate contro le Azzurre sono per lei motivo d’orgoglio, perché le due vittorie sono arrivate contro una formazione che ha un grande desiderio di fare bene«Ho visto quello che le mie calciatrici hanno assorbito nel corso del tempo e quello che sono riuscite a fare con calma e, allo stesso tempo, sicurezza. Si è visto il risultato, il prodotto finale, e l’hanno mostrato contro una squadra che è quasi arrivata in finale all’Europeo, è una squadra che ha molto potenziale. Sappiamo controllare il gioco, muoverci in modi diversi. Sono orgogliosa di tutto questo, e mi sono piaciute tantissimo queste due partite, le migliori che abbiamo disputato quest’anno, perché moltissime calciatrici hanno portato sul campo quello che abbiamo visto insieme, non solo le undici in campo.»

La Serie A Women al fianco della DCPS: le iniziative in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women al fianco della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC. In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’ONU nel 1992 e che cade oggi, mercoledì 3 dicembre, prima e durante le partite dell’ottava giornata di campionato in programma tra sabato 6 e lunedì 8 dicembre sono in programma attività sui sei campi che ospiteranno le gare. Una ricorrenza, quella che si celebra oggi, che rappresenta un momento di riflessione sul valore della diversità, sulla piena tutela dei diritti umani e sull’importanza di una società realmente inclusiva, indipendentemente dalla condizione fisica, psichica, sensoriale o sociale delle persone.

 

Al termine del riscaldamento, una delegazione delle rappresentative DCPS del territorio entrerà in campo per uno scatto fotografico con le capitane delle due squadre. La stessa delegazione, durante l’intervallo, sfilerà poi sotto la tribuna principale per ricevere l’omaggio del pubblico. Il calcio d’inizio simbolico di Roma-Juventus, gara in programma sabato 6 alle 14.30 con diretta anche su RaiSport – tutto il programma della Serie A Women viene come di consueto trasmesso su DAZN – verrà dato da una rappresentante della AS Roma Special. Sarà inoltre presente una delegazione delle Insuperabili Women, prima squadra tutta al femminile nata all’interno della DCPS.

“Il calcio femminile promuove un modello fortemente inclusivo, considerando anche che la FIGC è stata la prima federazione a dotarsi di una propria divisione paralimpica – le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti -. La valorizzazione della diversità e l’abbattimento degli stereotipi sono tra le missioni più importanti che come Serie A Women portiamo avanti quotidianamente, e sono orgogliosa di dare il benvenuto sui nostri campi, nelle gare del fine settimana, a tutte le atlete e gli atleti che attraverso il calcio danno a tutti noi un grande insegnamento: quello che il calcio è davvero di tutti, proprio come recita il claim della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale”.

 

Top 100 calciatrici: il The Guardian premia Girelli e Cantore. Di Bargi e Baldi il gol e la parata del mese

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il 2025 è stato un anno straordinario per Cristiana Girelli, che ha visto il proprio nome brillare anche a livello internazionale: “The Guardian” l’ha inserita al 25° posto tra le migliori 100 calciatrici al mondo, un riconoscimento che racconta molto più dei numeri. Racconta una presenza costante, una leadership silenziosa, un talento che continua a fare la differenza. Quest’anno l’attaccante bresciana ha superato le 200 presenze con il club, ha raggiunto quota 144 gol dal suo arrivo nel 2018 e ha visto il proprio nome comparire tra le candidate al Pallone d’Oro 2025, ulteriore conferma di un impatto che rimane decisivo, stagione dopo stagione.

Anche in Nazionale Girelli ha lasciato il segno, guidando l’Italia fino alla semifinale dell’Europeo in Svizzera. A chiudere il quadro di un movimento in crescita c’è anche il 44° posto di Sofia Cantore, ex bianconera oggi al Washington Spirit, ulteriore segnale della qualità e della visibilità internazionale raggiunte dal calcio femminile italiano.


I follower della Serie A Women hanno avuto 24 ore per votare il ‘golazo’ e la ‘paratona’ del mese di novembre. E la scelta è ricaduta sul gol di Caterina Bargi in Genoa-Parma del 9 novembre e sul rigore parato da Rachele Baldi in Como Women-Roma di domenica 23. Due gesti tecnici straordinari che sono valsi altrettante vittorie: quello della genoana Bargi, uno stop volante di petto e destro nell’angolino della porta del Parma, ha regalato tre punti alla squadra di De La Fuente nella sfida tra neopromosse.  A Seregno, invece, Baldi ha deviato con la mano di richiamo un calcio di rigore di Nadine Nischler, in una partita vinta 1-0 dalla capolista della Serie A Women Athora.

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