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Chieti, inizio così così: le abruzzesi devono dare una svolta alla stagione, il momento è ora

Photo Credit: Massimo Schiazza (Chieti Calcio Femminile)

La stagione in Serie C del Chieti non è cominciata in discesa, bensì con battute d’arresto e match complicati. Le abruzzesi, avvezze al campionato di Serie C – classificatesi al terzultimo posto lo scorso anno – , hanno approcciato il torneo faticando a imporsi contro le agguerrite avversarie, e la classifica al momento recita che le neroverdi si trovano al penultimo posto in classifica con un punto guadagnato in sei partite.

L’orrido cominciamento” in casa toscana, a Casole d’Elsa, non ha rotto il ghiaccio per il verso giusto: la Casolese ha infatti debuttato con un poker, il Chieti non ha trovato il gol. Il 2 a 2 contro il Montespaccato tra le mura amiche è stato invece una luce effimera di speranza, perché poi sono arrivate quattro sconfitte consecutive: di misura per 1 a 0 in casa della Roma Calcio Femminile, un netto 3 a 0 a Chieti incassato dal Gatteo Mare – tra le migliori formazioni della stagione fino a questo momento – , un altrettanto netto 5 a 0 in casa del Riccione e, infine, una sconfitta di misura per 1 a 2 contro il Grifone Gialloverde.

Anche in Coppa Italia di Serie C il sogno è sfumato a un passo dagli ottavi di finale: non è bastato il 3 a 2 inferto all’Ascoli grazie a una super Dicamillo in aggiunta a una buonissima prestazione contro la Jesina, che si è però imposta per 2 a 1 e ha dunque centrato gli ottavi contro la Roma Calcio Femminile. Anche se la stagione non si è aperta nel migliore dei modi, c’è il tempo per recuperare, e c’è la consapevolezza che l’organico neroverde è giovane, ma sta già facendo minutaggio per crescere di giorno in giorno.

In compenso, le squadre che maggiormente stanno dominando, a eccezione dell’Original Celtic Bhoys, sono ormai alle spalle. D’ora in avanti, il Chieti potrà e, per provare a rimanere in Serie C, dovrà cambiare marcia e trovare la via del gol. Il Chieti ha le carte in regola per fare bene – vedi una Primavera che domina in categoria e una squadra molto, molto giovane che disputa sia l’Eccellenza, sia la Serie C.

Gaby Vanelli, Naz. Futsal: “Felice per tutto il sacrificio che la squadra ha messo su ogni pallone”

Era l’obiettivo minimo e d’ora in avanti si può solo sognare. Al Mondiale femminile di futsal nelle Filippine l’Italia accede ai quarti di finale chiudendo il Gruppo D al secondo posto (dietro solo al Brasile) dopo aver battuto Panama all’esordio (con un roboante 17-0) e questa mattina l’Iran 3 a 1 in una soffertissima rimonta nell’ultimo match del raggruppamento. Una grande vittoria quella della Azzurre in 40’ che di fatto erano come un ottavo di finale: Coppari e compagne, avevano a disposizione due risultati su tre (la differenza reti avrebbe permesso all’Italia anche di poter pareggiare per passare il turno) ma l’andamento della partita è stato di continua apprensione: sotto 1-0 a metà del primo tempo, l’Italia insegue collezionando palle gol, riuscendo a ribaltarla in appena venti secondi solamente dopo nove minuti della ripresa. Segnano Berté e Borges e poi il sigillo finale lo mette Vanelli, trovando il 3-1 che le consegna anche il premio di ‘Player of the match’.

ORA I QUARTI. Per l’Italia si spalancano ora le porte dei quarti di finale, in un lato del tabellone in cui non ci sono né la prima (il Brasile, che affronta il Giappone), né la seconda (la Spagna, che giocherà contro il Marocco) del ranking Mondiale che potrebbero trovarsi l’una contro l’altra in una semifinale da ‘mille e una notte’; ci sarà invece il Portogallo, che sarà l’avversario delle Azzurre, come primo grande ostacolo; successivamente, in semifinale una fra Argentina e Colombia, una contro l’altra in un infuocato derby sudamericano. Appena tre giorni e sarà Italia-Portogallo, programmata per martedì 2 dicembre alle ore 11. Sognare, adesso, non costa nulla.

SALVATORE E VANELLI. A fine partita le voci dei protagonisti, partendo dall’allenatrice delle Azzurre Francesca Salvatore: “Il risultato ottenuto rappresenta il sunto di tutto ciò che abbiamo costruito in questi anni. Abbiamo dimostrato di avere carattere, di essere una squadra forte che non si è scomposta neanche sotto di un gol. È stata una grande prova di forza, perché è stata molto più dura di quanto ci aspettassimo: siamo usciti con tanta esperienza in più, ora inizia un’altra fase del Mondiale. Siamo rimaste in otto, chiunque è fortissimo: siamo preparate a questo livello, siamo in palla e da domani penseremo al Portogallo”. Eletta Player of the Match Gaby Vanelli racconta: “Sapevamo sarebbe stata una gara molto intensa e dura, abbiamo sofferto e il risultato è venuto fuori piano piano. Sono felice per tutto il sacrificio che la squadra ha messo su ogni pallone. Il premio è un’emozione, ma non è solo mio ma di tutte le mie compagne di squadra”.

Giancarlo Murru, AIAC Veneto: “Settore giovanile cuore pulsante. Il femminile? Può crescere solo se…”

L’AIAC si conferma organo essenziale per un attento focus sulla qualità professionale di tecnici e preparatori. Il percorso della Associazione si presenta come motore fondamentale per le figure citate, forti di formazione, continuo aggiornamento e condivisione che accrescono lo sviluppo dell’intero settore sportivo.

Confronti continui, sedute con strette di mano che pongono al centro dei riflettori il territorio, incontri dove a regnare è anche la cooperazione tra organi competenti. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Murru; quest’ultimo è attualmente colonna AIAC Veneto della sezione Padova, ma è noto per la massiccia carriera da tecnico che negli anni l’ha visto sedere sulla panchina di realtà come Padova, Virtus Padova e Venezia. Ecco il quadro illustrato in esclusiva.

Benvenuto! L’evoluzione del calcio femminile in Italia permette oggi di evidenziare quanto le atlete non debbano più chiedere in qualche modo “permesso” per ritenersi parte del contesto: lo testimoniano, tra gli altri, i dati post europeo, una competizione che ha visto protagonista la Nazionale azzurra ma che pare aver tracciato una linea verde su tutto lo stivale circa lo sviluppo del movimento.  Quale è stato l’impatto prodotto da tale attività calcistica sul territorio veneto? Effettivamente ci sono stati dei “plus”?

«Il calcio femminile ha bisogno del giusto tempo per crescere, non concederglielo, usando scorciatoie, sarebbe un grave errore; attenzione, però: cio’ non vuole e non deve essere un rinvio nel tempo di un progetto chiamato a decollare, perché lo merita e giustamente lo rivendica.

Non serve avere fretta né volerlo sostenere importando modelli dall’estero in modo eccessivo, la crescita autentica richiede equilibrio, sostenibilità e la capacità di costruire basi solide, dentro e fuori dal campo. Come il sole, anche il movimento ha bisogno del suo tempo per sorgere: la fretta non accelera la luce, semmai, la spegne. Per fare tutto questo occorrono programmi concreti di sostenibilità, capaci di garantire continuità economica e stabilità nel lungo periodo, a certi livelli anche sul piano salariale e previdenziale/assistenziale; tutto ciò oggi ancora manca.

Solo così il movimento potrà consolidarsi, crescere in autonomia e brillare con la propria luce».

La rappresentanza femminile in regione coinvolge attualmente molteplici realtà in diverse categorie. Che ruolo potranno svolgere, secondo la sua visione, nel panorama calcistico femminile attuale?

«La crescita del calcio femminile nelle realtà periferiche incontra oggi notevoli, gravi difficoltà, principalmente a causa della carenza di società in grado di sostenere con equilibrio la propria leva finanziaria.  

Spesso manca una programmazione che punti realmente sulla costruzione dal basso, attraverso un settore giovanile strutturato, che dovrebbe costituire la fonte primaria di sviluppo per le categorie superiori. In molti casi, la ricerca immediata del risultato spinge i club a impegni economici sproporzionati e poco sostenibili, compromettendo la continuità del progetto sportivo.

In tale contesto, le cariche apicali spesso non si dimostrano all’altezza di coniugare e coordinare in modo equilibrato le risorse umane e atletiche con quelle di gestione finanziaria e di risultato, quindi questo limite diventa ancor più drammatico; non c’è errore peggiore del voler far crescere una giovane piantina sottoponendola fin dall’inizio a stress che non è in grado di sopportare: così facendo, si rischia di ucciderla nel pieno del suo processo di crescita. Come ricordava Aristotele, “la virtù sta nel giusto mezzo”: anche nello sport, la vera forza nasce dall’equilibrio tra ambizione e misura, tra desiderio di vincere e capacità di attendere il tempo naturale della maturazione.

Il numero crescente di società che ogni anno cessano l’attività rappresenta la prova concreta di una gestione poco lungimirante, incapace di coniugare ambizione sportiva e sostenibilità economica».

Quale è l’offerta proposta ai tecnici che intendono interfacciarsi e continuare a prendere parte al progetto? Cosa garantisce la regione circa la formazione delle guide tecniche?

«Non è fondamentalmente un problema di offerta o di formazione delle guide tecniche, bensi’ di programmazione a livello Regionale e Nazionale dove si devono formare, attraverso corsi specifici, figure societarie e di coordinamento per invertire questa errata tendenza che oggi comprova la completa assenza di una cultura gestionale, capace di coniugare visione sportiva e responsabilità organizzativa.

Il calcio femminile, in particolare nelle realtà periferiche, può crescere solo se le società imparano a collaborare, mettendo in rete le proprie risorse tecniche e umane invece di disperderle in competizioni interne e improduttive.

Il settore giovanile, inoltre, deve essere il cuore pulsante del progetto: formare prima persone e poi atlete, offrendo un percorso graduale e coerente con le tappe dello sviluppo sportivo e personale. Solo chi ha una direzione chiara e la costanza di perseguirla può dare un futuro autenticamente solido e duraturo».

Il ruolo delle province, nell’ambito della complessa organizzazione AIAC, è evidentemente fondamentale. L’unione di organi principali e “periferici”, spesso, contribuisce alla realizzazione di saldi progetti che spingono ed aiutano all’intervento di fronte alle lacune. Come si può passare da iniziative isolate a risposta strutturata, condivisa e continuativa nel tempo? Quanto la coesione tra province può incidere sulla crescita del settore giovanile?

«La presenza dell’AIAC è importante, come lo è sempre stata, e la storia lo dimostra. Una partecipazione più attiva dell’Associazione nella crescita e nella strutturazione del calcio femminile può e deve avvenire anche a partire dalla programmazione dei campionati (dove ancora oggi si riscontrano forti dislivelli tecnici tra una categoria e l’altra) fino alla valorizzazione delle strutture periferiche, provinciali e regionali; tutto ciò rappresenterebbe una scelta non solo utile, ma fondamentale.

L’istituzione di un tavolo di lavoro stabile e costante, dedicato a raccogliere programmi, analizzarli e riformularli in modo condiviso, costituirebbe un passo indispensabile per una crescita armonica e sostenibile del movimento. A tale tavolo devono sedere, prima di tutto, coloro che operano quotidianamente sul campo, portando esperienza, competenza e conoscenza diretta delle realtà locali.  In questo senso, l’Associazione rimane una delle rappresentanze più autorevoli e idonee a svolgere questo ruolo, contribuendo con la propria tradizione e professionalità alla costruzione di un autentico progetto di sviluppo del calcio femminile

Si illustri l’attuale programma AIAC Veneto con annessi progetti diretti in corso per la promozione e valorizzazione del femminile sul territorio e, vista l’importanza, anche degli aspetti che al momento “frenano” all’interno del contesto femminile regionale.

«Attualmente sto lavorando all’elaborazione di un documento da condividere con il Consiglio Regionale Veneto dell’AIAC, finalizzato a raccogliere e sistematizzare i concetti sopra esposti. L’obiettivo è quello di porre le basi per la creazione di un tavolo di lavoro stabile e strutturato, nel quale possano svilupparsi confronti costruttivi e sinergie operative tra i diversi livelli dell’organizzazione – dagli organi periferici a quelli nazionali – in un’ottica di crescita coordinata del movimento calcistico femminile.

Tra le proposte operative troviamo:

formazione della dirigenza sportiva, quindi promuovere e sensibilizzare la creazione di corsi dedicati alla formazione del dirigente sportivo all’interno delle società dilettantistiche.

Non si può pensare di valorizzare tecnici e atlete se la struttura che li accoglie – il “guscio” organizzativo e gestionale – non possiede una solida base di competenze e una visione coerente. Un dirigente preparato è il primo garante della sostenibilità e della continuità del progetto sportivo.

Potenziamento della formazione tecnica: incrementare le opportunità di formazione e aggiornamento per allenatori e collaboratori, anche attraverso una collaborazione più stretta con il Settore Tecnico Nazionale.

Sarebbe auspicabile un aumento del numero di istruttori qualificati sul territorio, così da assicurare una presenza costante e capillare di figure esperte in grado di accompagnare lo sviluppo tecnico e metodologico delle atlete.

Riformulazione dei campionati giovanili e dilettantistici: rivedere la struttura dei campionati non per adattarsi a difficoltà economiche contingenti delle associazioni sportive, ma per favorire la crescita graduale, equilibrata e continua delle atlete.

La competizione deve diventare strumento di formazione, non fine a sé stessa».

Ci salutiamo con la missione e l’augurio AIAC Veneto, con un occhio di riguardo per il futuro.

«Parlare di calcio femminile significa parlare di opportunità, crescita e dignità, ricordando quanto la presenza della donna abbia già saputo incidere in modo determinante in tanti altri ambiti della vita civile, culturale ed economica della nostra nazione.

Come scriveva Hannah Arendt, “ogni volta che l’uomo — o la donna — agisce, dà inizio a qualcosa di nuovo”, ed è proprio da questa capacità di iniziare e rinnovare che può nascere la vera rinascita dello sport e, con essa, quella del Paese!».

Si ringrazia Giancarlo Murru e l’AIAC Veneto tutta per la gentile concessione.

Nazionale Futsal: per le Azzurre sofferenza e gioia! Battuto in rimonta l’Iran, l’Italia tra le migliori otto del Mondiale

La Nazionale Femminile di futsal guidata dalla selezionatrice Francesca Salvatore è tra le migliori otto del mondo. Le Azzurre hanno infatti vinto 3-1 contro l’Iran, conquistando il secondo posto del gruppo D nel primo storico Mondiale al femminile in svolgimento nelle Filippine. Dopo il successo roboante all’esordio contro Panama, con un netto 17-0, e la sconfitta contro il fortissimo Brasile, per 6-1, l’Italia, con Mansueto squalificata, si giocava il passaggio del turno a Manila contro l’Iran, con il pari che sarebbe bastato alle italiane per approdare ai quarti.

Gara equilibrata in avvio con la Nazionale che prova a fare gioco senza mai trovare però il varco giusto in particolare con Boutimah e Renatinha che cercano invano la porta avversaria. L’Iran riparte in contropiede facendosi vedere dalle parte di Sestari in più occasioni e trovando il vantaggio a metà frazione con Tavasoli, estremo difensore avversario, che avanzando tira in maniera forte con il pallone che non viene toccato da nessuna e sorprende la numero uno italiana. Le Azzurre cercano cosi la via del pari ma la difesa iraniana respinge ogni assalto, anche con le parate di Tavasoli sui tiri ravvicinati di Boutimah e Renatinha al 16′. La prima frazione si chiude Renatinha cerca il jolly dalla distanza a porta sguarnita ma il risultato non cambia.

Nella ripresa il quintetto di capitan Coppari va ad un passo dal pari con Renatinha al primo giro di lancette, tiro di poco fuori, mentre Sestari ci deve mettere una pezza in uscita disperata al 5′. L’Italia cresce ma i minuti passano con un risultato inchiodato a favore dell’Iran, che sembra soffrire il giro palla veloce azzurro. Nel giro di un minuto, infatti, a metà frazione la Nazionale mette la freccia trovando prima il pari con il tocco morbido di Berte, assist in ripartenza di Renatinha, per poi passare avanti con Borges, servita sotto misura da Boutimah. L’Iran prova con il quinto di movimento lasciando vuota la porta con Vanelli che da distanza siderale sigla il 3-1 che mette in ghiaccio il match. L’Italia supera cosi il girone e affronterà il Portogallo ai quarti di finale del Mondiale.

Arezzo: prosegue la striscia positiva – Benedetti, Razzolini e Verano: “Altra prestazione importante”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Altri tre punti fondamentali per l’Arezzo, uscito dallo scontro in casa Lumezzane con la vittoria in tasca. Un unico goal per festeggiamenti intensi, celebrati da una compagine che ce la sta mettendo tutta per rialzarsi dopo una difficile fase iniziale di campionato.

La complicità è tutta di un calcio di rigore concesso alle amaranto: nessun dubbio per il direttore di gara dopo l’atterraggio di Tamburini. Da dischetto è Razzolini a presentarsi ed a non lasciare scampo all’estremo difensore opposto.

A commentare l’1-0 sulla avversaria domenicale, appena dopo il fischio finale, il tecnico Andrea Benedetti:è stato un grande risultato – ha riferito. Molto difficile il campo, difficile anche la gara contro una delle squadre più attrezzate del campionato.

Abbiamo meritato per come abbiamo tenuto il campo, sofferto nei momenti difficili; c’è stata anche la possibilità di metterla al sicuro – visto l’altro rigore concesso ma non realizzato -, ma la partita è rimasta aperta fino in fondo. Le ragazze sono state brave a stringere i denti ed a portarla meritatamente fino alla fine”.

Parola, poi, alla capitana, autrice della rete al 38’:siamo molto contente della prestazione e del risultato; vincere su un campo così era importante. Sono felice anche per il goal; il calcio di rigore? Sempre complicato da tirare, sopratutto quando le partite sono equilibrate, ma sono andata convinta.

Potevamo fare qualche altro goal, ma abbiamo lottato fino alla fine non accontentandoci di un pareggio. Abbiamo voluto i tre punti”.

A concludere il momento stampa Carola Verano, grande contributo in difesa dei pali amaranto:il merito è di tutta la squadra. Siamo state gruppo dall’inizio alla fine, sostenendoci a vicenda. La vittoria va a tutte noi che stiamo lavorando tanto”.

Il rientro dopo lo stop Nazionali vedrà le aretine incontrare tra le mura amiche il Como.

Coppa Italia Women: Parma vs Lazio, si giocherà allo “Stadio Tardini”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Parma Calcio Women, attraverso i suoi canali ufficiali del Club, ha comunicato che la gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia Women tra Parma Calcio 1913 Women e S.S. Lazio Women, in programma domenica 21 dicembre 2025 alle ore 14:30, si disputerà allo Stadio “Ennio Tardini”.

Una comunicazione molto importante, non solo perchè i tifosi giallo blu e non solo potranno entrare “gratis” nel prestigioso impianto cittadino, ma per continuare a fare conoscere le ragazze del Parma Women (prima squadra) ed il movimento calcistico femminile italiano. Ricordiamo, che per la società Parmigiana non è la prima volta che utilizza, in stagione, questo impianto: la prima di Campionato di questa nuova stagione a 12 squadre (il match contro la Juventus Women) era già stato giocato su questo rettangolo di gioco.

Pertanto un appuntamento prestigioso per le gialloblu, che torneranno dunque a calcare il principale impianto cittadino per una sfida dall’alto valore sportivo e simbolico, una scelta che conferma la volontà del Club di investire con continuità nel mondo “al femminile e di valorizzarne il percorso”.

Women’s Nations League 2025: parità nella finale d’andata tra Germania e Spagna

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Nonostante una prestazione di altissimo livello di fronte ai 40.000 tifosi accorsi a Kaiserlautern per la gara di andata della finale di UEFA Women’s Nations League 2025, la Germania deve accontentarsi di un pareggio per 0-0 contro le campionesse in carica della Spagna. La gara di ritorno si svolgerà martedì alle 18:30 CET presso l’Estadio Metropolitano di Madrid.

Momenti chiave:

28′: Il tentativo di Brand viene respinto da Irene Paredes
33′: Cata Coll è decisiva su Anyomi e Knaak
53′: Esther González colpisce il palo
70′: Bühl colpisce il palo

La partita in breve

Le due squadre partono subito forte al Fritz-Walter-Stadion e, al sesto minuto, Nicole Anyomi trova la prima grande occasione per la Germania con un tiro che termina di poco al lato del secondo palo. La squadra di casa continua a spingere con Klara Bühl, alla sua presenza n. 75, che mette alla prova Cata Coll con una conclusione pericolosa. La portiera spagnola è abile anche pochi istanti dopo a respingere il tentativo di Franziska Kett.

La pressione della Germania continua e solo un salvataggio miracoloso sulla linea di porta da parte di Irene Paredes impedisce a Jule Brand di trovare il vantaggio. Cata Coll salva ancora su Bühl, prima di respingere due colpi di testa ravvicinati di Anyomi e, sulla ribattuta, di Rebecca Knaak. La Spagna rientra negli spogliatoi sullo 0-0 e inizia la ripresa con maggiore decisione: Alexia Putellas sfiora il bersaglio con un tiro a giro, mentre Esther González colpisce un palo, sfruttando un cross di Mariona Caldentey.

La Germania risponde con un tiro pericoloso di Bühl e un colpo di testa di Sjoeke Nüsken, alto di poco. Intorno al 70’, Bühl si crea lo spazio per la conclusione ma, anche lei, centra il legno. Con la Spagna incapace di trovare il gol per la prima volta dal ko per 1-0 in Inghilterra nella fase a gironi di febbraio, la sfida si chiude sullo 0-0 in attesa della gara di ritorno.

Player of the Match: Klara Bühl (Germania)

“Una prestazione davvero convincente. Ha creato occasioni da gol grazie alla sua straordinaria capacità di portare palla ad alta velocità e puntare le avversarie. Un piacere da vedere”.
Gruppo di Osservatori Tecnici UEFA

Formazioni:

Germania: Berger; Gwinn, Minge, Knaak, Kett; Senss (Hendrich 90+2′), Nüsken; Cerci (Alara 69′), Brand, Bühl; Anyomi (Martinez 73′)

Spagna: Cata Coll; Ona Batlle, Irene Paredes, Mapi León (María Méndez 77′), Olga Carmona; Aitana Bonmatí (Athenea 77′), Laia Aleixandri, Alexia Putallas; Clàudia Pina (Eva Navarro 63′), Esther González (Edna Imade 86′), Mariona Caldentey

Gara di andata della finale per il terzo posto: Francia – Svezia 2-1

La Francia passa in vantaggio a Reims poco prima dell’intervallo con un rigore trasformato da Sakina Karchaoui dopo un fallo di Anna Sandberg su Kadidiatou Diani, ma la Svezia trova il pareggio al 67’ con la subentrata Stina Blackstenius, bravissima a svettare e insaccare di testa sul cross della stessa Sandberg. Tuttavia, in pieno recupero, Karchaoui, eletta poi Player of the Match, calcia un corner che Griedge Mbock Bathy riesce a finalizzare, portando la Francia in vantaggio nella sfida per il terzo posto. La gara di ritorno si svolgerà martedì alle 19.00 CET presso la Stockholm Arena.

Willa Pearson entra nella storia: a 14 anni debutta in A-League Women e stupisce tutti

Willa Pearson ha scritto una pagina nuova nella storia del calcio australiano: con i suoi 14 anni compiuti da poco, è diventata la più giovane giocatrice di sempre a esordire in un match di A-League. Un traguardo straordinario che segna l’inizio di un percorso che promette di essere eccezionale.

Il debutto è avvenuto in una partita intensa e combattuta, in cui Pearson ha giocato per tutti i 90 minuti dimostrando maturità, concentrazione e abilità difensive sorprendenti per la sua età. Ha affrontato avversarie di esperienza con sicurezza, vincendo contrasti, intercettando palloni e partecipando attivamente alla costruzione del gioco.

Dopo la partita, la giovane calciatrice ha raccontato le proprie emozioni: ha ammesso di aver provato inizialmente un po’ di paura, ma di essersi rapidamente ambientata grazie alla fiducia della squadra e allo spirito competitivo che la caratterizza. La sua determinazione e il suo talento naturale l’hanno resa subito protagonista, suscitando entusiasmo tra compagne e tifosi.

Oltre al calcio, Pearson coltiva anche la passione per il cricket, confermando la sua poliedricità sportiva e la capacità di eccellere in discipline diverse. Questo mix di abilità e dedizione la rende un esempio perfetto di giovane atleta moderna, capace di gestire pressione e responsabilità senza perdere entusiasmo.

Il debutto di Willa Pearson non è solo un record personale: rappresenta un segnale chiaro per il calcio femminile in Australia. Dare spazio ai giovani talenti e saper valorizzare chi dimostra qualità e impegno è fondamentale per la crescita del movimento, e Pearson è l’emblema perfetto di questa filosofia. Se questo è l’inizio, il futuro della giovane stella appare già luminoso e ricco di promesse.

Nazionale, Soncin dopo la sconfitta con gli USA: “Esperienza che ci farà crescere”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dopo il gol iniziale di Moultrie l’Italia reagisce e sfiora più volte il pari, ma nella ripresa Macario chiude i giochi con una splendida doppietta. Un primo tempo giocato alla pari con la selezione più titolata al mondo, poi il calo che permette agli USA di trovare altri due gol e centrare così l’undicesimo successo del loro brillantissimo 2025.

A Orlando le Azzurre perdono 3-0 la prima delle due amichevoli con gli Stati Uniti, dimostrando però di poter impensierire e anche punire la seconda forza del Ranking FIFA. Dopo la rete a freddo di Moultrie, nella ripresa arriva il micidiale uno-due di Macario, ma nel mezzo l’Italia costruisce almeno tre ottime occasioni con Linari, Cambiaghi e Beccari, fallendo per un pizzico di imprecisione la possibilità di dare un altro volto al match.

“Ci sono state difficoltà contro un avversario incredibile – ha dichiarato il Ct Soncin a fine gara – ma siamo rimaste in partita, creando e soffrendo tutte insieme. Era l’esperienza che volevamo fare e la viviamo come momento di crescita. Abbiamo avuto l’occasione di organizzare test di altissimo livello perché c’è la convinzione che questi appuntamenti ci permetteranno di migliorare sempre di più”.

Nazionale: Azzurre sconfitte 3-0 nella prima amichevole con gli Stati Uniti

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Per la prima partita extra europea della sua gestione, nel sedicesimo confronto tra l’Italia e la corazzata statunitense (finora una sola vittoria, nel 2001) Soncin si affida al tradizionale 4-3-3 molto mobile. Davanti a Giuliani spazio alla coppia formata da Lenzini e Linari, supportate sulle fasce da Bergamaschi e Boattin. A centrocampo insieme alle rientranti Giugliano e Caruso – assenti nei test di ottobre – c’è Greggi, mentre davanti il Ct schiera il tridente Beccari, Cambiaghi e Cantore, diventata già una beniamina del pubblico americano. Hayes, ex tecnico del Chelsea, da due anni sulla panchina USA, sceglie il solito 4-2-3-1 dando spazio in attacco alle ispiratissime Moltrie e Macario, grandi protagoniste delle vittorie del mese scorso con Portogallo e Nuova Zelanda.

L’avvio di gara delle padrone di casa è travolgente e al secondo minuto è proprio la 20enne Moultrie, stella dei Portland Thorns, a trovare l’1-0 e il suo quinto centro in Nazionale con un diagonale da dentro l’area che non lascia scampo a Giuliani. Le Azzurre incassano il colpo ma si rialzano subito, costruendo intorno al 10’ due ottime occasioni su calcio piazzato, con Linari e Cambiaghi che da ottima posizione non riescono però a trovare il bersaglio grosso. I ritmi sono altissimi e le entrambe squadre cercano subito la profondità, musica per le orecchie di Giugliano, che al 37’ lancia in porta Beccari fermata poi sul più bello dal recupero di Girma.

A inizio ripresa lo spartito non cambia e intorno al 50’ prima Lavelle e dopo Cambiaghi hanno la chance di segnare, ma la mira delle due attaccanti non è delle migliori. Non sbaglia invece, al 63’, la mvp Macario, che con un altro diagonale raddoppia piegando la strenua resistenza dell’undici italiano. Con il passare dei minuti aumenta il divario fisico e le statunitensi si fanno sempre più pericolose, trovando il tris al 76’ con la scatenata punta del Chelsea, autrice di una doppietta da applausi, come quelli che a fine gara i 14.200 spettatori presenti all’Inter&Co Stadium dedicano alle Stars and Stripes. Tra tre giorni a Fort Lauderdale – calcio d’inizio lunedì alle 19 locali (1.00 di notte italiana del 2 dicembre, diretta su Rai 2) – si tornerà in campo per il replay: la squadra di Soncin, imparata la lezione, proverà a regalarsi un’ultima grande gioia per chiudere nel migliore dei modi l’anno.

STATI UNITI-ITALIA 3-0 (pt 1-0)

STATI UNITI (4-2-3-1): Dickey; Girma (dal 33’ st Sams), Sonnet, Reale (dal 41’ st Wiesner), Fox; Hutton, Coffey; Moultrie (dal 26’ st Shaw), Lavelle (dal 26’ st Yohannes), Thompson; Macario (dal 33’ st Joseph). A disp: McGlynn, Bugg, Patterson, Wesley, Sams, Heaps, Sears, Howell. Ct: Hayes

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Bergamaschi, Lenzini (dal 15’ Salvai), Linari, Boattin (dal 15’ st Oliviero); Giugliano (dal 30’ st Schatzer), Caruso (dal 30’ st Dragoni), Greggi; Beccari (dal 15’ st Piga), Cambiaghi (dal 39’ st Girelli), Cantore. A disp: Baldi, Durante, D’Auria, Merlo, Nischler, Pavan, Bonfantini, Corelli, Piemonte. Ct: Soncin

Arbitro: Sandra Benitez (SLV); Assistenti: Elizabeth Aguilar (SLV), Hilda Hernandez (SLV); Quarto ufficiale: Charlize Hood (TRI)

Reti: 2’ pt Moultrie (S), 18’ st e 31’ st Macario (S)

Note: ammonita Bergamaschi (I). Spettatori 14200.

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