In Turchia la Super Lig Femminile è giunta al suo ventesimo turno, il quinto del girone di ritorno, sui trenta totali previsti. Nell’ultimo turno il Galatasaray ha battuto per 3-0 le campionesse in carica del Fomget, nel big match di giornata. Successo importante per le giallorosse che lascia, potenzialmente, a tre la questione per la vittoria finale del titolo turco.
Turchia: Fenerbahce schiacciasassi, seguono Galatasaray e Trabzonspor
F.C. Como Women aderisce all’iniziativa “Un Dolce Raro” a sostegno delle bambine e dei bambini fragili
F.C. Como Women conferma il proprio impegno sociale sul territorio aderendo all’iniziativa solidale “Un Dolce Raro”, promossa in occasione del mese di marzo, tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione sulle malattie rare. Le malattie rare sono patologie che colpiscono meno di una persona ogni 2.000 abitanti, ma nel loro insieme interessano un numero significativo di famiglie: si stima che siano oltre 8.000 le patologie rare conosciute e che in Italia coinvolgano circa 2 milioni di persone. Nell’80% dei casi si manifestano in età pediatrica e spesso sono legate a condizioni genetiche, con possibili ripercussioni su più organi e sullo sviluppo motorio e cognitivo.
All’interno delle iniziative previste tra la fine di febbraio e il mese di marzo, il progetto “Un Dolce Raro” coinvolge alcune pasticcerie del territorio comasco, che realizzeranno e metteranno in vendita un dolce dedicato alla settimana delle malattie rare. L’iniziativa sarà attiva sul territorio dal 28 febbraio all’8 marzo 2026. Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Diversamente Genitori, realtà attiva nel sostegno alle famiglie di bambine e bambini con fragilità. I fondi raccolti contribuiranno a sostenere il progetto “Il sogno di Zeno”, promosso dall’Associazione Diversamente Genitori insieme a Il Giardino di Luca e Viola. L’iniziativa prevede percorsi di formazione rivolti a insegnanti di sostegno, docenti di classe ed educatori sull’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), uno strumento fondamentale per favorire l’inclusione scolastica di alunne e alunni con disabilità comunicative.
Il progetto si sviluppa in collaborazione con il gruppo esperto di CAA dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile e di Pediatria di ASST Lariana, con l’obiettivo di supportare concretamente le scuole che desiderano attivare percorsi dedicati agli studenti più fragili. Attraverso la propria adesione, F.C. Como Women intende ribadire l’importanza del ruolo sociale dello sport, che può e deve farsi veicolo di sensibilizzazione, solidarietà e vicinanza concreta alle realtà del territorio. Il Club invita tifosi, famiglie e cittadini a sostenere l’iniziativa scegliendo “Un Dolce Raro”: un gesto semplice che può contribuire a realizzare un grande progetto di inclusione.
Dal calore ricevuto a Reggio Calabria alla spinta di Vicenza: le Azzurre sono già proiettate sui 90’ di sabato con la Danimarca
Non sarà la sconfitta con la Svezia nell’esordio delle qualificazioni mondiali a spegnere l’entusiasmo della Nazionale Femminile e la voglia di azzurro di tifosi e appassionati, pronti a trascinare la squadra di Andrea Soncin in un nuovo fondamentale appuntamento per il percorso che conduce alla prossima edizione della Coppa del Mondo. Le Azzurre, tornate nella notte a Coverciano per iniziare a preparare la gara di sabato (ore 18.15, Rai 2) con la Danimarca, passeranno dal calore ricevuto a Reggio Calabria alla spinta di Vicenza.
“È stata una festa dello sport”, ha dichiarato il Ct dopo l’1-0 subito con le scandinave allo stadio ‘Granillo’: risultato a parte, la sua Italia ha infatti scaldato i cuori dei 6mila spettatori presenti sugli spalti, conquistati dalla passione messa in campo dalle calciatrici e anche dall’esibizione a metà tempo di Baby K. L’artista ha fatto ballare il pubblico sulle note dei suoi più grandi successi (come ‘Roma-Bangkok’, uno dei tre singoli italiani ad avere ottenuto un disco di diamante dalla FIMI), che hanno alzato la temperatura nella fredda serata calabrese.
Al ‘Menti’ toccherà invece a Sarah Toscano. La cantante, di Vigevano come Soncin, proporrà alcuni brani del suo primo album ‘Met Gala’ in una cornice d’eccezione: per la sfida con la Danimarca sono stati già emessi quasi 4mila tagliandi, un dato destinato a crescere significativamente nei tre giorni che mancano al calcio d’inizio. I tagliandi del match rimarranno in vendita fino alle 18.15 di sabato presso le agenzie Vivaticket abilitate e sui siti figc.vivaticket.it e vivaticket.com, con riduzioni previste per Under 18 e Over 65.
MOSTRA ‘SFUMATURE DI AZZURRO’ A VICENZA. La presenza di Sarah Toscano non sarà l’unica sorpresa in programma a Vicenza. Dopo aver fatto tappa a Reggio Calabria, esponendo i suoi cimeli anche nel Museo Archeologico accanto ai Bronzi di Riace, ‘Sfumature di Azzurro’ si sposterà nella città veneta per accompagnare la Nazionale Femminile nella nuova sede di gara. La mostra itinerante del Museo del Calcio verrà inaugurata domani alle ore 10 nella Sala degli Zavatteri della Basilica Palladiana e rimarrà aperta al pubblico fino all’8 marzo, con ingresso libero dalle 10 alle 18. All’evento parteciperanno tra gli altri l’assessore allo Sport di Vicenza Leone Zilio e il vicepresidente del Museo del Calcio Enrico Demarchi.
La mostra propone un percorso tra calcio e cultura che racconta in parallelo la storia della Nazionale maggiore maschile e di quella femminile, oltre che delle selezioni giovanili e della Nazionale olimpica, attraverso una selezione di cimeli storici provenienti da Coverciano. Oltre ai trofei delle Coppe del Mondo e degli Europei alzati dagli Azzurri, i visitatori potranno ammirare anche diversi oggetti dedicati alle campionesse del passato e del presente: dalla maglia indossata da Barbara Bonansea ai Mondiali del 2019 a quella di Carolina Morace degli Europei del 1997; dalla divisa di un’altra leggenda azzurra come Betty Vignotto (1982) agli scarpini della giocatrice che detiene il record di presenze e reti in Nazionale, Patrizia Panico (204 partite in azzurro ‘condite’ da 110 gol). E ancora: gli scarpini calzati da Sara Gama durante la Coppa del Mondo del 2019 e la maglia con cui Lisa Boattin ha conquistato il terzo posto ai Mondiali Under 17 disputati in Costa Rica nel 2014.
Nazionale U19 Femminile Italia e Polonia pareggiano a reti bianche in amichevole. Fabbro: “Una prestazione che ci dà fiducia”
La partita. Italia e Polonia tornano ad affrontarsi quasi nove mesi dopo il pareggio maturato nella fase finale dello scorso Europeo Under 19: allora, nel giugno 2025, fu un pareggio per 1-1 che fece partire il cammino azzurro concluso con la semifinale continentale e la qualificazione ai successivi Mondiali. Nel tiepido e soleggiato pomeriggio di Coverciano, la sfida vive di duelli e grande agonismo, con le occasioni da rete che stentano ad arrivare nitide. Bisogna attendere oltre mezz’ora di gioco per assistere, al 34’, alla prima vera occasione da annotare sul taccuino.
La chance nasce da calcio piazzato, con il corner che innesca una serie di ribattute: il ‘flipper’ porta Longobardi a concludere da buona posizione, ma il suo tiro finisce proprio tra le braccia del portiere polacco. In chiusura della prima frazione di gioco (43’) è un guizzante spunto di Perselli sulla destra a mettere in apprensione la retroguardia avversaria, ma la mischia che ne consegue non scaturisce nessun effetto concreto. Nel secondo tempo la trama del match non cambia, con l’equilibrio a regnare sovrano e la Polonia che a metà del tempo va vicinissima al vantaggio: al 22’ Zwiazek disegna una parabola insidiosa dai venti metri che supera Belli ma si stampa in pieno sulla traversa. È in pratica l’ultima emozione del match. Sabato mattina la seconda sfida delle Azzurrine con la Polonia chiuderà questo raduno di Coverciano.
Italia-Svezia vista dall’Ambasciata: le presidenti Tinari e Cappelletti presenti all’evento organizzato a Roma
“Il calcio unisce”. Ieri, Italia-Svezia si è giocata a Reggio Calabria, ma la partita valida per le qualificazioni al Mondiale femminile del 2027 è stata seguita con grande passione anche all’Ambasciata di Svezia in Italia. A Roma, l’ambasciatrice Karin Höglund ha indossato la maglia della Svezia, ricevendo in dono una maglia azzurra personalizzata, consegnata dalla presidente della Serie A Women Federica Cappelletti e dalla presidente della Serie B Femminile Laura Tinari.
All’evento hanno partecipato anche Madelen Janogy, attaccante svedese della Fiorentina, l’ex viola Lisa Ek e Stéphanie Öhrström, ex portiere anche lei della Fiorentina e della Roma e attualmente allenatrice in seconda dell’Under 17 giallorossa.
Poi tutte davanti al maxischermo collegato con lo stadio ‘Oreste Granillo’, dove la Svezia ha battuto 1-0 l’Italia grazie al gol di Angeldahl.
Risultato a parte, al ‘Granillo’ l’Italia ha scaldato i cuori dei 6mila spettatori presenti sugli spalti, conquistati anche dall’esibizione di Baby K. I tifosi sono ora pronti a riempire il ‘Menti’ per spingere insieme a Sarah Toscano la squadra verso una vittoria fondamentale in ottica Mondiale
Katie Bowen, Inter Women: “Gioco in una squadra fantastica, questa è un’altra grande motivazione per dare sempre il massimo”.
Nella rubrica dal nome ‘Matchday Programme’ in cui le atlete nerazzurre raccontano un po’ di sé rispondendo alle domande degli addetti stampa, a parlare è stata Katie Bowen, difensore classe 1994, nel club milanese dall’estate 2023.
La Neo Zelandese, in forza anche nella Nazionale del suo paese d’origine, si è formata, calcisticamente parlando, negli Stati Uniti. Ha, infatti, vestito la maglia del North Carolina Tar Heels vincendo il campionato giovanile, ha poi proseguito il suo percorso (con il primo contratto professionale firmato nel 2016) con l’FC Kansas City. In seguito ha giocato nello Utah Royals e nel North Carolina Courage. Il suo percorso da calciatrice l’ha portata, in seguito, a lasciare gli States alla volta dell’Australia (Melbourne City).
All’Inter si è presentata con tutte le sue qualità di difensore capace ed affidabile, elementi che la rendono ormai elemento imprescindibile per l’organico della rosa nerazzurra, sempre più ambiziosa e desiderosa di ritagliarsi un posto tra le grandi del calcio italiano ed internazionale.
CHALLENGES:
“Prima di una partita mi preparo mentalmente, mi concentro su quello che devo fare e che potrebbe succedere, parlo con la mia famiglia e poi sono pronta per andare in campo”.
TEAM:
“La forza di questa squadra è l’unione del gruppo, stiamo veramente bene insieme, ci diamo forza e questo in campo si vede, lavoriamo sempre per migliorarci e ci aiutiamo a vicenda”.
PROFILE:
“Sono una calciatrice che porta molta energia, e sono molto competitiva. Il mio posto preferito è il campo e questo mi dà sempre molta adrenalina. Gioco in una squadra fantastica e questa è un’altra grande motivazione per dare sempre il massimo”.
Frosinone allo “Stirpe” per un traguardo storico: le parole di Mister Foglietta
L’apertura dei grandi stadi al calcio femminile è transitata, all’ultima di campionato di Serie B giocata fino a oggi, per il “Benito Stirpe” di Frosinone, casa del Club giallazzurro per quel che riguarda la Serie B, ma di matrice maschile. Malgrado le padrone di casa siano uscite sconfitte per 2 a 1 da parte dell’Arezzo, l’emozione di calcare un palcoscenico così importante e di difendere i colori delle Leonesse su un campo che non è uno qualsiasi per la Società laziale è stata, senza dubbio, di grande impatto sul gruppo.
Lo è stata anche per il tecnico della formazione giallazzurra, Mister Francesco Foglietta: attraverso un post sui propri canali social, l’allenatore del Frosinone ha raccontato che cosa significa, per una persona che nutre stima, affetto e amore nei confronti della Ciociaria, di Frosinone e della squadra giallazzurra come lui, scendere in campo con il proprio gruppo di ragazze in uno stadio d’eccezione come si è trasformato lo “Stirpe” per loro.
«Partita allo Stirpe, nel palcoscenico del grande calcio. Per qualcuno è uno stadio. Per me è il grande calcio che da bambino sognavo di vivere. Ore a guardare il campo dagli spalti, immaginando un giorno di poter respirare quell’intensità, quella responsabilità, quel livello», se per qualcuno come Cenerentola “i sogni son desideri di felicità”, per Foglietta quel sogno era entrare nel “Benito Stirpe” con una veste tutta nuova che andasse oltre a quella del tifoso innamorato dei propri colori del cuore, come si è visto contro l’Arezzo in una partita in cui la passione ha trionfato, anche nella sconfitta.
Un altro dei tasselli che Foglietta si era prefissato di cancellare dal proprio quaderno dei desideri è stato finalmente completato, e la squadra giallazzurra è scesa in campo con grinta, fame e consapevolezza, perché è da qui che partirà un altro capitolo di una Società neopromossa in serie cadetta che tutto sta facendo, fuorché sfigurare: «Oggi ci sono stato. Con la stessa fame di allora. Con ancora più consapevolezza. E continuo a crederci, studiando, lavorando, migliorandomi ogni giorno. Perché il grande calcio non si raggiunge per caso. Si costruisce.»
Shukurat Oladipo dalla Nigeria al “Tre Fontane” nel segno di Asisat Oshoala
Shukurat Oladipo, la numero 19 della Roma, è sicuramente una delle vere sorprese del campionato di Serie A, della Coppa Italia e della Women’s Champions League. Classe 2004, ma con grinta e con un’esperienza che sembrano già da vendere, si è presa in braccio la retroguardia giallorossa e la sta portando avanti come se vi si fosse inserita da sempre, come se non avesse altro posto dove andare che non, appunto, davanti alla porta della formazione capitolina. La calciatrice ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del Club e si è raccontata partendo dall’inizio, nel momento in cui si è approcciata al calcio.
«Ho iniziato a giocare a calcio quand’ero piccola, avevo dieci anni. Ho cominciato a giocare con i miei amici a piedi nudi, in Nigeria, a Lagos. Giocavamo in giro nel quartiere in cui vivevamo, ed è così che è nato il mio amore per il calcio», la calciatrice ha aperto l’intervista incentrandosi sui primi momenti in cui ha conosciuto questo sport e ha poi capito che quella sarebbe stata la sua strada. Nel suo cassetto di ricordi c’è anche il primo momento in cui ha giocato per davvero, quando ha sentito la passione prendere il controllo delle sue emozioni: «Mi ricordo la prima volta in cui ho giocato a calcio, ero a un torneo a scuola che si chiamava “Principal’s Cup”, ed è questo il primo ricordo che ho con il calcio. Cominciai a ballare con i miei amici, a ridere con loro. Fu molto divertente.»
Che la giocatrice sia un talento se ne sono accorti tutti gli estimatori della Serie A e della formazione giallorossa, ma anche l’occhio esperto della fuoriclasse Asisat Oshoala e i suoi consigli sono stati di buonissimo auspicio, per Oladipo: «Quando ero piccola seguivo Asisat Oshoala, fa parte del mio percorso ed è il mio idolo. Ha giocato nel mio stesso settore giovanile dell’FC Robo. Lei è cresciuta in questo Club, e quando aveva del tempo libero veniva ad allenarsi con noi, e parlava con me, descrivendo i miei talenti. Quando ho ricevuto la chiamata dall’Under 20 lei mi ha detto che pensava che fossi forte e che era arrivato il mio momento di trasferirmi in Europa, viste le qualità che avevo», e le chiacchierate con l’ex Barcellona, tra le giocatrici più forti in circolazione, ha avuto anche un ruolo importante nella sua scelta di lanciarsi nel vuoto per andare alla Roma, tranquillizzando una giovane Oladipo inesperta e un po’ spaventata di fronte alla possibilità di trovarsi qualcosa di troppo grande da superare: «Prima che andassi al Mondiale U20, mi ha detto: “Shuk, non ti preoccupare, ti spiego io che cosa devi fare”, mi ha sempre dato consigli per il gioco, e mi incoraggiato. Sono quindi andata al Mondiale e, quando sono stata chiamata dalla Roma, ho parlato con Asisat, che mi ha dato dei consigli, e mi ha detto che ce l’avrei fatta.»
Le qualità di Oladipo sono emerse e le sono valse una maglia con la Nazionale della Nigeria, un sogno per lei diventato realtà: «Per me giocare con la Nazionale nigeriana è un onore e un grande privilegio. La prima volta che sono stata convocata dalla Nigeria è stato un sogno che si è avverato, ero davvero sorpresa e non ci credevo. Il calcio in Nigeria sta migliorando e crescendo, passo dopo passo.»
La classe 2004 sente molto la mancanza di casa, e ad averle lasciato un vuoto è soprattutto la parte culinaria: «Quello che mi manca di più è il cibo tipico, come l’abula, che mi manca davvero tanto, ma quello che mi manca di più è il gelato locale della Nigeria.»
«Quando il mio agente mi ha detto che la Roma mi aveva cercato sono rimasta scioccata: è una grandissima squadra, per cui ero molto sorpresa e, allo stesso tempo, felice. Ero molto entusiasta, perché la vedevo come una grossa opportunità per crescere», l’opportunità di vestire una maglia della Roma l’ha convinta a lasciare la Nigeria per crescere altrove e misurarsi con una realtà nuova, complessa e capace di darle altri spunti per migliorarsi.
La Roma è diventata un capitolo importante nella sua vita, e non è stato difficile, per lei, sentirsi fin da subito accolta da un gruppo capace di integrarla subito all’interno dei suoi meccanismi: «Mi sono integrata in fretta, ma ho avuto alcune piccole difficoltà da gestire, come il cibo, il meteo, l’ambiente, ma poi devo dare merito alle ragazze, che mi hanno sempre aiutato e sono state al mio fianco: è un gruppo unito che mi insegna molto. Le mie compagne m’incoraggiano e m’insegnano tante cose.»
Oladipo si è poi lasciata andare in un’ode al “Tre Fontane”, la casa del tifo giallorosso. La giovane giocatrice ha colto cosa significa difendere i colori giallorossi e ha amato fin da subito l’affetto e il calore che la tifoseria riserva alle sue calciatrici: «Quando giochiamo al “Tre Fontane”, la mentalità è sempre quella di pensare che, indipendente dall’avversaria e dal gioco, nessuno può toglierci la gioia, perché questa è casa nostra. Pensando ai tifosi, mai mi sarei aspettata una cosa del genere. Il primo giorno è stato incredibile: giocavamo in casa contro il Como, era la mia prima partita, e dalla tribuna ho sentito il coro che cantava il mio nome, ed ero sorpresa. Non me lo sarei mai aspettata, alla mia prima partita, è stato incredibile. Dopo la partita alcuni mi hanno mandato dei messaggi, mi hanno mandato anche il coro. Mi sono emozionata molto, e mi sono commossa, perché non mi era mai capitato di vedere un atteggiamento del genere dai tifosi. Per me è qualcosa che non va mai dato per scontato, li ringrazio per ogni partita. Un tifoso mi ha fatto vedere uno striscione dedicato a me, e ogni volta apprezzo davvero quello che fanno i tifosi.»
Elisabetta Oliviero: “Vogliamo continuare a crederci e a portare avanti questo sogno”.
L’Italia cede di misura alla Svezia, per 0-1, complice la rete ospite arrivata nel corso del primo tempo. Dopo la gara a parlare in casa Azzurra è stata Elisabetta Oliviero che ai microfoni della RAI, ha risposto sulla sconfitta nel match con le scandinave: “Sicuramente volevamo un altro risultato e ci abbiamo creduto fino alla fine, perché meritavamo di portarci a casa qualche punto. Purtroppo questo è il calcio, a volte non si riesce a portare a casa i punti che si vogliono, ma siamo state in gara fino alla fine, abbiamo provato a tenerci in partita e questa è la cosa che deve renderci orgogliosi”.
La laterale della Lazio sulla gara del ‘Granillo’ Reggio Calabria ha poi continuato: “Il calore di tutte le persone qui presenti oggi si è fatto sentire. A Vicenza aspettiamo un grande tifo e abbiamo bisogno di tutti per riuscire a vincere con la Danimarca. Noi da domani inizieremo a lavorare per portare a casa questa vittoria, guardando il nostro percorso senza pensare al risultato delle altre squadre”.
La calciatrice parlando poi della gara contro la Danimarca ha quindi concluso: “Cosa cambiare? Questo lo vedremo domani, oggi ci portiamo a casa la spinta di averci provato fino alla fine, dobbiamo rimanere compatte. Siamo un gruppo meraviglioso, credo si sia visto in tutti questi 90 minuti e vogliamo continuare a crederci e a portare avanti questo sogno”.
Arianna Caruso: “Sconfitta che fa male, sappiamo che c’è da lavorare. Con la Danimarca per i tre punti”
La Nazionale Femminile guidata dal CT Andrea Soncin, nella prima gara per le qualificazioni al ‘Mondiale’ del prossimo anno, cede di misura alla Svezia, per 0-1, complice la rete ospite arrivata nel corso del primo tempo. Dopo la gara a parlare in casa Azzurra è stata Arianna Caruso, che ai microfoni della RAI, ha risposto sul match di Reggio Calabria: “Questa sconfitta fa male sicuramente tanto. Noi ci siamo sempre dette che quello che è stato fatto all’Europeo non ci permette di essere automaticamente in Brasile, quindi sappiamo che c’è da lavorare. Si parte con una sconfitta ma è tutto aperto, sicuramente questo ci servirà per lavorare per le prossime partite”.
La centrocampista in forza al Bayern Monaco ha poi aggiunto su un primo tempo un po’ opaco: “Lucidità? Sì, probabilmente è mancata. Avremo sicuramente modo di analizzare la partita e capire cosa non ha funzionato, però penso che comunque la nostra partita l’abbiamo fatta e a volte il calcio ti dà, a volte il calcio toglie. Oggi non siamo riusciti a segnare e dobbiamo accettarlo e prepararci per la prossima”.
Ora testa alla prossima sfida contro la Danimarca a Vicenza. A riguarda Arianna Caruso sottolinea: “Abbiamo affrontato anche la Danimarca, come la Svezia, tante volte. Sappiamo che tipo di squadra è, in questi giorni analizzeremo nei piccoli dettagli, ma dovremo mettercela tutta perché dobbiamo assolutamente portare a casa i tre punti”.















