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Serie A Tesys, tutte insieme appassionatamente: remake TikiTaka-CMB. Audace, salvezza a un passo

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

IL PROGRAMMA – Cagliari e Kick Off, a tre punti di distanza l’una dall’altra, si giocano l’ultimo posto disponibile per i playoff: per le sarde c’è la visita dell’Audace Verona, mentre per le All Blacks la sfida è con la vice-capolista Women Roma. Tornando all’Audace, la salvezza potrebbe diventare realtà anche in caso di sconfitta, a patto però che il Montesilvano – indietro di 4 lunghezze rispetto alle rossonere – non passi in casa di una delle 8 sorelle d’Italia: la Soccer Altamura. Per il TikiTaka c’è subito il remake di Coppa col CMB, che l’ha battuto in semi. Poi il classico “derby tra rapaci”, Lazio-Okasa Falconara, che accende il duello a distanza tra le marchigiane di Domenichetti e le abruzzesi di Marzuoli: in palio, nei prossimi due turni, c’è il quarto posto e quindi il fattore campo nell’eventuale “bella” dei quarti.

SERIE A TESYS – 21ª GIORNATA

19 APRILE – ORE 18
CAGLIARI-AUDACE VERONA

FEMMINILE MOLFETTA-BITONTO

KICK OFF-WOMEN ROMA

LAZIO-OKASA FALCONARA

SOCCER ALTAMURA-MONTESILVANO

TIKITAKA FRANCAVILLA-CMB

 

Campionato Serie C: il programma gare della ventunesima giornata. Caronnese-Women Torres in diretta streaming

credit photo: Federico Fenzi, photo agency Calcio Femminile Italiano

Domenica 19 aprile il campionato di Serie C torna in campo con la ventunesima giornata, apre il turno questo pomeriggio il match Uri-Azalee Solbiatese (A, ore 14.15). Due le variazioni di orario: si comincia con Catania FC-Women Lecce (D, ore 11.30) e a seguire Caronnese-Women Torres (A, ore 14.30). Tutte le altre gare si giocheranno regolarmente alle ore 15.30. Il match Caronnese-Women Torres sarà trasmesso domenica in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube della Lega Nazionale Dilettanti.

Designazioni arbitrali

Girone A: Uri-Azalee Solbiatese (Nonna di Sassari), Caronnese-Women Torres (Puglisi di Busto Arsizio), Lesmo-Moncalieri (Ozmen di Como), Pro Sesto-Angelo Baiardo (Sabatino di Cinisello Balsamo), Tharros-Real Meda (Palmeri di Cagliari), Torino FC-Sedriano (Gomba di Alba Bra)

Girone B: Azzurra San Bartolomeo-Sudtirol (Azzarà di Rovereto), Comunale Tavagnacco-Pro Palazzolo (Pesco di Pordenone), Dolomiti Bellunesi-Academy Calcio Pavia (Vaccher di Conegliano), Orobica Calcio Bergamo-Trento Academy (Pallavicini di Cremona), Real Vicenza-ChievoVerona (Benetazzo di Padova), Villorba Treviso-Venezia 1985 (Bandiziol di Portogruaro)

Girone C: Ascoli-Roma CF (Chincoli di San Benedetto del Tronto), Chieti-Jesina Aurora (Argentieri di Lanciano), Gatteo Mare-Riccione (Vittorelli di Rimini), Grifone Gialloverde-Casolese (Marchetti di Ciampino), Original Celtic Bhoys-Montespaccato (Hlovyak di Bologna), Reggiana-Nuova Alba (Vitale di Bologna)

Girone D: Academy Abatese-Pink Sport Time (Teta di Battipaglia), Catania FC-Women Lecce (Gattuso di Caltanissetta), Cus Unical-Villaricca (Giglio di Paola), Palermo FC-Colleferro (Cavarretta di Trapani), Salernitana-Virtus Marsala (Masucci di Napoli)

Nazionale Under 19, il commento di Matteucci: “Orgoglioso del percorso”

Per sperare nell’impresa di qualificarsi nuovamente alla fase finale dell’Europeo, la Nazionale Under 19 Femminile avrebbe dovuto battere la Svezia e sperare. A Boras, nella terza e ultima giornata del Round 2, è invece arrivato un pareggio senza reti, che non basta all’Italia per bissare il risultato del 2025, quando il cammino in Polonia portò l’Italia tra le prime quattro d’Europa e al Mondiale Under 20 che si giocherà a settembre sempre in Polonia. Finisce a testa alta l’avventura della squadra di Nicola Matteucci, che con la sconfitta (5-1) di tre giorni fa contro i Paesi Bassi aveva compromesso il suo cammino nel Gruppo A5: un’Italia che nei 90 minuti della Boras Arena avrebbe meritato la vittoria ma che ha dovuto fare i conti con le grandi parate di Karlsson, decisive per la qualificazione della Svezia alla fase finale che si giocherà tra il 27 giugno e il 10 luglio in Bosnia.

MATTEUCCI “Come le ragazze si porteranno dietro l’esperienza dello scorso anno, così faranno con questa stagione – le parole del tecnico –. Gli episodi, come quelli accaduti nella partita contro i Paesi Bassi, possono condannare, ma a quest’età è un valore da tenersi ben stretto. L’insegnamento è quello di trovare le soluzioni a tutto ciò che succede. Non era semplice trovare le motivazioni dopo una sconfitta come quella di martedì: le ragazze lo hanno fatto, dimostrando che si può sbagliare una partita ma non dimenticando mai di onorare la maglia. Anche allo staff ho chiesto di rimanere unito e vicino alla squadra come ha sempre fatto lungo il cammino perché le ragazze lo meritano. La partita di oggi è stata dominata in lungo e in largo anche in 10, con una prestazione di livello sia agonistico che tecnico: questa squadra merita applausi e spero che chi ha visto la partita lo abbia fatto”.

UEFA Women’s Under 19-Championship | Round 2
CALENDARIO, RISULTATI E CLASSIFICA DEL GRUPPO A5

Prima giornata (sabato 11 aprile)
ITALIA-Ucraina 2-0
Paesi Bassi-Svezia 1-2

Seconda giornata (martedì 14 aprile)
ITALIA-Paesi Bassi 1-5
Svezia-Ucraina 1-0

Terza giornata (venerdì 17 aprile)
Svezia-ITALIA 0-0
Ucraina-Paesi Bassi 0-2

Classifica: Svezia 7, Paesi Bassi 6, ITALIA 4, Ucraina 0

Danimarca-Italia: la moviola del match ai raggi X

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Prima gara di ritorno in casa delle danesi, per le Azzurre di Mister Soncin, cariche dell’auspicio di fare bene dopo quanto visto in Serbia nel risultato finale a dir poco tennistico. La direttrice di gara lascia giocare le due compagini, quasi “all’inglese”, come si suol dire: a centrocampo i falli vengono fischiati raramente e il gioco fluisce quasi del tutto indisturbato. Tuttavia, è doveroso sottolineare alcuni episodi che hanno lasciato qualche cenno di perplessità.

In una prima parte a tinte danesi in cui l’Italia attende e cerca di barcamenarsi per uscire dalla propria metacampo prevale la fisicità delle padrone di casa, spesso redarguite dalle italiane per un eccesso di foga nel forzare la giocata o la marcatura (vedi, per esempio, i falli su Caruso in avvio di gara, raddoppiata e triplicata in maniera aggressiva). Sponda danese, Gejl riesce spesso a farsi commettere fallo da parte delle Azzurre, in particolare Giugliano, e Fløe si conquista preziosi falli nei pressi dell’area di rigore.

Al 20′ Oliviero commette un brutto fallo ai danni di Ballisager, che però non viene sanzionato pur trattandosi di un’entrata con il piede a martello. Il giallo sarebbe stato anche corretto, vista l’entità del contatto (Oliviero non figurava tra le diffidate). Le Azzurre vengono interrotte più frequentemente poiché più fallose; va anche rimarcato il gioco pericoloso di Dragoni al 30′ ai danni di Ballisager, che l’arbitra lascia correre. Un giallo, in questo contesto, sarebbe stato anche adeguato: la calciatrice italiana ha effettivamente la gamba tesa e, soprattutto, manca il viso della danese di pochissimo (difatti reclama il cartellino mimandone il gesto).

Al 45′ la direttrice di gara fischia un fallo a favore della Danimarca e ammonisce Salvai per una manata a Fløe, che accentua la caduta dopo il braccio largo della numero 23 azzurra. Le proteste s’innalzano soprattutto da parte della juventina e del tecnico, del tutto contrari alla decisione. Confrontandolo con i contrasti precedenti, questo è forse il più leggero, e stupisce che un giallo sia arrivato per primo proprio in quest’occasione e non in quelle immediatamente iniziali.

Quella della seconda frazione è un’Italia che, per quanto bassa e dalle ripartenze di conseguenza complesse, ci crede di più e lo specchio della porta comincia a diventare suo amico (non si può dire lo stesso del cinismo, ancora troppo basso). Non ci sono particolari episodi dubbi, neanche la punizione dal limite concessa all’Italia con l’entrata di Sandbeck su Cantore, al di là della linea di rigore e, quindi, corretta la decisione dell’arbitra di non concedere il rigore al 66′, bensì una punizione invitante.
Altro episodio che scalda la panchina italiana: al 70′ il fallo di Kühl su Girelli dalle parti di dov’era stata penalizzata Cantore non viene sanzionato, benché si tratti di un pestone della calciatrice dell’Atlético Madrid. Perplessità da parte delle Azzurre.

La fiammella azzurra si spegne sotto il peso del vento danese, che torna a imperversare e a ottenere il controllo del gioco: le padrone di casa reclamano un calcio di rigore per un supposto intervento in area di Soffia nell’ultimo quarto di gara, ma è Bredgaard ad andare a caccia del fallo e ad arretrare per prenderlo, giusta la decisione dell’arbitra di non concedere il tiro dal dischetto.

Andrea Soncin: “Felice del gioco espresso, rammaricato per non essere riuscite a sbloccare la gara”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un’ottima Nazionale Femminile non basta per sfondare al Parken Stadium di Copenaghen. Termina, infatti, 0-0 il match contro la Danimarca la gara valida per la quarta giornata del Gruppo 1 della Lega A per le qualificazioni ai Mondiali di Brasile del prossimo anno. Davanti 12mila spettatori le Azzurre subiscono in partenza la fisicità delle danesi per poi prendere le distanze e terminare in crescendo la prima frazione, con una traversa colpita da Soffia e un’occasionissima per Cantore. Nella ripresa ancora un’ottima Italia che concede poco, calciando in maniera pericolosissima con Caruso e su una punizione dal limite di Girelli, ma il risultato non cambia sino al triplice fischio.

Nel post gara, tramite i canali ufficiali del club, a parlare è stato il CT Andrea Soncin che ha commentato sul match: “Questo è un risultato che non ripaga la prestazione eccellente delle ragazze”.
L’allenatore della Nazionale Femminile ha poi aggiunto sulla sfida: “Abbiamo visto una sola squadra in campo. Abbiamo avuto un dominio quasi totale, creando tanto e gestendo i ritmi della gara”.
Il CT ha quindi concluso sottolineando: “Sono contento del gioco espresso, ma rimane il grosso rammarico per non essere riuscite a sbloccare la gara”.

Tutto si deciderà, dunque, nelle ultime due gare in programma a giugno il 6 in casa contro la Serbia ed il 9 in trasferta contro la Svezia. Solo un doppio successo consentirebbe alla Nazionale di sperare ancora nel miracolo del primo posto, che porterebbe direttamente la Nazionale Femminile in Brasile. In caso contrario ci saranno i play-off, che potrebbero comunque consentire di essere protagoniste al Mondiale dell’estate del 2027.

Danimarca-Italia, goal cercasi – Caruso divora-chance: qualificazione rimandata

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Né vincitrici, né vinte nella giocata tra Danimarca ed Italia in ottica qualificazione ai mondiali. Due spezzoni completamente differenti quelli del faccia a faccia concluso a Copenaghen, con un crescendo post intervallo tutto tricolore che merita menzione.

In ripresa (dopo il pari a reti bianche)  la squadra legata a Soncin non viene rimescolata ma la stessa apre con una sfilza di angoli a favore che puntano l’area locale; le azioni non tramutano in alcun vantaggio, buoni, però, i tentativi (ben 6 le proposte da angolo in un quarto d’ora). Molto più propositiva in attacco la Nazionale azzurra che conquista una punizione da distanza ravvicinatissima al 68’: a proporre Giugliano per Caruso che non centra la porta e si dispera! L’ennesima occasione ghiotta mancata per un soffio.

Al 77’ la prima forza a rinfrescare l’Italia: via Dragoni per Beccari. La compagine azzurra tenta ancora di far saltare gli schemi e l’episodio che vede Girelli subire un fallo accende le speranze; è la stessa capitana a presentarsi nella gestione: c’è il muro, però, a bloccare la conclusione.

Nessuna modifica negli ultimi minuti, con una stretta di mano che vale un punto ciascuno. Per la Nazionale azzurra è ancora attivo il sogno qualificazione che ora passerà necessariamente dai prossimi appuntamenti per sperare nello scenario migliore. Ancora momentaneo il secondo posto statistico, mentre la Svezia potrebbe avanzare già quest’oggi, visto l’impegno con la Serbia.

C’è ancora una scossa che vuole materializzarsi, una scossa che questa Italia così unita può dare ad una fase così delicata ed intensa. Le emozioni non mancano, altre sono, invece, ancora tutte da vivere: lo si potrà fare a giugno, quando a contrapporsi con le atlete italiane saranno proprio Serbia e Svezia.

Soffia e Dragoni formato “deluxe” non evitano lo 0-0 iniziale – Troppa Danimarca, ma è tutto aperto

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

È un’Italia che incappa nell’insidioso pressing danese quella del primo half del match odierno.

Tanta Danimarca nei primi frangenti con le azzurre estremamente impegnate in copertura. Ostacola solo in difesa l’11 di Soncin, con Soffia che blocca una grande ripartenza “rossa” al 22’; pare difficile da arginare la evidente verve di Harder e compagne nella mezz’ora della gara in corso, ma che palla offerta da Giugliano a Cantore! Perfette le tempistiche d’avanzata dell’attaccante dello Spirit che, tutta sola di fronte a Thisgaard, calcia troppo debolmente per impensierire.

Brivido, poi, quello dato da una Soffia raggiante che propone di prima intenzione con uno spunto che finisce solamente a “baciare” la traversa.

Nonostante tutto, la squadra dello stivale non perde iniziativa ed ottiene due corner consecutivi impacchettati Cantore che non impattano sul tabellino ma sanno di presenza e speranza. Si prosegue con l’ormai evidente difficoltà azzurra nel trovare un varco utile a dare un leggero sprint alla partita, prolungata mediante 2 di recupero; l’ultima azione a chiudere i primi 45+2 è tutta delle locali che confermano lo 0-0.

L’obiettivo all’intervallo è ormai certo: risolvere la martellante forza casalinga per poter scacciare gli spettri di una possibile avanzata (in termini di punteggio), ricordando che solamente la formazione in vetta accederà direttamente al mondiale. All’orizzonte un cambio d’assetto del CT della Nazionale ospite per un 100% d’incisività: chi proporrà quest’ultimo per la seconda parte mancante? C’è, intanto, un equilibrio fragile, costruito su intensità e attenzione, che lascia presagire una ripresa aperta a ogni scenario, dove saranno i dettagli (e probabilmente la lucidità nei momenti chiave) a fare la differenza.

Pamela Conti dopo il Venezuela c’è l’India. La CT ammette: “Sono stata vicina alla Nazionale”

Nuova esperienza iniziata da qualche mese per Pamela Conti Pamela Conti: la classe ’82 italiana, infatti, da gennaio è la nuova CT della Nazionale Femminile Indiana Under 17. Dopo aver guidato la prima squadra del Venezuela altra tappa all’estero, quindi, per la coach siciliana, ex attaccante con 94 presenze in Nazionale.
Nei giorni scorsi Conti è stata intervistata dal sito di Gianluca Di Marzio al quale ha raccontato: “In Europa e in Italia non ho mai trovato spazio. Sono rimasta umile e ho continuato a studiare e formarmi il più possibile oltre ad avere l’opportunità di tornare nel proprio Paese“.
Conti poi ammette di essere stata vicino alla Nazionale, ma non come avrebbe voluto lei: “Mi aveva chiamato la Nazionale per diventare assistente tecnico nel 2023 quando è arrivato Soncin. Avevo rifiutato perché avevo ancora un anno di contratto con il Venezuela e avevo la possibilità di partecipare al Mondiale U20“.
La coach poi continua puntualizzando: “Penso di essere un primo allenatore e non un assistente. Quindi ho preferito dire di no e fare la mia strada con la speranza di tornare in Italia e in Europa a dimostrare il mio valore“.
La CT ha poi parlato del suo percorso in panchina ricordando: “Quando sono arrivata in Venezuela, così come in India, non tutte le ragazze stavano bene fisicamente. Non erano abituate ad andare in palestra o ad allenarsi due volte al giorno. Il lavoro principale, più che quello tecnico-tattico, è stato far cambiare questa mentalità per far diventare le ragazze delle professioniste“.
Dopo aver smesso gli scarpini è iniziato da tecnico sul quale ammette:  “È qualcosa che senti dentro. Gli ultimi anni sia in Russia sia alla Torres mi hanno fatto capire che volevo fare questo. Tante volte non ero d’accordo con le decisioni degli allenatori perché vedevo qualcosa di diverso rispetto a loro“.

Danimarca-Italia, ufficiale l’11 azzurro – Tandem d’attacco a Cantore-Girelli, torna Soffia

Photo Credit: Francesco Farina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Torna il grande match tra Italia e Danimarca per la qualificazione ai mondiali programmati per il 2027 in Brasile.

Dopo il pareggio di 1-1 tra le due deciso nel secondo step della competizione disputato in casa azzurra, la squadra di Soncin vuole provare a cavalcare l’onda dell’entusiasmo trovata martedì con la larga vittoria sulla formazione serba; intanto, un secondo posto del gruppo A che grida modifica. Sarà, quindi, importantissimo continuare con ottimismo e sperare in un altro risultato positivo per rimanere tra le contendenti alla prossima Coppa del Mondo.

Per la gara odierna che avrà luogo al Parken Stadion di Copenaghen, il CT Andrea Soncin propone un 3-5-2 ed un vestito tattico dimensionato ad hoc con Cantore e Girelli (che indosserà la fascia da capitano); contro le scandinave la sorpresa Soffia in difesa (non schierata nella precedente contro le stesse biancorosse), Lenzini e Salvai a comporre il muro.

A centrocampo la specialista Giugliano, Dragoni, Caruso, Di Guglielmo e Oliviero a chiudere. In difesa dei pali confermata Laura Giuliani.

Occhi puntati anche sulla disposizione locale: in avanti, infatti, la coppia composta da Fløe e Harder, conosciuta per muoversi in maniera complementare. Fløe agisce come riferimento più avanzato, attaccando la profondità e lavorando spalle alla porta, mentre Harder tende ad abbassarsi tra le linee per legare il gioco, fungendo da raccordo tra centrocampo e attacco e creando superiorità numerica nella zona di rifinitura. La domanda finale è sempre quella: chi porterà i tre punti a casa? Per la Danimarca la possibilità di confermare la vetta momentanea, per l’Italia, invece, quella di dimostrare forte presenza in un palcoscenico internazionale.

Beatrice Fantoni, Villareal: “Grandissima esperienza, sarei felice di poter continuare qui il mio percorso”

“Spero che questa stagione mi lasci nuove conoscenze, tanti nuovi insegnamenti a livello calcistico e nuove esperienze”. A dircelo è stata Beatrice Fantoni, che dalla scorse estate è tesserata con le spagnole del Villareal, e che sulla distanza dall’Italia ammette: “Mi mancano tanto i miei amici e la mia famiglia, mi manca molto anche il cibo, in Spagna si mangia bene ma non come da noi”.
Prima stagione lontano da casa, quindi, per l’ex Sassuolo che sul futuro non si sbilancia: “Non so ancora cosa farò l’anno prossimo però per ora mi ritengo soddisfatta. Sarei felice di poter continuare questa esperienza e la consiglio a tutti quelli che ne hanno la possibilità”.
L’addio al Sassuolo si è concretizzato in estate, e ufficializzato lo scorso agosto, ma la calciatrice a riguardo ricorda: “È nato tutto a dicembre dell’anno scorso, avevo voglia di nuovi stimoli e di rimettermi in gioco. Ho maturato, quindi, l’intenzione di cambiare squadra in quanto stavo trovando poco minutaggio. Tra febbraio e marzo abbiamo trovato un contatto con il Villareal e abbiamo iniziato a parlare ed accordarci per la stagione a venire. Verso fine aprile mi hanno poi chiamata per venire a fare un provino qua in Spagna e a maggio mi hanno comunicato che mi avrebbero preso”. 

 

La classe 2007 sui primi periodi in Spagna, invece, ci racconta: “Fin dal primo giorno mi sono trovata benissimo e a mio agio sia con gli allenatori, sia con le compagne. All’inizio avevo un po’ di paura ma nonostante ciò non potevo chiedere miglior accoglienza. Penso che lo stile di gioco sia stata la cosa
più difficile a cui mi sono abituata, perché era completamente diverso da quello a cui ero abituata a giocare. Mi sono ambientata però bene anche per lo stile di vita, in quanto la zona dove vivo mi ricorda molto l’Italia. Poi c’è anche da dire che gli spagnoli come cultura e cibo sono molto simili agli italiani e quindi ha favorito anche questo”.
Status da titolare, in pratica, nella massima formazione giovanile del Villareal che la centrale difensiva commenta cosi: “Nonostante le difficoltà iniziale posso dire che questa è per me una grandissima esperienza, che mi sta aiutando a crescere e a maturare sia come persona ma soprattutto come calciatrice. Devo ringraziare perciò la società, le compagne e la mia famiglia per rendere possibile tutto ciò”.

 

Sul campionato, invece, la calciatrice sottolinea: “Il campionato sta andando bene, ci aspettavamo magari qualcosa in più però penso ci sia molto margine di miglioramento anche in vista delle stagioni future. Il livello che ho trovato qui è molto alto; la cosa che ho notato sin da primo momento è la tecnica che hanno tutte le ragazze e la velocità con cui gira la palla in campo, cosa che in Italia a volte si vede meno”.
Sulle differenze tra Italia e Spagna, invece, la tesserata numero 23 del Villareal, infine, ha confidato: “Qua ho visto un’etica del lavoro che non fa differenza tra giovanili e prima squadra. La società mette a disposizioni le proprie strutture per favorire la crescita delle ragazze sin dalle giovanili, cercando sin da subito di farti capire cosa e come devi lavorare per arrivare in prima squadra. Penso che quello che manchi un po’ all’Italia, ma che invece ho trovato qua, siano le strutture adatte alla crescita dei settori giovanili”.

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