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Lucia Di Guglielmo, ufficiale l’addio alla Roma: l’ex numero 3 raggiunge Sofia Cantore al Washington Spirit

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La rete contro la Lazio nel derby è stato l’ultimo, splendido regalo di Lucia Di Guglielmo alla sua Roma, la squadra che l’ha consacrata come una delle calciatrici più forti, in crescita e mai banali del nostro campionato. Come reso noto dai canali ufficiali della Società e dalla stessa calciatrice attraverso il proprio profilo di Instagram, la numero 3 giallorossa lascerà la Capitale in questa finestra di mercato. Anche il Washinton Spirit non si è fatto attendere, dedicando un post alla giocatrice: indosserà una casacca a stelle e strisce e proseguirà la sua carriera nel campionato più bello e competitivo del mondo insieme a Sofia Cantore, che ritrova da compagna e non più da avversaria.

Dopo 123 presenze, cinque trofei e 16 gol, Lucia Di Guglielmo saluta una squadra che l’ha accolta all’inizio della sua maturità calcistica e che la saluta con un contratto ancora in auge, ma si sa, certi treni passano solo una volta, e su quei treni bisogna salire, spesso sacrificando i propri affetti, il proprio amore verso una squadra e verso le proprie compagne, ma bisogna seguire la strada che si sceglie di tracciare con le proprie idee, i propri occhi e, nel caso di una giocatrice, il proprio cuore. L’ex numero 3 giallorossa è anche da sempre uno dei pilastri della Nazionale italiana, riconfermata anche sotto la guida di Mister Andrea Soncin, che potrà dunque godersi il suo percorso di crescita in National Women’s Soccer League.

Per quanto sia triste per il nostro campionato dover fare a meno di una calciatrice come Di Guglielmo, è necessario ribadire che lascia la Serie A per dare inizio a un percorso che le darà l’opportunità di crescere ancora misurandosi in un torneo difficile, molto fisico e che le darà nuove basi. Insieme alla sua tecnica indiscussa e alla sua intelligenza tattica, in poche parole, Lucia Di Guglielmo saprà sicuramente dare il massimo in NWSL, notoriamente un campionato, come detto poc’anzi, molto fisico e che richiede una grande forza e un’energia mentale immense.

La calciatrice ha ringraziato i colori giallorossi attraverso il suo profilo Instagram, dove spiccano parole d’amore e di riconoscenza nei colori di questa Società, che tanto le ha dato, e che la ama così tanto da lasciarla andare e augurarle il meglio: «Sei stata la mia prima volta lontana da casa, il grande passo, l’ambizione di giocare in un Club importante, la voglia di crescere. E proprio quella voglia di mettersi ancora in gioco, l’adrenalina, la fame, mi portano via da te», Lucia Di Guglielmo ha ancora voglia di crescere, di migliorarsi, di sperimentare, e lo scenario che le si spalanca davanti agli occhi è fulgido, come fulgido sarà il suo futuro, benché lontano da Roma, «Roma è i suoi tifosi, Roma è dei Romanisti e allora parto da voi: mi avete accolta e fatta sentire a casa.»

Di Guglielmo saluta la Roma con la consapevolezza di aver dato tutto il possibile per onorare i colori, la tifoseria, la storia di questa squadra, perché «Se c’è una cosa che ho imparato da tutti voi, è che non importa quanta distanza ci dividerà, perché so per certo che ovunque io sarò mai sola mai. Allora a presto Roma mia. Quattro lettere come Amor, quattro lettere come casa.»

In bocca al lupo per tutto, Lucia! Non vediamo l’ora di vederti scendere in campo nel torneo più bello del mondo.

Germania – Frauen Bundesliga: il bilancio dell’anno solare tra classifica e top scorer

Il 2025 volge al termine con una Frauen-Bundesliga che conferma la propria identità: un campionato fisico, intenso e tatticamente strutturato, capace di mantenere alto il livello competitivo sia al vertice sia nella lotta per la salvezza. La stagione 2025-26, arrivata alla pausa invernale, restituisce una fotografia chiara delle gerarchie, ma anche segnali interessanti di equilibrio nella fascia centrale della classifica.

Classifica: Bayern Monaco dominante, Wolfsburg all’inseguimento

A chiudere il 2025 in testa alla classifica è il Bayern Monaco, protagonista di un cammino quasi perfetto. Le bavaresi hanno raccolto 13 vittorie e un solo pareggio nelle prime 14 giornate, imponendosi con numeri impressionanti soprattutto sul piano difensivo: appena 4 gol subiti a fronte di 54 realizzati. Un dominio costruito sulla profondità della rosa, sulla gestione delle partite e su una continuità che al momento non ha eguali nel campionato.

Alle spalle del Bayern si colloca il Wolfsburg, che chiude l’anno solare al secondo posto. Pur pagando qualche passaggio a vuoto in più rispetto alle capolista, le biancoverdi restano pienamente dentro la corsa al vertice e rappresentano ancora la principale alternativa nella lotta al titolo.

La sorpresa più interessante della prima parte di stagione è il Werder Brema, terzo in classifica. Una posizione costruita con solidità e concretezza, che testimonia la crescita del club e la capacità di competere con continuità contro avversarie più accreditate. Subito dietro, al quarto posto, c’è l’Hoffenheim, che chiude il 2025 confermandosi presenza stabile nella parte alta della graduatoria.

Zona centrale e lotta salvezza

Tra il quinto e l’ottavo posto si sviluppa una zona di grande equilibrio. Eintracht Francoforte, Friburgo, Leverkusen e Colonia sono racchiuse in pochi punti, rendendo la corsa alle posizioni europee ancora apertissima in vista del 2026. È proprio questa fascia a raccontare un campionato meno scontato rispetto al passato, con partite spesso decise da episodi e margini minimi.

In fondo alla classifica, la lotta per non retrocedere coinvolge RB Lipsia, SGS Essen, Hamburger SV e Carl Zeiss Jena. I distacchi contenuti lasciano aperti tutti gli scenari, rendendo la seconda parte della stagione particolarmente delicata per le squadre coinvolte.

Il peso dei gol: Bayern devastante, top scorers distribuite

Se la classifica fotografa il dominio del Bayern Monaco, i numeri offensivi ne sono una conseguenza diretta. Con 54 reti segnate in 14 partite, le bavaresi hanno mostrato una capacità realizzativa nettamente superiore alla concorrenza, frutto di un sistema che valorizza più interpreti e non dipende da una singola finalizzatrice.

Alle spalle della capolista, anche Wolfsburg e Hoffenheim mantengono una buona produttività offensiva, mentre il Werder Brema ha costruito il proprio terzo posto su equilibrio e concretezza, più che su goleade.

La classifica marcatrici riflette bene questa distribuzione: diverse giocatrici si contendono le posizioni di vertice, senza una sola dominatrice assoluta, segno di un campionato in cui il gol è sempre più il risultato del collettivo. Tra le altre, possiamo citare i nomi di Alexandra Popp (Wolfsburg) e di Selina Cerci (Hoffenheim), entrambe a quota 10 reti e di Larissa Muhlhaus (Brema) e Sandra Jessen (Colonia) che hanno messo a segno 9 gol.

Un campionato solido e maturo

Il 2025 si chiude dunque con una Frauen-Bundesliga che conferma la propria maturità. Il Bayern Monaco detta il ritmo, il Wolfsburg resta in scia, mentre alle spalle cresce un gruppo di squadre capaci di rendere il campionato competitivo e credibile su più livelli. La seconda parte della stagione 2025-26 promette dunque battaglie aperte sia per il titolo sia per la salvezza.

Nazionale tra Europei e Nations League: 26 le calciatrici utilizzate da Soncin, Girelli la più prolifica

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Nazionale Femminile nel 2025 ha giocato 15 gare ufficiali: di queste sei erano valevoli per la Nations League e cinque per gli Europei di Svizzera. L’annata si è conclusa poi con 4 gare amichevoli, nelle quali Andrea Soncin ha ammesso di aver ruotato tante calciatrici per fargli respirare ‘l’aria Azzurra’.
Senza contare i quattro test amichevoli il CT della Nazionale Femminile ha dato spazio a 26 calciatrici: 2 tra i pali, 10 nel pacchetto difensivo, 8 in mediana e 6 davanti.

In porta spazio a Laura Giuliani che ha giocato 1007 minuti, mentre Francesca Durante 14, contro il Galles. Nel pacchetto difensivo la più schierata è stata Elena Linari con 1020 minuti, davanti a Lucia Di Guglielmo 787 mentre la terza è Elisabetta Oliviero con 654. Subito dopo Martina Lenzini con 650 e Cecilia Salvai con 647 mentre Lisa Boattin si è ‘fermata’ a 504. Più staccate le altre con i 209′ di Julie Piga, i 46′ di Angelica Soffia, i 13′ di Beatrice Merlo e i 3′ di Federica D’Auria.

Più marcate le gerarchie a centrocampo con l’insostituibile Arianna Caruso che ha collezionato ben 1020′ con seconda Manuela Giugliano a 868′ e terza Emma Severini con 680′. Più distanti le altre con Giulia Dragoni con 197′, Giada Greggi con 179′, Annamaria Serturini con 152′, Valentina Bergamaschi con 127′ mentre chiude Eva Schatzer a 35′.
Davanti, invece, la palma di più schierata va a Sofia Cantore con 739′ che mette alle spalle Cristiana Girelli a 558′ e Barbara Bonansea a 380′. Subito dietro Michela Cambiaghi a 359′ mentre Martina Piemonte ne ha collezionati 262′ e Chiara Beccari 230′.

Tra le Azzurre andate in rete nelle 11 gare in questione sei reti per Girelli e due reti per Caruso, Bonansea e Cambiaghi. Una marcatura poi per Linari, Di Guglielmo, Oliviero, Severini, Beccari e Cantore. In questi 11 match, tra Europei e gare valide per le Nations League, convocate ma non schierate sono state Rachele Baldi, Astrid Gilardi, Caterina Ambrosi, Martina Tomaselli, Nadine Nischler, Marta Pandini, Eleonora Goldoni, Margherita Monnecchi, Elisa Polli e Alice Corelli.

 

Il punto sulla prima parte di campionato della Res Donna Roma

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

La Res Roma si è approcciata ad una serie B sempre più competitiva, ricca di valore agonistico e con un numero ridotto di squadre rispetto agli scorsi campionati (14 squadre invece che 16) in una nuova veste che unisce tradizione ed innovazione, un nuovo nome ‘Res Donna Roma’ e il chiaro obiettivo di diventare una realtà consolidata del calcio femminile in Italia.

Il progetto del club è senza dubbio ambizioso, per questo la società ha scelto di puntare sull’esperienza di mister Alessandro Di Martino come allenatore della prima squadra, e su figure, per quanto riguarda l’organico della rosa delle Calciatrici, come Melania Martinovic (ex Lazio), Liliana Merolla, Azzurra Massa e Claudia Palombi.

La Res ha iniziato il proprio percorso in quest’annata calcistica con la partita in Coppa Italia del 21 settembre, in cui ha perso per 2-3 contro il Como 1907 di Selena Mazzantini (venendo, di conseguenza, eliminata dalla competizione).
L’approccio in campionato, invece, è stato parecchio positivo per le ragazze di Di Martino che hanno dimostrato sin da subito tutta la propria qualità e la propria voglia di lasciare un’impronta indelebile sul rettangolo verde. Questo è successo contro il Venezia, ma anche contro la testa di serie Cesena (solo per citare due dei risultati positivi ottenuti).
Anche quando il tabellino non ha sorriso loro, le prestazioni sono comunque state buone e meritevoli di encomio.

Da 6° in Campionato con 19 punti in 12 partite giocate (5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte) sono 9 i punti conquistati in casa e 10 quelli in trasferta, a certificare come in realtà il fattore stadio conti relativamente per la squadra di Di Martino che annovera in totale 24 gol fatti (nello specifico 13 reti in casa e 11 in trasferta) e 20 subiti (9 in casa e 11 in trasferta).
In percentuale, un altro dato interessante mostra come la maggior parte dei gol presi dalla Res siano arrivati nella prima frazione di gioco, mentre nella seconda il trend si inverte con la squadra di Roma che tende a segnare in maniera più frequente recuperando anche quelle partite che ad un primo sguardo possono sembrare più difficoltose.
Claudia Palombi, arrivata quest’anno dalla Lazio di Grassadonia, è la miglior marcatrice della squadra con 7 gol segnati (di cui uno su rigore) seguita a breve distanza da Melania Martinovic (4 reti).

La Res Donna Roma ha terminato il 2025 positivamente con il pareggio per 2-2 contro la Freedom, e il 18 gennaio 2026 riprenderà il suo percorso in Campionato in trasferta contro l’Arezzo.

Cittadella Women, le ragazze del settore giovanile: “Qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, cancellati anni di sacrifici”

Dopo il disappunto manifestato dalle calciatrici e dallo staff tecnico della prima squadra del Cittadella Women, società che stava disputando con ottimi risultati il torneo d’Eccellenza veneto, è arrivato anche lo sfogo delle ragazze del settore giovanile. Il club non tornerà, infatti, in campo a quanto pare nel 2026 in nessuna categoria. Amarezza e scoramento trapela dalla nota congiunta pubblicata, nelle ore scorse dalle ragazze del settore giovanile dello stesso club, che si accoda a quanto emerso già nei giorni passati.

Siamo ragazze del settore giovanile del Cittadella Women e scriviamo questa lettera per dare voce a ciò che è successo e, soprattutto, a ciò che stiamo provando.
Per noi lo sport non è mai stato solo un gioco. È passione, sacrificio, disciplina, crescita personale. È tempo. tolto allo studio, agli amici, alla famiglia. È allenarsi ogni giorno, sotto la pioggia e sotto il sole, rialzarsi dopo una sconfitta e continuare a crederci anche quando è difficile. Nel tempo abbiamo dato tutto a questa società: impegno costante, serietà, rispetto dei valori, risultati sportivi, entusiasmo. Tutte le categorie del settore giovanile avevano raggiunto risultati eccellenti nei rispettivi campionati, in alcuni casi arrivando fino alla vetta delle classifiche.

La lettera delle giovani calciatrici poi prosegue:  Ma ciò che per noi contava davvero non era solo vincere: era fare gruppo, divertirci, crescere insieme, perché sapevamo che tutto il resto sarebbe stato una conseguenza naturale. Abbiamo allenato il corpo e la testa per raggiungere obiettivi importanti, credendo in una società che diceva di credere in noi. Abbiamo rappresentato il Cittadella Women con orgoglio, dentro e fuori dal campo, contribuendo a costruire qualcosa che sentivamo anche nostro. Vincevamo perché eravamo una SQUADRA. Al nostro fianco c’erano mister che hanno sempre creduto nelle nostre capacità, anche più di quanto riuscissimo a farlo noi stesse.

Lo sfogo poi continua:  Anche loro hanno subito le conseguenze di questa situazione: non hanno ricevuto uno stipendio, eppure hanno continuato a lavorare con dedizione e professionalità, restando sempre al nostro fianco e sostenendoci senza mai farci pesare le difficoltà.
Quello che è successo non è un “incidente”, né una semplice difficoltà gestionale: è il risultato di scelte precise, fatte da adulti che hanno deciso di anteporre interessi economici alla vita sportiva e umana di centinaia di ragazze. Chiudere anticipatamente una stagione, portare al fallimento una società, significa cancellare anni di sacrifici, sogni e obiettivi costruiti con fatica. Fa male sapere che tutto questo sia stato distrutto non per mancanza di impegno o di passione, ma perché qualcuno ha deciso di trarre vantaggio dalla nostra dedizione, ignorando completamente le conseguenze umane, sportive ed emotive che oggi noi stiamo pagando.

La nota congiunta quindi si conlude:  Non siamo numeri. Non siamo un costo da tagliare. Siamo atlete, persone, giovani che hanno creduto in un progetto e che meritavano rispetto. Siamo stanche di vedere il calcio femminile trattato come qualcosa di sacrificabile, come se il nostro lavoro, la nostra passione e i nostri sogni valessero meno. Questa lettera non è solo uno sfogo, ma una presa di posizione. Non ci sono più richieste da fare: chi ha distrutto anni di impegno e passione deve assumersi le proprie responsabilità, anche penali se necessario, affinché situazioni simili non si ripetano più. La passione non si compra e non si svende.
Quello che è successo non può e non deve essere dimenticato e sicuramente noi non lo dimenticheremo.

Adidas presenta la docuserie con Aitana Bonmatí

Adidas presenta una nuova docuserie che ha come protagoniste alcune delle sue icone sportive globali. Ogni episodio offre un raro e intimo ritratto delle profonde connessioni che esistono al di là dei campi di gioco, sottolineando come anche chi è al vertice del proprio sport abbia bisogno di qualcuno che lo aiuti a credere nel messaggio “You Got This”. Il primo episodio, con la star NBA Anthony Edwards insieme al suo migliore amico Nick Maddox, darà il via alla serie approfondendo il legame di lunga data tra i due, forgiato attraverso innumerevoli viaggi in auto, conversazioni ed esperienze condivise. Diretto da David Terry Fine (Untold: Netflix ed ESPN: 30 for 30), Stanley Brock (Road To Kampala: Copa 90 e Hanna) e Nick Maddox, l’episodio racconta il ruolo fondamentale che Nick ha svolto nella carriera di Anthony Edwards, affrontando le sfide del dolore e della pressione dentro e fuori dal campo. Offrendo un accesso intimo a conversazioni one-to-one, il film porta gli spettatori dietro le quinte della loro speciale amicizia.

Commentando il primo episodio della docuserie, Anthony Edwards, Minnesota Timberwolves, ha dichiarato: “Nick Maddox è il mio vero amico! È il mio migliore amico da quando andavamo a scuola insieme ed è il tipo che puoi chiamare in qualsiasi momento. Lui sarà sempre lì, senza fare domande. Ci siamo incontrati giocando a basket al liceo e, fin dal primo giorno, è nata una solida amicizia. Nick mi accompagnava a scuola, agli allenamenti, a casa, assicurandosi sempre che stessi bene. Quando mi sono concentrato sulla lega, lui non è cambiato, è sempre rimasto fedele come mio amico. So che posso contare su di lui per un sostegno continuo nel bene e nel male, ed è qualcosa di cui tutti avrebbero bisogno nella vita. Mi fa credere che ce la possa fare, qualunque cosa accada.”

Riflettendo sulla sua amicizia con Anthony Edwards, Nick Maddox ha detto: “Ant ed io siamo amici da quando riesco a ricordare. Quelle conversazioni che vedete tra noi in macchina? È davvero il modo in cui parliamo, è sempre stato così, e sono grato per tutti i viaggi in auto che abbiamo fatto nei nostri primi anni perché hanno davvero costruito le fondamenta della nostra amicizia. Ai miei occhi, non sto facendo nulla di straordinario per Ant, sono semplicemente suo amico. Sono sincero con lui, è sempre stato così. Il modo in cui agiamo non è mai per spettacolo, clamore o titoli; si tratta di supportarci vicendevolmente per migliorare, rimanendo onesti e assicurandoci di non perdere mai di vista chi siamo o per chi lo stiamo facendo. Questo è l’aspetto del vero supporto: esserci ogni giorno, qualunque sia la sfida”. Il primo episodio sarà presentato in anteprima nel corso di questo mese sul canale YouTube di adidas e trasmesso in streaming simultaneo su diversi canali social. La diretta streaming consentirà agli spettatori di interagire in tempo reale tramite commenti, quiz e omaggi all’interno di un’unica trasmissione su Instagram, X, Facebook e YouTube. Ulteriori episodi con Aitana Bonmatí, Rebeca Andrade e Mikaela Shiffrin saranno rilasciati durante l’anno.

COMUNICATO ADIDAS

Sofia Cantore: tra calcio, musica e nuovi sogni, l’anno che verrà

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sofia Cantore guarda al futuro con chiarezza e senza filtri. Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, l’attaccante della Nazionale italiana racconta l’anno che verrà come un percorso fatto di ambizione sportiva, crescita personale e passioni che vanno oltre il calcio.

La calciatrice ritorna con il pensiero alla finale persa con il Washington Spirit: «Già, purtroppo abbiamo perso la finale 1‑0 contro il Gotham, potevamo e dovevamo fare di più. Il dispiacere è stato grande, ma siamo una squadra abbastanza giovane e sicuramente l’anno prossimo lavoreremo ancora di più per riprenderci la finale».

Quando le viene chiesto cosa si aspetta dall’anno che verrà, la risposta è immediata e positiva: «Sono già pronta e carica per lavorare ancora più forte, ho tante cose su cui posso migliorare e non vedo l’ora di ricominciare. Spero di fare una bella stagione col Washington a livello di squadra e individuale. E soprattutto spero nella qualificazione al Mondiale 2027 con la Nazionale, questi sono i due grandi obiettivi».

Cantore riflette anche sulla sua recente candidatura al Pallone d’Oro: «Che bella sorpresa essere in mezzo a tutti quei nomi… Non un traguardo ma un punto da cui partire, sono nel pieno della mia carriera».

E sulle candidature condivise con altre azzurre aggiunge: «Stiamo facendo un buon lavoro collettivo, se si migliora il merito è di tutti. Un premio alla crescita sia dei club sia della Nazionale».

La giocatrice non nega nemmeno una valutazione personale, frutto di anni di lavoro duro e momenti difficili: «Certo! Ho lavorato tanto, ho superato anni difficili; ho capito che il calcio è fatto di momenti, un giorno non vali niente, un altro segni due gol e ti giudicano la più forte; ho imparato la spensieratezza, facendo un percorso personale, e non permetterò più alla testa di deprimermi se va male né di esaltarmi se va bene. Tutto questo me lo riconosco».

Quanto alla vita negli Stati Uniti, Cantore parla con realismo: «Mi trovo bene, è una cultura lontana dalla nostra, sono curiosa di come ragionano e pensano qui. Mi manca però la bellezza: l’Italia è un’altra cosa. E poi mancano gli amici, però sto costruendo buoni rapporti, e la famiglia, anche se mio fratello è in America e i miei genitori sono già venuti a trovarci».

E sulle amicizie dentro e fuori dal calcio: «Se le amiche sono solo quelle del calcio? Le grandi amiche inevitabilmente sì. Però al mio paese ho un gruppo di amici, una ventina, fuori dal pallone, la mia boccata d’aria, che quando torno a casa trovo sempre».

In un passaggio più leggero, Cantore parla di un aspetto quotidiano e divertente: il rapporto col cibo americano: «Cerco di comprare solo roba italiana, anche se adesso per via dei dazi costa tanto. Mi piace però mangiare americano, e ogni tanto mi concedo uno sgarro». E anche della sua passione culinaria: «Sì, ho già fatto preparato per loro la carbonara, la pasta con pomodoro e stracciatella e la gricia, e hanno molto apprezzato. Amo cucinare per gli altri, mentre se devo farlo per me sono un po’ pigra».

Cantore racconta anche come sia iniziato il suo rapporto con il calcio, partito da ragazzina: «Coi maschi, come tante, e poi a 14 anni al Fiammamonza. Quando è nata la Juventus, Guarino chiamò me e Glionna… Ho avuto una strada facile rispetto a tante colleghe». E ricorda anche gli anni difficili passati tra infortuni e rientri, con quella pressione che l’ha spinta a migliorarsi: «Durante il Covid mi allenavo da sola, correvo sul tapis roulant ripetendomi “devo tornare alla Juve”. (…) Poi tutto è cambiato».

Un altro passaggio significativo riguarda il qui e ora: «È la prima volta che riesco a vivere il qui e ora… Sto cercando l’equilibrio giusto». Sulla generazione attuale e lo sguardo ai social spiega: «Le emozioni non passano attraverso il telefono… I social sono pericolosi, non raccontano la realtà».

Cantore affronta anche temi culturali e di prospettiva per il calcio femminile italiano: «Per far crescere il calcio femminile servono persone disposte a investire sapendo che all’inizio avranno perdite. Siamo indietro culturalmente… non siamo pronti ad accettare il calcio femminile come normalità».

Svelando un lato personale curioso e inedito, rivela anche le sue letture preferite: «Mi piacciono cose impegnative… e vorrei affrontare Schopenhauer. Altrimenti sono una da gialli, leggo tanto Carrisi». E confida un sogno fuori dal campo: «…grazie al calcio ho potuto acquistare una console, ho uno spazio per creare, posso fare musica e sognare ancora, per esempio di suonare in un locale».

Infine, augura al mondo un messaggio di speranza per il nuovo anno:
«A tutti auguro un 2026 migliore del 2025… La mia speranza è che le persone imparino dal passato per non ripetere gli stessi errori… basta poco per un anno migliore».

Pamela Presto: “Mondiale? Segna l’inizio di una nuova fase del futsal femminile. Per l’Italia arrivate indicazioni concrete”

“Per tutte le squadre partecipanti è stato un Mondiale pieno di emozioni e di altissimo livello tecnico e tattico. Il Brasile si è confermato la madre di questa disciplina, con Portogallo e Spagna capaci di tenergli testa per intensità, organizzazione e qualità di gioco. È stata una manifestazione che ha pienamente rispettato le attese”. A dircelo nelle ore scorse è stata Pamela Presto che ha lasciato ai nostri microfoni tanti spunti parlando di futsal come sul Mondiale disputato qualche settimane fa nelle Filippine: “Per le Azzurre è stata un’esperienza preziosa che fornisce indicazioni concrete, ha tracciato un percorso e sta a noi percorrerlo. L’Italia è arrivata al Mondiale inevitabilmente penalizzata dai limiti del nostro campionato, che oggi non garantisce ancora il livello, l’intensità e la continuità necessari per competere stabilmente con le migliori nazionali al mondo. Nonostante questo, la Nazionale ha saputo affrontare la competizione con grande dignità”.

La coach poi sulle Azzurre aggiunge: “La prima vittoria è stata netta contro una squadra ancora in difficoltà nel gioco del futsal, mentre il secondo successo ha messo in evidenza soprattutto il carattere del gruppo, permettendo la qualificazione, un traguardo importante e non scontato. Le sconfitte contro Brasile e Portogallo, poi finaliste, hanno mostrato chiaramente il gap che ancora ci separa da queste realtà”.
Sulla storica competizione disputata in Asia, poi, l’ex calcettista ammette:” Si tratta di un evento che noi tutti amanti di questo sport aspettavamo da una vita. Si tratta di un sogno diventato realtà, carico di emozioni. L’impatto sicuramente è stato fortissimo, per chi lo ha vissuto in prima persona, per chi era presente sugli spalti, per tutti coloro che lo hanno seguito a distanza. Si tratta di un Mondiale che segna l’inizio di una nuova fase per il futsal femminile da far crescere, consolidare e valorizzare ancora di più”.
Pamela, con un lungo trascorso da calcettista anche in Nazionale, alla domanda su un eventuale rammarico per non aver disputato mai un Mondiale in carriera sottolinea: “Il rammarico vero e proprio non c’è. Da ex giocatrice sarebbe stato naturalmente il sogno di una carriera poterlo disputare, ma prevale solo tanto orgoglio e soddisfazione di vedere dove siamo arrivati, ogni cosa arriva quando deve arrivare”.

La classe ’83, nata a Reggio Calabria, poi parlando di Serie A Tesys ci dice: “Mi aspettavo un CMB cosi, è una squadra che sulla carta non ha rivali costruita fin da subito per vincere tutto. Il campionato ci insegna ogni anno che non sempre le favorite riescono a imporsi, soprattutto nei playoff scudetto, dove le partite possono cambiare facilmente. Sul podio non vedo solo la Roma, ma anche Falconara e Bitonto”.
L’ex calcettista, con trascorsi tra Lazio, Ternana e Reggina tra le altre, poi sulla Serie A continua: “Bene Altamura, che rappresenta una bella sorpresa di questa stagione è una società emergente e spero riesca a dare continuità al suo percorso. In generale sto vedendo il solito campionato diviso in tre fasce: le solite quattro società che lottano per il titolo, quelle subito dietro che cercano di mantenere la categoria e le ultime che, quando affrontano le prime, faticano a reggere il confronto sul piano tattico e qualitativo”.

Sul suo presente e sul futuro invece spazio ai giovani, infatti Pamela ci confida: “Mi piace lavorare su progetti che mi diano stimoli importanti dove posso offrire un contributo reale per la crescita di questo sport. Ci diciamo spesso che i giovani rappresentano il futuro di ogni squadra e di ogni disciplina, ma bisogna crederci davvero e investire in modo concreto, non solo a parole. Servono attività strutturate, con una logica chiara e una visione a lungo termine. I giovani di questa nuova generazione sono più fragili, sotto tanti aspetti, per questo cerco di trasmettere non solo aspetti tecnici e tattici, ma soprattutto quei valori che oggi si sono un po’ persi umiltà, sacrificio e rispetto”.
In chiusura poi Presto, che ha vissuto l’esperienza da selezionatrice nella Kinto Future Cup, ci dice: “Allo stesso tempo penso che club e allenatori abbiano una grande responsabilità, le giovani vanno messe nelle condizioni di giocare, sbagliare e crescere. Senza spazio reale nei campionati è difficile costruire il futuro del movimento e, di conseguenza, quello della Nazionale. Mettere la mia esperienza e preparazione a loro disposizione è qualcosa che faccio con grande piacere e responsabilità, e spero, che ciò che lascio possa essere utile per il loro percorso umano e sportivo”.

L’Inter Women, in una montagna russa di emozioni, si prepara per il 2026

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano

L’Inter Women ha approcciato in Serie A, allargata in questa edizione a 12 formazioni, come testa di serie dopo aver raggiunto, nella scorsa stagione, il secondo posto in classifica alle spalle della Juventus e, conseguentemente, la prima storica qualificazione in UEFA Women’s Champions League da quando esiste la divisione femminile del club.

Perché questi risultati venissero raggiunti la società nerazzurra ha deciso di puntare in alto mettendo a disposizione di mister Gianpiero Piovani (al suo secondo anno come allenatore della prima squadra femminile) profili di alto livello, di indiscutibile talento e di esperienza internazionale. Ci si riferisce, nello specifico, a calciatrici come Lina Magull, Tessa Wullaert, Olivia Schough e la campionessa mondiale Ivana Andres (arrivate nella scorsa annata calcistica), ma anche a Karolina Lea Vilhjalmsdottir e all’italiana Benedetta Glionna (che ha contribuito alla vittoria di due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe quando militava nella Roma). Assieme allo zoccolo duro della rosa interista tra cui compaiono i nomi di Haley Bugeja, della capitana Henrietta Csizsar, delle italiane Beatrice Merlo e Elisa Polli, l’obiettivo è tanto ambizioso quanto alla portata della squadra: vincere il più possibile, raggiungere l’alta classifica e perché no, anche lo scudetto e la Coppa Italia.

La squadra ha iniziato il proprio percorso calcistico del 2025-2026 a fine agosto giocando la seconda fase dei preliminari di Women’s Champions League, che avrebbe permesso, in caso di vittoria, alle nerazzurre di qualificarsi alla fase a gironi, in una Champions dalla formula tutta nuova e più simile al corrispettivo maschile. In caso di sconfitta, come poi è successo contro il Brann per 2-1, le ragazze di Piovani avrebbero avuto l’occasione di disputare l’Europa Cup. In questo palcoscenico europeo l’Inter ha avuto il suo battesimo internazionale distinguendosi per il suo valore e venendo eliminato solo alle fasi finali del torneo dopo aver perso per 1-0 contro l’Hacken (squadra che compete nella massima serie Svedese).
Nel frattempo che questo succedeva la squadra di Milano ha giocato con profitto anche la Serie A Women’s Cup, competizione propedeutica al Campionato di serie A in cui l’Inter è arrivato in semifinale e ha perso contro la Juventus Women (detentrice del titolo e della Coppa) per 1-2.

Al positivo esordio di stagione (5-0 contro la neopromossa Ternana), sono seguiti dei risultati che hanno fatto storcere un po’ il naso sia alla squadra che ai tifosi (ci si riferisce certamente ai pareggi contro Fiorentina, Parma e Sassuolo ma in particolar modo alle sconfitte contro la Roma, 3-0, e contro il Napoli 1-0).
La partita contro la Lazio del 23 novembre, vinta per 2-0, è stato il momento di svolta: da questo momento in poi, infatti, l’Inter, che ha visto il ritorno in campo di diverse tra le sue infortunate, è tornato a brillare così come ci si era abituati a vedere il club (al 5-0 contro il Genoa è seguito il 5-1 nel derby di Milano).
In Coppa Italia, ultima partita del 2025 nerazzurro, è arrivata un’altra vittoria (2-1): questa volta i tre punti sono stati conquistati in trasferta contro il Como 1907.

Sono 21 le reti fatte (12 in casa, 9 fuori) e 9 subite (solo 2 in quel del Gianni Brera, 7 in trasferta) dall’undici di Gianpiero Piovani, attualmente 4° in classifica con 15 punti conquistati (8 in casa e 7 in trasferta). Questi dati dimostrano parecchio equilibrio tra i settori, ad una difesa capace (che nella scorsa stagione è stata eletta migliore del Campionato), corrispondono un centrocampo e un attacco altrettanto validi.
Tessa Wullaert è la migliore marcatrice della squadra (e della serie A) con 7 reti segnate di cui una su rigore: l’attaccante belga certo non ha bisogno di presentazioni perché le sue prestazioni in campo parlano a sufficienza del suo talento. Dopo di lei c’è Haley Bugeja con 4 gol.

Dopo la buona chiusura del 2025 con la vittoria in Coppa Italia, l’Inter inizierà il 2026 con l’amichevole contro la squadra maltese dell’Hibernian utile per mettere a punto le strategie necessarie per approcciarsi alla seconda parte del Campionato nella miglior maniera possibile. Il 18 gennaio, infatti, la squadra di Piovani sarà chiamata a dare il meglio di sé nel derby d’Italia in casa contro una Juventus Women non in forma smagliante.

Il Napoli di De Laurentis tende la mano al calcio femminile: “Giovani, è il vostro momento”

“È il tuo momento! Ti aspettiamo il martedì e il giovedì dalle ore 16:00 allo Stadio Borsellino di Volla”. Questo l’annuncio diffuso nelle ore scorse dal Napoli, formazione campione d’Italia maschile presieduta da Aurelio De Laurentis, pubblicate sui propri canali ufficiali di X e Facebook, oltre che tramite le storie Instagram. Il club, infatti, ha chiamato le giovani di Napoli e provincia per sostenere un provino ed unirsi al settore giovanile delle partenopee.

Nel video, della durata di un minuto tra allenamenti e gesti tecnici, vede una giovane con la divisa del Napoli che guardando la telecamera dice: “Ogni ragazza è una forza”,  a cui segue una seconda che qualche secondo dopo aggiunge: “qui inizi a crederci” ed un’altra che poi conclude: “Se puoi sognarlo puoi giocarlo”. La clip termina, poi, con una giovanissima che con viso sorridente annuncia: “entra è il tuo momento”.

Tramite le storie Instagram la pagina rilancia a quella del Femminile Napoli SSC, pagina ufficiale del Settore Femminile capeggiato dal Responsabile Salvatore Esposito. La stessa pagina sottolinea, oltre alle categorie dedicate alle più piccole come quelle per l’Under 11, 13, 15 e 17, l’affiliazione con la prima squadra del Virtus Volla, inserito nel torneo d’Eccellenza campana che la vede, dopo 8 giornate, al quarto posto con 17 punti a -2 dalla vetta. Le iniziative seguono quelle estive quando nel mese di luglio ed agosto erano stati effettuati già degli stage presso il ‘Borsellino’ di Volla.

Nei giorni scorsi, presso lo Stadio Paolo Borsellino di Volla, al termine del Memorial Giovanni Arpaia, riservato alle categorie U15 e U17, Salvatore Esposito, responsabile del settore giovanile femminile del Napoli, aveva dichiarato tramite i canali ufficiali: “Sono molto soddisfatto di quanto visto in campo, sia dal punto di vista tecnico che umano”.

Questo sembra, in parte, correggere il tiro rispetto alle parole pronunciate dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentis, al Giffoni Festival, che sul mancato coinvolgimento del club partenopeo sul calcio femminile disse: “Non ci sono i soldi per fare la Serie A e B, pensiamo se possono esserci i i soldi per il calcio femminile. Con il professionismo, ed innalzando i costi, hanno fatto danni ma non se ne rendo conto”.

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