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Selena Mazzantini, Como 1907: “Dobbiamo restare concentrate sul nostro percorso e mantenere il nostro ritmo”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano

Prosegue la stagione vincente del Como 1907 che consolida la sua posizione in vetta al Campionato di serie B. Nella partita valida per la 19° giornata, infatti, le Lariane hanno battuto in casa il Brescia per 2-1 grazie ai gol di una Valentina Giacinti sempre più intenzionata a mostrarsi in tutta la sua abilità realizzativa (17′) e di Federica Rizza (65′) che, con la sua rete, ha consolidato il vantaggio blindando i tre punti a Como.

Intervistata alla fine della gara Selena Mazzantini, allenatrice delle comasche, ha ripercorso quanto successo in campo e si è detta felice del modo in cui le sue ragazze hanno vissuto il match. Per quanto riguarda la classifica che sorride alle Lariane, ha spiegato come sia fondamentale per loro non essere sotto pressione e restare invece focalizzate sui propri obiettivi e sulla strada da percorrere fino alla fine della stagione; questo permette al Como di procedere partita dopo partita preparandosi al fine settimana nel miglior modo possibile.

“Sono molto soddisfatta di come abbiamo iniziato la partita. Il nostro approccio è stato positivo fin dal primo minuto e ne sono orgogliosa, perché è un aspetto su cui abbiamo lavorato tanto nelle ultime due settimane. Abbiamo preparato la gara nel migliore dei modi e le ragazze hanno interpretato il piano partita davvero bene.
Non vogliamo trasformare questa situazione in pressione. Non stiamo inseguendo nessuno; dobbiamo semplicemente restare concentrate sul nostro percorso e mantenere il nostro ritmo. È così che vogliamo gestire la nostra posizione in testa alla classifica.”

Nella 20° giornata, infatti, il Como giocherà in trasferta contro il Venezia FC che si trova nella penultima posizione in classifica di serie B (e in zona di retrocessione assieme al Trastevere). Proprio per la difficile situazione delle Venete, che hanno una marcia in più per vincere, la partita non sarà semplice e andrà preparata con cura ed attenzione.

Aspettando la Final Eight (e l’EWFT), Domenichetti: “Una gara alla volta come filosofia di vita”

Credit: Giancarlo Dalla Riva- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

INCOGNITE – “Considerando anche il recupero della partita di campionato con l’Altamura, prossima avversaria a Genzano, lo spazio di tempo che ci separa dalla Final Eight è davvero serrato. E la situazione infermeria – aggiunge l’allenatrice – non è ancora definita: le infortunate, Erika Ferrara e Tainã Santos, stanno lavorando per rientrare il prima possibile, ma valuteremo di giorno in giorno, senza forzare nulla. Insomma, una gara alla volta come filosofia di vita. A maggior ragione in un periodo come questo”.

VERSO GENZANO – Tante incognite quindi, ma una certezza che pesa più di tutti i punti di domanda: niente ha mai domato il carattere delle Citizen, che anche in Coppa Italia getteranno il cuore oltre l’ostacolo.
“Come già successo con la Lazio l’anno scorso, incontreremo l’Altamura prima in campionato e poi in Final Eight. È un tipo di squadra che soffriamo, perché difende forte e ha qualità per far male nelle transizioni: se nella gara di andata, come terzo impegno ravvicinato dopo la Supercoppa e un turno infrasettimanale a Giovinazzo, non siamo riuscite ad affrontarle con la migliore condizione psico-fisica, a Genzano possiamo e dobbiamo fare meglio”. Al completo o no, è pur sempre dell’Okasa Falconara campione d’Italia che si parla. “Non so ancora come, ma – chiude fiduciosa Domenichetti – un modo per giocarcela lo troveremo sicuramente”.

Giorgia Marchiori, Vicenza: “Dobbiamo continuare a dare tutto. C’è ancora un obiettivo da raggiungere”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Mettere in ghiaccio la salvezza? È l’attuale volontà del Vicenza. Per il club di serie B, le ultime gare prima del termine del campionato saranno cruciali per quanto rincorso, sopratutto per la ravvicinata distanza di “colleghe” pronte a sgomitare in graduatoria.

Il risultato in difetto rimediato domenica non nasconde lo spirito di giocare ogni pallone come fosse l’ultimo: la realtà biancorossa – al primo anno in categoria – proverà, quindi, a portare ancor più intensità in vista delle prossime gare stagionali. Cosa spingerà ora la rosa vicentina a sottolineare la propria identità ed a conquistare una piazza sicura? A raccontarlo alla nostra redazione Giorgia Marchiori, un contributo che questi colori li conosce molto bene e li indossa con orgoglio dall’ormai lontano (ma non troppo) 2022.

Il tuo matrimonio con questa società è ormai consolidato, per questo motivo ancora oggi ti ritrovi a lottare per un obiettivo comune all’intero collettivo. In questi anni hai, quindi, visto passare diversi volti, diversi momenti, ma a non cambiare è stata la voglia della squadra di farsi spazio tra realtà già performanti in categoria: tu come lo vedi questo capitolo 2025/26?

«Penso che stiamo facendo un bel percorso, anche se per noi è la prima volta in questa categoria. Non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo, per questo motivo dobbiamo continuare a dare tutto in ogni partita, senza abbassare la guardia».

Domenica la caduta tra le mura amiche che ha favorito la San Marino Academy. Una partita che vi ha visto in equilibrio fino al 29’ del secondo tempo…

«Quella disputata non è stata una grande partita: abbiamo commesso tanti errori, sotto ogni punto di vista; l’unica cosa da fare è guardare avanti e testa alla prossima».

Ora un’altra sfida tutta da vivere, quella con il Bologna, reduce da un scivolone che l’ha portata a scendere al quinto posto: un confronto così deciso (come tutti, del resto, visto il peso specifico di ognuno sopratutto in tale fase) come si deve vivere?

«Noi cercheremo di riscattarci in fretta dall’ultima gara. La prepareremo al meglio con la volontà di portare a casa punti necessari».

Guardando al presente ed alla parentesi finale di questo campionato, quale è il tuo auspicio?

«Il mio auspicio è quello di fare bene ad ogni appuntamento e raggiungere insieme alla squadra ciò che ci siamo prefissati».

Si ringrazia Giorgia Marchiori e la società tutta per la gentile concessione.

Eleonora Goldoni scalpita: “La parte più difficile di un infortunio non è il dolore, è l’attesa”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Eleonora Goldoni scalpita per tornare da un infortunio che la tiene ferma ai box e lontana dai campi. La centrocampista della Lazio tramite social ha postato a riguardo: “La parte più difficile di un infortunio non è il dolore. È l’attesa. Perché quando sei un atleta l’attesa non è solo tempo che passa. È la distanza tra te e quello che ami fare. Ti danno delle tempistiche e tu ti aggrappi a quelle date come se fossero una promessa. Poi però il corpo decide diversamente. E quando succede… fa male. Fa male cambiare i piani. Fa male dover essere paziente quando vorresti solo correre, toccare la palla, allenarti con le tue compagne e sentirti di nuovo parte della battaglia”.

La giocatrice biancoceleste ha poi aggiunto: “Gli infortuni più difficili sono quelli che non capisci fino in fondo. Perché lasciano spazio alla cosa più pericolosa per un atleta: la testa. Quella che ingigantisce tutto e ti fa pensare: “E se non tornassi più come prima? E se ci dovessi mettere ancora tanto tempo?” E in quei momenti hai bisogno di qualcuno che sappia ascoltarti davvero. Qualcuno che con i modi e i tempi giusti ti guardi negli occhi e ti dica: calma. Respira. Non è come pensi. Continua a fare tutto quello che stai facendo. Un giorno alla volta. Un passo alla volta”.

Goldoni ha quindi concluso: “E allora mi ricordo una cosa: il corpo a volte sta solo chiedendo un po’ di tempo in più. Perché? Ora non so dare una risposta ma Dio lo sa. 
E io continuerò ad aspettare. Continuerò a crederci. Finché non ci riesco. Continuo a fare la mia parte.
Con fede. Con pazienza. E con la certezza che tutto questo un giorno avrà avuto un senso. Ah.. Mostrarsi vulnerabili non è debolezza. È coraggio. E forse parlarne ci ricorda che non siamo soli.” 

Federica Cappelletti: “Vogliamo continuare a diffondere il messaggio importante di prevenzione contro l’HPV”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In occasione della 16a giornata della Serie A Women del 14-16 marzo, subito dopo la giornata mondiale di sensibilizzazione sull’HPV celebrata il 4 marzo, tutte le squadre del massimo campionato femminile italiano sono scese in campo con un adesivo speciale sulle proprie maglie. Il messaggio “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, promosso da MSD Italia e Serie A Women con l’approvazione del Ministero della Salute, diventa protagonista assoluto, trasformando ogni partita in un’occasione unica per portare tra il pubblico un tema importante di salute pubblica.

L’iniziativa si inserisce nella campagna multicanale “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, che utilizza l’immediata metafora del gesto della portiera: così come bloccare il pallone significa difendere la porta e la squadra, la vaccinazione rappresenta la difesa più efficace contro il papillomavirus, capace di prevenire tumori potenzialmente letali in uomini e donne. Un modo originale e diverso per lanciare un messaggio potente, sfruttando la passione e il coinvolgimento del calcio femminile.

“Siamo orgogliose di poter sostenere una causa di sanità pubblica così importante,” afferma Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women. “Attraverso la visibilità della nostra competizione e il gesto simbolico dell’adesivo sulle maglie, vogliamo continuare a diffondere il messaggio importante di prevenzione contro l’HPV e invitare tutti a informarsi e aderire alla prevenzione, proprio come le portiere che difendono la loro porta ogni settimana. Solo agendo insieme, come una vera squadra, possiamo fare la differenza”.

Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia, sottolinea: “La collaborazione con la Serie A Women in questa iniziativa speciale ci offre l’opportunità di raggiungere un pubblico ampio e di trasmettere, con immediatezza, l’importanza della vaccinazione contro il Papillomavirus. Le portiere della Serie A Women sono un esempio concreto di quanto sia fondamentale la “parata” nella prevenzione: un gesto decisivo che ogni genitore può compiere per proteggere i propri figli, maschi e femmine, e che ciascuna donna e ciascun uomo può compiere per tutelarsi dal rischio di patologie gravi in futuro. Si tratta di una difesa che dura tutta la vita ed è per tutti! Investire nella prevenzione significa investire nel futuro delle persone e del nostro Paese”.

L’HPV, o Papillomavirus, è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa tra uomini e donne. Nella maggior parte dei casi il virus regredisce spontaneamente, ma può evolvere in lesioni precancerose e tumori potenzialmente letali. In Europa, l’HPV è ancora responsabile di quasi il 100% dei tumori della cervice uterina e di una percentuale significativa di tumori di ano, vagina, vulva, pene e orofaringe. Le strategie di prevenzione sono la vaccinazione, disponibile per entrambi i sessi, e lo screening del tumore della cervice uterina per le donne. Per approfondire e ottenere tutte le informazioni utili sulla prevenzione dell’HPV è possibile visitare il sito www.infohpv.it.

Silvia Elia, Pink Sport Time: “Amore ed unione top player della stagione. Spero di trasmettere energia positiva”

Photo Credit: Pink Sport Time

Sono settimane clou per la Pink, reduce da due week end spumeggianti. Da sei punti totali le due dispute di campionato appena messe da parte, mentre ormai mancano solo quattro appuntamenti alla chiusura del sipario 25/26.

Che aria tira nello spogliatoio barese? Ce lo ha raccontato Silvia Elia, giovane contributo della squadra.

Per mezzo del goal di Strisciuglio, domenica è arrivato l’1-0 contro l’Unical. Un’altra lotta con esito positivo che apre la strada alla corsa ad un miglior piazzamento: a questo proposito quale è l’attuale visione dello spogliatoio? Cosa ha offerto questa gara, al di là dei tre punti?

«La vittoria contro l’Unical è stata molto importante: in una partita intensa e combattuta, la rete ci ha permesso di portare a casa i tre punti.

In spogliatoio c’è grande consapevolezza: sappiamo che ogni partita da qui alla fine può fare la differenza per il piazzamento, quindi l’obiettivo è continuare su questa strada con determinazione. Questa gara ci ha dato fiducia e ha rafforzato ancora di più il gruppo».

Pochi giorni a rappresentare la vigilia di quella che sarà una sfida che, al momento, rievoca bei ricordi (si considera la netta vittoria d’andata). In questa fase, però, probabilmente è meglio non vivere “di passato” poiché il Palermo è pronto a rispondere con più sicurezza anche per riscattare ciò che non ha acquisito in precedenza: quanto conterà questa vostra intesa collaudata per spegnere sul nascere la loro voglia di rivalsa?

«Sicuramente la partita d’andata ci lascia dei ricordi positivi, ma in questo momento della stagione non possiamo permetterci di guardare troppo indietro. Il Palermo giocherà con tanta voglia di riscatto e sarà una partita completamente diversa; sarà fondamentale restare unite e concentrate dal primo all’ultimo minuto, perché è proprio da lì che nasce la nostra solidità».

Conoscendo ormai il loro gioco ed il loro muoversi sul campo, dal punto di vista tecnico-tattico cosa si dovrà confermare e cosa, invece, si dovrà evitare?

«Dovremo confermare l’attenzione e l’organizzazione che abbiamo dimostrato nelle ultime partite, allo stesso tempo, dovremo rimanere sempre concentrate e non concedere spazi. Sarà importante essere lucide nelle scelte e concrete sotto porta».

Al di là di quello che sarà il rush finale (per cui indubbiamente tenete a far bene), la squadra ha dimostrato non solo di avere a cuore uno “standard” di continuità, ma anche di mettere al di sopra di tutto l’amore e l’unione: sono stati questi i “top player” di questa stagione?

«Sì, assolutamente. Non è mai stata una questione di singole, ma di squadra: l’aiutarsi sempre, dentro e fuori dal campo, ci ha permesso di mantenere continuità e di superare anche i momenti più difficili. È questo che ha fatto la differenza!».

Personalmente quale è l’impronta emotiva (e non solo) che ti piacerebbe lasciare per questa annata?

«A livello personale, mi piacerebbe lasciare il segno non solo per quello che faccio in campo, ma anche per l’atteggiamento. Voglio essere una giocatrice su cui le compagne possono contare, sempre pronta a dare il massimo e a mettermi a disposizione della squadra.

Dal punto di vista emotivo, spero di trasmettere energia positiva, determinazione e voglia di non mollare mai, perché sono valori in cui credo molto e che penso rappresentino questa squadra».

Si ringrazia Silvia Elia e la società tutta per la gentile concessione.

Beatrice Merlo, Inter Women: “Questa squadra è una famiglia, l’unione è la nostra forza”.

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano.

Nata a Milano il 23 febbraio 1999, Beatrice Merlo è un esterno di grande potenza, che fa della velocità il suo fattore distintivo. Beatrice inizia a giocare a calcio all’età di quattro anni, insieme al fratello, per la squadra maschile del Parma calcio a Milano. A sette anni passa alla Masseroni. Dopo aver iniziato come difensore centrale, viene spostata sulla fascia. Dal 2014 veste i colori dell’ASD Femminile Inter Milano, diventata poi FC Internazionale Milano nel 2018. All’ottava stagione in nerazzurro, Merlo è passata dalla Serie B fino alla Champions League con l’Inter e recentemente ha raggiunto il traguardo delle 150 presenze in nerazzurro.

CHALLENGES:

“Prima di una partita mi concentro per immaginare quello che potrebbe succedere, ma è proprio questo aspetto del calcio che mi dà adrenalina: non si sa mai cosa potrà succedere, non si può prevedere tutto. La partita più importante per la mia carriera è stata quella vinta con l’Arezzo nell’ultima giornata della Serie B: ho segnato un gol e vincendo siamo state promosse, da quel giorno la nostra storia è cambiata”.

TEAM:

“Questa squadra è una famiglia, l’unione è la nostra forza, ma questo gruppo ha anche tanto carattere. Una qualità che prenderei a una mia compagna? Da difensore dico l’abilità di Andrés nell’uno contro uno, specialmente con l’attaccante spalle alla porta”.

PROFILE:

“Mi sento una calciatrice in crescita: ragiono su ogni scelta, sono più paziente e meno impulsiva. Sono cresciuta tanto a livello tattico, ora voglio migliorare sopratutto nella tecnica e nella qualità dei passaggi”.

Le Azzurre a Women4Football: dall’ individualmente insieme all’un’unione di cose che portano energia

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Durante la terza edizione di Women4Football a parlare sul palco della manifestazione, del Salone dei Cinquecento a Firenze, sono state diverse delle Azzurre guidate dal CT Andrea Soncin.
Manuela Giugliano, ad esempio, a affermato: “Quando indossiamo la maglia della Nazionale rappresentiamo l’Italia e per noi è motivo d’orgoglio rappresentarla. C’è tanta gente che crede nel movimento e questa cosa ci deve far dare ancora di più giorno dopo giorno. Sono sicura che con la Nazionale raggiungeremo obiettivi importanti, con ragazze nuove che saranno pronti a raggiungerci in gruppo”.
Cecilia Salvai, tra infortuni e vittorie, ha poi aggiunto: “Il calcio ti regala momenti felici e meno felici che ti aiutano a crescere. Cerco sempre di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, l’importante è crederci sempre e dare sempre il massimo”.


Laura Giuliani invece ha ammesso: “Abbiamo sempre saputo che tutto dipende da noi. A me piace dire che siamo individualmente insieme. Questa frase racchiude quello che siamo, individualmente perchè ognuna ha le proprie caratteristiche, talento e qualità, che poi formano un collettivo. Quello che abbiamo fatto in estate è merito anche dello staff tecnico e medico e di tutti quelli che ci seguono”.
Martina Piemonte ha poi continuato: “Vestire la maglia Azzurra è sempre un sogno. Io ho avuto una carriera particolare, ho cambiato tanto e questo forse mi ha penalizzato. Stiamo facendo un percorso incredibile, ora non abbiamo iniziato al meglio la qualificazione ai Mondiali ma restiamo unite nel bene e nel mano”.

Martina Rosucci, invece, ha evidenziato: “Ogni volta che si raggiunge qualcosa di grande e incredibile, come l’Europeo, ci sia un’unione di cose che portano energia. Ci siamo sentire parte di qualcosa di grande. In ogni modo bisogna risentirsi parte di qualcosa importante per andare in Brasile”.
Sofia Cantore ha poi concluso: “Il momento più bello dello scorso anno è stata la vittoria sulla Norvegia ai quarti di finale degli Europei. Resta una delle gare più emozionanti, eravamo partite senza grosse aspettative ma quello che abbiamo fatto è stato davvero grande, e provi poche volte nella vita”.

Federica Cavicchia, Brescia Femminile: “Dispiace per il risultato, ma una bella emozione segnare il gol con questa maglia”

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Le parole del difensore del Brescia Federica Cavicchia, rilasciate sui canali ufficiali del club bresciano, dopo il 2-1 subito in casa del Como nella diciannovesima giornata di Serie B.

Peccato per il risultato, perché loro hanno trovato il 2-0 proprio nel nostro momento migliore e lì ci hanno un po’ tagliato le gambe. Sono contenta per il mio primo gol, è stata una bella emozione, ma allo stesso tempo mi dispiace che non sia servito per pareggiare la partita. Adesso pensiamo alla prossima settimana: lavoreremo duramente per portare a casa i tre punti contro il Cesena“.

AIC: Uniti dal Calcio – Kick & Unite

ENI Foundation e AIC insieme per la promozione della cultura del calcio giovanile nel mondo Il calcio è una lingua universale. Un messaggio ed un contenuto che unisce e accomuna milioni di persone. In particolare i bambini e le bambine, in tutte le parti del mondo.

 

Il progetto “UNITI DAL CALCIO – KICK & UNITE” nasce dal desiderio di favorire lo sviluppo di una cultura sportiva positiva e sostenibile in alcuni Paesi extraeuropei. ENI Foundation e AIC collaborano insieme per promuovere un modello di cooperazione internazionale basato sulla diffusione del calcio giovanile come strumento di crescita dell’individuo.  ENI Foundation ha scelto di sostenere il modello sportivo educativo che AIC, attraverso il suo Dipartimento Junior, porta sui campi da calcio di tutto il mondo da oltre 10 anni. Un modello di allenamenti e laboratori educativi che nasce anche come strumento di contrasto al fenomeno del “football trafficking” (il traffico di giovani calciatori, da Paesi extraeuropei verso Paesi di tradizione calcistica).

Con questo obiettivo, lo staff del Dipartimento Junior AIC, composto da ex calciatori professionisti guidati dal Campione del Mondo 2006 Simone Perrotta, sarà in Ruanda (marzo 26) Egitto (ottobre 26) Angola (febbraio 27), per formare degli staff di formatori locali, insegnando loro ad operare con i ragazzi e le ragazze del territorio. Intervenire nei luoghi di origine, attraverso la formazione di educatori sportivi locali, significa costruire una legacy concreta per questi ragazzi che, troppo spesso e troppo presto sono costretti ad emigrare con l’illusione di un “sogno sportivo” che si realizza molto di rado.

Invece lo sport, il calcio in particolare, se praticato ed insegnato secondo i suoi veri valori, può rappresentare un ambiente educativo in cui crescere, apprendere e in cui educarsi alla cura della propria salute.  Il modello AIC è basato sulla “centralità del bambino” e non sulla performance sportiva. Non ricerca precoce del talento, quindi, ma acquisizione di valori, competenze e strumenti per una vita adulta e sociale piena e consapevole.

Su questi aspetti tecnico-educativi saranno formati i gruppi di educatori sportivi locali. Con l’intento di trasmettere i principi di uno sport sano e di costruire nel proprio territorio esperienze sportive di qualità ed opportunità di lavoro durature.  Il progetto “Uniti dal Calcio – Kick & Unite” partirà, dunque, il 1° marzo con la prima missione di cooperazione sportiva in Ruanda. Proseguirà, ad ottobre 2026, in Egitto, per finire in Angola nei primi mesi del 2027. Nell’estate 2027, i tecnici africani formati in loco saranno invitati in Italia, in un evento di calcio giovanile, per sperimentare e mettere in pratica le competenze acquisite.

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