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Alessia Piazza, AC Milan: “Sono pronta a ripartire e voglio la Champions”

Pink Sport Time, Tavagnacco e infine, da luglio 2019, Milan: Alessia Piazza, classe ’98 di Como, fa parte del gruppo guidato da Maurizio Ganz nella massima serie femminile e a lei spetta il grande compito di difendere i pali rossoneri insieme a Korenčiová e Zanzi.

Come hai vissuto questo periodo di quarantena? Hai avuto modo di allenarti?
«Ogni settimana il preparatore atletico e quello dei portieri mi danno il programma di allenamento da fare a casa, avendo anche il giardino quando il tempo lo permette riesco ad allenarmi all’aperto anche se mi sento un po’ “in gabbia”».

Dove hai trascorso questo periodo?
«Fino al 4 maggio sono stata a Milano in appartamento insieme a 7 compagne divise in tre case differenti ed è stata una fortuna perché ci siamo fatte compagnia. Dal 4 sono tornata a casa dei miei genitori a Como che ho finalmente potuto rivedere dopo tanto tempo: non è stato facile gestire la lontananza».

Con Ganz e le altre compagne sei in contatto?
«Il mister fa una videochiamata con tutte noi una volta alla settimana e ci scrive tutti i giorni, ci sfida con delle video-challenge, insomma cerca di starci vicino il più possibile e aiutarci».

Hai voglia di tornare in campo? Qualche timore?
«Voglia tanta, paura no perché so che quando ripartiremo lo faremo in assoluta sicurezza. Non mi è mai capitato di stare così tanto ferma, ripartire darebbe un segnale positivo. Aspettiamo buone notizie positive Figc e Governo».

Qual è la caratteristica che contraddistingue il Milan?
«La capacità di rialzarci come abbiamo dimostrato in alcune partite dove, sotto di un gol, abbiamo ribaltato il risultato. Abbiamo come obiettivo la conquista del posto in Champions, siamo pronte a lottare in campo e aiutare chi è più in difficoltà: non ci sono titolari e riserve, siamo un gruppo compatto».

Il ruolo del portiere è particolare, hai sempre voluto difendere i pali?
«Ho iniziato a giocare in spiaggia e mi mettevano sempre in porta, poi mi sono innamorata di questo ruolo: la sensazione di volare e tuffarsi è meravigliosa ma hai anche una grande responsabilità, sei l’ultimo baluardo della squadra».

Come ti trovi con il mister e il preparatore Berretta?
«Con Ganz mi trovo benissimo, ha sempre una parola per tutte, quando una di noi è in difficoltà sa come tirare su di morale. E’ un motivatore e trova sempre le parole giuste per scuoterci. Il suo motto è “Smile and Fire”, sorridete con il fuoco dentro. Con Berretta il rapporto è fantastico, lui è sempre disponibile, mi dà buoni consigli e mi sostiene».

Che augurio fai al tuo Milan?
«Di riprendere e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissate perché ce lo meritiamo: non abbiamo mollato mai e vogliamo finire ciò che abbiamo iniziato, se così non fosse torneremo nella nuova stagione ancora più cariche e determinate».

Ilaria Checchi
Credit Photo: Pagina Instagram Alessia Piazza

Il derby della vita di Virginia Torrecilla operata di tumore alla testa: “La partita più importante di tutte”

“Ho vinto la partita più importante della mia vita”, ha scritto Virginia Torrecilla sui social network. La centrocampista dell’Atlético Madrid è stata sottoposta a intervento neurochirurgico giovedì, eseguito con successo presso la Clinica dell’Università della Navarra di Madrid, dove continuerà la sua riabilitazione sotto la supervisione dei servizi medici Rojiblancos. Giocatore della Coppa del Mondo la scorsa estate in Francia 2019, Torrecilla ha spiegato nel suo profilo Instagram che la settimana scorsa è tornata a Madrid “con mal di testa e dolore cervicale”. La TAC ha rivelato che aveva un tumore in testa. “Sei molto grande e ci vedremo presto in campo”, aveva scritto il club, riferendo sullo stato del suo giocatore.

Jens Morilla, da Siviglia, e Carolina Férez, da Valencia, hanno inviato messaggi di incoraggiamento: “Sono sicura che ci vedremo presto sui campi. Ti mando tutte le mie forze da Siviglia”, ha pubblicato Morilla; “Molta forza”, ha detto Férez. Anche l’UDG Tenerife Egatesa ha voluto supportare Torrecilla: “Tornerai più forte che mai. Ci vediamo a La Palmera”; e l’allenatore femminile dell’Espanyol, Jordi Ferrón, ha parlato a sua volta: “Ti stiamo aspettando sul campo!” E altre star, come Pau Gasol e Iker Casillas, hanno incitato Virginia. Una vera ondata di affetto.

Credit Photo: Facebook Virginia Torrecilla Reyes

Alia Guagni, Fiorentina: “Calcio femminile? No ad un protocollo diverso, piuttosto non ripartiamo”

Il capitano della Fiorentina Women’s Alia Guagni ha parlato ai microfoni del TGR Rai Toscana, queste alcune delle sue dichiarazioni rese note nel primo pomeriggio:

“Al calcio femminile serve l’aiuto del Governo e della FIGC. Siamo dilettanti o professioniste? Protocollo più blando per lo sport femminile? La salute è uguale per tutti. Se non ci sono soldi per noi, non è momento di ricominciare.”

Ha poi fatto seguito l’intervista completa:
“Se il governo non ci dà una mano, se la federazione non ci supporta, dubito che riusciremo a ripartire”, ha detto. “Si sono fermati i dilettanti e noi siamo ancora considerate dilettanti, speriamo possa essere il momento per passare al professionismo. L’idea di due protocolli diversi? Pensare ad una cosa del genere quando si tratta di salute mi sembra assurdo, se il calcio femminile non è in grado di adottare lo stesso del maschile per questioni economiche o gli viene data una mano oppure significa che non è il momento di ripartire”.

Credit Photo: Alessio Boschi

A tu per tu con mister Marco Galletti

Dopo lo stop ufficiale al campionato di serie B decretato dalla Figc, Marco Galletti, allenatore della prima squadra della Roma calcio femminile, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni.

È ufficialmente arrivata la parola Fine sulla Stagione 2019/2020…
“Sì, purtroppo la stagione finisce così. C’è grosso rammarico, ma capisco che non ci sono le garanzie sanitarie per mettere in sicurezza le ragazze. Sono e siamo molto rammaticati. Speriamo si possa ripartire il prima possibile”

Il tuo primo anno nel calcio femminile Che mondo hai trovato e che differenze ci sono con quello maschile dove avevi giocato e  allenato?
“Per me essere alla Roma Calcio femminile è motivo di orgoglio, ho trovato una società che è prima di tutto una famiglia, ma che vuole crescere in modo esponenziale sia a livello di scuola calcio che a livello agonistico.  Se si pensa che durante il periodo di isolamento gli staff hanno sempre fatto incontri e riunioni, si capisce che questa società ragiona da professionista. Quali sono le differenze tra calcio maschile e quello femmine?  Prima di tutto l’aspetto psicologico.  Io sono stato letteralmente rapito dalla serietà e dalla professionalità delle ragazze: U17 prima e Serie B dopo. Non sono mai mancate agli allenamenti, chiedono sempre, vogliono essere seguite in tutto quello che fanno dal corretto posizionamento del corpo o da una postura… fino a controllare e correggere (là dove ve ne fosse bisogno) il gesto tecnico.  Altra differenza è l’approccio al lavoro. Le ragazze stanno sul pezzo sin da subito e se non hanno capito te lo dicono proprio: “non ho capito”, non fanno finta di aver capito e subito dopo sbagliano come spesso accade con i maschi.”

Hai preso la Prima Squadra in corsa, che percorso è stato?
“Allenare la prima squadra è stata per me una sorpresa, ringrazio ovviamente la società per questa opportunità, ho trovato ragazze vere predispote alla cultura del lavoro, vederle arrivare anche un’ora prima al campo per fare palestra (come integrazione all’allenamento) e subito dopo scendere in campo ad allenarsi in gruppo, dopo una giornata di lavoro o di università, ti dà grandi stimoli. Il percorso non è stato facile,  ma avevamo intrapreso la strada giusta poi purtroppo tutto si è bloccato fino alla conclusione della stagione con il comunicato di ieri.”

In questo periodo difficile siete stati costantemente vicino alle ragazze, in che modo?
“Durante lo stop forzato, in accordo con la società, insieme allo staff abbiamo deciso di mandare programmi di allenamento  (ringrazio Alberto per la disponibilità nel preparare i lavori per le ragazze). Per cercare di stare in contatto abbiamo fatto una serie di allenamenti tramite la piattaforma zoom, anche qualche “zoom aperitivo”  così per vederci, per fare due chiacchiere e parlare del più e del meno.”

Credit Photo: Roma Calcio Femminile

Napoli Femminile: “Miss perfect, Mariah Cameron from California”

Il numero perfetto lo porta dietro le spalle miss Mariah from California. Non è un caso, anche se un terzino destro con il numero tre è davvero rara. Cameron ha fatto parte della linea a 4 che mister Marino ha schierato davanti al numero 1 Russo in tutte o quasi le gare di questa stagione. Lei, Di Marino, Groff e Oliviero (insieme alle altre compagne di reparto che si sono alternate in retroguardia) hanno fatto 13…quanti sono infatti i gol subiti. L’ultimo “clean sheet” a Perugia, porta inviolata e la rete da 3 punti del numero 3. Miss perfect, Mariah Cameron.

Credit Photo: Pagina Facebook Napoli Femminile

NUR: più che una squadra di calcio femminile

Giocare a calcio è apparentemente abbastanza semplice: ti metti una maglietta e dei pantaloncini, allacci le scarpe e parti.

Ma è sempre così facile? Apparentemente no se sei una donna musulmana nera, come Iqra Ismail che lo sa fin troppo bene: “In un certo senso ho toccato tutti i canoni in termini di islamofobia, razzismo e anche molto sessismo; Sono dalla parte sbagliata di tutto ciò”.

“La più grande battaglia è stata sicuramente quella di una donna musulmana”, ha continuato la giovane di origini della Somalia che attualmente vive in Inghilterra, “Il calcio femminile sta crescendo, ma per essere onesti sta crescendo principalmente per la comunità bianca e per le persone che hanno più privilegi e posizione nella loro comunità e possono cavarsela un po ‘più essenzialmente. Come donna musulmana ci sono più restrizioni, più stereotipi – e non solo dalla mia stessa comunità ma anche dal resto del mondo”.

Per esempio, l’abbigliamento da gioco deve essere un po ‘diverso. Niente pantaloncini a causa della religione. Oppure il dover indossare un velo. Le braccia coperte.

Iqra Ismail ha fondato NUR, “Never Underestimate Resilience”, una squadra di calcio per donne etniche nere e minoritarie (BAME) a Londra.
Con il supporto delle sue amiche Amirah Jama e Badra Osman, l’idea di Ismail divenne presto una realtà. Dopo la prima sessione di allenamento era chiaro che NUR non era un semplice sogno irrealizzabile; aveva colpito un accordo nella comunità.

“Quando abbiamo avuto quella prima sessione il 21 giugno, è emerso davvero quanto il calcio è necessario”, ha detto Ismail, che ha il certificato di allenatore FA Level 1. “E ha continuato a crescere così. È iniziato con 15 ragazze, poi 18, 23 e 40. È cresciuto davvero in modo esponenziale e in un modo che non avrei mai pensato che avrebbe fatto. È un concetto folle per me credere che qualcosa di simile che era così palesemente necessario non fosse mai stato fornito prima”.

Il suo amore per il gioco ha preso piede in tenera età, in parte grazie a suo fratello, che è un grande fan del Chelsea e con il quale avrebbe guardato le partite insieme. Se qualcuno le avesse mai detto che non poteva giocare, la rendeva ancora più determinata a dimostrare che si sbagliavano.

Tuttavia, in un’era di social media, Ismail e le sue compagne di squadra sono state ancora sottoposte a ostilità su Instagram, Facebook e Twitter.
“Siamo un’unità, una squadra. Ci rappresentiamo e proteggiamo a vicenda. Queste sono solo persone dietro uno schermo, non significano molto e non sono le persone che possono dire qualcosa che conta”.

Per Ismail, che attualmente sta studiando per la sua laurea in sociologia e psicologia, è ora particolarmente importante che anche la prossima generazione possa beneficiare della NUR. Molte ragazze smettono di giocare a calcio intorno ai 15 e 16 anni perché i loro genitori vogliono che si concentrino sulla loro istruzione. Ricominciano a giocare quattro o cinque anni dopo, ma il gap è quello che Ismail vorrebbe colmare.

“Non puoi giocare. Dovresti essere in cucina” è una frase che si sente spesso.
“È davvero importante per le fasce di età più giovani, forse anche gli U-10, gli U-13, gli U-16, gli U-6 e gli U-8”, ha detto. “Devi creare questa idea di resilienza e passione per il gioco in giovane età. Voglio instillare presto l’idea e dire: “Sai cosa? Se il calcio è la tua passione, devi continuare”.

Credit Photo: Pagina Twitter di NUR Women’s Football Club

Laura Giuliani e Aurora Galli ritornano in campo: «Come il primo giorno di scuola».

Le giocatrici Laura Giuliani e Aurora Galli della Juventus Women e della Nazionale italiana, hanno potuto finalmente ritornare in campo a Vinovo per gli allenamenti dopo lo stop forzato causa emergenza Coronavirus. Entrambe hanno commentato su Instagram il momento emozionante del rientro sul rettangolo verde.

giulianilaura1 «Oggi sono tornata a calpestare l’erba, a sentirne l’odore fresco ed inebriante, tanto da poterlo quasi assaporare.
È stato tutto semplicemente BELLISSIMO». •
#backatwork #paradise #goodvibes #stepbystep #workhard #lg1

auroragalli4 «Oggi è stato come il primo giorno di scuola… ⚽️😍

Credit Photo:Pagina Instagram Laura Giuliani

Tore Arca, coach Sassari Torres: “Senza vaccino, sarà impossibile imporre al calcio dilettantistico protocolli sanitari simili a quelli della serie A”

Duro fare il mister senza un campionato. È quello che è successo a Tore Arca, il mitologico allenatore della Torres Femminile, colui che ha messo la firma su 5 dei 7 scudetti conquistati dalle rossoblù («Sì, sono il tecnico più titolato d’Italia in ambito femminile», dice senza falsa modestia). A febbraio la società rossoblù lo ha ingaggiato – ancora una volta – come allenatore, dopo l’esonero di Mario Desole. Obiettivo: portare la Torres in Serie B. «Un obiettivo ampiamente alla nostra portata, grazie a una squadra piena di energia e che fino a quel momento aveva fatto un ottimo campionato, sempre ai vertici della classifica. Ma…». Il “ma” pronunciato con stizza da mister Arca è il coronavirus che ha giocato – anche a lui – un brutto scherzo. A causa dell’emergenza sanitaria, infatti, il tecnico è ancora in attesa dell’esordio ufficiale sulla panchina delle rossoblù. «Comunque sono in buona compagnia, anche Zenga sta ancora aspettando di guidare in campo il Cagliari».

Arca, sono passati più di tre mesi dal suo ingaggio..
«Ho allenato le ragazze per un mese, ma non abbiamo mai giocato perché il campionato era in fermo tecnico. Poi è scoppiato l’inferno e le gare sono state sospese».
Ora Arca e le sue ragazze attendono il responso della Lega Nazionale Dilettanti che, venerdì, dovrebbe decretare lo stop definitivo dei tornei e decidere su promozioni, retrocessioni ed eventuali ripescaggi.

Quante probabilità ci sono di rivedere le rossoblù in campo nelle prossime settimane?
«Nessuna direi. La decisione della Lnd sembra scontata. Metterà la parola fine ai campionati di calcio dilettanti, sia maschili sia femminili. Per questo da venerdì scorso le giocatrici della Torres sono tutte rientrate a casa, tranne due che aspettano la riapertura degli aeroporti. La speranza è quella di rivederci alla prossima stagione, che dovrebbe ripartire a metà ottobre .. ma non ne sarei così convinto. Se non ci sarà il vaccino, sarà impossibile imporre al calcio dilettantistico protocolli sanitari simili a quelli della serie A. Le società non potrebbero reggere uno sforzo economico simile».

Promozione, ripescaggi… la Torres può aspirare alla serie B?
«Me lo auguro, sarebbe un bel riconoscimento per le ragazze che hanno lavorato duro fino a quando hanno potuto giocare. Al momento la classifica ci dice che siamo fuori perché la Torres è al secondo posto in classifica, nel girone C, dopo la Pontedera. Di sicuro ci sarà uno spareggio tra le squadre capolista dei rispettivi quattro gironi. Due saranno promosse, le altre due faranno un ulteriore spareggio contro le ultime due della serie B. Ma ci saranno anche i ripescaggi …qualche squadra potrebbe infatti rinunciare al salto di categoria per problemi economici, oppure potrebbe esserci un allargamento del campionato. Le possibilità ci sono, noi incrociamo le dita, in ogni caso siamo pronti, ne ho già discusso con la società».

Dopo il successo del Mondiale, il calcio femminile rischia un brusco stop a causa della pandemia?
«Tutto il calcio subirà duri contraccolpi, soprattutto quello dilettantistico che si regge su piccole sponsorizzazioni. Il virus non fa differenze di genere: sarà dura per tutti, non solo per le donne».

Gianna Zazzara

Le atlete del Sydney University partecipano alla “May 50K” per sostenere la ricerca

È stato possibile giocare solo un round prima che la stagione NPLW del New South Wales fosse deragliata dalla pandemia di coronavirus a tempo indeterminato. Nove settimane il Football NSW ha pubblicato una bozza che illustra le linee guida di sicurezza che le squadre dovranno seguire quando saranno in grado di tornare all’allenamento. Ciò significa che potremmo non essere così lontani dal vedere il secondo round in corso. Cosa hanno fatto le calciatrici nel frattempo?

Non potendo allenarsi insieme e non avendo accesso alle palestre, le giocatrici hanno dovuto trovare metodi alternativi per mantenersi in forma, gli sono stati anche consegnati programmi da completare, in modo che siano pronte per quando il calcio riprenderà.

Tuttavia, questo stop forzato ha anche dato loro l’opportunità di trovare nuovi hobby lontani dal calcio per aiutare a riempire il tempo in isolamento, tra cui: intraprendere nuovi studi, passare più tempo con la famiglia, imparare a dipingere…

Le attuali campionesse di club e premiership, vincitrici del campionato del 2019, del Sydney University, hanno messo a frutto i programmi di corsa, scegliendo di prepararsi per partecipare alla “May 50K”, corsa per aiutare a sensibilizzare e finanziare la ricerca sulla sclerosi multipla. Tutto è iniziato come una proposta su una chat di zoom che alla fine è cresciuta a dismisura fino ad includere 14 giocatrici sia di prima squadra che riserve, iscrivendosi per correre 50 km ciascuna nel mese di maggio per raccogliere fondi e supporto per trovare una cura per questa terribile malattia. Nonostante le ragazze siano a poco più di metà strada dall’obbiettivo, hanno già raccolto oltre $ 3.800.

La centrocampista del Sydney University e dei Newcastle Jet, Clare Wheeler, ha affermato che unirsi per una causa così importante ha permesso a lei e alle sue compagne di rimanere motivate ​​e connessi, non solo l’una con l’altra, ma anche a qualcosa di più grande di loro sia come calciatrici che come leader.

“È stata una grande opportunità per il team per rimanere attive in ​​un ambiente un po’ connesso, collegando il team e il club a qualcosa di più grande di noi”, ha detto. “È stato grandioso che, nonostante le restrizioni per il COVID, il club  in generale e noi come calciatrici, siamo state comunque in grado di contribuire”.

Credit Photo: The Women’s Game

LND unanime sulle proposte al Consiglio Federale per la conclusione dei campionati

Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, tenutosi oggi in videoconferenza, ha messo a punto le proposte (votate all’unanimità), che saranno portate al vaglio del prossimo Consiglio Federale, in ordine ai meccanismi di conclusione dei campionati nazionali e regionali, per la necessaria ratifica.

Per quanto riguarda la Serie D, la LND proporrà al massimo organismo federale la cristallizzazione delle classifiche al momento dell’interruzione del campionato, prevedendo in questo modo la promozione delle prime classificate di ciascun girone e la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento. Quest’ultimo aspetto, peraltro, aderisce a quanto già indicato dal Consiglio Federale in relazione ai campionati professionistici. Tra le richieste, anche quella relativa ad una graduatoria di merito per gli eventuali ripescaggi laddove si verificasse una carenza di organico, sempre tenendo conto di privilegiare il valore primario del merito sportivo.  

Analogamente per quanto attiene le attività di calcio a 5 nazionali ed il campionato di Serie C di calcio femminile, il Consiglio Direttivo proporrà alla FIGC di applicare i medesimi criteri relativi al merito o al demerito sportivo. Per quanto concerne l’attività regionale il Consiglio Direttivo ha invece affidato al Presidente Sibilia e agli altri consiglieri federali in quota LND, il mandato di richiedere una delega in favore della stessa Lega Nazionale Dilettanti, affinché sulla base delle realtà territoriali si possano adottare i criteri relativi alla conclusione dei campionati. Sempre in ordine all’attività agonistica è stato deliberato, a malincuore, che per questa stagione sportiva non si darà corso ai campionati di Beach Soccer. 

“Abbiamo agito con la massima accortezza e nel rispetto delle linee indicate dal Consiglio Federale in ordine a promozioni e retrocessioni in Serie D – ha commentato il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia – consapevoli che non fosse affatto semplice affrontare la situazione tenendo conto delle peculiarità verificatesi. Ritengo sia stato fatto un lavoro scrupoloso, confortato dall’unanimità del voto in Consiglio Direttivo e guidato dal principio del merito sportivo, al quale la LND si è sempre attenuta. Credo ci siano le condizioni, anche nell’ottica della sempre più auspicata riforma del sistema calcistico italiano, di poter successivamente andare a soddisfare le ambizioni di chi avrà i requisiti oggettivi per nutrirle. Ora attendiamo il pronunciamento del massimo organismo della FIGC sulle nostre proposte. Poi finalmente potremo cominciare a pensare alla nuova stagione, con l’augurio di ripartire più forti e decisi di prima”.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

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