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La Jesina Femminile post-covid lancia i primi segnali

Il presidente Massimo Coltorti spende già parole rassicuranti per la Jesina che verrà. Perché? “Perché sono certo che sapremo  ritagliarci un ruolo da protagoniste nel prossimo campionato nazionale di serie C –dice Coltorti– senza eccessi, come al solito, facendo forza sulle  tante giocatrici che abbiamo cresciuto in questi anni e sulle nostre giovani di talento”.

Mentre il campionato puo’ dirsi a questo punto ormai concluso, salvo colpi di testa della LND, c’è ancora incertezza sulla data e modalità di ripresa degli allenamenti. Mentre la Commissione Medico Scientifica della FIGC ha già fornito, tra modifiche e ripensamenti, il protocollo per la ripresa delle attività per i professionisti, ancora tutto tace sul fronte dilettantistico.

“Quando avremo un chiaro protocollo di sicurezza -dice il Presidente- metteremo in atto le misure necessarie per concludere degnamente la stagione con qualche altra settimana di allenamento. Sempre purché tutto si svolga secondo le regole e nella più totale sicurezza per le nostre tesserate. Se poi la LND deciderà di farci completare la stagione, ma mi sembra davvero impossibile, saremo pronti”.

Considerate le davvero minime probabilità che la stagione agonistica possa essere portata a termine, la Jesina chiuderà formalmente al terzo posto il girone C di questo campionato 2019/20. Tutti attendono ora con trepidazione le decisioni della FIGC al riguardo le misure da adottare per allenarsi, ma anche e soprattutto eventuali modifiche alle strutture dei tornei ed eventuali sostegni a livello economico per le società, necessari per la sopravvivenza del sistema dilettantistico.

“Siamo fiduciosi riguardo il sostegno dei nostri sponsor -dice il Presidente- da sempre ci supportano con grandissima generosità, permettendoci di continuare a coltivare questo sogno. Ma anche la Federazione deve andare incontro ai Club, permettendo loro di sopravvivere in questo difficilissimo momento”.

“Stiamo già lavorando, assieme con il sempre attento direttore sportivo Gino Romano, per la costruzione della squadra. Purtroppo abbiamo tante brave giocatrici che potrebbero lasciarci perché hanno deciso di andare a fare l’università fuori regione. Poi ci sono alcune atlete oggetto di interesse di società di categoria superiore, in primis Martina Tamburini, la nostra punta di diamante, che è richiestissima da molti club di A e di B. Quindi alcuni ruoli andranno sicuramente potenziati, perciò ci stiamo già guardando attorno”.

L’allenatore?
“La nostra volontà è sempre di riconfermare Emanuele Iencinella, che tanto ci ha dato in questi anni, e che credo abbia volontà di restare. Presto ci incontreremo per valutare assieme il da farsi”.

Vito Tisci, Presidente del Settore Giovanile e Scolastico: “Riapriamo i centri sportivi ma non useremo il pallone”

Da domani, 25 maggio 2020, potranno riaprire i centri sportivi e potranno ricominciare gli allenamenti i bambini e i ragazzi delle scuole calcio. Il Presidente del settore calcio giovanile e scolastico Vito Tisci è intervenuto sulla questione. Parlando a TST Web Magazine, il massimo dirigente della categoria ha analizzato alcuni punti che stanno spingendo alcune società a non riaprire i loro centri sportivi.

“Ho chiesto di fare un protocollo per le scuole calcio con tutte le linee guida del caso. Si può fare allenamento individuale con quattro o cinque atleti per gruppo. Si può fare attività motoria. Non si può usare il pallone, non si può fare la doccia. Il genitore deve autocertificare che il figlio ha avuto o meno il Covid-19. Non si possono fare assembramenti e bisogna usare i dispositivi di sicurezza, come guanti e mascherine. Bisogna misurare la temperatura e deve essere presente un medico sul campo” ha dichiarato Tisci.

Il presidente della lega giovanile ha parlato poi di un protocollo che dovrebbe diventare operativo nei prossimi giorni: ” Lunedì sarà pubblicato un protocollo sul nostro sito per gli allenamenti individuali. C’è stata un po’ di confusione perché gli Enti di Promozione Sportiva fanno il loro protocollo”. Nonostante la ripresa, vige ancora la circolare firmata dal Presidente Gravina che impedisce ogni attività sportiva fino al 14 giugno. “Una società che non rispetta le linee guida va incontro a responsabilità civili e penali – sottolinea Tisci –  al momento la FIGC non può fare dei controlli, ma è ovvio che se riceviamo segnalazioni provvederemo a renderlo noto alla Procura Federale. È un nostro dovere”.

Sarà difficile anche per le piccolissimi realtà calcistiche locali riprendere a pieno regime le attività. Del resto, con il caos che ruota intorno alla Serie A, sarebbe stato un paradosso se le formazioni dilettanti, giovanili e amatoriali ripartissero come se niente fosse. Una nuova questione da affrontare per la governance calcistica nazionale.

Giada Greggi, Roma Femminile: “Indossare questa maglia è un’emozione indescrivibile”

Giada Greggi, centrocampista della Roma Femminile, è stata intervistata in diretta social dai canali ufficiali della Roma nel programma “Women’s Weekly”:

Qual è stata la prima cosa che hai fatto nella Fase 2?
“Non vedevo l’ora di allenarmi, di stare all’aria aperta, la prima cosa che ho fatto è stata iniziare il programma che ci hanno dato i preparatori atletici”.

Hai sofferto in quarantena?
“Ho sofferto molto. È anche stato giusto stare a casa per quelle persone che hanno affrontato il virus in prima linea”.

Cosa ti manca di più?
“Lo spogliatoio tantissimo, soprattutto le chiacchierate con le compagne, poi gli scarpini, il campo, la palestre… Mi manca abbracciare le mie compagne”.

Cosa hai fatto in questo periodo?
“Ho letto molti libri e cucinato molto, dai primi ai dolci, anche se ho solo assaggiato per via della dieta della società, ma mi sono divertita molto”.

Hai esordito giovanissima.
“Ho esordito a 14 anni grazie a Fabio Melillo, ero la più giovane, Quando mi chiamò ho pensato solo a dare il meglio per aiutare la squadra: lo ringrazio”.

Come hai iniziato?
“Ho iniziato a 7 anni col Testaccio, poi la Res Roma e alcune partite con la Primavera, poi sono passata in prima squadra”.

Come ti sei avvicinata al calcio?
“Grazie a mio fratello che giocava, e poi vedevamo tante partite in tv. Mamma mi ha fatto fare danza classica, ma non era il mio sport, ho iniziato a palleggiare e ci siamo accorti che questo era il mio sport”.

Tuo fratello è stato fondamentale
“Sì, ma oltre mio fratello anche mio zio ha giocato, siamo una famiglia di calciatori”.

Il tuo idolo da bambina?
“Ho sempre ammirato tantissimo Messi, continuo a seguirlo anche adesso. Ho diversi giocatori a cui mi ispiro ma soprattutto lui, è il mio idolo”.

Hai sempre fatto la centrocampista?
“Ho iniziato da difensore centrale con i maschi, poi sono passata a fare l’attaccante, poi a centrocampo. Qui mi esprimo meglio, mi appartiene”.

Su cosa devi migliorare?
“Sulla timidezza e sulla personalità. A dir la verità devo migliorare un po’ in tutto, ma soprattutto in questi due”.

Com’è per te giocare con la Roma?
“Giocare con la Roma è un grande onore, sono romanista. Indossare questa meglio e vedere i tifosi sugli spalti è bellissimo, è un’emozione indescrivibile”.

Quando la Roma ha creato la squadra femminile, cosa hai pensato?
“Speravo che mi chiamassero, era il mio sogno. Quando ho ricevuto la chiamata sono rimasta a bocca aperta, non me l’aspettavo”.

Cosa hai provato quando hai ricevuto la fascia?
“Ho provato una sensazione bellissima, mi sentivo una grande responsabilità, ricevere la fascia da Bartoli alla Roma è stato bellissimo. Ho incoraggiato la squadra mettendomela sulle spalle. Ringrazio Elisa”.

Che momento è stato?
“Quando Elisa è entrata ha fatto un discorso e tutte mi guardavano, non me l’aspettavo e poi sono scoppiata a piangere. Sono stata molto contenta”.

Cosa rappresenta la fascia da Capitano da romanista?
“È un po’ tutto, sicurezza, responsabilità e onore. È come se avessi un carico addosso, rappresenti la Roma e spero di diventarci: è tutto qui”.

Ti senti capitan futuro?
“Penso al presente, Elisa è il capitano, per ora io penso a dare il massimo”.

E poi è arrivata la convocazione in Nazionale
“Ero in palestra, Betty ha iniziato a parlare, e quando ha fatto il mio nome sono rimasta a bocca aperta e sono uscite due lacrime”.

Che emozione hai provato al gol con l’Italia?
“Ero molto libera mentalmente, non pensavo di giocare. Mi trovavo bene con le compagne, poi la palla è entrata. In quel momento non ho realizzato, ma dopo sì. Lo stadio era pieno, è stato bellissimo”.

Com’è andato l’ambientamento in Nazionale?
“Non conoscevo nessuno, mi ambiento col tempo. Ho parlato con tutte, loro si avvicinavano. Stavo bene con Deborah Rinaldi, la mia compagna di stanza e con Elisa. Poi sono stata bene con tutte e ho pensato solo a dare il massimo”.

Da chi hai imparato di più?
“Da tutte. Mi piace osservare, ma da Cernoia e Galli ho preso molto, sia per tecnica che mentalità”.

Il calcio cosa ti ha dato a livello personale?
“Mi ha fatto maturare, mi ha preso donna. Sono cambiata di mentalità e a livello umano, mi ha cambiato moltissimo. Sono un po’ chiusa perché ho iniziato con i maschi, ma poi con le ragazze è stato diverso. Non pensavo esistesse un calcio femminile, ma poi ho iniziato a fare esperienza e mi sono trovata molto bene”.

Com’è stato giocare con i maschi da piccola?
“All’inizio venivo giudicata malissimo, ma poi cambiavano idea vedendomi giocare. Mi criticavano ma poi mi volevano. Nella vita ci sono sempre ostacoli, ma vanno sempre affrontati e superati”.

Hai sentito la pressione di aver esordito da piccola?
“Sì ma pensavo solo alla strada davanti a me. Cerco sempre di vedere avanti e dare il massimo, non mi importa delle voci esterne. Non ho mai sentito questo peso, sono sempre stata concentrata, non ho sentito pressione. Penso solo a dare il massimo per la squadra”.

Come ti prepari alle partite?
“Mi piace la musica, ma dipende dallo stato d’animo. A volte il raggaeton e altre volte l’house, dipende da come mi sento”.

Un tifoso ricorda le partite al mare da piccolo insieme a Giada Greggi.
“Quante partite al mare (ride, ndr). Mi piace giocare, non mi importava se mi dicevano che non potevo giocare. Giocavo moltissimo”.

C’è qualche canzone che ti rappresenta di più?
“No, mi piace ascoltare tutto. A volte ballo anche”.

Piatto preferito?
“Carbonara la preferita, ma anche cacio e pepe e amatriciana”.

Hai consigli di film o serie tv?
“Mi piace molto Goal, la storia di Santago Munez, ma anche il film su Pelé e il documentario su Messi”.

Ti piace il soprannome Giadina?
“Sì mi piace, è un modo confidenziale”.

Che effetto di fa essere una calciatrice che può ispirare le più piccole?
“È bello essere d’ispirazione, ti senti di aver lavorato e di aver superato ostacoli. Anche io vedevo come fonte di ispirazione una persona più grande di me per prendere informazioni e migliorarmi”.

Perché hai scelto il numero 20?
“Innanzitutto perché sono del 2000, poi perché sono nata il 18/2 e la somma è 20, e infine perché da bambina con la coda pensavo che si vedesse il 10 coprendo la parte superiore”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Beatrice Carlucci, il talento cristallino nerazzurro

Nel marasma giovanile del calcio femminile italiano stanno nascendo talenti a dismisura che saranno la colonna portante del nostro movimento per molto tempo.

Uno di questi è Beatrice Carlucci, centrocampista centrale classe 2002 dell’Inter ed uno dei talenti più cristallini del nostro panorama. Ligabue cantava “Una vita da mediano” , canzone che calza perfettamente per Beatrice, un vero e proprio orologio svizzero davanti alla difesa, sia per l’accuratezza dei suoi interventi in fase difensiva che per la capacità di trovare i giusti spazi verticalizzando per le compagne pronte ad aggredire lo spazio. L’avvio dell’azione passa sempre per i suoi piedi facendosi trovare sempre pronta per impostare eventuali contropiedi e ripartenze ma anche per dettare i tempi in mezzo al campo facendo ristabilire le compagne nelle proprie posizioni dopo un eventuale azione di attacco. Quest’ultima caratteristica le ha permesso anche di approfondire la sua capacità nella difesa della palla risultando una spina nel fianco per le trequartiste avversarie. Il controllo della palla nello stretto e l’altissima sensibilità del suo piede sono due delle abilità che più caratterizzano la giocatrice. Mostra anche una consapevolezza nei propri mezzi concedendosi dei colpi da maestro come le punizioni dalla distanza, sua specialità della casa.

Credit Photo: Federico Fenzi

Walter Mattioli, Presidente Spal: ““Accettiamo la decisione federale anche se dispiace chiudere così un Campionato”

A seguito del Consiglio Federale del 20 maggio 2020, la FIGC ha disposto la definitiva interruzione dei campionati organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, tra cui il Campionato di Serie C Femminile.

Questa decisione chiude ufficialmente la stagione 2019/2020 di Accademia SPAL Femminile: la squadra di mister Max Malagolini, al momento dell’interruzione, si trovava in decima posizione dopo l’ultima giornata disputata.

“Accettiamo la decisione federale – commenta il presidente biancazzurro Walter Mattiolianche se dispiace chiudere così un Campionato dove la nostra squadra, la più giovane della Serie C, partita dopo partita stava dimostrando una crescita del proprio valore tecnico. La salvezza era praticamente acquisita: un risultato importante per un gruppo di ragazze che aveva iniziato a conquistare ottimi risultati. Personalmente, ero curioso di vederle giocare fino al termine della stagione regolare, poiché la loro maturazione era evidente. E’ presto per delineare il futuro, ma l’idea è di ripartire dall’attuale staff tecnico e dalla squadra che allenavano. Vorremmo continuare a crescere e migliorare. Durante l’estate faremo tante valutazioni e progetti, anche in base a come si evolverà l’emergenza sanitaria”.

Amanda Tampieri, Florentia: “Spero che presto venga riconosciuto il professionismo nel calcio femminile”

Amanda Tampieri, estremo difensore della Florentia, ha rilasciato un’intervista alla pagina Instagram liberibosman parlando della sua permanenza alla squadra neroverde e del movimento calcistico femminile italiano.

Com’è nata la sua passione per il calcio?
“Credo di aver sempre avuto la passione per il calcio, si da piccola in famiglia guardavo le partite in tv, sia mio fratello che mio padre giocano a calcio e ricordo che all’età di 2/3 anni restavo per ore a guardare le partite registrate di Ronaldo.”

Il movimento calcistico femminile si sta propagando sempre più anche se non ha raggiunto per ora il professionismo; qual è il suo pensiero a riguardo?
“Spero che presto venga riconosciuto il professionismo per il calcio femminile perché è giusto così. È vero a livello fisico non si può comparare con il calcio maschile, ci sarà sempre disparità, ma ciò non toglie il fatto che una partita di calcio femminile possa essere più spettacolare, piacevole ed interessante di una dei nostri colleghi. In questi anni il livello del calcio femminile è cresciuto in maniera esponenziale sotto molteplici aspetti.”

Ha riscontrato delle differenze nell’interpretazione del modo di fare calcio tra l’estero e l’Italia? E come si trova in questa nuova realtà e quali sono i progetti per il futuro?
“La differenza più grande che ho riscontrato è sul lavoro fisico, ho notato che all’estero si lavora molto di più sull’aspetto fisico e si tralascia qualcosa riguardo l’aspetto tecnico tattico, fatta specie per il mio ruolo. Alla Florentia mi trovo molto bene, le ragazze sono fantastiche ed abbiamo formato un gruppo molto attaccato. Inoltre, per quanto mi riguarda ma credo che valga anche per le mie compagne, facciamo parte di una grande famiglia che ci ha accolto a braccia aperte fin dal primo giorno e parlo di tutto il paese di San Gimignano, che ci supporta numeroso in ogni partita, anche in trasferta sono straordinari proprio come una vera famiglia.”

In che modo sta vivendo questo periodo?
“Non è facile stare lontano dal campo, ma la salute è altrettanto importante. Non è semplice nemmeno restare chiusi in casa, ma io personalmente sono fortunata ad avere uno spazio all’aperto dove poeter fare gli allenamenti e passare un po’ di tempo.”

Credit Photo: Florentia San Gimignano

Federica Russo: «Il mio Napoli merita la promozione in Serie A»

Protagonista tra i pali nella splendida stagione del Napoli femminile, Federica Russo spera nella promozione in Serie A, anche se il campionato non dovesse riprendere. Il portiere, in esclusiva a Calcionews24.com, racconta la stagione e il momento delicato che anche la Serie B femminile sta vivendo.

La Figc femminile ha disposto un’ulteriore sospensione del campionato: si riprenderà mai secondo te?
«No. Continuano a prorogare, neanche loro hanno le idee ben chiare. A livello organizzativo e medico è difficile mantenere certi standard, quindi secondo me no, non si riprende».

Il tuo Napoli stava facendo molto bene e prima dello stop era primo in classifica. Che stagione è stata?
«È stata una stagione bella e avvincente. Sono andata a Napoli perché il progetto era bello e ambizioso. Mi avevano detto che puntavano alla Serie A. Alla Juventus non ho giocato tantissimo e lì avrei potuto giocare titolare. Nel corso della stagione la squadra cresceva sempre più, stavamo facendo bene, ci stavamo rinforzando. Poi quando uno si conosce gioca meglio. C’erano tutti i presupposti per salire in Serie A».

Pensi che se non dovesse finire il campionato il Napoli possa essere comunque promosso in Serie A?
«Lo spero perché siamo prime a due punti dalla seconda, con una partita in meno. Se salissimo in Serie A non ruberemmo nulla, ce li siamo guadagnati questi 36 punti. Spero di sì. Mi dispiacerebbe se congelassero il campionato senza promozioni e retrocessioni. Poi, ovviamente, chi parla da ultimo in classifica la penserà diversamente. In Spagna hanno fatto vincere le prime e fatto stoppare le retrocessioni».

Una soluzione potrebbe essere una Serie A a 14 squadre?
«Sì, in passato c’è stata già la Serie A a 14 squadre. Bisogna vedere quante squadre in Serie A hanno i soldi per rimanerci. Sento che giravano voci di squadre minori in difficoltà, quindi è da vedere. Ma sicuramente una soluzione è la Serie A a 14 squadre»

Per quanto riguarda la ripresa degli allenamenti invece qual è la posizione del Napoli?
«Secondo me non riprendiamo a prescindere dal Governo perché non abbiamo le strutture per poterci allenare. Non abbiamo una nostra struttura e un nostro campo, ci sono varie problematiche, anche a livello medico. Secondo me non si riprende. Non tutte le società possono riprendere».

Credit Photo: Facebook Napoli Femminile

Saverio Sticchi Damiani, Lecce Women: “Anche se ci stavamo tutti divertendo bisogna accettare la decisione”

Con la decisione del Consiglio Federale di bloccare i campionati di Serie B e Serie C, molte squadre hanno dovuto bloccare tutti i progressi e tutti gli sviluppi che nel corso della stagione stavano portando i suoi frutti. Questo è il caso del Lecce Women, entrato sotto la protezione dell’U.S. Lecce da questa stagione, che nel corso del campionato ha dato prova dei miglioramenti portati dalla società maschile. Uno dei massimi promotori della squadra femminile è da sempre stato il presidente Saverio Sticchi Damiani, che ha espresso tramite un videomessaggio su Facebook la sua solidarietà alle ragazze riservando qualche parola di conforto specialmente a Serena D’Amico, attaccante e bandiera della società salentina che nella prossima settimana dovrà sottoporsi ad un importante intervento al ginocchio.

Queste le parole del patron giallorosso:“Volevo mandare un messaggio speciale alla squadra femminile dato che oggi è un giorno un po’ speciale con la delibera della FIGC dell’interruzione del campionato. Dispiace che si interrompa proprio sul più bello ma purtroppo è accaduto qualcosa di più grande di noi e purtroppo dobbiamo accettare anche se ci stavamo tutti divertendo in questa competizione che ha visto impegnate in maniera meravigliosa le nostre ragazze. In questa occasione mando un abbraccio forte a tutta la famiglia del Lecce Women, quasi 100 persone impegnate tutti i giorni. Prima di chiudere mi permetto di fare un piccolo saluto speciale a Serena D’Amico che la prossima settimana si deve operare al ginocchio, a lei le auguro un’immediata guarigione e soprattutto le auguro di tornare presto in campo per raggiungere l’obiettivo dei 200 gol con la maglia giallorossa, un obiettivo meraviglioso che prometto che festeggeremo  alla grande.”

Alice Valgimigli, la n°1 nata per volare torna al calcio a 11

I ricordi volano e non si fermano, sono sfuggenti ma riaffiorano continuamente, come quelli di Alice Valgimigli, portiere classe 1994: para-rigori da sempre, saracinesca stagione dopo stagione, dal calcio a 11 al futsal.
Protagonista già dalle giovanili viola a Firenze, con uno scudetto Primavera vinto grazie anche alla sua capacità di intuire i penalty nella roulette finale contro il Torino, un debutto in Serie A e numerose gare con il giglio sul petto e nel cuore. Tutto questo per poi vivere una impressionante cavalcata dalla Serie D al primo palcoscenico con il Florentia. Passerella di categorie nella quale ha impressionato, per leadership e carisma.
Una parentesi al futsal, adesso la decisione di ritornare al calcio ad 11, con numerose offerte tra Serie C e Serie B. Una nota testata giornalistica la descrive così: “Storicamente una delle numero uno italiane con più vittorie a livello giovanile con la maglia viola, nota per la sua fama nel parare i rigori, in primavera come in Serie A. Fa del senso della posizione e della lettura preventiva di spostamento di palla e di stoccata della stessa le proprie caratteristiche principali, che abbina a riflessi ed ad una esplosività che l’hanno fatta calare come titolare in tutte le squadre in cui ha militato. Posata e ferma nel prendere le decisioni, è una importante motivatrice sia nei momenti più positivi come in quelli difficili della stagione”.
Una big che rientra da rumors fortissimi di mercato nel giro… E chissà chi ne approfitterà di questa golosa occasione.
 
Credit Photo: IlNapoliOnline

Valori come fondamento delle sponsorizzazioni nel calcio femminile

Nel mondo dello sport sponsorizzare non significa solo investire denaro. Come spiega l’articolo pubblicato da Women’s Football Management, fondamentale per un brand è saperne riconoscere, supportare ed esaltare i valori. Chi investe nel calcio femminile perciò deve essere pronto ad inseguire gli obiettivi che si collegano alla sfera valoriale del calcio in rosa. “Sponsorizzare un club femminile – commentano da WFM – è una manifestazione tangibile della volontà da parte di un’impresa di raggiungere obiettivi e risultati che esulano la sola e mera sfera commerciale.”
La volontà dovrebbe essere quindi quella di supportare la crescita, lo sviluppo e il consolidamento di una squadra e dei suoi valori. Numerosi studi dimostrano come un brand che si identifica con una causa socialmente condivisa abbia risultati positivi in termini di passaparola ed intenzione di acquisto del prodotto/servizio.
Barclays, per esempio, non solo ha investito dieci milioni di sterline per diventare lo sponsor principale della federazione inglese, ma ha dato vita al progetto FA GIRLS FOOTBALL SCHOOL con l’intento di avvicinare al calcio le ragazze di 6.000 scuole. Purtroppo – conclude l’articolo – in Italia non si sono ancora mostrati brand come Barclays in Inghilterra ma le opportunità esistono e sono tante. Bisogna solo saperle cogliere e farlo in maniera oculata e professionale.    

Partendo da quest’ultima premessa il team di Women’s Football Management ha lanciato BUSINESS CORNER, un servizio innovativo finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda (i club) e l’offerta (i brand) senza limiti di categoria: dalla serie A fino ai club che militano nei campionati regionali. Come si legge nel sito WFM “CI SONO SQUADRE CHE CERCANO SPONSOR, E SPONSOR CHE CERCANO SQUADRE: NOI LI AIUTIAMO AD INCONTRARSI”.
Questo è BUSINESS CORNER, un modo per agevolare il match tra club e sponsor. Per favorire i ‘matrimoni’ WFM ha messo a disposizione due semplici form, uno per i club e l’altro per i potenziali brand. “Basterà un minuto per compilarlo e – promettono da WFM – sarete ricontattati per uno screening conoscitivo preliminare e per mettere in moto il processo di ricerca.
Perché se è vero che uno dei principali problemi endemici del calcio femminile è la mancanza di risorse, non ci si può di certo arrendere alla penuria. Bisogna cercarle. E la nascita di realtà come Women’s Football Management che scommettono sul calcio femminile e sulle opportunità che questo offre e che cercano soluzioni creative ed originali per favorire la circolazione di risorse nel sistema del calcio in rosa non può che essere una buona notizia pr tutto il sistema del calcio in rosa. 

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