Home Blog Pagina 5214

Giulia Forcella: “Non temiamo l’Apulia Trani e vogliamo fare risultato”

Il Chieti Calcio Femminile è finalmente tornato alla vittoria domenica scorsa contro l’Aprilia Racing Femminile a riprova della costante crescita della squadra nelle ultime uscite ufficiali.Le neroverdi sono attese dalla trasferta contro l’Apulia Trani, formazione che le precede in classifica di soli 2 punti.
Giulia Forcella è una delle giovanissime ragazze sul quale quest’anno Mister Lello Di Camillo ha deciso di puntare. Attaccante agile e veloce, quando è stata chiamata in causa ha sempre dato un grande apporto alla squadra.

“Già contro il Sant’Egidio si erano visti dei buoni passi in avanti – esordisce Forcella – abbiamo centrato un pareggio rientrando negli spogliatoi con un po’di rammarico per non essere riuscite a conquistare i tre punti, ma anche con la consapevolezza di essere una buona squadra e di poter fare tanto. Non meritiamo occupare questa posizione di classifica a mio giudizio.
Nell’ultimo match contro l’Aprilia avremmo potuto segnare anche più reti, ma è stata una buona prestazione da parte di tutte le ragazze. Non ho giocato, ma ho visto che la squadra è rimasta concentrata e ha giocato bene, c’è stata un po’ di paura nel finale con qualche disattenzione, ma le ragazze sono rimaste calme e hanno portato a casa la vittoria. Era il momento giusto per tornare a prendere i tre punti perché sopra noi ora abbiamo delle squadre a poca distanza”.

Il Chieti è atteso ad una serie di partite che saranno fondamentali per risalire la china. Ne è consapevole Forcella che in proposito afferma:
“Contro l’Apulia Trani sarà un altro scontro diretto. È una partita alla nostra portata che giocheremo alla pari: vincerà chi darà il meglio in campo. Non temiamo le nostre prossime avversarie: dovremo giocare con la maggiore concentrazione possibile. Il morale della squadra è alto dopo l’ultima vittoria. Dovremo poi affrontare il Potenza che è ultimo e anche lì potremmo prendere punti che ci permetterebbero a risalire ulteriormente in classifica”.
Le neroverdi hanno vissuto un girone di andata abbastanza tormentato con assenze importanti in squadra dovute a infortuni ed altre motivazioni che ne hanno condizionato il cammino, ma ora le cose sono cambiate come sottolinea Forcella:
“Siamo in  crescita: sono tornate Vukcevic e Libutti e sono arrivati punti importanti anche grazie al loro grande contributo. Sono fiduciosa che potremo fare bene: ci stiamo allenando al meglio e costantemente, vogliamo abbandonare presto la zona bassa della classifica. Dobbiamo riprenderci i punti persi nel girone di andata. Ora che sono tornati elementi importanti in squadra le cose vanno decisamente meglio e già nelle ultime partite abbiamo giocato con un altro spirito e preso punti importanti dunque c’è fiducia per il girone di ritorno.
La rosa è molto giovane. All’inizio del campionato forse non eravamo pronte per affrontare alcune squadre, però il costante allenamento ci ha permesso di migliorare, ora c’è maggiore amalgama fra tutte noi, il gruppo è sempre più unito. Siamo più consapevoli dei nostri mezzi e possiamo sicuramente riprenderci”.
Giulia Forcella conclude parlando della sua esperienza in questo campionato.
“Sono molto contenta perché il Mister sta dando molta fiducia alle più giovani. Non mi aspettavo di giocare tutte queste partite. Posso solo migliorare grazie ai consigli che il mister dà a tutte noi, ci segue tantissimo. Se andrò in campo contro l’Apulia Trani darò il massimo. Sono tornata a giocare da circa un anno, sono soddisfatta del mio cammino, ma posso dare ancora di più e mi aspetto tanto da me stessa”.

Credit Photo:Chieti Calcio Femminile

Raffaella Barbieri: “Vi racconto il calcio femminile”

La Redazione di Momenti Di Calcio ha contattato Raffaella Barbieri, calciatrice del San Marino che milita nella squadra della Repubblica di San Marino.

Raffaella grazie per aver accettato il nostro invito e per consentirci anche di parlare del calcio femminile, uno sport che si sta sempre di più affermando nel panorama dello Sport mondiale. Ci può raccontare come è nata la sua idea di diventare calciatrice?
Grazie voi, e alla mia agenzia di procuratori, la MSM, (Music and Sport Management). Ho iniziato a giocare a calcio dall’età di 5 anni. Ho iniziato a militare in una squadra maschile e non potevo avere idee diverse, dal momento che  ho un papà allenatore, un fratello calciatore e una mamma tifosa, per cui la mia passione nasce da un contesto prettamente dedito al calcio.
Ci piacerebbe sapere e ci incuriosisce, ad esempio, come ha preso la sua famiglia la decisione di intraprendere uno sport decisamente “maschile”?
Sono stati proprio loro a spingermi verso questo sport fantastico e mi hanno seguito e fatto molti sacrifici, soprattutto quando ero più piccolina e volevano essere sempre presenti, sia negli allenamenti che anche in trasferte molto lontane, ad esempio nella partita di 3 anni fa sul campo di Bitetto, vicino Bari, o le trasferte in Sardegna, per cui hanno preso questa decisione molto positivamente
Lei è giovanissima ma ha già alle alle spalle una discreta esperienza calcistica: ha giocato in Serie A nel San Bernardo Luserna e anche in nazionale Under 17: a che punto è il calcio femminile italiano? È molto distante, ad esempio, della nazionale americana, tedesca o inglese tanto per citare qualche nazione più avanzata?
Il calcio femminile oggi sta affrontando una fase di sviluppo positivo nelle quali le ragazze stanno conoscendo una realtà molto diversa, sia per quanto riguarda il dilettantismo, che sta diventando professionismo, anche grazie ad alcune operazioni: si hanno sempre più strutture che favoriscono il miglioramento del calcio femminile.Forse siamo ancora un po’ indietro rispetto a queste nazioni, però la strada intrapresa è quella giusta.
Perché l’esperienza in Serie A con il San Bernardo è durata così poco?
Sono arrivata al San Bernardo quando era in Serie B e siamo riusciti ad arrivare in serie A. Abbiamo affrontato due anni con un gruppo molto giovane, con elementi e individualità molto importanti, poi l’ultimo anno purtroppo siamo retrocessi, ma è stata una esperienza molto positiva che naturalmente mi ha fatta maturare, per cui è durata così poco perchè a volte bisogna fare delle scelte, e la mia scelta è stata quella di cambiare, però rimane un bel ricordo.
Come mai questa scelta di andare a San Marino?
Volevo fare una esperienza fuori da casa e la San Marino Academy ha un progetto a lungo termine che punta in alto e a tornare nella serie B e più oltre. Ha buone strutture e uno staff importante: l’ho scelta perchè possono servire per la mia crescita personale.
Sappiamo, leggendo la sua scheda, che lei ha patito anche un grave infortunio durante un torneo estivo in Spagna: cosa le ha insegnato e quale importanza ha avuto quella brutta esperienza per la sua carriera?
Avevo 16 anni ho subito la rottura del legamento crociato anteriore e questo infortunio mi ha messo dinanzi ad una scelta: lasciare e finire la mia carriera o rimboccarmi le maniche e faticare e provare a tornare la giocatrice che ero.Io ho scelto la seconda cosa e sicuramente mi ha fatto raggiungere un livello di consapevolezza maggiore. Mi ha insegnato a faticare maggiormente per raggiungere i miei obiettivi personali.
Quale è ora il suo sogno e il suo principale obiettivo? Pensa di meritare ancora una chance per poter giocare in Serie A?
Per ora il mio obiettivo è quello di tornare a giocare in Serie molto importanti e partite di categorie; poi i miei obiettivi vanno a coincidere con quello che è il progetto della San Marino di risalire, per cui la chance in Serie A è tutta da vedere, e dipenderà dalle mie prestazioni.
Lei gioca da centravanti e ha un decreto palmares da goleador: parlando di calcio maschile cosa pensa della crisi di attaccanti italiani di questo periodo?
Il calcio negli ultimi è cambiato notevolmente, adesso l’attaccante è considerato in modo diverso, c’è la figura del falso nuove, ovvero si ricerca l’attaccante che cerca di giocare di sponda, a lavorare molto per la squadra, mentre prima giocavano sempre sul filo del fuorigioco e vedevano la porta con più lucidità.Oggi si ricerca di più il fraseggio rispetto al dribbling.
Nel campionato di serie A, a parte il Bari- tra l’altro ultimo in classifica- tutte le squadre sono del centro/nord Italia: perché, secondo lei, il calcio femminile stenta a decollare nel meridione d’Italia?
Purtroppo non lo so. E’ un peccato perchè in passato alcune squadre del meridione sono arrivate molto in alto, come il Napoli, che è arrivato a giocarsi una finale di coppa Italia; anche il Bari è in Serie A: potrebbero esserci possibilità di sviluppo e dovrebbero essere semplicemente sfruttate.
Le diciamo tre squadre di Serie A, guarda caso le prime della classifica di Serie A: Juventus, Milan e Fiorentina. Se qualcun di queste squadre decidesse di chiamarla dove avrebbe più piacere andare a giocare?
Sono tre importanti scenari, per cui ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, però diciamo che il progetto della Fiorentina ormai da 3-4 anni va avanti per cui Firenze non sarebbe male…

Credit Photo: momentidicalcio.com

Greta Adami : “La Fiorentina Women’s è una grande squadra: che duello con la Juventus! I nostri tifosi sono incredibili”

La Redazione di Momenti di Calcio ha avuto il piacere di intervistare la calciatrice della Fiorentina Women’s, Greta Adami, per un punto sul campionato della squadra Viola, e sull’evoluzione del calcio femminile in Italia. Le siamo grati perché ci consente, attraverso la sua autorevole voce visto che lei è una calciatrice di primissimo livello, di parlare di calcio femminile, ovvero uno sport che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese.

Lei è una centrocampista della Fiorentina, delle squadre più forti d’Europa: ricordiamo lo scudetto, due Coppa Italia, la Supercoppa e avete giocato la Champions League: qual è stata la sua soddisfazione più grande da quando gioca a calcio?

La prima soddisfazione è quella di essere arrivata in Serie A e poi anche quella di vedere piano piano i passi che stiamo facendo con tutto il movimento e che mi hanno portato poi a giocare nella Fiorentina, squadra professionistica e siamo arrivati a vincere un campionato, 2 Coppe Italia e una Supercoppa.
La Fiorentina è reduce dal brillantissimo successo contro il Milan di Carolina Morace: ce la farete a riprendere la fortissima Juventus che è distante 6 punti?
Sono 6 punti perché noi dobbiamo ancora recuperare una partita. Penso che la vittoria di domenica sia stata importante perché ci ha riportato in scia e ci permette di credere ancora nella vittoria dello Scudetto. Il campionato è ancora lungo, ma noi ci crediamo e faremo di tutto per raggiungerlo.
Come viene visto il calcio femminile a Firenze? Sappiamo che la città vi supporta con molta passione: erano in 8000 il giorno del festeggiamento dello Scudetto.
Qui a Firenze i tifosi sono bellissimi, ci seguono sempre e alcuni tifosi hanno creato anche il primo Viola Club in Italia che segue il calcio femminile e ci seguono ovunque. Hanno molta passione verso di noi e la risposta della città alla vittoria dello Scudetto è stata incredibile, infatti sono venuti in 8 mila a vederci ed è stata una occasione per farci conoscere ancora meglio.Poi vogliamo crescere ancora di più perché nelle partite ci sono 1000 – 2000 persone che ci vengono a vedere.
La Fiorentina ha il miglior attacco del campionato(42 gol fatti) insieme alla Juventus e ha subito solo 3 reti in più delle bianconere (8 contro 5): quali sono le partite con più rammarico dove avete perso qualche punto?
Sicuramente gli scontri diretti non sono stati a nostro favore nel girone di andata, probabilmente la partita in cui dovevamo prendere più punti è la partita contro la Roma, dove abbiamo avuto molte occasioni che non abbiamo sfruttato, e quelli sono 2 punti che pesano abbastanza.
Lei gioca anche in Nazionale: a che punto siamo a livello di rappresentativa nazionale: ancora troppo distanti dai top club europei e mondiali?
Un po’ di differenza c’è sempre, ma anche lì sta crescendo molto il movimento in generale. Infatti anche gli ultimi risultati lo hanno dimostrato: ci siamo qualificati ad un mondiale e ce la giochiamo in ogni partita.Sono poche le partite in cui abbiamo pensato che l’avversario fosse più forte e che non potevamo far niente. In realtà ce la siamo sempre giocata.
Come è nata la sua passione per il calcio?
Da piccolina, in giardino con il mio vicino di casa. Invece di giocare con altri giocattoli o a pallavolo, preferivo giocare sempre a pallone.
Quando ha capito che sarebbe diventata una calciatrice professionista?
Io l’ho sempre fatta con passione e voglia di fare, nel momento in cui ti trovi a giocare poi ad alti livelli e vedi che non ti pesa e ti piace, capisci che è quello che vorrai continuare a fare.
Lei ha già praticamente vinto tutto: quali sono i suoi prossimi traguardi?Sicuramente voglio vincere ancora, soprattutto quest’anno in cui ce la stiamo giocando e poi si vedrà
Come è organizzata una squadra di calcio femminile di Serie A? Ha la stessa struttura e la stessa organizzazione di una squadra professionistica maschile o ci sono ancora delle differenze?
Con questi cambiamenti ci stiamo avvicinando sempre di più al professionismo, poi ci sono delle differenze nel campionato tra le squadre che vi partecipano.Noi siamo affiliati alla Fiorentina, per cui la struttura più o meno è la stessa di quella maschile, mentre altre società sono un po’ più indietro.
E i mezzi di comunicazione vi seguono sempre oppure solo quando vengono raggiunti risultati di particolare importanza?
Ci seguono sempre, noi abbiamo raggiunto sempre buoni risultati, poi però anche nei momenti negativi ci hanno sempre seguito.
Lei è di Viareggio: tifa per la Fiorentina? Che cosa ne pensa della squadra maschile?
Si. E’ un gruppo giovane che sta facendo bene.
Quest’anno il calcio femminile viene seguito anche da Sky: vi fa piacere questa novità che vi porta visibilità e prestigio a livello nazionale oppure vi mette pressione sapere di essere viste ogni domenica da tanta gente?
Ancora gli stadi che ospitano calcio femminile non sono sempre affollatissimi.Esatto, però non ci mette pressione, ma ci fa piacere essere viste da più persone possibili che si appassionano. In tanti mi hanno scritto dicendomi di aver visto la partita e che prima o poi verranno allo stadio.Tutto questo non può che farmi piacere.
Come si trova alla Fiorentina? Già sono 4 anni che gioca a Firenze: pensa di chiudere qui la sua carriera oppure vorrebbe fare qualche altra esperienza magari all’estero?
Si sono 4 anni che gioco nella Fiorentina ma sono a Firenze da 8 anni. Qui sto benissimo e adesso sto pensando a giocare e fare bene qui, poi non si sa mai, ma in ogni caso sto bene qui e siamo una grande squadra e quindi lottiamo sempre per altri obiettivi e penso a questo.,
Se potesse dare un consiglio ai suoi dirigenti quale calciatrice consiglierebbe di acquistare?
Ci sono molte calciatrici forti, ma siamo forti anche noi, quindi non mi sento di dire niente, perchè la Fiorentina è forte così e ha un grande equilibrio senza alcun innesto particolare.

Credit Photo: momentidicalcio.com

Hellas Verona Women : conosciamo meglio Sofia Meneghini!

Il difensore classe 2000, scaligera DOC, nonostante la giovanissima età è una delle giocatrici più utilizzate dal mister Sara Di Filippo. Diciotto anni da poco compiuti, veronese di Montorio, una marea di sport provati ma un unico grande amore per il calcio. Stiamo parlando di Sofia Meneghini, una delle (tante) giovanissimi giocatrici dell’ex Verona Femminile, da quest’anno Hellas Verona Women.
Centrale di difesa, una delle giocatrici più presenti nello schieramento iniziale di Sara Di Filippo e da tempo nel giro delle giovanili della Nazionale Italiana, “Lola” (questo il suo soprannome in spogliatoio ormai da tempo immemore, ma ci arriveremo più avanti) fa parte di quella generazione di calciatrici a cavallo tra “il vecchio” e sottovalutato calcio femminile e il “nuovo” movimento, notevolmente rafforzato dall’ingresso delle “big” del maschile e dal sempre maggior seguito certificato anche dall’acquisizione dei diritti di trasmissione delle partite da parte di Sky.
Colpiti dalla grinta che le abbiamo visto mettere in campo, abbiamo quindi deciso di raggiungerla, per parlare con lei di passato, presente e futuro: dai primi calci agli obiettivi futuri, passando per l’origine del suo soprannome, il rigore segnato nel derby e tanto altro, ecco quindi a voi la nostra intervista esclusiva al giovane talento gialloblù!

Sofia, partiamo dal principio: sappiamo che prima di approdare al Montorio hai praticato anche altri sport, come il basket e la pallavolo. Cosa ti ha spinto a scegliere il calcio?
«Sin da piccola volevo giocare a calcio. Tutte le bambine della mia età giocavano con le bambole e si truccavano, mentre i bambini si divertivano correndo dietro un pallone, e io volevo fare altrettanto. Il primo ostacolo fu la mamma: prima di riuscire a convincerla provai moltissimi sport, tra cui nuoto, basket e pallavolo, ma alla fine, grazie anche all’aiuto di papà, riuscii a dissuaderla a farmi provare con il calcio. Quando dopo il primo allenamento tornai a casa e la prima cosa che le dissi fu “Mamma, è bellissimo!”, capì che era il mio desiderio, e non fece più resistenza. Da quel momento è poi iniziata tutta la trafila che dal Montorio e dal Bardolino mi ha portata all’Hellas Verona».
Per te che li hai vissuti in prima persona, cosa possiamo dire sugli sviluppi degli ultimi anni del movimento, con così tante grandi società maschili entrate nel mondo femminile?
«Io sono riuscita a vivere, anche se solo in parte, il “vecchio” calcio femminile. Dobbiamo dare uno sguardo al futuro con voglia di migliorare quello che già è stato fatto, ma con la consapevolezza di ciò che le nostre compagne hanno passato, sapendo che è stato difficile riuscire a superare quei pregiudizi retorici e moralistici che circolavano e che forse circolano ancora tra le teste e le bocche di alcune persone. L’ingresso delle squadre professionistiche ha alzato il livello di professionalità e serietà, riuscendo a dare reali possibilità alle ragazze di intraprendere questo percorso in modo più sereno, sapendo di avere alla base una società vera e propria».
Com’è la vita di una calciatrice di Serie A appena diciottenne?
«Per ora la mia vita è abbastanza semplice, vado ancora a scuola e sono all’ultimo anno del liceo scientifico. Devo fare molti sacrifici: per questioni di tempo la vita da adolescente l’ho un po’ trascurata, e tra allenamenti, trasferte e convocazioni è più il tempo che passo sul campo che quello che trascorro a casa, dove dedico gran parte del tempo allo studio. Nonostante questo ho tanta voglia di crescere: ho appena iniziato a “giocarmela” veramente, e avere ancora tanto tempo davanti a me e tante più possibilità rispetto a un paio di anni fa accresce ulteriormente i miei stimoli».
Sappiamo che il tuo soprannome in spogliatoio è “Lola”: puoi dirci da cosa deriva?
«Il soprannome “Lola” è ormai storico. Tutto iniziò quando giocai la mia prima partita con la squadra dell’Arcobaleno Bardolino nel torneo “Rosa di Maggio” e la mia attuale compagna di squadra Veronica Pasini mi paragonò a Lola Bunny dei Baby Looney Tunes. Da lì tutti iniziarono a chiamarmi “Lola”: compagne, mister, persino i miei genitori!».
Parliamo di campo, e in particolare del match contro il Chievo: dalla tribuna abbiamo apprezzato molto la grinta con cui sei andata a prenderti il pallone del rigore. Quanta voglia avevi di lasciare la tua impronta sul derby?
«La grinta c’è sempre, ma il derby è quella partita speciale che riesce a tirartene fuori un po’ di più. Appena ho visto la piccola possibilità di poter segnare contro il Chievo, l’ho sfruttata. In realtà però c’era anche una motivazione più personale: mio nonno è venuto a mancare quella settimana, e volevo segnare per lui».
Sportivamente parlando, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
«Per ora i miei progetti sono qui. Aver trovato una stabilità è la miglior cosa, e fare esperienza a quest’età per poi poter puntare in alto è fondamentale. Tra poco dovremo affrontare diverse competizioni con la Nazionale Under-19, e la convocazione è il mio primo obiettivo personale, sperando poi ovviamente di fare bene in azzurro. Sognare non guasta mai, ma per ora punto a dare il massimo qui a Verona, dove sto molto bene».

Credit Photo:Calcio Hellas

Trento Clarentia a caccia di impresa contro il Vittorio Veneto

La partita di domani rappresenta una vera e propria prova del nove per il Trento Clarentia che vuole dimostrare di valere le zone nobili della classifica dopo la sconfitta nel derby con l’Unterland Damen. Sul sintetico di Mattarello (calcio d’inizio alle 14.30) è attesa la capolista Vittorio Veneto, squadra della provincia trevigiana con l’invidiabile score di 9 vittorie ed 1 pareggio nelle dieci gare disputate fino ad ora. La direzione di gara sarà affidata al Signor Santarossa di Podernone.

QUI TRENTO CLARENTIA – “Nessuno è invincibile”, questa è la premessa di Libero Pavan alla vigilia della sfida con la capolista Vittorio Veneto, “Sarà sicuramente una partita difficile perché affronteremo una squadra molto forte, ma abbiamo tutte le carte in regola per mettere in difficoltà le nostre avversarie”, ha poi aggiunto il tecnico. La sconfitta nell’ultimo turno non sembra aver scalfito le certezze del Trento Clarentia che, ora più che mai, è alla ricerca di una prestazione convincente per confermare la terza posizione in classifica. Non sarà della partita Luciana Bon, che è ancora alle prese con un infortunio, mentre sono convocate Lucin e Pedot nonostante qualche problema fisico accusato in settimana. Tra le scelte di Pavan per la squadra anti-Vittorio Veneto spicca invece la convocazione della giovanissima Giorgia Tonetti, centrocampista classe 2003 che sta ben figurando con la squadra juniores gialloblu. L’allenatore ha anche preannunciato qualche variante tattica studiata ad hoc per il match di domani ma sottolinea che l’esito dell’incontro non prescinderà dall’atteggiamento della propria squadra: “Come si batte il Vittorio Veneto? Mettendo in campo tanta voglia e tanto agonismo, caratteristiche principali delle squadre che fino ad ora sono riuscite mettere in difficoltà le nostre avversarie di domani”.

LE AVVERSARIE – Il Vittorio Veneto, è una squadra di calcio femminile con sede nella città di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Per anni militante nei campionati di secondo livello del campionato italiano di calcio femminile, le Serie A2 nei primi anni duemiladieci e B nella prima parte della sua esistenza, ha ottenuto la storica promozione in Serie A al termine della stagione 2014-2015.

I PRECEDENTI – Nella passata stagione Trento Clarentia e Vittorio Veneto si sono incrociate due volte. Nel girone d’andata ad avere la meglio è stata la formazione veneta (3-0), mentre al ritorno la partita è terminata in parità (1-1).

LE CONVOCATE
PORTIERI: Valzolgher.
DIFENSORI: Lenzi, L. Tonelli, Chierchia, Lucin, Ruaben, Varrone, Mora.
CENTROCAMPISTI: Fuganti, Poli, Torresani, Tonetti.
ATTACCANTI: Daprà, Maurina, Pedot, Rosa, A. Tonelli.

Photo Credit: ACF Trento Clarentia

Rinnovi e nuovi acquisti in Europa

La sessione di calciomercato femminile sta regalando i primi colpi internazionali. In particolare è il West Ham Women, club della Women’s Super League inglese, che si è messo in luce grazie a due giocatrici conosciute a livello mondiale: Adriana Leon, giocatrice della nazionale canadese, e Cho So-hyun, capitano della Corea del Sud. Sempre in Inghilterra, l’Arsenal Women ha rinnovato il contratto con Vivianne Miedema, giovane attaccante dalla media gol impressionante (20 reti in 14 partite disputate).

Spostandoci ora in terra tedesca, protagonista è il Bayern Monaco,al momento secondo in classifica: il club ha ingaggiato la calciatrice danese Simone Boye Sørensen, la giocatrice classe 1992 ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2022. Sempre in casa Bayern si registra il rinnovo contrattuale di Melanie Leupolz, capitano della squadra e campionessa olimpica ed europea con la sua nazionale, la Germania.

Credit Photo: Pagina Facebook West Ham United Women

Ivan Franzolin: «D’ora in avanti ci aspettano nove finali».

È un ChievoVerona Valpo ferito e animato da un grande spirito di rivalsa quello che si è allenato questa settimana al Bottagisio agli ordini di mister Emiliano Bonazzoli. Come prevedibile, la sconfitta di sabato a Bari ha scosso profondamente lo spogliatoio gialloblù, un collettivo che, complice una posizione in classifica davvero preoccupante, da qui in avanti è chiamato a ridurre al minimo il margine di errore se vuole allontanare definitivamente lo spettro della retrocessione. Remando tutti con vigore nella stessa direzione. «La partita di Bari ci ha segnato per come è maturata – spiega Ivan Franzolin, vice allenatore del Valpo – nel calcio però niente è scontato e alla fine è sempre il campo a farla da padrone. Lunedì a mente fredda abbiamo parlato alle ragazze, motivandole a credere sempre in loro stesse, perché un episodio negativo ci può stare, a patto che si abbia la forza di metterselo subito alle spalle. D’ora in avanti ci aspettano nove finali: se vogliamo centrare la salvezza non c’è davvero differenza tra i nomi dei prossimi avversari che ci troveremo di fronte». Un Chievo che, complice la sosta della Serie A per la Nazionale, sabato andrà a Milano per confrontarsi in un test amichevole contro un Inter regina incontrastata del campionato cadetto. «Per noi quella di sabato è una partita importante, in quanto recuperiamo diverse giocatrici – conclude Franzolin – in porta verosimilmente si rivedrà Gritti, mentre Zanoletti riprenderà il suo posto al centro della difesa. Probabilmente mancherà Mazon, colpita da un attacco febbrile, oltre che Tarenzi, convocata da Milena Bartolini in Nazionale. Da questi novanta minuti valuteremo la capacità della squadra di voltare pagina dopo la sconfitta barese».

Credit Photo: ChievoVerona Valpo

Nazionali: 10′ per Bardin nell’amichevole dell’under 19 con l’irlanda, panchina per Forcinella

Verona – Vittoria per 3-1 delle azzurre Under 19 contro l’Irlanda, nella prima delle due amichevoli del raduno di Roma Acquacetosa. Risultato deciso dalla doppietta di Bellucci e dal gol di Longo, con il centrocampista gialloblù Bianca Bardin che ha preso parte al match nei 10′ finali; e invece rimasta in panchina il portiere Camilla Forcinella. Le azzurre Under 19 di Enrico Maria Sbardella ripeteranno l’amichevole con le irlandesi sabato 19 gennaio.

Oltre a Sofia Meneghini, rientrata dal ritiro della Nazionale ieri per un problema alla spalla, nella giornata di oggi, giovedì 17 gennaio, ha lasciato Acquacetosa anche Veronica Pasini, colpita da un attacco influenzale.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Stefanello: “Mentalmente pronte, è ora di dimostrare chi siamo e cosa vogliamo”

Harder, better, faster, stronger. Dopo la roboante vittoria nel primo match del 2019 contro l’Oristano, le Tose sono pronte ad affrontare l’avversaria che più di ogni altra ha saputo stupire e contendere alle rossoblù la più nobile e ambita tra le posizioni in graduatoria. Il match di domani pomeriggio al Paolo Barison contro la Riozzese rappresenta senza dubbio il massimo climax del girone d’andata ormai agli sgoccioli, il big match per eccellenza, contro la compagine seconda in classifica e capace di vincere – al netto della querelle sulla mancata trasferta ad Oristano – tutti gli incontri di campionato sin qui disputati. Una prima prova del nove dunque, da affrontare essenzialmente con uno starting XI motivato e in grado di approcciare al meglio l’insidiosissima sfida sin dalle battute iniziali. Scelte iniziali, quelle di mister Fabio Toffolo, che hanno molto spesso chiamato in causa le funamboliche qualità tecniche del jolly di centrocampo Vanessa Stefanello, autentica tuttocampista in grado di esprimere al meglio un variegato repertorio di doti composto da polmoni, grinta e piedi attenti e precisi. Sentiamo proprio dalla numero 26 originaria di Pianiga come le Tose hanno affrontato in settimana l’avvicinamento alla grande sfida domenicale.

La goleada contro l’Oristano ha dimostrato il vostro buonissimo stato di salute, frutto di un’attenta preparazione sul campo durante le feste, proseguita poi nell’ultima settimana? “Durante il periodo natalizio abbiamo dato seguito alla preparazione, dimostrando grande presenza e lavorando alacremente secondo gli obiettivi che ci siamo prefissate. Domenica scorsa siamo entrate in campo sapendo sulla carta di essere favorite, ma consapevoli che ogni partita – compresa quella contro l’ultima in classifica – è una lotta, soprattutto perchè per le avversarie giocare contro la capolista è sempre uno stimolo in più”.

Con quali sensazioni vi avvicinate al big match contro la squadra che sinora come voi ha vinto, perlomeno sul campo, tutte le partite sinora disputate? “Come detto loro hanno fatto un percorso molto simile al nostro, per questo ci aspettiamo una squadra che vorrà lottare sino al fischio finale per recuperare il più possibile il gap che ci divide in classifica. Dal canto nostro, sono certa che la squadra mentalmente affronterà questa partita nel modo migliore, dando tutto sino al triplice fischio finale. È arrivato il momento di dimostrare chi siamo e cosa vogliamo davvero”.

Come stai vivendo questa seconda annata a Vittorio Veneto, la prima da inizio stagione, conscia del tuo ruolo molto importante sia a livello tattico che nel saper fare spogliatoio con il gruppo?“Nel mio cerco sempre, sia in campo che nello spogliatoio, di dare il mio supporto: è molto importante secondo me rimanere unite anche al di fuori del rettangolo verde e delle sue mere dinamiche tattiche. Sono arrivata a metà dello scorso campionato e questi mesi mi hanno insegnato e fatto crescere molto, per questo ho deciso di rimanere anche per questa stagione e dare il mio contributo alla squadra in tutti i modi possibili, alla caccia di un sogno e degli obiettivi sportivi che ci accomunano”.

Photo Credit: Permac Vittorio Veneto

Quando la qualità incontra l’efficacia. A tu per tu con Giulia Rosa

Giulia Rosa è sicuramente uno degli elementi di spicco del Trento Clarentia, sia per la qualità delle giocate in campo che per l’efficacia delle stesse nell’ economia della partita. Trequartista classe 1995, veste i colori della società sin dall’anno della rifondazione ed è ormai da diverse stagioni una delle colonne portanti della rosa. In questa stagione ha già segnato 5 reti e, ad ora, guida la classifica marcatori del Trento Clarentia.

Giulia, come commenti questa prima parte di stagione della squadra? “Sono abbastanza soddisfatta di come sta andando la stagione. Abbiamo mantenuto un buon livello in generale, anche se nelle partite con Voluntas Osio e Venezia avremmo potuto fare qualcosa in più. Penso che realisticamente il nostro obiettivo adesso sia quello di puntare al terzo posto, provando ad infastidire il Vittorio Veneto e la Riozzese.”

Secondo te le prime due della classe sono superiori a voi? “Forse a livello di organico hanno qualcosa in più di noi e competere con loro fino a fine campionato sarà dura. Nella “partita secca” però, secondo me, ce la giochiamo con tutte e non dobbiamo temere nessuno.”

Personalmente come giudichi invece questo tuo avvio? Sei soddisfatta di come stai giocando? “In generale si, il mio obiettivo è quello di contribuire alla vittoria della squadra in ogni partita e per adesso sta andando bene. Ho segnato 5 goal fino ad ora quindi, anche dal punto di vista realizzativo, non mi lamento. Speriamo di proseguire su questa strada.”

Di recente si è aggregata alla prima squadra Carolina Poli. Cosa può dare in più alla squadra secondo te? “Come ho detto anche a lei, si vede che calcisticamente è una giocatrice molto valida. Il contributo più grande però, secondo me, ce lo può dare con il suo atteggiamento. Nonostante sia molto giovane, infatti, è già mentalmente pronta e questo probabilmente è anche merito del fatto che venga da una realtà importante come l’Hellas Verona.”

Quali pensi siano i punti di forza della squadra e quali pensi siano gli aspetti da migliorare? “Il nostro più grande pregio è probabilmente quello di essere un gruppo molto unito sia in campo che fuori. Anche l’età è un fattore che gioca a nostro favore perché abbiamo enormi margini di crescita. Dobbiamo invece migliorare tanto sotto l’aspetto mentale nell’approccio alla partita e imparando a non perdere la testa nei momenti di difficoltà.”

Domanda scomoda, che ormai faremo a tutte voi: da quale compagna ti aspetti una grande seconda parte di stagione? “Menzionerei tutte le mie compagne e faccio fatica a farti un solo nome. Mi aspetto sempre il massimo da tutte ma, se devo dirti un nome in prospettiva, scelgo Nicole Ruaben.”

Photo Credit: ACF Trento Clarentia

DA NON PERDERE...