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Convocazioni in Nazionale, una “marea” di Leonesse con le Rappresentative

Dalle Allieve alla prima squadra, il Brescia Calcio Femminile ha ricevuto nelle ultime ore una lunga lista di convocazioni dalle federazioni che richiedono le prestazioni di tantissime tesserate della società del presidente Giuseppe Cesari.

Ecco di seguito chi sarà impegnato, nei giorni a venire, con i colori della propria patria:

Convocazione nella rappresentativa under 15, per uno stage che si terrà a Coverciano dal 12 al 14 gennaio, per l’Allieva Laura Paris.

Convocazione in under 16 per Gaia Rizzoli e Aurora Miglio, che scenderanno in campo per la doppia amichevole in programma a Coverciano il 19 e 21 gennaio contro le pari età della Slovenia.

–Poker di convocazioni in under 17 per Serena Magri, Martina Tomaselli e Paola Boglioni, che il 18 e 20 gennaio saranno impegnate nella doppia amichevole contro le pari età norvegesi. La rumena Alexandra Tunoaia è stata invece convocata dalla under 17 della Romania per uno stage con doppia amichevole contro la Turchia in programma dal 31 gennaio al 9 febbraio.

–Soddisfazione anche per la neo 18enne Tecla Pettenuzzo, che è stata convocata in under 19 per uno stage all’Acquacetosa in programma dal 14 al 17 gennaio.

-Pioggia di convocazioni, infine, in prima squadra: Nora Heroum è stata convocata dalla Finlandia per il match di qualificazione ai prossimi Mondiali che la sua nazionale giocherà a Tel Aviv contro Israele il 22 gennaio, Monica Mendes è stata convocata per le amichevoli del suo Portogallo contro l’Irlanda in programma il 18 e 21 gennaio a Sao Miguel. Sono ben cinque le leonesse (Valentina Bergamaschi, Valentina Giacinti, Chiara Marchitelli, Cristiana Girelli e Daniela Sabatino) convocate in azzurro dal ct Milena Bertolini per l’amichevole di lusso in Francia a Marsiglia fra la nazionale francese e l’Italia, fissata per sabato 20 gennaio alle ore 21 allo stadio Velodrome.

Credit Photo: http://www.bresciacalciofemminile.it/

Si rialza il sipario sul Campionato di Serie A

Termina la lunga attesa delle feste e ritorna il campionato di Serie A femminile, con l’Atalanta Mozzanica che ospiterà, nella prima gara del 2018, le biancorosse del San Zaccaria, o meglio del Ravenna Women, ennesimo esempio di avvicinamento al femminile di una squadra professionista.

Le romagnole giungeranno in terra bergamasca fresche del recente avvicendamento sulla proprio panchina. Esonerato Balacich, sarà l’attuale DS ravennate Fausto Lorenzini il nuovo timoniere della squadra biancorossa, che ricoprirà quindi un ruolo a lui non nuovo, avendo già allenato le romagnole in passato. Proprio nella prima stagione in A del San Zaccaria Lorenzini subentrò sulla panchina in corso d’opera, sostituendo l’allora tecnico Jacopo Leandri. Un tentativo da parte della dirigenza ravennate di scuotere l’ambiente e cercare così di recuperare la via della salvezza, dopo una prima parte di stagione non sicuramente brillante (il Ravenna occupa la penultima posizione in campionato con 6 punti conquistati).

Un ostacolo in più quindi per Daniela Stracchi e compagne, che a loro volta vogliono i tre punti per continuare a risalire la china e allontanarsi sempre di più dai bassi fondi. L’attaccante portoghese Carolina Mendes non si tira indietro, sa bene l’importanza che potrebbe avere un successo nella prima gara dell’anno e chiama a raccolta i tifosi nerazzurri: “Abbiamo una gara non facile, come non è facile nessuna partita di questo campionato del resto. Ma se mettiamo in campo tutta la voglia e l’impegno possibile, dando il 100% di noi, possiamo conquistare i tre punti. Dobbiamo giocare il nostro calcio. Torniamo a giocare davanti al nostro pubblico e avremo bisogno di tutto il loro supporto.”

Precedenti: solo in un’occasione le romagnole sono riuscite a strappare punti in terra orobica e cioè nella gara di ritorno del campionato 2015-’16, giocata sabato 30 aprile sul campo di via Aldo Moro, dove le reti in avvio di Baldini e il 2-1 nella ripresa di Galletti condannarono le locali ad abbandonare di fatto ogni speranza tricolore. L’ultimo successo interno bergamasco risale invece allo scorso campionato, con la vittoria per 3-1 delle ragazze di mister Garavaglia, grazie alle marcature di Giorgia Motta, Daniela Stracchi e Valeria Pirone.

Probabili formazioni di sabato 13 gennaio:

ATALANTA (4-3-3): THALMANN; MOTTA, PIACEZZI, RIZZON, LEDRI; STRACCHI, RE, ALBORGHETTI; MONTERUBBIANO, PIRONE, MENDES. All. Elio Garavaglia.

RAVENNA (4-4-2): GUIDI; QUADRELLI, CARROZZI, MANIERI, TUCCERI CIMINI; ALUNNO, ERRICO, CAMPESI, CASADIO; PUGNALI, BALDINI. All. Fausto Lorenzini.

Arbitro: Christophe Barnasse di Aosta; assistenti: Torcasio di Chiari e Picciolo di Brescia.

Le altre gare in programma per la decima giornata:

AGSM VERONA-SASSUOLO; EMPOLI-BRESCIA; JUVENTUS-FIMAUTO VALPOLICELLA; PINK BARI-TAVAGNACCO; RES ROMA-FIORENTINA (spostata a domenica 14/01).

Credit Photo: https://www.asdmozzanica.eu/

Juventus Women, al lavoro verso il campionato

Si avvicina la ripresa del campionato per la nostra Prima Squadra femminile. Le ragazze allenate da Coach Rita Guarino saranno impegnate sabato alle 14.30 a Vinovo, contro il Valpolicella.

E’ stata, quella di oggi, una giornata intensa, con sessione di lavoro al pomeriggio. Molto lavoro con la palla per le bianconere, dopo una parte dedicata alla preparazione atletica. La Juventus ha provato schemi d’attacco e difensivi, per chiudere con una partitella.

Domani si torna in campo, sempre al pomeriggio alla Sisport.

Credit Photo: Juventus Women

I Balzini nuovo partner di Fiorentina Women’s FC

Con la firma dell’accordo diventa ufficiale la notizia: I Balzini sono nuovo partner della Fiorentina Women’s FC a partire dalla stagione calcistica 2017/2018.

Si inaugura oggi la nuova partnership della squadra viola con I Balzini, azienda produttrice di vini pluripremiati nel Comune di Barberino Val d’Elsa.

“La volontà di supportare le ragazze della Fiorentina Women’s FC” spiega Diana D’Isanto, amministratrice dell’azienda “nasce sia dalla condivisione con la squadra di strategie e ambizioni sia dalla forte empatia e solidarietà che mia madre Antonella e io sentiamo per le donne che come noi si impegnano nel raggiungimento di risultati importanti. Da anni e in più ambiti lavoriamo affinché alle donne vengano riconosciute le stesse soddisfazioni e gli stessi meriti degli uomini. Per I Balzini, azienda composta in gran parte da donne, sostenere la Fiorentina Women’s FC significa sottolineare la propria vocazione alla sensibilità, al lavoro incessante e quotidiano volto a raggiungere l’eccellenza”.

Grande soddisfazione anche da parte dell’entourage viola, che prende a bordo un altro importante compagno di percorso che accompagnerà la squadra di Firenze da questa stagione.

Credit Photo: http://www.ibalzini.it/

Colpo di mercato per la Roma di Piras: arriva Silvia Pisano

Un vero e proprio colpo di mercato quello che ha portato alla corte di mister Piras la forte centrocampista Silvia Pisano. Chi pensava che la società di Marco Palagiano fosse immobile sul mercato ora deve ricredersi. Pisano porterà  ad un centrocampo giallorosso, che di certo non scarseggia in qualità, maggiore solidità e idee nella costruzione del gioco, malgrado la giovane età (1990) della calciatrice. “Sono una centrocampista che ama più costruire gioco – le sue parole – che distruggere quello delle avversarie.”

La sua grande passione è stato sempre il pallone e ad appena sei anni inizia a frequentare la scuola calcio di Vinovo. A 14 anni passa al Torino e con la maglia granata vince due campionati primavera. Col Torino esordisce anche in serie A ad appena 16 anni. Nazionale under 17 passa in anticipo all’Under 19 con cui vince gli Europei nel 2008.

Attualmente, oltre a giocare,  insegna scienze motorie e lavora nel centro di formazione tecnica calcistica individuale Footballab di Rita Guarino. Collabora inoltre con il centro tecnico federale territoriale di Gassino Torinese.

“A Roma mi hanno portato più persone e le circostanze – dichiara –  createsi a dicembre nella finestra di mercato. Ho conosciuto un ambiente molto, molto accogliente e sereno e me ne sono innamorata.  Spero di poter dare il mio contributo per il raggiungimento degli obiettivi stagionali.”

A tu per tu con…Gaelle Thalmann

Nel 1934 nasceva la National Allie Publications, casa editrice di fumetti che più tardi prenderà il nome con cui oggi è da tutti conosciuta: la DC. Dall’idea dei redattori e dalla penna dei disegnatori di allora nacquero i personaggi dei supereroi amati da tante generazioni, come Superman, Batman e Wonder Woman. Quest’ultima fu resa ancor più celebre dalla fortunata serie televisiva degli anni settanta/ottanta, con protagonista la bellissima Lynda Carter. Recentissima la rivisitazione cinematografica dove la principessa amazzone è incarnata dall’attrice israeliana Gal Gadot. Diana è una donna dai super poteri, con doti atletiche inimmaginabili e di una forza incredibile, ereditata dalla sua discendenza diretta con Zeus. Non avrà forse origini divine, ma anche a Mozzanica c’è una ragazza in grado di compiere voli spettacolari e respingere le cannonate avversarie, che risponde al nome di Gaelle Thalmann, portiere della nazionale elvetica e da quest’anno dell’Atalanta Mozzanica.

NOME: GAELLE THALMANN
SOPRANNOME: WONDER WOMAN
HOBBY: RESPINGERE LE CANNONATE E VOLARE IN CIELO

Quando hai iniziato a giocare a calcio?
“Ho iniziato sin da piccola, giocavo con i miei compagni di scuola durante la ricreazione. Poi quando avevo otto anni, mio padre riprese ad allenare una squadra maschile di ragazzini vicino a casa e andai con lui, giocando con i maschi per cinque anni. A quattordici per continuare a giocare andai in una squadra femminile, sempre della nostra zona.”

La tua storia con il pallone inizia in una Svizzera che in pochi anni è diventata una potenza del calcio.
“In realtà in quel periodo il calcio femminile era già ad una buona fase di sviluppo nella Svizzera tedesca, io invece abitavo in quella francese e così vicino a casa c’erano poche squadre e di basso livello. Quando ho iniziato a giocare con le ragazze, come puoi immaginare, non è che mi divertissi tanto, però nel frattempo praticavo anche il tennis e quello mi è stato di grande aiuto per sviluppare i cambi di posizione e la velocità nel breve. Di quella squadra mi sono però rimasti i valori affettivi, tante delle mie compagne di allora sono ancora oggi tra le mie più grandi amiche. Due anni dopo sono andata a giocare in serie B svizzera e l’anno successivo a 17 anni in serie A, nel Thun.”

Sei nata tra i pali, o hai giocato anche il altri ruoli all’inizio?
“Non ho cominciato in porta, ma ci sono andata quasi subito, quando ancora giocavo tra i maschietti. All’inizio giocavo in attacco, poi un giorno avviene che il nostro portiere è costretto a ritirarsi e mio papà non sapeva chi mettere in porta. Io gli ho chiesto di provare e lui mi ha guardato allibito… in effetti in famiglia nessuno ha mai giocato in quel ruolo e oltretutto ero l’unica femmina in squadra. Ma provando anche a casa si accorse che come portiere me la cavavo bene e così da lì ho iniziato a giocare tra i pali.”

Come molte giocatrici di valore della tua nazione hai avuto importati esperienze all’estero. Quando hai lasciato casa per la prima volta?
“Dopo qualche stagione in Svizzera ho ricevuto un’offerta da parte del Potsdam in Germania e quindi a 21 andai là a giocare, proprio nel momento in cui Nadine Angerer lasciava per andare al Djurgarden. Arrivai a gennaio per disputare in pratica mezza stagione, mentre in quella successiva vincemmo il campionato. Giocai però solo qualche partita, perché il portiere titolare era un altro e l’anno successivo andai all’Amburgo per avere più chance di scendere in campo, ma purtroppo subii un infortunio e dovetti tornare in Svizzera per avere la possibilità di giocare e recuperare. Tornai quindi in Germania la stagione successiva e in seguito andai alla Torres.”

Arrivi quindi in Italia, nella squadra più titolata di allora, nella quale hai contribuito a vincere l’ultimo scudetto sardo.
“Arrivai alla Torres nel 2012 dove vincemmo subito la supercoppa e lo scudetto al termine della stagione. L’anno successivo bissammo la supercoppa, ma in campionato invece arrivammo seconde ad un passo dal Brescia. Purtroppo la società stava già andando a rotoli e così l’anno dopo tornai in Germania al Duisburg dove però mi ruppi il crociato a sei mesi dal mondiale in Canada. Riuscii però a recuperare in tempo e a disputare il mondiale. Con il Duisburg retrocesso, tornai in Svizzera al Basilea, ma per pochi mesi perché a gennaio ritornai in Italia, per giocare con la Fiorentina. Quindi l’ultima stagione disputata a Verona ed infine eccomi qui.”

Domanda infame: tante tue connazionali furoreggiano in giro per l’Europa nei campionati maggiori, perché la n. 1 della nazionale svizzera ha scelto invece di restare in Italia?
“Beh io in Germania ho giocato prima di altre e ti dirò che prima di andare alla Torres ero quasi intenzionata a smettere, perché di quel calcio ho visto sia gli aspetti buoni, sia quelli cattivi. La chiamata della Torres è arrivata proprio nel momento in cui avevo bisogno di cambiare ambiente e confrontarmi con un’altra mentalità. Ho trovato una squadra comunque fortissima, abituata a giocare per vincere e mi sono trovata bene anche a livello personale. Ho conosciuto un nuovo metodo di lavoro sui portieri e posso dire di essere cresciuta grazie a questo. Anche l’allenatrice della nostra nazionale, pur molto scettica sul campionato italiano, ha ammesso di avermi trovato migliorata da quando gioco in Italia. L’ambiente che ho trovato in Italia mi ha fatto molto bene anche nella vita privata e per questo, quando si è presentata la possibilità di tornare qui non ci ho pensato molto, nonostante i dubbi sollevati anche da mia mamma, che tra l’altro è italiana…”

Il fatto che continui a godere della piena fiducia del tuo CT è la prova che stai lavorando bene. Che allenatrice è Martina Voss-Tecklenburg?
“E’ un’allenatrice molto brava e preparata. Prepara con largo anticipo il lavoro che vuole svolgere con le ragazze in campo, con esercitazioni sempre in funzione di quello che andremo poi ad affrontare in partita. Ha il pregio di essere una persona sempre aperta al confronto con le sue giocatrici. Chiede spesso alle più anziane di condividere con lei le idee sul lavoro, anche se poi comunque è lei a decidere. E’ una donna di grande autorità, molto decisa, che sa come e dove vuol arrivare. Noi siamo state sempre la “piccola Svizzera”, con quel complesso di non poter competere con le grandi, ma lei ci ha dato una mentalità nuova, vincente. Non conta quanto sei grande o piccola, abbiamo delle grandi giocatrici e quindi perché nasconderci? Ci ha portato quella voglia di vincere sempre con tutti. La crescita del nostro gruppo si vede ed è gran parte merito suo.”

Quando hai esordito con la nazionale?
“Il 17 giugno 2006 in un’amichevole contro la Svezia. Non posso dimenticare quella data perché è anche il compleanno di mia madre.”

Da due anni circa in Italia sono nate le affiliazioni con le squadre maschili, mentre in Svizzera e Germania questo avviene da tempo. Qual’è il tuo parere su questo percorso?
“Io penso che sia una svolta positiva, che deve essere vista soprattutto come investimento a lungo termine. Detto questo chi ha investito tanto, anche nel breve sta già raccogliendone i frutti. Poter vivere di calcio, lavorando con strutture all’avanguardia, è sicuramente diverso dal venire ad allenarti dopo una giornata di lavoro. Le grandi squadre attirano anche le giocatrici di valore dall’estero e questo aumenta concorrenza e il livello generale del campionato, che però deve passare anche dalla riforma del torneo. In Italia c’è un numero bassissimo di tesserate rispetto ai paesi più sviluppati nel calcio femminile, ma nonostante questo fino ad oggi c’è stata una serie B con 50 squadre circa. E’ chiaro che così il salto tra la B e la A rimane troppo ampio, in questo senso sono d’accordo sulla serie B a girone unico. Certo, le distanze tra nord e sud qui in Italia porterebbero costi maggiori per queste squadre e qui la Federazione dovrebbe intervenire con qualche tipo di aiuto economico.”

Qual’è la partita per te indimenticabile?
“Beh… in realtà ce ne sono parecchie e per diversi motivi. La prima che mi viene in mente è quella contro l’Islanda agli europei giocati quest’estate dove mi sono spaccata la testa. Mi è rimasto il segno di quella partita che probabilmente porterò sempre con me… A livello di squadra una partita che non dimenticherò mai è quella che disputammo con la Torres in champions contro il Rossiyanka. Da loro all’andata avevamo perso uno a zero per un autogoal, ma al ritorno ribaltammo il risultato con una gara di gran cuore e carattere. All’ultimo minuto Domenichetti con un intervento sulla riga scongiurò la rete che avrebbe dato la qualificazione a loro. Poi la partita sempre con la Torres a Brescia, dove vincemmo e conquistammo in pratica lo scudetto. Con la nazionale mi vengono in mente le gare giocate contro gli Stati Uniti o quelle del mondiale in Canada, a partire da quella d’esordio con le campionesse del mondo in carica del Giappone, per finire con quella valida per gli ottavi di finale, disputata davanti a 55.000 persone!”

Hai un idolo?
“Mi sento un po’ adulta per parlare di idoli, ma sicuramente uno a cui guardo come esempio è Gigi Buffon, il più grande in assoluto. Anche Yann Sommer però, il portiere della Svizzera e del Borussia Monchengladbach, mi piace molto. Tanti lo criticano per la statura, dicono che è troppo basso, ma di sicuro compensa tutto alla grande con una forza esplosiva enorme, con i piedi è perfetto e ha un’ottima lettura del gioco.”

Oggi sei qui a Mozzanica, dove può arrivare secondo te questa Atalanta?
“E’ una buonissima squadra, troppo complessata a mio giudizio. Giochiamo con le grandi pensando di essere piccole. Non dobbiamo nasconderci e dobbiamo invece tirar fuori gli attributi. Molti ci sottovalutano perché ci chiamiamo Mozzanica, mentre abbiamo giocatrici molto forti e dobbiamo toglierci dalla testa di essere inferiori alle altre, giocare sempre per vincere e avere più consapevolezza dei nostri mezzi. Se credi di più in te stessa tante cose diventano possibili.”

Credit Photo: Luca Schiavon

Bisogna saper perdere… non sempre si può vincere…

Un gruppo musicale degli anni settanta, noto come THE ROKES, ha fatto la sua fortuna, cantando un motivetto che si intitolava:” BISOGNA SAPER PERDERE “, e continuava con il ritornello; non sempre si può vincere… ecc. ecc.
Mai come dopo questa partita, ma soprattutto, dopo l’articolo pubblicato dalla dirigenza Milan Ladies, mi è ritornato alla mente questo successo degli anni settanta.
Posso capire la delusione per il risultato sfavorevole, ma addossare la colpa di tale sconfitta alle fantomatiche perdite di tempo nel raccogliere la palla da parte delle nostre atlete, mi sembra riduttivo e poco veritiero, cosa peraltro non rilevata dalla terna arbitrale che ha ritenuto  più che legittimi i tempi di recupero dei palloni, infatti nessuna ragazza è stata ne richiamata ne ammonita per tale pratica, e alla fine il recupero dato di cinque minuti, è stato più che sufficiente a ripagare dell’eventuale tempo perso.
Sarebbe stato interessante vedere se al contrario fosse stato il Milan e non il Marcon in vantaggio, Nell’azione dell 1-0, che portava al gol, Alice Zuanti, ottavo gol per lei, decimo nella stagione in corso, compresa la Coppa Italia, la nostra attaccante,era brava a cogliere l’opportunità creatasi dall’errore dei due difensori del Milan che si ostacolavano, involandosi verso la porta e insaccando con un preciso tiro che sbatteva sul palo e finiva nella rete avversaria. Una giocata che a fine partita veniva duramente criticata dal Milan e bollata come una mancanza di Fair Play.
Il filmato dell’azione (visibile sul sito http://www.fcfmarcon.it/), smentisce in maniera evidente ed inequivocabile tale accusa e tutti i supposti atteggiamenti antisportivi paventati dalla società Milan. Forse che restituire la palla alla squadra avversaria, facendola uscire lateralmente il più vicino possibile alla linea di fondo fa parte del” buon comportamento ?”
Che però si pretende dagli avversari. Mah, è sempre più facile addossare agli altri le nostre carenze e le nostre mancanze, così da poter giustificare i nostri errori.
Per onestà intellettuale, si può tranquillamente ammettere che il pareggio sarebbe stato un risultato giusto, ma chi ha esperienza in questo mondo e calca i terreni di gioco da molti anni, sa come il calcio sia fatto e come a buone prestazioni, non corrispondano uguali i risultati. Si accetta il verdetto del campo convinti che a volte la sfortuna toglie e a volte la fortuna da. Ritornando al calcio giocato e alla partita di domenica, non possiamo essere che soddisfatti della prestazione del ragazze del Fcf Marcon, non solo per il risultato, che certamente fa morale, ma per il cuore che tutta la squadra ha lanciato oltre l’ostacolo, giocando una partita, non bella ma di grande volontà e sacrificio tattico. Ed è per questo che a noi modesti spettatori è piaciuta tanto, e tanto ci ha emozionato.
Grazie ragazze
. Questa è un piccola società, al cospetto dei nomi illustri ed altisonanti di questo girone, ma da molti anni queste piccole realtà hanno aiutato ed aiutano con il loro lavoro giornaliero la loro passione a far crescere il calcio femminile. E meritano rispetto come lo meritano tutte le società che si cimentano in questo sport meraviglioso, ma denso di difficoltà, che siano con nomi altisonanti o emerite sconosciute.

E TI REGGI SPALLA CONTRO SPALLA CON LE ALTRE…
NESSUNA SI FERMA…
SI ARRIVA ALLA FINE TUTTE INSIEME  !!!
 

FORZA MARCON- BRAVE RAGAZZE 

Agsm Verona: relax a Villa dei Cedri

Dopo sei giorni consecutivi di allenamenti e doppie sedute mercoledì 10 gennaio le ragazze di Agsm Verona hanno potuto usufruire di una giornata di relax trascorsa al Parco Termale del Garda Villa dei Cedri.
Le gialloblù si sono tuffate nel laghetto con acqua calda termale immerso nella meravigliosa cornice verde del parco secolare.
Qualche ora di meritato riposo prima della ripresa degli allenamenti in vista del match casalingo contro il Sassuolo in programma questo sabato allo Stadium Agsm Olivieri di via Sogare.

Credit Photo: http://www.veronacalciofemminile.com/

Mafaldine protagoniste assolute alla 14° edizione del torneo Stella Stellina

Inizio d’anno con i botti per la Permac Vittorio Veneto. In poco più di una settimana si sono concentrate una miriade di emozioni e successi, come mai si era verificato prima, nella quasi quarantennale storia Rossoblu. Frutto di un lavoro immenso, portato amorevolmente avanti da questa società/famiglia capeggiata dall’inossidabile Patrizia.

  • Domenica la conclusione del girone d’andata dell’ennesima stagione positiva della Prima Squadra, con il consolidamento del posto che varrebbe, a fine stagione, il mantenimento della categoria (Serie B a 12 squadre), rimanendo così nel gotha limitato delle migliori 24 squadre d’Italia.
  • Doppia storica convocazione in Nazionale per le “Canterine” Rossoblu. Coverciano per due settimane si pregerà di indossare proprio i colori della città della Vittoria. Questo fine settimana, con il giovane vigore di Giulia Trevisiolcon l’Under 15, e la prossima con la più “scafata” (già 24 presenze in serie B) Giovanna Coghetto, per la doppia amichevole contro la nazionale Slovena con l’Under 16 di Nazzarena Grilli.
  • Infine, non meno importante, la splendida giornata di Domenica alla tradizionale manifestazione Stella Stellina, svoltasi quest’anno negli splendidi impianti di Bassano del Grappa.

Praticamente, presenti tutte le formazioni al giovanile di Veneto e Friuli. Edizione record anche per la Permac, sia in termini di partecipazione (ben 3 squadre e 30 atlete), che di risultati con uno straordinario terzo posto ed una sola sconfitta contro la corazzata Hellas Verona, poi vincitrice del torneo.

Ecco i risultati conseguiti dalle nostre splendide ragazze:

GIOVANISSIME A

Girone di qualificazione
– Permac-Vicenza 2-1 (Trevisiol, Trevisiol)
– Permac-Venezia 0-0
– Permac-Marcon 2-1 (Trevisiol, Bortolin)

Girone di finale
– Permac-Pordenone 0-0
– Permac-Hellas Verona 0-3
– Permac-Padova 2-1 (Trevisiol, Gasparetto)

FORMAZIONE – 1. Maschietto 2. Gava 3. Gallina 4. Bortolin 6. Chies 7. Gasparetto 8. Gallon 9. Bottan 10. Trevisiol
(All. Sergio Fattorel)

GIOVANISSIME B

Girone di qualificazione
– Permac-Pordenone 1-1 (Marin)
– Permac- Futsal Giorgione 1-0 (De Conti)
– Permac-Condor 0-5

Girone di finale
– Permac-Marcon 2-2 (Pizzolato, Marin)
– Permac-Venezia 1-2 (Marin)
– Permac-Verona B 1-3 (Marin)

FORMAZIONE – 1. Facchin 2. Cavallin 3. De Martin 4. Sossai 5. Mema 6. Salvador 7. Pizzolato 8. Spadetto 9. De Conti 10. Marin
(All. Paolo Simonaggio)

ESORDIENTI

– Permac-Udinese 0-5
– Permac-Venezia 0-1
– Permac-Vicenza 0-4
– Permac-Padova 0-0
– Permac-Hellas Verona 0-3

FORMAZIONE
1. Brescacin 2. Mattia 3. Dall’Armellina 4. Girolin 5. Zandegiacomi 6. Della Coletta 7. Pinese 8. Salvador 9. Fantuzzi
10. Furlan 11. Tolot
(All. Matteo Fattorel)

A manifestazione conclusa, abbiamo sentito il giovane ed effervescente protagonista di questa stagione ricca di allori per il settore giovanile Rossoblu: Matteo Fattorel.

Matteo, giovanissimo, nuovo responsabile del settore giovanile Permac, ci racconti brevemente questa splendida giornata di Stella Stellina?
Personalmente sono pienamente soddisfatto e felice di tutte e tre le squadre partecipanti a questo meraviglioso torneo.
Con la squadra A, composta dalle giocatrici all’ultima partecipazione al torneo, l’obiettivo era di arrivare il più in alto possibile, andando oltre le migliori aspettative, subendo una sola sconfitta in 6 partita ed ottenendo uno splendido terzo posto.
Con la squadra B, composta invece dalle più giovani, con la possibilità di ritornare anche il prossimo anno, ci si attendeva di potercela giocare alla pari con tutte le altre, dimostrando appieno il proprio valore. Anche qui Mister e staff hanno fatto un lavoro straordinario, centrando (e superando) in pieno gli obiettivi prefissati
Con le Esordienti, (squadra più giovane del torneo) l’obiettivo era di prendere confidenza con tornei e partite, visto che per molte era in assoluto la prima esperienza agonistica. Anche qui segnali positivi ed incoraggianti per i notevoli progressi costruiti in questi primi 4/5 mesi di lavoro insieme

Matteo, ci fai un bilancio di questi primi mesi di lavoro per il settore giovanile Rossoblu?
Questi primi 5 mesi sono stati molto positivi per tutte e 4 le nostre categorie (Primavera, Giovanissime, Esordienti e Pulcine)
La primavera sta facendo un buon campionato e due ragazze, Da Ros (2000) e Caon (2001), hanno già fatto l’esordio in serie B. Oltre naturalmente alle “canterane” aggregate alla prima squadra fin dalla preparazione estiva (Dal Col, Modolo, Mella e Coghetto).
Le giovanissime dopo un periodo di adattamento, stanno dando filo da torcere ai pari età maschi. Stanno dimostrando di avere tanta qualità e determinazione. De Nadai (2001), Dal Mas (2002), Chies, Gava e Trevisiol (2003) hanno già fatto l’esordio in primavera nonostante la giovane età. Nutrito il gruppo (ben 7) settimanalmente presenti ai raduni regionali presso il Centro Federale di Istrana (Facchin, Gava, Chies, Gallon, Pizzolato, Bortolin, Trevisiol)
Le Esordienti stanno maturando giorno dopo giorno, nonostante il gruppo si sia creato è formato completamente solo nelle ultime settimane visti i tanti nuovi arrivi. Sono pronte e scalpitanti per fare un campionato primaverile di grande prospettiva capitante da Salvador Irene , De Conti Asia e Salvador Chiara.
Le pulcine inizieranno anche loro il campionato primaverile tra qualche settimana e sono pronte a dare battaglia in ogni gara contro i maschietti. Anche tra di loro ci sono molti nuovi volti e tanto, tanto giovani (quattro 2007 e addirittura una 2009).

Credit Photo: http://www.vittoriovenetocalciofemminile.it/

Coppa Italia, le Leonesse battono 7-0 le Azalee

Buona ripartenza nella prima partita del 2018 per il Brescia Calcio Femminile, che a Tradate batte le Azalee per 7-0 nel secondo turno di Coppa Italia.

Dopo un primo tempo terminato per 2-0 con le reti di Heroum e Giacinti e fin troppe azioni da gol sprecate, nel secondo tempo le leonesse prendono il largo con la tripletta di Sabatino e i sigilli di Ghisi (gran tiro di sinistro di prima intenzione e primo gol in prima squadra per lei) e Giacinti.

Grazie alla vittoria contro le Azalee il Brescia Calcio Femminile giocherà nel prossimo turno contro l’Inter, vittoriosa con la Torres.

IL TABELLINO

AZALEE-BRESCIA CF 0-7

AZALEE: Rotella (30’ st Bogni), Gino (30’ st Seghetto), Fransato, Del Raso (25’ st Labanca), Segalini, Crestan, De Luca, Di Lascio (1’ st Peripolli), Ferrario, Masciaga, Tamborini (15’ st Cassataro). (Brunini, Kote). All.: Vizza.
BRESCIA CF: Marchitelli; Sikora, Di Criscio, Fusetti, Mendes; Tomaselli (22’ pt Hendrix), Heroum (21’ st Ghisi); Cacciamali (1’ st Bergamaschi), Girelli, Giacinti; Sabatino. (Zanzi, Boglioni, Pettenuzzo, Magri). All.: Piovani.
ARBITRO: Gasparotto di Rovereto.
RETI: pt 24’ Heroum, 28’ Giacinti, st 6’, 8’ e 18’ Sabatino, 20’ Giacinti, 39’ Ghisi.
NOTE: Serata umida, terreno in condizioni accettabili. Spettatori 150 circa. Angoli 7-0 per il Brescia. Recuperi: 3’; 4’.

Credit Photo: http://www.bresciacalciofemminile.it/

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