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Euro 2025, le migliori marcatrici delle fase di qualificazione

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Classifica marcatrici Qualificazioni Europee femminili, compresi spareggi

Lara Prašnikar (Slovenia)

Frida Maanum (Norvegia)
7
 Martha Thomas (Scozia)

6 Sladjana Bulatović (Montenegro)
6 Jess Fishlock (Galles)
Armisa Kuć (Montenegro)
6
 Lea Schüller (Germania)
6 Diana Silva (Portogallo)

Klara Bühl (Germania)
5 Eileen Campbell (Austria)
5 Sofia Kongouli (Grecia)
5 Milena Nikolić (Bosnia-Erzegovina)
5 Natalia Padilla (Polonia)
5 Sarah Puntigam (Austria)
5
 Katerina Svitková (Cechia)
5 Tessa Wullaert (Belgio)

Nella sesta giornata, Prašnikar era a pari merito con la montenegrina Armisa Kuć a quota sei gol. Prašnikar è ripassata in vantaggio segnando una doppietta nel 4-0 contro la Macedonia del Nord, con cui la Slovenia è risalita dalla Lega C (con 26 gol in totale) ottenendo un posto negli spareggi. La Slovenia ha poi perso per 5-1 contro l’Austria, ma Prašnikar ha segnato nella gara di ritorno in trasferta. Schüller ha vinto la classifica marcatrici della Lega A con sei gol, con la sua Germania che ha conquistato un posto nella fase finale. La sua compagna di squadra, Klara Bühl, si è piazzata appena dietro, insieme all’austriaca Eileen Campbell.

La vetta della classifica marcatrici della Lega B è stata condivisa dalla gallese Jess Fishlock e dalla scozzese Thomas, che hanno entrambe contribuito alla promozione delle loro squadre. Le reti di Fishlock nelle giornate 5 e 6 l’hanno portata a quota 45 complessive col Galles, superando il precedente record di Helen Ward, mentre Thomas ha segnato un poker in una sola partita contro Israele. Negli spareggi, la norvegese Maanum ha segnato un gol nell’andata del turno 1 in trasferta contro l’Albania, altri quattro nel ritorno e un altro nella finale del turno 1 in casa dell’Irlanda del Nord, chiudendo con sei gol, uno in più della portoghese Diana Silva.

Classifica marcatrici Lega A

Lea Schüller (Germania)

Klara Bühl (Germania)
Eileen Campbell (Austria)

Lineth Beerensteyn (Paesi Bassi)
3 Manuela Giugliano (Italia)
3 Giulia Gwinn (Germania)
3 Jenni Hermoso (Spagna)
Sveindís Jane Jónsdóttir (Islanda)
Marie-Antoinette Katoto (Francia)
3
 Salma Paralluelo (Spagna)
3 Alessia Russo (Inghilterra)
3
 Janni Thomsen (Danimarca)
3
Amalie Vangsgaard (Danimarca)

Classifica marcatrici Lega B

Jess Fishlock (Galles)
5
 Martha Thomas (Scozia)

Kayleigh Barton (Galles)
4
 Claire Emslie (Scozia)

Viola Calligaris (Svizzera)
3
 Carole Costa (Portogallo)
3 Jovana Damnjanović (Serbia)
3 Milena Nikolić (Bosnia-Erzegovina)
3 Rachel Rowe (Galles)
3 Lauren Wade (Irlanda del Nord)

Classifica marcatrici Lega C

Lara Prašnikar (Slovenia)

Sladjana Bulatović (Montenegro)
Armisa Kuć (Montenegro)

Sofia Kongouli (Grecia)

Natasha Andonova (Macedonia del Nord)
Teona Bakradze (Georgia)
4 Medina Dešić (Montenegro)
4 Špela Kolbl (Slovenia)
4 Kaja Korošec (Slovenia)
4 Veatriki Sarri (Grecia)

THE LND EFFECT: il viaggio nel mondo della Lega Nazionale Dilettanti riparte

Credit Photo: Federico Fenzi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Riprendiamo a parlare di modelli concreti di responsabilità sociale applicata al calcio. Ripartiamo dall’ ASD Isontino, club di San Canzian d’Isonzo, nella provincia di Gorizia.

Parliamo del progetto Eco-Football of the Future, una iniziativa davvero interessante raccontata direttamente da Nicola Furlan, Responsabile Tecnico dell’Isontino Calcio e Progetto Eco-Football of the Future. Come nasce il progetto Eco Football e quali sono gli obiettivi principali che ASD Isontino si è posta nel lanciarlo?

Il progetto Eco Football of the Future nasce da una riflessione e da un’opportunità concreta. Ci siamo chiesti: è possibile creare un ambiente formativo dove allenare calciatori e atleti che approcciano l’attività con intensità e, allo stesso tempo, veicolare una forma mentis in grado di generare quelli che ci piace definire “atleti per tutta la vita”? Persone cioè capaci di trasferire nella quotidianità uno stile di vita sano, competitivo, sfidante e attento a valori come l’inclusione e la sostenibilità?

Ci siamo domandati se fosse possibile proporre un modus vivendi, un modello di comportamento da vivere sul campo e che si rifletta nella vita reale, nei rapporti con gli altri e nella consapevolezza di come affrontare il mondo del futuro. In un’epoca in cui le sfide ambientali, sociali e culturali sono sempre più urgenti, anche lo sport, in particolare il calcio con la sua forza aggregativa, deve fare la sua parte. Da qui l’idea di ripensarlo non solo come competizione, ma come strumento educativo, inclusivo e di trasformazione culturale. Riteniamo che una persona dotata o no di talento, in un ambiente moderno e stimolante, possa diventare il Campione del Futuro, non solo sul campo ma anche nella vita.

Ed ecco l’opportunità: l’Agenda 2030. Questo nuovo strumento è diventato per noi un riferimento concreto per la programmazione: uno strumento potente per strutturare l’ambiente sportivo in una prospettiva di cambiamento. Abbiamo quindi deciso di coniugare le nostre esperienze e intuizioni con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dopo un’attenta analisi, ci siamo detti: sì, è possibile. E ci siamo messi all’opera. L’obiettivo principale è stato quello di costruire un modello sportivo integrato che, unitamente ad allenamento nuovi basati su intensità e attenzione per la crescita dell’atleta, promuova la sostenibilità ambientale, la gestione dei rifiuti, il rispetto dei diritti umani, l’inclusione e il contrasto a ogni forma di discriminazione. Durante questa riflessione ci siamo accorti, ad esempio, della quantità di rifiuti che generavamo e di quanto materiale sportivo usurato venisse buttato. Da lì è nato il progetto Rifiuto Amico, in collaborazione con artisti green, per sviluppare iniziative di upcycling.

Abbiamo anche dato vita a un percorso di sensibilizzazione sul valore delle cose, avviato insieme a una società specializzata in financial literacy, con l’obiettivo di educare i ragazzi a una visione più consapevole del risparmio e del consumo. E poi, cosa vediamo spesso sui campi durante il weekend? Non basta parlare di regole e rispetto: il rispetto va vissuto. Per questo abbiamo creato, insieme a un artista teatrale, situazioni simulate di razzismo e discriminazione, partendo dalle reali diversità culturali e nazionali presenti nei nostri gruppi così da far vivere in prima persona certe emozioni negative facendo poi delle riflessioni coi ragazzi. Infine, abbiamo compreso l’importanza di parlare di inclusione vera. Abbiamo creato la prima squadra in Italia di calcetto inclusivo all’interno di una società calcistica “tradizionale”, dove i nostri ragazzi giocano insieme ad atleti con disabilità fisiche o cognitive, in un contesto competitivo ma pienamente paritario. E da qui, siamo partiti.

In che modo integrate pratiche sostenibili nella gestione quotidiana del club, dentro e fuori dal campo?

La sostenibilità è ormai parte integrante della nostra mentalità sportiva. Tutto parte da una formazione interna: abbiamo assegnato ruoli precisi e sviluppato progetti concreti. Ogni scelta, dalla gestione energetica delle strutture all’attenzione quotidiana ai comportamenti ecologici, è orientata a ridurre l’impatto ambientale e a generare consapevolezza. Per trasmettere questi valori anche fuori dal campo, a casa, a scuola, tra gli amici, abbiamo creato ECO-GAME, un gioco di carte e di ruolo pensato per rendere accessibili temi complessi come la sostenibilità, l’inclusione, la gestione dei rifiuti e l’educazione finanziaria. Spesso si pensa che questi argomenti siano troppo astratti o “lontani” dai ragazzi, ma quando vengono trasformati in un’esperienza immersiva, coinvolgente e ludica, tutto cambia. Abbiamo visto giovani dai 9 ai 14 anni collaborare, ridere, apprendere insieme, sviluppando strategie di gioco e interiorizzando concetti fondamentali.  Anche genitori, allenatori e dirigenti sono rimasti colpiti. Il gioco permette di vivere i valori, non solo ascoltarli. Ogni scelta fatta dentro l’ECO-GAME comporta delle conseguenze, proprio come nella realtà. Abbiamo lavorato in squadra, selezionato le figure più competenti ed eticamente solide, pianificato ogni passaggio e attivato collaborazioni con sponsor che condividono i nostri ideali. Oggi siamo affiancati anche da aziende che vedono nella responsabilità sociale un valore reale e duraturo.

Qual è il ruolo del calcio – e in particolare delle società dilettantistiche – nel promuovere la responsabilità sociale nei territori?

A nostro avviso, le società dilettantistiche hanno un’enorme responsabilità: sono presìdi territoriali, punti di riferimento educativi e sociali. Sono il primo elemento in grado di rafforzare il principio di sussidiarietà e rappresentano un perno fondamentale nel dialogo con famiglie, scuole ed enti locali. Il calcio dilettantistico può e dovrebbe essere un laboratorio di cittadinanza attiva, oltre che un centro di formazione tecnico-tattica e motoria. I ragazzi che crescono con noi non imparano solo a giocare, ma anche a convivere, rispettare, collaborare. Se a tutto questo si affianca un forte messaggio di sostenibilità, inclusione e responsabilità, lo sport può diventare uno strumento potente per trasformare il tessuto sociale. Con Eco Football of the future, vogliamo essere pionieri di un modello che mette la persona al centro, educando non solo l’atleta, ma il cittadino. E il paso successivo è quello di far ancora squadra con altre realtà. Non più collaborazioni col ‘vicino di casa’ solo per condividere strutture e far forza comune coi numeri sempre più scarni, ma di condividere un valore, anche a distanza in una nuova visione di ‘valore diffuso’ del cambiamento. Noi abbiamo già individuato un’altra società a circa 15km di distanza con cui collaboreremo sull’empowerment femminile.

Qual è il coinvolgimento di atleti, famiglie, scuole e istituzioni nel progetto? Che tipo di risposta avete ricevuto dal territorio?

La risposta è stata da subito molto positiva. Il progetto è nato “dal basso”, dall’ascolto diretto dei ragazzi, delle persone della nostra società, dirigenti e allenatori, delle famiglie e dal confronto con le istituzioni. Gli atleti partecipano attivamente sia nelle attività di campo che nei laboratori esperienziali. Abbiamo ospitato esperti di sostenibilità, psicologi dello sport, attivisti per i diritti umani tra cui la straordinaria Natali Shaheen che ha condiviso la sua esperienza contro i pregiudizi e nella realizzazione dei sogni. Le famiglie sono coinvolte attraverso momenti formativi, laboratori, eventi di confronto e condivisione. Con alcune scuole stiamo definendo una collaborazione stabile per portare il progetto nelle aule, con percorsi legati al riciclo e all’educazione finanziaria grazie a partner dallo spiccato valore etico e professionale come Tivarnella Art & Consulting, Thread Srl ed EF360. Il Comune poi, rappresentato dal Sindaco Nicola Pieri, ha espresso fin da subito entusiasmo e supporto, riconoscendo il valore del progetto per l’intera comunità. Il nostro obiettivo è ampliare ulteriormente la rete di stakeholder, stimolando nuove sinergie e co-progettazioni.

Serve a far emergere il valore partecipativo del progetto e le relazioni con gli stakeholder locali, sottolineando la dimensione comunitaria?

Assolutamente sì. Eco Football of the Future è un progetto pensato in ottica partecipativa. Come anticipato prima, ogni fase è costruita in collaborazione con atleti, famiglie, dirigenti, allenatori, quest’ultimi vero motore del cambiamento. Noi ci riuniamo regolarmente in oltre venti incontri di formazione e allineamento all’anno in cui vengono trasmesse: la vision della Società, i progetti in corsa e le metodologie. Si raccolgono idee, si ingaggiano le persone interessate e si costruiscono i pezzetti del cambiamento. Un esempio emblematico è il Calcetto Inclusivo, che coinvolge persone di ogni età e provenienza, in una logica dove tutti contribuiscono, tutti vincono e tutti imparano. È un’esperienza vera, senza barriere, dove la diversità diventa ricchezza e dove l’abilità di uno finisce per innescare quella dell’altro. Un riflesso della mentalità che muove le nostre operatività, dall’idea alla realizzazione. Oggi disponiamo di una palestra eco-sostenibile e di uno staff tecnico composto da quattro figure fondamentali: un esperto formatore, due allenatori e uno psicologo dello sport, oltre a numerosi dirigenti che hanno aderito al progetto del Calcetto Inclusivo con entusiasmo e competenza.

Guardando al futuro: quali nuovi traguardi si pone ASD Isontino sul fronte della sostenibilità e della responsabilità sociale?

Stiamo già lavorando su diversi sviluppi futuri. Tra gli obiettivi principali:

  • L’introduzione di un protocollo etico-sportivo e regolamentare condiviso da tutte le categorie, genitori e dirigenti e possibilmente adottato anche da altre società partner del territorio come ad esempio la realtà prima citata che promuove il calcio femminile, per costruire una rete affidabile e sostenibile a favore di bambine e ragazze.
  • Il potenziamento del calcetto inclusivo, partecipando al primo campionato italiano dedicato ad atleti con disabilità motoria o cognitiva, coinvolgendo anche i nostri giovani delle categorie U14-U17, con staff e strutture adeguate. Attendiamo l’approvazione del regolamento per partire con grande entusiasmo.
  • La condivisione del progetto in ambito europeo: il 12 aprile abbiamo accolto studenti di un liceo sportivo polacco, interessati spontaneamente dopo aver visto una nostra intervista. È stata un’esperienza importante che vogliamo replicare.
  • La costruzione di un bilancio sociale e ambientale annuale del club, per misurare con trasparenza l’impatto delle nostre attività e migliorare costantemente.

Siamo convinti che il futuro del calcio passi dalla sua capacità di evolversi. Eco Football of the Future non è solo un progetto: è una visione. Uno sport che forma persone consapevoli, responsabili, etiche. Se tra queste persone ci saranno anche campioni, tanto meglio. Ma prima di tutto, vogliamo contribuire a creare un mondo migliore.

Bleues “acchiappa goal” – Lionesses ko all’esordio Euro 2025

Un copione di tutto rispetto quello seguito dalla Nazionale francese impegnata quest’oggi nell’esordio ad Euro 2025 davanti all’Inghilterra. Una gara segnata dal doppio vantaggio transalpino trovato durante il primo tempo, bastato a mandare ko le quotate inglesi, solo vicine al risultato mediante un unico goal sul finale (2-1).

Prima fase da 15 minuti equilibrata. L’apparente calma viene interrotta al 16′ da Russo che offre una conclusione su apertura di James ed insacca: imprendibile per Peyraud – Magnin. I festeggiamenti inglesi, però, durano poco: per il VAR è fuorigioco.
Sul fronte avversario risponde Karchaoui che tenta il pallonetto approfittando di una ripartenza e dell’uscita dell’estremo difensore, calciando un pallone poi terminato sul fondo.

Attenzione al gioco francese che si intensifica alla mezz’ora: due le parate di disimpegno per il portiere inglese che anticipano il vantaggio Bleues. Katoto al punto giusto al momento giusto per un 1-0 tutto da incorniciare! (perfetto l’assist di Cascarino). Il raddoppio non tarda ad arrivare dopo appena tre minuti: il segno al 39′ ad opera di Baltimore.
I primi 45+5′ si chiudono col sorriso sul volto di una formazione transalpina che sembra aver studiato ogni minimo punto debole della avversaria guidata da Wiegman.

A ritorno dalla pausa il muro difensivo blu sembra essere in bilico: ci prova l’Inghilterra ponendo in avanti James, risponde Baltimore che costringe Hampton a salvare sulla linea.
La coach poc’anzi citata propone i primi cambi al 59′ nel tentativo di modificare le sorti di una gara fino a quel momento a senso unico.
Rapidità, possesso palla e incisività le principali caratteristiche che hanno permesso alle ragazze del tecnico Bonadei di spuntarla, nonostante la rete accorcia distanza opposta all’87’ (Walsh), per un avvio della competizione all’insegna del goal.

Tale frangente ha posto sotto i riflettori l’importanza del riscatto per la stessa compagine, intenzionata a fare bene dopo la semifinale persa contro la Germania in occasione dei precedenti Euro 2022. Per sapere come proseguirà il tutto a disposizione il prossimo incontro col Galles (9 luglio), squadra già penalizzata non solo per il proprio ranking che risulta essere il più basso tra le formazioni qualificate al torneo, ma anche per la sconfitta subita in data odierna ad opera dei Paesi Bassi.

Impiantistica: l’ICS promuove il bando 2025 “Sport Missione Comune”

 

Fino al 30 settembre, i Comuni, le Unioni di Comuni, i Comuni in forma associata, le Città Metropolitane, le Province e le Regioni potranno presentare le istanze per usufruire attraverso i mutui agevolati dei contributi in conto interessi deliberati dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali ICS a fronte degli stanziamenti dedicati nella legge di bilancio 2025.

L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A. mette a disposizione oltre 150 milioni di euro per mutui a tasso fisso da stipulare entro il 31 dicembre 2025 con il totale abbattimento degli interessi con durate fino a 10 anni o con la possibilità di utilizzare il contributo per durata fino a 25 anni.

Settore giovanile in crescita – Gianni Fruzzetti, Bologna: “Tre ragazze vivranno il ritiro con le grandi”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non solo Prima squadra. Anche il settore giovanile bolognese dimostra di trovarsi nell’era della crescita esponenziale.
Un progetto ambizioso, il cui fulcro rimane la valorizzazione delle giovani per arrivare ad un futuro di calciatrici fiduciose e formate; a rimarcarlo nei giorni scorsi Gianni Fruzzetti, direttore rossoblù, che sulla curva dello sviluppo dell’ala citata ha affermato:Bilancio e stagione positivi. Tutti gli anni organizziamo un torneo che vede coinvolte tutte le squadre ed è un modo per stare ancora insieme, allungare proprio la stagione e finirla nel migliore dei modi.

L’under 17? È forse quella che ci ha regalato più soddisfazione andando alla fase nazionale, ma anche la 12,15 e 13 hanno figurato molto bene.
La Primavera ha fatto un campionato così così, trovando varie difficoltà, ma siamo molto soddisfatti“.

Al momento ci si gode il presente. Alla base? L’educazione calcistica, l’orientamento verso le opportunità, l’attenzione allo sviluppo delle competenze: “Il prossimo step da fare è sicuramente portare qualche ragazza in Prima Squadraha continuato lo stesso -. Lo anticipo, quest’anno tre ragazze partiranno in ritiro proprio con quest’ultima, e cominceranno ad assaporare quella che è la professionalità“.

In occasione di una intervista formalizzata da BePiTV a marzo 2025 per la rubrica “B Woman”, poi, la figura aveva già descritto la curva positiva tracciata, arricchita da soddisfazione e visione a lungo termine: “Quando il Bologna mi ha scelto per questo progetto c’era un po’ un fuggi fuggi. Da tre anni è iniziato un percorso con una filosofia di lavoro dalle piccoline alla prima squadra; siamo passate da 60/70 ragazze a 150. Adesso Bologna sta diventando una realtà in cui tante vogliono venire, l’importante è costruire dal basso.

Ci vorrà un po’ di tempo, ma stiamo facendo questo percorso. Non abbiamo comprato nessun titolo, perché se non allarghi la base. L’idea è di creare un percorso comune dalle piccoline alle più grandi“.

Settori differenti, quindi, ma stessa identità per quello che ancora oggi si conferma un legame indissolubile tra realtà di natura importante.

Miedema show! L’Olanda piega il Galles e dilaga con un tris

Termina con un trionfo a favore dei Paesi Bassi lo scontro d’esordio agli Euro 2025 tra gli stessi ed il Galles. A Lucerna assoluto dominio delle orange che hanno diviso la posta in palio odierna in due tempi.

Dimostra rapida aggressività la squadra di Andries Jonker: inoltrato il quarto minuto di gara, è infatti Clark a dover respingere in due tempi una forte conclusione olandese; il primo squillo vero e proprio è definitivamente della formazione in blu.
Al 15′ girata rapidissima di Miedema (per l’occasione capitana), murata dalla stessa Clark. Impegnatissimo l’estremo difensore; fatica, nel frattempo, il Galles ad avanzare.
Pallone filtrante in area di rigore che evidenzia l’ennesima proposta dei Paesi Bassi: a vuoto la traiettoria, non agganciata sul finale dalla solita Miedema.

Palo al 35′! Clamoroso vantaggio sfumato per i Paesi Bassi. Scenario cancellato totalmente dal goal di Miedema al secondo minuto in aggiunta: tanto lavoro per l’estremo difensore opposto che nulla può di fronte al tiro sicuro dell’attaccante.

Pausa terminata, ma stessa intensità di fuoco per la compagine in avanti: ripete l’esultanza di squadra Victoria Pelova; sua la firma per il raddoppio al 47′.
D’altra parte il Galles fatica ad uscire dal pressing avversario, tesi confermata al 56′ da Brugts: la numero 11 aggancia perfettamente un assist in area ed insacca il tris, spiazzando il portiere.

Nessuna pericolosità nei fraseggi né in ripartenza sul fronte Wales, che si arrenderà totalmente alla superiorità azzurra nonostante i +5 di recupero a disposizione per provare a ribaltare una gara difficile.

Mercoledì 9 per le vincitrici uscenti il secondo appuntamento europeo contro l’Inghilterra.

Salta la panchina: il Venezia saluta il tecnico Berta Prat Hernández

Photo Credit: Venezia FC

Berta Prat Hernández non è più il tecnico del Venezia: questa la comunicazione resa pubblica dalla società attraverso il proprio sito ufficiale.
Una decisione consapevole e “comune”: così l’ha definita lo stesso club, dopo l’unica stagione alla guida della Prima squadra. Un segno indelebile su un viaggio di lungo ricordo e terminato nel migliore dei modi: l’ormai ex allenatrice, infatti, abbandona l’arancioneroverde dopo il salto nella nuova categoria (conquistato aritmeticamente con due turni d’anticipo mediante la vittoria di 2-0 sul Chieti), un sogno avveratosi con una serie di 22 risultati positivi su 28 dispute, per un primo posto in graduatoria a quota 69 che non ha avuto rivali.

Arezzo, Bologna, Brescia, Cesena, Como, Freedom, Hellas Verona, Lumezzane, Res Roma, Sampdoria (retrocessa dalla serie A), San Marino Academy, Spezia Women e Trastevere (altre due neopromosse) le contendenti del prossimo girone unico di serie B.

Al tecnico in uscita i ringraziamenti più sinceri da parte della stessa società che l’aveva accolta già nel 2021, offrendole il ruolo di supervisore dell’Under 19 femminile.

“Le emozioni parlano, sono felicissima. Il percorso fino a qui è stato bellissimo. Le ragazze hanno dato tutto e anche di più; il coraggio che hanno dimostrato, nonostante la giovane età, è qualcosa di davvero indescrivibile. Meritano questo ed oltre”. Queste tra le ultime parole rilasciate da Hernández che dimostrano quanto l’insieme abbia raccolto il meglio per costruire un futuro virtuoso e significativo con ulteriori sfide da superare e stimoli da non perdere. Gli stessi sono stati, poi, evidenziati dalla Responsabile del settore Grazia Trentin, la quale aveva aggiunto: “Ora ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una nuova fase di crescita per tutto il settore, con progetti e iniziative legati al territorio a cui teniamo moltissimo, perché rappresentiamo con orgoglio la città più bella del mondo.

A livello personale, si tratta di una soddisfazione immensa. Raggiungere questo traguardo significa entrare a pieno titolo nell’élite del calcio femminile italiano”.

Carolina Pini: “Spero sia l’anno buono per portare a casa un trofeo sognato da una vita”

“L’Italia ha iniziato molto bene. Il morale è alle stelle e in questi tornei, più che le doti delle singole vale il gruppo. Io le Azzurre le vedo come sorpresa del torneo e potrebbero arrivare tra le prime quattro, molto dipenderà ovviamente dalla fortuna/sfortuna di chi andranno a trovare dopo la fase a gironi”. A dircelo è stata Carolina Pini, ex calciatrice che ha vestito la casacca della Nazionale per 28 volte con 3 reti che poi continua: “Ho notato un ambiente cambiato dopo il termine della gestione Bertolini che non è finita benissimo. Mister Soncin, e la vice Viviana Schiavi, hanno portato aria fresca e pulita, cosa che serviva assolutamente. Se l’ambiente è sereno, i risultati arrivano”.

L’ex centrocampista poi sull’esordio confessa: “Ho visto un’ottima Italia in un girone non facile, come ogni Europeo che si rispetti. Dobbiamo passare il girone e continuare a fare molto bene come visto ieri. Spero che sia l’anno buono per portare a casa un trofeo che sogniamo da una vita”.
Pini, con trascorsi con Bayer Monaco e Verona, poi sul torneo aggiunge: “Paradossalmente è più semplice passare il girone ai Mondiali rispetto all’Europeo dove tutte le squadre sono molto valide. Ogni girone regala degli sconti assolutamente entusiasmanti, lo spettacolo assicurato in tutto il torneo”.

L’ex calciatrice toscana classe ’88, in Azzurro dal 2006 al 2013, chiude con una considerazione sulle calciatrici più attese: “Ho sempre un occhio di riguardo per le tedesche, quindi direi che mi aspetto da alcune di loro un torneo giocato ad alti livelli, come Schüller oppure Bühl. Sono felice di rivedere Hagerberg di nuovo in nazionale. Delle italiane non posso che non dire Cristiana Girelli, con la quale sono cresciuta e a cui auguro un torneo da incorniciare. Se lo merita”.

Nazionale Femminile – Italia a caccia del successo qualificazione. Salvai: “Che emozione l’esordio, vogliamo ripeterci”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Dopo la seduta di scarico di ieri, questa mattina nel Team Base Camp di Weggis le Azzurre hanno iniziato a lavorare e a curare ogni singolo dettaglio in vista del fondamentale appuntamento di lunedì con il Portogallo. In caso di mancato successo del Belgio sulla Spagna, nel confronto che alle ore 18 aprirà la seconda giornata del Gruppo B dell’Europeo, a Ginevra (ore 21, Rai 2) davanti al presidente federale Gabriele Gravina e al segretario generale Marco Brunelli le Azzurre avrebbero la grande chance di staccare il pass per i quarti di finale – centrati l’ultima volta nell’edizione del 2013 – con un turno d’anticipo.

Serviranno naturalmente i tre punti, conquistati in quattordici dei sedici match giocati finora contro la 22ª forza del Ranking FIFA (l’Italia è 13ª), ultimi sette compresi. “La serata vissuta due giorni fa è stata molto emozionante e la vittoria ci ha aiutato a recuperare in fretta le energie fisiche e mentali, ma dobbiamo essere brave a resettare e a pensare esclusivamente al Portogallo – ha dichiarato Cecilia Salvai ai microfoni di Vivo Azzurro TV – vogliamo ripeterci e per riuscirci dovremo rimanere concentrate solo sui prossimi 90 minuti. Il primo obiettivo sarà quello di non fare arrivare palloni al nostro portiere”. Una missione centrata alla perfezione nella gara d’esordio, in cui la 31enne della Juventus – una delle migliori in campo – ha respinto insieme alle sue compagne di reparto (e non solo) tutti i tentativi delle Fiamme Rosse, tornando a blindare la porta in un Europeo 12 anni e tre edizioni dopo l’ultima volta.

Per alzare l’asticella anche dal punto di vista della prestazione non basterà confermare la solidità difensiva messa in mostra con la selezione belga. “Non credo che rivedremo un primo tempo come quello di Sion – ha aggiunto Salvai, che proprio giovedì ha tagliato il traguardo delle 60 presenze in Nazionale maggiore – partiremo meno contratte e cercheremo fin da subito di mettere la partita sui binari giusti e renderci molto più pericolose rispetto ai primi 90’, sfruttando meglio le nostre caratteristiche offensive. Loro arrivano da una sconfitta molto importante con la Spagna e avranno tanta voglia di riscattarsi. Hanno giocatrici molto pericolose e brave nell’uno contro uno quindi servirà tanta attenzione, a livello individuale e di squadra”

Parlando di attacco e di gol gli occhi di ‘Ceci’ – soprannominata anche ‘Contessa’ da alcuni componenti dello staff per l’eleganza con cui si muove sul rettangolo verde – iniziano a brillare. Impossibile per lei non tornare con la mente a quell’8 giugno 2018, il giorno in cui proprio con il Portogallo trovò il primo dei suoi tre centri in azzurro, un acuto che al ‘Franchi’ di Firenze chiuse il match e permise alla squadra di festeggiare il ritorno alla fase finale del Mondiale dopo 20 anni di attesa. “Ovviamente il pensiero a quel gol c’è e dovesse succedere di nuovo sarei felicissima: quando mi troverò nell’area avversaria proverò a scordarmi di essere un difensore…”, ha concluso Salvai, presente anche nell’ultima sfida con le lusitane andata in scena nell’Algarve Cup 2020, vinta 2-1 in rimonta dall’Italia (reti di Linari e Girelli) prima di dover abbandonare il Portogallo a causa dell’emergenza COVID-19.

La squadra partirà nel pomeriggio alla volta di Ginevra, dove domani allo Stade de Genève – che con i suoi oltre 31mila posti è il terzo impianto più grande del Paese dopo il St. Jakob-Park di Basilea e il Wankdorf di Berna –
è in programma la conferenza stampa della vigilia (ore17.45) e la rifinitura (18.30).

 

Sampdoria: nessuna iscrizione alla serie B – “Scelta complessa e dolorosa”

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un altro duro colpo per la Sampdoria: la società blucerchiata, attraverso un comunicato, ha annunciato la mancata iscrizione della Prima squadra al prossimo campionato di Serie B.
Uno scenario doloroso che, dopo la retrocessione della formazione confermata dalla caduta contro il Como, pone al centro del tavolo valutazioni da compiere ben più complesse: “Nell’ambito di una più ampia revisione strategica e organizzativa finalizzata alla sostenibilità economica e al consolidamento del club, la Sampdoria Women non verrà iscritta al campionato di Serie B Femminile 2025/2026 – racconta lo scritto -.

Una scelta complessa e dolorosa, maturata nel contesto di sostenibilità finanziaria che la società sta affrontando con senso di responsabilità e visione di lungo periodo. Una decisione assunta anche con profondo rispetto per quanto è stato costruito in questi anni e con il forte desiderio di continuare a coltivare il calcio femminile blucerchiato“.

Nonostante ciò, il progetto ligure va avanti, dimostrando di non voler dare retta alle voci riguardanti “il fallimento” dello stesso. “Il progetto sportivo ripartirà, mantenendo viva la passione, lo spirito competitivo e l’impegno che hanno sempre contraddistinto le nostre ragazze – recita, infatti, la seconda parte del comunicato -. Sarà garantita inoltre l’attività del Settore Giovanile, cuore pulsante del futuro femminile doriano.

Alle atlete, ai tecnici, ai collaboratori, ai tifosi e alle famiglie che hanno accompagnato questo percorso con dedizione e orgoglio va il nostro più sentito ringraziamento. Il nostro impegno per una Sampdoria sempre più inclusiva, solida e sostenibile continua, con la ferma volontà di ricostruire – passo dopo passo – un futuro all’altezza della nostra storia e dei nostri valori“.

Rimane l’ennesimo atto di coraggio di un club che crede fermamente nei valori di questo sport e nelle basi create negli anni, mentre, purtroppo, la “non iscrizione” sta diventando sempre più un vero e proprio allarme di un movimento calcistico femminile odierno che cerca di sopperire alle difficoltà.

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