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Manuela Giugliano a “RAI Sport”: “Amo Roma, dobbiamo ripartire da qui per vedere grandezza. Futuro? C’è ancora un altro anno…”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

A Scudetto ormai ipotecato, la Capitana della Roma Manuela Giugliano, colei che ha messo per due volte la sua firma sul match point finale in casa giallorossa, ha rilasciato alcune dichiarazioni a RAI Sport per commentare il traguardo, per molti versi inaspettato, appena raggiunto dalla squadra di Mister Rossettini e cominciare a fare qualche piccolo riferimento al suo futuro con la formazione Capitolina, che è ormai casa sua e non può prescindere da lei.

La numero 10 ha voluto sottolineare quanto per lei la Roma sia sinonimo di “famiglia” e che questo traguardo tagliato da tutto il gruppo sia una dimostrazione dello sforzo che ogni singola calciatrice ha fatto mettendo da propria parte l’individualità per il bene della squadra, appoggiata da una Società che crede fermamente nel progetto: «Amo la Roma, amo questa grandissima famiglia, amo tutti coloro che ci lavorano e questa è la dimostrazione dell’impegno, dei sacrifici e di quanto la società ci creda e continui a investire. Questa è una cosa fondamentale per me, per tutte le ragazze e per il calcio femminile in generale. In Italia per me è molto difficile cambiare: amo questi tifosi, amo questa gente, quindi è scontato dire che amo Roma.»

Il futuro della calciatrice non è ancora nei suoi pensieri, visto che il contratto è in scadenza il prossimo anno e ci sono ancora partite da giocare, traguardi da raggiungere con la Roma, momenti da vivere: «Ho ancora un altro anno, ci stiamo lavorando. Amo questa città, ci sono tutte le basi positive per continuare un futuro qui, e amo questa Roma.»

Le Lupe non si sarebbero aspettate questo titolo da aggiungere al palmarès, e le emozioni susseguitesi nel corso della stagione sono state tantissime e diversificate. Una costante, però, è stata l’attaccamento alla maglia, uno dei valori che lo zoccolo duro giallorosso ha provato a trasmettere a quelle che la Roma l’hanno conosciuta per la prima volta quest’anno: «Sono felicissima, non ci credo. Quando si continua a vincere le emozioni sono sempre diverse, non sono mai uguali. Questo è lo Scudetto meno scontato, perché nessuno all’inizio avrebbe puntato su di noi. L’abbiamo vinto, e non era semplice, con un Mister nuovo, tante ragazze nuove e anche con poca esperienza internazionale. Queste ragazze hanno però dimostrato cuore e attaccamento alla maglia, e noi veterane siamo state brave a trasmettere l’importanza di indossarla.»

Sul gruppo squadra, poi, Giugliano si è soffermata dicendo che un suo auspicio è che le calciatrici arrivate da poco scelgano di continuare il proprio percorso in giallorosso per lottare con questa maglia e continuare a vincere: «Spero che tante ragazze possano continuare a rimanere qui, perché sono la forza di questa squadra. Da qui bisogna ripartire per costruire qualcosa di importante.»

Non sono mancate, in chiusura, le dediche, tra cui compaiono anche i tifosi, cuore pulsante del “Tre Fontane” e del supporto costante alle ragazze di Rossettini: «Alla mia famiglia, al mio futuro e al futuro della Roma. La mia famiglia è sempre pronta a sostenermi, anche nei momenti più difficili, ed è la cosa più importante. Poi ci credo, credo in questa Roma e nei grandi sogni, quindi speriamo di continuare così.»

Giulia Borsato, Vicenza: “Qui sto vivendo un percorso altamente formativo. Campionato? Importante chiuderlo con la consapevolezza di aver dato tutto”

Photo Credit: Vicenza

Il Vicenza è in procinto di salutare il campionato. Il piano, intanto, è sempre lo stesso: limitare i danni in questa fase conclusiva e tenere accesa l’attenzione. Prima che il sipario cali sull’annata, però, due faccia a faccia per disegnare l’ultimo angolo del percorso: a parlarne con noi in esclusiva Giulia Borsato, contributo biancorosso.

Giovanissima, eppure negli ultimi anni la tua storia si è arricchita attraverso cambi di maglia ed esperienze sempre più motivanti all’interno del contesto femminile. Chi è la Giulia di oggi dopo queste parentesi e come valuti il tuo percorso individuale al Vicenza, club al quale sei attualmente legata?

«Oggi sono una ragazza che sta crescendo attraverso il calcio, uno sport che mi accompagna da quando ero piccola e che nel tempo è diventato una parte fondamentale della mia vita. Mi ha insegnato a credere in me stessa, a lavorare con costanza e a non arrendermi davanti alle difficoltà, anche quando le cose non vanno come vorrei. È un percorso che mi sta formando giorno dopo giorno, aiutandomi a migliorare non solo come atleta, ma anche come persona, sia dentro che fuori dal campo.

Al Vicenza sto vivendo un percorso altamente formativo: anche se non è stato semplice all’inizio, sto imparando a confrontarmi con un livello alto e con nuove responsabilità. Ogni allenamento e ogni minuto in campo rappresentano un’occasione per migliorarmi e dimostrare il mio valore».

La squadra è in procinto di chiudere il campionato e sono 10 i punti raccolti negli appuntamenti recenti: ciò è sinonimo del fatto che, in fin dei conti, il collettivo non si è mai fermato per determinazione e voglia di dare tutto fino all’ultima goccia di sudore. A -2 dalla fine, cosa intende lasciare questo Vicenza, sul campo e come impronta di un viaggio intero?

«Queste ultime partite devono rappresentare la continuità dell’impegno che la squadra ha dimostrato durante tutta la stagione. Anche nei momenti più difficili non ci siamo mai fermate, mantenendo lo spirito di gruppo.

A così poco dalla fine, credo che il Vicenza debba lasciare sul campo proprio questo: la voglia di lottare fino all’ultimo, senza mai mollare, indipendentemente dal risultato. L’importante è chiudere il campionato con orgoglio e con la consapevolezza di aver dato tutto».

A proposito delle due giornate mancanti, all’orizzonte vi è la giocata locale contro l’Hellas, dulcis in fundo, poi, la trasferta in casa Como, fresco di salto in serie A: cosa non dovrà mancare in entrambi gli scontri?

«Sarà fondamentale non perdere concentrazione e intensità. Contro l’Hellas servirà grande determinazione, perché sarà una partita sentita e combattuta fino all’ultimo minuto. Nella trasferta contro il Como, invece, servirà soprattutto solidità mentale e capacità di restare unite come squadra, visto l’avversario di alto livello che ha appena raggiunto la massima categoria.

In entrambi i casi, la voglia di giocare insieme ed aiutarsi, facendo il massimo, dovranno essere base su cui puntare!».

Si ringrazia Giulia Borsato e la società tutta per la gentile concessione.

Nicoletta Mazza, Lumezzane: “Stiamo facendo una stagione di spessore assoluto, abbiamo trovato l’equilibrio giusto dentro la squadra”

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Lumezzane vede il secondo posto della Serie B, grazie al successo maturato venerdì scorso sul campo del Cesena che ha permesso alle rossoblù di allungare proprio sulle cesenati di cinque lunghezze.
Le valgobbine si stanno allenando al centro sportivo di Castenedolo, quartier generale del club lumezzanese, in vista delle due partite conclusive del campionato contro Venezia in programma domenica alle 15 al «Saleri» e l’ultima fuori casa nel prossimo fine settimana contro il Verona: nell’attesa abbiamo intervistato Nicoletta Mazza, allenatrice del Lumezzane dal 2022.

Nicoletta sei quattro stagioni alla guida del Lumezzane, di cui le ultime tre esaltanti. Quale il segreto di questa società che tanto sta ottenendo dentro e fuori dal campo?
«Tutte e quattro lo sono state a modo loro. Sicuramente, ci sono figure chiave come il presidente Andrea Caracciolo, il direttore sportivo Diego Rossi e il team manager Roberto Antonini rappresentano il vero zoccolo duro della società. Il confronto continuo, la fiducia totale e la passione che si mette ogni giorno a disposizione del progetto creano una sinergia totale, che ci unisce verso un unico obiettivo».

L’importanza di lavorare in un centro sportivo come Castenedolo quanto è fondamentale nel sentirsi parte di un progetto serio e per i risultati sul campo?
«Poter lavorare quotidianamente presso il centro sportivo di Castenedolo è un valore aggiunto inestimabile. L’accesso alle stesse strutture d’eccellenza utilizzate dai nostri colleghi del settore maschile professionistico ci pone nelle condizioni ideali per operare. Questa parità di trattamento ci permette di svolgere la nostra attività con la massima serenità e con standard qualitativi di alto livello».

Il rapporto con il direttore Diego Rossi, che dal suo arrivo ha impresso una programmazione importante, com’è strutturato?
«Il rapporto con il direttore sportivo Diego Rossi si è fondato, fin dal principio, su una profonda stima reciproca e su una fiducia incondizionata. Operiamo nella certezza che entrambi daremo il massimo per il nostro obiettivo comune, unendo alla dedizione una costante ricerca della qualità del lavoro ed una smisurata voglia di vincere. Il nostro è un confronto quotidiano fatto di telefonate, scambi di vedute e una visione condivisa che ci permette di remare sempre nella stessa direzione. Per me è una figura di estrema importanza».

Siamo quasi alle battute conclusive del campionato e il Lumezzane ha messo un’ipoteca sul secondo posto, confermando le aspettative di inizio stagione.
«Mi fa piacere pensare che le aspettative fossero alte, ma nel nostro campionato non c’è nulla di scontato. Soddisfare i pronostici non è cosa automatica: è il risultato di una disciplina quotidiana. Si pensa che raggiungere l’obiettivo prefissato sia la “normalità”, ma la verità è che mantenere alto il livello di pressione e costanza ogni singolo giorno è l’impresa più difficile di tutte. Per il secondo posto ci manca ancora un piccolo passo».

E questo risultato è stato quasi centrato grazie al cinque a due arrivato in casa del Cesena nello scontro diretto. Si può dire che questi tre punti sono stati più che meritati?
«Si, si può dire. La cosa importante è che non è stata solo una questione di gambe o di tattica, ma di tenuta mentale. Siamo state lucide nel leggere i momenti della gara: abbiamo accettato di soffrire e compattarci in fase difensiva, per poi colpire con ferocia nelle ripartenze. Quando riesci ad unire lo spirito di sacrificio alla qualità delle scelte, i risultati spesso sono una conseguenza naturale».

Analizzando i punti, il Lume lo scorso anno ne ha ottenuto cinquantuno quando la B era a sedici squadre, mentre quest’anno ne ha fatti cinquantadue col campionato a quattordici formazioni e con ancora due gare da giocare. Segno che la squadra, grazie anche al mercato estivo ed invernale, è migliorata tantissimo.
«Siamo state brave a trasformare dei nuovi acquisti di qualità in un collettivo solido e di questo ringrazio di cuore tutto lo staff e in particolare i miei collaboratori Castellani e Freddi. Il mercato ci ha dato strumenti più potenti, ma è stato il lavoro quotidiano a permetterci di integrare queste giocatrici nei nostri meccanismi e nella nostra cultura del lavoro. Abbiamo trovato il giusto equilibrio tra l’entusiasmo delle nuove e l’esperienza del “vecchio blocco”, rispondendo sul campo a ciò che la società si aspettava da noi».

Il Lumezzane sta concludendo una stagione primissimo ordine: 52 punti, 16 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte (Photo Credit: Alessandra Marrapese – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano)

E se aggiungiamo altri dati che certificano questa stagione, ovvero che il Lume è terzo come miglior attacco con quarantasei gol e seconda miglior difesa con ventun reti subite, il quadro lo si può ritenere completo.
«È stata una stagione di spessore assoluto. Sapevamo che le gare richiedevano un’umiltà feroce in fase di non possesso e una reattività immediata nelle decisioni con la palla. Vedere le ragazze sacrificarsi l’una per l’altra, senza perdere mai la bussola tattica, è la conferma che questa squadra ha una consapevolezza importante. Abbiamo fatto esattamente ciò che serviva e siamo cresciute come singole e soprattutto come squadra».

Però c’è anche una domanda che sorge spontanea: questa squadra poteva osare un po’ di più, ossia provare anche a vincere il campionato?
«È ovvio che, guardando indietro, si pensi a quei punti lasciati per strada che avrebbero potuto cambiare la classifica, ma quei momenti fanno parte del percorso di crescita. Non dobbiamo commettere l’errore di sminuire un risultato straordinario col senno del poi, anche perché certi punti persi ci hanno dato tanto dal punto di vista della crescita e dell’unione. Io preferisco guardare alla solidità che abbiamo costruito: abbiamo integrato forze nuove, creato un’identità forte e risposto alle ambizioni della società. Siamo arrivati vicini alla vetta e considerarlo un rimpianto sarebbe ingeneroso verso un gruppo che ha dato l’anima».

Adesso ci sono le ultime sfide contro avversarie come Venezia e Verona che sono in lotta per non retrocedere, ma l’obiettivo è chiudere la stagione facendo bottino pieno.
«Ci siamo guardate in faccia e siamo tutte d’accordo nel dire che proveremo a fare pieno bottino dando minutaggio anche a chi ha potuto esprimersi meno. Riuscire a fare altri sei punti sarebbe motivo di grande orgoglio per me».

Qual è la squadra di Serie B che ti ha colpito più di tutte in questa stagione?
«Sarò banale ma il Como. Giocatrici forti, vittorie quasi mai messe in discussione, pochissimi punti lasciati qua e là. Vincere con la squadra più forte è sicuramente più probabile, ma far convivere tante personalità forti è tutt’altro che un lavoro secondario».

Tuttavia, non possiamo affrontare anche il tema del format di quest’anno, dove solo una squadra poteva andare in A.
«È vero che l’attuale format del campionato risponde all’esigenza di garantire un elevato equilibrio competitivo nella Serie A, ma non si può ignorare come poi, nei fatti, questo sia fortemente penalizzante. Limita sensibilmente sia i margini di crescita dell’intero movimento che l’attrattività per potenziali investitori, frenando la programmazione a lungo termine delle società e bloccando un campionato che nella maggior parte dei casi a gennaio è già deciso».

Nel futuro prossimo cosa vedi e cosa vorresti?
«Il mio desiderio è vincere il campionato di Serie B ed in generale allenare in Serie A, con umiltà di chi sa di dover imparare sempre e l’ambizione di chi non vuole smettere di crescere».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Football Club Lumezzane e Nicoletta Mazza per la disponibilità.

Serie A Tesys, speciale playoff scudetto: ballando con le stelle del campionato

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Ultimo sforzo della stagione, ultimo obiettivo dell’anno. Quando si parla di corsa scudetto si passa obbligatoriamente dalle campionesse in carica dell’Okasa Falconara, ma se le marchigiane possono tentare il bis, le antagoniste – in primis il CMB – gareggiano per riscrivere storia e gerarchie.

BALLANDO CON LE STELLE – Primato con tanto di imbattibilità, roster (dalla top scorer Renatinha – 35 reti, 1.8 a partita – alle campionesse del mondo Vanin e Taty), più la Coppa già vinta ad aprile: ci sono enne nomi e motivi per cui potrebbe essere proprio la squadra lucana la prima indiziata alla vittoria finale. Ma occhio alla Women Roma di Ana Sestari, miglior portiere al mondo, e di Tampa, autrice di 23 reti di rara bellezza. Stagione monstre anche per Vanelli, arrivata a quota 20 gol. 23 (e più di 1500 dall’inizio della sua carriera) le firme stagionali di Lucilèia, l’evergreen e il capitano di un Bitonto sempre fortemente competitivo, anche grazie ai centri di Grieco (18). Continuando a parlare di gol, Aline Elpidio è la garanzia della fase realizzativa dell’Okasa Falconara, tanto quanto Isa Pereira lo è nella fase difensiva. Menzione d’onore per Domenichetti, prima donna a vincere una Panchina d’Oro. 40 anni e non sentirli: Amparo, ex allenatrice del Pescara nella finale tricolore persa contro il Falconara, è tornata a giocare con lo smalto di un tempo. Un’arma in più per il TikiTaka per nulla indebolito dalle partenze invernali (e con Mansueto sempre in forma), così come lo è Cintia Pereira per la Soccer Altamura: 18 graffi per la biancorossa, che – insieme a Matijevic (15 gol) – ha inciso profondamente sul potenziale offensivo della matricola pugliese. Scendendo in settima piazza, la Lazio punta sulla velocità di Brenda Moreira più una serie di “piccole” pesti pigliatutto con l’Under 19 e ormai perfettamente a loro agio in Serie A. Linea verde in grande spolvero anche per il Cagliari: basti pensare ad Alice Virdis, il non ancora 18enne capitano rossoblù, già in pianta stabile anche in Azzurro.

La Roma vince (meritatamente) lo Scudetto, ma… c’è mai stata gara?

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Con due giornate d’anticipo e tanto di pasillo de honor allo “Stadio Olimpico” durante l’intervallo del match di Serie A maschile tra Roma e Fiorentina, le giallorosse guidate da Mister Luca Rossettini hanno festeggiato il terzo Scudetto nella storia della squadra Capitolina che, per alcune calciatrici, corrisponde al terzo campionato affisso nel proprio palmarès. Uno Scudetto come questo è meritato per la costanza che il gruppo ha mantenuto dall’inizio alla fine della stagione, facendo dei pochi passi falsi un piccolo incidente di percorso da cui imparare per non perseverare negli errori, e il gruppo è riuscito nell’intento. La domanda, però, sorge spontanea, alla luce di quanto visto nel corso del torneo: le giallorosse hanno avuto una vera squadra antagonista nel proprio percorso?

Partiamo dalla seconda della classe, l’Inter. Le nerazzurre hanno saputo tener testa alle giallorosse a livello di gol segnati e di reti incassate (l’Inter ha, di fatto, una differenza reti maggiore rispetto a quella delle Capitoline, pari a 26 contro le 20 della capolista), ma si sono fatte soffiare l’occasione di mettere loro i bastoni tra le ruote soprattutto negli scontri diretti: in stagione l’Inter non è mai riuscita a centrare la vittoria contro la Roma né in campionato, né in Coppa Italia, a riprova che, pur avendo un gruppo ben consolidato che ora si trova al primo sguardo, la compagine di Mister Piovani ha ancora margini di miglioramento e alcuni aspetti da affinare per essere finalmente una degna inseguitrice del primo posto fino all’ultima giornata (benché lo scorso campionato sia stato ben più combattuto e con una differenza minore).

La Juventus, dal canto suo, sembra non aver mai tenuto in considerazione l’ipotesi di provarsi a giocare il titolo; detto meglio, si è tirata quasi subito fuori dalla corsa allo Scudetto perché ha perso punti per strada contro “squadre piccole”, vedi l’esordio in Serie A contro il Sassuolo, la sconfitta alla prima di Biella contro il Como Women, la sconfitta incassata dal Milan all’andata di Fiorenzuola, il pareggio allo “Sciorba” contro il Genoa, per citare alcuni frangenti in cui le bianconere avrebbero dovuto fare decisamente di più per impensierire la Roma. La sconfitta nello scontro diretto in casa contro la capolista e quella incassata all’Arena Civica di Milano in casa delle nerazzurre sono la cartina tornasole di una big, la Juventus, che quest’anno non ha avuto la stessa fame di vincere che si era vista all’inizio della scorsa stagione e che, nella Poule Scudetto, era andata via via dissipandosi; in altri termini, le ragazze di Mister Canzi hanno puntato tutto sulla Coppa Italia dopo aver visto che le giallorosse erano diventate ormai un lontano miraggio.

Nulla togliere a Mister Rossettini, alla sua prima fruttuosa esperienza alle redini di una squadra femminile e a un gruppo che ha reso la costanza, la grinta e la fame di vincere i motori trainanti per portarsi a casa questo trofeo, prendendosi una rivincita contro chi pensava che questa squadra fosse “morta” con la fine del ciclo cominciato da Alessandro Spugna, ma le dirette contendenti non hanno mai per davvero provato a colmare il vuoto che le separava da loro.

Joan Moll, Hellas Verona Women: “Il gruppo-squadra non merita questo risultato Io ripartirò da questa stessa voglia ed intensità”

credit photo: Stefano Petitti - photo agency calcio femminile italiano

L’Hellas ha giocato contro il Bologna in casa all’Olivieri la partita valida per la 24° giornata di Campionato di serie B e ha perso per 0-1. Il gol di Cavallin su assist di Tironi nel secondo tempo è bastato alla squadra ospite per conquistare i tre punti di una gara non semplice in cui le padrone di casa hanno dato tutto per rialzarsi dal momento difficile che stano vivendo, un momento in cui alle buone prestazioni non seguono i risultati sperati.

Joan Moll, allenatore dell’Hellas, si è espresso in merito a quanto successo in campo non lesinando di mostrare, con le proprie parole, il proprio rammarico per la mancata concretizzazione del bel gioco espresso dalle sue ragazze.

“Sembra che stiamo ripetendo un po’ lo stesso discorso ogni settimana: Voglio solo dire che questa squadra ci crede, lavora, ha cuore, è unita e ha grinta. Lo vediamo sia in settimana che in ogni partita, è veramente un piacere veder le ragazze giocare. Ci manca il gol: è capitato già tante volte che increduli ci siamo guardati attorno chiedendoci come mai il risultato stenti ad arrivare dopo gli allenamenti fatti e l’impegno impiegato in campo. Il gruppo-squadra non merita questo risultato e credo che chiunque abbia visto anche questa partita possa dire che l’Hellas Verona sia stato padrone del gioco e la sconfitta sia immeritata. 
Io ripartirò da questa stessa voglia, intensità, modo di far girar palla, dalla forza che la squadra mi trasmette. Giocando così, come dico sempre, sono convinto che in una di queste due parti che rimangono arriverà anche la vittoria: le ragazze se lo meritano tantissimo e dobbiamo finire la stagione nella maniera più positiva possibile”.

Olivia Schough, Inter Women: “Abbiamo centrato i tre punti e blindato il secondo posto: è tutto bellissimo”

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano

L’Inter ha vinto, in casa contro il Milan, la partita valida per la 20° giornata di Campionato di serie A, la terzultima di una stagione in cui le nerazzurre hanno dato prova di grande carattere e di saper competere ad alti livelli. Quest’anno, infatti, per la prima volta nella sua storia da quando esiste la divisione femminile, il club di Milano si è trovato impegnato in più fronti che non comprendevano solo gli appuntamenti calcistici della Penisola ma anche l’Europa ed è riuscito a far fronte agli infortuni e ai momenti più complicati con grande forza d’animo che ne certificano la crescita di mentalità.

Tra gli obiettivi di quest’annata comparivano senza dubbio lo Scudetto e la Coppa Italia (che sono stati persi) ma anche la possibilità di giocare, per la seconda volta, i preliminari di Champions. Quest’ultimo traguardo è stato pienamente raggiunto con i tre punti conquistati contro le rossonere: Haley Bugeja, servita da Olivia Schough, ha segnato l’unico gol di un match non semplice e tanto equilibrato.

La svedese, assist women della partita, ha preso la parola dopo il triplice fischio parlando di una vittoria faticosa da raggiungere in una prestazione che non è stata certo la migliore mostrata (specie paragonata all’andata in cui l’Inter aveva vinto per 5-1). Nonostante questo, però, il campo ha parlato e ha favorito le nerazzurre che hanno potuto assicurarsi il meritato secondo posto.
Parlando, poi, di futuro c’è l’intenzione di chiudere la stagione in crescendo e vincendo, dunque, il derby d’Italia contro la Juventus a Biella, e in casa contro il Como Women per l’ultima partita dell’anno.

“Non è stata la nostra miglior prestazione, ma abbiamo centrato i tre punti e blindato il secondo posto: è tutto bellissimo, ma sono davvero stanca. Abbiamo concesso qualche occasione di troppo al Milan, nel secondo tempo abbiamo dovuto lottare, e dopo l’espulsione abbiamo lottato ancora di più. Volevamo lo scudetto, ma questa rimane un’ottima stagione e vogliamo chiuderla nel migliore dei modi”.

Athora Italia e Serie A Women lanciano “Intervista con il futuro”. Michela Catena protagonista della prima puntata

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Athora Italia, Compagnia assicurativa vita parte del Gruppo Athora, tra i leader europei nel risparmio assicurativo e nella previdenza, e Serie A Women presentano il quarto progetto della stagione 2025/2026: la rubrica social Intervista con il futuro”. Si tratta di una innovativa serie video che utilizza l’intelligenza artificiale per dare vita a un dialogo inedito e profondamente emozionale tra le calciatrici professioniste e loro stesse da bambine. Un confronto che mette al centro la crescita, il valore delle scelte nel tempo e soprattutto il futuro, inteso come costruzione consapevole del proprio percorso di vita.

Il format – composto da quattro episodi – si fonda su un’idea tanto semplice quanto potente: porre le stesse domande alla stessa persona a distanza di molti anni. Da una parte, la spontaneità e l’immaginazione della bambina; dall’altra, la consapevolezza dell’atleta adulta. Attraverso l’ausilio dell’AI, i video trasformano un ricordo in un vero e proprio dialogo visivo, costruito con un linguaggio contemporaneo e intimo, pensato per massimizzare l’impatto narrativo e la rilevanza sui canali digitali. Nel primo episodio “Chi siamo?”, Michela Catena (Fiorentina), introduce il format che parte dalla domanda: “Che cos’è il calcio?”. Il confronto mette in luce la distanza e al tempo stesso la continuità tra il gioco vissuto con leggerezza da bambine e la scelta di vita consapevole delle atlete professioniste.

Con Marta Mascarello (Milan) nel secondo episodio “Allenamento” il focus si sposta sul percorso di crescita: per la bambina l’allenamento è divertimento e spontaneità, mentre per l’adulta diventa disciplina, sacrificio e costruzione quotidiana della performance. Un racconto che evidenzia il valore della costanza e della progettualità nel tempo. Nel terzo episodio “Squadra”, con Giada Pondini (Parma), al centro c’è la dimensione collettiva del calcio. Se da piccole la squadra è soprattutto amicizia e condivisione, da adulte diventa fiducia, responsabilità e senso di appartenenza, elementi fondamentali dentro e fuori dal campo. L’episodio finale “Supporto” con Norma Cinotti (Genoa), amplia lo sguardo a ciò che circonda il campo: famiglia, tifosi e partner. Il tema è il sostegno come leva essenziale per trasformare un sogno in realtà, evidenziando il ruolo di chi accompagna e rende possibile il percorso delle atlete.

 

Manuela Giugliano racconta la vittoria del campionato: “Lo Scudetto torna a casa, Roma esplode di gioia”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il pasillo de honor allo Stadio Olimpico è stata soltanto una delle tante emozioni che la Roma di Mister Luca Rossettini sta vivendo nell’ultimo periodo: dopo il match con la Ternana l’aritmetica ha decretato che lo Scudetto ritorna, dopo un anno di assenza, a Roma, e che è la compagine giallorossa quella più forte del campionato. Per l’occasione, la Capitana delle Capitoline Manuela Giugliano ha scritto un breve, ma significativo, post su Instagram in cui ha racchiuso tutto il mix di emozioni che la squadra sta vivendo e che, da calciatrice con la fascia al braccio, per lei rappresentano quel quid in più.

Lo Scudetto, obiettivo centrato contro ogni aspettativa, è un simbolo della rinascita della Roma ed è dedicato a ogni bambina e a ogni bambino che ha supportato la squadra nel corso della stagione e che, attraverso i suoi “Daje Roma”, ha dato alle ragazze in campo un aiuto in più nei momenti difficili: «È più di una vittoria: è la voce di un popolo, è ogni bambino con la maglia addosso, è ogni coro sotto la pioggia, è ogni “daje Roma” gridato fino a perdere la voce.»

La calciatrice ha poi riassunto in pochissime frasi il racconto della stagione, caratterizzato da partite complicate dai risultati in bilico fino all’ultimo a cui è stata data la svolta soltanto dalla determinazione del gruppo, che ci ha sempre creduto e ha atteso il triplice fischio prima di mollare. La Roma non ha mai ceduto un centimetro, è anzi l’emblema di una squadra che ha saputo tramutare l’attesa in una grande amica e adesso non deve più aspettare nessuno per potersi godere i traguardi raggiunti: «Abbiamo sofferto, abbiamo creduto, abbiamo aspettato. E adesso festeggiamo, tutti insieme, come solo questa Città sa fare. Roma esplode di gioia.»

Le ultime parole scritte da Giugliano sono una vera e propria dichiarazione d’amore e d’affetto alla Roma, la sua seconda casa, che è la Città Eterna e che ha adesso lo Scudetto tra le proprie mura, perché «Lo Scudetto torna a casa. Roma è campione. Roma è eterna.»

Il commento sulle semifinali di Champions

Barcellona e Lione si giocheranno la Champions League al femminile di questa stagione. Le spagnole hanno regolato il Bayern Monaco mentre le francesi l’Arsenal campione in carica. Dalla UEFA questo il report merso sul match del Lione.

“Il ritorno di Melchie Dumornay è stato cruciale per la prestazione dell’OL Lyonnes. Ha portato un elemento offensivo aggiuntivo a centrocampo con le sue corse e passaggi profondi. Corse per grandi distanze ad alta intensità per supportare l’attacco. Il suo equilibrio tra creatività offensiva e disciplina difensiva è eccezionale. Ha partecipato a tutti i gol (ha commesso fallo su rigore, ha vinto il corner per il secondo e ha assistito il gol decisivo). È sorprendente che una giocatrice così giovane stia dominando in una rosa esperta, e il suo futuro sembra promettente.”
Gruppo Tecnico di Osservatori UEFA

Zacharie Adjemien, cronista delle partite

L’OL Lyonnes si assicura il posto in finale con una prestazione composta e determinata, ribaltando lo svantaggio dell’andata davanti al pubblico di casa. Jule Brand si è dimostrata ancora una volta decisiva, segnando nelle fasi finali che hanno mandato la sua squadra a Oslo per la dodicesima finale della competizione. L’Arsenal ha mostrato resilienza per tutto il tempo e è rimasta una minaccia, ma è stata infine superata dall’intensità e dall’efficienza dei padroni di casa nei momenti chiave.

Dalla UEFA questo il report merso sul match del Barcellona. “Oltre al gol e all’assist, è stata fondamentale nel penetrare l’ala contro la solida difesa del Bayern e ha fatto la differenza con i suoi cross e passaggi in area.”
Gruppo Tecnico di Osservatori UEFA

Graham Hunter, match reporter

Un meraviglioso pomeriggio di calcio femminile d’élite. La finale di Oslo sarebbe stata onorata da entrambe queste ottime squadre, ma quando hai due vincitrici del Pallonetto d’Oro come Alexia Putellas e Aitana Bonmatí, tende a fare la differenza. Il Bayern è stato preciso nei passaggi e nella strategia; Il Barcellona non è stato più preciso nella conclusione, ma ha creato una valanga di occasioni e, alla fine, ne sono entrate abbastanza in gol. Dramma sublime.

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