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Giugliano, doppietta da scudetto. Capeta ancora a segno, Benz blinda la salvezza del Sassuolo: la Top 11 della 20ª giornata

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

 Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 della ventesima giornata della Serie A Women Athora 2025-26:
  • Noemi Benz: Tra i portieri che in questo turno hanno tenuto la porta inviolata, nessuno ha subito più tiri nello specchio rispetto alla giocatrice del Sassuolo (quattro come Fiskerstrand); inoltre, solo de Jong (13) ha recuperato più palloni della neroverde (12).
  • Elisabetta Oliviero: La biancoceleste è stata, tra i difensori, l’unica giocatrice ad aver segnato un gol in questa giornata di Serie A (contro il Parma) e nella sfida del “Noce”, quella con più tiri all’interno dell’ultimo terzo di campo (15).
  • Shukurat Oladipo: La giallorossa è stata, tra i difensori, la giocatrice che ha recuperato più palloni nel terzo centrale di campo in questa giornata di campionato (sei) e una delle due che ne hanno recuperati di più (nove come Antoine).
  • Ivana Andrés: Nella gara tra Inter e Milan, la spagnola ha registrato il record di passaggi riusciti (42) e la percentuale più alta di passaggi completati all’interno della trequarti avversaria tra le giocatrici che nel derby ne hanno effettuati più di cinque in quella zona del campo (83.3% – 5/6).
  • Cecilia Prugna: Oltre ad aver realizzato un gol nella sfida con la Lazio, nessuna centrocampista ha tirato più volte nello specchio della porta rispetto alla gialloblù in questo turno di Serie A (due come Giugliano).
  • Melissa Bellucci: La giocatrice del Napoli ha registrato in questo turno di Serie A il record di tocchi (108), passaggi totali (82), passaggi riusciti (67) e intercetti (cinque).
  • Manuela Giugliano: La giallorossa è stata l’unica giocatrice ad aver segnato più di un gol in questo turno di campionato (due contro la Ternana) e una delle due centrocampiste con più tiri tentati (tre come Nischler).
  • Lia Wälti: Tra le centrocampiste scese in campo in questa giornata, solo Bergersen e Bellucci (sei) hanno vinto più duelli della bianconera (cinque); inoltre, tra le compagne di squadra, la svizzera è stata quella con più palloni recuperati nella sfida con il Napoli (otto).
  • Haley Bugeja: Oltre ad aver firmato l’1-0 dell’Inter nel derby con il Milan, la nerazurra è stata una delle due giocatrici con più tocchi in area avversaria in questo turno di Serie A (sette come Fløe); inoltre, tra le attaccanti, solo Bonfantini e Söndergaard (otto) hanno vinto più duelli della maltese – sette come per Georgsdóttir.
  • Ana Capeta: Oltre ad essere, con Monnecchi, una delle due giocatrici che hanno sia segnato che servito un assist in questo turno di campionato (1+1), la bianconera ha partecipato a sei tiri (quattro conclusioni e due occasioni create), meno solo di solo Naomi Eto (otto) nella giornata appena terminata.
  • Sofie Bredgaard: L’attaccante della Fiorentina, oltre ad aver deciso il match contro il Como (1-0) ha effettuato quattro conclusioni in questa giornata di Serie A, record condiviso con Clelland, Redondo e Capeta.

Eveljn Frigotto, Bologna: “Il pensiero ricorrente nello spogliatoio? Restare compatte. Per le ultime due gare servirà lucidità”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

C’è chi vivrà il rush finale di questo campionato con ancor più intensità e chi mente, così come chi non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio ora che quel volto di forza e fiducia perennemente mostrato avrà ancor più importanza. Lo sa molto bene il Bologna, che di esprimere un bel calcio (quello che va oltre un semplice risultato da tabellino) pare non averne mai abbastanza; la squadra rossoblù, però, sa anche che sarà fondamentale non abbassare la guardia ora che lo sguardo è rivolto verso gli ultimi due incontri stagionali.

A raccontarcelo Eveljn Frigotto, contributo tra i pali del gruppo diretto da mister Di Donato.

Domenica una vittoria importante in casa Hellas, dopo i tre punti persi davanti al Venezia: risultato che rappresenta più un riscatto od un naturale continuo del percorso di una squadra che, in fin dei conti, pensa sempre partita dopo partita?

«È stata una stagione molto complicata. Abbiamo vissuto tanti alti e bassi e non è stato sempre facile trovare continuità, ma non abbiamo mai smesso di cercare il nostro equilibrio. La partita di domenica rappresenta quello che vogliamo essere: una squadra che, anche nelle difficoltà, resta lucida, non si disunisce e continua a giocare con pazienza e determinazione. Dispiace per com’è andata, ma vogliamo chiudere al meglio, dando continuità a questo atteggiamento e affrontando ogni partita con serietà e orgoglio».

Mancano due step per la chiusura definitiva: c’è un pensiero ricorrente che lega tutto lo spogliatoio in questo momento? Quanto è importante il sostegno anche dei tifosi rossoblù in una fase così delicata?

«Il pensiero ricorrente nello spogliatoio è uno: restare compatte;  è nei momenti difficili che si vede davvero il valore di una squadra e di ogni singola persona. Noi vogliamo trasformare tutto quello che abbiamo vissuto in crescita, come calciatrici e come gruppo, senza disperdere nulla.

Il sostegno dei tifosi? Per noi è fondamentale: sono una spinta continua, dei veri punti di riferimento; sentirli vicini fa la differenza e vogliamo ripagarli in queste ultime partite».

Cesena e Brescia le imminenti avversarie: cosa dovrà dare questo Bologna?

«Dovremo continuare a dare noi stesse, fino all’ultimo. Servirà lucidità per leggere ogni momento della partita e affrontare al meglio queste due gare.

Vogliamo dare tutto, senza risparmiarci, restando sempre compatte e unite; sarà importante mantenere attenzione, intensità e rispetto per ogni avversario. Chiudere bene è una responsabilità verso noi stesse, verso la squadra e verso chi ci sostiene ogni giorno».

Si ringrazia Eveljn Frigotto e la società tutta per la gentile concessione.

Giulia Ragone, Real Meda: “Vestire la maglia del Meda per me è gratitudine per una società che mi ha accolta che ero una ragazzina e mi ha portato a diventare donna”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano
Il Real Meda ha giocato questa stagione del Campionato di serie C mostrando tutta la sua qualità sul rettangolo verde che ha portato il club a conquistare il secondo posto in classifica, con 50 punti, dietro il Moncalieri.
Facendo un bilancio complessivo, infatti, l’annata della squadra lombarda è stata piuttosto positiva se si pensa che, con le sue prestazioni, il Meda ha dato filo da torcere a tutte le squadre del suo girone d’appartenenza.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Giulia Ragone, centrocampista del Real Meda, sia per parlare del suo percorso nel mondo del calcio che del suo legame con il club che l’ha vista crescere e maturare come atleta. La classe ’93, come successo a molte altre sue ‘colleghe’, ha approcciato alla disciplina sin da piccola nelle squadre miste e non ha più smesso di giocare. Il calcio è sempre stato prima di tutto una passione anche perché, solo di recente, le calciatrici, almeno nella massima serie, hanno visto riconoscere il proprio ruolo di sportive professioniste.
“Ho iniziato a giocare a calcio da piccolina, con i maschi, nell’oratorio del mio paese. La mamma di un mio amico aveva buttato lì l’idea di iscrivermi alla squadra dell’oratorio e da lì è cominciato tutto il mio percorso.
Non c’è stato un vero e proprio momento dove ho capito che poteva diventare un impegno che avrebbe occupato praticamente tutti i miei giorni e i miei weekend, in quanto fino a poco tempo fa abbiamo sempre giocato per passione più che per professione. Ad oggi, per fortuna, le bambine possono aspirare a diventare calciatrici professioniste, per noi questo obiettivo era un sogno nel cassetto.
Il Meda, per la centrocampista, è casa: ha iniziato a vestirne la maglia nella stagione 2015-2016 e non ha mai smesso: “Vestire la maglia del Meda per me è innanzitutto gratitudine, per una società che mi ha accolta che ero una ragazzina e mi ha portato poi a diventare donna ed è responsabilità, perché lo stemma che portiamo rappresenta una società, un movimento e tutto un settore giovanile che aspira a essere una giocatrice della prima squadra”.
Nel corso della sua esperienza di calciatrice Ragone ha avuto modo di interfacciarsi con diversi allenatori e addetti ai lavori che l’hanno resa la sportiva che è oggi. La sua famiglia, in particolare i suoi genitori e sua zia, però, sono le persone che più l’hanno sostenuta sia dal lato sportivo che, sopratutto, da quello umano.
“Ogni allenatore che ho incontrato sul mio percorso mi ha lasciato qualcosa, da quando giocavo con i ragazzi fino ad oggi. Sicuramente le figure di spicco per me sono stati i miei genitori, perché nel mio percorso di crescita mi hanno sempre lasciata libera di divertirmi e di sbagliare, senza giudicare le mie scelte o quelle di chi metteva in campo la formazione, e mia zia, perché insieme a mio papà quando non avevo possibilità di spostarmi autonomamente, mi ha sempre accompagnata ovunque, con pioggia o sole, freddo o caldo. Se oggi sono qui, è grazie a loro e a tutti i sacrifici fatti negli anni passati”.
Nel Real Meda la forza del gruppo è ciò che fa la differenza: anche nei momenti più complicati la squadra, tutta assieme, è riuscita a trovare una quadra o la forza di rialzarsi. L’affiatamento tra le ragazze, sia durante le partite che al campo per gli allenamenti permette anche un accordo negli obiettivi comuni, come in una famiglia.
“Lo spogliatoio è fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo. A Meda lo spogliatoio è sempre stato il motore di tante vittorie anche quando sulla carta potevamo essere sfavorite. Sentirsi a casa quando arrivi al campo, sentirsi parte di una famiglia quando giochi e ti alleni perché sei consapevole che hai compagne che son sempre pronte a darti una mano, a farti sentire a tuo agio e a divertirsi, anche al di fuori del rettangolo di gioco. Il gruppo diventa fondamentale per essere una grande squadra”. 
Come centrocampista Ragone dà il massimo perché il gioco della sua squadra sia il più agevole possibile, prendendo anche esempio dai suoi idoli, a parità di ruolo, che sono i vecchi numeri 8 rossoneri: l’ex CT della Nazionale Gattuso e Tonali. Entrambi hanno mostrato sul rettangolo verde la capacità di fare la differenza.
“Sono un centrocampista di interdizione ma che ama l’inserimento. Mi piace l’ordine e l’equilibrio in campo e cerco di garantire sempre agonismo e sacrificio. I centrocampisti a cui mi ispiravo, mi ispiro e sono i miei idoli, sono due vecchi numeri 8 del Milan, ovvero Gattuso e Tonali. Sono un buon mix delle caratteristiche che più mi rappresentano. A Gattuso ho sempre ammirato il suo agonismo, la voglia di non mollare mai e buttarsi nel fuoco per chiunque. Di Tonali ammiro corsa, inserimento e pulizia tecnica, cosa che a me riesce poco”. 
Per quanto riguarda gli aspetti su cui migliorare, la numero 8 ha raccontato di star lavorando con uno psicologo dello sport così da migliorare sia nelle prestazioni in campo sia sulla mentalità: “Da quest’anno mi sono rivolta a uno psicologo dello sport che mi aiuta sia sulla parte prettamente calcistica che su tutto ciò che al di fuori può destabilizzare le prestazioni”.
Ci sono tanti momenti, vissuti con il Real Meda, nel cuore della centrocampista classe ’93 ma dovendo sceglierne uno  in particolare, la semifinale di Coppa Italia persa ai rigori contro Lo Spezia è un ricordo indelebile sia per quanto riguarda l’importanza della gara che a livello emotivo: “Il momento più importante è stata la semifinale di Coppa Italia dello scorso anno persa ai rigori contro Lo Spezia. Abbiamo fatto una stagione ad altissimo livello, siamo arrivate quasi in fondo, mancava un piccolo tassello, ma purtroppo il terno dei calci di rigore ha fermato il nostro sogno della finale a Roma”.
Con lo sguardo di chi vive il calcio femminile giorno dopo giorno e ne conosce a pieno le criticità, Ragone ha messo in luce tre tra le più importanti tematiche su cui spesso si dibatte. Le strutture, così come i professionisti del settore, dovrebbero essere adeguati così da favorire il più possibile la crescita delle atlete. Come nel maschile, poi, si dovrebbe estendere il professionismo anche alla serie B e alla serie C che talvolta non hanno nemmeno le possibilità di iscriversi alle competizioni d’appartenenza. Per impegno e sacrifici, le donne e gli uomini sono totalmente alla pari, ma a livello di considerazione, riconoscimento e salario il divario è ancora troppo largo.
“Cambierei le strutture, investirei i soldi per avere figure davvero professioniste all’interno di ogni società e renderei almeno le prime 3 categorie (serie A, B e C) professionistiche così come lo è nel maschile. L’impegno delle donne è pari a quello degli uomini ma c’è ancora tanta e troppa disparità soprattutto a livello salariale e di riconoscenza dei sacrifici”.
 
Nonostante ciò, ad una bambina che vorrebbe diventare una calciatrice direbbe: “Di inseguire sempre questo sogno, che ad oggi la possibilità di provare a farne un lavoro è reale anche se molto molto indietro rispetto a tantissime squadre estere. Di non fermarsi alla prima difficoltà e altresì di migliorarsi sempre anche quando i successi o i risultati arrivano uno dietro l’altro. Il successo è fatto di sacrifici, umiltà e rinunce, non di scorciatoie, arroganza e poca volontà di far fatica”.

Finale Coppa Italia Femminile Juventus-Roma: biglietti gratuiti FIGC

Credit Photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

RICHIESTA BIGLIETTI PER GRUPPI (destinati a giovani ed adulti, bambini/e, nonni, genitori, familiari, tecnici e dirigenti, insegnanti e propri figli, ecc.)

a) la richiesta dovrà essere effettuata utilizzando solo ed esclusivamente il modulo Excel allegato “MODULO RICHIESTA BIGLIETTI PER GRUPPI” che dovrà essere inviato, debitamente compilato entro e non oltre venerdì 22 maggio 2026, al seguente indirizzo e-mail: fem.venetosgs@figc.it;

b) Per i gruppi composti da giovani, si suggerisce di includere un accompagnatore ogni 4 giovani, compreso un accompagnatore responsabile. Ovviamente, tale parametro è da ritenersi flessibile purché venga garantita la necessaria assistenza in termini di tutela dei minori;

c) I biglietti possono essere destinati sia a Gruppi-Squadra di Settore Giovanile che a Gruppi-Squadra adulti (Giovani, Juniores o Prime Squadre, femminili e/o maschili, di Calcio, Calcio a 5 o di altro Sport), purché la partecipazione sia garantita;

d) Ogni Società dovrà compilare correttamente il modulo per la richiesta dei biglietti, indicando una mail a fianco di ciascun nome per ricevere tutti i biglietti del gruppo da stampare a casa e portare allo stadio ed anche il recapito telefonico di un referente che sarà presente allo stadio al quale potersi rivolgere per eventuali necessità o per comunicazioni immediate importanti relative all’organizzazione dell’evento.

Il Presidente Castiglia incontra il Presidente del CONI Buonfiglio: “Rafforziamo il ruolo del futsal nel panorama sportivo”

Credit: Divisione Calcio a 5

Un appuntamento istituzionale nel segno della condivisione e del confronto costruttivo, con la crescita del futsal nell’universo sportivo italiano e internazionale come tema principale: il Presidente della Divisione Calcio a 5 Stefano Castiglia ha incontrato a Roma, presso la sede di Palazzo H, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio.

CASTIGLIA – “Ho avuto il grande piacere di incontrare il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, su suo cortese invito, in un momento di confronto istituzionale di alto profilo – esordisce il numero uno di Viale Tiziano -. L’incontro ha rappresentato l’occasione per condividere il percorso intrapreso alla guida del futsal nazionale, illustrando il lavoro svolto, le progettualità messe in campo e gli importanti traguardi raggiunti. Il percorso di credibilità istituzionale e centralità del futsal italiano ci consente oggi di dialogare con autorevolezza a tutti i livelli del sistema sportivo. Abbiamo affrontato in maniera concreta i principali temi legati allo sviluppo della disciplina, analizzando priorità strategiche, criticità e prospettive future, con l’obiettivo di consolidare e rafforzare ulteriormente il ruolo del futsal nel panorama sportivo nazionale. Nel corso del confronto ho raccolto il personale riconoscimento del Presidente Buonfiglio per il lavoro portato avanti, un segnale chiaro della solidità del percorso avviato e della visione che stiamo imprimendo. Ci siamo lasciati con l’impegno di aggiornarci sui prossimi sviluppi e sulle ulteriori iniziative in essere, nella volontà condivisa di continuare a guidare con determinazione un processo di crescita strutturato, capace di produrre risultati concreti e duraturi. Questo confronto certifica il posizionamento raggiunto e rafforza una linea chiara, ambiziosa e orientata alla valorizzazione del futsal italiano”.

Sofia Pellegrino, Nuova Alba: “Dispiace per la Coppa Italia, contro il Catania ci hanno fermato soltanto i rigori dopo un’ottima partita!”

Photo Credit: Nuova Alba Calcio Femminile

La favola della Nuova Alba in Coppa Italia ha avuto un finale dolceamaro a un passo dall’ultima partita. Le biancoverdi si sono arrese alla corazzata del Catania soltanto ai rigori, portandosi comunque a casa una partita giocata alla pari nel corso dei novanta minuti regolamentari e una prestazione corale ad alta intensità che certifica la preparazione di questa squadra verso risultati importanti. Al termine del match la Vicecapitana della compagine umbra Sofia Pellegrino ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

La calciatrice si è, in un primo momento, focalizzata sull’ultima di campionato della regular season, vale a dire la partita in casa delle neroverdi del Chieti, bisognose di concludere bene la stagione in un sussulto d’orgoglio dopo match altalenanti. L’1 a 1 finale che porta la firma di Luisa Pugnali, capocannoniera della squadra e del Girone C, non è comunque bastato per aggiudicarsi i playoff in casa«Sicuramente c’è stato un po’ di rammarico, perché arrivare prime nel girone e giocare il playoff in casa sarebbe stata una grande soddisfazione per tutte noi e per la Società. Purtroppo non è andata così, ma abbiamo la consapevolezza di aver comunque raggiunto un obiettivo importante», ma le biancoverdi rimangono con questo grandissimo traguardo raggiunto al primo anno in Serie C in un girone combattutissimo e che è stato di fatto deciso in coda con tre squadre in due punti e dal peso della differenza reti e degli scontri diretti.

Onore e merito al Chieti, agguerrito abbastanza da giocarsela contro la capolista e da strapparle il primato in classifica proprio all’ultima curva: l’esperienza in questo campionato è stata sicuramente d’aiuto alle neroverdi per gestire i momenti della partita, cosa che invece le umbre si recriminano un po’, soprattutto per quel che riguarda la fase realizzativa poco lucida ed efficace«Ci aspettavamo una partita difficile, come tutte le partite che abbiamo affrontato fin ora perché nessuna squadra ti regala niente. il Chieti è un’avversario sicuramente ben organizzato, ma noi non siamo state molto lucide sotto porta e purtroppo non abbiamo concretizzato le tante occasioni create.»

Subito dopo il match contro il Chieti è arrivata la Semifinale di Coppa Italia contro il Catania giocata in casa delle umbre. Dopo il pareggio per 1 a 1 nei tempi regolamentari sono arrivati i rigori, che hanno premiato le siciliane. Pellegrino ha affermato che giocare contro le rossoblù è stato importante soprattutto per il gruppo, che ha ritrovato in se stesso una forza incredibile per affrontare una squadra tanto determinata e costruita per vincere«Ogni partita è difficile da affrontare. In Coppa Italia è normale che, andando avanti nella competizione, le squadre da affrontare siano sempre più forti e ben organizzate. Il Catania lo ha dimostrato nel suo campionato: è una squadra che punta in alto. Più che su di loro, però, mi concentrerei su di noi. Al di là del risultato, mi ha colpito molto la nostra forza nell’affrontare un avversario così blasonato. Abbiamo disputato tutte una grande partita sotto ogni punto di vista. C’è sicuramente un po’ di rammarico per non essere riuscite a centrare la finale, ma sono comunque contenta di ciò che abbiamo fatto. Abbiamo dato tutte qualcosa in più e, purtroppo, solo i rigori ci hanno tolto la gioia finale.»

Arrivare in Semifinale di Coppa Italia di Serie C è sinonimo di essere tra le quattro squadre più forti del torneo considerati tutti e quattro i gironi, perciò è una spinta motivazionale molto importante: «È normale provare emozione prima di partite di questo tipo, sono proprio le gare per cui viviamo e lavoriamo ogni giorno. Fa parte del gioco e, in un certo senso, è anche una spinta in più. Poi, però, quando l’arbitro fischia l’inizio, tutto si azzera: l’emozione lascia spazio alla concentrazione e si pensa solo a giocare, come abbiamo sempre fatto.»

Il prossimo passo della Nuova Alba risponde al nome di “playoff”, che verranno disputati in casa dell’Orobica vincitrice del Girone B e corazzata che vuole ritornare a tutti i costi a giocarsi la serie cadetta. Contro le lombarde sarà una gara secca che determinerà il futuro dell’una e dell’altra squadra, e la gara contro il Catania, benché dal finale amaro, la squadra ha tratto parecchi insegnamenti che proverà ad applicare fin da subito per portarsi a casa il passaggio del turno e tenere ancora vivo il sogno di arrivare in Serie B. La preparazione si focalizzerà sui più piccoli dettagli con l’unico obiettivo di vincere: «Sono partite da dentro o fuori e, come in tutte le gare secche dei play-off, sappiamo che entrambe le squadre scenderanno in campo con un unico obiettivo: vincere e continuare il percorso verso la Serie B. Questo rende la sfida ancora più intensa e combattuta, perché ogni episodio può fare la differenza. Sarà sicuramente una partita difficile, ma dopo la gara con il Catania abbiamo acquisito grande consapevolezza nei nostri mezzi, sia dal punto di vista tecnico che mentale, e questo ci dà fiducia nell’affrontare un avversario di questo livello. Dovremo essere brave a rimanere concentrate per tutti i novanta minuti, curando ogni dettaglio e affrontando la partita con rispetto, ma senza paura. L’obiettivo è giocarcela fino alla fine, mettendo in campo tutto quello che abbiamo e cercando di indirizzare la gara dalla nostra parte… magari con un pizzico di fortuna, che ai rigori contro il Catania non è stata proprio dalla nostra parte.»

Si ringraziano immensamente Sofia Pellegrino, la Team Manager Claudia De Rosa e la Nuova Alba Calcio Femminile per la grandissima disponibilità e la gentilezza.

Nazionale U15 Femminile Doppia amichevole con la Scozia: Dessì convoca 22 calciatrici classe 2011

Dopo le due amichevoli disputate ad aprile con la Svizzera (sconfitta per 2-1 nel primo match, successo per 2-0 nel secondo test), la Nazionale Under 15 Femminile torna in campo per affrontare in una doppia amichevole le pari età della Scozia. Il tecnico Marco Dessì ha convocato 22 calciatrici per le due gare in programma martedì 12 (ore 15) e giovedì 14 maggio (ore 11) presso il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, dove le Azzurrine si raduneranno nella serata di domenica 10 maggio.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Alessandra Giudici (Como Women), Matilde Mustacchio (Fiorentina);

Difensori: Maya Bizzarri (Roma), Federica Freyra Fava (Juventus), Stella Magrini (Milan), Francesca Marco (Juventus), Anita Morandi (Inter), Margot Piccaluga (Inter), Adele Riva (Women Hellas Verona), Matilde Tabarrani (Fiorentina);

Centrocampiste: Alessia Domenichini (Sassuolo), Vittoria Guandalini (Women Hellas Verona), Sofia Luzi (Women Hellas Verona), Giulia Marinari (Milan), Viola Rizzotto (Inter), Phusuda Siffredi (Venezia), Rita Signorelli (Inter), *Alessia Visciano (Napoli Women);

Attaccanti: Greta Della Morte (Inter), Brenda Osemwingie (Parma), Benedetta Pistolesi (Sassuolo), Emma Rulfin (Juventus).

*indisponibile, al suo posto è stata convocata Chiara Franceschi (Inter)

Staff – Allenatore: Marco Dessì; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Maria Sbardella; Metodologo: Fabio Andolfo; Assistente allenatore: Francesca Valetto; Preparatore atletico: Lorenzo Corsi; Preparatore dei portieri: Angelo D’Ignazio; Match analyst: Luca Dalmasso; Medici: Stefania Manes e Michela Carubia; Fisioterapista: Eugenio Zarcone; Nutrizionista: Jacopo Tadini; Psicologo: Sara Landi; Segretario: Annamaria Giuliani.

Salvatore Colantuono, Sassuolo: “Salvezza raggiunta dalle ragazze, faccio i complimenti a tutte”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Sassuolo ha pareggiato al ‘Ricci’ per 0-0 contro il Genoa blindando il discorso salvezza, matematicamente raggiunta con due turni d’anticipo. Nel post gara a parlare in casa neroverde è stato il tecnico, a Sassuolo da gennaio, Salvatore Colantuono che ha affermato sul traguardo conquistato: “C’è emozione legata al fatto che il Sassuolo è ancora in Serie A, per il decimo anno consecutivo. Non era facile perché le stagioni si complicano e poi non è semplice sistemarle”.

L’allenatore ha poi evidenziato: “La cosa che mi rende orgoglioso è che nel momento più complicato ci siamo affidati a un portiere come Benz, 2004, esordiente in Serie A. Abbiamo Caterina Venturelli che è una 2008 che si sta affermando non solo sul piano nazionale perché comunque è capitano della nazionale Under-19. Abbiamo Scupien che è una 2004, Caiazzo che è una 2003 in pianta stabile nazionale Under-23, Eto’o che è una 2004 che ha fatto una crescita veramente esponenziale. Quindi vuol dire che il lavoro sta comunque portando a crescere un po’ tutto il gruppo. Poi dopo è ovvio che nelle ultime partite ci è servita l’esperienza di Missipo, come quella di Brustia, come quella di Clelland anche una calciatrice che si vede poco come Fercocq”.

Salvatore Colantuono ha quindi concluso affermando: “La salvezza l’hanno raggiunta le ragazze, le protagoniste di questo sport sono sempre le calciatrici. Noi come staff ci mettiamo al servizio delle protagoniste che sono loro. Quello che io sento di aver portato è la cultura del lavoro giornaliero, le ho tenute in campo tanto, loro lo sanno che ha aumentato tutto quello che c’era da fare in campo, i dati fisici, i dati tattici”.

Alta stagione al Museo del Calcio. Tra i visitatori anche l’ex azzurra Gioia Masia, che ha donato la sua maglia

La stagione del Museo del Calcio è entrata nel vivo, con i visitatori a riempire ogni giorno, dal lunedì alla domenica, il museo di Coverciano. È un viavai continuo di appassionati e tifosi, con le scolaresche e le scuole calcio a colorare il percorso espositivo, grazie ai pacchetti che consentono di abbinare la visita alla possibilità di giocare sui campi del Centro Tecnico Federale e di poter seguire anche alcuni percorsi didattici. Lo scorso fine settimana c’è stata una graditissima visita al Museo del Calcio: l’ex azzurra Gioia Masia, attuale presidente dell’ASD Formello Calcio, ha portato i suoi ragazzi a vedere dal vivo i cimeli presenti che raccontano la storia delle Nazionali italiane di calcio. E ora l’archivio del museo di Coverciano può contare anche sulla sua maglia, donata proprio mentre era impegnata in visita a Coverciano.

“Le emozioni che si provano ad indossare la maglia azzurra – ha commentato Gioia Masia – sono sempre immense, ma difficili da spiegare. È un insieme di onore, orgoglio e responsabilità che io semplicemente definisco con una parola: felicità. L’emozione che ho provato durante l’inno è qualcosa che mi rimarrà per sempre dentro. Indossare la maglia azzurra racchiude il sogno di ogni sportivo. Orgogliosa e fiera di aver rappresentato il mio Paese in giro per il mondo”. Gioia Masia ha collezionato in totale 60 presenze con la maglia azzurra, con una rete all’attivo, realizzata nella sfida con il Portogallo disputata a Palermo e valida per le qualificazioni agli Europei del 2001. È stata nella rosa delle calciatrici convocate in occasione della fase finale proprio degli Europei del 2001 e anche di quelli successivi, del 2005.

Coppa Italia Women Frecciarossa – Cappelletti: “Una città che per me significa molto e che risponderà alla grande”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Como, maggio 2025. Castellammare di Stabia, settembre 2025. Pescara, gennaio 2026. Le sfide tra Juventus e Roma hanno scandito gli ultimi 12 mesi (e non solo) del calcio femminile italiano, con lo stadio ‘Romeo Menti’ di Vicenza che domenica 24 maggio è pronto a ospitare un altro capitolo del ‘Clasico’ tra bianconere e giallorosse. Per la quarta finale consecutiva dopo la Coppa Italia 2025, la Serie A Women’s Cup e la Supercoppa di questa stagione, Juventus e Roma si giocheranno anche la Coppa Italia Women Frecciarossa 2025-26: da una parte le detentrici del trofeo (e che le tre finali più recenti le hanno vinte tutte), dall’altra le neocampionesse d’Italia, che proprio nello scorso weekend hanno festeggiato aritmeticamente il terzo scudetto della loro storia. La finale della Coppa Italia Women Frecciarossa, che sarà anticipata di due giorni dalla finale della Coppa Italia Primavera Women (Juventus, Roma, Parma e Fiorentina in corsa, semifinali in programma sabato 16 maggio) in programma venerdì 22 maggio alle 17, tornerà a giocarsi in Veneto a distanza di 11 anni dall’ultima volta, con il Brescia che nel 2015 superò 4-0 il Tavagnacco grazie ai gol di Daniela Sabatino, Cristiana Girelli, Martina Rosucci (attuale giocatrice della Juventus) e Stefania Tarenzi, che in questa stagione veste proprio la maglia del Vicenza, in Serie B. Lo stadio ‘Menti’ ha invece ospitato recentemente anche la Nazionale femminile, nel match di qualificazioni al Mondiale disputato lo scorso 7 marzo contro la Danimarca (1-1).

La sfida di domenica 24 maggio, con calcio d’inizio alle ore 18 e diretta su Rai 2 e Sky Sport e in streaming su RaiPlay e NOW è stata presentata oggi in una conferenza stampa che si è svolta presso la Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino a Vicenza.

Ringrazio il Comune di Vicenza e il Vicenza Calcio per averci accolte, Trenitalia e Frecciarossa per essere di nuovo al nostro fianco – le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti –. Ho desiderato fortemente che, prima o poi, la finale di Coppa Italia Women Frecciarossa si potesse disputare a Vicenza, una città che per me significa molto. È la città in cui Paolo, mio marito, ha scritto pagine straordinarie della sua carriera e che continua a onorare la sua memoria, ma è una città che ha accolto anche la mia famiglia e in cui c’è grande tradizione calcistica. Sarà un fine settimana dal sapore speciale, di presente e di futuro, perché per la prima volta alla finale della Coppa Italia uniremo quella della Coppa Italia Primavera, che vedrà protagoniste alcune delle migliori giovani calciatrici italiane: il nostro è un lavoro che si dedica tanto al vertice quanto alla base, ed è bello poter regalare lo stesso palcoscenico alle giocatrici che rappresenteranno il domani dei nostri club e della nostra Nazionale. Già in occasione della partita della Nazionale del marzo scorso il pubblico di Vicenza ha risposto alla grande: sono convinta che anche Juventus e Roma giocheranno davanti a una splendida cornice di pubblico, in un evento che chiuderà un’altra entusiasmante stagione”.

FAN VILLAGE I tifosi che arriveranno a Vicenza nel weekend potranno vivere un’esperienza dentro e fuori lo stadio ‘Romeo Menti’. Serie A Women e Nike, infatti, porteranno la Coppa Italia Women anche in Piazza dei Signori, che sabato 23 maggio dalle 10 alle 19 e domenica 24 dalle 10 alle 15 ospiterà il Fan Village, con accesso gratuito. Dj set, divertimento e tanto calcio: in piazza sarà allestito un mini-campo dove potersi divertire con il pallone, ma si potrà giocare anche a bowling – tirando la palla verso i birilli ovviamente con i piedi – o con un maxi-calcio balilla. Tanti ospiti si alterneranno in piazza per attività di intrattenimento e, nel pomeriggio di sabato 23, anche le calciatrici di Juventus e Roma si intratterranno in piazza con i tifosi a meno di 24 ore dalla partita. Il trofeo sarà inoltre in esposizione e a disposizione per una foto.

 

 

 

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