Home Blog Pagina 5921

Roberta Aprile, Pink Bari e Under 17: “Via da casa a 14 anni per inseguire un sogno”

Nei giorni scorsi, il ct della Nazionale Under 17 femminile Rita Guarino ha diramato l’elenco delle convocate per il doppio confronto amichevole contro le pari età della Norvegia. Tra le 20 ragazze si registra la piacevole conferma del portiere dei record della Pink BariRoberta Aprile.

L’estremo difensore biancorosso, non subisce reti in campionato da ben 850 minuti di gioco. Tralaltro, nessuna marcatura è stata incassata in azione, considerando che l’unico ed ininfluente goal finora subito in stagione dalla numero uno barese risale alla prima giornata, siglato al 50′ su calcio di rigore da Bartolucci della Roma XIV, nel match vinto dalle “pinkine” con uno strepitoso 7-1.

La giovane promessa siciliana, classe 2000, ormai è una piacevole realtà dal sicuro avvenire!

Ciao Roberta, dai primi passi con le formiche di Siracusa alla Nazionale Under 17, sei riuscita in poco tempo a scalare i vertici del calcio femminile italiano. Senti di ringraziare qualcuno in particolare che ti ha sostenuto e incoraggiato in questo brillante inizio di carriera ?
“Ancora sono solo all’inizio appunto e devo impegnarmi tanto per riuscire ad essere sempre pronta. Senza dubbio ringrazio la mia famiglia che mi ha permesso tutto questo e mi ha sostenuto nelle mie scelte soprattutto ad andare via da casa a soli 14 anni per inseguire il mio sogno“.

In campionato non hai subito nessun goal su azione ma solo uno su rigore alla prima giornata. Qual’è stata la parata più impegnativa della tua attuale stagione da record ?
“La mia parata più impegnativa è stata nella partita contro il Latina in casa al primo minuto”. 

Infine, nell’atteso big match in programma l’8 Gennaio firmeresti per un pareggio della tua Pink a Roma ?
“Noi andiamo in campo cercando sempre di vincere, è questa la mentalità che il nostro mister ci sta inculcando sin dall’inizio della stagione ma se alla fine verrà fuori un pareggio andrà bene lo stesso”.

Per la cronaca, entrambe le gare della Nazionale Under 17 contro le pari età norvegesi saranno disputate presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Il primo match avrà luogo venerdì 13 gennaio alle ore 14.30, il secondo domenica 15 alle ore 10.30.

Ecco di seguito l’elenco delle venti Azzurrine convocate dal tecnico Rita Guarino per questi due impegni che precedono di un mese il successivo appuntamento con una doppia amichevole contro la Repubblica Ceca. Le azzurre si raduneranno a Coverciano lunedì 9 gennaio per iniziare la preparazione.

Portieri:
 Roberta Aprile (Pink Sport Time), Gloria Ciccioli (Jesina Femminile);
Difensori: Elena Crespi (Inter Milano), Aurora De Sanctis (Jesina Femminile), Maria Luisa Filangeri (Femminile Nebrodi), Sofia Meneghini (AGSM Verona), Nadine Nischler (Nurnberg), Vanessa Panzeri (Como 2000), Chiara Ripamonti (Inter Milano);
Centrocampisti: Bianca Bardin (Vicenza Femminile), Giada Greggi (Res Roma), Maddalena Porcarelli (Jesina Femminile), Valentina Puglisi (San Bernardo Luserna), Martina Tomaselli (Trento Clarentia);
Attaccanti: Sara Baldi (Mozzanica), Asia Bragonzi (Inter Milano), Federica Cofferata (Ligorna 1922), Margherita Giubilato (Padova Femminile), Benedetta Orsi (Reggiana), Elisa Polli (Jesina Femminile).
Staff – Tecnico: Rita Guarino; Vice allenatore: Massimo Migliorini; Segretario: Daniela Censini; Preparatore atletico: Franco Olivieri; Preparatore dei portieri: Cristiano Viotti; Medico: Lorenzo Proietti; Fisioterapista: Daniele Frosoni.

Il 2016 del calcio femminile italiano: la Nazionale agli Europei ma che girone….l’impresa del Brescia

Gli ultimi giorni del 2016 sono quelli deputati, in modo o nell’altro, ai bilanci dell’annata per comprenderne lo sviluppo. Ebbene, la stagione del calcio femminile italiano è stata positiva. La Nazionale di Antonio Cabrini, inserita nel gruppo 6, è riuscita a conquistare il pass per gli Europei in Olanda, programmati dal 16 luglio al 6 agosto, arrivando seconda (18 punti) alle spalle della Svizzera (24 punti).

Un percorso non semplice per le ragazze di Cabrini, sconfitte nettamente dalla formazione rossocrociata in casa ed in terra elvetica. I fantasmi di una clamorosa eliminazione, poi, si sono visti nel match del Mapei Stadium di Reggio Emilia, quando la compagine nostrana è andata sotto di un gol contro la poco quotata Irlanda del Nord. Un momento difficile superato, però, brillantemente dalle azzurre e grazie a Sabatino, Mauro e Stracchi sono tornate in carreggiate, aggiudicandosi tre punti fondamentali. Il match citato è stato il crocevia del percorso europeo dell’Italia che, da quel confronto, ha vinto i restanti 3 incontri del girone, realizzando la bellezza di 13 gol (contro Georgia, Irlanda del Nord e Repubblica Ceca) subendone soltanto uno. Una qualificazione in cui la figura di Melania Gabbiadini è stata ancora fondamentale, per esperienza e qualità, al pari di Ilaria Mauro (5 reti) e Cristiana Girelli (6 reti), le più prolifiche della nostra selezione.

Si andrà dunque nei Paesi Bassi e l’Italia dovrà andare in caccia di un’impresa se vorrà accedere ai quarti di finale. La Nazionale è stata infatti inserita nel girone B, insieme a Germania, Svezia e Russia. Un raggruppamento di ferro annoverante la medaglia d’oro e d’argento dei Giochi Olimpici di Rio 2016, cui la nostra rappresentativa non ha preso parte non essendosi qualificata ai Mondiali 2015 in Canada. Sfida al limite del possibile per le calciatrici del Bel paese che, comunque, hanno dimostrato di potersela giocare con tutti. Il Trofeo Internazionale di Manaus ha infatti messo in luce una compagine italiana mai doma e desiderosa di confrontarsi a viso aperto contro il Brasile, padrone di casa, superiore per talento e preparazione atletica. Le azzurre non hanno affatto sfigurato, pur perdendo 5-3 in finale, dimostrando grande coraggio.

Il 2016, però, non è stato degno di nota per gli impegni delle selezioni nazionali ma anche per i club ed il Brescia di Milena Bertolini, in ambito nazionale ed internazionale, ha dimostrato grandissime qualità. Nella Champions League 2015-2016, le leonesse hanno raggiunto un traguardo incredibile, conquistando i quarti di finale della massima competizione europea, battendo rivali qualificate come Liverpool e Fortuna Hjorring. Poi contro il Rosengard, le rondinelle hanno dovuto arrendersi ma resta il grande risultato ottenuto. Biancoblu che, poi, a completamento della loro grande annata, hanno vinto lo Scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana.

Ci si appresta dunque a vivere un 2017 con la rassegna europea in terra olandese focus stagionale e chissà se le ragazze di Cabrini non riusciranno stupirci…

Calcio femminile, il calendario 2017: le date di tutti gli eventi dell’anno

ll calcio femminile entra nel vivo e il 2017 si preannuncia essere un anno ricco di avvenimenti per tutti gli appassionati tra squadre di club e Nazionali. Ecco il calendario con le date dei principali eventi calcistici del nuovo anno, tra i quali l’Europeo in estate con l’Italia di Cabrini protagonista.

GENNAIO
14 – Ripresa della Serie A

FEBBRAIO
22 – Secondo turno Coppa Italia

MARZO
12 – Terzo turno Coppa Italia
22/23 – Andata dei quarti di finale di Champions League
29/30 – Ritorno dei quarti di finale di Champions League

APRILE
22/23 – Andata della semifinale di Champions League
29/30 – Ritorno della semifinale di Champions League

MAGGIO
13 – Ultima giornata di Serie A
24 – Quarti di finale di Coppa Italia
31 – Semifinale di Coppa Italia

GIUGNO
1 – Finale di Champions League
17 – Finale di Coppa Italia

LUGLIO
16 – Inizio Campionato Europeo

AGOSTO
8 – Finale Campionato Europeo

Piccole gialloblù crescono…

Numeri sempre più importanti per il settore giovanile femminile di Hellas Verona dove sono confluite dalla stagione sportiva 2016/2017 le giovanili di Agsm Verona per sviluppare il calcio femminile giovanile e scolastico sotto l’unica regia della società professionistica gialloblù.
Per la corrente stagione sportiva l’Hellas Verona ha iscritto ai rispettivi campionati indetti dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio una formazione Under 15 al Campionato Regionale Giovani Calciatrici ( scaligere attualmente seconde a due punti dalla vetta ma con una gara disputata in meno), una formazione Esordienti ad 11, una formazione Esordienti a 9 ed una formazione Pulcini. Le compagini esordienti e pulcini disputano con buoni risultati i rispettivi campionati provinciali di categoria contro formazioni maschili.

Tutte le attività di calcio femminile si svolgono presso l’Agsm Olivieri Stadium di via Sogare: dal lunedì al venerdì a partire dalle 17,00 si svolgono gli allenamenti delle compagini femminili e la scuola calcio Hellas Verona per bambini e bambine.
Negli staff tecnici delle squadre femminili sono state inserite anche alcune atlete di primo piano del team di Serie A quali le Nazionali Azzurre Aurora Galli e Federica Di Criscio,  ed il portiere della Nazionale Svizzera Gaelle Thalmann.

Venerdì 6 gennaio sarà una giornata molto intensa per il settore giovanile femminile di Hellas Verona. Nella giornata dell’Epifania il club scaligero prenderà parte con ben quattro formazioni alla manifestazione promozionale “Stella Stellina” organizzata per il 13° anno dal Comitato Regionale Veneto della FIGC. Nei palazzetti di Cittadella e Fontaniva si affronteranno 10 compagini di pulcine e 18 di esordienti provenienti da Veneto, Lombardia, Friuli ed Emilia Romagna. L’Hellas Verona sarà la società maggiormente rappresentata con due squadre Pulcine ed altrettante Esordienti ai nastri di partenza.

Ranking FIFA nazionali femminili: Usa al primo posto, Italia sedicesima

Gli Stati Uniti chiudono il 2016 da leader della classifica mondiale FIFA riservata alle nazionali femminili. Le americane, con 2140 punti all’attivo, precedono la Germania (2109) e la Francia (2041).
Qualche cambio di posizione nella top-ten: Australia (1984) e Giappone (1982) scalano un gradino e si attestano, rispettivamente, al sesto e settimo posto; la Svezia (1977) perde due posti ed e’ ottava, il Brasile (1961) sale in nona piazza, la Corea del Nord (1952) scende al decimo. L’Italia del ct Cabrini passa dalla diciasettesima alla sedicesima posizione, con 1854 punti.

Rank Team Total Points Previous Points +/- Positions
1 USAUSA 2140 2137 0
2 GERGermany 2109 2112 0
3 FRAFrance 2041 2046 0
4 CANCanada 2031 2031 0
5 ENGEngland 2030 2021 0
6 AUSAustralia 1984 1984 1
7 JPNJapan 1982 1982 1
8 SWESweden 1977 1995 -2
9 BRABrazil 1961 1946 1
10 PRKKorea DPR 1952 1952 -1
11 NORNorway 1927 1923 0
12 NEDNetherlands 1903 1902 0
13 CHNChina PR 1892 1892 0
14 ESPSpain 1862 1861 0
15 DENDenmark 1861 1838 5
16 ITAItaly 1854 1847 1
17 SUISwitzerland 1848 1850 -2
18 KORKorea Republic 1847 1843 1
19 NZLNew Zealand 1846 1846 -1
20 ISLIceland 1831 1849 -4
21 SCOScotland 1788 1778 0
22 COLColombia 1756 1756 2
23 RUSRussia 1750 1762 -1
24 AUTAustria 1745 1747 1
25 BELBelgium 1743 1737 1

Sabrina Tasselli, portiere del Sassuolo femminile: “Sono tornata in Italia perchè mi ha convinto il progetto”

Con la pausa dei campionati per le festività, le squadre si preparano al nuovo anno e lavorano sodo per mantenere la concentrazione attiva. Sogni e aspettative per tante ragazze di Serie A e B, che si aspettano tanto dal 2017. Sabrina Tasselli, portiere del Sassuolo femminile, racconta questo nuovo progetto delle neroverdi, che vogliono centrare la promozione in Serie A per la prossima stagione. La società ex Reggiana è stata acquisita a inizio stagione dal Sassuolo, con sponsor Mapei, ma, almeno per questa annata, la ragione sociale è rimasta distinta rispetto alla realtà maschile.

Come mai hai scelto di tornare a Reggio nonostante altre esperienze?
Erano sei anni che ero fuori casa, quindi la componente nostalgica ha avuto il suo peso. Mi ha convinto il progetto, certamente: conoscendo la Presidentessa Betty Vignotto, sapevo che è sempre stata una realtà precisa in cui le cose venivano fatte per bene. Non ci hanno nascosto che vorrebbero andare in Serie A“.

Personalmente che obiettivi hai in questa stagione?
Voglio riuscire a migliorarmi il più possibile lavorando con impegno“.

L’esperienza allo Stjarnan, in Islanda, è durata poco.
Come mai? Qualcosa non ti ha convinto?
Hanno un modo di lavorare totalmente diverso. In Italia c’è molta progettazione, mentre loro sono molto diretti. Gli allenamenti non seguono un nesso. Io ad esempio non avevo il preparatore dei portieri, quindi non mi sono trovata bene. Dal punto di vista della qualità è meglio in Italia, mentre loro hanno una dedizione al lavoro e al sacrificio fuori dal comune“.

Com’è la situazione ora dopo lo spiacevole episodio dei chiodi sul campo?
Si è trattato solo di un episodio isolato. Siamo tranquille, è stato soltanto un brutto gesto“.

Come mai hai scelto di fare il portiere?
Non amo molto correre! (ride n.d.r.) No dai, è molto divertente. Se sbagli quasi sicuramente prendi gol, ma è un ruolo solitario che mi rispecchia anche caratterialmente. Anche negli allenamenti. Quest’anno ci sono state anche partite in cui mi sono divertita meno perché non mi è arrivato un pallone, ma va bene così“.

C’è qualche giocatore o giocatrice cui ti ispiri nella tua carriera?
Ammiro un sacco Neuer, per la sua intraprendenza e la spregiudicatezza, oltre che per la sua capacità di essere decisivo“.

Uno sguardo alla Serie A: la lotta Scudetto è ancora aperta?
E quella per non retrocedere?
Credo che sia ancora aperta. Per il Brescia sarà difficile, ma ora che c’è stata anche la pausa per la Nazionale sicuramente ci saranno stati dei benefici. Credo che sarà un campionato tirato fino alla fine. Per la retrocessione sicuramente le neo-promosse hanno più difficoltà a mantenere la categoria, ma con il fatto che su 12 siano in 6 a rischiare sarà lotta fino alla fine“.

Ti piacerebbe tornare in Nazionale?
Che emozione si prova a vestire la maglia azzurra?
Sicuramente sì, mi sto allenando per fare meglio possibile e per farmi vedere. Poi si vedrà. La Nazionale è una cosa stupenda, per la prima volta ti senti professionista. Per me è stata veramente una grande occasione. In partita è stata un’emozione, però quando entri in campo non ci pensi più e pensi solo a giocare“.

Un ricordo bello della tua carriera? E uno brutto?
Sono tanti quelli belli, mi piace trovare il lato positivo in tutte le cose. In particolare, la partita più bella secondo me è stata la vittoria con il Verona al primo anno di Riviera Di Romagna: abbiamo vinto 1-0 in casa loro. Io la stagione prima ero stata proprio in gialloblu ed è stata una bellissima partita. Uno brutto posso dire la retrocessione con il Riviera Di Romagna quando abbiamo perso il derby – 2-1 con il San Zaccaria n.d.r. – in cui oltre al danno c’è stata anche la beffa“.

Calcio femminile, Un pallone molto più rosa nel nome di Candido Cannavò

Non viviamo in una monocultura sportiva, ma è evidente a tutti che il calcio sia non solo lo sport nazionale, ma anche uno straordinario fenomeno, con connotazioni economiche, sociali, sentimentali. Ma da qualche tempo, questo variegato mondo ha espresso nei confronti della sua versione femminile una sorta di rifiuto pregiudiziale, a volte volgare e discriminatorio in senso stretto. Non rifacciamo qui la storia di alcune uscite penose e offensive, perché ne proviamo vergogna per chi se n’è reso responsabile: resta la sostanza di un problema che le cifre confermano essere enorme. Al punto da diventare malessere e porre l’Italia al di fuori dei flussi sportivi internazionali.

NUMERI
 —
Parliamo naturalmente dell’impietosa cifra che vedete nell’infografica qui in pagina: oltre un milione e 77 mila tesserati uomini del calcio, contro poco più di 22 mila donne. Incredibile. Questo vero e proprio sottosviluppo si perpetua nel nostro Paese nel momento in cui nel mondo ha luogo la rivoluzione sportiva più prorompente da un secolo a questa parte, proprio legato alla pratica femminile del calcio, che sta esplodendo in ogni continente a ritmi e incrementi straordinari. Non ci sono soltanto gli Stati Uniti, dove le calciatrici, partendo da un numero zero negli anni 70, hanno già quasi raggiunto i due maggiori sport di squadra, basket e pallavolo. C’è la Germania, ci sono i Paesi Scandinavi, l’Inghilterra, il Giappone l’America Latina, ora anche la Francia e la Spagna. I grafici del numero delle praticanti s’impenna dovunque. Tranne che in Italia. Siamo un caso.
COSTUMI — I motivi sono chiaramente riferibili alla nostra arretratezza nel costume: un’idea distorta di femminilità è diventata una vera e propria prigione per le bambine che vengono indotte a trascurare gli sport di contatto a favore di altri ritenuti «più consoni al loro sesso», e usiamo di proposito un linguaggio ottocentesco. Da questo nascono pregiudizi, luoghi comuni, vere e proprie discriminazioni. Un terreno di sicuro interesse per le attenzioni della Fondazione Candido Cannavò per lo Sport, che è quasi nata con le donne e l’agonismo, nel segno di Candido e delle sue prime pagine della rosea riservate all’altra metà del cielo. Nel 2011, infatti, la Fondazione varò la prima mostra sullo sport femminile italiano dalle origini a oggi, che ha girato l’Italia raccogliendo e diffondendo il messaggio del nostro ispiratore.

MESSAGGIO
 — Discutendo di questi temi con la Federcalcio, abbiamo trovato un’immediata eco di sensibilità e interesse prima da parte del direttore generale Michele Uva e poi del presidente Carlo Tavecchio, con i quali abbiamo rapidamente trovato un punto d’incontro. Una mobilitazione al fine di rimuovere un’anomalia. Figc, Gazzetta e Fondazione insieme a favore del calcio femminile in Italia e soprattutto contro ogni pregiudizio di genere. L’idea è stata quella di diffondere il messaggio con una campagna di comunicazione che ha qualche punto di contatto con quelle di Pubblicità e Progresso.

AUTORI 
Concordata e decisa la natura dell’intervento, ci siamo rivolti a due collaudati grafici/ creativi, Piero Bagolini e Silvano Cattaneo, perché ideassero slogan e immagini a sostegno. Di solito, in una campagna, si selezionano uno o due messaggi di più forte impatto nell’ambito di quelli proposti: ma tutti quelli suggeriti ci sono sembrati di tale forza evocativa da indurci a programmare una campagna multispot, alla quale, rispetto alla formulazione iniziale, abbiamo apportato pochissime variazioni. Sottoposta a chi di dovere – la Direzione della Gazzetta, il suo Marketing, la Federcalcio nelle varie declinazioni – la campagna, annunciata inizialmente durante il Candido Day del marzo scorso, è stata approvata dopo gli Europei anche dalla Figc, che l’ha sostenuta convintamente, e ha trovato sistemazione definitiva (scelta delle modelle, taratura dei messaggi, tempistica di uscita) nelle scorse settimane. Tra poco la vedrete dappertutto sul pianeta Gazzetta. Ringraziamo i tanti che hanno collaborato, da chi ha curato la definitiva sistemazione grafica (Marina Pica di Lazurite), al fotografo Enrico Lunardi, a chi ha gestito il casting, alle modelle che hanno interpretato la realtà come non è, ma come vorremmo fosse.
IN USCITA — Adesso è pronta per apparire sulle pagine della Gazzetta e di SportWeek, e sui social del mondo rosa, e su tutti gli altri mezzi che ce la chiederanno. E ques ta è un’altra novità importante: la campagna è a disposizione gratuitamente dei media. E speriamo che tanti vogliano adottarla. Non ne vantiamo proprietà intellettuale, coltiviamo solo il des ider io di contribuire a porre fine a un’intollerabile e anomala discriminazione di genere. Come diceva Candido, a proposito delle attività nel sociale, e in campo sportivo, in riferimento allo sport femminile, «certi recinti ce li costruiamo noi». Abbiamo provato a uscirne, invitandovi a farlo attraverso questi messaggi. Il calcio è sport universale, ma in Italia l’universo è monco: proviamo a dargli una dimensione più integrata, affinché il calcio sia davvero totale, cioè di tutti e per tutti.

Se fossero le donne a salvare il calcio?

Jurghen Klopp, direttamente da Liverpool ricorda con voce quasi nostalgica il tempo in cui i grandi campioni fumavano, qualche volta bevevano, qualche altra preferivano una lunga dormita ad un allenamento sotto la pioggia. Ovviamente quello di Klopp non è un invito alla sregolatezza, ma di sicuro è un richiamo ad un’umanità perduta nel calcio degli anni 2000.

Se per Pasolini il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del 900′, per un artista intuitivo di oggi richia di essere un “rito stanco”, un eterno ripetersi dell’identico in cui si cerca di sensazionalizzare (passatemi il termine) ogni cosa. Ogni domenica assistiamo al gol del secolo, ogni calciatore argentino che fa un dribling è il nuovo Maradona. Le statistiche rubano il posto agli autentici valori calcistici.

E così ogni tanto arriva un Leicester a salvarci, un Neymar che fa un tunnel beffardo all’avversario, un arbitro che sbaglia e cambia il corso di una partita. E siamo tutti di nuovo felici. Sfacciatamente e banalmente felici.

In questa prospettiva, il calcio femminile può essere un’opportunità per chi ama il gioco più bello del mondo. Da una paio d’anni seguo saltuariamente il Napoli Dream Team, squadra di calcio femminile militante in serie B. Dimenticatevi vostra sorella che cambia canale nei minuti di recupero di Napoli-Juve, di madri che cercano di farvi andare al campo vestiti da Jack lo squartatore per “non prendere freddo”, di mogli che vi propongono improbabili apericena il giorno della finale della Champions. Queste ragazze hanno la voglia di mangiarsi il campo, le reti e il pallone. Affrontano ogni partita ed ogni allenamento con la passione e la gioia di un bambino.

C’è qualcosa di naif che ci riporta ad un calcio antico, in cui si recupera la dimensione del gioco senza perdere professionalità. In cui c’è enorme agonismo e grande fair play senza retorica. Una giusta misura, mi sembra. D’altro canto pochi ancora hanno sottolineato il fenomeno americano, ossia il successo che il calcio femminile sta avendo negli States. In quel paese infatti, mentre il “soccer” maschile non ha grande seguito, quello femminile riempie gli stadi. Nel calcio femminile sembra che anche le atlete riescano a divertirsi, non solo il pubblico, come nel circo massimo calcistico. Quel circo nel quale i nostri giocatori sembrano sempre più diventare schiavi-gladiatori ben pagati.

Elio Aielli, mister della Napoli Dream Team, ha confermato quelle che sono state le mie suggestioni:
“Allenare queste ragazze è difficilissimo. Lo facciamo gratis, per passione ed amore per questo sport, con scarse risorse e strutture inadeguate. La gestione del gruppo è completamente diversa rispetto al calcio maschile, il rapporto fra allenatore e giocatrici è fondamentale e ci vuole una grandissima capacità umana prima che calcistica. Da allenatore posso dire che le soddisfazioni sono doppie, perchè il mio lavoro ha un riscontro maggiore rispetto al calcio maschile. Ho contribuito alla nascita di questa società e in sei anni siamo arrivati in serie B, un traguardo che ha regalato emozioni e soddisfazioni che io e le ragazze porteremo per sempre con noi. Oggi lo staff conta dieci componenti, il pubblico cresce e le difficoltà aumentano. Ma le sfide che affrontiamo sono sempre più affascinanti, le ragazze ci regalano sempre tante soddisfazioni. In ultimo, ma non ultimo, non è da sottovalutare il valore sociale del calcio femminile: con noi giocano tante ragazze con complicate situazioni familiari alle spalle, soprattutto fra le più giovani, e il calcio per loro rappresenta un momento di riscatto e di fuga dalla vita di tutti i giorni. Per questi ed altri motivi il calcio maschile ha tanto da imparare da noi”
.

Attilio Massarese, preparatore dei portieri del NDR ci ricorda:
“Che si riparte dal lato sano di questo sport, dai sentimenti che suscita. Penso alla funzione sociale che svolge, tante ragazze che alleno vengono dalla periferia di Napoli da situazioni non facili, il calcio per loro è un punto di riferimento che può anche salvargli la vita. Il Napoli Dream Team è per tutti noi una seconda famiglia. Borges diceva che ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio. Posso assicurarvi che accade anche quando i calci li tira una bambina”.

Quindi in bocca al lupo al Napoli Dream Team, con cui approfondirò queste tematiche nei prossimi mesi e in bocca al lupo a tutte le ragazze che ogni domenica fanno mille sacrifici cercando un gol.

Gli Auguri del Presidente del Torino FC Roberto Salerno

“Fra pochi giorni sarà Natale e il Torino Calcio Femminile formula i migliori Auguri di Buon Feste e Buon 2017 a tutte le Tesserate, alle loro Famiglie nonché ai Tecnici, Dirigenti, Tifosi e Simpatizzanti del TCF.
Un complimento sincero lo meritano le ragazze, tutte, per l’impegno profuso e la passione dimostrata negli allenamenti e nelle gare combattute, sempre, fino al 90° anche quando non sono favorevoli.
A tutte loro va l’invito a mantenere intatta la loro passione e la loro volontà di praticare un calcio serio e determinato con l’obiettivo di migliorare individualmente e collettivamente pensando a far bene anche negli altri ambiti, la scuola e la quotidianità familiare e sociale.
Con il nuovo anno saranno intensificate le giornate di “formazione” delle ragazze più giovani (ogni Mercoledì) e sarà avviata una fase di rilancio della 1’ Squadra che, in queste settimane, non sta attraversando un buon momento.
Infine, ricordo a tutte le ragazze, la valenza e il prestigio del TORINO CF, nome stampato sulle maglie da gioco e sulle borse, affinché assumano, un senso di appartenenza e di attaccamento alla società che deve andare anche oltre al piacere dell’amicizia con le compagne, i Tecnici e i Dirigenti.
Ancora Auguri e le migliori cose.”

Roberto SALERNO
Presidente TCF

Maria Chiara De Deo: “L’Imolese, per me, rappresenta un’opportunità”

Classe 1987, ruolo di centrocampista nell’Imolese.. il calcio per Maria Chiara De Deo rappresenta parecchio e costituisce un aspetto molto importante di crescita:
“Questo sport è passione, sfogo, libertà e gioia”, inizia l’atleta, “ma è anche sacrificio e impegno ed io lo amo per tutto questo. Ho sempre giocato, anche se sono entrata a far parte di una squadra femminile di calcio a 11 quando avevo 20 anni”.

Ma che cosa “regala” il calcio a Maria Chiara?
“Come la vita, mi da ogni tipo di emozione; si può dire che ne sia una piccola anticamera: imparo molto in campo”.

L’umiltà è una dote molto importante per arrivare e mantenersi ad alti livelli, e questo lei lo sa bene: non difetta certo di questa dote, infatti, tanto da renderla giocatrice di grande spessore umano e sportivo…
“Non è facile valutarsi, anzi è molto difficile. Cerco di fare sempre il meglio per la mia squadra: ci voglio credere sempre; forse dovrei mettere più energia in campo per dimostrare a pieno cos’ho nella testa.. non sempre ci riesco e mi alleno a testa bassa per questo”.

Maria Chiara De Deo è alla sua prima esperienza con l’Imolese:
“Questa società rappresenta, per me, un’opportunità di crescita, di miglioramento.. sto imparando molto e mi sto mettendo alla prova. Sto conoscendo una realtà nuova, e anche una me nuova: credo sia un tassello importante della mia esperienza sportiva e non”.

Inevitabile entrare nel dettaglio, soprattutto perché i risultati personali non stanno tardando ad arrivare:
“Sento la fiducia del mister, sia quando gioco che quando non gioco. C’è qualità nella rosa e il mio compito è mettere in “difficoltà” chi decide di mandarmi oppure no, accettando la scelta. Sono soddisfatta di essere qui quest’anno: vedere un nuovo campionato nazionale e competitivo è un grosso stimolo per imparare. Spero di dare il mio contributo al massimo delle mie capacità e, perché no, anche qualcosina di più”.

L’obbiettivo di squadra?
“L’obiettivo stagionale, ad inizio anno, era la salvezza. In questo momento siamo ottave.. quindi, di certo, meglio di quanto prospettato. Indubbiamente c’è del rammarico per alcune partite in cui si poteva e si dovevano portare a casa più punti. Stiamo crescendo, sia individualmente che di squadra anche se sappiamo che c’è ancora molto margine di miglioramento e dobbiamo essere tutti bravi, dallo staff alle ragazze, a sfruttarlo appieno”.

Dopo il match casalingo di domenica scorsa contro il Vittorio Veneto, la mente e i propositi sono già rivolti al futuro immediato:
“Adesso abbiamo una brevissima sosta natalizia”, le parole di Maria Chiara, “ma non dagli allenamenti che, anzi, sono aumentati in vista dell’importante gara dell’8 gennaio a San Marino. Vogliamo arrivare a questa sfida concentrate e pronte.. sta per finire il girone di andata e vogliamo chiuderlo al meglio. Che dire quindi? Un panettone veloce e poi si torna a correre”.

Concludiamo con una frase, una riflessione di questa atleta che fa della grinta e della determinazione aspetti fondamentali di lei:
“Ad inizio stagione mi chiesero una frase da proporre come motto dell’anno. Dissi “ASPETTATEVI L’IMPOSSIBILE”.. la penso ancora così”.

La società, le atlete tutte, lo staff tecnico e tutte le componenti dell’Imolese Calcio Femminile, augurano a tutti i nostri sostenitori ed appassionati i più sinceri auguri di buone feste, con la speranza che il 2017 possa essere un anno ricco di soddisfazioni, non solo in ambito sportivo.

DA NON PERDERE...