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Inter, addio – È il Servette a reclutare Ghoutia Karchouni

Photo Credit: Rahma Mohamed - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

È arrivata la conferma. Dopo il post social della algerino francese che sembrava non lasciare spazio a dubbi, ecco la notizia ufficiale: Ghoutia Karchouni è una nuova giocatrice del Servette. È quanto si apprende dal profilo della calciatrice, ormai ex Inter, volata in Svizzera per una inedita firma con contratto valido un’unica stagione; la classe ’95, da luglio 2021 in maglia nerazzurra con un passato nei colori di Paris Saint Germain e Bordeaux, indosserà definitivamente il numero 27. Quest’ultima si è presentata così ai microfoni della società granata: “Sono molto riconoscente per questa nuova possibilità – ha spiegato -. In questi anni sono riuscita a migliorare sia come calciatrice che come persona, ad oggi sono davvero felice di potermi rapportare ad un’altra cultura che mi permetterà di evolvermi ulteriormente.

Il mio stile di gioco? Ricorda quello spagnolo; mi piace adattarmi, riempire i piccoli spazi ed il possesso palla”.

Tanti i saluti delle compagne della squadra milanese raccolti in quest’ultima settimana che testimoniano quanto Karchouni sia stata una ottima amica, in campo e fuori.

Coppa Italia Primavera – Colpaccio Sassuolo a Roma, goleada Fiorentina e parità nel derby d’Italia

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Si chiude la fase a gironi, della coppa Italia Primavera, con la disputa del terzo turno preliminare. E si conclude con uno spettacolare pareggio in quella che può essere considerata la rivincita della finale scudetto, nonché la sfida soprannominata “il derby d’Italia”, fra Juventus ed Inter. Un risultato di parità, che consente alla compagine nerazzurra di qualificarsi come seconda del girone 2 e di accedere alle semifinali. Inutile, infatti, la vittoria della già eliminata Sampdoria, ai danni di una Hellas Verona che non è sembrata credere più di tanto, alla possibilità di agganciare le “biscette”. Nel primo gruppo, invece, desta sorpresa l’eliminazione della Roma, caduta in casa al cospetto dell’ambizioso Sassuolo: un 2-0, quello delle neroverdi, che le proietta direttamente in semifinale, anche se da seconde classificate: il primo posto, infatti, spetta a quella Fiorentina che ha letteralmente travolto (6-2) l’ospitato Parma, riuscendo così a sfruttare il pur lieve vantaggio che aveva conquistato, in occasione del confronto diretto con le emiliane.

Come detto, il confronto di Vinovo (Torino) fra Juventus ed Inter ha avuto risvolti spettacolari, con le due formazioni a darsi battaglia a viso aperto. Soprattutto nella seconda frazione, dopo che la prima si era chiusa con il minimo vantaggio interista (grazie ad una rete di Rachele Giudici). Nella ripresa sono poi esplosi i ‘fuochi pirotecnici’, con le ragazze del tecnico Marco Bruzzano che hanno ribaltato il punteggio, sulla spinta delle segnature di Giorgia Bianchi e Costanza Santarella, salvo farsi raggiungere da una bellissima rete di Paola Fadda. Ma è stato solamente nei minuti di recupero finali, dopo il nuovo vantaggio juventino di Sara Dalla Gasperina, che la formazione di Marco Mandelli ha ottenuto il meritato pareggio, a seguito dell’ultimo centro firmato da Francesca Palmeri.

Praticamente senza storia, invece, il confronto fra una Sampdoria che sapeva già di essere eliminata, dopo i due ko iniziali, ed una Hellas Verona che, in teoria, avrebbe ancora potuto insidiare la seconda posizione interista. Le possibilità gialloblù, passavano però da un successo in casa doriana e da una contemporanea sconfitta delle rivali, nell’ultimo impegno a Torino. Una combinazione a cui, probabilmente, le giovani dell’allenatore Davide Santeramo non hanno creduto molto, lasciandosi surclassare dalle blucerchiate, con un 3-0 confezionato da Carlotta Bersanetti, Syria Rosignoli e Nicole Lazzeri.

Nel primo girone, come già accennato, la delusione per gli esiti di quest’ultima giornata veste sicuramente i colori giallorossi: nonostante le “lupacchiotte” avessero il vantaggio della prima posizione in classifica e pure del fattore campo, si sono fatte scavalcare dalla coppia inseguitrice, composta da Fiorentina e Sassuolo. La Roma è infatti caduta di fronte alle neroverdi di Davide Balugani (che hanno prevalso grazie alle marcature della coppia Elisa VianelloManuela Perselli), mentre le viola del mister Nicola Melani bistrattavano l’ospitato Parma con un risultato… tennistico. Era infatti addirittura un successo per 6-2, quello ottenuto dalle “gigliate” fiorentine, con le parmensi Gloria Milani e Marta Sicuri che potevano solo limitare il divario: una doppietta di Giulia Ciabini e le reti di Maya Cherubini, Caterina Andreoni, Alessia Meacci e Vittoria Di Gregorio, fissavano infatti il corposo risultato finale.

La parola passa ora alle semifinali, che avranno svolgimento domenica primo giugno su partita secca ed in casa delle prime classificate. Il programma, quindi, riproporrà quello Juventus-Sassuolo che è già stato confronto di semifinale alle final four scudetto (chiudendosi a reti inviolate, ma allora le bianconere avevano il vantaggio della miglior posizione nella stagione regolare), mentre nell’altra sfida l’Inter sarà chiamata a rendere visita alla Fiorentina. Trattandosi di match ad eliminatoria diretta, in caso di pareggio al termine dei 90’ regolamentari, verranno disputati due tempi supplementari di 15’ ciascuno e, nel caso dovesse perdurare il risultato di parità, sono previsti anche i tiri di rigore. Situazioni che, ovviamente, potrebbero riproporsi anche in occasione della finalissima per il titolo, alla quale accederanno ovviamente le due protagoniste che si saranno aggiudicate le rispettive semifinali. Inutile, considerando la validità delle squadre che vi sono approdate, azzardare dei pronostici: per ora, su quanto riguarda la finale di questa prima coppa Italia Primavera, si può solo dire che la Federazione ha comunicato la scelta della sede… Sarà infatti il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia (Pisa) ad ospitare l’importantissima sfida, che avrà luogo domenica 8 giugno alle ore 17.

 

Risultati Girone 1

Fiorentina     –         Parma                    6-2

Roma           –         Sassuolo                0-2

Classifica Girone 1

Fiorentina e Sassuolo 6; Roma 4; Parma 1

 

Risultati Girone 2

Juventus       –         Inter                     3-3

Sampdoria    –         Hellas VR               3-0

Classifica Girone 1

Juventus pt 7; Inter 5; Sampdoria 3; Hellas VR 1

Giocatrice della Stagione della Women’s Champions League 2024/25: Aitana Bonmatí

UWCL – Player of the Season – Aitana Bonmatí (Barcelona) – 2024/25. La centrocampista del Barcelona Aitana Bonmatí è stata nominata Giocatrice della Stagione 2024/25 della UEFA Women’s Champions League dal Gruppo degli Osservatori Tecnici UEFA. La 27enne ha ricevuto il premio per il terzo anno consecutivo.

La squadra di Aitana non è riuscita a sollevare il trofeo per il terzo anno consecutivo, perdendo 1-0 contro l’Arsenal nella finale di Lisbona, ma la spagnola ha vissuto un’altra splendida stagione. Il suo bottino di cinque assist in stagione è stato il più alto in assoluto, e ha segnato anche quattro gol per un totale di nove reti a cui ha contribuito. Le statistiche di Aitana Bonmatí nella Women’s Champions League 2024/25

Presenze: 11
Gol: 4
Assist: 5
Precisione nei passaggi: 89%
Velocità massima: 30.8km/h

Tecnicamente eccezionale e sempre pronta a guidare la squadra in avanti, Aitana ha ottenuto due premi come Player of the Match durante il cammino del Barça verso la finale, compreso quello nella vittoria per 4-1 nella semifinale di ritorno contro il Chelsea. Il Gruppo degli Osservatori Tecnici UEFA ha commentato così la sua prestazione in quel successo: “Aitana ha segnato un gol in solitaria di straordinaria tecnica cambiando la partita, aprendo le marcature e chiudendo la gara. Ha sempre cercato il pallone per costruire il gioco e la sua leadership ha aiutato il Barcellona a gestire la partita e a dettare il ritmo”.

Mikaela Shiffrin: il mito vivente dello sci alpino ora pensa al calcio

Photo Credit: Paolo Comba

La National Women’s Soccer League ha una nuova protagonista. E stavolta non si tratta né di un posto in più nella rosa di una delle squadre interne al campionato, né di un altro supervisore: il nome? È quello di Mikaela Shiffrin.

Strano? Potrebbe esserlo.
Poiché volto non nuovo nel panorama sportivo internazionale, è noto al pubblico per le grandi imprese nello sci che fino ad ora hanno toccato record inimmaginabili: 101 trionfi globali con spazio alle numerose impronte in occasione della Coppa del Mondo ed alle due medaglie d’oro olimpiche; numeri impressionanti che collocano la classe ’95, statunitense d’origine, nel podio delle leggende più influenti attualmente in attività non solo dello sci alpino (disciplina ormai sua specialità) ma anche dell’intero contesto sportivo nel quale si ritrova, ormai, come sorella.

Racconti di gloria emozionanti ed intensi che vanno ora a moltiplicarsi grazie al nuovo progetto che la stessa Shiffrin ha deciso di sposare: si, perché nelle prospettive future più imminenti della pluripremiata vi è il calcio femminile, per il quale la stessa si metterà a disposizione. “Denver NWSL”, questo il primo gruppo professionistico di sole donne del Colorado che avrà quest’ultima come proprietaria per una gestione tutta di fortuna ed investimento, rimandata al 2026 (anno di debutto del gruppo).

Orgoglio ed estrema gioia nelle parole della stessa che, dopo l’annuncio, visibilmente emozionata, ha dichiarato: “Intendevo sostenere un piano importante e non potevo che unirmi alla Denver. Sono davvero molto felice.
La crescita del movimento femminile rimane il primo obiettivo e so che qui a Colorado vi è una cultura ricca e profonda che va coltivata; sono consapevole di avere in mano una grossa opportunità, la stessa che, proprio in questo momento, mi rende fiera”.

Una scommessa da oltre 400 milioni di dollari che, secondo il proprietario di maggioranza Rob Cohen, necessitava di un profilo ambizioso e lungimirante come quello della sciatrice: “Il suo contributo non potrà che essere prezioso – ha fatto sapere -. Come già da lei riferito, il nostro è un obiettivo ben preciso che ha bisogno di giusti movimenti e aiuti interni per divenire realtà assoluta. Siamo sempre più vicini al traguardo, e con Mikaela sarà tutto più semplice”.

Impatto positivo e duraturo, quindi, nel mirino, anche se non sono mancate le polemiche: il pensiero dei costi troppo “corposi” ed uno stadio da costruire, che non hanno, però, cancellato l’euforia per la nascita di una nuova formazione che andrà a giocarsela in massima categoria con avversarie di livello.
Intanto nella città americana i tesseramenti vanno alle stelle, confermando quanto il calcio sia secondo solo alla pallavolo.
Sciarpa biancoverde al collo: il 2026 è vicino. Denver non ha paura.

Ad un passo dalle 100 parate, ecco il portiere con più interventi della Serie A Women:

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Al termine della Serie A Women diverse statistiche interessanti sono emerse, come quelle delle parate effettuate dagli estremi difensori delle 10 squadre della massima divisione.

A chiudere la top ten dei portieri con più parate c’è Camelia Ceasar della Roma, con 47 interventi realizzati, davanti a Pauline Peyraud-Magnin della Juventus, avanti a quote 68. Con un solo intervento in più c’è Sara Cetinja della Lazio ferma a -1 da Solène Durand del Sassuolo arrivata a 70 che a sua volta è un gradino sotto a Laura Giuliani del Milan, con 71 parate.

Nella top five troviamo Amanda Tampieri della Samp con 75 interventi, quattro i meno di Doris Bacic del Napoli Femminile. Sul podio spazio per Cecilie Fiskerstrand della Fiorentina, con 86 palle intercettate, mentre al secondo posto c’è Cecilía Rúnarsdóttir dell’Inter con 87 parate. Prima, invece, è Astrid Gilardi: l’estremo difensore delle lariane ha parato 92 tiri nelle 23 presenze in campionato.

Paolo Ruggeri, Res Roma: “Giudizio sulla stagione positivo, squadra cresciuta. Complimenti a tutti”

Credit Photo: Alessandra Marrapese - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Res Roma chiude con un successo per 4-1 sul Cesena, e con una salvezza tranquilla, il suo campionato di Serie B. In casa capitolina, ai microfoni del club, il tecnico Paolo Ruggeri ha dichiarato: “Il giudizio sulla stagione è per me un giudizio positivo, anche perché noi abbiamo cominciato questa stagione con un gruppo di ragazze nuovo. Molte non avevano avuto continuità nella scorsa stagione, quindi è un percorso veramente di crescita”.

Il tecnico poi ha aggiunto: “Abbiamo lavorato sui principi di gioco, situazioni che mettono le ragazze a ragionare e a cercare soluzioni in campo, schemi, senza nessun tipo di problema, facendole giocare libere. C’era bisogno di tempo per risolvere queste cose da parte delle ragazze. Le ragazze hanno avuto tutto il tempo necessario con calma e sono uscite”.

Ruggeri ha quindi concluso: “Per noi è veramente una stagione positiva e grazie a loro quattro, al lavoro costante di queste quattro persone, presa anche la società, siamo usciti ad arrivare a questo punto. Ringrazio lavoro dello staff, dal punto di vista fisico, lavoro fatto con l’intensità con la palla. Questo è veramente un successo nostro”.

 

Dove è stata vinta e persa la finale di Women’s Champions League: Arsenal – Barcellona 1-0

Photo Credit: Marco Montrone

L’Arsenal è salito sul tetto d’Europa per la prima volta dopo 18 anni dall’ultimo successo, grazie alla rete di Stina Blackstenius. Nella finale di Lisbona, infatti, le Gunners hanno vinto 1-0 contro le ormai ex campionesse in carica del Barcelona.

Dove è stata decisa la finale secondo allenatori e calciatrici?

Renée Slegers, allenatrice Arsenal: “Quello che abbiamo fatto benissimo oggi è stato usare tutti gli strumenti possibili per accelerare il gioco, per interromperlo, pur rimanendo fedeli al nostro stile di gioco. Questo è stato fondamentale per la vittoria di oggi. Il Barcelona è davvero forte, ma abbiamo cercato di sfruttare i loro punti deboli dove possibile”.

“Avevamo detto in anticipo che il centrocampo del Barcelona era il motore. Quindi volevamo fermarle. Non è stato facile per via della loro qualità, intelligenza e abilità. Sapevamo che l’inerzia della gara sarebbe cambiata. Sapevamo che avremmo potuto soffrire. Il nostro processo decisionale oggi è stato assolutamente incredibile. Abbiamo avuto un’eccellente gestione del gioco”.

Kim Little, capitana Arsenal: “Eravamo concentrate sul compito da svolgere in campo; abbiamo lavorato su cosa sarebbe successo se le giocatrici del Barcelona avessero cambiato posizione o se ci fossero stati dei cambi. Abbiamo avuto continuità durante l’intera partita e, nelle pause di gioco, ci siamo scambiate informazioni importanti. Abbiamo dimostrato convinzione e coraggio”.

“Durante la settimana, abbiamo usato il gioco ‘ombra’ contro noi stesse per capire come fermare il Barcelona. Quando non ha funzionato, lo abbiamo modificato in modo da impedire loro di infilarsi spesso alle nostre spalle e costringerle a giocare più spesso davanti a noi. Ci siamo poi assicurate di essere in ottime posizioni per difenderci in area negli assalti del Barcelona: è stata la perfetta esecuzione di un piano di gioco che, per una calciatrice, è una delle cose migliori che si possano fare”.

Le Gunners festeggiano il gol della vittoria di Stina BlacksteniusGetty Images

Pere Romeu, allenatore Barcelona: “Volevamo più possesso, più controllo. Abbiamo faticato più del previsto a creare la superiorità che volevamo ottenere. Non siamo riusciti a trasformare in chiare occasioni da gol gli spazi che abbiamo creato in ampiezza. Credo che i cross sarebbero potuti essere migliori. È una cosa che non abbiamo fatto benissimo”.

“Oggi ci è mancata precisione nei passaggi; non abbiamo sempre preso le decisioni giuste. Sapevamo che l’Arsenal non avrebbe difeso in profondità, che avrebbe lottato aggressivamente per il possesso palla, e non abbiamo attaccato con sufficiente lucidità quando il secondo tempo ce ne ha dato occasione”.

Aitana Bonmatí, centrocampista Barcelona: “Non siamo state al massimo della forma nel primo tempo. Ci è costato imporre il nostro gioco. Dopo l’intervallo, ho pensato che la partita fosse più facile per noi, ma voglio congratularmi con l’Arsenal perché ha seguito il suo piano di gioco, ha aspettato l’occasione e poi l’ha sfruttata”.

“Il gol dell’Arsenal è nato da un calcio piazzato che non abbiamo difeso bene, ma loro hanno saputo trasformare la loro occasione in gol. Non abbiamo giocato al nostro massimo livello, ma abbiamo dato tutto quello che avevamo. In situazioni del genere, il calcio a volte ti punisce. Dobbiamo andare avanti e usare quello che è successo qui a nostro vantaggio in futuro”.

Dove si è decisa la finale secondo i nostri reporter?

Faye Hackwell, reporter Arsenal: Una difesa organizzata, sostituzioni azzeccate e aver capitalizzato la loro migliore occasione, è stata la chiave del trionfo dell’Arsenal. Le Gunners non hanno permesso al Barcelona di giocare alla sua maniera. Hanno pressato, bloccato e conteso il possesso palla per lunghi periodi alle spagnole.

Le sostituzioni hanno ancora una volta cambiato il corso della partita: le forze fresche hanno avuto un impatto immediato, con Beth Mead e Stina Blackstenius che nell’azione del gol, dopo sette minuti dal loro ingresso, hanno duettato egregiamente prima del gol. La mentalità che l’Arsenal ha maturato durante questa altalenante stagione è emersa in tutta la sua evidenza in finale. Come ha detto Renée Slegers nel prepartita: “La squadra aveva bisogno di essere al meglio”. E oggi, in effetti, lo è stato.

Graham Hunter, reporter Barcelona: dove hanno perso la finale le ex campionesse in carica? Non si può analizzare un risultato come questo senza sostenere ciò che ha detto Aitana Bonmatí, ovvero che l’Arsenal “ha imposto il suo piano di gioco molto meglio”. Il Barça ha semplicemente fatto troppo poco di ciò che lo ha reso ingiocabile in passato.

La trama di passaggi che fa impazzire le avversarie, il controllo del possesso fino a quando l’avversario non si stanca, i passaggi al “terzo giocatore”, l’intelligenza tattica, l’incisività, la precisione e il pressing asfissiante. Tutti questi elementi, per un motivo o per l’altro, sono stati inferiori per qualità, intensità o efficacia rispetto al solito. Hanno perso combattendo, ma useranno questa delusione come carburante per il futuro. In questa finale non hanno giocato al loro massimo livello, sia tatticamente, che fisicamente e tecnicamente.

Parma, Salvatore Colantuono non è più l’allenatore delle gialloblù

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Parma Calcio comunica che, con il termine della stagione sportiva 2024/25, si conclude il percorso di Salvatore Colantuono alla guida della Prima Squadra Femminile.

In due stagioni, Colantuono ha raggiunto il terzo posto nel 2023/24 e, nell’annata appena conclusa, il secondo posto con conseguente promozione in Serie A.

Il Club lo ringrazia per il lavoro svolto e per la professionalità dimostrata, e gli rivolge un in bocca al lupo per il prosieguo della carriera.

Serie A Fabless: TikiTaka avanti di rigore, derby in “semi”. La Kick Off s’arrende con onore

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

TIKITAKA FRANCAVILLA-KICK OFF 6-5 d.t.r. (0-1 p.t., 2-2 s.t.)

SERIE A FABLESS – PLAYOFF SCUDETTO
QUARTI DI FINALE – GARA-3
1)
 PESCARA FEMMINILE-CAGLIARI (gara-1 4-2, gara-2 5-2)
2) TIKITAKA FRANCAVILLA-KICK OFF 6-5 d.t.r. (3-2, 4-6)
3) BITONTO-CMB FUTSAL TEAM (2-1, 7-1)
4) OKASA FALCONARA-LAZIO (5-1, 7-2)

SEMIFINALI – GARA-1 – 01/06 (gara-2 06/06, ev. gara-3 08/06)
X) PESCARA FEMMINILE-TIKITAKA FRANCAVILLA
Y) BITONTO-OKASA FALCONARA

FINALE – GARA UNICA – 15/06
VINCENTE X-VINCENTE Y

Costanza Razzolini, Arezzo: “Campionato bello e complicato con tanti momenti da ricordare”

Choto Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Di questa annata ci sono più momenti che porterò con me. Il primo è il successo sulla Ternana strappato in casa loro. Quella gara ha mostrato quanto la comunione di intenti in campo e il lottare su ogni pallone, come se fosse l’ultimo, possono fare le differenza anche quando si ha il pronostico contro”.
A raccontarcelo è stata Costanza Razzolini attaccante dell’Arezzo che rivivendo i momenti più intensi dell’annata da poco concluso continua: “Il secondo coincide con i tre punti con il Pavia in casa, nel girone di ritorno. Uscivamo da un periodo negativo, dove avevamo inanellato una serie di sconfitte. Avevamo fatto prestazioni decisamente al di sotto delle nostre capacità. Ero infortunata, non avrei potuto scendere in campo, ho provato a trasmettere tutta la mia voglia alle ragazze prima della gara e le ho accompagnate per tutta la partita dagli spalti. Hanno fatto una prestazione che mi ha fatto sentire orgogliosa di essere il loro capitano.
Mi porterò nel cuore anche l’ultima partita di campionato che abbiamo disputato a Genova,  ho segnato due gol che ci hanno portato al pareggio all’ultimo minuto”.

Choto Credit: Stefano Petitti – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La punta delle toscane, poi, sull’annata da poco archiviata continua: “Per me è stato l’anno più complicato della mia carriera, a livello di prestazioni e realizzativo. Aver segnato quei due gol mi ha fatto prendere qualche rivincita verso me stessa, la mia capacità di resistere e di rialzarmi di fronte alle difficoltà. Ho dimostrato a me stessa che se ci credo posso fare la differenza. Ho incontrato alcuni ostacoli a causa di infortuni che non mi hanno permesso di trovare la condizione migliore e trovarmi sempre a mio agio nell’esprimere quelle che sono le mie principali capacità. Questo ha fatto sì che anche il rendimento realizzativo sia stato al di sotto delle mie aspettative. Perciò non sono completamente soddisfatta, ma anche questo anno lo porterò con me”.
Sul torneo di Serie B, invece, la classe ’97 nata a Firenze ci confida: “Questo anno ho visto un campionato bello e complicato, con tre promozioni dirette e tre retrocessioni è stato molto interessante da vivere. Il livello è stato alto e lo ha dimostrato anche il numero di punti che sono stati fatti dalle varie squadre e i risultati che in più di una occasioni hanno ribaltato le aspettative.  L’avversaria più ostica è stata il Parma. Non una squadra imbattibile, che a livello tecnico e fisico aveva qualcosa in più rispetto alle altre formazioni,  complessa da mettere in difficoltà. La partita più complicata da metabolizzare è stata a Lumezzane dove abbiamo perso male 5-0″.

Choto Credit: Stefano Petitti – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il capitano dell’Arezzo, invece, sulla sua squadra evidenzia: “L’ obiettivo principale era la salvezza, che abbiamo raggiunto senza problemi. Ci sarebbe stato anche spazio per togliersi ulteriori soddisfazioni, non sono completamente soddisfatta del cammino che abbiamo fatto perché abbiamo lasciato per strada tanti punti e sprecato più di una occasione per fare risultato e migliorare la classifica. Abbiamo anche vinto contro la prima in classifica quindi qualche piccola soddisfazione ce la siamo presa. Rimane un po’ di amaro perché potevamo fare qualcosa di più”.
Sul gruppo allenato da Ilaria Leoni, poi, la calciatrice che ha indossato la casacca numero 97 delle aretine non ha dubbi: “Siamo state protagoniste sia nel bene che nel male. Abbiamo pagato un po’ di inesperienza nelle partite che abbiamo perso male, siamo state anche capaci di risollevarci e trovare qualcosa in più, dentro noi, nei momenti di difficoltà in cui c’era bisogno di fare un salto in avanti. Un anno di montagne russe che credo abbia creato una bella amalgama”.
In chiusura Razzolini manda un messaggio a compagne e tifosi: “Alle mie compagne faccio i complimenti per non aver mollato ,soprattutto in particolari momenti del campionato. Mando anche un rimprovero perché in alcune occasioni, complice anche l’elevata inesperienza, si sono fatte sopraffare dalle difficoltà perdendo il sorriso che invece è fondamentale per rialzarsi.
Ai tifosi mando un grazie per il sostegno che ci hanno dimostrato tutto l’anno e chiedo un ulteriore sforzo perché se vogliamo fare qualcosa di ancora più bello ci sarà bisogno anche del loro aiuto”.

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