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Riunione del Consiglio Centrale dell’Associazione Italiana Arbitri

Credit: AIA

Un passaggio importante ha poi riguardato il tema della violenza. “Questo è un problema inaccettabile, del quale abbiamo anche avuto più volte un’interlocuzione con la Federazione – ha detto Massini -, bisogna tutti insieme fronteggiare e contrastare in maniera comune e unitaria questo grave fenomeno”. Si è quindi discusso di temi di attualità, sui quali è iniziata una fase di analisi in vista di possibili riforme. “Quello del professionismo arbitrale è un tema fondamentale per il futuro, per il quale ci siamo confrontati anche con gli arbitri della CAN per ascoltarne le rivendicazioni. In questo percorso di riforma, l’AIA dovrà mantenere un ruolo centrale e gli arbitri dovranno essere considerati gli interlocutori principali in quanto ne vivranno in prima persona gli effetti”.

Nel corso dei lavori è stato inoltre fatto  cenno anche al recente ricorso presentato dal Presidente Antonio Zappi al Collegio di Garanzia del CONI, quale ulteriore testimonianza della volontà del Presidente di tutelare, in ogni sede, i propri principi e i propri diritti. Hanno poi preso la parola i Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, del Settore Tecnico Arbitrale, delle Commissioni associative e il rappresentante degli arbitri in attività. Il Vicepresidente dell’AIA Michele Affinito ha quindi illustrato una serie di statistiche, relative all’andamento della Stagione con una comparazione con lo scorso anno, relative all’organico in ogni singola regione con un’analisi su argomenti specifici come il ringiovanimento generale e lo sviluppo del movimento arbitrale femminile. Il consiglio centrale si è infine chiuso con la comunicazione dei numeri, tra promozioni e avvicendamenti, per la composizione degli organici nazionali della Stagione Sportiva 2026/2027.

La Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, un’eccellenza italiana. Gravina: “Averla creata è una delle soddisfazioni più grandi della mia presidenza”

La Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, nata nell’ottobre del 2019, si è presto affermata come un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale: lo testimoniano, per esempio, i ripetuti attestati positivi da parte della UEFA, che l’ha definita un “caso di studio” italiano, e il premio ricevuto al World Football Summit nel 2025. 300 squadre, 3400 calciatrici e calciatori, 1400 partite giocate nell’arco di una stagione: i numeri sono importanti, ma non spiegano tutto. Il mondo della DCP abbraccia i valori più puri dello sport, smuove sentimenti genuini, si basa sulla passione e l’impegno quotidiani. Un mondo in cui ‘inclusione’ non è solo una bella parola: è una realtà che viene vissuta concretamente, giorno per giorno, al di là di ogni barriera materiale e culturale.

E il mondo della DCP è in continua evoluzione: dal 1° gennaio di quest’anno l’attività della Divisione abbraccia anche il calcio Amputati e CP (Cerebrolesi), con le rispettive Nazionali che stanno cominciando a prepararsi per due eventi importanti come il Mondiale e il World Championship, entrambi previsti nel 2026.

Gabriele Gravina è il presidente FIGC che nel 2019 ha istituito l’allora Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: “Aver creato la divisione paralimpica – ha dichiarato Gravina in un’intervista uscita ieri sul Corriere della Sera – è una delle soddisfazioni più grandi della mia presidenza (Gravina ha rassegnato le dimissioni lo scorso 2 aprile, ndr). Il momento più bello degli ultimi giorni sono state le mail e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e supporto”.

Azzurra Corazzi, Arezzo: “Permanenza in categoria segnale positivo. L’obiettivo è ancora vincere”

Photo Credit: ACF Arezzo

Non manca poi così tanto all’archiviazione del percorso di serie C e l’Arezzo procede con positività in una fase a dir poco cruciale. La salvezza già centrata? Non mura la volontà aretina di continuare a mostrare la propria identità, evidenziata fino ad ora tra “up” e “down” stagionali.

Che clima si respira attualmente nello spogliatoio amaranto? A raccontarcelo Azzurra Corazzi, diretta testimone del massiccio lavoro compiuto in tali colori.

A quattro giornate dai titoli di coda del campionato, alla squadra il merito di aver strappato un altro punto nella giocata tra le mura del Venezia. In che misura la programmazione di inizio anno ha risposto, secondo te, alle reali difficoltà di questo percorso, ed in che modo il collettivo ha adattato la sua visione in corsa?

«É stato sicuramente un campionato fatto di alti e bassi, per noi come per tutte (o quasi) le squadre partecipanti. Abbiamo fatto grandi prestazioni con le “big” e siamo cadute con squadre al di sotto di noi in classifica: questo ha fatto sì che la classifica nella parte centrale fosse molto corta e ci ha permesso di credere ogni settimana di poter scalare qualche posizione e di cercare di fare sempre meglio».

In un momento in cui si combatte tra frenesia e calma allo stesso tempo, è possibile fare un punto generale sui segnali positivi che sono stati dati: quali pensi meritino di essere elencati e cosa raccoglierete dell’oggi – perché non si ripeta – per la costruzione del prossimo anno?

«Sicuramente di positivo c’è la permanenza in questa categoria che è un obiettivo mai scontato. L’ACF Arezzo è una società in crescita: sono qui da tre anni e sono testimone dei sacrifici e dei miglioramenti fatti, anche se c’è ancora tanto su cui crescere e lavorare.

L’insegnamento più grande che ci portiamo dietro da quest’anno è forse quello di sapere l’importanza dell’approccio alla partita, dal primo minuto; insieme a questa, quella della cura dei dettagli, a partire dall’allenamento settimanale che, a volte, viene dato per scontato e invece è fondamentale».

Testa all’anticipo della ventitreesima giornata che vi vedrà ospitare il Lumezzane. Sapendo che il margine di errore si è ridotto al minimo, il chiaro obiettivo quale è?

«Come per ogni partita, l’obiettivo è vincere: l’abbiamo fatto all’andata e lo vogliamo fare al ritorno in casa nostra, ma sarà lo stesso fino alla fine del campionato, contro qualunque avversario ci troveremo davanti».

Si ringrazia Azzurra Corazzi e la società tutta per la gentile concessione.

Campionato Europeo Under 19 femminile, secondo turno: qualificate Svizzera, Austria, Germania, Islanda, Polonia, Spagna e Svezia

Austria, Germania, Islanda, Polonia, la Spagna (detentrice del titolo), Svezia e Svizzera si sono unite alla Bosnia ed Erzegovina, paese ospitante, nella fase finale del Campionato Europeo Under-19 femminile UEFA del 2026 , vincendo i rispettivi gironi della Lega A del secondo turno.

Le squadre sono state suddivise in due leghe, come stabilito al termine del primo turno. Le sette vincitrici dei gironi del mini-torneo a sede unica della Lega A si sono qualificate per partecipare alla fase finale, che si terrà dal 27 giugno al 10 luglio, insieme alla Bosnia ed Erzegovina. Il sorteggio si terrà il 22 aprile. Anche le promozioni e le retrocessioni tra i vari campionati venivano decise in vista del primo turno della stagione 2026/27. La Bosnia ed Erzegovina ha partecipato a uno dei due gironi della Lega B disputati tra febbraio e marzo, ottenendo la promozione, sebbene la sua qualificazione alla fase finale fosse già assicurata in quanto paese ospitante.

Gironi del secondo turno degli Europei Under 19

Lega A

• Le sette vincitrici dei gironi si uniscono alla Bosnia ed Erzegovina, paese ospitante, nel torneo finale.
• Le sette squadre classificatesi al quarto posto retrocedono in Lega B per il primo turno della stagione 2026/27.

Gruppo A1
Qualificate per la fase finale: Svizzera (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Galles, Inghilterra
Retrocesse in Lega B: Lettonia

Gruppo A2
Qualificate per la fase finale: Polonia (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Grecia, Belgio
Retrocesse in Lega B: Romania

Gruppo A3
Qualificate per la fase finale: Islanda
Rimangono in Lega A per il primo turno 2026/27: Danimarca, Finlandia
Retrocesse in Lega B: Serbia (paese ospitante)

Gruppo A4
Qualificate per la fase finale: Austria
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Scozia (paese ospitante), Norvegia
Retrocesse in Lega B: Macedonia del Nord

Gruppo A5
Qualificate per la fase finale: Svezia (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Paesi Bassi, Italia
Retrocesse in Lega B: Ucraina

Gruppo A6
Qualificate per la fase finale: Germania (paese ospitante)
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Francia, Slovacchia
Retrocesse in Lega B: Repubblica d’Irlanda

Gruppo A7
Qualificati per la fase finale: Spagna (detentrice del titolo),
Rimangono in Lega A anche per il primo turno 2026/27: Portogallo (paese ospitante), Irlanda del Nord
Retrocessa in Lega B: Ungheria

• La Spagna ha vinto il suo quarto titolo consecutivo la scorsa stagione, battendo la Francia in finale. Italia e Portogallo hanno raggiunto le semifinali, mentre Inghilterra, Paesi Bassi, la Polonia padrona di casa e la Svezia hanno partecipato al torneo finale.
• Grecia, Lettonia e Ucraina hanno iniziato il secondo turno cercando di unirsi alla Bosnia ed Erzegovina padrona di casa nel conquistare il debutto in fase finale. Macedonia del Nord, Irlanda del Nord, Slovacchia e Galles hanno partecipato in precedenza alla fase finale solo in veste di paese ospitante.
• La Lettonia ha fatto il suo debutto in Lega A. Ungheria, Macedonia del Nord, Serbia, Slovacchia, Romania e Ucraina sono state promosse dalla Lega B al primo turno

Lega B

• Le sei vincitrici dei gironi e le seconde classificate con il miglior record contro la prima e la terza classificata del loro girone (Bielorussia) saranno promosse in Lega A per il primo turno della stagione 2026/27. 

Gruppo B1
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Slovenia
Rimangono in Lega B: Estonia, Cipro, San Marino (paese ospitante)

Gruppo B2
Promosso in Lega A per il primo turno 2026/27: Kosovo
Resta in Lega B: Isole Faroe, Lituania (paese ospitante), Moldavia

Gruppo B3
Promosso in Lega A per il primo turno 2026/27: Israele
Resta in Lega B: Bulgaria, Malta (paese ospitante), Kazakistan

Gruppo B4
Promossi in Lega A per il primo turno 2026/27: Bosnia ed Erzegovina (paese ospitante delle finali), Bielorussia (miglior seconda classificata)
Rimangono in Lega B: Lussemburgo (paese ospitante), Armenia

Gruppo B5
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Turchia
Restano in Lega B: Albania (paese ospitante), Montenegro, Liechtenstein

Gruppo B6
Promossa in Lega A per il primo turno 2026/27: Croazia (paese ospitante)
Restano in Lega B: Repubblica Ceca, Georgia, Azerbaigian

• Bielorussia, Bulgaria, Croazia, Estonia, Isole Faroe, Kosovo e Turchia sono retrocesse dalla Lega A al primo turno.

Romania: paura per il CT italiano Massimo Pedrazzini

La nazionale femminile rumena ha debuttato con due vittorie nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo in Brasile, nel gruppo 5 della Lega C. Battute, infatti, la Moldavia per 1-0 e Cipro per 4-0. La Romania ha proseguito il suo percorso con la partita casalinga contro Cipro vinta per 3-0. In rete per le rumene sono andate al 5′ Vlădulescu, che ha sbloccato la gara, mentre nel finale Stancu e Ciolacu hanno chiuso i giochi. Nei giorni precedenti alla gara ad accusare un malore è stato il CT della nazionale femminile della Romania Massimo Pedrazzini.

L’allenatore, infatti, è stato portato via in ambulanza dopo essersi sentito male ed aver accusato un forte giramento di testa. Questo a riguardo l’annuncio diffuso della Federcalcio di Bucarest: “Massimo Pedrazzini ha accusato vertigini all’ora di pranzo, motivo per cui non siederà in panchina nella partita di oggi della nazionale femminile contro Cipro. Al suo posto ci sarà l’allenatrice in seconda della nostra squadra, Iulia Mera. Le condizioni di salute del selezionatore sono stabili e proseguiranno gli accertamenti medici”.

Il tecnico milanese classe ’58, con ottimi trascorsi sia da calciatore che da tecnico in particolare in ambito maschile, è alla guida della nazionale rumena dal 2024, con la quale collaborava in ambito maschile dal 2022. Massimo Pedrazzini vanta trascorsi anche da dirigente.

La Serie B Femminile torna allo stadio ‘Benito Stirpe’: domenica 26 la sfida tra Frosinone e San Marino Academy

Anna Boaretto, Vicenza: “Vogliamo continuare a giocare senza tirarci indietro. La lezione più importante che ho imparato quest’anno? Ecco quale è”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Tutta energia quella che il Vicenza sta incanalando per gli appuntamenti a chiudere il percorso stagionale: da traino in tal senso sono stati i recenti esiti positivi che lo porteranno ad approcciare alla vicina gara domestica contro il Cesena, secondo in classifica.

Una cosa è certa: le biancorosse vogliono portare avanti ulteriori opere sontuose in questa fase, nonostante la presenza in categoria per il prossimo anno sia ormai già certezza: questo e tanto altro nel racconto di Anna Boaretto, ospite alla nostra redazione.

In questi ultimi istanti ad anticipare la fine del campionato, il gruppo ha ritrovato frammenti di fiducia con i due risultati utili consecutivi di fronte a Venezia e Lumezzane, risultati che vi portano a sedere ancora su una giostra di consapevolezza e umiltà importanti. Ponendo quanto fatto ultimamente sotto la lente d’ingrandimento, cosa metteresti in prima linea circa la prestazione e l’approccio?

«Da inizio anno abbiamo lavorato molto sia sull’atteggiamento che sulla nostra identità di gioco; col tempo abbiamo trovato il modo per rendere al meglio e le ultime due partite sono il risultato di questo lavoro. Col Venezia avevamo sicuramente una motivazione in più in quanto la vittoria ci ha garantito la salvezza, mentre la partita col Lumezzane ha dimostrato che siamo una squadra unita, concentrata e consapevole.

La voglia di fare fatica e di sacrificarsi per la compagna non sono scontate, ma quando in una squadra ci si trova tutti a lottare per la stessa cosa, la prestazione diventa una conseguenza».

Sicuramente non giocherete le prossime con il freno a mano tirato, anche perché c’è un intero percorso (più che una posizione statistica) che va onorato. Confermi che il volere collettivo attuale non è tanto fare una semplice replica di quanto messo in chiaro ultimamente, ma mettere in scena un’opera ancora più evoluta per confermare quanto di buono si sta compiendo?

«La volontà di tutte è quella di continuare al meglio il percorso e di giocare senza tirarsi indietro. Ci siamo sempre concentrate sulla prestazione prima e sul risultato poi e continueremo con questa mentalità che sicuramente ci porterà a toglierci altre soddisfazioni.

Non vogliamo accontentarci di quanto fatto finora ed useremo queste ultime partite per continuare a migliorarci».

A farvi visita domenica ci sarà il Cesena. Senza riavvolgere ciò che è rimasto dell’andata tra voi e sapendo che, soprattutto a questo punto del viaggio, l’imprevedibilità è un fattore acceso, come la state preparando?

«Ci stiamo preparando con grande attenzione: da inizio anno abbiamo sempre messo in difficoltà anche le squadre di alta classifica e vogliamo continuare a farlo. Sappiamo di dover affrontare una squadra forte e preparata e che non sarà sicuramente una partita facile; dovremo soffrire ma siamo pronte a farlo rimanendo unite e portando in campo i nostri principi di gioco».

Ogni stagione lascia un insegnamento ma talvolta anche delle utili cicatrici. La lezione più faticosa ed allo stesso tempo preziosa che porterai dietro come eredità di questo lungo percorso in questi colori?

«Da agosto sono cresciuta tanto, mi sento più consapevole dei miei mezzi e più sicura di me stessa. È stata la mia prima stagione in una prima squadra; lasciare Verona dopo otto anni mi faceva paura ma le compagne e i mister che ho incontrato qui a Vicenza mi hanno fatta sentire a casa dal primo giorno.

La lezione più importante imparata quest’anno è stata proprio questa: affrontare il cambiamento senza paura e trarre il meglio da ogni situazione».

Si ringrazia Anna Boaretto e la società tutta per la gentile concessione.

Una spietata Kaptein regala il pari all’Olanda, blocco francese confermato – La 8: “Orgogliosa e felice”

È la risposta autografata Wieke Kaptein a valere il pari arancio nella sfida contro la Francia: alla capitana-leader dei Paesi Bassi il merito di aver annullato il vantaggio bleues, confermando il secondo posto dell’intero collettivo nella graduatoria del percorso di qualificazione ai prossimi mondiali.

Un 1-1 indolore, quindi, che rimarca la grande forza della squadra, ancora una volta dimostrata davanti ad una formazione francese preparata e ricca di spiccate individualità. In attesa di scoprire il verdetto del faccia a faccia che vedrà la stessa affrontare l’Irlanda il 5 giugno (già affrontata e buttata giù con un 2-1 trovato tra 20’ e 82’) ed il 9 la Polonia, appare carica di emozione la reazione della calciatrice numero 8 (autrice del goal regala equilibrio recente) che, coinvolta in un veloce post gara dalla stessa società, ha riferito, senza mezzi termini: “posso dire che sono davvero tanto orgogliosa della squadra e del punto acquisito. È incredibile aver fatto questo lavoro proprio in un campo del genere, ma adesso dobbiamo concentrarci sulle prossime contro Irlanda e Polonia; ancora non abbiamo terminato, ma c’è da essere felici per la performance”.

Occhi puntati sul fiato delle avversarie collocate appena sotto nel gruppo B: Francia a -1, Irlanda a -2 e reduce da due risultati utili consecutivi. Saranno questi a far paura alle ragazze gestite dal tecnico Arjan Veurink? Al momento a prevalere è l’ottimismo, evidenziato proprio dalla stessa guida che ha parlato di 4 punti raccolti importantissimi, nonostante l’assenza di ben sette profili, ormai punti fermi della squadra (vedi Miedema).

Veurink ha, poi, elogiato la difesa, definendo la Kaptein menzionata precedentemente “capitana dei sogni e del futuro”; alla fine non è mancato il messaggio positivo: “siamo sulla strada giusta. Non resta che confermare quanto fatto finora”.

Finale di UEFA Women’s Champions League, Maren Mjelde nominata ambasciatrice

Ambasciatrice Maren Mjelde, ex nazionale norvegese

Maren Mjelde, ex stella del Chelsea e della nazionale norvegese, è stata nominata ambasciatrice della finale di Women’s Champions League. In 20 anni di onorata carriera, la giocatrice nata a Bergen si è distinta sia in difesa che a centrocampo, collezionando 183 presenze e segnando 20 gol con la Norvegia. Ha partecipato a cinque edizioni di UEFA Women’s EURO, collezionando tre presenze alla fase finale del 2025 in Svizzera.

Con il Chelsea, Mjelde ha vinto cinque campionati, quattro FA Cup, due Coppe di Lega, la Spring Series e il Community Shield. Uno dei suoi momenti più memorabili risale alla stagione 2018/19, quando ha segnato il gol della vittoria nel recupero contro il Paris Saint-Germain e ha portato le Blues in semifinale di Women’s Champions League. In 39 presenze nella competizione ha segnato 10 gol con tre club: Turbine Potsdam, Avaldsnes e Chelsea. Attualmente, Mjelde gioca nell’Arna-Bjørnar, il club della sua città.

Haiti, Giamaica e Messico si qualificano per la Concacaf Women’s Championship

Credit Photo: UK Sports Pics Ltd/Alamy
Costa Rica, El Salvador, Haiti, Giamaica, Messico e Panama hanno staccato il pass per la Concacaf Women’s Championship 2026, dove raggiungeranno le quattro volte campionesse del mondo degli USA e il Canada nel torneo di qualificazione per la Coppa del Mondo Femminile FIFA Brasile 2027.

Il campionato si svolgerà tra novembre e dicembre 2026 e inizierà direttamente dalla fase dei quarti di finale. Tutte e quattro le semifinaliste si qualificheranno per la Coppa del Mondo Femminile FIFA 2027. Le squadre sconfitte ai quarti di finale disputeranno invece dei match di Play-Off per determinare le due nazionali che parteciperanno al Torneo di Play-off della FIFA.

Sei delle partecipanti al Championship 2026 sono reduci dalla Coppa del Mondo 2023 in Australia e Nuova Zelanda: Canada, Costa Rica, Haiti, Giamaica, Panama e USA. Il Messico sta cercando di qualificarsi per il suo primo Mondiale dal 2015, mentre El Salvador partecipa per la prima volta in assoluto al Concacaf Women’s Championship.

Costa Rica

Le Ticas hanno conquistato il primo posto nel Gruppo C in modo impressionante, vincendo tutte e quattro le partite e chiudendo con una differenza reti di +32. La ciliegina sulla torta è stata il trionfo per 3-0 sul Guatemala nell’ultima giornata, che ha cementato il loro posto nel W Championship. Le centroamericane sono state trascinate da una Priscila Chinchilla in formissima, autrice di ben 12 gol, di cui sette messi a segno nel travolgente 21-0 contro le Isole Cayman. La Costa Rica andrà a caccia della sua seconda qualificazione consecutiva alla Coppa del Mondo Femminile, la terza in totale.

El Salvador

El Salvador ha raggiunto il W Championship per la prima volta nella sua storia dopo aver conquistato il primo posto nel Gruppo F. Si tratta di un traguardo incredibile per Las Cuscatlecas che, solo otto anni fa, durante le qualificazioni per Francia 2019, chiusero la prima fase senza vittorie e con una differenza reti di -15. L’allenatore Eric Acuña è stato l’architetto di questa ascesa, e la vittoria per 2-0 di venerdì in casa di Trinidad e Tobago ha sancito il passaggio del turno. Mentre a centrocampo si è distinta Brenda Cerén con cinque reti (inclusa la doppietta decisiva contro Trinidad e Tobago), è stata la difesa a compiere l’impresa, non concedendo nemmeno un gol nelle tre partite disputate.

Haiti

Dopo aver debuttato alla Coppa del Mondo Femminile in Australia e Nuova Zelanda 2023, Haiti tornerà in corsa per un altro posto nelle finali mondiali, dopo aver superato la sfida con la Repubblica Dominicana per raggiungere il W Championship. Un pareggio per 1-1 venerdì sera, con una rete di Sherly Jeudy, è bastato a Les Grenadières per avere la meglio sulle dominicane nel Gruppo D. Le isolane sono note per il loro attacco guidato da Melchie Dumornay e Nérilia Mondésir, ma in questa fase iniziale di qualificazione è stata la loro difesa a salire in cattedra. Haiti ha infatti concesso un solo gol nelle quattro partite disputate.

Giamaica

Le Reggae Girlz sono tornate e punteranno alla terza fase finale mondiale consecutiva, dopo aver blindato il primo posto nel Gruppo B. La compagine caraibica ha mostrato un grande carattere, rimontando lo svantaggio iniziale fino a ottenere una vittoria per 3-2 contro il Nicaragua a Managua, prima che il 2-0 contro la Guyana nell’ultima giornata chiudesse definitivamente i giochi. Non sorprende che il cuore pulsante di tutto sia stata la prolifica attaccante Khadija ‘Bunny’ Shaw, che ha chiuso il turno di qualificazione con nove reti, inclusa la doppietta decisiva nella fondamentale vittoria contro il Nicaragua.

Messico

Desideroso di tornare alla sua prima Coppa del Mondo Femminile dai tempi di Canada 2015 (la quarta in totale), il Messico ha dovuto lottare con Porto Rico per aggiudicarsi il Gruppo A. Le due squadre si sono affrontate in uno scontro diretto nell’ultima giornata, dove El Tricolor ha fatto bottino pieno trionfando per 6-0. Charlyn Corral è stata sensazionale come sempre, raggiungenfo la cifra di 13 gol, tra cui i sette messi a segno nella vittoria per 14-0 contro Saint Vincent e Grenadine; dove altrettanto brillante è stata Lizbeth Ovalle, autrice di tre reti.

Panama

Panama torna al W Championship con l’obiettivo puntato sulla seconda partecipazione consecutiva alle fasi finali mondiali. Las Canaleras non hanno lasciato spazio a dubbi nel Gruppo E, volando verso quattro vittorie in altrettante partite e suggellando il percorso con un successo per 3-0 contro Cuba nell’ultima giornata. Ericka Arauz ha messo a segno una doppietta contro le cubane arrivando a quota quattro gol totali, mentre Riley Tanner è andata a segno in ciascuno dei primi tre incontri disputati da Panama.

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