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Cecilia Barca carica la Lazio: “Il pareggio col Bitonto? Un punto di partenza”

“Osservare questo sport da fuori mi ha dato un offerto punto di vista, molto meno scontato. Non potendo correre, ho lavorato tanto sulla testa e sulla tecnica individuale, adesso ho una consapevolezza diversa. È come se vivessi tutto amplificato, entro nel palazzetto con lo stesso entusiasmo di una bimba che va al parco giochi”.
Sulle montagne russe, per la precisione. Così com’è stato nel pirotecnico 3-3 con cui le biancocelesti hanno fermato il Bitonto.
“La più dura delle rivali. Conosciamo tutte le loro altissime capacità individuali, noi – invece – abbiamo ancora tanto da dimostrare: abbiamo inserito Jokisalo, una ragazza d’oro, e ritrovato Vanessa, che alle qualità tecniche ha aggiunto qualità umane ancora maggiori. Con Pepe, poi, abbiamo completato un reparto portieri che conta già Luzi, Farinelli e Umbro. Ma siamo una realtà in divenire e siamo entrate in campo pensando solo a darci una mano, sapendo che sarebbe stata una partita di grosso sacrificio, dall’inizio alla fine”.

 

E se l’ultima “x” in una partita con le leonesse risale al mese di gennaio del campionato 22-23, l’ultimo disputato dal capitano prima del lungo stop, significa che nessuno sforzo è stato vano.
“Ma non lo vediamo come un punto d’arrivo, è anzi un punto di partenza per far capire che tipo di squadra saremo. Suonerà come una frase banale, eppure – appena è iniziata – abbiamo capito subito che sarebbe stata una stagione diversa dalle altre, perché si respira aria di grande serenità. Se manterremo questa mentalità, i risultati arriveranno di conseguenza”.
Un discorso valido tanto per la femminile che per la maschile, capolista solitaria del girone B della Serie A 2 Élite. “Eravamo al palazzetto sabato, così come loro ci sono sempre per noi. Il derby con la Roma? Sotto 2-4, l’hanno spuntata 6-4. Questi siamo noi, gente che non molla mai”.

Greta Di Luzio, Cesena: “Qui ho trovato l’ambiente giusto. Con perseveranza raggiungeremo risultati importanti”

Photo Credits: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Cesena ha da poco cominciato la sua settima stagione in Serie B e, dopo sette giornate di campionato, occupa l’ottava posizione insieme ad H&D Chievo Women e Res Women con nove punti.
La squadra allenata da Alain Conte, dopo il 3-1 subito sul terreno della Freedom di quasi due settimane fa, si prepara a tornare in scena al termine della sosta delle Nazionali affrontando domenica in casa l’Arezzo per l’ottavo turno e, in attesa della sfida contro le aretine, abbiamo intervistato Greta Di Luzio, attaccante classe ’99 con un passato nel San Marino Academy, Como Women e Parma e che, al suo primo anno con le cesenati, ha già messo a referto cinque reti nel torneo cadetto in corso.

Greta, cosa ti ha portato per questa stagione a far parte del Cesena?
«Ho scelto Cesena perché, dopo un anno un po’ complicato a causa dell’infortunio, volevo rimettermi in gioco e iniziare una nuova sfida stimolante. Conoscevo già il mister e parte dello staff che mi ha allenato a San Marino cinque anni fa e conosco il modo in cui lavorano: è l’ambiente giusto per me in questo momento».

Il Cesena si trova in ottava posizione dopo sette turni di Serie B. Come giudichi il percorso della tua squadra sino a questo momento?
«Purtroppo, la classifica non rende giustizia al lavoro che abbiamo fatto finora: abbiamo seminato tanto ma raccolto pochi punti, ma sono sicura che con perseveranza riusciremo a raggiungere risultati importanti».

Tu hai segnato, in questo momento, cinque gol in campionato ma, probabilmente, questi numeri saranno sicuramente migliorati…
«Sono contenta di aver contribuito ai risultati di squadra segnando alcuni gol, ma ho ancora tanta fame e voglia di migliorare».

Affrontiamo la gara persa domenica scorsa contro la Freedom: al di là del risultato, che indicazioni hanno lasciato a te e alle tue compagne al termine della gara disputata contro le cuneensi?
«La partita con la Freedom è stata una partita combattuta dove gli episodi hanno determinato il risultato. Purtroppo, non siamo state abbastanza incisive nelle diverse occasioni che abbiamo avuto: dobbiamo diventare più ciniche».

La sosta delle Nazionali sta giungendo al termine e la Serie B tornerà in campo, dove il Cesena ospiterà l’Arezzo. Secondo te, cosa non bisognerà sottovalutare di questa partita?
«La Serie B è diventata un campionato sempre più competitivo e ha dimostrato che nessuna partita va sottovalutata; quindi, manterremo la concentrazione al massimo durante i novanta minuti, non dobbiamo calare nemmeno un momento».

Qual è, dal tuo punto di vista, la squadra rivelazione di questa prima parte di Serie B?
«Sicuramente, la Freedom è una squadra che sta raccogliendo molti punti e che sta facendo bene, nonostante non fosse tra le più quotate».

L’Italia, nelle due amichevoli, ha battuto Malta e pareggiato con la Spagna: questi risultati possono essere di buon auspicio in vista degli Europei 2025?
«Gli ultimi risultati della nazionale hanno messo in luce il miglioramento del calcio femminile in Italia, ma non bisogna sedersi su questi risultati e continuare a lavorare per diminuire il divario con il calcio dei grandi campionati europei».

Quali sono i sogni che ti piacerebbe ancora realizzare?
«Il mio sogno sarebbe indossare la maglia della nazionale italiana e tornare a disputare il campionato di Serie A, perché no, con il Cesena visto che sono molto legata a questa terra».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Cesena in vista della sfida di domenica con l’Arezzo?
«Non serve che dica molto. Sappiamo già che dovremo fare una grande prestazione e portare a casa punti che sono fondamentali per accorciare le distanze dalle squadre sopra di noi in classifica. Siamo determinate».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Cesena FC Femminile e Greta Di Luzio per la disponibilità.

Parma da record: unica squadra in Italia ancora senza gol subiti. Guida Pondini, rinata dopo quattro operazioni: “In campo con coraggio, mai con la paura”

Photo Credit: Andrea Barani - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Considerando i campionati di Serie A, B e C italiani, maschili e femminili, c’è una squadra che deve ancora subire il primo gol della sua stagione: è il Parma, capolista in Serie B Femminile e atteso domenica dalla trasferta di Roma sul campo della Res Women. E nel Parma c’è una giocatrice che, suo malgrado, detiene forse un altro record, anche se più difficile da verificare. Giada Pondini, centrocampista delle gialloblù, nata in Romagna ma ormai trasferitasi in Emilia, ha dovuto subire quattro operazioni alle ginocchia. Tante e tanti avrebbero mollato, Giada no: è ancora lì a dirigere il centrocampo della squadra di Colantuono.

Le ricordo con piacere – racconta Giada, protagonista della nuova puntata di FACES, il format di FIGC Femminile che racconta le storie delle protagoniste dei campionati – se sono diventata quella che sono è grazie a quei momenti. Ogni infortunio è stato un insegnamento che mi ha fortificata“. Uno, in particolare, è stato più duro degli altri, perché arrivato all’inizio del 2020, poche settimane prima dello scoppio della pandemia: “Crociato, menisco e collaterale. Ma con l’inizio del Covid mi sono trovata costretta a fare fisioterapia da sola, in videochiamata. Avendo già avuto tanti infortuni, però, sapevo cosa c’era da fare: posso dire di aver recuperato da autodidatta. E in quel periodo mi sono messa a studiare scienze motorie: un giorno vorrei aiutare io gli sportivi nella riabilitazione dopo gli infortuni“.

E, molto spesso, i ricordi che fortificano rimangono scritti sulla pelle. “Mi sono tatuata la parola ‘coraggio’, perché per tornare in campo ce ne vuole. Parlo però di coraggio e mai di paura, che ogni giorno può essere l’arma che può farti far male di nuovo. Ho la spensieratezza di una bambina nonostante abbia iniziato a giocare a calcio da più di 20 anni: se mi mettessi a pensare a quello che mi è successo non entrerei più in campo“.

Giada invece ci entra eccome: la differenza col passato sta nella categoria, perché Pondini quest’anno entra sui campi di Serie B dopo aver giocato al piano di sopra vestendo le maglie di San Zaccaria e Sassuolo. “Ho iniziato nel campetto sotto casa, poi con la scuola calcio del mio paese (Bagno di Romagna, ndr), poi ancora nella Sampierana, a San Piero in Bagno. A 15 anni la prima squadra femminile, il Castelvecchio, da cui ha avuto origine il Cesena, poi San Zaccaria e Sassuolo, fino alla chiamata del Parma. Me ne avevano già parlato bene: il presidente Krause ci segue spesso, anche in trasferta. Il primo giorno, a pranzo, ci ha detto: ‘Se avete bisogno di qualsiasi cosa, chiedetela’. E’ un club che merita la Serie A, speriamo di raggiungerla“.

Chiedono a Giada anche le compagne più giovani, perché comunque l’esperienza è tanta: “Se mi sento una leader? Sì, perché sento che le compagne cercano consigli e li prendono in maniera costruttiva. Capitò anche a me di chiederli a giocatrici più esperte: la mia leader è Refiloe Jane, Fifì, con cui ho giocato nel Sassuolo. Una leader silenziosa, che con la sola presenza mi insegnava qualcosa, anche senza parlare“. Pondini aveva iniziato da regista (“E infatti il mio idolo è sempre stato Andrea Pirlo”), ma con il tempo ha cambiato mansioni in campo. E nel record del Parma c’è il lavoro del portiere, della difesa, ma di tutta la squadra: “La nostra filosofia è quella di difendere attaccando in avanti. Ogni volta che perdiamo palla abbiamo fame di riconquistarla. Sapevamo di poter fare bene: un po’ di sorpresa nel vederci prime a punteggio pieno (insieme alla Ternana, ndr) c’è, ma i risultati sono frutto della nostra consapevolezza“.

La stessa che Pondini ha acquisito con le esperienze di vita e con gli insegnamenti non solo di Pirlo in campo: “Apprezzo il modo con cui Sofia Goggia ha superato i suoi infortuni: è un simbolo di forza, che mi ha ispirata e mi ha fatto capire che nella vita tutto è possibile“. Al resto, oltre al calcio, ci pensa la lettura: “Ho appena iniziato ‘Quando inizia la felicità’, di Gianluca Gotto. Quando inizia la mia? Quando vado in campo“.

LE ALTRE PARTITE
Sarà l’altra capolista, la Ternana Women, ad aprire l’ottava giornata del campionato di Serie B Femminile, che torna dopo la sosta per gli impegni delle nazionali: la squadra di Cincotta affronta l’Hellas Verona alle 12, con le altre partite – tutte in diretta sul canale YouTube di FIGC Femminile – in programma alle 14.30. Quella più interessante è Bologna-Freedom, in una domenica completata anche da Brescia-San Marino Academy, Cesena-Arezzo, H&D Chievo Women-Genoa, Lumezzane-Vis Mediterranea e Pavia Academy-Orobica.

Lesmo battuto, a testa alta, dalla capolista Moncalieri

Photo Credit: Pagina Facebook FC Lesmo Monza e Brianza
Sconfitta di misura per le ragazze di Andrea Ruggeri, fermate tra le mura di casa dalla capolista Moncalieri sul 2-1 in favore delle piemontesi. Una sfida che racconta di un Lesmo all’altezza di una delle squadre più quotate della categoria, con il difetto di una fase realizzativa poco cinica. Moncalieri che a conti fatti riesce ad essere più concreta in fase offensiva, a contrario delle nostre che creano sì tanti pericoli, raccogliendo però un solo gol.
Fase iniziale di sostanziale equilibrio, spezzato dalla bella giocata di Ostini a servire in area Ferraro, che a tu per tu contro Milone calcia alto sprecando una grossa palla gol. Da qui cresce la produzione offensiva del Moncalieri, che sfrutta una serie di palle inattive che producono in finale contratto caratterialmente e tecnicamente da parte delle nostre. Da qui l’uscita sbagliata dal basso che favorisce un recupero alto delle piemontesi, che sviluppano sugli esterni per andare a trovare a centro area Correale che riesce a vincere il duello aereo con Chignoli, appoggiando la palla dell’1-0 sui piedi di Miglionico.
“È la dura legge del gol” cantava Max Pezzali, citazione che si sposa alla perfezione con l’avvio di ripresa delle nostre, che ritrovano il buon palleggio che ci ha caratterizzato nelle ultime uscite, trovando una grossa occasione per il pareggio con lo scarico di Mariani sui piedi di Ferraro che dalla sinistra a tu per tu con l’estremo difensore avversario spara alto. Moncalieri che sul ribaltamento di fronte si affida ai piedi di Ceppari che con una bella serpentina riesce ad alzare palla sul secondo palo dove Mellano ha vita facile nel ribadire a rete.
Lesmo che però non demorde, trovando subito dopo il gol di Gatti, ed una serie di cambi che portano ad una maggiore produzione di palle gol, non finalizzate spesso per una questione di centimetri. Moncalieri che poi a seguito dell’espulsione di Trapani cambia totalmente il suo piano partita andando a difendere con le unghie e coi denti i tre punti, contro un Lesmo che non riesce a sfondare il muro avversario. Prossima sfida, domenica 3 Novembre, con la trasferta ligure sul campo dello Spezia.

BEYOND, oltre il calcio: il Como Women lancia un’innovativa iniziativa dedicata alle calciatrici

Photo Credit: Como Women
Andare “oltre” il calcio: è questa la nuova iniziativa lanciata dal Como Women e dedicata alle sue giocatrici, con una serie di incontri formativi pensati per prepararle al futuro dopo la carriera sportiva, fornendo strumenti preziosi per affrontare la vita oltre il calcio.
Questo format, unico nel suo genere, è stato chiamato proprio così, “BEYOND“: è questa la parola chiave dell’iniziativa organizzata dal Club e che dà il nome ad una serie di eventi volti a trasferire alle calciatrici le esperienze di ospiti d’eccezione, legati al mondo dello sport e non solo. Il format con panel interattivo, coordinato dalla CEO del Como WomenElena Mirandola, ha esordito il 31 ottobre con l’ex pallavolista Sonja Percan, ospite per la prima volta nel centro di allenamento della squadra.
Sonja, dopo un’eccezionale carriera nel mondo della pallavolo nelle massime divisioni, è riuscita ad emergere in un contesto professionale completamente differente, arrivando a ricoprire ora il ruolo di Senior Program Manager in Amazon Web Services. Networking, sfide, senso di identità, successi e fallimenti: queste alcune delle tematiche affrontate nel corso del primo incontro.
Perseveranza e sfide
Il consiglio che do alle ragazze è di esplorare ed essere curiose – ha esordito così Sonja Percan nel corso del panel – quando si è giovani non si pensa concretamente al proprio futuro dopo la carriera sportiva e spesso non si hanno le idee chiare su cosa può interessare e piacere al di là dello sport praticato. Il segreto è sperimentare, studiare e spendere al meglio il tempo libero fuori dagli allenamenti“.
Soft skills e networking
Le soft skills, o competenze trasversali, rivestono un ruolo cruciale nel mondo dello sport e si rivelano altrettanto fondamentali nel contesto lavorativo. “Ho preso le doti che ho imparato nello sport e le ho trasferite nel mondo del lavoro, trattando il nuovo ambiente lavorativo come una nuova squadra. Essere abituata a fare gruppo mi ha aiutata a creare relazioni e ad avere fiducia nel team e nelle persone con cui ho iniziato a lavorare nel post-carriera sportiva. Lo sport vi insegna tantissimo e forse nemmeno ve ne rendete conto“.
Identità
Quanto è difficile lasciare andare l’atleta e iniziare una nuova vita? “All’inizio è stato difficile rinunciare alla Sonja pallavolista. Uscire dal mondo dello sport non è semplice. Bisogna saper gestire il fatto di non essere più un’atleta: una volta che esci da questo mondo diventi Sonja e non sei più Sonja Percan la pallavolista. Bisogna essere brave a gestire questo cambiamento che spesso arriva dopo i 30-35 anni, in un’età in cui hai racimolato esperienza come atleta, ma non nel mondo del lavoro”“.
Opportunità e obiettivi
Questa iniziativa è allineata alla missione del Como Women e più ampiamente di Mercury/13 di creare per le nostre giocatrici una piattaforma interamente dedicata al loro sviluppo e al raggiungimento dell’eccellenza, sul campo e fuori” racconta Elena Mirandola, CEO del Club. “Gli argomenti che verranno trattati durante questa serie di incontri, sono stati guidati dai feedback che abbiamo ricevuto dalle giocatrici stesse, che hanno espresso quasi all’unanimità la volontà di approfondire tematiche legate a come costruirsi una carriera post-professionismo. Molte di loro sono ancora molto giovani, e credo che dar loro gli strumenti per iniziare a strutturare il loro futuro, abbia un enorme valore e le possa aiutare ad essere più sicure di sé stesse“.

A Martina Molinaro il Premio alla memoria della prima donna Presidente della Regione Calabria

Credit: AIA

Si è tenuta sabato pomeriggio, presso il Palazzo della Cultura di Pizzo, la terza edizione del Premio ‘Jole Santelli’, riconoscimento culturale diretto da Mariangela Preta, con il quale ogni anno si ricorda la prima donna Presidente della Regione Calabria, innamorata della sua terra e delle sue radici. Presenti all’evento, condotto da Francesca Russo, Paola e Roberta Santelli, sorelle della compianta Jole; il Ministro per la Famiglia, Natalità e Pari Opportunità Eugenia Roccella; il Sottosegretario di Stato Wanda Ferro.

A ricevere il premio, realizzato da Spadafora Gioielli, sono state donne di cultura e delle istituzioni che si sono particolarmente distinte nel proprio operato. Tra le donne premiate si annovera l’arbitro internazionale Martina Molinaro, della Sezione AIA di Lamezia Terme.

Ad aprire la serata il Sindaco di Pizzo Sergio Pititto, associato della Sezione di Vibo Valentia e osservatore di Serie A, che ha espresso grande soddisfazione nel poter ospitare nella sua città una importante manifestazione culturale con tante premiate d’eccezione.

Tra le autorità presenti alla cerimonia il Prefetto della città di Vibo Valentia Paolo Giovanni Grieco, il Vicepresidente della giunta regionale Filippo Pietropaolo e alte autorità militari e civili. A premiare Martina è stato Sergio Pititto, con questa motivazione: “Ha contribuito allo sport e alla giustizia sportiva, garantendo partite equilibrate e imparziali. La sua dedizione e competenza sono state riconosciute a livello internazionale”.

“Ogni arbitro deve essere imparziale, preparato e responsabile, d’altronde come un buon cittadino. Questo concetto deve essere portato avanti soprattutto da noi calabresi per far fiorire una terra importante e valida come la nostra, così come faceva Jole”, ha detto l’entusiasta Martina, che ha dedicato il Premio alla sua famiglia, alla sua Sezione, “che la sostiene sempre in ogni partita e in ogni ambito”, e alla Calabria, “sempre nel cuore in ogni trasferta”.

Maria Grazia Ladu, Lumezzane: “Avvio impegnativo, ma c’è del valore in questa squadra. Il mio sogno? La Serie A e la Nazionale”

Photo Credits: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Lumezzane è entrato per la prima volta nella sua storia nel salotto della Serie B e, in vista dell’ottava giornata, si trova all’undicesimo posto (piazzamento condiviso con Hellas Verona, San Marino Academy ed Orobica) con sette punti, un percorso frutto di due vittorie, un pareggio e quattro sconfitte.
La formazione allenata da Nicoletta Mazza viene dalla sconfitta rimediata 3-0 in trasferta contro il Parma e, una volta terminata la pausa delle Nazionali, incontrerà il fanalino di coda Vis Mediterranea al “Saleri” di Lumezzane. A parlare con noi in vista della sfida tra le valgobbine e le campane è Maria Grazia Ladu, attaccante classe ’01 che, in passato, ha giocato nella Torres e nel San Marino Academy e ha scelto per questa stagione di indossare la maglia delle lumezzanesi.

Maria, in che modo ti sei innamorata del pallone?
«È una passione che mi porto dietro da quando sono nata, ho iniziato a muovere i primi passi già con una palla tra i piedi. Passavo interi pomeriggi a giocare a calcio per strada con i miei vicini di casa e i miei amici, anche mio padre ha sempre giocato e posso dire che mi abbia trasmesso questa grande passione che ci lega».

La tua carriera calcistica è legata agli anni passati con la Torres. Cos’è stato per te giocare in una società che ha fatto la storia del calcio femminile italiano?
«Ho passato nove anni alla Torres, dalle giovanili fino ad arrivare in prima squadra dove ho anche potuto fare gli allenamenti con la seria A prima che fallisse. Per me è sempre stata CASA, sono cresciuta e maturata tanto in quegli anni, ho avuto l’onore si indossare la fascia da capitano per diversi anni e sarò sempre grata per questo».

Cosa ti ha spinto, quest’anno, a giocare per il Lumezzane?
«Il progetto Lumezzane quest’anno mi ha colpita subito, una squadra neo promossa con le idee e molto chiare e un progetto serio, sapevo che ci sarebbe stato tanto da lavorare soprattutto perché il gruppo era stato rinnovato e per molte sarebbe stato il primo anno in B, mi sono messa subito a disposizione della squadra pronta a dare il mio contributo».

L’avvio di stagione del Lumezzane, che è undicesimo con sette punti, è in linea con le tue aspettative?
«L’avvio è stato bello impegnativo, abbiamo affrontato sino ad oggi quasi tutte le top del campionato e portato a casa questi punti ci spinge a continuare a lavorare bene come stiamo facendo perché sappiamo il valore che c’è in questa squadra».

Parliamo della gara persa domenica scorsa contro il Parma: al di là del punteggio finale, che consapevolezza ha lasciato a te e alle tue compagne al termine della partita giocata contro le ducali?
«Sapevamo che la gara contro il Parma sarebbe stata difficile, è una squadra di un altro livello in questo campionato ma noi siamo andate lì per fare la nostra gara. Il primo tempo abbiamo giocato un’ottima partita, poi dopo si è vista la differenza com’è giusto che sia, ma siamo uscite dal campo a testa alta consapevoli del nostro valore».

Maria Grazia Ladu in azione con la maglia del Lumezzane (Photo Credit: FC Lumezzane)

La Serie B è rimasta ferma per gli impegni delle Nazionali. Quanto è importante, dal tuo punto di vista, avere questa sosta?
«Queste soste sono molto importanti secondo me sia per dare fare il punto della situazione e capire quali sono i punti su cui si deve lavorare di più sia per staccare un attimo le batterie e passare un po’ di tempo in famiglia che è molto importante».

Domenica il Lume ospiterà la Vis Mediterranea e l’avversaria, sebbene sia ultima in classifica, non è per nulla da sottovalutare.
«Assolutamente, nessuna squadra è da sottovalutare in questo campionato. Queste partite sono fondamentali, ogni squadra deve fare punti e queste sono le partite in cui dobbiamo dimostrare chi siamo».

Cosa pensi della Serie B di quest’anno?
«La Serie B cresce di anno in anno, il livello si è alzato ancora di più rispetto all’anno scorso e questa è una bella cosa, il movimento è in crescita. Sicuramente c’è una notevole differenza tra alcune squadre ma tutte, comunque, se la giocano ogni domenica».

Parlando di Serie B, c’è anche il San Marino Academy, dove hai militato per un biennio. Cosa ti ha dato la maglia delle Titane?
«San Marino per me è stata un’esperienza che mi porterò dentro per tutta la vita. È stata la prima volta molto lontana da casa e questo mi ha fatta crescere ancora di più e devo ringraziare la società per come mi ha accolta. Ho conosciuto delle persone a cui sono tanto legata, non è stato facile andare via».

L’Italia ha affrontato in amichevole Malta e Spagna: da queste due amichevoli, che indicazioni ha tratto sulle Azzurre in vista degli Europei del prossimo anno?
«La Nazionale ha fatto un passo importante ultimamente, credo che sia una squadra che può dimostrare tanto e togliersi molte soddisfazioni. Sono state due amichevoli positive sicuramente, soprattutto il pareggio contro la Spagna che è stata campione del mondo».

Secondo te, cosa deve fare il movimento per stare al passo con le altre nazioni?
«Il movimento in Italia sta crescendo sempre di più, ma è ancora lontano da quello delle altre nazioni. Sicuramente il professionismo è stato un salto molto importante che ha dato una svolta».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«La mia vita fuori del campo è improntata maggiormente sullo studio. La mattina vado in palestra e poi mi dedico allo studio, in questo momento sto facendo un master in genetica e epigenetica nutrizionale».

Quali sono i sogni che ti piacerebbe realizzare?
«Il mio sogno è quello di salire di categoria e di rivestire la maglia della Nazionale».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Lumezzane in vista della sfida di domenica con la Vis Mediterranea?
«Dobbiamo affrontare la partita come abbiamo giocato quelle contro Ternana e Parma che sono le squadre più forti del campionato: abbiamo dimostrato di poter giocare bene e di avere le qualità».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Lumezzane ed Maria Grazia Ladu per la disponibilità.

Rebecca Gonnet, Independiente Ivrea: “Vivo il presente con la speranza di vestire questa maglia per tanto tempo ancora”

Photo Credit: Vincenza Dellisanti

Un’altalena di risultati quella sulla quale momentaneamente sembra essersi posata l’Independiente Ivrea: la squadra piemontese, pur volenterosa di rispondere bene alle sollecitazioni del tecnico Pitzalis, sta incontrando non poche difficoltà in un cammino sempre più irto di colpi di scena.
Tra avversarie organizzate alla ricerca di continuità in termini di rendimento, la stessa formazione vuole dimostrare di avere tutti gli strumenti e le capacità per potersi mettere in mostra in un contesto di alto livello e competitività come quello in cui è stata inserita; un girone, quello A, ancora una volta di evidente complessità e di importante appeal.

E mentre le orange si preparano al prossimo scontro atteso tra le mura domestiche, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Rebecca Gonnet, pedina di centrocampo classe 2000 della realtà tutta piemontese.
Ecco cosa la calciatrice ci ha raccontato.

Benvenuta Rebecca! Quest’anno sei rimasta in Piemonte, confermando la tua presenza a Ivrea dopo qualche anno consistente negli stessi colori ed un passato in maglia Torino.
Quali sono le tue sensazioni a campionato ormai inoltrato? Come vedi questa competizione e questo girone?

Il mio percorso a Ivrea è iniziato quattro anni fa, proprio dopo il viaggio precedente col Torino durato sei tra serie B e C; la destinazione arancionero è arrivata un po’ per caso ma le mie sensazioni non hanno sbagliato.

Quello attuale è un campionato difficile e competitivo, ma con meno squadre destinate alla serie B rispetto allo scorso anno.
Noi siamo partite col piede giusto, seppur la prima giornata non sia stata eccellente; abbiamo, poi, continuato a fare il nostro fino a queste ultime quattro giornate che, purtroppo, non ho potuto disputare in prima persona per via di una squalifica da scontare.
Quattro punti in quattro giornate non sono tanti, ma sappiamo di dover guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

Viene, poi, spontaneo chiedere quali siano gli obiettivi personali e di squadra…

Personalmente intendo dare sempre il massimo; il traguardo dei cinque goal e l’offerta di tanti assist alle mie compagne chiuderebbero al meglio il cerchio delle mie ambizioni.
L’obiettivo di gruppo è indubbiamente quello di raggiungere la salvezza e fare più punti possibili, subendo meno reti possibili; semplice, si, ma non scontato!

Otto gare sono state archiviate: fino ad ora avete raccolto dieci punti tondi per un ottavo posto in classifica, un buon piazzamento per essere solamente in fase iniziale d’andata.
Secondo te dove può arrivare questa Ivrea?

Per le potenzialità che abbiamo, sia individualmente che collettivamente, possiamo tranquillamente arrivare tra le prime sei.
Sono comunque molteplici i fattori che influiscono sul percorso stagionale: la mister è arrivata l’anno scorso ma ha fatto un grande lavoro che ha incrementato l’unione e la collaborazione di tutto il gruppo, non tralasciando l’aspetto psicologico ed emotivo che spesso e volentieri viene messo da parte.
Tra questi vi è il “momento ciclo” che, talvolta, per noi ragazze è motivo di sensibilità a livello fisico e comporta anche un maggior rischio di infortunio; sotto questo punto di vista è stato importantissimo trovare empatia, sostegno e comprensione.

L’imprevedibilità è all’ordine del giorno, ma è necessario dare il massimo e sfoggiare la giusta cattiveria agonistica senza alcuna paura; mettere il cuore in tutto quello che si fa è fondamentale, non solo per una soddisfazione personale ma anche per il gruppo in sé.

Da tre domeniche la vittoria fatica ad arrivare e questo fine settimana avete subito un netto risultato in casa Solbiatese. Come ti spieghi questi risultati? Al momento quali sono le fatiche generali maggiori?

A livello di gioco sta mancando la cattiveria sotto porta: facciamo fatica a fare l’ultimo passaggio.
Ad ogni modo fino ad ora i risultati raccolti sono veritieri e rispecchiano quanto fatto in campo, in particolare con Bulé Bellinzago e Baiardo, anche se con quest’ultimo avremmo meritato la vittoria per impegno e sacrificio profusi nonostante gli infortuni subiti da inizio anno.

Contro Lesmo e Solbiatese siamo scese in campo senza quel cinismo che solitamente ci contraddistingue; anche la stanchezza sicuramente ha influito e generalmente lo fa per un discorso di vita al di fuori del rettangolo verde che può compromettere la prestazione: i motivi della sua insorgenza possono essere tanti (vedi studio, lavoro, viaggi per via della distanza tra domicilio e luogo d’allenamento).
Sono sicura, però, che riusciremo a fare molto meglio.

Ora ospiterete il Formello: in che modo pensate di approcciare? Sempre avendo sullo sfondo l’obiettivo tre punti…

Le neopromosse sono sempre una grande incognita. Dall’anno precedente eravamo abituate ad un certo tipo di squadre già conosciute (alcune, poi, sono passate ad un altro girone, altre non sono più realtà esistenti), ora sappiamo di dover interfacciarci con opposte che presentano modalità di gioco diverse, difficili da anticipare.

Più che acquisire i tre punti direi che vogliamo acquisire serenità. Vincere aiuta a vincere e faremo di tutto perché questo accada.

Si prospetta un finale d’andata scoppiettante che vi chiamerà all’appello per gli scontri con avversarie come Meda, Tharros, Moncalieri e Spezia. Bene i +3 in termini di punteggio, ma sicuramente anche lasciare una bella impronta per poter ripartire con una buona base in fase di ritorno sarà importante…

Siamo consapevoli di dover affrontare formazioni toste ma dovremo evitare di fermarci dietro la prima vittoria che verrà e di sottovalutare l’avversaria.
Il ritorno sarà un altro campionato.

Il progetto d’insieme rimane chiaro e la grinta per perseguire ciò che è stato prefissato anche. Ora, per il futuro più imminente, per te e per la squadra, cosa desideri?

Vivo il presente con la speranza di vestire la maglia dell’Ivrea per tanto tempo ancora e tutto ciò di positivo che verrà sarà ben accetto. Il resto…verrà da sé!

Hai carta bianca per chiudere questa intervista: ci salutiamo così…

Mi rivolgo alle mie compagne: a loro vorrei dire di non mollare e credere in loro stesse. Sono tanti i momenti di difficoltà affrontati e li abbiamo sempre superati; solo restando unite ed andando avanti per la nostra strada potremo fare lo stesso con quello che stiamo affrontando ora: insieme siamo una forza!

Si ringrazia Rebecca Gonnet e la società tutta per la gentile concessione.

Serie C: le designazioni arbitrali della nona giornata

credit photo: Federico Fenzi, photo agency Calcio Femminile Italiano

La Serie C, domenica 3 novembre, scenderà in campo per disputare la nona giornata del campionato Nazionale. Aprirà il turno, sabato 2 novembre, il match Tharros-Real Meda (A) che si giocherà alle ore 15. Calcio d’inizio alle ore 14.30 tranne Moncalieri-Azalee Solbiatese (A) che sarà disputata alle 15.30

SERIE C – 9ª Giornata

Girone A: Tharros-Real Meda (Ercole di Latina), Independiente Ivrea-Formello (Trombello di Como), Moncalieri-Azalee Solbiatese (Cazacu di Nichelino), Spezia-Lesmo (Iacopetti di Portogruaro), Monterosso-Angelo Baiardo (Bortoletto di Treviso), Pro Sesto-Bulè Bellinzago (Moro di Nichelino), Women Torres-Sedriano (Nuckchedy di Caltanissetta)
Riposa: Blues Pietrasanta

Girone B: Vicenza-Riccione (Gambirasio di Bergamo), Gatteo a Mare-Chieti (Artini di Firenze), SPAL-Jesina (Attanasio di Milano), Venezia 1985-Sudtirol (Radovanovic di Maniago), Trento-Real Vicenza (Cavalleri di Treviglio), Venezia FC-Ravenna (Cerqua di Trieste), Tavagnacco-Isera (Spina di Barletta)
Riposa: Villorba Treviso

Girone C: Grifone Gialloverde-Nitor (Cavacini di Lanciano), Matera Città dei Sassi-Villaricca (Fede di Rossano), Gelbison-Palermo (L’Erario di Formia), Women Lecce-Catania (Teodoli di Aprilia), Frosinone-Siracusa (Rossomando di Salerno), Montespaccato-Giovanile Rocca (Illiano di Napoli), Salernitana-Trastevere (Aureliano di Rossano)
Riposa: Roma CF

Serie A: big match tra Inter e Fiorentina

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nel week-end torna in campo la Serie A 2024/2025, che vede in programma il suo ottavo turno. Le cinque gare saranno spalmate, come di consueto, tra sabato e domenica. Invariato il format rispetto alle stagioni precedenti con 10 squadre ai nastri di partenza. Le partecipanti si affrontano tra di loro in gare di andata e ritorno. Le prime cinque classificate accedono alla “poule scudetto”, le restanti cinque alla “poule salvezza”. Oltre alla prima anche la seconda la terza classificata avranno il diritto di partecipare alla prossima UEFA Women’s Champions League. A retrocedere, però, sarà solo l’ultima classificata, con la penultima che non effettuerà lo spareggio per mantenere la categoria.

Serie A femminile: un match al sabato, quattro alla domenica
Tutte le gare saranno visibili in diretta su DAZN, con una sfida a settimana in chiaro anche sulla RAI. Si parte sabato alle ore 20.30 con l’anticipo dello stadio “Fersini” dove, nella sfida salvezza, la Lazio del tecnico Grassadonia ospiterà il Como Women. Domenica, invece, alle ore 12:30 la sfida del “Piccolo” dove il Napoli Femminile riceverà la Juventus di mister Canzi. In contemporanea, sempre all’ora di pranzo, il big match di giornata con la Fiorentina ad attendere, al “Viola Park”, l’Inter di Gianpiero Piovani. La supersfida sarà visibile sulle reti RAI oltre che su DAZN. A seguire, non, da meno interessare la gara dello “Sciorba” delle 15:00 con la Samp opposta alla Roma di mister Spugna. Chiude, alle 18:00, al “Vismara” il Milan che troverà sulla sua strada il Sassuolo.

Il programma dell’ottavo turno
Lazio-Como Women (sabato ore 20:30) Napoli Femminile-Juventus (domenica ore 12:30) Fiorentina-Inter (domenica ore 12:30) Sampdoria-Roma (domenica ore 15:00) Milan-Sassuolo (domenica ore 18:00)

La classifica dopo la settima giornata di Serie A 
Juventus 19, Fiorentina 18, Inter 15, Roma 12, Milan 10, Como Women 7, Lazio 6, Napoli Femminile 5, Sampdoria 3 , Sassuolo 1.

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