Un 8 stampato sulla schiena da capovolgere in orizzontale: infinito sembra essere, infatti, il legame tra Azzurra Corazzi e l’Arezzo, seppur la calciatrice abbia appena salutato la società.
La classe 2001, in queste ore, ha scelto Instagram come mezzo di congedo pubblico, attraverso il quale ha scritto una pagina emozionante a racchiudere tutto il suo vissuto amaranto; Corazzi, alla nostra testata, aveva riferito della volontà di non dimenticare mai il divertimento, quello vero e puro del calcio, esprimendo il più grande orgoglio per i colori indossati. Ebbene: non erano parole-cliché, anzi, ora appaiono ancor più come forza per quella scintilla che, ad Arezzo – per lei – si è ravvivata. Le vesti di “citta” indossate nell’annata 2023/24, la breve parentesi a Parma, poi il rinnovo tutto toscano fino alla salvezza anticipata appena conquistata. Per la centrocampista ora, però, si aprono le porte di una nuova avventura di cui ancora non si conoscono i dettagli, ma una cosa è certa: Azzurra un segno l’ha lasciato, e lo testimoniano anche i molteplici messaggi d’affetto ricevuti da compagne e da chi l’ha potuta conoscere da vicino; un timbro umano prima che da tabellino.
Quello descritto dalla figura è un capitolo che per il momento (e solo per il momento) volge al termine ma di cui fan ormai parte risate, sofferenza collettiva, la raccolta di tutto ciò che è rimasto dalla gestione degli alti e bassi che anche nel percorso recente non sono mancati.
“Caro Arezzo, non so proprio da dove partire. 3 anni, o 2 e mezzo che siano, sono tanti. E quando come me, vivi tutto il doppio possono sembrare una vita. Una vita che mi hai tolto e poi mi hai reso mille volte più grande”, ha raccontato sul suo profilo. “Non è stato subito amore, è vero, ma dal primo momento qua mi sono sentita a casa. Sono stata così male ma sono stata anche così bene tanto da togliermi il fiato mentre scrivo queste due parole.
Mi sento di dire che qua ho trovato l’amore sotto ogni forma, l’amore per una società che non fosse quella dove sono nata e cresciuta, per una maglia di cui mi sono innamorata piano piano, verso le persone per le quali questa maglia significa invece tutto da una vita, per le compagne di squadra. Quante anime ho incontrato qui e quante me ne porterò per il resto della vita. Loro sanno. L’amore per uno staff che quest’anno ha sopportato e supportato una me piena di paure, mancanze, instabilità, sfiducia; avrei voluto essere tutto il contrario”.
Alla fine degli evidenti sentiti ringraziamenti per chi l’ha accompagnato in questo lungo viaggio: “Grazie per la pazienza, per la professionalità e per un anno che è stato tutt’altro che semplice ma che siamo riusciti tutti insieme in qualche modo a renderlo speciale, almeno per me lo è stato. Chiunque abbia fatto di questa grande famiglia fa e farà parte di me per sempre. Sto scrivendo con le lacrime agli occhi ma non è un addio e non lo sarà mai: è un arrivederci, a presto, perché da casa ci si può allontanare ma non si va mai via del tutto.
Capita di allontanarsi perché a volte passano treni che se cogli puoi dire “ci ho provato”, a prescindere da come andrà. Se non lo fai potrai solo vivere con un grosso rimpianto ed una persona a me molto cara mi ha insegnato che non c’è cosa più brutta, più pesante. Grazie per avermi dato l’amore, sarò sempre grata per questo; orgogliosa di aver fatto parte di questa grande famiglia e di portarmela per sempre nel mio cuore”.






