Ci sono storie che nascono in silenzio, su gradinate semivuote, quando nessuno ancora immaginava che il calcio femminile avrebbe riempito gli stadi. Una bambina di Mollet del Vallès stretta tra i suoi familiari, lo sguardo perso sul verde del Camp Nou. Vent’anni dopo, Alexia Putellas ha festeggiato la partita numero 500 con la maglia del Barcellona davanti a 60.000 persone. Un gol, due assist, Clásico vinto 6-0 contro il Real Madrid. Non è solo una carriera. È la dimostrazione che i sogni, quando resistono abbastanza a lungo, finiscono per diventare inevitabili.
Dal vivaio al ritorno a casa
Nata il 4 febbraio 1994, Alexia Putellas Segura è cresciuta respirando l’odore dell’erba e l’amore per i colori blaugrana. Mancina naturale, dotata di una visione di gioco fuori dal comune, entra giovanissima nel settore giovanile del Barça, ma a undici anni deve compiere un percorso inverso: si accasa all’Espanyol e poi al Levante. È solo una parentesi, un “giro immenso” prima del ritorno definitivo. Il 10 luglio 2012, a 18 anni, firma il contratto che cambierà la storia del club. Da quel momento, la sua scalata è inarrestabile. Da giovane promessa a punto di riferimento, fino a diventare, nel 2021, il primo capitano della squadra. Una leadership tecnica e umana che l’ha portata a sollevare 35 trofei, rendendola la giocatrice più titolata nella storia del Barcellona.
L’Olimpo del calcio: due Palloni d’Oro
Parlare di Alexia significa enumerare successi che sfidano la fantascienza calcistica. Nella stagione 2020-21, ha guidato le compagne a una cavalcata trionfale da 99 punti su 102, chiudendo con una differenza reti di +152. Numeri che le sono valsi, prima calciatrice nella storia, la vittoria simultanea del Pallone d’Oro, del premio UEFA Player of the Year e del The Best FIFA. Nel 2022 ha bissato il Pallone d’Oro, consolidando il suo status di “Reina” assoluta. Tuttavia, il destino ha preteso il suo tributo. Il 5 luglio 2022, la rottura del legamento crociato l’ha costretta a un lungo calvario. Ma le leggende si vedono nella caduta: tornata in campo nell’aprile 2023, ha guidato la Spagna alla conquista del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda, l’unico tassello che ancora mancava a un mosaico perfetto.
Oltre il campo: un simbolo culturale
In campo, Alexia è l’architetto del gioco. Paragonata spesso a Iniesta per la capacità di controllare il tempo e lo spazio senza mai sembrare frettolosa, è la miglior marcatrice di sempre del club con 230 reti. Ma il suo impatto travalica il rettangolo verde. Con 131 presenze in nazionale, è la bandiera di una generazione che non ha paura di denunciare i maltrattamenti sistemici nel calcio femminile, come testimoniato nel recente documentario Netflix Se acabó. Insignita della Creu de Sant Jordi, massima onorificenza catalana, Alexia Putellas è oggi un simbolo identitario. Mentre mette nel mirino il record di presenze assolute di Melanie Serrano (519), la sua missione appare chiara: ispirare le migliaia di bambine che oggi, come lei vent’anni fa, siedono sugli spalti del Camp Nou con gli occhi pieni di sogni. Per la Regina di Mollet, il compito è appena iniziato.
GIOCATORI CON IL MAGGIOR NUMERO DI PRESENZE
Melanie Serrano 517
Alexia Putellas 500
Marta Torrejón 486
Vicky Losada 376
Patri Guiiarro 369
Marta Unzué 360
Aitana Bonmatí 332
Mapi León 307
Mariona Caldentey 303
Sandra Paños 279
GIOCATRICI CON IL MAGGIOR NUMERO DI GOL
Alexia Putellas 230
Jenni Hermoso 222
Sonia Bermúdez 123
Aitana Bonmatí 117
Asisat Oshoala 117
Mariona Caldentey 115
Caroline Graham Hansen 102
Claudia Pina 98
Olga Garcia 95
Patri Guijarro 75






