La crescita del calcio femminile passa anche per le giovanili che sono sempre più una fucina di talenti e che rappresentano il futuro (e in alcuni casi anche il presente) del movimento.
Basti pensare alla Masìa del Barcellona e come, proprio da lì, provangano diverse tra le calciatrici ritenute, in prospettiva, tra le più forti del panorama della disciplina declinata al femminile (Claudia Pina, Vicky Lopez, Clara Serrajordi…).
Questa breve, ma necessaria, premessa è utile per sottolineare come in Spagna il calcio femminile, che è già cresciuto tanto negli ultimi anni, stia vivendo adesso una fase piuttosto prolifica di consolidamento. I progressi compiuti hanno aperto nuove opportunità per migliaia di ragazze che oggi hanno sia la possibilità di credere in un futuro legato a questo sport, che avere come esempio non (solo) i grandi calciatori (Ronaldo, Messi…) ma anche (e sopratutto) atlete del calibro di Alexia Putellas e Aitana Bonmatì.
Per dare un incentivo a tutte loro, si è scelto di istituire una competizione che vedesse all’opera più di un centinaio di ragazze a dimostrazione che la crescita del calcio femminile non si misura solo in termini di ascolti, numeri record di tifosi o grandi successi (in Patria ma anche all’estero).
In realtà si cresce anche partendo dalla base fatta di entusiasmo da parte di chi muove i primi passi in questo sport. Il I Torneo Liga Futura Moeve, che si è svolto in tre giorni a la Ciudad Deportiva José Ramón Cisneros Palacios (Siviglia), è nato con questo scopo ed è diventato il palcoscenico ideale per dar prova di quanto affermato poc’anzi.
Il torneo, tanto caldeggiato dalla Liga F e Moeve, ha riunito dodici squadre giovanili femminili appartenenti ai club della massima serie nazionale che si fanno portatrici attive di quei valori come l’uguaglianza, l’inclusione, la diversità, il lavoro di squadra e il superamento dei propri limiti che sono necessari se si vuole che lo sport diventi parte integrante della propria vita, ma che estendendo il discorso, diventano fondanti anche nella vita di tutti i giorni.
Lo slogan “Il mondo è il nostro campo da gioco, il futuro è migliore se giochiamo tutti”, riassume in breve questo discorso: se vero che il calcio femminile sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua storia, è fondamentale continuare a creare degli spazi in cui le nuove generazioni possano lavorare, esercitarsi e divertirsi assieme.
Il formato della competizione ha permesso a tutte le partecipanti di vivere un’esperienza completa. La fase a gironi ha lasciato il posto alle eliminatorie, le squadre che non sono riuscite a qualificarsi per i quarti di finale hanno continuato a gareggiare, garantendo così che nessuna giocatrice perdesse la possibilità di mostrare le proprie qualità.
Al di là dei risultati, l’atmosfera che si è respirata durante tutto il fine settimana ha confermato l’enorme potenziale del calcio femminile giovanile sostenuto, sugli spalti, dalle famiglie che hanno seguito con entusiasmo ogni partita.
La finale del torneo è stato all’altezza di tutto ciò che si era visto durante la competizione. Dopo lo svolgimento delle molto combattute semifinali, l’FC Badalona Women e l’Atlético de Madrid sono riuscite a qualificarsi per la finale che, caratterizzata da equilibrio, intensità e grandi prestazioni difensive, si è conclusa a reti inviolate e l’esito si è dovuto decidere ai calci di rigore.
Dopo una lunga serie di rigori, l’FC Badalona Women, che si è imposto per 7-6, è stato proclamato campione della prima edizione della Liga Futura Moeve, e si è aggiudicato così il primo trofeo di una competizione che nelle intenzioni degli organizzatori sarà un punto di riferimento nel calcio femminile giovanile.
Riconoscimenti individuali a parte (Amalia Garewal, calciatrice dell’FC Badalona Women, MVP della competizione, e Gretta Suárez, portiere dell’Atlético Madrid, premiata come estremo difensore che ha subito meno gol), il premio più importante è stato quello collettivo infatti tutte le giocatrici partecipanti hanno ricevuto una medaglia a riconoscimento del loro impegno e della loro partecipazione a questa prima edizione.
Un gesto simbolico che pone l’accento sulla necessità di continuare a promuovere la pratica sportiva e di offrire opportunità di crescita alle giovani calciatrici.
L’esempio spagnolo ha dimostrato come il calcio femminile rappresenti non soltanto uno sport per chi vi gioca, ma sia strumento di integrazione e inclusione.
L’Italia, dove la disciplina è cresciuta diverso tempo dopo e che comunque continua a fare passi avanti, dovrebbe seguire queste stesse tappe se si vuole dare davvero un segnale di sviluppo del movimento libero da preconcetti controproducenti in un mondo che va avanti a grande velocità.






