Il sì di RFEF, federazioni, imprese e UEFA

L’annuncio è arrivato da Andreu Camps, il Segretario Generale della Federcalcio spagnola (RFEF), durante l’incontro con i club della Prima Divisione: la RFEF investirà più di 20 milioni di euro nel calcio femminile per la stagione 2019/2020. A quella cifra, poi, si aggiungerebbero i fondi già stanziati da parte delle federazioni territoriali che lavorano con l’istituzione che dirige il calcio spagnolo.

Nemmeno le imprese si tirano indietro: una su tutte l’americana Stanley Black & Decker, che versa ogni anno qualcosa come 4 milioni di dollari per avere il proprio logo sulle maglie del Barcelona Femení. Un contributo grazie al quale la squadra è riuscita a realizzare un profitto e ad aumentare gli stipendi per le calciatrici migliori (pare del 70% circa).

Infine anche la UEFA ha deciso di concedere al calcio femminile spagnolo lo spazio che merita, sulla nuova piattaforma OTT di sua proprietà. Esito, ha spiegato Camps, della negoziazione condotta dal Presidente della RFEF Luis Rubiales, in seguito alla quale la UEFA ha scelto, tra tutte le europee, proprio questa competizione per la trasmissione fuori dall’Europa, a livello internazionale.
La ciliegina sulla torta: la presentazione ufficiale, durante quello stesso incontro, del nuovo direttore del calcio femminile, Iñaki Mikeo, pronto ad affrontare questa sfida con la sua vasta esperienza professionale.

Un nuovo modello

Di fronte ai club e in presenza del Presidente della Commissione Calcio Femminile Rafa del Amo, è stato di fatto presentato il nuovo modello di calcio femminile: non solo traguardi economici ma anche una promessa di maggior visibilità. Sull’onda del seguitissimo Mondiale, infatti, e tenendo presenti numeri significativi come quelli del match tra Atlético Madrid e FC Barcellona, che a marzo 2019 ha registrato oltre 60.000 presenze, si è deciso per la trasmissione di tutte le partite della Liga femminile in diretta televisiva sui maggiori canali pubblici o su canali specifici, o in streaming. Saranno inoltre visibili in diretta anche tre partite al giorno della Seconda Divisione Pro. Il nuovo modello di competizione vede infatti la compresenza di una First Division Pro e una Second Division Pro; ciò che fino ad ora portava il nome di Second Division diventa 1st National.

Quindi alla ricetta perfetta per un calcio donne degno delle sportive professioniste che vi partecipano, si aggiungono finalmente i due indispensabili ingredienti: un più adeguato compenso economico e un palcoscenico che renda giustizia alla professionalità di queste atlete. Aumentata, ma lontanissima da quella degli uomini, anche la diaria per le calciatrici della nazionale spagnola: le ragazze de La Roja arriverebbero a percepire, secondo i piani, poco più di 130 dollari al giorno.

La Spagna è stata sì fermata sul suo cammino mondiale ma, con queste intenzioni, prosegue senza dubbio a testa alta.

Photo credits: rfef.es

Federica Salamino
Classe 1985: troppo presto per veder accolta la sua richiesta di giocare in una squadra di calcio femminile. Così si ritaglia del tempo durante tutti gli intervalli a scuola per tirare due calci al pallone con i suoi compagni maschi. La squadra la troverà ventitré anni dopo e con il numero 6 sulla schiena si occuperà delle retrovie in qualità di difensore centrale. Nel frattempo si laurea in Linguistica Teorica e Applicata, oggi lavora come linguista in una software house. Non dimentica però di voler raccontare a tutti che il sesso non dice quale sport praticherai: decide quindi che il modo migliore è parlarne e sceglie questo progetto come canale privilegiato.