“In Europa e in Italia non ho mai trovato spazio. Sono rimasta umile e ho continuato a studiare e formarmi il più possibile oltre ad avere l’opportunità di tornare nel proprio Paese“.
Conti poi ammette di essere stata vicino alla Nazionale, ma non come avrebbe voluto lei: “Mi aveva chiamato la Nazionale per diventare assistente tecnico nel 2023 quando è arrivato Soncin. Avevo rifiutato perché avevo ancora un anno di contratto con il Venezuela e avevo la possibilità di partecipare al Mondiale U20“.
La coach poi continua puntualizzando: “Penso di essere un primo allenatore e non un assistente. Quindi ho preferito dire di no e fare la mia strada con la speranza di tornare in Italia e in Europa a dimostrare il mio valore“.
La CT ha poi parlato del suo percorso in panchina ricordando: “Quando sono arrivata in Venezuela, così come in India, non tutte le ragazze stavano bene fisicamente. Non erano abituate ad andare in palestra o ad allenarsi due volte al giorno. Il lavoro principale, più che quello tecnico-tattico, è stato far cambiare questa mentalità per far diventare le ragazze delle professioniste“.
Dopo aver smesso gli scarpini è iniziato da tecnico sul quale ammette: “È qualcosa che senti dentro. Gli ultimi anni sia in Russia sia alla Torres mi hanno fatto capire che volevo fare questo. Tante volte non ero d’accordo con le decisioni degli allenatori perché vedevo qualcosa di diverso rispetto a loro“.






