Oggi vi presentiamo Luna Di Sarno, capitano dell’Ancona Respect che attualmente milita in Eccellenza, società che però si è sempre contraddistinta per il suo impegno nel sociale e per il messaggio che cerca di lanciare ogni volta che ne ha la possibilità nella città dorica. Dove nel giro di pochi anni è diventata un punto di riferimento per molte atlete, grandi e piccole, ma anche per tante famiglie, cerchiamo di capirne di più con lei.

Luna come hai iniziato a giocare a calcio?                                                               “Ho iniziato a giocare a calcio a 5 con la scuola, e devo ringraziare in particolare un mio professore che mi ha insegnato tanto e, soprattutto, mi ha introdotta in questo mondo. Ho fatto parte, infatti, della rappresentativa marchigiana, e per quanto riguarda il calcio a 11 ho giocato anche nella Jesina negli ultimi anni del liceo, poi ho scelto di frequentare l’Università ad Urbino e lì, dopo aver fatto un anno di nuovo a calcio a 5 in quel di Torrette, per via delle distanze e degli impegni universitari ho lasciato, perché non riuscivo più a spostarmi di continuo”. 

Hai ripreso a giocare proprio nell’Ancona Respect?                                                 “Sì, esatto, nel 2018 ho avuto un contatto con il mio attuale mister, che era poi anche quello dello scorso anno e mi sono lanciata in questa avventura anche perché, purtroppo, un anno prima sono stata investita sulle strisce pedonali da un auto e ho passato tre mesi paralizzata, a dicembre ho avuto questo terribile incidente, a settembre ho tolto le stampelle e a novembre ero già in campo, e quello che mi ha colpito di questa società è che mi ha dato una grande chance e ha creduto in me e nel mio recupero. Inoltre, nell’Ancona Respect, la società da la possibilità a tutte le ragazze di giocare, dunque attualmente la nostra rosa passa dalle ragazze più piccole di 17 anni al nostro Presidente di 45 anni, che da qualche anno si è messa a giocare con noi nel ruolo di portiere”.

Una società tanto attiva anche sul sociale vero?                                                        “Sì, nel periodo del Covid, abbiamo organizzato una staffetta per fare le spese solidali e portarle direttamente a casa della gente, poi abbiamo fatto le iscrizioni sospese, per chi ha problemi economici; inoltre, come ho appena detto ma che vorrei fortemente sottolineare, diamo veramente a tutte la possibilità di giocare anche se sono alla loro prima esperienze e non vengono da un passato calcistico fatto nelle varie scuole calcio e come nel mio caso dal calcio a 5. Infatti per noi, più che il risultato, al quale ovviamente teniamo come tutte le altre squadre, ancor più importante è fare sentire tutte partecipi del progetto e, allo stesso tempo, importanti per la squadra, inoltre anche durante tutto il periodo del Covid non abbiamo mai smesso la nostra attività e ci siamo sempre allenate fra di noi, quando non c’era il campionato, con partitelle”.

Attualmente la società disputa anche tanti campionati giovanili, vero?                  “Oltre alla prima squadra abbiamo un’under 15-12-10 e 8, io mi diletto spesso anche ad allenare queste giovani atlete, ovviamente è uno sport totalmente diverso da quello maschile, ma fortunatamente da dopo il mondiale femminile, il calcio in rosa ha preso molto piede anche da noi, e abbiamo avuto tantissime richieste che stiamo cercando di soddisfare come possiamo; tutto questo è un bene per il movimento e sicuramente per la nostra società in primis che, cosi, può sempre di più allargare i propri orizzonti”. 

In che ruolo giochi?                                                                                                     “Sono un difensore centrale, anche in passato ho sempre giocato in difesa, è un ruolo che mi si addice molto e mi affascina, anche perché sono una alla Gattuso, che non si risparmia mai anche nei contatti fisici, non ho grande slancio, dunque mi piace più dirigere il reparto difensivo. Infatti, da buon capitano, in campo mi faccio sentire in particolare da chi ha meno esperienza cercando di correggere le posizioni sbagliate e allo stesso tempo di incitarle il più possibile”. 

 La fascia di capitano come la vivi?                                                                             “Ne sono molto onorata, e cerco, sempre se possibile, di dare il buon esempio con i fatti in campo e fuori, poi ovvio che se serve sono anche la prima ad andare a parlare con l’arbitro”.

Fuori dal terreno di gioco chi sei e che fai?                                                             “Sono laureata in giurisprudenza e mi sto facendo le ossa per diventare un buon avvocato”.

La redazione di Calcio femminile Italiano ringrazia Luna Di Sarno per questa intervista e per il tempo che ci ha dedicato. Allo stesso tempo anche i dirigenti dell’Ancona Respect che ci hanno permesso di realizzarla.

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.