credit photo: Women Virtus Padova

Nel campionato d’Eccellenza regionale delle regioni di Veneto e Friuli il Women Virtus Padova si è qualificato, alla fine della stagione che è appena trascorsa, al quarto posto con 38 punti (a pari punteggio de la Rambla Women che occupa il terzo posto).
La società padovana ha accolto tra le sue fila dello staff Giancarlo Maggio che, dopo aver vinto la categoria con l’Alto Livenza, ricoprirà il ruolo di Direttore Sportivo dando la sua visione ad un club che vuole crescere in maniera concreta e con un progetto che sia il più possibile duraturo.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Giancarlo Maggio per un’intervista in esclusiva in cui il Direttore Sportivo ha delineato sia gli obiettivi della squadra che quelli che sono i valori che intende instillare nelle ragazze di tutte le categorie, così da assicurare al Women Virtus Padova un futuro il più possibile solido a tutti i livelli.

Per inquadrare un attimo la situazione, io sono una new entry in questa società. Nella stagione che è da poco terminata, infatti, lavoravo con l’Alto Livenza che partecipa comunque al Campionato di eccellenza Veneto-Friuli e che ha vinto sia la Coppa di categoria che la promozione in serie C. Le nostre strade si sono divise e ora sono stato chiamato dalla Virtus Padova per iniziare una collaborazione con la loro società per la nuova annata.
Gli obiettivi della società sono molto chiari: si vuole essere ambiziosi provando a far meglio di come hanno fatto negli scorsi anni, stagione appena conclusa compresa, in cui hanno raggiunto le semifinali sia in Coppa che nei play-off per la promozione”. – Ha spiegato Maggio che è comunque ben consapevole che non si tratterà di un percorso semplice da intraprendere – “
Non sarà facile perché le squadre che vogliono fare il salto sono tante ogni anno ma questo è il traguardo da raggiungere per la società, per la proprietà e per il sottoscritto”.

La squadra, anche se non c’è una media esatta dell’età delle ragazze, sarà composta da calciatrici più giovani ed altre più esperte in un giusto mix tra coloro che fanno da traino nei momenti più complicati e chi invece, con meno esperienza, vanno valorizzate e formate anche in un ambito competitivo come quello della prima squadra.

“Dare un dato certo dell’età media è un po’ complicato perché si stanno definendo i rinnovi, le riconferme e la base da cui ripartire, anche se tendenzialmente riconfermiamo praticamente quasi tutte. E’ una squadra che ha un mix di ragazze esperte e di giovanissime: i profili che ricercheremo per la stagione futura saranno ragazze che abbiano anche esperienza e spessore per poter consentire alla squadra di rinforzarsi e di puntare ad obiettivi importanti.
Ho sempre pensato che ci voglia il giusto mix in una rosa importante e numerosa. Si devono valorizzare le ragazze più giovani ma anche avere in squadra ragazze già più navigate che facciano da chioccia e trascinino nei momenti un po’ più complicati la squadra”.

Seguendo questo filone di pensiero è ben chiaro come anche il settore giovanile abbia la sua fondamentale importanza, specie se si pensa che proprio da lì arriveranno le atlete che poi esordiranno tra ‘le grandi’. Un grand dsidero della Virtus Padova sarebbe quello di creare una sorta di cantera in cui le giovani calciatrice vengono formate al meglio.

“Il settore giovanile sta crescendo e si sta strutturando, la società sta rinforzando l’organigramma in prima squadra con me come direttore tecnico, ma anche nel settore giovanile è stata implementata una figura che ha queste caratteristiche. Anche in quest’ambiente l’obiettivo è di crescere sia numericamente che qualitativamente, perché deve diventare una fucina di talenti anche per l’approdo, successivo, in prima squadra.
I valori riguardano il rispetto e l’educazione in primis, io per primo sono intransigente su questi, poi l’impegno, la resilienza e la volontà di di migliorarsi. Dalla prima squadra in giù devono avere questo identikit che deve animare tutto il movimento”.

Come detto in precedenza, l’obiettivo principe sarebbe il salto di categoria e giungere in una serie C che è sempre più competitiva e ricca di squadre con un bel progetto. Una volta compiuto quel passo, poi, quello successivo sarebbe il consolidamento della categoria.

“Arrivare in serie C e non sarà facile perché è un campionato che, come quello di eccellenza, negli ultimi anni è cresciuto tanto. Se dovessimo riuscire faremmo anche il possibile per essere solidi e continuare il  percorso intrapreso. Non vorremmo, insomma, essere una meteora capitata lì per caso: la visione della società è chiara anche  nel medio-lungo periodo;  se raggiungessimo quell’obiettivo poi faremmo di tutto per consolidare la nostra posizione ed essere un riferimento nel territorio e per tutto il settore giovanile”.

Parlando di calcio femminile, in generale ora, non si possono non menzionare le criticità di un movimento che è un cantiere aperto e in cui tanto è stato fatto, ma ancora tanti sono i traguardi da raggiungere. Nello specifico, alle ragazze che giocano a calcio dovrebbero essere fornite delle strutture adeguate dove potersi allenare per crescere e migliorarsi. Si dovrebbe, poi, attribuire più sponsor che portino introiti perché se è vero che a parole l’opinione pubblica tende a lodare quanto fatto dalle calciatrici, nei fatti è ben poco ciò che viene dato loro che pure mostrano tanto entusiasmo e voglia di superarsi e di superare quel pregiudizio latente che ancora esiste quando una donna gioca a calcio.

“Cambierei le strutture: purtroppo le società fanno fatica ad avere strutture adeguate con campi di allenamento e  spazi per migliorare la qualità e la metodologia degli allenamenti. Aumenterei, in seconda battuta, il numero delle sponsorizzazioni facendo in modo che tutto il movimento si interessi un po’ di più al movimento calcistico femminile, che nonostante abbia meno appeal, continua a crescere e si vede dal numero di tesserate, dalla passione messa in campo, dalla partecipazione, abnegazione rispetto del lavoro. Mi auguro, poi, che il professionismo venga un po’ allargato perché c’è ancora troppa disparità fra la serie A e tutte le altre categorie.
Credo che siamo sulla strada giusta anche se può esserci ancora un pregiudizio latente nell’opinione generale di chi ha sempre seguito il maschile e quindi si aspetta di vedere lo stesso scenario e deve scendere a patti che ci siano delle caratteristiche fisiche diverse. Il genitore di oggi non subisce più questo tipo di retaggio anche perchè le bambine tesserate, almeno secondo secondo i dati, sono in aumento.
I fondi sono inferiori o mancano del tutto, ma questo in generale anche nel calcio dilettantistico maschile: sono tante le società che fanno una fatica immensa, le spese sono tantissime. Le ragazze ancora giocano per passione e c’è chi ha mercato, chi fa chilometri, chi ha bisogno degli alloggi…”.

In chiusura d’intervista il Direttore Tecnico Giancarlo Maggio ha invitato tutti i tifosi che leggeranno a seguire il progetto della Virtus Padova promettendo, per quanto il calcio non sia una scienza esatta, che ogni partita sarà giocata come una finale e con il massimo impegno.

“
Il mio appello è di seguire le ragazze in generale ma se devo parlare di questo progetto, posso garantire che ci sarà il massimo impegno per cercare, in ogni partita, di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di giocare ogni partita come se fosse una una finale, un motto che uso da sempre sia da allenatore che ora in un ruolo diverso.
Daremo tutto: La società mi ha chiesto di ripetere le imprese del’Alto Livenza che ancora ringrazio per le emozioni che mi ha fatto vivere raggiungendo gli obiettivi. Spero di ripetermi in questa nuova stagione e sono convinto che chi verrà a vederci assisterà ad una squadra che farà di tutto per provare a vincere ogni partita, poi il calcio non è una scienza esatta e vedremo come andrà”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here