Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La crescita del calcio femminile italiano prosegue, ma la sostenibilità economica resta una delle principali sfide del movimento. È quanto emerge dalla seconda edizione del Report della Serie A Women realizzato da FIGC e Deloitte, che analizza l’andamento economico, finanziario e mediatico del massimo campionato femminile.

I numeri fotografano una realtà in espansione sotto il profilo della visibilità e dell’attrattività commerciale, ma ancora fortemente impegnata nel sostenere gli effetti economici dell’introduzione del professionismo.

Nella stagione 2024-2025 i club di Serie A Women hanno registrato ricavi medi pari a 1,2 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto all’esercizio precedente. Nello stesso periodo i costi medi hanno raggiunto i 5,1 milioni di euro per società, con una crescita del 16%. In termini pratici, ogni euro generato dai club è accompagnato da oltre quattro euro di spese. Un rapporto che evidenzia come il percorso verso l’equilibrio finanziario sia ancora lontano e come il professionismo, introdotto nel luglio 2022, continui a incidere in modo significativo sui bilanci delle società.

La voce più rilevante resta quella legata al personale. Gli stipendi e i costi connessi alle risorse umane rappresentano circa il 68% delle spese complessive, confermandosi il principale elemento di pressione sui conti dei club. L’adeguamento agli standard professionistici ha infatti comportato maggiori investimenti non soltanto per le calciatrici, ma anche per staff tecnici, strutture organizzative e servizi dedicati.

Se il fronte dei costi continua a crescere, alcuni segnali positivi arrivano dalle entrate. La componente commerciale si conferma la più dinamica del sistema e rappresenta oggi il 42% dei ricavi complessivi. Nell’ultima stagione i ricavi commerciali sono aumentati del 31%, trainati soprattutto dalle sponsorizzazioni e dalle partnership aziendali. In forte crescita anche il mercato dei trasferimenti. Le plusvalenze generate dalle operazioni sulle calciatrici sono aumentate del 138% rispetto all’anno precedente, un indicatore che testimonia il progressivo sviluppo di un mercato capace di attribuire un valore economico crescente ai cartellini delle atlete.

Parallelamente aumentano gli indicatori di interesse del pubblico. Gli appassionati di calcio femminile in Italia hanno raggiunto quota sette milioni, mentre le presenze negli stadi risultano triplicate rispetto alla stagione 2021-2022. Crescono anche la visibilità televisiva e la presenza digitale delle società, elementi che rappresentano una leva fondamentale per attrarre nuovi investimenti. Nonostante questi progressi, il sistema continua a fare affidamento su contributi e meccanismi di sostegno esterni in quanto la struttura dei ricavi non consente ancora ai club di sostenere autonomamente il livello di costi richiesto dal professionismo.

La fotografia scattata dal report restituisce quindi un campionato in piena fase di trasformazione. Da una parte aumentano gli investimenti necessari per consolidare il professionismo; dall’altra crescono sponsor, audience e opportunità commerciali. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa crescita di interesse in ricavi strutturali, riducendo progressivamente il divario che oggi separa costi e fatturato. Per il calcio femminile italiano il tema non è più soltanto crescere: la vera partita si gioca sulla capacità di trasformare lo sviluppo del movimento in un modello economicamente sostenibile.

Chiara Frate
Classe 2002, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, Chiara Frate coltiva la passione per il giornalismo sportivo ed il calcio, sia femminile sia maschile. Giornalista pubblicista iscritta all'albo da marzo 2024, conosce l'inglese, il francese, lo spagnolo e il portoghese. Sempre pronta a schierarsi a favore della parità di genere, il riscatto delle donne e l’impegno costante e instancabile verso un nuovo approccio culturale anche dal punto di vista sportivo.

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