Nell’anno in cui la Freedom sta raggiungendo il miglior piazzamento in classifica nella sua avventura in Serie B, il Club ha fronteggiato molti cambiamenti nell’organico, quasi del tutto rinnovato rispetto alla scorsa stagione e bisognoso di inserire molte giovani atlete all’interno di un meccanismo che, visto il campionato in corso, sta funzionando bene, pur essendo andato incontro a un cambio in panchina. Una delle nuove arrivate in biancoblù è Jessica Spinelli, che lo scorso anno indossava la maglia del Vicenza e che ha trovato una nuova dimensione e un nuovo gruppo in cui esprimersi al meglio. L’attaccante è stata intervistata in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano e si è raccontata e ha raccontato la stagione che sta per volgere al termine, quella che per lei rappresenta un’esperienza di grande valore per il proprio futuro.
«La mia storia è un po’ particolare: ho fatto per dieci anni ginnastica acrobatica a livello professionistico, ma ho sempre giocato a calcio, non è mai mancato nella mia vita», Spinelli ha dapprima avuto tutt’altro percorso prima di sfociare nel calcio, che è ora la sua strada, e il primo ciottolo di questa strada l’ha calpestato a quattordici anni: «A quattordici anni ho avuto l’idea di cambiare, perché è sempre stato il mio sport preferito, e quindi a quell’età ho deciso di intraprendere questa strada seriamente.»
L’amore per il calcio e il salto nel vuoto che l’ha portata alla corte di questo sport sono strettamente legati al sogno di giocare in uno stadio e diventare protagonista in un palcoscenico d’eccezione di questo genere: «Il mio sogno era sempre stato quello di giocare in uno stadio, ho sempre sognato di giocare a calcio e mi piaceva fare anche l’altro sport, però il mio sogno principale è sempre stato quello di giocare in uno stadio, e quindi ho deciso di seguirlo.»
L’attaccante non ha mai perso il proprio legame con la ginnastica acrobatica, tant’è che, in caso di gol, avrebbe un’esultanza particolare da porter sfoggiare: «Abbiamo un’esultanza pronta, se dovessi fare gol in queste ultime giornate, voglio tenermela per un gol importante!»
Serie C e Serie B, le due facce che compongono la vita di Jessica Spinelli; Pro Sesto, Civitanova, Padova, teatro di ben 13 reti in due stagioni e, infine, il Vicenza, l’ultima squadra di Serie C ad averla separata dalla Freedom. Avendole vissute entrambe, la giocatrice biancoblù ha notato da subito le differenze: «Una delle differenze principali tra le categorie è a livello di intensità: a livello di allenamento dipende, l’anno scorso avevamo un Mister che comunque ci chiedeva un livello di allenamento elevato, invece in partita è completamente diverso; il divario più importante tra le due categorie è proprio l’intensità di gioco e con cui si affronta la partita.»
I campi della Serie C, dove tutto è cominciato per Spinelli, le hanno lasciato moltissimi ricordi nei match con gli scarpini ai piedi ma, allo stesso tempo, le hanno forgiato le competenze calcistiche e l’hanno aiutata a diventare determinante, competitiva e duttile, un pregio che adesso le sta facendo ottenere grandi soddisfazioni: «Per me è stata importante non tanto a livello caratteriale, cosa che sto riscontrando ora con il salto di categoria, è stata importante per cercare di diventare una giocatrice più completa, perché ho sempre girato più ruoli: essendo un’esterna d’attacco ho giocato sia esterno alto, sia a centrocampo, sia terzino, quindi ho girato tutti i ruoli, quindi a livello di competenze generiche. Anche quest’anno sto girando molti ruoli, e quello mi ha permesso di essere più competitiva a livello di posizioni in campo.»
Sempre la Serie C è stata il suo trampolino di lancio per sperimentare nuove realtà, conoscere persone e lasciarsi un po’ alle spalle le mura di casa, intraprendendo un percorso di crescita sotto vari punti di vista per imparare a conoscere gli altri e, in un certo senso, anche se stessa, vivendo dunque esperienze di vita differenti in realtà sempre nuove: «All’inizio la mia voglia di andare a giocare fuori da Milano era per fare un’esperienza personale, più che calcistica, infatti ho sempre girato in C. Ho cercato esperienze a livello personale, di vita, per conoscere persone e relazionarmi con persone che non mi conoscessero né a livello di calcio, né a livello di persona.»
La numero 24 della Freedom ricorda con affetto il suo esordio, ma a suo parere se ne possono considerare due distinti, nella sua vita calcistica, per momento, importanza e intensità: «Nel 2018/2019, quando giocavo alla Riozzese e il calcio non era ancora così diffuso, prima che il Como ne comprasse il titolo. L’altro esordio è però avvenuto quest’anno, alla prima di campionato contro il Cesena, e ovviamente questo è più importante: il calcio adesso è più conosciuto, più diffuso, quindi gli do un’importanza diversa», ed è quindi il suo debutto con la Freedom ad avere un posto speciale nel palmarès dei ricordi.
Spinelli si è poi soffermata sul primo gol con la maglia della Freedom, non soltanto un’esultanza personale, bensì di tutto il gruppo: «Avevo un po’ di brividi anche per tutta la situazione generale: non venivo da un periodo bellissimo, e dopo aver ritrovato minutaggio e il gol le mie compagne erano persino più contente di me, quindi questo è molto importante per me, che le mie compagne riconoscano gli sforzi, i sacrifici e l’impegno e condividano con me questa gioia», la compagine biancoblù è un gruppo coeso che vede nelle compagne di squadra qualcosa di più di una stessa maglia da condividere, ed è per questo che la prima rete di Spinelli vale tanto, tantissimo per tutte.
Il progetto della Freedom l’ha convinta perché «venendo da una categoria inferiore il mio obiettivo era cercare una squadra che potesse darmi minutaggio, e la Freedom aveva l’obiettivo, inizialmente, di rimanere in categoria e fare bene, senza però ambire a tutti i costi alla vittoria, e l’ho reputata la squadra giusta per vedere se posso giocare in questa categoria», non sentire addosso la pressione di dover vincere come unico imperativo è stato un fattore determinante al momento della scelta, poi «man mano che si va meglio l’obiettivo si alza sempre, però la Società ha sempre avuto giocatrici in carriera, ed era anche una motivazione in più», perciò seguire le orme di calciatrici che hanno fatto di Cuneo un rito di passaggio verso qualcosa di grande è stata un’altra motivazione per provare a lanciarsi in questo progetto.
Per Spinelli il bilancio in biancoblù è positivo: «Ad oggi ti dico che l’esperienza è positiva. All’inizio ho sofferto il salto di categoria per l’intensità e perché la routine è diversa rispetto a prima, però mi sento parte del livello della competizione e mi reputo soddisfatta. Avrei potuto migliorare qualcosina, però si guarda avanti e si può sempre migliorare, e sono fiduciosa.»
La Freedom ha dato inizio alla stagione in maniera altalenante, con dei risultati che non rispecchiavano il valore del gruppo e dello spogliatoio. Vedere a due giornate dalla fine che il gruppo ha blindato un ottimo sesto posto «è stata una sorpresa per tutti per come eravamo partite: l’obiettivo non era quello di vincere il campionato, e quello di stare in mezzo alla classifica è arrivato con il passare delle prestazioni. All’inizio sì, abbiamo fatto un po’ di fatica, però siamo un bel gruppo, lavorando e avendo gente d’esperienza che ha giocato in alte categorie tiene alta la tensione, e lavorando ogni giorno i risultati hanno cominciato ad arrivare.»
Per l’attaccante la Freedom è riuscita a centrare risultati importanti e a condurre una stagione da incorniciare grazie alla forza del gruppo: «La nostra forza è stata questa: siamo un gruppo che lavora, che non si lamenta e che fa fatica, perché se non facciamo fatica sappiamo che le altre squadre faranno di più, e quindi vince chi lavora di più.»
Un pensiero è andato al pareggio del “Paschiero” contro il Como capolista e ormai qualificato in Serie A: «Dovevamo affrontarla in quel modo, abbiamo fatto il nostro e quasi ci recriminiamo il pareggio, ma ci siamo rimaste legate fino alla fine», benché, a suo parere, la gara migliore giocata dalla squadra piemontese dall’inizio della stagione sia stata quella della remuntada contro la San Marino Academy, in vantaggio di due gol al termine della prima frazione e poi castigata nella ripresa con il 5 a 2 finale.
Spinelli reputa di essere cresciuta nel giro di un anno in una competizione per lei tutta nuova e di una categoria superiore: «Un aspetto è il livello tecnico, a livello mentale, ma a livello tecnico potrei dare molto di più.»
La calciatrice ha cominciato la sua avventura tenendo basse le aspettative, tenuto conto del salto di categoria e dell’eventualità di vedere raramente il campo. Con il passare delle partite e il minutaggio nelle gambe, Spinelli ha però alzato l’asticella personale dopo aver anche trovato, finalmente, il feeling con il gol: «Le mie aspettative erano basse, ma perché sono io che le tengo sempre basse, non perché io non abbia fiducia in me. Il mio obiettivo principale era conquistare minutaggio, essendoci il salto di categoria, un nuovo Mister e una nuova squadra, e un posto. Dopo, vedendo le cose andare bene, il mio obiettivo è diventato segnare e fare gol», e infatti di qui al termine del campionato si augura di poter mettere la sua firma su altri gol: «Ora sono a due, sarei potuta essere a quattro, perché ho avuto due occasioni cristalline già solo per l’ultima partita, ma non c’è niente da recriminare e sono molto serena; l’obiettivo principale era riuscire a segnare.»
Sulle spalle porta il 24, un numero che «fin da piccola è un numero ricorrente sia per cose belle, sia per cose negative; è stato anche indossato, nel corso degli anni, da alcune mie ex compagne di squadra e amiche, è un po’ un portafortuna per giocare e per avere con me le mie amiche.»
E ora che la stagione è agli sgoccioli, Spinelli si augura di chiuderla «in bellezza, spero di vincerle tutte come squadra, o comunque di giocare al massimo delle nostre possibilità senza avere niente da recriminarci. Le altre squadre giocheranno per vincere, e noi dobbiamo farlo come sappiamo e divertendoci», alcuni pensieri sono già rivolti al futuro: «per l’anno prossimo spero di rimanere in categoria e di potermi affermare anche a questo livello.»
Si ringraziano Jessica Spinelli, l’addetto stampa Edward Pellegrino e la Freedom FC per l’immensa disponibilità, la gentilezza e la fiducia.






