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Ternana: Carola Zannini in prestito fino al 2025

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La società umbra ha comunicato il rinnovo dell’accordo per il prestito di Carola Zannini: il difensore classe 2005 permarrà in maglia Ternana fino al 30 giugno 2025.

La calciatrice fa parte della rosa rossoverde da gennaio 2024: per ora, quindi, una sola stagione quella trascorsa a Terni (con due giornate in totale da titolare), legata da un rapporto che continua ad essere temporaneo.
In seguito al prestito dalla AS Roma, quest’ultima, inoltre, ha proseguito con uno stabile contributo in Nazionale Under 19.

Casacca numero 30, ora è pronta a disputare la seconda stagione consecutiva nei medesimi colori.

Olimpiadi: la Nadeshiko non muore mai, il Giappone ribalta il Brasile in pieno recupero

La formazione del Sol Levante ha dovuto cominciare il suo secondo match della trentatreesima olimpiade senza uno dei suoi muri portanti, vale a dire Risa Shimizu, che nel match contro la Spagna ha abbandonato il campo in barella per un infortunio al ginocchio. Quella con il Brasile rappresentava una sentenza di “dentro o fuori” per le nipponiche, e al Parco dei Principi avrebbero dovuto dare il massimo non contro una squadra qualsiasi, bensì il Brasile di Marta.

GIAPPONE (5-3-2): Yamashita; Koga (70′ Seike), Minami, Kumagai (C), Takashi, Moriya; Miyazawa, Nagano, Hasegawa; Tanaka, Hamano (57′ Hueki).

BRASILE (5-2-3): Lauren (45’ Tarciane); Yasmin, Rafaelle, Lauren, Thais, Antonia; Ana Vitoria, Angelina (70′ Duda Sampaio); Marta (C) (85′ Kerolin), Gabi Nunes (45’ Jheniffer), Priscila (45’ Ludmila).

Marcatrici: 56′ Jheniffer (BRA), 90’+2 Kumagai (PEN) (J), 90’+6 Tanikawa (J)

Ammonizioni: 3’ Lauren (BRA), 44′ Marta (BRA), 71’ Minami (J)

Arbitro: Welch (UK)

Note: recupero 3’ pt, 8’ st.

L’inizio del Giappone è stato in affanno, con un buon giro palla da parte del Brasile, fino al fallo di Lauren ai danni di Tanaka, che l’è costato anche un cartellino giallo ad appena tre minuti dal fischio d’inizio, il primo momento in cui le nipponiche sono riuscite a riordinare le idee. La squadra asiatica si è affacciata nell’area avversaria soltanto al 5′ con un tentativo di verticalizzare verso Yamashita, che non ha però tenuto il pallone. Al settimo minuto, l’errore di Vitoria ha dato la possibilità a Miyazawa di fare incursione in area di rigore avversaria dopo aver costruito una bella azione con le compagne, ma non è riuscita ad arrivare al tiro.
Nel primo quarto d’ora di match, la squadra di Ikeda ha fatto fatica a contenere la fisicità e le ripartenze del Brasile, che ha invece gestito bene il pallone e costretto le avversarie a commettere fallo in più casi, come quelli di Kuga, Nagano e Hamano nel tentativo di contenere Angelina.
Il Giappone, approfittando del Brasile scopertosi per attaccare con Marta al 19′, che ha sbagliato a calciare, è ripartito con un’azione che ha coperto più di metà campo, fino ad arrivare davanti al portiere con Tanaka, che ha però fallito il tiro nello specchio della porta, calciando fuori. La prima vera palla goal della partita è stata proprio quella delle nipponiche che, ritrovata una certa fiducia, hanno infatti provato a passare in vantaggio.
Da quell’occasione in avanti, il match si è trasformato ed è diventato più divertente: il Giappone era più concentrato in fase di creazione del gioco e la difesa nipponica era bene in partita, gestendo al meglio Rafaelle e il suo tentativo di tiro al 26′. Il secondo tiro per le giapponesi, lontano però dallo specchio della porta, è stato quello di Hamano al minuto 28. La squadra di Ikeda, che faceva meno fatica a entrare in area di rigore, era però troppo sprecona sotto porta: al 35′ Tanaka è stata egoista e, anziché crossare dopo aver corso a grandi falcate verso l’area avversaria da oltre metà campo, ha provato ad accentarsi per entrare in area di rigore, ma si è trascinata il pallone oltre la linea di fondo. Pochi minuti dopo anche Hasegawa si è lanciata verso l’area avversaria e ha calciato in porta, però il suo tiro è stato parato da Lorena. Tanaka è ripartita al 38′, quando le squadre sembravano già proiettate verso l’intervallo a reti bianche, e dopo una splendida azione in area Hasegawa non ha calciato con forza a sufficienza da impensierire Lorena. Al 42′, il Giappone si è conquistato il suo primo corner della partita, e dalla bandierina è andata Hasegawa, ma il pallone è stato spazzato via e recuperato da Angelina; il Brasile è stato messo in difficoltà dalle nipponiche, completamente schiacciato. Hasegawa ci ha provato di nuovo da fuori area, ma il suo tiro è stato intercettato dalla difesa brasiliana. La squadra di Ikeda non ha smesso di crederci e ha provato ad andare in goal con Moriya, poi al minuto 47 l’arbitro ha concesso un calcio di rigore per un fallo di mano da parte di Rafaelle nel tentativo di bloccare proprio il tiro di Moriya. Tanaka ha calciato dal dischetto, ma il suo tiro nell’angolino basso è stato parato agevolmente da Lorena. Tanaka ha provato a riscattarsi con un tiro verso l’angolo appena sotto la traversa al 45’+2, ma non ha inquadrato lo specchio della porta, e non ci è riuscita neanche Hamano al 45’+5. Le due squadre sono dunque andate negli spogliatoi sullo 0 a 0. Il Giappone ha giocato in modo più aggressivo, calciando 8 volte di cui 2 nello specchio, e l’errore di Tanaka dal dischetto non ha permesso alla sua squadra di trovare il meritato vantaggio.

La ripresa è iniziata come una fotocopia della prima frazione, con un Brasile più aggressivo alla ricerca del vantaggio che non ha concesso niente al Giappone, comunque molto attento in fase difensiva. Marta, marcata da Kumagai, ha tentato di calciare al 54’, ma la difesa giapponese ha protetto l pallone. Dopo l’errore, al 56′, Marta ha fatto valere la sua esperienza con una splendida giocata e passato il pallone a Ludmila, che ha verticalizzato attraversando tutto il centrocampo e raggiunto Jheniffer, colei che ha battuto Yamashita con freddezza e portato il Brasile in vantaggio grazie al suo destro in area.
Dopo aver rischiato di subire un secondo goal da parte di Antonia, il Giappone ha provato a reagire, e al 64’ ha creato la sua più ghiotta occasione con Mina Tanaka, sola davanti al portiere, il cui tiro è stato però deviato in calcio d’angolo; dagli sviluppi del calcio d’angolo, Ueki ha provato a sfruttare il pallone calciato da Hasegawa dalla bandierina, ma il suo tiro si è spento tra i guantoni sicuri di Lauren.
Tanaka e Lorena hanno avuto un momento di gloria al minuto 67, dando spettacolo con due gesti atletici a dir poco meravigliosi: dopo essersi girata su se stessa in area di rigore, Tanaka ha calciato verso la porta appena sotto la traversa, e Lorena, alzandosi per andare a parare, è riuscita a deviarlo sopra la traversa con una mano, forse una delle fotografie più belle del match.
Il Giappone è stato più bravo nelle ripartenze, ma troppo impreciso e sprecone al momento di concretizzare i suoi tiri, colpendo anche una splendida traversa con Hasegawa e poi con il tentativo di Miyazawa, l’ennesima calciatrice nipponica che ha provato a sfondare il muro brasiliano, all’apparenza deciso a difendere il risultato sfruttando le ripartenze. Non ci sono stati altri tiri degni di nota da parte della verde-oro, mentre il Giappone di Ikeda ha continuato a giocare, è cresciuto e ha iniziato a giocare andando a spezzare il ritmo delle avversarie.
La partita è stata decisa da un episodio al minuto 88: Yasmin ha toccato il pallone in area con la mano, e l’arbitro ha concesso il secondo calcio di rigore al Giappone. Dal dischetto c’è andata Kumagai, e lei non ha sbagliato, trovando il meritatissimo pareggio. Alle asiatiche sarebbe stato stretto, il pari: Tanikawa, una delle giovani più interessanti di questi Giochi olimpici, con una prodezza ha calciato da oltre venti metri, approfittando di Lorena fuori dai pali, e il suo splendido pallonetto è andato a incunearsi nell’angolino basso, battendo il portiere brasiliano. La sua rete, arrivata al 90’+6, ha scatenato la gioia delle nipponiche, che hanno dunque portato a termine una splendida rimonta ai danni del Brasile, incredulo di fronte al risultato scritto sul tabellone al triplice fischio.

Il Giappone ha fatto, disfatto, rifatto e ridisfatto per quasi tutti i novanta minuti del match. Ikeda può ritenersi soddisfatto dell’approccio alla gara delle sue ragazze che, dopo aver preso le misure, hanno imposto il loro gioco e hanno trionfato su una formazione che, va detto, sulla carta partiva da favorita. Sicuramente sono da migliorare il cinismo sotto porta e la precisione dei passaggi. Menzione d’onore per Tanikawa, il Bayern Monaco potrà sicuramente contare su di lei nella prossima stagione. Bene anche Hasegawa e Kumagai, molto volenterosa l’una e precisa l’altra, e sfortunata invece Tanaka, che avrebbe forse potuto fare di più.

Nuova Zelanda-Colombia 0-2: così per le Felci Nere è durissima qualificarsi

Nuova Zelanda-Colombia termina 0-2, e questo vuol dire soltanto una cosa: le Felci Nere sono ad un passo dall’eliminazione dal torneo, in corsa soltanto perché il ripescaggio delle migliori terze la tiene effettivamente ancora in gioco, ma serve sostanzialmente una combinazione di risultati al limite dell’improbabile. Eppure il primo quarto d’ora era trascorso alla pari, con le due squadre ad attaccarsi in velocità cercando di infilare le difese. Purtroppo, le Neozelandesi hanno deficitato di precisione e cattiveria nell’ultimo passaggio, e questo ha reso fiduciose le Cafeteras, che dal 15′ in poi hanno preso il pallino del gioco senza più lasciarlo, e anzi le oceaniche debbono ringraziare i legni della porta e la bravura del proprio portiere Leat, che ha compiuto interventi decisivi che hanno evitato che il passivo diventasse più pesante.

Il match di Lione, ordunque, conferma la crescente qualità della Nazionale colombiana, alla quale mancava la squalificata Ramírez, e le difficoltà della Nuova Zelanda, formazione sì ben impostata, ma alla quale mancano giocatrici in grado di svoltare le partite inventando la giocata. Mercoledì, l’ultima chance per la qualificazione, ma con una Francia guidata dal fattore campo e con le altre terze classificate a tre punti, se non serve un miracolo, poco ci manca.

NUOVA ZELANDA (4-4-2): Leat; Barry (76′ Foster), Stott, Bowen, CJ Bott; Kitching, Steinmetz (46′ Longo), Taylor (76′ Rennie), I-P. Riley; Hand (65′ Green), Clegg (46′ Jale). C.T.: M. Mayne

COLOMBIA (4-2-3-1): Tapia; Vanegas, Carabalí, D. Arias, C. Arias (85′ Caracas); Usme (72′ Montoya), Izquierdo (90′ Salazar); Caicedo (90′ Quejada Minota), Santos, Restrepo; Pavi. C.T.: A. Marsiglia

Marcatrici: 27′ Restrepo, 72′ Santos

Ammonizioni: /

Arbitro: Kim Yujeong (KSA)

Note: recupero pt 6’30”, st 10′

L’Australia urla a gran voce “never say die”: Zambia rimontato e sconfitto 6-5

Una gara al vero e proprio cardiopalma quella andata in scena durante la giornata appena trascorsa tra Australia e Zambia. Le due nazionali hanno giocato con un continuo “botta e risposta” in termini di risultato, tanto da rompere ogni possibile previsione.
Ben fatto sopratutto per l’Australia che ha così recuperato la sconfitta rimediata in occasione dell’esordio a Parigi 2024 davanti alla Germania e leggermente “ripulito” la sua solita immagine da nazionale nella lista delle migliori in campo, seppur lo Zambia abbia dato del filo da torcere durante tutti i 90 minuti.

Ciò si spiega subito con il primo vantaggio della gara, raggiunto proprio dalle opposte calciatrici verdi: un inizio duro che ha messo subito sotto le Matildas. Nei minuti successivi quest’ultime hanno cercato di rimediare a quanto accaduto, trovando appunto il goal del pareggio con Kennedy (convalidato dopo una attenta revisione del momento per una sospetta posizione di fuorigioco).
Nei prossimi dieci minuti si evidenziano molteplici calci d’angolo sia da una parte che dell’altra: sarà soltanto ai venti inoltrati che lo Zambia raddoppierà, lasciando le autraliane sul tutto da rifare.
Manca qualcosa all’Australia che ci prova, si, ma non riesce a concretizzare: è così che arriva il tris delle opposte, un difficile colpo questo da gestire per le gialloverdi, sotto di ben due reti.
Di fatto si arriva al 36′ con la risposta della squadra appena citata che riesce ad accorciare le distanze con il goal di Raso su angolo.

Una partita infinita il cui primo tempo terminerà sul 4-2 dello Zambia che manderà negli spogliatoi le Matildas con un po’ di amaro in bocca.

Il ritorno dagli spogliatoi è tutto un “ora chi aprirà le marcature?”. I ritmi sono evidentemente più lenti (probabilmente per un primo half non-stop), ma l’obiettivo per le atlete di Gustavsson rimane lo stesso, vincere!
Peccato per il quinto goal dello Zambia arrivato proprio dopo pochissimo dalla ripresa: una punizione che non ha lasciato scampo all’estremo difensore gialloverde.

Arriva poi il 3-5 per mezzo di un autogoal zambiano, portato subito dopo a 4 grazie al goal di Foord ma valutato irregolare per un fallo del portiere e definitivamente annullato.
Tanti i colpi di scena che anticipano il validissimo 4-5 australiano: un tiro talmente forte di Catley che insacca nonostante il tocco dei guantoni di Musole!
C’è da dire che l’entrata di Heyman ha aperto uno scenario totalmente diverso: l’Australia, a questo punto della gara, è sembrata molto più in forma ed in avanti rispetto alle avversarie.
77′: è rigore per l’Australia. Catley su dischetto non sbaglia e ribalta tutto: 5-5 a Nizza!

Ultima parte di gara completamente frenetica: lo Zambia prova a reagire, ma L’Australia è in agguato per tentare di rimontarla. E ce la fa! Proprio a ridosso dell’annuncio del recupero, Heymann cambia tutto!
Nonostante gli 8 minuti in più, la sfida terminerà con la grandissima rimonta autraliana.

Un risultato formidabile e di valore per tale formazione che intendeva riprendersi dopo il 3-0 subito dalle bavaresi. Per loro ora è testa alla prossima gara che le vedrà contrapporsi agli Stati Uniti (appuntamento fissato per mercoledì 31 luglio alle ore 19:00).

Olimpiadi di Parigi 2024 – Gruppo B
Australia/Zambia
Stadio di Nizza – ore 19:00
Marcatrici: 1′ Banda (Z), 7′ Kennedy (A), 22′ Kundananji (Z), 33′ Banda (Z), 35′ Raso (A), 45+2′ Banda (Z), 57′ Kundananji (Z), 58′ autogoal Musole (A), 65′ Catley (A)

AUSTRALIA (4-4-1-1): Arnold, Catley, Hunt, Kennedy, Carpenter, Foord, Cooney-Cross, Gorry (57′ Torpey), Raso (57′ Heyman); van Egmond (57′ Wheeler), Fowler.
A disposizione: Mika, Heyman, Torpey, Polkinghorne, Vine, Yallop, Wheeler.
Allenatore: Tony Gustavsson

ZAMBIA (4-4-1-1): Musole, Tembo, Mweemba, Muchinga, Siamfuko,  Kundananji, M. Zulu (66′ Chileshe), H. Chanda, Nachula (83′ Chilufya); Mupopo (83′ Chitundu), B. Banda.
A disposizione: Musonda, Banda, Chileshe, Lubandji, Chitundu, Chilufya, Zulu.
Allenatore: B. Mwape

Arbitro: Emikar Calderas
Assistenti: M. Rodriguez, M. Blanco
IV Ufficiale: V. Bernatskaia
Ammonite: 77′ Muchinga (Z)

AS Roma, annunciata una partership esclusiva e pluriennale con EA Sports

Credit Photo: paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

AS Roma Electronic Arts Inc. (NASDAQ: EA) annunciano una partnership esclusiva e pluriennale che porterà per la prima volta la squadra maschile e quella femminile in EA SPORTS FC™, a partire dal lancio di EA SPORTS FC 25. Questo accordo esclusivo vedrà l’AS Roma completamente integrata nel “Gioco Più Bello del Mondo”, anche su FC Mobile e FC Online, a testimonianza dell’impegno di EA SPORTS nel fornire ai fan un’esperienza calcistica autentica e completa.

Questa dirompente collaborazione segna un momento significativo e fondamentale: l’AS Roma Women, vincitrice dello Scudetto e della Coppa Italia della scorsa stagione, diventa una delle due squadre della Serie A femminile a ottenere la licenza per la serie FC, rafforzando l’impegno di EA SPORTS FC nel promuovere e far conoscere il calcio femminile a livello globale.

“Siamo felici di accogliere nuovamente tra i nostri partner un brand così prestigioso e apprezzato dai giocatori di tutto il mondo come EA SPORTS FC”, ha commentato la CEO dell’AS Roma, Lina Souloukou. “È motivo di grande soddisfazione per il nostro Club essere rappresentato nel videogioco non solo attraverso la squadra maschile, ma anche con la presenza delle nostre Campionesse d’Italia. Ringraziamo EA SPORTS per averci dato questa opportunità, che delinea un enorme passo avanti a livello culturale per l’affermazione del calcio femminile”.

L’integrazione in-game includerà rappresentazioni accurate dello stemma dell’AS Roma e delle maglie di entrambe le squadre, garantendo ai fan un’esperienza davvero coinvolgente. I tifosi giallorossi di tutto il mondo potranno provare l’emozione di giocare nei panni della loro squadra del cuore con dettagli sorprendenti quando EA SPORTS FC 25 sarà rilasciato nel corso dell’anno, e ogni momento sarà caratterizzato da un realismo incomparabile.

“Siamo entusiasti di accogliere le squadre maschili e femminili dell’AS Roma in EA SPORTS FC, al fine di avvicinare i fan ai giocatori, ai club e ai campionati che amano”, ha dichiarato James Taylor, Director of FC Football Partnerships. “Questa collaborazione rappresenta l’impegno ancora più profondo nei confronti della community calcistica italiana, e siamo entusiasti di onorare il ricco patrimonio culturale e l’appassionata tifoseria dei giallorossi”.

Per celebrare la partnership, è stato pubblicato un video con Blanco, uno dei più acclamati artisti musicali italiani e appassionato tifoso dell’AS Roma. L’artista, noto per il suo profondo legame con Roma, dove suo padre è nato e ha vissuto per molti anni, incarna perfettamente lo spirito della sua amata squadra di calcio.

Brescia Femminile, tra i pali si sarà ancora Sabrina Tasselli

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Il rapporto tra Sabrina Tasselli e il Brescia Calcio Femminile proseguirà anche durante la stagione 2024/25.

Le parole di Sabrina Tasselli: “Sono rimasta a Brescia perché già arrivare qui è stata la scelta migliore fatta negli ultimi anni quindi mi sarebbe sembrato stupido anche solo pensare di cambiare. Ho trovato una società che mette la persona non la calciatrice e la scelta dei tecnici che ha dimostrato l’ambizione della società di crescere e distinguersi anche senza l’appoggio di una società maschile. Inoltre ho avuto modo di conoscere delle persone speciali che hanno reso questa esperienza ancora più entusiasmante“.

Lazio Women, Zsanett Kajan: “Vorrei sempre vincere e spero di riuscire ad offrire alla squadra gol e assist”

Credit Photo: Lazio Women

“Ho deciso di scegliere la Lazio perchè mi piace la struttura e ho percepito che si vuole costruire una bella squadra. È un club con una grande storia in Italia, non posso dire di avere avuto difficoltà nello scegliere. Io vorrei vincere ogni volta e spero di riuscire ad offrire alla squadra gol e assist. Spero di riuscire ad ottenere buoni risultati, vincere dei trofei e far gioire i tifosi”

“Non ho una posizione preferita da centrocampista, gioco dove mi schiera il mister e dove posso aiutare maggiormente la squadra anche se la mia posizione preferita è da numero 10. La Serie A è un campionato duro ma gioco in Nazionale da oltre 10 anni, quindi ho disputato molte gare internazionali. Questo mi permette di crescere singolarmente e può aiutare la squadra a fare meglio e a raggiungere quello che vogliamo conquistare. Vorrei fare più gol rispetto alla scorsa stagione, ma la cosa più importante è che il gruppo vinca più partite possibili”. 

Olimpiadi: poker degli Stati Uniti alla Germania, strepitose Rodman e Girma, spente le tedesche

Emma Hayes ha forse messo le mani avanti per scaramanzia, dicendo che la nazionale statunitense è un po’ troppo ‘acerba’ per puntare alla medaglia d’oro? Non si sa, fatto sta che le diciotto ragazze che ha scelto, finora, hanno disputato il match contro lo Zambia e quello contro la Germania come se la loro intesa fosse radicata in loro già da tempo e come se avessero già giocato tutte almeno una volta in un torneo di questo spessore.

STATI UNITI (4-1-2-3): Naeher; Dunn, Davidson (44’ Sonnett), Girma, Fox (90’+2 Krueger); Coffey, Lavelle, Horan; Smith (84’ Williams), Swanson, Rodman (90’+2 Nighswonger)

GERMANIA (4-4-2): Berger; Rauch, Hegering, Hendrich, Gwinn; Bühl, Popp (77′ Senss), Minge, Brand; Schüller, Nüsken (68′ Lohmann)

Marcatrici: 10’ Smith (USA), 22’ Gwinn (G), 25’ Swanson (USA), 44’ Smith (USA), 89′ Williams (USA)

Ammonizioni: 18’ Hendrick (G), 22’ Coffey (USA)

Arbitro: Falcon (Argentina)

Note: recupero 7’ pt, 6’ st.

La Germania ha cominciato il match creando una prima, timida occasione al 2’ con Brand, un pallone crossato al centro che però era irraggiungibile, mentre quella del 4’ è stata la prima palla goal del match capitata sui piedi di Schüller, conclusasi con un nulla di fatto. Le ragazze statunitensi hanno invece iniziato con fare guardingo, senza scoprirsi troppo. Trinity Rodman, recuperato un pallone al 9’, ha fatto un’incursione in area avversaria e crossato al centro, ma il pallone si è perso sul fondo, seppur anticipando quel che sarebbe accaduto di lì a poco. Il goal degli Stati Uniti è arrivato al 10′ grazie a un’azione di Rodman che, dal limite dell’area, ha raggiunto in diagonale Sophia Smith: dopo il velo di Swanson, ha approfittato di una dormita di Gwinn e calciato in rete per siglare l’1 a 0 della formazione d’oltreoceano.
Tra gli applausi del pubblico di Marsiglia, le ragazze di Hayes hanno fatto ingolfare la Germania nella sua area; ha provato a reagire dopo la batosta, ma il pallone è sempre finito, come per magia, tra i piedi delle statunitensi. Si sono susseguiti tiri di Smith e Swanson, due calciatrici che nei due match della trentatreesima Olimpiade hanno dimostrato un’intesa formidabile. Al 15’, Swanson ha provato ad andare direttamente al tiro dalla sinistra, ma Berger ha parato senza alcuna difficoltà.
La Germania ha tentato di pareggiare al 17’, ma il tentativo è stato vanificato dalla difesa statunitense subito dopo gli sviluppi del calcio d’angolo. La formazione europea ha sicuramente accusato il colpo e ha faticato a uscire, commettendo anche tanti errori. È stato dal minuto 20 che le ragazze tedesche hanno provato nuovamente a pareggiare i conti e, anche se non ci sono riuscite, il goal era nell’aria: al 22’ Gwinn, classe ‘99 del Bayern Monaco, approfittando della regola del vantaggio, ha segnato una rete splendida da fuori area con un pallone che si è aggiustata, che ha calibrato e che ha poi calciato in porta facendolo passare tra le gambe di Davidson dopo un assist al bacio di Nüsken.
Gli Stati Uniti hanno reagito immediatamente, raggiunto l’area avversaria e tentato di trovare il vantaggio con il mancino di Lavelle al minuto 24.
Il tap-in di Mallory Swanson, dopo un errore di Bühl, ha portato sul 2 a 1 le americane, forse l’occasione che ha trasformato le sorti della partita e firmato la sentenza per le tedesche. La rete è sopraggiunta dopo una respinta di Berger sul tentativo di Smith, che ha calciato pur essendo trattenuta dall’avversaria e ha aperto la strada a Swanson.
A differenza degli Stati Uniti, che si sono affannati alla ricerca del goal, la Germania ha provato a costruire azioni con calma, studiando l’avversaria. La squadra tedesca è ripartita, ha guadagnato lentamente metri e si è adoperata per cercare il pareggio. Ha cominciato con Brand, che ha provato a inventarsi un assist per Schüller: quest’ultima ha calciato in porta al 31′ e tentato di ribattere in rete, ma Girma gliel’ha impedito. La percussione tedesca è continuata prima con Bühl, quasi a sdebitarsi dell’errore, e poi con Gwinn dopo uno splendido uno-due, ma la partita non è stata riaperta.
Al 43’, dopo che Davidson ha abbandonato affaticata il terreno di gioco, gli Stati Uniti hanno trovato la rete del 3 a 1 e la personale doppietta di Smith: dopo un cross in area allontanato da Popp, Smith ha recuperato un pallone che ha poi calciato in porta e, complici un pizzico di fortuna e la deviazione sfortunata di Rauch, ha segnato uno splendido goal che, dal palo interno, ha poi trovato la rete all’angolo opposto, imprendibile per Berger. La rete ha mandato in confusione la Germania, ma il 3 a 2 è stato sfiorato dalla numero 9, Nüsken, al 45’+6, il cui colpo di testa è finito di poco fuori.

La Germania, Rodman e Smith permettendo, ha provato a cominciare la ripresa in attacco e con il disperato bisogno di riaprire la partita. Al 56’ Bühl, senza troppa convinzione, ha calciato da fuori area e non ha trovato l’angolo che avrebbe sperato. Un paio di minuti più tardi, le ragazze tedesche hanno sfiorato il 3 a 2 con il tiro di Brand, finito di poco fuori dopo aver colpito il palo.
La formazione americana non si è fatta mettere i piedi in testa, Swanson ha però sprecato una clamorosa occasione di arrivare al 4 a 1: ha anticipato tutti i difensori, come addormentati, ma ha mandato fuori il pallone arrivato tra i suoi piedi proprio davanti alla porta.
La reazione delle tedesche è stata istantanea. Un’occasione clamorosa per la Germania è quella del minuto 58: dopo un’incursione da parte delle compagne nell’area avversaria, Bühl ha fallito l’occasione di arrivare al 3 a 2. Al 66’ Schüller ha dato inizio al contropiede, ha poi passato la palla a Gwinn che non ha però calciato con abbastanza forza da impensierire le parate di Naeher.
Soltanto dal 70’ gli Stati Uniti hanno abbassato un po’ il ritmo per mantenere il risultato confezionato fino a quel momento, dedicandosi a un maggior giro palla e facendo buona guardia in caso di ripartenza delle avversarie. Lo spettacolo pirotecnico del primo tempo è andato via via scemandosi, con una squadra che giocava per difendere e una che sembrava essersi arresa.
Al minuto 83 Rodman ha provato a scrivere il suo nome sui tabelloni dello stadio di Marsiglia dopo un’incursione fino all’area di rigore e un bel tiro a giro deviato però da Berger in calcio d’angolo. Williams, da subentrata, al minuto 88 ha chiuso definitivamente i giochi e calato il poker dopo aver ricevuto un pallone da Swanson dopo una splendida giocata di Rodman: ha dovuto controllare il pallone e, con freddezza, calciarlo a incrociare nell’angolino basso a sinistra di Berger.
L’orgoglio delle ragazze tedesche le ha portate a reagire in pieno recupero: la subentrata Lohmann ha tirato verso la porta all’ultimo minuto dei tempi regolamentari, seguita da Brand al 90’+1 e dalla splendida punizione di Gwinn al 90’+5, ma il triplice fischio incombeva ed era ormai troppo tardi.

Il poker calato contro la Germania, probabilmente un po’ troppo sicura di avere vita facile con la neonata formazione forgiata dall’allenatrice inglese e dal suo team, è stato siglato sotto il segno di Trinity Rodman, Sophia Smith, Mallory Swanson e Rose Lavelle. La Germania è invece parsa poco combattiva e, dopo la terza rete, ha forse perso tutte le speranze di pareggiare, ritrovando una debole fiammella dentro di sé in pieno recupero, quando niente avrebbe potuto capovolgere la gara. Tra le migliori in campo c’è stata si sicuro Girma, che con la sua esperienza ha gestito bene la fase difensiva del match ed evitato che la Germania sfruttasse le (poche) occasioni da goal create. Per quanto riguarda invece la fase offensiva, un plauso va fatto a Rodman che, pur non trovando il goal, ha avuto una prestazione sontuosa e aiutato in fase di attacco e i difensori a gestire i palloni più complicati. Per la Germania, invece, è doveroso menzionare Berger, che ha fatto il possibile per difendere la sua porta, e Gwinn che, nelle poche occasioni pericolose della sua squadra, è stata il perno.

Olimpiadi, Spagna: Putellas non perdona

Dopo la vittoria contro il Giappone, la Spagna ha giocato contro la Nigeria, di nuovo a Nantes, con l’obiettivo di conquistare la loro seconda vittoria a Parigi 2024 e, di conseguenza, di accedere direttamente ai quarti di finale garantendosi un posto tra le prime otto.
Le Superfalcons nigeriane, d’altra parte, scendendo in campo avevano una motivazione altrettanto forte se si pensa che nella partita d’esordio a queste Olimpiadi, hanno perso di misura contro il Brasile.
Dopo una partita tanto combattuta quanto ricca di spirito agonistico, che ha visto contrapporsi due squadre in grado di offrire uno spettacolo di grande calcio, la Spagna ha raggiunto il suo obiettivo con un gol da punizione di Alexia Putellas.

La Nigeria, che manca dalle Olimpiadi dal 2008, è un avversario veloce che sa come sfruttare le sue transizioni offensive, uno dei suoi punti di forza, non sorprende dunque una gara di una tale portata.
La Spagna, anche in questa occasione, ha dimostrato di meritare pienamente tutti i titoli vinti in questi anni, riuscendo a portare a proprio favore questo risultato per nulla scontato.
La resilienza della squadra ha premiato le furie rosse che nonostante le difficoltà hanno mantenuto alta la concentrazione e freddo il sangue.

Un altro primato si aggiunge a quelli già conquistati dalla Spagna: alla sua prima apparizione olimpica, le calciatrici capitanate da Irene Paredes disputeranno i quarti di finale con il pieno risultato di due vittorie, tre gol segnati e uno solo subìto.
La Spagna ha avuto sicuramente un maggior possesso palla rispetto alle avversarie, ha controllato il pallone e allo stesso tempo è stata attenta ad arginare il più possibile i contropiede delle nigeriane, che hanno comunque avuto le loro occasioni per segnare.

Dopo un primo tempo terminato a reti invariate, è nella seconda frazione di gioco che la Spagna ha trovato più spazio d’azione. La partita, infatti, è parsa volgere a favore delle iberiche già al 53′ quando Salma Paralluelo ha insaccato in porta. I controlli al var però hanno riscontrato un fuorigioco e di conseguenza il risultato è tornato sullo 0-0,
Alexia ha sfiorato il gol un paio di volte e la stessa Paralluelo ha avuto una grande occasione con un colpo di testa.
Il gol ha tardato ad arrivare finché Putellas, finalmente è salita in cattedra con ciò che le viene meglio, e dimostrando, ancora una volta con i fatti, perchè per due volte sia stata eletta pallone d’oro (85′).
Il suo calcio di punizione nei minuti finali, ha portato la vittoria alla sua squadra e ha regalato alla squadra di Montse Tomé la vittoria.

La prossima partita della Spagna si svolgerà a Bordeaux contro il Brasile con lo scopo di conquistare il primo posto nel girone.
Queste le calciatrici spagnole che sono scese in campo contro la Nigeria:

Cata Coll; Oihane Hernández (Olga Carmona, 46′), Irene Paredes (C), Laia Aleixandri, Ona Batlle; Teresa Abelleira (Patri Guijarro, 58′), Aitana Bonmati, Alexia Putellas; Lucía García (Athenea del Castillo, 46′), Mariona Caldentey, Salma Paralluelo.
A disposizione: Misa Rodríguez, Laia Codina, Jenni Hermoso, Athenea del Castillo, Eva Navarro.

Spagna-Nigeria 1-0: non basta il carattere alle Falcons, che si arrendono all’85’

Spagna-Nigeria termina 1-0, rendendo le Iberiche la prima Nazionale ufficialmente qualificata ai Quarti a punteggio per ora ancora pieno. Le Falcons possono ancora sperare nel terzo posto, ma servirà un successo contro il Giappone nell’ultima decisiva sfida di mercoledì.

E le Africane giocano una gran partita, mettendo in difficoltà la Spagna grazie alle qualità fisiche e atletiche, doti che le Furie Rosse tendono a soffrire (sono umane anche loro), seppur ciò non basti per evitare la sconfitta. Va detto che Ajibade ha sulla coscienza un paio di opportunità mancate, soprattutto quella al 36′ quando si intestardisce nel dribbling e perde l’attimo per la conclusione. Nel finale invece, è la neoentrata Ihezuo a sprecare l’opportunità di un pareggio che alla fine sarebbe stato meritato.

Come al solito, ottima la prestazione di Nnadozie, che evita la rete spagnola in un paio di occasioni, e nelle altre ci ha pensato il poco concreto attacco avversario. La Nigeria capitola solo all’85’, con una punizione di Putellas che inganna tutte e batte il portiere, trovando il gol qualificazione. Per le Falcons è il secondo 0-1 consecutivo dopo quello con il Brasile.

SPAGNA (4-3-3): Cata Coll; Batlle, Aleixandri, Paredes, Oihane Hernandez; Putellas, Abelleira (58′ Guijarro), Bonmatí; Caldentey, Paralluelo, Lucía García. C.T.: M. Tomé

NIGERIA (4-2-3-1): Nnadozie; Okeke, Demehin, Ohale, Alozie (72′ N. Payne); Ucheibe (85′ Kanu), Abiodun; Oshoala (72′ Ihezuo), T. Payne, Ajibade; Okoronkwo (61′ Onumonu). C.T.: R. Waldrum

Marcatrici: 85′ Putellas

Arbitro: Tori Penso (USA)

Note: recupero pt 1′, st 4′

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