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Priscila Faria De Olivera, Pero: “Serie A un sogno per tutti, fondamentale aver creduto nel nostro lavoro”

Credit: Pero

Nel girone A di Serie B di futsal femminile a guadagnarsi l’accesso ai play-off, dopo la regular season, è stata anche la Mediterranea C5 che ha centrato il salto in Serie A grazie alla vittoria sull’ Atletico Chiaravalle. A parlare in casa lombarda della stagione appena conclusa è stata l’allenatrice e giocatrice del Pero Priscila Faria De Oliveira che sulla sfida conclusiva della loro annata ha sottolineato:

“Eravamo pronte mentalmente a tutto quello che poteva succedere. Eravamo consapevoli della gara difficile che stavamo per affrontare, consapevoli di tutto il lavoro fatto, Dovevamo solo essere quello che sempre siamo state durante la stagione, credere fino alla fine in quello che abbiamo fatto”.

Sul salto di categoria, poi, la classe ’82 ci dice:
“Abbiamo provato grande soddisfazione e gioia. Si è sempre creduto nel lavoro, nel sacrificio, nella forza di una squadra di un lavoro che prima o poi paga. Ho avuto la fortuna di allenare ragazze stupende e di creare una vera squadra, e non solo un gruppo. Una squadra ha sempre solo un obbiettivo in comune, una lavora per l’altra, si perde insieme e se vince insieme. L’obbiettivo è sempre lo stesso”.

L’atleta brasiliana fotografa, poi cosi la stagione: “Il nostro girone  era di livello, penso che anche per questo siamo riuscite ad arrivare pronte alla fase finale, non a caso due formazioni di questo gruppo sono andate in serie A.
Il primo momento importante di questa stagione è stato il pass per la Coppa Italia, arrivato contro la Mediterranea, manifestazione che poi abbiamo vinto. Il secondo l’accesso per le finali promozione, cosa non scontata. Poi, ovviamente, aver vinto e raggiunto la promozione in serie A”.

La chiusura è con un messaggio a tifosi e giocatrici: “Vorrei dire grazie di tutto. Grazie ai nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto e grazie alle giocatrici che ha fatto diventare realtà a un sogno per questa società”.

Giulia Dragoni, è pronta a fare sognare la As Roma?

Giulia Dragoni, centrocampista del Barcellona e della Nazionale italiana, sembrerebbe il grande colpo di mercato della AS Roma.

Il duo Bavagnoli-Migliorati, vogliono alzare il livello della squadra, e la fantasista classe 2006 sembrerebbe il tassello di centro campo per fare sognare il pubblico e mister Spugna.

La piccola Giulia che nel 2024 è diventa la prima calciatrice italiana a vincere la UEFA Women’s Champions League, sebbene in panchina con il Barcellona, vanta un altro record in terra catalana: la prima nostra connazionale straniera ad entrare nella Masia femminile.

Dopo aver giocato la seconda parte della stagione 2022-23 con la squadra B del Barcellona, contribuendo alla vittoria del campionato di Primera Federación Femenina, la seconda serie nazionale, con 10 presenze e 4 reti ha conquistato e raggiunto le file della prima squadra: dove milita tutt’oggi.

La giocatrice con i suoi 16 anni e 259 giorni, inoltre, è diventata la più giovane italiana a giocare in un campionato Mondiale (quello Australiano), battendo il record di Rita Guarino, che durava dal 1991. Inoltre, al momento dell’esordio, è diventata anche la più giovane calciatrice del mondiale 2023, togliendo il record a calciatrici di alto livello.

Adesso sorge spontaneo chiedersi, ma se il Barcellona cede in prestito la fantasista del centro campo (dove la AS Roma possiede nello stesso ruolo Manuela Giuliano) che tipo di modulo si potrebbe sviluppare, sia in chiave campionato che per la rincorsa alla “Champions”?

Domande a cui solo il team tecnico giallo rosso, potrà darci una risposta, quello che è certo che le due giocatrici hanno già giocato insieme in Nazionale Maggiore (per le qualificazioni ai prossimi campionati Europei) e mister Soncin ha ben visto che le due, insieme, possono dare molto per la spinta di una squadra, contribuendo sia nel centro campo che in fase offensiva.

Acquisto mirato, se poi analizziamo le uscite di Stonstevold ed anche Feiersinger (sebbene di ruolo diverso) che hanno calato il livello tecnico del gruppo. Staremo a vedere, o meglio attendiamo le comunicazioni ufficiali da parte del Club, ma ritengo che un innesto di questo calibro potrebbe portare il Club capitolino tra le migliori società in grado di poter ambire alla conquista della prossima “Champions League” (non solo al Campionato e Coppa Italia della scorsa stagione).

 

Maternità e diritti delle donne: l’appello delle giocatrici spagnole all’AFE

Il convegno “Maternità e successo sportivo”, tenutosi questo martedì 18 giugno a Madrid presso la sede dell’Asociación de Futbolistas Españoles (AFE), segna una svolta epocale nel calcio femminile spagnolo.

L’evento, parte di una serie di conferenze organizzate dalla Federazione, ha affrontato una questione capitale per le calciatrici, e anche per le atlete in generale: come ritrovare la condizione fisica ottimale per tornare a competere ai massimi livelli dopo una gravidanza. “Le donne possono fare tutto”, una frase tanto potente quanto riassuntiva, che risuona come un mantra al termine della giornata di martedì.

La tavola rotonda è stata aperta da Ángel Rodríguez, condirettore del dipartimento legale dell’Associazione, che si è soffermata sul contesto giuridico relativo alla maternità e alla conciliazione familiare, partendo da quanto stabilito nello Statuto dei Lavoratori, analizzando le disposizioni ed i diritti ivi stabiliti. Con grande personalità e professionalità, Rodríguez ha sottolineato il lavoro svolto dal sindacato nel primo contratto collettivo dei calciatori di Prima Divisione e quello che attualmente si sta negoziando per migliorarlo. Tra le proposte degne di nota vi è l’introduzione di un  protocollo  per monitorare i casi di gravidanza, abilitare una  sala allattamento nei luoghi di formazione, implementare un  servizio di asilo nido  per i bambini sotto i 3 anni, assistenza fisica e mentale  dopo il parto.

“La maternità e la conciliazione tra lavoro e vita privata devono sempre andare di pari passo come l’adattamento della giornata lavorativa alla nuova vita di un’atleta incinta o che è stata madre, poiché ha una relazione specifica come quella di lavoratore. Dobbiamo quindi andare avanti sotto questo aspetto” ha affermato Rodrìguez.

Le ha fatto da eco María Alharilla, calciatrice del Levante UD della Liga F e madre, presente anch’essa al convegno: “Non pensavo solo a recuperare, pensavo a giocare di nuovo ai massimi livelli. Considero la salute mentale molto importante , perché essendo madre puoi pensare che non tornerai come prima. Mi ci è voluto un anno per recuperare il mio livello massimo. Adesso l’ho raggiunto ed è per questo che mi è chiaro che puoi essere una madre e una calciatrice professionista”.

Le donne non dovrebbero rinunciare a essere madri e atlete e l’AFE si propone come l’istituzione pioniera di effetto trainante, che alla lunga possa rendere più facile la vita delle atlete di altre specialità. Le atlete sono innanzitutto donne e come tali reclamano diritti umani di base per non rinunciare alla maternità o associare ad essa la paura di non ricevere il sostegno adeguato dai club e dalle Associazioni competenti.

Ternana: accordo biennale per Camilla Labate – Firma con scadenza 30 giugno 2026

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Altra conferma in casa Ternana: dopo il prolungamento dell’accordo tra quest’ultima e Valeria Pirone, arriva anche quello di Camilla Labate. L’esterno offensivo, casacca numero 17 della formazione umbra, infatti, proseguirà in rossoverde fino al 30 giugno 2026.

La giocatrice classe ’99, originaria di Marino (Lazio), è tornata sul campo più forte che mai dopo il brutto infortunio rimediato (trauma distorsivo della caviglia sinistra con doppia frattura del malleolo peroneale sinistro) durante la gara con la Lazio in occasione d’andata.
Contributo importantissimo della Prima Squadra (il cui ingaggio risale ad inizio stagione 2022), vanta ben 11 reti firmate nell’ultimo campionato disputato, chiuso definitivamente al secondo posto dopo il sogno serie A sfumato di cui è stata testimone con 20 presenze da titolare.

Rimane solo da attendere la prossima stagione che senz’altro la vedrà giocare in un ruolo da protagonista, con un rapporto con il club nel quale milita ancora più solido.

Serie C, Coppa Disciplina: Salernitana squadra più corretta, primeggiano anche Spezia e Trento

Credit: Stefania Bisogno- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nelle ore scorse la LND ha stilato la classifica della Coppa Disciplina relativa al torneo di Serie C femminile. La speciale graduatoria prevede una classifica dove vengono assegnati punti alle squadre in seguito ad ammonizioni, espulsioni e squalifiche verso calciatrici e tesserati oltre a sanzioni, penalizzazioni ed ammende varie per le società stesse. La squadra che al termine della stagione ha accumulato meno punti si aggiudica il trofeo ed il titolo di “squadra più disciplinata del campionato”.

Nel girone A la formazione più corretta è stata lo Spezia con un punteggio di 4,85 seguita da Lumezzane (5,70) ed Independiente Ivrea (5,80).
Nel gruppo B sul gradino più alto del podio il Trento Calcio Femminile con 3,45 punti con Venezia Calcio 1985 seconda (3,90) e Villorba terza (4,35). A terminare sotto la soglia dei 5 punti (4,80) anche il Padova quarto.
Nel raggruppamento C, invece, in testa la Salernitana con 1,80, formazione con il punteggio più basso dell’intera categoria, con il Crotone secondo (5,75) ed il Matera terzo (8,50)

1. Liga Žen, il dato sugli spettatori: l’interesse è in crescita

La 1. Liga Žen è terminata ufficialmente da qualche settimana, ed è il momento di trarre i bilanci della stagione 2023-24. Con l’aiuto della pagina Instagram Holky v číslech, riepiloghiamo i numeri degli spettatori.

La 1. Liga Žen è in crescita

In totale, 20,276 spettatori hanno assistito alle partite del campionato ceco – il numero più alto di sempre – per una media di 253 a partita. Il numero più alto riguarda, ovviamente, lo Slavia Praga, con un totale di 8766 presenze di media, e un picco di 6126 al derby con le rivali dello Sparta Praga all’Eden Arena. Le Spart’anky seguono in classifica ad una distanza siderale, solo 3247 spettatori, probabilmente influenzati da una stagione comunque difficile. 2815 il dato che riguarda lo Slovan Liberec, 1701 per lo Slovácko.

Numeri più sorprendenti della zona playout, con il Baník Ostrava che, nonostante la retrocessione, registra 1141 spettatori. 953 invece il numero del Lokomotiva Brno, davanti al Viktoria Plzeň che, seppur abbia lottato per i playoff nella stagione regolare, fa segnare soltanto 835 presenze. Ultimo il Pardubice, con 818 spettatori, dovuti ad un inizio stagione tribolato e ad un finale clamoroso.

Le considerazioni

La 1. Liga Žen è un campionato in crescita, trainato da uno Slavia Praga che non solo ha monopolizzato le principali competizioni patrie, ma anche in Europa ha iniziato a dimostrare il suo valore. Infatti proprio fare bene in Champions, diventando una costante e una realtà sempre più competitiva, sono gli obiettivi della società al cambio di allenatore. Ora sta anche alle altre squadre alzare il livello della competizione, cercando di dare del filo da torcere alle Bílo-červený, e ovviamente per cercare di diventare appetibili anche per le calciatrici straniere. Il potenziale c’è, ora la palla passa alle altre 7 squadre del torneo.

Como 1907, un anno davvero Eccellente

Photo Credit: Pagina Facebook Como 1907

Come ben sappiamo a Como abbiamo in Serie A il Como Women che è guidato dal Presidente Stefano Verga, anche se la proprietà è del fondo americano Mercury13, ma nella città lariana esiste un altro club comasco che ha una Squadra Femminile ed è il Como 1907.

Ebbene sì, è proprio quella formazione che nel maschile ha ottenuto la salita in Serie A, mentre nel femminile, al suo secondo anno di vita, ha vinto il Girone A di Promozione: in 22 partite la squadra allenata dal duo Samuele Piazza-Daniele Balzaretti ha ottenuto 58 punti, 19 vittorie, il pareggio con la Rhodense e le sconfitte con Bresso (1-0 alla 7a d’andata) e quella in avvio di campionato con l’Accademia Calcio Milano per 2-1.

Analizzando i dati il Como ha messo a referto 85 gol e ne ha subito solamente 11, risultando il miglior attacco del raggruppamento.

È vero che il merito spetta sia a Piazza che a Balzaretti, ma gli elogi vanno anche a coloro che sono scese in campo per centrare l’obiettivo, ossia le calciatrici: parliamo di pedine come Alessia Gomez, presa dal Real Meda in Serie C, Marianna Bruno, Alina Donatiello e la top scorer delle biancazzurre con 24 gol Chiara Porcaro, coloro che vinsero due anni fa il campionato di Promozione col Lecco, senza dimenticare elementi che hanno fatto parte della precedente stagione col Como, come la capitana Giulia Pozzolo o Camilla Balatti.

La ciliegina sulla torta è stata la festa promozione all’ultima di campionato allo Stadio Sinigaglia, già quell’impianto che ha visto nel 2022 la salita del Como Women nella massima serie, e sebbene la partita con la Rhodense sia finita 1-1, la voglia di celebrare un risultato importante era tanta.

Certo, la stagione non si è completata col double nella finale di Coppa con la Polisportiva Erbusco, ma nella prossima stagione ci sarà l’Eccellenza Lombardia e la domanda sorge spontanea: i fratelli Hartono decideranno di puntare forte anche sul Como Femminile e vincere subito il campionato oppure vorranno fare le cose con calma e raggiungere l’obiettivo con programmazione? Lo sapremo tra qualche settimana con il calciomercato che comincerà a luglio, ma una cosa è sicura: le lariane non vorranno fare la comparsa nel massimo torneo regionale femminile, vorranno essere protagoniste ancora una volta.

Scottish Women’s Premier League: riforme in arrivo a partire dal 2025-26

Dopo un lungo periodo di ricerca e consultazione con club e parti interessate, mercoledì 5 giugno è stata presentata una proposta di ristrutturazione all’Assemblea generale della Scottish Women’s Premier League.

La SWPL passerà a due campionati da 10 squadre a partire dalla stagione 2025-2026, riducendo il numero di partite nella massima serie.

Tuttavia, l’attuale SWPL a 12 squadre e l’SWPL 2 a 8 squadre continueranno per la terza volta nella stagione 2024-25. Le ultime tre squadre della massima divisione retrocederanno, senza spareggi, mentre verrà promossa la squadra che finirà prima nella SWPL 2.

Il formato apporterà le modifiche designate dall’anno successivo. Una volta stabiliti i due campionati da 10, i club si incontreranno in casa e in trasferta per completare le prime 18 partite, seguite da una divisione tra le prime sei e le ultime quattro.

Le squadre di ogni girone poi si affrontano di nuovo in casa e in trasferta, con le prime sei che giocano complessivamente 28 partite; allo stesso modo, le ultime 4 squadre si daranno vita a altre sei partite, per un totale di 24 incontri.

La vincitrice della SWPL 2 verrà promossa e la squadra che finirà ultima nella SWPL verrà retrocessa, con l’introduzione di un sistema di play-off esteso che coinvolgerà le squadre le posizionate da 2 a 4 in SWPL 2 e la penultime in SWPL 1.

Il sistema degli spareggi rimarrà il medesimo di ogni stagione:

  • Play Off Match 1: Squadra 3 in SWPL 2 contro Squadra 4 in SWPL 2;
  • Play Off Match 2: Squadra 2 in SWPL 2 contro il vincitore del Play Off Match 1;
  • Finale Play Off: squadra 9 in SWPL contro la vincitrice della partita 2 dei Play Off.

Considerati i dati e i feedback dei club, uniti ai cambiamenti nel calcio femminile europeo e internazionale, gli obiettivi della ristrutturazione della SWPL mirano a aumentare la competitività del torneo, inferiore rispetto alla media UEFA. Le aspettative comprendono, inoltre, il miglioramento della qualità dei campionati per attrarre giocatrici di talento e facilitarne lo sviluppo, oltre che adattarsi ai cambiamenti del calendario internazionale FIFA.

Marketing e sport femminili: come i brand guidano il progresso sociale

L’influenza e l’impatto delle atlete e delle leghe femminili sta raggiungendo livelli senza precedenti nel mondo dello sport.

Secondo un rapporto redatto a febbraio 2024 da Sponsor United, la principale piattaforma globale di intelligence su sport e intrattenimento creata nel 2018 per fornire dati e approfondimenti utilizzabili per costruire solide partnership di marketing, è in atto una sensibile era di trasformazione come dimostrano i progressi e i risultati ottenuti negli sport femminili nell’ultimo anno sia in Nord America che sulla scena globale:

  • Tre leghe specifiche, LPGA (il principale circuito professionistico di golf femminile negli Stati Uniti d’America), WTA (Women’s Tennis Association) e WNBA (Women’s National Basketball Association), hanno contribuito in modo significativo agli oltre 5.500 accordi attivati ​​nell’ultimo anno;
  • WTA e LPGA sono le prime due leghe sportive professionistiche femminili a superare quota 1.000 accordi di sponsorizzazione ciascuna;
  • il numero di sponsorizzazioni negli sport professionistici femminili ha registrato una crescita notevole, salendo di oltre il 22% su base annua.

L’investimento nello sport femminile non è un concetto nuovo, ma è sul punto di una svolta epocale. I brand che riconoscono questo cambiamento e si allineano proattivamente al trend raccoglieranno i frutti di un mercato dinamico e in espansione. Abbracciando il potenziale commerciale dello sport femminile, i brand, infatti, possono accedere a proficue opportunità inesplorate.

Mentre lo sport femminile continua a ritagliarsi il posto che gli spetta sotto i riflettori, il pubblico più ampio di riferimento riflette il potenziale di un profondo cambiamento sociale. La chiave di questa evoluzione è la creazione di equità e inclusione nello sport, che offre ai marchi l’opportunità non solo di godere di un significativo ritorno sugli investimenti, ma anche di diventare parte del movimento per la parità di genere.

 

Non solo oro olimpico: la Nazionale brasiliana, con la leggenda Marta, punta al sogno generazionale!

Un racconto sportivo emozionante, fatto di ambizione, dedizione, crescita e speranza: è quello sul Brasile, squadra concorrente alle Olimpiadi di Parigi 2024.
Due volte medaglia d’argento in tale torneo, la Seleção non solo cercherà di conquistare il suo primo oro in assoluto, ma anche di realizzare una delle più grandi aspirazioni della leggendaria regina Marta per poter decorare la sua carriera con un titolo importantissimo.

E si, perché “la Reina” (così denominata nell’ambiente) ha lasciato una preziosa eredità che solo chi seguirà il percorso da lei tracciato potrà proseguire, per un vero e proprio sogno generazionale. Quest’ultima attende la fine dell’anno per appendere al chiodo la propria casacca gialloverde, dopo il personale debutto nella Seleção che risale a più di 22 anni fa; il suo, però, rimane un contributo mondiale, riconosciuto ovunque, tant’è che la FIFA ha ritenuto opportuno inserire tra gli altri palmarès ilPremio Marta“, un bellissimo pensiero per il 2025 che verrà assegnato ogni anno all’autrice del miglior goal della scena calcistica femminile.

In sei tornei e 23 partite, Marta ne ha segnato 17, più di qualsiasi altro partecipante, uomo o donna che sia; nemmeno Lionel Messi (13) o Kylian Mbappé (12) sono riusciti ad avvicinarsi a questo record! Nonostante ciò il pilastro brasiliano ha sempre dimostrato una grande umiltà, anche davanti ai più impensabili traguardi; di fatto lei stessa ha confessato:Questo record mi rende estremamente felice, ma lascio che sia un modo per rappresentare tutta la nazione. Sono molto contenta di come si è evoluto il calcio femminile in Brasile e nel mondo; ci sono ragazze piene di talento che hanno un futuro enorme davanti a loro. Per loro, infatti, è solo l’inizio, mentre per me è la fine del percorso“.

Ancora incerta la sua posizione per quanto riguarda Parigi 2024, nessun dubbio, invece, sul fatto che le stelle nascenti della nazionale continueranno ad ispirarsi a lei: esempio lampante è la giovanissima Ary Borges, protagonista indiscussa dei Mondiali più recenti con un tris in debutto (rimane, infatti, la prima nel calcio maschile e femminile a trovare questo risultato).
Ed a proposito di Mondiali, impossibile dimenticare uno dei momenti più memorabili della carriera della numero 10: durante la sua penultima apparizione alla Coppa del Mondo, rivolgendosi alle telecamere pochi istanti dopo l’eliminazione ai quarti di finale contro l’équipe francese, ha lanciato un bellissimo messaggio che ancora oggi risuona negli schermi e nelle teste di tantissimi appassionati:La sopravvivenza del calcio femminile dipende da voiha riferito. C’è bisogno del supporto di tutti; bisogna piangere all’inizio per poi sorridere alla fine!“.

Si ricordano, poi, le parole rilasciate dalla stessa (evidentemente commossa) nello stesso contesto:Quando ho iniziato a giocare non avevo un idolo femminile, il calcio in rosa non veniva trasmesso, perciò come avrei potuto vedere le partite? Come avrei potuto immaginare di poter arrivare in Nazionale e diventare un punto di riferimento? Oggi, invece, i riferimenti ci sono, tanta gente mi ferma per strada e riferisce di avere figlie che vogliono diventare come me, come noi. Abbiamo aperto le porte all’uguaglianza”.

Ora ad attendere la squadra del ct Arthur Elias (in sostituzione all’ormai ex Pia Sunhage) ci sono gli impegni olimpici: inserita nel Gruppo C, dal 25 luglio incontrerà Nigeria, Giappone e Spagna (campione in carica della Coppa del Mondo Femminile 2023).
Sono comunque sette le partecipazioni che hanno preceduto il medesimo evento: Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016 e, la più recente, Tokyo 2020. Il miglior piazzamento? Il secondo posto (medaglia d’argento) raggiunto ad Atene 2004 e Pechino 2008.

Presto la società renderà pubblica la lista ufficiale delle 18+4 calciatrici selezionate.

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