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Rappresentativa Nazionale Femminile, Noemi Passeri: Most Valuable Player

Credit Photo: LND - Lega Nazionale Dilettanti

Occhi scuri e capelli neri, Noemi Passeri, terzino sinistro classe 2005 del Chieti Femminile,  è la prima di sei figli. Gioca a calcio da sempre. E’ stato il suo papà che, ancora neonata, le ha messo gli scarpini ai piedi. Anche nonno Giancarlo, ex arbitro, l’ha incoraggiata a “giocare a calcio”,  non faceva altro che regalarle palloni.

Carriera. Inizia all’età di 7 anni con la società sportiva Delfino Flacco Porto, qui giocherà insieme ad Angela Passeri (attualmente calciatrice del Sassuolo). Proverà con uno sport diverso iscrivendosi a pallavolo ma ha dovuto lasciar perdere perché, letteralmente, giocava con i piedi. Passa nella Gladius Pescara dove perfeziona il percorso di crescita: dagli Esordienti fino ai Giovanissimi (15 anni). Le maggiori difficoltà le ha riscontrate quando giocava nella squadra mista, non riusciva ad integrarsi con il gruppo, essendo l’unica ragazzina veniva molto spesso isolata. Da tre anni gioca nel Chieti (Serie C), l’inizio è stato difficile perché era la più piccola della squadra. Noemi, però, ha fatto molti progressi: da un anno è titolare e questo la gratifica.

Convocata dal mister della Rappresentativa Nazionale Femminile LND, Marco Canestro ha partecipato al Raduno di Tirrenia (2023), alle amichevoli con la Roma Primavera, con il Sassuolo Primavera e la Hellas Verona, alle due edizioni della Viareggio Women’s Cup (2023 e 2024) e al recente Torneo delle Regioni in Liguria (edizione 2024).

Sacrificio e Passione. Noemi studia Scienze Motorie all’Università di Chieti e dimostra una notevole abilità nell’organizzare e bilanciare il suo tempo tra gli impegni accademici, gli allenamenti e le responsabilità familiari, poiché il suo contributo alla sua famiglia numerosa è fondamentale, eppure riesce comunque a dedicarsi con successo ai suoi obiettivi personali.

Sogni e ambizioni. Noemi sogna di entrare a far parte della Nazionale e le piacerebbe allenare i bambini e le bambine della scuola calcio, motivata anche dal Chieti che conta sulla formazione e investe sul calcio femminile. Regala i suoi successi alla famiglia, gioca nel Chieti ma tifa Pescara!

Finlandia-Italia 2-1, le pagelle: difficile salvare la prestazione di Helsinki

Finlandia-Italia 2-1 segna un ritorno alle sciape prestazioni di un mese fa e rovina quanto di buono fatto con i Paesi Bassi. Azzurre irriconoscibili e soprattutto poco affamate, per un incontro perso malamente in un girone comunque tutto aperto visto anche il successo neerlandese sulla Norvegia.

ITALIA 5: non si può passare dalla buona gara di venerdì a questa prestazione. Una sconfitta che brucia soprattutto perché continua ad evidenziare i problemi del reparto d’attacco (ancora a secco e mai pericoloso) e di una difesa poco decisa. Se si vince solo quando l’avversaria tira indietro la gamba, non si và da nessuna parte.

Laura Giuliani 5,5: poco reattiva sul gol dell’1-0, nella situazione del 2-1 è disturbata in uscita dall’affollamento dell’area di porta. Per il resto, buon apporto alla manovra in costruzione, uscendo fin sulla trequarti per aiutare il reparto.

Lisa Boattin 5: parte bene bloccando ed allontanando il primo cross avversario della partita e dando fastidio alle giocatrici sulla sua fascia di competenza. Dà comunque troppo respiro a Koivisto, che ha il pregio di non sfruttare cotanta generosità. Poi cala con qualche errore di troppo, e prende un’ammonizione per un pestone a Koivisto. Non la sua migliore serata.

Martina Lenzini 5: prestazione quasi sufficiente, pur con qualche sbavatura ed imprecisione, ma sfortunatamente entra nell’azione del pareggio finlandese toccando palla a Kosola per l’assist a Rantala. Esperienza per le prossime partite.

Elena Linari 5,5: la migliore del reparto difensivo sino all’autogol (anche sfortunato) che decide il match. Chiude tutte le avversarie possibili, sia nella propria area di rigore, sia sulle fasce, fa funzionare la trappola del fuorigioco e al 66′ va anche al tiro, mandando sull’esterno della rete. Peccato davvero per essere involontariamente entrata nell’azione del 2-1 finlandese.

Lucia Di Guglielmo 5,5: buona la marcatura dell’1-0 complice la deviazione di Kosola, ma non basta una rete a salvare una prestazione, soprattutto se il reparto difensivo va in difficoltà sulle accelerazioni avversarie.

Arianna Caruso 5: paga la fisicità del centrocampo avversario e la pressione asfissiante che subisce, ma non è la solita brillante Caruso che siamo abituati a vedere. Si fa vedere in attacco con una conclusione al 34′ che termina alta di poco. (Dal 60′ Giada Greggi, s.v.: commento di circostanza, entra in una fase delicata della partita e non riesce a contribuire per svoltare la serata. Prova a produrre anche qualche cross nel finale, senza successo).

Manuela Giugliano 5,5: ha la prima occasione del match con un sinistro alto di poco al 5′, poi propone al 20′ un bel lancio che Giacinti non raccoglie. Cerca di lavorare il più possibile palla, ma le idee scarseggiano e non sempre trova il giusto movimento delle compagne. Positivo l’aver avviato l’azione del vantaggio azzurro. (Dall’80’ Martina Piemonte, s.v.: entra quando ormai la strategia riguarda il buttare palloni in area sperando di cogliere una deviazione, ma se poi i cross sono imprecisi, Piemonte non può fare miracoli. Forse andava inserita prima).

Aurora Galli 5: combatte a centrocampo con la solita grinta, ma la serata non è delle migliori, e infatti dopo un buon avvio cala assieme a tutta la squadra.

Sofia Cantore 5,5: dovrebbe essere la giocatrice chiave per la fascia di destra, ma ha poche opportunità per mettersi in mostra, e quando lo fa si trova un nugolo di giocatrici che le tarpa le ali. Positivo il primo pressing sulle avversarie nella sua area di competenza. (Dall’80’ Agnese Bonfantini, s.v.: entra per dare freschezza all’attacco, finisce con il proteggere con il fisico alcune rimesse dal fondo per aiutare Giuliani a ripartire con i lanci lunghi).

Valentina Giacinti 5: probabilmente sarà anche stanca visto il duro lavoro di corsa che propone sempre, ed infatti si muove ma non con la brillantezza che ci si aspetta da lei, facendosi scappare Kuikka al 16′, s al 56′ non arriva su un goloso e rischioso retropassaggio della difesa avversaria. Per uscire dopo un’ora, vuol dire che la serata è davvero grigia. (Dal 60′ Chiara Beccari, s.v.: come Bonfantini, entra per vivacizzare l’attacco e finisce con l’aiutare la difesa a recuperare palloni per provare a costruire qualcosa. Le corsie esterne vanno sfruttare in ben altro modo).

Michela Cambiaghi 5,5: l’assist non salva la prestazione, pur avendo operato molto bene nella fattispecie, con un bellissimo stop a seguire e una bella palla tagliata. Troppa altalenanza nel tempismo per gli inserimenti, a volte preciso, a volte anticipato o un pelo in ritardo, e poi manca un elemento fondamentale per un’attaccante: il tiro. (Dal 69′ Cristiana Girelli, s.v.: il discorso fatto per Martina Piemonte, vale anche per lei. Entra per raccogliere i traversoni in area, ma se essi sono imprecisi non può intervenire con la sua efficacia).

CT Andrea Soncin 5: “squadra che vince non si cambia” recita un antico adagio, anche se l’idea di far rifiatare alcune titolari per inserire nomi pesanti come Galli e una Di Guglielmo che sta disputando una buonissima stagione al club di appartenenza non è brutta. Da capire come mai Dragoni venga impiegata con il contagocce sia dalla prima squadra del Barcellona sia nella sua Nazionale, essendo uno dei veri grandi talenti della prossima generazione. Le scelte tecniche non si discutono, ma a volte ci vuole coraggio (infortuni e guai fisici permettendo). Cambi infruttuosi, ma non è solo colpa sua. Le débâcle hanno molteplici responsabilità.

Arbitro Marta Huerta de Aza 5,5: non è sufficiente nemmeno la prestazione dell’arbitraggio, molto inconstante e con giudizio incoerente. In una serata così, diventano incostanti tutti.

Vera Indino, Lecce Women: contenta del risultato e dell’approccio delle ragazze. Felice per il rientro di Monno e D’Amico

Credit photo: Facebook-Lecce Women Soccer

Il ritorno in campo di Serena D’Amico coincide anche con il ritorno alla vittoria del Lecce Women. Dopo i tre pareggi di fila che hanno preceduto le festività pasquali (Palermo, Independent e Apulia Trani), ieri la formazione allenata da Vera Indino ha rifilato un perentorio 4-0 alle romane del Grifone Gialloverde. Al comunale “La Torre” di Castrignano de’ Greci, davanti a circa cinquecento spettatori, le due squadre hanno dato vita ad una partita bella ed intensa dall’inizio alla fine. Le ospiti, tra le migliori squadre viste all’opera in questa stagione nel Salento, hanno lasciato il terreno di gioco a testa alta dopo aver profuso il massimo impegno.

È stata capitan D’Amico a superare il muro difensivo del Grifone al 39′ del primo tempo, a coronamento di una bella azione corale. La numero 7 è tornata a giocare, dopo l’infortunio all’occhio destro delle scorse settimane, grazie a una speciale mascherina di protezione in carbonio. La stessa D’Amico, ad inizio ripresa, ha messo in cassaforte il risultato realizzando dal dischetto il gol numero 24 della stagione. Nel finale poi la polacca Kinga Ejzel, ben assistita da D’Amico, ha messo a segno una doppietta raggiungendo quota 17 nella classifica marcatrici.

“Sono soddisfatta della prestazione delle ragazze, soprattutto dell’approccio di tutte nel secondo tempo – afferma l’allenatrice Vera Indino -. Nel primo tempo siamo state troppo imprecise sia a livello tattico che tecnico, abbiamo comunque creato tante occasioni che non abbiamo sfruttato a dovere. La svolta è stato il gol del capitano che ci ha dato una scossa e nel secondo tempo tutto è stato più semplice e anche la nuova disposizione in campo ci ha dato più compattezza. Sono contenta soprattutto per il rientro in campo di Monno dopo oltre 5 mesi di stop e di D’Amico dopo il brutto infortunio delle settimane scorse”

L’Italia affonda contro la Finlandia: 2-1 all’Helsinki Football Stadium

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Italia era in cerca di conferme contro la Finlandia all’Helsinki Football Stadium. Dopo le nevicate dei giorni precedenti, un cielo soleggiato inaugura l’inizio del match. Tanti cambi per il ct Andrea Soncin, a dimostrazione del fatto che nel gruppo delle Azzurre nessuna è inamovibile e tutte sono indispensabili e che le sue scelte sono adeguate alle caratteristiche delle avversarie.

Le padroni di casa fanno girare da subito la palla in cerca di soluzioni offensive. Il 4-4-2 scelto dal tecnico Marko Salorante prevede copertura sulle fasce in fase difensiva e rapide discese in fase offensiva. Di sua risposta, l’attenzione dell’Italia è alta e la concentrazione non impedisce alle Azzurre di cercare di costruire azioni da gol. Al 5′ combinazione Giacinti-Giugliano, la centrocampista della Roma non centra la porta con il mancino. Le prime azioni in fase di attacco sono timide, poichè l’Italia continua a studiare le avversarie. Le Finlandesi invece sono molto attente a chiudere gli spazi ed aggredire le Azzurre. Il primo vero pericolo per la formazione casalinga è una combinazione nello stretto, con la difesa dell’Italia schierata che con abilità riesce ad annullare la rapidità dell’azione. Le Azzurre provano a riempire l’area avversaria quando Lucia Di Guglielmo cerca di scaraventare cross dalla fascia così come fa Michela Cambiaghi dalla fascia opposta. Ma la Finlandia difende efficacemente. Allo stesso modo, le rapide ripartenze finlandesi sono stoppate efficacemente dalle ragazze di Soncin. L’Italia potrebbe dare maggiore velocità al possesso palla. E quando accelera, trova la rete del vantaggio: al 38′ apertura di Aurora Galli su Cambiaghi, stop a seguire dell’attaccante dell’Inter, cross in area e Lucia Di Guglielmo colpisce il pallone con il mancino e, complice una deviazione finlandese, sigla il vantaggio nonchè il primo gol con la maglia della Nazionale.

Tredicesima sfida tra Italia e Finlandia: 5 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta. Primo tempo troppo chiuso delle Azzurre, un solo tiro nello specchio della porta (quello del gol del vantaggio), con marcature strette e pochi affondi sulle fasce.

Nessun cambio, almeno all’inizio del secondo tempo, per entrambe le squadre. La Finlandia colpisce al 47′: destro improvviso di Rantala, dopo una rapida combinazione (schema tattico già visto nel primo tempo), tiro a giro potente che Giuliani non riesce e deviare fuori dallo specchio. Fulmine a ciel sereno per l’Italia, chiamata a mantenere lucidità dopo il gol del pareggio. La Finlandia, invece, cavalca la cresta dell’onda e con confidenza si avvicina spesso all’area di rigore delle Azzurre. Soncin effettua i primi due cambi al 60′, inserendo Giada Greggi per Arianna Caruso e Chiara Beccari al posto di Valentina Giacinti, ampiamente contenuta dalla fisicità del reparto offensivo finlandese. Netto equilibrio nella ripresa, la Finlandia non commette sbavature, chiude gli spazi e con pazienza costruisce azioni sulle zone laterali del campo. E alla lunga, la pressione alta delle finlandesi costa cara alle Azzurre: il vantaggio arriva al 75′, dagli sviluppi di un calcio d’angolo, la capitana Elena Linari devia sfortunatamente in porta il potente tiro di Sevenius.

Nonostante altri ingressi dalla panchina, tra cui Cristiana Girelli e Martina Piemonte, il ritmo di gioco dell’Italia non è mai salito. La fame e la velocità di manovra vista contro i Paesi Bassi non hanno trovato continuità, complice l’assetto aggressivo e allo stesso tempo diligente della Finlandia. Dopo il primo tempo abbiamo peccato di ingordigia, pensando forse che le avversarie fossero già battute, senza mai essere davvero brillanti. E invece, la determinazione delle finlandesi non è mai sfumata e la partita è stata agevolmente ribaltata. Mai cantare vittoria troppo presto. E questa sfida, indubbiamente, lo insegna.

 

Shebelieves Cup: Canada – Brasile si decide ai rigori, passa il Canada

Grazie al punteggio finale di 4 a 2, sarà il Canada della juventina Julia Grosso a disputare la finale di Shebelievescup contro gli Stati Uniti di Alex Morgan.

Il big match giocatosi in una bolgia di 50mila spettatori ad Atlanta, che per 90 minuti ha visto Canada e Brasile sfidarsi in un meraviglioso testa a testa, è stato deciso soltanto ai calci di rigore, a testimonianza del fatto che entrambe le squadre, rispettivamente la numero 9 e la numero 10 del ranking FIFA, sono in ottima forma.
Il Canada affronterà a Columbus, in Ohio, una formazione statunitense a caccia del suo quinto titolo consecutivo in questo torneo, mentre il Canada cercherà di vincere per la prima volta in tre presenze nella competizione cominciata nel 2016 e ormai arrivata alla nona edizione.

Il Brasile ha creato un maggior numero di pericoli e mantenuto il controllo del gioco fino all’intervallo, raggiungendo un totale di 16 tiri in porta contro il 12 del Canada. Il primo tempo è cominciato in discesa per la squadra sudamericana: dopo un primo tentativo da parte di Tarciane, sgusciata in area di rigore senza però vedere lo specchio della porta, il goal è arrivato dopo un fallo commesso in area dal Canada, che ha permesso alla calciatrice di portare la sua squadra all’1 a 0 con un tiro dal dischetto.
Dopo un buon primo tempo, il Canada ha spinto per agguantare il pareggio, e la formazione nordamericana ci è riuscita al 77° minuto. Conquistandosi un calcio di punizione proprio al limite dell’area, Jesse Fleming ha servito un pallone a Gilles, che è riuscita a penetrare in area di rigore in mezzo a sei avversarie. La centravanti ha poi battuto il portiere Tai Borges.
I supplementari non hanno regalato particolari emozioni, e sono stati necessari i calci di rigore per determinare la seconda finalista. Nonostante entrambe le squadre abbiano fallito il primo, il Canada ha preso ritmo e le sue calciatrici, ovvero Adriana Leon, Jade Rose, Simi Awujo e Julia Grosso, hanno segnato quattro volte consecutive. Il portiere del Canada Kailen Sheridan ha parato il primo rigore, quello di Marta, e un errore di Antonia ha dato alle canadesi il pallone della vittoria, trasformato da Julia Grosso.

L’allenatrice del Canada Bev Priestman ha apprezzato la risposta del suo team al momento più difficile della partita: “Non è stata la partita perfetta, ma sono molto felice dell’atteggiamento del gruppo, che ha fatto di tutto per portarsi a casa la vittoria”, ha detto.

Italia sconfitta 4-1 dall’Inghilterra nell’ultima partita del Round 2 di qualificazione all’Europeo: Azzurrine ko ma ancora in Lega A

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Si chiude con una sconfitta (4-1) contro l’Inghilterra il Round 2 di qualificazione all’Europeo della Nazionale Under 19 Femminile. A Queluz (Portogallo), le Azzurrine hanno subito la prima sconfitta dopo due pareggi (entrambi per 0-0) contro Portogallo e Svizzera, che avevano già reso irraggiungibile le pari età inglesi, a punteggio pieno dopo le prime due partite e che chiudono quindi con nove punti. Il contemporaneo successo del Portogallo sulla Svizzera, però, permette all’Italia di chiudere al terzo posto e di mantenere un posto nella Lega A in vista dei sorteggi delle qualificazioni della prossima stagione.

“Eravamo consapevoli delle difficoltà del nostro girone e del nostro potenziale – il bilancio del tecnico Selena Mazzantini –. Ci è mancata quella vittoria contro la Svizzera che ci avrebbe permesso di affrontare l’ultima partita con maggiore serenità. L’Inghilterra, però, si è dimostrata un avversario superiore e ha meritato il passaggio del turno. Ci riportiamo a casa un percorso di netta evoluzione delle ragazze classe 2005 e un gruppo di 2006 pronte ad affrontare la prossima stagione con grandi ambizioni, avendo accumulato esperienza a livello internazionale”. 

LA PARTITA. L’Italia, che aveva già dovuto sostituire il portiere Mustafic dopo la partita contro la Svizzera (al suo posto, nella lista delle 20, Elena Belli dell’Inter), dopo un quarto d’ora ha perso per infortunio anche Veronica Bernardi, sostituita da Greta Bellagente, ma ha comunque avuto la forza di portarsi in vantaggio grazie a Monica Renzotti, che dopo aver ricevuto un assist da Sofia Testa ha saltato il portiere Poulter e messo il pallone nella porta vuota. Immediato il pareggio inglese con un affondo da sinistra di Godfrey, che ha superato in uscita Bartalini. La stessa Godfrey, e sempre da sinistra, al 36′ ha messo in mezzo un pallone su cui c’è stato il fallo di mano di Gallo. Dal dischetto, ha trasformato la numero 11 inglese. Nella ripresa è stata invece Pritchard, tra il 50′ e il 52′, a mettere a segno le altre due reti dell’Inghilterra: la prima su assist di Baker, la seconda sfruttando un errore in disimpegno della difesa italiana.

Calendario, risultati e classifica del Gruppo A3 (3-9 aprile, Portogallo)

Prima giornata (mercoledì 3 aprile)
Inghilterra-Svizzera 2-0
Portogallo-ITALIA 0-0

Seconda giornata (sabato 6 aprile)
ITALIA-Svizzera 0-0
Inghilterra-Portogallo 1-0

Terza giornata (martedì 9 aprile)
ITALIA-Inghilterra 1-4
Svizzera-Portogallo 0-1
Classifica: Inghilterra 9, Portogallo 4, ITALIA 2, Svizzera 1

Il Napoli Femminile accoglie Yuki Togawa

Credit Photo: Napoli Femminile

Il centrocampo del Napoli Femminile si rinforza con un innesto proveniente dal Paese del Sol Levante. La società ufficializza attraverso i suoi canali ufficiali l’ingaggio della giocatrice nipponica classe 2000 Yuki Togawa. Con il suo approdo alla squadra allenata da Biagio Seno, Togawa diventa la quarta giocatrice giapponese nella Serie A eBay insieme alla sua nuova compagna di squadra Miharu Kobayashi, Saki Kumagai e Moeka Minami della Roma.

Paola Di Marino e compagne aspettano con entusiasmo la centrocampista mancina e, nel frattempo, continuano gli allenamenti in vista della delicata trasferta di domenica che vedrà impegnato il Napoli Femminile al Puma House of Football contro il Milan alle ore 15.

Arezzo-Freedom si giocherà a Tavarnuzze

Arezzo-Freedom, gara valevole per la 24ª giornata del campionato nazionale di Serie B Femminile, cambia eccezionalmente sede. La gara infatti, non si giocherà al Comunale “Santi Tiezzi” di Cortona (dove si è giocata l’ultima gara casalinga delle amaranto, sconfitte 2-1 dal Verona), bensì a Tavarnuzze, nel comune di Impruneta. Lo stadio scelto è l’Ascanio Nesi, sede di ASD Impruneta Tavarnuzze e di Centro Storico Lebowski. La scelta, come si evince dal comunicato della società aretina (che riportiamo qua sotto) viene fatta per venire incontro alle esigenze dei tifosi. Lo stadio “Nesi” infatti, rispetto a quelli di altre città della provincia, è autorizzato ad ospitare partite dei campionati nazionali, ha la tribuna omologata, e quindi i matches possono giocarsi a porte aperte.

La scelta di giocare a Tavarnuzze è stata presa per consentire ai tifosi di supportare le citte amaranto dalla tribuna, poiché lo stadio Ascanio Nesi possiede l’autorizzazione ad ospitare partite di campionati nazionali e consente di poter giocare la gara a porte aperte. Al contrario, i campi in provincia di Arezzo che sarebbero stati disponibili, sono sprovvisti di tale autorizzazione“.

Simona Ginosa, Molfetta C5: “Fatti dei progressi significativi, siamo pronte per l’ultimo sprint di stagione”

Credit: Molfetta C5

Nella Serie A di calcio a 5 femminile subito dopo il quartetto di testa staziona, in quinta piazza, il Molfetta. Il club pugliese, infatti, grazie ai  36 punti raccolti nelle prime 20 uscite ha condotto un torneo di tutto rispetto guardando, cosi, con fiducia alla post season. Dopo l’ultima uscita, con la sconfitta con il Tiki Tika, a  parlare, ai nostri microfoni, è stata Simona Ginosa, laterale classe 2002, che ha dichiarato:

“Sapevamo sarebbe stata una partita difficile, conosciamo il Tiki taka e le sue qualità, non a caso è seconda in classifica. Proprio per questo siamo arrivate ancora più cariche alla partita cercando di dare il nostro meglio per metterle in difficoltà, però purtroppo non è andata come speravamo. Siamo pronti a ripartire sempre a testa alta pensando alla Coppa e alla fine del campionato”.

Sulla prossima sfida con il Falconara: “Ci aspetta un’altra grande squadra, sarà una partita combattuta dove i dettagli faranno la differenza. Noi sicuramente scenderemo in campo con tanta voglia di vincere ma soprattutto di far bene cercando una vittoria importante per il morale. In campo ci sarà un Molfetta determinato e pronto a dare il massimo”

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Sulla propria stagione: “Personalmente valuto la mia stagione come positiva. Ho lavorato duramente per migliorare e sono soddisfatta dei risultati ottenuti, devo e voglio ancora crescere per continuare a dire la mia sul campo. Per quanto riguarda la squadra, credo che abbiamo fatto dei progressi significativi e siamo pronte a continuare a crescere e a dare l’ultimo sprint di fine campionato”.

Sulla Serie A: “Ho visto un torneo di grande livello sino a questo momento, ogni squadra scende in campo senza timore dell’avversario e cercando di dare sempre il massimo per portare un risultato positivo a fine partita. Nessuna partita è scontata, ci può essere sempre una sorpresa dietro l’angolo”.

Sui ricordi particolari di questa annata: “Sicuramente il mio primo gol con la maglia del Molfetta è un ricordo che porterò sempre con me. La vittoria contro la Lazio in una partita avvincente, poi, è stato un momento molto importante dove abbiamo dimostrato il nostro valore e la nostra determinazione come unione di squadra”.

Sul finale di campionato: “Ciò che mi auguro è di riuscire sempre a giocare da squadra. Sono sicura che così, come abbiamo già dimostrato in passato, riusciremo a toglierci grandi soddisfazioni e sicuramente potremo dire la nostra già dalla Coppa Italia. Sarà difficile, ma siamo pronte a lottare fino alla fine per raggiungere i nostri obiettivi insieme”.

Presentato il logo ufficiale della Coppa del Mondo femminile FIFA U-20 Colombia 2024

La FIFA ha svelato il logo ufficiale e l’identità del marchio della Coppa del Mondo femminile FIFA U-20 Colombia 2024 con un design vivace ispirato alla straordinaria natura e ai colori della nazione ospitante, la Colombia, e al ruolo fondamentale del torneo per le future stelle del calcio.

Utilizzando l’iconico e unico fiume Caño Cristales del paese sudamericano, soprannominato “Arcobaleno Liquido”, come tema centrale del design, il logo del torneo presenta anche il giallo, il blu e il rosso, colori della bandiera colombiana, per renderlo il perfetto riflesso del torneo e dell’organizzazione dello stesso.

Mentre i colori sorprendenti attirano l’attenzione e illustrano la società multiculturale colombiana in cui il sorriso non è mai lontano dai volti delle persone, il fiume arcobaleno che scorre attraverso il design fornisce un forte senso di come la Coppa del Mondo femminile FIFA U-20 sia un passo cruciale per le calciatrici nel percorso verso i gradini più alti del calcio.

“Calciatrici come Linda Caicedo e Salma Paralluelo si sono esibite in modo brillante alla Coppa del Mondo femminile FIFA dello scorso anno, ma chiunque ha visto la Coppa del Mondo femminile Under 20 FIFA in Costa Rica nel 2022 non è rimasto sorpreso: anche lì sono state straordinarie”, ha affermato Dame Sarai Bareman, responsabile del calcio femminile della FIFA.

“Questo emblema racconta la storia di come questo torneo possa essere un trampolino di lancio verso il palcoscenico mondiale e, quando lo guardi, non puoi fare a meno di emozionarti per la prospettiva del calcio e dei nuovi talenti che vedremo in Colombia”.

Molto prima della colombiana Caicedo e della spagnola Paralluelo, la nazionale USWNT Alex Morgan si è fatta conoscere proprio grazie al torneo del 2008 in Cile, segnando quattro volte e trascinando gli Stati Uniti a conquistare il titolo. Nel percorso speciale di Alexandra Popp c’è anche il titolo di capocannoniere del torneo del 2010, quando la Germania ha alzato il trofeo in casa, e l’undicesima edizione della Coppa del Mondo femminile Under 20 FIFA produrrà senza dubbio altre stelle del calcio femminile.

Il torneo – che si disputerà dal 31 agosto al 22 settembre – arriva in un anno significativo per il calcio colombiano, con la Federcalcio colombiana (FCF) che festeggerà il suo centenario nell’ottobre 2024.

“Questo emblema rappresenta il colore e la gioia del nostro Paese e della sua gente”, ha affermato il presidente della FCF e membro del Consiglio FIFA, Ramón Jesurun. “Questo Mondiale coincide anche con i primi cento anni della Federazione, quindi ci prepariamo a festeggiare con tutti i colombiani. Ci auguriamo che arrivino numerosi tifosi allo stadio insieme alle loro famiglie”.

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