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Roma-Fiorentina, la finale si giocherà venerdì 24 maggio alle 21.30: la sfida in diretta su Rai 2

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Sarà Roma-Fiorentina la finale della Coppa Italia Femminile Frecciarossa 2023-24. Questo l’esito del sorteggio che si è svolto presso la sede della FIGC di Via Allegri (Roma) e che ha determinato la squadra che formalmente giocherà in casa la finale, che si disputerà venerdì 24 maggio alle ore 21.30 (diretta Rai 2) in una sede che verrà ufficializzata nelle prossime settimane.

Sarà la prima finale della storia della competizione tra Roma e Fiorentina, entrambe alla quarta partecipazione all’atto decisivo della Coppa Italia. La Fiorentina ha alzato il trofeo nel 2017 e nel 2018 (in entrambi i casi contro il Brescia), perdendo la finale nel 2019 contro la Juventus; la Roma, invece, ha partecipato alle ultime tre finali, vincendo quella del 2021 contro il Milan e perdendo le ultime due contro la Juventus.

Iconic Goals: Il primo Derby d’Italia formato Women e della Juve

Tempo di Poule Scudetto per le Juventus Women, domenica 17 marzo alle ore 16:00 si parte con il primo appuntamento della seconda parte di campionato. Dopo l’archiviazione della regular season, che ha visto le bianconere chiudere al secondo posto dietro alla Roma, un nuovo affascinante capitolo sta per prendere il via. La squadra del neo tecnico Davide Zappella deve smaltire la delusione per l’eliminazione nella semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina; la stagione ora si stringe attorno a un unico grande obiettivo: provare a riprendere la scia della Roma e, contestualmente, difendere il secondo posto dalle inseguitrici.

Prima giornata subito impegnativa, il Derby d’Italia in casa dell’Inter propone un crocevia ideale per tornare a imboccare la strada giusta e dare una sferzata netta al cammino un po’ singhiozzante dell’ultimo periodo. Sfide con le nerazzurre che, da sempre, rappresentano qualcosa di speciale e tirano fuori il meglio dal punto di vista caratteriale. Fin qui i precedenti stagionali sorridono a noi: 4-0 al “Pozzo” di Biella nella gara d’andata e 0-2 all’Arena Civica di Milano con doppio timbro di Echegini al ritorno.

Quella di domenica è una partita da non prendere sottogamba, la squadra dell’ex Rita Guarino proverà a invertire la tendenza e, per evitare trappole, servirà la migliore versione bianconera.

IL PRIMO DERBY D’ITALIA SI GIOCA A SOLBIATE ARNO

Approccio al match con il consueto sguardo al passato: giriamo la rotellina dei ricordi e facciamo visita al primo Inter-Juventus formato Women.

20 ottobre 2019. L’Inter è alla prima stagione nella massima serie e ha una voglia matta di stupire, la Juventus – con tricolore e coccarda sul petto – non ha intenzione di concedere regali e punta a far sentire la propria superiorità sul campo.

Allo stadio “Chinetti” di Solbiate Arno si percepiscono vibrazioni che vanno oltre agli obiettivi delle due squadre: il Derby d’Italia si distacca da tutto, la parola del campo è assolutismo allo stato puro.

ROSUCCI LA SBLOCCA, GIRELLI INCORNA PER IL RADDOPPIO: DOPPIO VANTAGGIO NEL PRIMO TEMPO

Primi venti minuti di studio, grandi sussulti non se ne vedono. La Juventus, con il passare del tempo, comincia a misurare le caratteristiche dell’avversario e al 24′ colpisce. Cernoia lavora un buon pallone sul centro destra, entra in area e premia l’inserimento di Rosucci, che da terra ha il guizzo giusto per superare Marchitelli e portare in vantaggio le nostre. Primo gol in campionato per la centrocampista e gara subito in discesa. L’Inter accusa il colpo, manifestando qualche limite. La Juve, da grande squadra, aumenta la pressione, schiacciando le nerazzurre nella propria metà campo. Verso la mezz’ora, Sikora raccoglie sulla corsia, pennellata al centro e torsione aerea di Girelli che insacca sul palo lontano, confermandosi top scorer della Serie A. Gara in controllo, ultimo tentativo di Marinelli per l’Inter prima della pausa, ma il risultato resta invariato. È 0-2 all’intervallo.

SECONDO TEMPO COMBATTUTO, POI LA CHIUDE LA BORDATA DI CERNOIA

La ripresa si apre con le padrone di casa in spinta: l’intento è quello di accorciare subito le distanze e dare un significato differente alla frazione. Ci prova Tarenzi, liberata egregiamente in area, ma il suo tiro viene neutralizzato da Giuliani.

Il carattere dell’Inter merita lodi, ma la Juve quando accelera ha davvero un altro passo. A cercare il tris sono Rosucci – tiro dal limite respinto da Marchitelli – e Maria Alves, che non inquadra lo specchio dopo l’ottima discesa in contropiede. Partita che scorre, il parziale resta lo stesso fino al minuto 89. Girelli difende la sfera, si inventa uno spazio in area, tocco per Staskova, appoggio per l’accorrente Cernoia, bolide che scheggia la traversa e finisce in fondo al sacco. Gol di Valentina per il definitivo 0-3 che non lascia alcuna speranza di rimonta per le avversarie.

Sipario giù, gara nello schedario e tre punti di ottima fattura. Le Juventus Women passano per la prima volta sul campo dell’Inter e proseguono la loro corsa inarrestabile. Vittoria di grinta e sostanza, come speriamo possa fare la squadra di Zappella. Andiamo, ragazze!

Camilla Tengattini, Ravenna Women: “È stata una bella emozione tornare in campo dal primo minuto”

Prosegue il periodo no del Ravenna Women, sconfitto in casa dall’Hellas Verona per 3-0 nell’ultimo turno, con una squadra sempre più ancorata all’ultima posizione della classifica del campionato di Serie B. Al termine della partita, ai microfoni di Be.Pi TV – l’emittente del campionato cadetto che trasmette tutte le partite in diretta su YouTube – è intervenuta Camilla Tengattini, attaccante classe 2003 delle Romagnole, che ha commentato così il suo esordio da titolare.

È stata una partita difficile che comunque avevamo preparato. Sapevamo che l’avversario era forte ed importante, e abbiamo fatto del nostro. Siamo state brave nel secondo tempo a tenere il risultato, e comunque provare ad andare in avanti“.

È stata una bella emozione tornare in campo dal primo minuto dopo tanto tempo. Ringrazio il mister e le compagne per la fiducia. Speriamo in un continuo sempre migliore“.

Salvatore Colantuono, Parma: “É stata una partita gestita dal primo all’ultimo minuto”

Terza vittoria consecutiva per il Parma femminile, che nel weekend ha vinto in casa contro il San Marino. Alle crociate è bastato un tempo per portare il parziale sul 2-0, risultato poi mantenuto fino al fischio finale. Decisive le reti di Koungouli e Distefano. A fine gara Salvatore Colantuono commenta la partita:

Mister ti abbiamo sentito dare indicazioni anche con un grande tono di voce, un po’ il tuo stile, ma ti piaciuta nel complesso la tua squadra oggi?
É stata una partita gestita dal primo all’ultimo minuto, questo sicuramente, nel senso che la partita è stata sempre in controllo del Parma, ovviamente in alcune fasi di sviluppo e rifinitura, ma anche di finalizzazione, abbiamo fatto molta fatica perché abbiamo sbagliato veramente tanto, sia come scelte ma anche a livello di qualità. Il risultato poteva essere un pochino più rotondo e poi queste partite, come ci è successa anche all’andata, se non le chiudi le lasci aperte e da un momento all’altro si possono riaprire quindi questa è una cosa che una squadra forte, che vuole ambire a fare bene, non deve fare però ovviamente mi prendo questa vittoria molto volentieri, terza vittoria consecutiva. Abbiamo fatto 15 vittorie su 20 quindi non è poco, però questo è un campionato di livello così assoluto nei vertici che non bastano nemmeno 15 vittorie su 20 quindi devi essere convincente, devi perdere meno punti possibili perché Ternana, Lazio e Cesena stanno facendo un campionato straordinario, squadre a cui bisogna fare solo i complimenti per continuità di rendimento e anche come qualità di gioco.

Tutto però è rimasto invariato su in vetta, il Parma ha ritrovato slancio, ha il dovere di continuare a credere in quell’obiettivo.
Ma certo ci mancherebbe, noi siamo qua per questo e fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata proveremo a dare tutto quello che possiamo dare e sperando che la situazione infortunati poi ci dia anche una mano, perché nell’ultimo periodo siamo state falcidiate da tantissimi infortuni che voi o non voi un pochino ti limitano, però abbiamo una rosa a disposizione talmente ampia che ci permette di tappare anche questi buchi che si vengono a creare di volta in volta, ma è ovvio che un po’ di qualità la si perde, quindi daremo tutto fino all’ultimo secondo, il Parma sarà lì, insieme alle altre sicuramente.

Aggiornamento Ferin, hai provato a recuperarla oggi però purtroppo la ragazza non ha concluso la partita.
Ferin mancava da quasi 3 mesi, oggi avevamo in previsione di farle fare 15/20 minuti per ridarle un po’ di minutaggio e purtroppo ha avuto un problema alla caviglia, sulla stessa gamba dove si era fatta male il ginocchio, probabilmente non ha appoggiato benissimo, speriamo non sia nulla di grave che non ce la tenga ancora parecchio furi, perché di Caterina ne abbiamo bisogno come l’acqua nel deserto.

Adriana Martín, Freedom FC Women: “Per noi era una vittoria molto importante”

Domenica fondamentale per la Freedom FC Women, vincente 2-0 sul Pavia e conquistante la prima vittoria casalinga della stagione. Al termine della partita, ai microfoni di Be.Pi TV è intervenuta la capitana Adriana Martín per esprimere la sua contentezza per la partita.

Per noi era una vittoria molto importante, lo sapevamo, e ci siamo allenate molto bene tutta la settimana con la consapevolezza che oggi (domenica, ndr) erano tre punti importantissimi per noi, per la salvezza, e alla fine li abbiamo ottenuto perché è una squadra molto unita, sappiamo quello che vogliamo“.

Il nuovo mister ci dà quella spinta, quel coraggio di andare avanti, di avere quella fiducia e giocare soprattutto la palla, e di credere in noi stesse, perché abbiamo la qualità per farlo. Abbiamo le giocatrici, e soprattutto adesso abbiamo il coraggio di andare dall’inizio per la partita“.

Prepararsi per il Ravenna è importante tanto come oggi. Alla fine per noi, ogni partita adesso deve essere una finale, quindi lo sappiamo e le inizieremo molto convinte di tutto questo. Mi sa che si vede in campo che abbiamo la voglia di andare per ogni partita, per ogni palla, per ogni punto“.

Gaia Distefano, Parma: “Devo fare i miei complimenti alla mia squadra”

Il Parma vince 2-0 in casa contro il San Marino Academy. Padrone di casa in vantaggio dopo 18 minuti con Sofia Kongouli. Il raddoppio del Parma in chiusura di tempo con Gaia Distefano, quest’ultima, a fine partita, dice due parole ai microfoni:

Gaia, oggi un’ottima condotta del Parma che si sta rilanciando dopo il periodo non positivo, adesso sono tre vittorie consecutive.
Devo fare i miei complimenti alla mia squadra per come siamo entrate in campo, con l’appiglio mentale giusto e sapendo che comunque la partita era molto difficile.

Il tuo gol, che avevi cercato peraltro anche in precedenza, è arrivato dopo una giocata, direi travolgente, di Kelly Gago.
Sì sono molto contenta anche per la mia compagna, mi ha fatto un grande assist e siamo riuscite a fare entrare la palla.

SERIE B FEMMINILE, IL PARMA CENTRA LA TERZA VITTORIA DI FILA

Terza vittoria consecutiva per il Parma che batte 2-0 in casa San Marino e sale a 46 punti in classifica. Decisive le reti nel primo tempo di Kongouli e DiStefano, che mettono il punto esclamativo ad un’ottima frazione della squadra di Colantuono.
Nella ripresa cala leggermente il ritmo, con le gialloblu che amministrano il vantaggio senza correre troppi rischi in fase difensiva.
Parma che resta così stabilmente al quarto posto in classifica, in scia delle squadre di testa (Ternana, Lazio e Cesena). Prossimo appuntamento domenica 17 marzo sul campo del Verona.

Di seguito il tabellino del match:

PARMA-SAN MARINO ACADEMY 2-0
Marcatrici: 18′ Kongouli, 46′ DiStefano

PARMA
1. Alessia Capelletti; 6. Carlotta Masu (92′ 17. Laura Perin), 7. Antoniette Jewel Williams, 9. Kelly Odette Gago, 16. Federica Rizza (V. Cap.), 18. Ludovica Silvioni, 19. Elena Nichele (46′ 8. Azzurra Corazzi), 25. Caterina Ambrosi (Cap.), 27. Gaia DiStefano (74′ 91. Greta Di Luzio), 33. Sofia Kongouli (74′ 31. Caterina Ferin, 92′ st 14. Melissa Nozzi), 46. Veronica Benedetti. Allenatore: Salvatore Colantuono
A disposizione: 55. Evelin Frigotto; 45. Alessia Marchetti, 82. Camilla Cini, 90. Sofia Orsenigo

SAN MARINO ACADEMY
16. Giulia Limardi; 2. Shauna Margaret Peare, 4. Valeria Gardel (58′ 31. Elena Prinzivalli), 8. Giorgia Bertolotti (58′ 7. Cristina Carrer), 11. Maria Grazia Ladu (V. Cap.), 12. Aurora Manzetti (46′ 17. Yolanda Bonnin Rosello), 21. Valentina Puglisi, 22. Martina Tamburini (80′ 13. Soledad Yesica Menin), 30. Swami Giuliani, 45. Raffaella Barbieri (Cap., 67′ 27. Sofia Pirini), 68. Martina Carlini. Allenatore: Giacomo Venturi
A disposizione: 24. Francesca Montanari; 3. Giulia Montalti, 19. Michela Mariotti, 23. Federica Buonamassa

Arbitro: Mansour Faye di Brescia
Assistenti: Tonti di Brescia e Martone di Monza
Ammonite: DiStefano; Ladu
Recupero: 4’ pt, 5’ st

COPA 71 – La Coppa del Mondo di Calcio Femminile mai esistita

Nelle sale inglesi dall’8 marzo (festa internazionale della donna), il documentario COPA 71 prodotto dalle sorelle Serena e Venus Williams, racconta di un evento sportivo internazionale che ha segnato il calcio femminile per almeno 50 anni: la coppa del Mondo di calcio Femminile in Messico nell’estate 1971.

Nessuno (o quasi) sa o parla di questa manifestazione, nata come idea commerciale e ancor oggi non riconosciuta dalla FIFA, che ha visto Nazionali di calcio femminile quali Italia, Danimarca, Francia, Messico e Argentina, protagoniste di una competizione che ha riempito 2 dei maggiori stadi del Messico: lo stadio Jalisco a Guadalajara e l’Azteca a Città del Messico. In quest’ultimo si è giocata la finale che è ad oggi l’evento di sport femminile con più spettattori in assoluto.

Il documentario, ricco di radiocronache, stampa, foto e voci delle protagoniste, tra le quali la nostra Elena Schiavo, è emozionante. Bellissimi tutti i filmati condivisi, soprattutto quelli della nostra Nazionale italiana contro il Messico, con tanto di racconto delle protagoniste, e le controversie sulla semifinale.

Un documentario-film che lascia a bocca aperta anche i più esperti e appassionati di calcio femminile, anche perchè ha avuto come strascico il divieto per le federazioni di alcuni dei Paesi coinvolti di promuovere e approvare il calcio per le donne. In Inghilterra, per esempio, la FA (Federazione Gioco Calcio Inglese) aveva bandito il calcio femminile per 50 anni e ancora oggi si sentono gli strascichi di questa proibizione, con intere generazioni che non hanno avuto l’opportunità di giocare o vivere il calcio.

Copa 71 va al di là del semplice racconto calcistico: spiega come un mondo diverso fosse possibile, anzi lo è stato anche se la storia ne ha cancellato l’esistenza, o almeno fin’ora.

Assoultamente imperdibile se si è appassionati dello sport e della storia calcistica internazionale.

Stefano Braghin, Direttore generale Juventus Women: “Le ragazze mi hanno fatto capire perché ho dedicato 30 anni della mia vita al calcio”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Stefano Braghin, Direttore generale della Juventus Women, ha incontrato i media nella sala stampa del Club di Vinovo per dialogare oltre al suo impegno bianco nero per i prossimi anni anche di tematiche legate alla squadra, al mister ed agli obbiettivi futuri della Juventus.

Dopo il rinnovo, dalla carica di direttore, per Braghin sono 12 anni che lavora per questo Club (e saranno 15 al termine di questo ulteriore mandato) ed è lui stesso a dichiarare: “che dopo tutto questo tempo, la Juventus è certamente casa mia“. 

“È un club, prosegue Braghin, che ha segnato un lungo tratto della mia carriera, farei fatica a vedermi dietro un altro simbolo. Mi è sempre risultato difficile pensare di poter vedere questa squadra da avversario. Il fatto che la società abbia ritenuto che questo potesse essere un posto, dove mi sento bene, in cui sentirmi a casa mi inorgoglisce per rappresentare questo Club. Credo che la Juventus non sia un club come gli altri, quando hai il privilegio di starci: devi tenerlo a cuore”.

A chi gli chiede sulla scia del progetto maschile, che monitoraggio c’è per le ragazze delle Juve in prestito?

Il Presidente ha risposto: “I prestiti sono il palliativo per far fare alle ragazze il percorso che non riescono a fare nel club. Un progetto strutturato che funziona, le seguiamo molto, con le mie collaboratrici, abbiamo una struttura che segue settimanalmente le ragazze, abbiamo dei feedback buoni in tutte le squadre. Quando parlo di giovani parlo di loro, ci sono valori che riusciamo a trasmettere dentro il club”.

Dopo l’esonero di Montemurro ci si aspetta una maggiore responsabilità da parte della squadra?

“Quando giochi alla Juventus non servono stimoli ulteriori, le ragazze sono chiamate a dare delle risposte come tutti noi. Nei cambiamenti ci sono azzeramenti delle gerarchie, chi magari era più tranquillo della sua posizione deve dimostrare di poterla tenere e chi era un po’ più indietro ha voglia di mettersi in mostra. Su questa scia bisogna consolidarsi non è una cosa che dura all’infinito”.

Ma quanto hanno patito, le ragazze e la squadra, in questo periodo?

“Quando i risultati non vengono dopo un periodo positivo lungo c’è più difficoltà nel vivere le sconfitte. Parliamo di un gruppo che negli ultimi sei anni ha partecipato a 19 competizioni e ne ha vinte 12, che è passato dall’ultimo al nono posto in Europa. Forse siamo stati brave, troppo, prima; abbiamo vinto più titoli di tutte le altre squadre messe insieme negli ultimi 7 anni e questo è un merito che va ai due allenatori che si sono succeduti. Qualunque squadra inizi un ciclo penso voglia cominciarlo come noi. Ci sono delle ciclicità legate a molti fattori. Poter affrontare queste fasi con la consapevolezza di quello che è stato fatto è un buon aiuto ed è merito di tutti quelli che hanno lavorato in questo progetto in questi anni”.

In funzione della guida tecnica, del dopo Joe Montemurro, ci sono delle trattative in corso per la prossima stagione?

Adesso abbiamo un tecnico che stà lavorando molto bene, va sopportato ed aiutato ma credo che non ne abbia bisogno perchè un bravo allenatore. Per rispetto a lui parlerei di ciò che stà facendo, poi ovviamente ci sono molte persone che vorrebbero lavorare con la Juventus e si sono fatte avanti e candidate per questo ruolo: qualcosa di buono, a mio avviso, vedono. Abbiamo le idee abbastanza chiare sul tipo di profilo che ci serve e diciamo che l’esperienza ci ha insegnato molte cose ed ogni volta sappiamo in pò di piu di cosa ci serve. Nulla di imminente, cercheremo di fare la scelta migliore in linea con gli obbiettivi e la strategia della società!”.

Parlando di clici, con nuove prospettive, con nuove figure il di Direttore ha le idee chiare: “Far meglio di questo ciclo non sarà facile né scontato. Più che la fine di un ciclo è la fase di un percorso, in cui ci sono delle necessità di rivedere alcuni protagonisti. Non vedrei una fine e un inizio ma la rivisitazione delle gerarchie nel gruppo, è cambiato tanto il calcio femminile e ci inseriamo in un contesto diverso rispetto all’inizio”.

Per un tecnico, che lascia: Montemurro, ci resta tantissimo.

“Di Montemurro alla Juventus rimarrà tantissimo, il triplete e i quarti di Champions restano negli almanacchi. Ci ha dato una visibilità internazionale che non avevamo, ha dato garanzia di internazionalità al progetto. Ci ha fatto vedere un calcio che non avevamo visto sotto certi aspetti, lascia una grande eredità come aveva fatto Rita Guarino. Mi auguro che possa esprimersi altrove trovando delle condizioni in cui far vedere il suo valore. Quando uno lascia il posto di lavoro migliore di come l’ha trovato, ha fatto un ottimo lavoro e sicuramente lui ha lasciato una Juventus Women migliore”.

“Nel momento in cui si dà un segnale di cambiamento dal punto di vista tecnico, poter contestualmente comunicare che dal punto di vista societario si dava continuità era importante, per dare rassicurazione. Il club ha intrapreso un nuovo corso fatto di competitività nella sostenibilità. È una linea che mi ha trovato entusiasta, la strada della sostenibilità è l’unica per salvare questo gioco straordinario. Il calcio femminile italiano da qualche anno è un po’ fermo, noi come club sosteniamo tutti i costi. C’è un mercato internazionale che è in grandissima ascesa, come quello inglese. È una strategia che vuole essere sostenibile, in un contesto armonico. La strada che ho suggerito è quella di un progetto che deve andare avanti: puntare su giovani che provengono dal nostro settore giovanile, calciatrici straniere che vengano a darci una mano nelle aree in cui abbiamo bisogno. Calciatrici giovani che proviamo a intercettare prima dei grandi club o più affermate che vengono da stagioni complicate provando a riportarle al loro livello. Il terzo grande pilastro sono le ragazze storiche che hanno dato tanto e finché vorranno e finché ci sarò io avranno sempre un contratto”.

A chi gli chiede, se il progetto “Stadio a torino”, anzichè Biella il numero uno bianco nero non si nasconde ed afferma: “In Piemonte non pullulano gli ambienti e ancor meno le amministrazioni come quelle di Biella che hanno voglia di investire tanto. È uno stadio che va bene per le nostre dimensioni. Sono grato al club che mi ha dato la possibilità di trovare un impianto e sono grato al comune di Biella. Abbiamo deciso di non chiedere il pagamento del biglietto per non dare un’ulteriore spesa al tifoso oltre al viaggio. Chissà che in futuro non si possa riaprire un progetto che c’è ma è in stand-by. Quello di Biella è un buon posto che ci ospita volentieri”.

Sta per iniziare la seconda fase del Campionato, e per la Juve (a meno 8 lunghezze) resta un grande rammarico.

“La Roma sta facendo un grande cammino, penso porterà questo ciclo ancora avanti qualche anno. La classifica dice che tra noi è loro c’è la differenza di 8 punti e bisogna dar merito a loro che in questo momento sono la locomotiva del calcio femminile”.

Ma se la Serie A, dei prossimi anni, fosse a 12 oppure a 14 squadre non porterebbe maggior interesse e competività?

Tante partite non sono ancora così attrattive, abbiamo questo problema. Avremmo bisogno di partite un po’ più belle e campionati un po’ più aperti, più competitività genera più interesse e più interesse genera investitori. É un movimento molto giovane rispetto agli altri, solo che noi abbiamo fretta essendo un paese di calcio. Se lo contestualizzi però il cammino è ancora lungo. Il cambio del format? Quest’anno eravamo in 10 e abbiamo avuto una squadra che fino ad agosto non sapeva se avrebbe partecipato e una che dopo aver iniziato voleva ritirarsi. Già con 10 dobbiamo darci una piccola aggiustatina, è evidente che siamo pochi però bisogna farlo quando si ha la certezza che chi comincia poi finisce e che si porti un livello alto. So che in Serie B ci sono progetti interessanti. Abbiamo un progetto di 7 anni, altre squadre anche meno. Per questo dicevo che il professionismo è straordinario ma l’avrei fatto in maniera più graduale. La federazione crede molto in questo progetto e io sono ottimista, però i tempi vanno accettati”.

In conclusione Braghin, ripensa al suo percorso in questo Club, e di quanto ha imparato da queste ragazze:Ho imparato tantissimo, sono grato a queste ragazze che hanno riportato in superficie il cuore della passione per questo gioco. Nel maschile i ritmi sono talmente rapidi che hai meno tempo di capire, la ricerca della perfezione che mi aveva anche un po’ annoiato. Le ragazze mi hanno fatto capire perché ho dedicato 30 anni della mia vita al calcio”.

Chiara Piccini, Rinascita Doccia: “Partita difficile. Andremo in Sardegna con la voglia di riscattarci”

Credit Photo: Rinascita Doccia

La Rinascita Doccia dipinge per la ventesima volta il proprio quadro di campionato, ma lo fa con un colore cupo poiché reduce da una sconfitta imponente subita davanti all’ostico Lumezzane. Le sei reti contro una sono parecchie da digerire (non è mancata, in ogni caso, la consapevolezza che l’opposta avrebbe potuto dare del filo da torcere, vista la corsa al primo posto in graduatoria), l’unico goal siglato, però, fa comunque parte di una reazione, e da quella sicuramente si dovrà ripartire. Domenica, infatti, sarà subito trasferta: ci sarà la Tharros a fare da padrona di casa in quel di Oristano.

Sulla prestazione andata in scena più recentemente, è stato il centrale difensivo mancino di ruolo, classe 2001 rossoblù Chiara Piccini, ad affermare: “Sapevamo che sarebbe stata una partita molto difficile, anche perché consapevoli delle qualità tattiche e atletiche della squadra.
Loro sono partite molto forti e i due gol che abbiamo subito nei primi minuti ci hanno complicato ancora di più la gara; nonostante ciò, abbiamo cercato di creare qualcosa ed il goal ne è la prova“.

Sette i punti collezionati finora, per un quattordicesimo posto attuale.
La prossima giornata darà modo di evitare il ripetersi del “difetto” citato. Sulla ospitata sarda la stessa calciatrice ha poi continuato, dicendo: “Sono certa che andremo in Sardegna con la voglia di riscattarci e con l’intento di portare a casa dei punti; sarà una partita difficile, anche perché parliamo di una squadra molto ostica e con buone individualità. Cercheremo di dare il nostro meglio e di tirar fuori le nostre qualità!“.

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