Home Blog Pagina 1339

Sebastian De la Fuente, a Women’s 4 Football: “Dobbiamo essere più specialisti, parlare di più del femminile, e fare meno differenza tra un calcio e l’altro”

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Durante l’evento Women4Football, abbiamo intervistato il mister della Fiorentina Women Sebastian De La Fuente sottoponendolo a quesiti inerenti allo sviluppo scientifico nel calcio femminile.

Mister, buonasera. La calciatrice è un calciatore con meno muscoli. Lei è d’accordo con questa affermazione?

Il dottore ha detto che è una provocazione. Io penso che dobbiamo parlare un po’ meno di differenze, e parlare un po’ di più, nello specifico, di calcio femminile, o di calcio delle donne come hanno detto oggi. Dobbiamo essere più specialisti in materia, parlare di più del femminile, e fare meno differenza tra un calcio e l’altro. Io conosco tante calciatrici che hanno tanti muscoli nel cervello e tanti muscoli nelle gambe, quindi parlo solo di quello, ed è quello che serve sviluppare per il calcio femminile“.

Lo sport femminile è uno spazio per la formazione di una cultura identitaria. Siamo d’accordo?

Sì. Nel senso che, se parliamo proprio di cultura identitaria, di genere, come dicevo prima, è molto specifico. Quindi, è sempre calcio (lo diciamo sempre) è sempre sport, è sempre un gruppo di persone che insieme ha una strategia, e si allena per arrivare ad un risultato. Questo è sempre uguale. Però sicuramente, ci sono delle caratteristiche identificative diverse del calcio femminile, che vanno studiate, indirizzate e specificate per quella che è la via migliore da percorrere“.

Per certi elementi fisici o fisiologici, il corpo maschile e quello femminile sono simili. Che idea si è fatto in merito alle differenze tra la ricerca scientifica sul corpo femminile, e la ricerca scientifica sul corpo maschile?

È indiscutibile che ci siano differenze nella forza, nell’altezza e nella fisicità. Ma come dicevo prima, e come ripeterò sempre, io sono otto anni che alleno nel calcio femminile (prima allenavo nel calcio maschile), non ho mai cambiato metodologia di allenamento. Ti adegui alle necessità che ha quel gruppo di lavoro che hai. Penso come si allena un under-17 o una Prima Squadra maschile, o si allenano un’under-12 o un’under-19 nel femminile. Non parlo di genere. Parlo proprio di un gruppo, e di adeguarsi alle necessità che ha quel gruppo. Quindi differenze fisiologiche ci sono, basta solo lavorare adeguatamente per le caratteristiche fisiologiche del gruppo che hai di appartenenza. Perché penso che anche parlare di femminile, se alleno una squadra di Serie A e una squadra di Serie C, anche lì ci sono differenze fisiologiche“.

Parlando di questo workshop, eventi come questi, finalizzati ad analizzare e a valutare in maniera scientifica, aiutano il movimento ad entrare nelle giuste metriche anche a livello internazionale?

Abbiamo bisogno di queste cose per far crescere il calcio femminile. Sappiamo che c’è una grande necessità di crescita del movimento, di sviluppo costante. E dopo lo “schiaffo” del 2019, che ci ha fatto un po’ correre, adesso siamo in un momento di tranquillità dello sviluppo. Penso che dobbiamo tutti (addetti ai lavori, staff, giocatrici, società, giornalisti…) lavorare per crescere e sviluppare ancora, perché siamo in un momento di stallo, un momento di fermo, che è fisiologico perché forse abbiamo corso tanto, ma penso che dobbiamo crescere tanto e abbiamo bisogno di tutti per sviluppare il calcio femminile“.

Per quanto riguarda il contesto italiano, e quanto interessa la preparazione tecnica e fisica, a tuo avviso, utilizza le metodologie giuste?

Stiamo crescendo molto anche lì. Anche lì c’è stato uno “schiaffo” preso nel 2019. Oggi troviamo società che lavorano molto bene nel settore giovanile. Io penso che il grande segreto è lì: cominciare a lavorare con un linguaggio e una metodologia e con delle idee, con ragazze di giovane età, per avere poi in Prima Squadra ragazze con un bagaglio tecnico-tattico, che forse correndo non abbiamo avuto. Penso che ci vorrà del tempo, ma invito tutte le società a cercare di formare, come dicevo prima, staff e addetti ai lavori, per cercare di crescere e far sviluppare. E anche in questa crescita c’è la crescita della metodologia. Però io penso che stiamo facendo un passo avanti, tra poco vedremo i frutti“.

L’ultima domanda. Questi studi scientifici, messi a disposizione delle società, possono portare ad un miglioramento delle performance individuali e di quelle di gruppo?

Sì, quello che dicevo prima. Penso che tutto aiuti, tutto è un granello di sabbia che è questa grande arena, dove dobbiamo tutti fare un passo per far crescere questa ricerca (in questo convegno come dicevo prima), la formazione degli staff, la formazione e la ricerca delle società, migliorarsi, sono fondamentali per la crescita del movimento“.

Martina Naldoni, Orobica: “Pro Sesto? Partita difficile ma felici per i tre punti”

Credit Photo: Orobica Calcio Bergamo

Si è conclusa con una vittoria la gara casalinga disputata domenica dall’Orobica: l’ospite Pro Sesto è stata costretta a subire due reti, siglate da Anita Coda. Un risultato positivo e magnifico a questo punto del campionato, ma trovato solo nel secondo half.
La compagine rossoblù è entrata in campo non dando nulla per scontato e con la consapevolezza che non sarebbe certamente stata una partita semplice: ad ogni modo, si tratta dell’ennesima positività del cammino stagionale, utile non solo a confermare la classifica (sono tre, infatti, i punti acquisiti) ma anche la competitività e la compattezza della squadra.

È stata la centrocampista classe ’99 Martina Naldoni a dare il proprio giudizio sulla prestazione sfoggiata, affermando: “È stata una partita molto difficile, siamo riuscite a sbloccarla solamente a metà del secondo tempo. Non siamo riuscite a tenere tanto palla a terra ma siamo molto contente di aver portato a casa tre punti importanti per mantenere la prima posizione in classifica“.

Clean sheet? Attualmente termine molto familiare alle ragazze allenate da mister Marini: di fatto quello appena raggiunto è il quarto consecutivo. Un girone di ritorno iniziato col giusto piede, quindi, i cui frutti seminati si stanno raccogliendo. A tal proposito la stessa calciatrice ha detto: “Siamo molto contente di questo risultato. Facciamo videoanalisi, lavoriamo in campo, ma una mano è data anche dal fatto che ci conosciamo tutte da tempo, sopratutto tra difesa e centrocampo“.

Molteplici i ruoli ricoperti da Naldoni in questa stagione, aspetto sul quale si è voluta dilungare, vista l’importanza: “Da quando sono arrivata all’Orobica ho imparato a ricoprire diversi ruoli. Sono sempre a disposizione del mister e, come ci insegna lei, ognuno può fare tutto!“.

Ora le sharks voleranno in terra sarda per giocare la giornata venti davanti al Caprera, formazione che al momento non viaggia in acque sicure.

Biglietti per la finale di UEFA Women’s Champions League a Bilbao in vendita dall’8 marzo

La vendita dei biglietti per la finale di UEFA Women’s Champions League 2024 del 25 maggio (calcio d’inizio alle 18:00 ora locale) allo stadio San Mamés di Bilbao (Spagna) inizierà venerdì 8 marzo alle 12:00 CET su https://final2024bilbao.com.

I biglietti per l’evento clou del calcio femminile per club avranno prezzi a partire da soli 15 €, con biglietti premium disponibili a 45 €.

Prezzi dei biglietti:

Premium: 45 €

Categoria 1: 25 €

Categoria 2: 20 €

Categoria 3: 15 €

Nadine Kessler, direttrice generale calcio femminile UEFA

“Attualmente, la Spagna è uno degli epicentri mondiali del calcio femminile. Non c’è modo migliore per celebrare questo sport che fare affrontare le due squadre più forti d’Europa a Bilbao, in uno stadio grandioso come La Catedral. Il 25 maggio, gli occhi del mondo sportivo saranno puntati su di noi. Non vediamo l’ora di scrivere un’altra pagina di storia del calcio femminile”.

Per le squadre, le tifoserie e/o le federazioni che formano gruppi superiori a 30 persone, da venerdì 8 marzo sarà possibile inviare il modulo per richiedere un biglietto comitiva all’indirizzo grupotickets@rfef.es. Inoltre, dall’8 marzo, le persone a mobilità ridotta (PMR) che vorranno assistere alla finale dovranno inviare un’e-mail a pmr@rfef.es indicando “PMR” nell’oggetto. Oltre al biglietto, riceveranno un invito gratuito per un accompagnatore.

Terminata la fase a gironi di UEFA Women’s Champions League 2023/24, è stato effettuato il sorteggio dei quarti di finale (in programma a marzo) e delle semifinali (aprile), prima della conclusione allo stadio San Mamés da oltre 50.000 posti sabato 25 maggio. In caso di tutto esaurito, verrà probabilmente battuto l’attuale record di affluenza per una finale di UEFA Women’s Champions League, che ammonta a 50.212 spettatori ed è stato stabilito nel 2012 in occasione di Olympique Lyonnais1. FFC Frankfurt (2-0) all’Olympiastadion di Monaco.

Le partite di questa edizione della UEFA Women’s Champions League sono trasmesse gratuitamente in diretta sulla piattaforma streaming DAZN, con alcune partite selezionate disponibili anche su YouTube.

Independent, Elio Aielli dopo la sconfitta col Matera: “Non vanno cercati colpevoli, dobbiamo lavorare”

Credit Photo: Independent

L’Independent, dopo due vittorie consecutive, cade contro il Matera al Complesso Sportivo Kennedy in occasione della 19esima giornata di Serie C Femminile (Girone C). Una vittoria di misura quella della squadra ospite che porta i tre punti a casa grazie alla rete di Gina Fiore: l’attaccante, lanciata in campo aperto, si presenta davanti a Boccia e fissa lo 0-1 al 47’.

Al triplice fischio l’allenatore della formazione campana, Elio Aielli, ha dato la propria chiave di lettura della sconfitta. Di seguito, le sue dichiarazioni: “Avevamo di fronte un avversario importante, di tutto rispetto come il Matera che veniva da risultati importanti. Noi eravamo rimaneggiati, davanti avevamo gli uomini contati quindi abbiamo cercato di fare il massimo. Penso che Nicole non giocasse una partita di 90 minuti forse dall’anno scorso o dall’inizio del campionato perché ha avuto dei problemi di crampi. Poi nell’intervallo ho detto alle ragazze che l’episodio avrebbe potuto sbloccare la partita. Noi siamo stati troppo frettolosi in alcune scelte, abbiamo avuto due occasioni per raggrupparle, poi è normale che devi concedere qualcosa se vuoi sempre giocare. Speriamo che gli infortuni che ci sono stati oggi non siano nulla di che, parlo di Borrelli che ha avuto un problema alla spalla ed è uscita in barella. Speriamo di recuperare energie, soprattutto mentali. Questa è una squadra che deve lavorare, non deve cercare demoni come succedeva in passato in ogni situazione. L’unica, ricetta è il lavoro, la colpa non è di nessuno, ma di tutti quando si perde, così come il merito di tutti quando si vince. Quindi, ripeto, non vanno cercati demoni o colpevoli come succedeva in passato”.

Teresa Fracas, Brescia Femminile: “Son felice per il gol e per la vittoria sul Ravenna”

Photo Credit: Pagina Youtube Be.Pi.Tv

Il commento di Teresa Fracas, sui microfoni di Be.Pi.Tv, alla fine di Brescia-Ravenna, gara valida per la 19a giornata di Serie B in cui hanno vinto le biancazzurre per 2-1 grazie al gol decisivo della stessa Fracas nei minuti finali dell’incontro.

Contro il Ravenna potevamo fare sicuramente meglio e abbiamo un po’ calato il ritmo Però, per fortuna, siamo riusciti diciamo a concludere la partita con una vittoria, e questo per noi è importante visto le due sconfitte. Segnare il gol-vittoria stata una gran soddisfazione personale e anche per la squadra, perché avevamo bisogno di vincere e son felice perché siamo riusciti a portare a casa il risultato, che è la cosa importante“.

A Milano grande successo per “Women4Football”, l’iniziativa sul calcio femminile promossa da AIC e AIAC

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Una giornata dedicata esclusivamente al calcio femminile, dalle questioni medico-scientifiche fino ad arrivare al professionismo e alle prospettive di sviluppo dell’intero movimento. Sono questi i temi discussi oggi al Talent Garden Studios di Milano con ‘Women4Football’, l’iniziativa promossa da Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori con l’obiettivo di approfondire la specificità dell’attività sportiva al femminile.

L’evento, moderato dal giornalista Alessandro Alciato, si è chiuso con il workshop ‘Italian women’s football in an international benchmarkal’, una tavola rotonda al quale hanno partecipato il presidente federale Gabriele Gravina (in videoconferenza), la presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica Federica Cappelletti e quella della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari, oltre al presidente AIC Umberto Calcagno e al vicepresidente AIAC Pierluigi Vossi, che hanno fatto gli onori di casa. Presenti anche Laura Georges (Vicepresidente FFF – Fédération Française de Football), Kelly Simmons (Sports Consultant – Former FA Director of the Women’s Professional Game and FA Director of Development) e Sara Gama (Vicepresidente AIC).

“La crescita che stiamo vivendo in questi due anni di professionismo ha generato un aumento dei ricavi audio-televisivi di quasi il 70% – ha dichiarato Federica Cappelletti – non sono numeri che possono rendere sostenibile il sistema, anche perché contestualmente i club hanno dovuto fare i conti con un aumento dei costi. Grazie alla FIGC continueremo ad accompagnare le società: pochi giorni fa è stato spostato il focus della realizzazione della Lega di Serie A Femminile e per i prossimi tre anni proseguiremo il nostro lavoro all’interno della Federazione per rendere il sistema più dinamico e sostenibile”.

Nella prima parte del convegno, intitolata ‘Calcio Femminile: dal campo alla scienza’ si è invece discusso di alimentazione, allenamento, recupero, prevenzione degli infortuni e dinamiche piscologiche. Un importante momento di formazione che ha visto avvicendarsi sul palco Francesco Perondi (vicepresidente AIAC), Luca Gatteschi (Medico Nazionale A Femminile e responsabile sanitario Empoli Calcio), Carlo Castagna (AIAC e Università di Urbino), Natale Gentile (nutrizionista FC Internazionale), Marcella Bounous (Psicologa dello Sport) e Giuseppe Pedeliento (Università di Bergamo).

Alain Conte, coach Cesena: “Col San Marino Academy siamo state poco precise e poco concrete”

Photo Credit: Pagina Youtube Be.Pi.Tv

Le dichiarazioni dell’allenatore del Cesena Alain Conte, rilasciate al club cesenate, dopo il ko delle bianconere contro il San Marino Academy, finita 2-1 per le titane, nella 19a giornata di Serie B.

Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, siamo state poco precise e poco concrete rispetto al solito. La palla non voleva entrare, ma dobbiamo avere più cattiveria e quando arriva il momento buttarla dentro. Continuiamo a fare il nostro percorso con sacrificio e lavoro, la posizione che abbiamo ce la siamo guadagnata così, dobbiamo continuare a pensare partita dopo partita. In questo momento siamo lì in alto e come dissi qualche settimana fa la domenica storta può capitare a tutte le squadre e stavolta è toccato a noi“.

Mauro Perina, Trento Calcio Femminile: “Risultato giusto. Il rammarico rimane, le occasioni ci sono state per ampliare il vantaggio”

Domenica 3 marzo il Trento Calcio Femminile ha giocato in trasferta contro il Riccione nella partita valida per la 19° giornata di campionato di serie C, girone B.
La partita, che ha visto scendere in campo due ottime squadre che nel rettangolo verde hanno regalato tante belle prestazioni, si è conclusa con il risultato di 1-1.

La partita si è aperta a favore delle aquilotte con il gol di Mascanzoni al 7′ che ha portato in vantaggio il Trento in un’ottima azione combinata che ha mostrato anche l’intesa tra le giocatrici della squadra ospite. Pavana ha passato palla a Rosa che, a sua volta, rendendosi conto della posizione favorevole al tiro di Mascanzoni ha scaricato su di lei, che poi ha segnato. Da questo momento in poi fino alla fine del primo tempo, il risultato è rimasto invariato nonostante entrambe le squadre avessero diverse occasioni a loro favore.
Nella seconda frazione un combattivo Riccione ha trovato un controverso pareggio: Costantini del Riccione ha provato un tiro dalla distanza che prima ha toccato la traversa e poi è finito tra le braccia di Rubinaccio; il direttore di gara ha convalidato la rete (25′ ST).

Il mister Mauro Perina, terminata la partita, intervistato sull’andamento della stessa ha affermato che risultato giusto a parte, c’è un po’ di dispiacere per non essere riuscite ad ampliare il vantaggio.
Perina, inoltre, si è complimentato ancora una volta con il portiere della sua squsdra per essere stata pronta a prendere anche quel tiro dalla distanza che è stato poi ritenuto valido come gol.
Non c’è, in ogni caso, da preoccuparsi eccessivamente per quei due punti persi ma bisogna tenere stretto il buon punto guadagnato:

“Risultato giusto. Il rammarico rimane, le occasioni ci sono state per ampliare il vantaggio
quando eravamo sull’1-0. Bene così, un buon punto contro una buona squadra, dispiace
aver preso un gol da un tiro da quella distanza, nonostante Rubinaccio avesse fatto un miracolo – è da fare di nuovo i complimenti al nostro portiere. La palla era dentro forse, o
forse no: non ci fasciamo sicuramente la testa. Si allunga un pelo la classifica ma, ripeto, non abbiamo da guardare quella: è un buon punto”.

Michalis Eracleous, Arezzo Calcio Femminile: “Abbiamo rubato molti palloni, è quello l’atteggiamento che veramente vogliamo”

L’ultima giornata del campionato nazionale di Serie B ha visto un buon Arezzo, che ha fermato sullo 0-0 il Genoa. Una partita sicuramente importante, specialmente per la prestazione, dopo un periodo comunque complicato dal punto di vista dei risultati. Al termine della gara, l’allenatore delle Aretine Michalis Eracleous è intervenuto ai microfoni di Be.Pi TV per esprimere un veloce commento sul risultato.

Sì il rammarico è il sentimento che abbiamo avuto. Il sentimento, soprattutto nel secondo tempo su un campo pesantissimo, un campo duro su cui era molto difficile giocare, è che abbiamo fatto penso un’ottima prestazione. Abbiamo preparato bene la settimana, abbiamo provato a prenderle e a fare un pressing alto. Abbiamo rubato molti palloni, è quello l’atteggiamento che veramente vogliamo. E sì, si muove la classifica“.

Meglio tre punti [ride], abbiamo potuto anche vincere, però sono molto contento, soprattutto con la prestazione“.

Daniele Mennini, allenatore e commentatore tecnico di Futsal femminile: “Il calcio a 5 vive una fase di crescita. Facciamo innamorare il pubblico di questo sport”

Daniele Mennini, allenatore di calcio a 5 e commentatore tecnico di partite di Futsal, vive da sempre con passione il mondo del calcio. In passato indossava i guanti da portiere in campo, nel presente, invece, allena l’ A.S.D. Real Sesto, militante nella divisione C1 di calcio a 5. Durante la pandemia, insieme al collega Pietro Mazzara, trasferisce l’amore per il Futsal nel loro podcast ‘Futsal Podcast’. La loro idea visionaria consente a Daniele di emergere fino a commentare importanti match di calcio a 5 trasmessi su Rai Sport e Sky.

La nostra chiacchierata con Daniele è stata l’occasione per prendere in considerazione spunti interessanti sul mondo femminile del Futsal, oltre al suo legame personale con il mondo del pallone.

Daniele, hai avuto la possibilità di allenare sia squadre maschili sia femminili. Quali differenze hai notato dal punto di vista preparazione e della gestione del gruppo?

“Inevitabilmente, strutturalmente e geneticamente la parte fisica è diversa. Non ci sono differenze sulla preparazione. La parte fisica, di resistenza, di velocità e di forza viene eseguita in egual misura sia nel maschile che nelle femminile, ovviamente con dei parametri diversi. C’è una differenza sicuramente di gestione. Devo essere sincero, la parte femminile da questo punto di vista arricchisce. Io ho imparato che mi sono dovuto mettere molto più in discussione perché ho iniziato a farmi tante domande, cosa che prima magari me ne facevo di meno. Anche anche oggi nell’ambito maschile me ne faccio di più, ma grazie al passaggio che ho avuto nel femminile ti fai molte più domande, ti metti molto di più nei panni del dell’atleta e credi nella condivisione delle idee.”

A proposito di idee condivise, Daniele racconta dell’intervista alla giocatrice brasiliana Lucilèia, incontrata nel 2022 in Portogallo, nonchè pivot del Bitonto C5 Femminile e vincitrice dei Futsal Awards nel 2013.

“La cosa che mi ha stupito di più di quell’intervista è una giocatrice che ha vinto tutto, che  ha segnato più gol con la nazionale, la più forte della storia di calcio a 5 femminile. Forse era più emozionata di me e quello fa capire l’umanità di Luciléia. Nata in una fattoria di una favela del Brasile, aveva un sogno nel cassetto e non era un sogno facilmente realizzabile. È arrivata sul tetto del mondo con tanta determinazione, con un forte desiderio di raggiungere l’obiettivo ancora prima del talento che ha sviluppato nel tempo in quella meravigliosa terra che è il Brasile. La semplicità di quella ragazza mi è rimasta nel cuore.”

Concentrandoci prettamente sul Futsal, abbiamo preso in considerazione la situazione attuale in Italia dal punto di vista culturale e della visibilità.

“Il calcio a 11 fagocita gli altri sport, questa è la base. C’è un problema culturale? Sicuramente. Faccio un esempio che ho vissuto io, in primis in casa mia, perché mio figlio ha giocato da quando aveva 5 anni in una scuola calcio a 5 e l’anno scorso che ne aveva 10 mi ha chiesto di andare a giocare a 11 perché i suoi compagni lo prendevano in giro che faceva uno sport minore. Il calcio a 11 viene trasmesso in tv tutti i giorni, la visibilità degli altri sport, tra cui il calcio a 5, è minore e meno diffusa.”

Tuttavia, l’ItalFutsal disputerà a Taranto i prossimi due impegni contro l’Ucraina. Secondo Daniele, centro e sud Italia stanno valorizzando il calcio a 5.

“La Puglia è una di quelle terre che il Futsal se lo sta vivendo, è in piena ascesa, sia il maschile ma soprattutto il femminile. La squadra del Bitonto gioca sempre in un palazzetto che viene riempito da 2000-3000 spettatori. Io credo che i presidenti stiano lavorando bene sul proprio territorio, quando le realtà e le città sono più piccole è più facile. I tifosi e, più in generale gli utenti, si rivedono di più nella semplicità di una giocatrice di calcio a 5. Chi lavora bene al Nord è il Veneto. Ci sono società che hanno sempre il palazzetto pieno,  bisogna lavorare sul territorio e far innamorare di questo sport i ragazzi con le scuole calcio.”

Sull’importanza strategica delle scuole calcio a 5, Daniele ha affermato:

“Le scuole calcio ti portano tifo perché i bambini portano i parenti, i genitori, gli amici… e inevitabilmente il palazzetto si riempie. Faccio un esempio, se la Spagna o il Portogallo sono nel 2024, l’Italia è indietro di trent’anni. Da questo punto di vista è un movimento molto più nuovo, dove ancora in alcune parti d’Italia se una ragazza ha un pallone in mano viene vista sempre un po’ in maniera atipica. Sicuramente ci sono stati progressi negli ultimi 10 e 15 anni, ci sono più scuole calcio prettamente femminili che aiutano le ragazze a esprimere il loro mondo interiore. Sulla falsa riga della penisola iberica, serve investire tanti soldi nelle strutture, nella creazione di settori giovanili e di campionati competitivi.”

Per concludere, la sua missione da professionista è già in corso. L’importanza della comunicazione è cruciale per l’accrescimento della visibilità del Futsal:

“Quando faccio le telecronache del Bitonto, sottolineo sempre il modello rappresentato da Susanna Nicoletti perché a quarant’anni è ancora la prima che arriva il campo e l’ultima che se ne va. La mia missione nasce dalla passione per questo sport. Mi impegno a far scoprire  le donne che ci sono dietro alle atlete, cioè da dove sono partite e tutte le difficoltà che hanno incontrato. Ogni lunedì conduco insieme a Gigi Mardente il talk show ‘Tacco Matto’ trasmesso sul portale di riferimento del calcio a 5 femminile che si chiama ‘Any Given Sunday’. Invitiamo sempre addetti ai lavori, quindi presidenti, preparatori, portieri, atletici e soprattutto giocatrici da ogni parte del mondo. Le loro storie emozionano il pubblico, il motore del Futsal va alimentato con questo tipo di energia emotiva.”

La redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Daniele Mennini, per il tempo dedicatoci per questa preziosa chiacchierata.

DA NON PERDERE...