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La Cap(ellona) Nazionale: “Un grazie non sarà mai abbastanza per quello che hai fatto per questa nazionale. Per sempre -il Cap-”.

“Un grazie non sarà mai abbastanza per quello che hai fatto per questa nazionale.
Per sempre “il Cap”.
Inimitabile.
(Solo una parrucca ci può aiutare)”

L’ultima dedica, condivisa sui suoi profili social, proviene dal cuore di Cristiana Girelli. Un pensiero di stima, genuino e che allo stesso tempo manifesta l’affetto e la gratificazione dell’attaccante della Juventus e della Nazionale verso Sara Gama.

Ogni giorno che passa è un giorno in più “senza Sara in Nazionale”, per le sue ex compagne, quantomeno sul campo non riescono a smettere di pensare alla loro capitana che lunedì scorso ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, salutando con le lacrime il gruppo azzurro.

La stima e una standing ovation sono omaggi sufficienti? No, perchè Sara Gama è inimitabile! Le sue compagne e lo staff sanno che d’ora in avanti possono contare su un modello unico al quale ispirarsi, in campo e nel loro percorso professionale da atlete.

Tuttavia, come dimostra la foto che accompagna la dediche, ogni leggenda sopravvive nella storia grazie al ricordo. Una memoria rimane indelebile e potente quando abbinata a un’immagine. Così a fine partita, Cristiana prende iniziativa e scatta un simpatico selfie che ritrae le Azzurre sorridenti e somiglianti a Sara Gama. Ognuna di loro, infatti, indossa una parrucca per emulare l’iconica capigliatura della ex capitana e una maglia con il numero 3 sulle spalle e sul davanti la scritta: “140 volte grazie capitano”.

Lo scatto è un tassello in più aggiunto all’inimitabile carriera di “Speedy“, il soprannome attribuitole dalle sue compagne. Cristiana ora è l’indiziata numero uno a raccogliere la fascia di capitano di Sara, come dimostra il commovente passaggio di consegne avvenuto al momento della sostituzione.

Il viaggio di Sara Gama, capitana delle Azzurre, non è stato straordinario, è straordinario. Perché certi atleti e certe atlete segnano un’era, un mondo nuovo che, da quel momento, è per sempre. L’era sportiva in cui Sara Gama ha traghettato il calcio femminile italiano ora è di tutte e di tutti. È presente e lo sarà per sempre.

 

 

L’avversaria: l’Inghilterra. Le Azzurre si misurano con la squadra più vincente degli ultimi due anni

Archiviato il pareggio di venerdì con l’Irlanda e le emozioni dell’ultima partita in maglia azzurra di Sara Gama, la Nazionale Femminile è tornata al lavoro per preparare il match con l’Inghilterra, un confronto che permetterà al Ct Andrea Soncin di valutare ulteriormente il percorso di crescita della squadra in vista delle qualificazioni a EURO 2025, che inizieranno ad aprile.

Non poteva esserci un test migliore dopo l’entusiasmante cavalcata in Nations League: di fronte c’è la selezione più titolata negli ultimi due anni, capace di vincere l’Europeo 2022 superando la Germania in finale a Wembley; la Finalissima 2023 UEFA/Conmebol battendo il Brasile vincitore della Coppa America (4-2 ai rigori, 1-1 dts); le ultime due edizioni dell’Arnold Clark Cup, il torneo al quale prendono parte alcune tra le più forti Nazionali europee e non solo (nel 2023 presente anche l’Italia); ha anche chiuso al secondo posto il Mondiale 2023 perdendo la finale con la Spagna (1-0);

In campo, alcune tra le più forti al mondo: sette inglesi sono infatti state inserite nella Top 11 FIFA The Best 2023, la formazione dell’anno votata direttamente dalle calciatrici: il portiere Mary Earps (Manchester United), i difensori Lucy Bronze (Barcellona) e Alex Greenwood (Manchester City), le centrocampiste Lauren James (Chelsea), Keira Walsh (Barcellona), Ella Toone (Manchester United) e l’attaccante Alessia Russo (Arsenal), stelle dei club della FA Women’s Super League – dove giocano anche le azzurre Aurora Galli e Martina Piemonte, entrambe all’Everton – e del Barcellona che ha vinto due Champions League in tre anni. Le Leonesse sono guidate dal 2021 da un’altra leggenda che siede in panchina: Sarina Petronella Wiegman, l’allenatrice più vincente degli ultimi anni, anche lei premiata dalla FIFA come miglior tecnico del 2023, capace di vincere due Europei (nel 2017 con i Paesi Bassi e nel 2022 con l’Inghilterra) e di arrivare due volte alla finale del Mondiale (2019 e 2023).

COSÌ IN NATIONS LEAGUE – L’Inghilterra è reduce da una delusione cocente in Nations League: è arrivata seconda dietro i Paesi Bassi nel Girone A della Lega A, subendo due sconfitte (entrambe in trasferta) su 6 gare, a Utrecht con la capolista e a Leuven con il Belgio. In totale quattro vittorie e 12 punti, non sufficienti per andare alle Finals, con 15 gol segnati (2.5 a partita), ma anche 8 subiti (1.34 di media), 84 tiri (39 nello specchio/45 fuori), 30 corner ottenuti. A livello individuale, le statistiche mettono in evidenza le solite big: Bronze (6 presenze e 3 reti), Greenwood (6/1) e Toone (6/1); e ancora le emergenti Georgia Stanway (6/1), Lauren Hemp 23 anni (6/3), Lauren James (4/2) e Fran Kirby (4/2).

I PRECEDENTI – Italia e Inghilterra si sono affrontate 25 volte dall’estate del 1984 (anno dell’ingresso della Nazionale Femminile nella FIGC). Il bilancio è di 11 vittorie italiane, 6 pareggi e 8 successi inglesi, 43/37 le reti. Bomber del confronto è Carolina Morace con 13 reti, compreso un indimenticabile poker firmato allo stadio Wembley di Londra nell’agosto 1990, nella gara disputata prima della Supercoppa inglese tra Liverpool e Manchester United. L’ultimo precedente risale al febbraio 2023: gara della Arnold Clark Cup, a Coventry. Successo delle inglesi 2-1, ma Italia a testa alta contro le neo campionesse d’Europa. La gara fu decisa dalla doppietta di Rachel Daly, le Azzurre trovarono il provvisorio pareggio con Sofia Cantore, che segnò il suo primo e fin qui unico gol in azzurro. L’Italia non batte l’Inghilterra dal marzo 2012: 3-1 in Cyprus Cup, a Paralimni, con le reti di Pamela Conti, Melania Gabbiadini e Patrizia Panico. Da quella sfida, 2 sconfitte e 1 pareggio.

UNA “ITALIANA” CON LE LEONESSE – C’è anche una “italiana” nella rosa dell’Inghilterra: è Alessia Mia Teresa Russo, 25 anni compiuti il 9 febbraio, attaccante dell’Arsenal con evidenti origini del Belpaese nel nome e nel cognome. Il nonno paterno, infatti, ha lasciato la Sicilia alla fine degli anni ’50 per raggiungere l’Inghilterra, dove il papà Mario, calciatore a livello amatoriale (recordman di gol con i Metropolitan Police), ha sposato la mamma Carol, inglese.

Lei e i suoi due fratelli, Giorgio (calciatore dilettante) e Luca, crescono nel Kent: a otto anni Alessia inizia a giocare nel Charlton Atletic Women, a sud est di Londra; a 13 anni arriva la prima convocazione nella Nazionale Under 15 e da lì inizia la trafila in tutte le Squadre Giovanili, collezionando due terzi posti all’Europeo Under 17 del 2016 e al Mondiale Under 20 del 2018. Arriva in prima squadra al Chelsea, poi passa al Brighton e nel 2020 corona il sogno di giocare con il Manchester United, la squadra del suo cuore e di quello del nonno. Nello stesso anno arriva l’esordio in Nazionale maggiore (a oggi 30 presenze e 15 reti), all’Europeo ‘22 firma il gol più bello del torneo, il 4-0 alla Svezia in semifinale. Da questa stagione è all’Arsenal, vanta 63 presenze e 29 reti nel massimo campionato inglese.

AZZURRE AL LAVORO A COVERCIANO – Dopo la seduta di scarico di ieri, oggi la squadra è tornata in campo per preparare il secondo probante test di questo raduno. Domani mattina – sempre a Coverciano – è in programma la rifinitura, poi la partenza per Malaga e da lì il trasferimento a Algeciras, città spagnola che affaccia sullo stretto di Gibilterra. In serata è previsto il ‘walk around’ all’Estadio Nuevo Mirador (inaugurato nel 1999, capienza 7.200 posti), dove le inglesi hanno già giocato venerdì, superando con l’Austria con un roboante 7-2 grazie alle doppiette di Russo e Mead e alle reti di Carter, Daly e della debuttante Grace Clinton, ventenne centrocampista di proprietà del Manchester United ma in prestito in questa stagione al Tottenham.

L’ULTIMO CONFRONTO DIRETTO – 19/02/2023, Coventry (Inghilterra)

INGHILTERRA-ITALIA 2-1 (1-0 p.t.)

Reti: 31’ e 71’ Daly, 62’ Cantore

INGHILTERRA (4-3-3): Roebuck; Greenwood (dal 63’ Wubben-Moy), Charles, Le Tissier, Walsh (dal 46’ Zelem); Coombs, Park, Carter, Charles; Daly (dall’81’ Salmon), Robinson (dal 63’ James), Hemp (dal 63’ Kelly). A disp: Earps, Maciver, Bronze, Bright, Williamson, Stanway, Russo, Toone, Nobbs. Ct: Wiegman

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Bergamaschi (dal 70’ Orsi), Lenzini, Salvai, Boattin (46’ Linari); Galli (dal 55’ Caruso), Rosucci (dal 79’ Greggi), Giugliano; Giacinti, Girelli (dal 55’ Cantore), Bonansea (dal 79’ Serturini). A disp: Schroffenegger, Baldi, Cafferata, Filangeri, Severini, Bonfantini, Catena, Piemonte, Polli. Ct: Bertolini.

Arbitro: Ivana Projkovska (MKD).
Assistenti: Vjolca Izeiri (MKD), Elena Sokleska Ilieska (MKD). IV Ufficiale: Ainara Acevedo Dudley (MKD).

Proseguono i test sulle Nazionali giovanili femminili: dopo l’Under 16 a Roma, al CPO di Tirrenia protagonista la squadra di Leandri

Credit Photo: Figc

Al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, nuova tappa del percorso di valutazione della crescita delle calciatrici di interesse nazionale. Dopo i test a cui sono state sottoposte le ragazze dell’Under 16 a Roma, è toccato alle ragazze dell’Under 17, che a Tirrenia stanno disputando il triangolare amichevole contro Svizzera (Italia battuta 3-1 dalla Svizzera) e Germania, avversaria della squadra di Leandri martedì alle 12 (diretta figc.it).

Il progetto di studio sulle Nazionali giovanili femminili è stato avviato nell’ambito delle iniziative medico-scientifiche del Club Italia, su iniziativa dell’Area Medica (responsabile Prof. Paolo Zeppilli) in collaborazione con l’Area Performance (responsabile Prof. Valter Di Salvo). I test, che hanno l’obiettivo di approfondire il profilo neuromuscolare attraverso prove di salto e sprint e il profilo metabolico attraverso una prova massimale da campo, sono stati svolti in collaborazione dai tecnici dell’Area Performance del Club Italia e dai tecnici dell’Istituto di Medicina e Scienza dello sport del CONI.

L’elenco delle convocate

Portieri: Irene Bucci (Hellas Verona), Sabrina Nespolo (Sampdoria);
Difensori: Lidia Consolini (Inter), Anita Di Girolamo (Roma), Emma Lombardi (Fiorentina), Claudia Petruzziello (Bayern Monaco), Arianna Pieri (Roma), Kaylia Pamela Rosan (Metz), Caterina Venturelli (Sassuolo);
Centrocampiste: Benedetta Bedini (Fiorentina), Anna Cavallaro (Inter), Maya Cherubini (Roma), Anna Copelli (Juventus), Stella Ieva (Roma), Gabriella Langella (Napoli Femminile);
Attaccanti: Alice Bertola (Sassuolo), Eleonora Ferraresi (Juventus), Giulia Galli (Roma), Alessia Guglielmini (Sassuolo), Michela Mariotti (Juventus), Giulia Robino (Inter), Martina Romanelli (Inter), Rosanna Ventriglia (Roma)

Staff – Tecnico: Jacopo Leandri; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Sbardella; Assistente tecnico: Erika Lisi; Preparatore atletico: Francesco Chiatto; Preparatore dei portieri: Mattia Volpi; Match analyst: Nicolò Tolin; Medici: Michela Cammarano, Giulia Rescigno; Fisioterapista; Michele Laino; Nutrizionista: Barbara Filosini; Segretari: Aldo Blessich, Annamaria Giuliani

Lumezzane, contro il Moncalieri una sconfitta dal sapore beffardo

Photo Credit: FC Lumezzane

Il Lumezzane cade per la seconda volta in questa stagione, perdendo 1-0 sul campo del Moncalieri nella 18a giornata del Girone A di Serie C, al termine di un match dominato dalla squadra di Nicoletta Mazza ma non riuscendo a far gol, e alla fine viene sconfitta a tempo scaduto.

Le padrone di casa, dopo dieci minuti, costruiscono la prima chance della gara con Gonçalves, ma non trova lo specchio della porta difesa da Gilardi. Poi, le rossoblù iniziano a prendere campo, e al 33’ Merli ha la chance del vantaggio, Milone compie una grande parata.  La sfortuna vede di buon occhio al Lumezzane che al 74′ va vicinissima allo 0-1 con la botta di Daleszczyk ma la sfera centra la traversa. Quando lo 0-0 sembra certo, al 95’ arriva la beffa finale: le moncaleriesi effettuano un cross innocuo, Gilardi esce ma sfugge di mano la palla che va sui piedi di Gonçalves e segna la rete del ko del Lumezzane.

Questo 1-0 fa scendere dalla vetta le lumezzanesi, con l’Orobica che, grazie al 3-0 sul Real Meda, ha ripreso lo scettro del comando della classifica e, come se non bastasse, vengono agganciate al secondo posto proprio dal Moncalieri. Domenica prossima il Lumezzane ospiterà il Caprera uscito battuto 5-0 dall’Independiente Ivrea.

MONCALIERI: Milone, Belo, Bonanno, Tosetto, Aimetti, Ceppari, Correale, Stranieri (78’ Bianco), Trapani, Gonçalves, Gueli. A disp: Archinà, Coluccia, Crivello, Favaro, Fiordispina, Marino, Seren, Tahiraj. All. Ferraresi.
LUMEZZANE:  Gilardi, Barcella, Viscardi, Galbiati, Redolfi; Bianchi, Cattuzzo (88’ Muraro), Daleszczyk; Merli (67’ Basso), Mariani (62’ Sule), Licari. A disp: Meleddu, Forelli, Valesi, Paris, Canobbio, Zappa. All: Mazza.
ARBITRO: Isnardi di Albenga.
MARCATRICE: 95’ Gonçalves (MON).
AMMONITA: Trapani (MON).

L’ultima di Gama vista in TV: curiosità, emozioni e parole di una serata che attraversa 18 anni in Azzurro

Credit Photo: Stefano Petitti – Photo Agency Calcio Femminile Italiano

L’appuntamento è alle 18.10, su Rai 2: dal ‘Viola Park’ di Bagno a Ripoli va in onda la gara tra Italia e Irlanda, che è sì una amichevole per preparare le qualificazioni a Euro 2025, ma che per tutti è soprattutto il giorno per rendere omaggio a una leggenda azzurra, Sara Gama, che lunedì pomeriggio, da Coverciano, aveva annunciato il suo addio alla Nazionale, cambiando completamente lo scenario di questa partita.

Chi non ha avuto modo di raggiungere Firenze ha la fortuna di poter seguire un’occasione speciale per lo sport italiano grazie al servizio pubblico: la Rai non ha mai lasciato sole le Azzurre, che ha contribuito a far conoscere a tutti gli Italiani negli ultimi anni.

Posto in prima fila sul divano, televisore sintonizzato, si comincia: dallo studio di Saxa Rubra il prepartita è affidato come sempre a Simona Rolandi e Katia Serra, alle quali spetta il compito di accompagnare il telespettatore nelle emozioni di una gara speciale, la 140ª e ultima volta di Sara con la maglia dell’Italia. Ultima tappa di una lunga carriera in Azzurro, iniziata 18 anni fa, il 17 giugno 2006, a Mariupol, allora Ucraina, oggi territorio occupato dai russi. Aveva 17 anni quando il Ct di allora Pietro Ghedin le disse di alzarsi dalla panchina al minuto 85’ per regalarle l’esordio (ko 1-2). Ora ne ha quasi 35, che compirà tra poco più di un mese, il 27 marzo, e il Ct di oggi Andrea Soncin, il suo quarto allenatore in Nazionale (dopo Ghedin, Antonio Cabrini e Milena Bertolini) le rende omaggio con una maglia da titolare, prima volta nel nuovo ciclo iniziato a settembre.

L’atmosfera entra subito nel vivo, i tempi sono televisivi: subito linea al Viola Park per le parole in diretta del presidente federale Gabriele Gravina, intervistato da Sara Meini, altra voce e volto storico al fianco delle Azzurre, in radio e in tv. Si torna in studio e poi, a ridosso del calcio d’inizio, la linea passa allo stadio dove alle 18.15 entrano in scena Tiziana Alla, telecronista delle Azzurre dal 2019, e Carolina Morace, altra icona del calcio italiano al femminile, che tra le tante cose è stata calciatrice di livello internazionale e poi commissario tecnico della Nazionale. Le squadre entrano in campo, le telecamere sono tutte per lei, “vanno a caccia di Sara Gama – commenta Alla – perché è la sua serata, anche se giocherà solo questo primo tempo”. Prima degli inni nazionali, va in scena una breve cerimonia in campo: Gravina consegna a Sara una maglia azzurra con il numero 140, le sue partite in Nazionale, e con loro c’è Cecilia Salvai, compagna di viaggio di Sara in Nazionale e nella Juventus.

Partono gli inni nazionali e sul “canto degli italiani” il suo volto in primo piano riempie lo schermo. Sara ha come sempre il numero 3 sulle spalle, anche se, a differenza di tante altre volte, si posiziona sul lato destro della difesa, lasciando a Salvai–Linari il compito di presidiare la zona centrale. Pronti, via: dopo 39” commette il primo fallo, su Carusa. Si parla solo di lei e la partita passa in secondo piano, anche perché le squadre in campo non sembrano brillanti come invece avevano fatto entrambe in Nations League nei mesi scorsi. Evidentemente, almeno sul fronte Azzurro, l’occasione speciale, le assenze (Giugliano e Giacinti out per infortunio), e i tanti cambi in vista del super match con l’Inghilterra di martedì (ore 18, Rai 2), influiscono.

Morace, da tempo preziosa opinionista Rai, lo fa capire nei minuti iniziali che il tema del giorno va oltre la gara, e da leggenda a leggenda rende onore a Sara: “Oggi la scusa è la gara con l’Irlanda, ma l’argomento principale è l’addio di Sara. Un addio tranquillo, molto serenamente ha deciso di lasciare la Nazionale, continuerà ancora con la Juve almeno fino a fine stagione, ma sicuramente continuerà il suo impegno per la crescita del movimento”. Meini aggiunge da bordocampo qualche particolare: “L’abbraccio più lungo è stato con la compagna di squadra e amica Cristiana Girelli, poi c’è stato anche l’abbraccio con Elisabetta Oliviero, una esordiente, alla quale ha sussurrato qualcosa all’orecchio, forse un in bocca al lupo, una sorta di passaggio di consegne”. Dopo 5’ ancora Meini rivela che Sara “sul braccio sinistro ha due fasce di capitano, quella ufficiale e quella regalatale dalle sue compagne prima della partita” e nel post partita ne rivelerà anche il messaggio: “Un viaggio straordinario”.

Al minuto 5’50’’ Sara stoppa un’avversaria a metà campo, l’arbitro fischia fallo. Al 9’56” va a chiudere una offensiva irlandese, liberando con un retropassaggio in sicurezza verso Schroffenegger. Dialoga più volte con Dragoni allargandosi sulla fascia destra, ma senza spingersi troppo in avanti. Anche se poi al 46’ si fionda nell’area avversaria per provare a raccogliere l’angolo di Glionna sul primo palo e chiudere con un gol, alla stessa Irlanda alla quale aveva segnato il suo primo centro in maglia azzurra, il 12 marzo 2007, a Silves, in Portogallo nell’Algarve Cup.

Dopo l’intervallo, la Capitana rientra in campo con le compagne ancora per qualche minuto: al 48’ 56” esce dal campo, lasciando il posto a Elisa Bartoli. Lo fa attraversando il “pasillo de honor”, il corridoio d’onore che le riservano per accompagnare la sua ultima uscita di scena dal palcoscenico della Nazionale; sfila accanto alle amiche di una vita, Cristiana, Barbara e Cecilia (Girelli, Bonansea, Salvai), quelle passate con lei da Brescia a Torino, sponda Juventus; alle compagne in Azzurro da sempre, cresciute al suo fianco dalle Giovanili, come Elisa Bartoli, che c’era anche il 19 luglio in Francia, a Tours, terra di spumanti, che quel giorno furono versati per la prima, e ancora unica, vittoria internazionale di un’Italia femminile, l’Europeo Under 19 (di quel gruppo resta poi anche Martina Rosucci, che era sotto età ma giocò due partite, ieri in tribuna in attesa di rientrare dopo l’infortunio ai legamenti); alle altre che nel frattempo si sono aggiunte in questo lungo percorso, fino alle giovanissime, che l’hanno raggiunta in campo dopo averla presa ad esempio da bambine (non è un caso che la Mattel nel 2018 l’ha scelta per celebrare, con una Barbie a lei dedicata, le donne che hanno superato i confini e sono state di ispirazione per le future generazioni di ragazze); tra loro la più giovane è Giulia Dragoni, nata nel novembre 2006, cinque mesi dopo che Sara aveva esordito in Nazionale e come lei quel giorno 17enne, a rappresentare la nuova generazione Azzurra in un passaggio di consegne ideale.

Sara attraversa tutto il corridoio salutando con le due mani il pubblico. Mentre sfila, la abbracciano tutte. C’è chi piange, sullo schermo si vedono in primo piano gli occhi lucidi di Katia (Schroffenegger). Dalle tribune urlano “Sara, Sara”, sventolando uno striscione sul quale è scritto un messaggio tanto semplice quanto profondo: “Grazie Sara”. Lei lascia la fascia a Cristiana, che ne raccoglie l’eredità, come aveva già fatto al Mondiale 2023 in Nuova Zelanda, quel Mondiale che resta una ferita aperta nel cuore di Sara, ma che oggi non conta più. Primo piano sul volto di Cristiana, altra icona di questa Nazionale, che aveva rappresentato le Ragazze Mondiali anche al Festival di Sanremo nel 2020. Anche i suoi occhi sono lucidi. Molto.

Dopo 2’ esatti si riprende a giocare, mentre Sara passa ad abbracciare chiunque sia nella zona della panchina e poi si dirige verso gli spogliatoi. Ma da quel momento, minuto 49’, Italia–Irlanda non ha più nulla da dire, a parte due episodi nella parte finale (gol irlandese annullato per fuorigioco ed erroraccio di Catena che spara alto solo davanti al portiere Brosnan), che, probabilmente, già oggi nessuno ricorda.

Viene alla mente, invece, lo splendido ritratto inedito che di Sara ha fatto proprio Rai con il docufilm ‘Numero 3’: la bambina cresciuta sui campi di calcio friulani, con le maglie di San Marco, Tavagnacco e Chiasiellis, e subito apparsa un fenomeno. La ragazza che diventa donna e al tempo stesso la calciatrice che diventa stella, con la maglia del Paris Saint-Germain, e poi leggenda, con i successi al Brescia e alla Juventus e la consacrazione in Nazionale. Ma anche la Sara che fuori dal campo si impegna per tutte le calciatrici, quelle di oggi e soprattutto quelle di domani, con la divisa di dirigente dell’Associazione calciatori e il ruolo di consigliere federale, per affermare il riconoscimento dei pieni diritti delle donne nel calcio e nello sport, con lo stesso mix di lucidità e grinta che l’ha accompagnata in campo. O ancora la Capitana che commuove tutti con le parole lette di fronte al Capo dello Stato Mattarella al Quirinale, in occasione dei 120 anni della FIGC nell’ottobre 2018.

Quando la partita finisce, l’audience risale – la partita è stata seguita da 365mila spettatori medi (share del 2,3%) – perché al microfono arriva proprio lei: “È stato un bel viaggio, e oggi la sua degna conclusione. Ringrazio tutte le persone che ho incontrato in questi anni. Alle bambine dico di divertirsi perché il calcio è uno sport bellissimo e una palestra di vita. È uno sport di squadra e condividere emozioni è la cosa che conta. A chi diventerà capitano c’è poco da dire: ognuna saprà interpretare al meglio il suo ruolo”. Subito dopo, tocca al Ct chiudere la diretta: “Ringrazio Sara per quello che ha dato nella mia breve esperienza da allenatore, ma soprattutto quello che ha dato al movimento. Rappresenta il sogno di tutte le bambine, è qualcosa che va al di là dell’aspetto calcistico”.

Saluti da Bagno a Ripoli, sigla di chiusura con il tema musicale delle Squadre Azzurre. Ma chi è sul campo ha modo di vedere gli ultimi abbracci, Sara che viene lanciata in aria dal gruppo delle compagne, che poi indossano tutte una parrucca che vuole ricordare i riccioloni neri della Capitana che lascia. La foto fa il giro del web e dei social, poi dei giornali.

Arrivano anche i dati elaborati da Stats Perform. Le statistiche ci dicono che la sua ultima partita è durata 50’, recupero del primo tempo compreso: 29 passaggi, dei quali 17 riusciti (58,6%), 43 palloni giocati, 2 duelli affrontati, 1 respinta difensiva, 3 palloni recuperati. Dettagli, se si pensa ai 18 anni in Nazionale maggiore, alle 140 gare che la rendono la quarta Azzurra di sempre dietro Panico, Zorri e Morace, figlie di un’altra epoca, ai giorni di ritiro tra Coverciano e tanti altri posti nel mondo, lei che è scesa in campo con la maglia azzurra quasi in tutti i continenti. Oltre che il tour dell’Europa, ha attraversato il mondo. In Asia: in Estremo Oriente, in Cina, a Qinhuangdao, Shenyang (2007), Guiyang e Qujing (2015) e in Giappone, a Nagano (2015) così come in Medio Oriente, in Israele a Tel Aviv (2019). In Oceania: in Australia a Sydney e Canberra (2009). Nell’America del Nord: negli Stati Uniti, a Chicago (2010). In America del Sud: in Brasile a San Paolo (2015) e Manaus (2016). Le è mancata solo l’Africa, quasi uno scherzo del destino, considerato che una parte delle sue origini, accanto a quelle triestine, nascono proprio da lì.

Oggi si gira pagina. Martedì nell’amichevole con l’Inghilterra in programma ad Algeciras, cittadina spagnola che affaccia sullo stretto di Gibilterra, Gama non ci sarà: lascerà il ritiro nella giornata di oggi per rientrare a Torino. Il suo percorso da leader dell’Italia, unico e irripetibile, finisce qui. Compagne di squadra, staff e tutti i presenti, a partire dal capo delegazione Stefano Braghin e dal dirigente accompagnatore Chiara Marchitelli, la festeggiano anche nel suo ultimo pranzo a Coverciano da calciatrice della Nazionale.

Una torta per celebrare una volta di più il suo lungo viaggio azzurro, un quadro di lei portata in trionfo dalle compagne e tanti altri pensieri, come le parole che le hanno dedicato Linari e Bonansea, anche loro omaggiate per il traguardo – raggiunto venerdì – delle 100 caps. “Riuscirci nel giorno dedicato a ‘Speedy’ significa veramente tanto per noi”.

Sara ringrazia e, questa volta sì, visibilmente emozionata, lascia quella che ha sempre considerato casa sua. “E’ stata una settimana piena di gioia, leggerezza e risate. Sono contenta di aver vissuto pezzetti di felicità con tutti voi”.

Il pubblico “al femminile”, negli stadi italiani, resta limitato e circoscritto, perchè?

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Calcio Femminile Italiano, è divenuto professionistico (per la massima serie) ma a che punto siamo con l’aumento del pubblico negli stadi italiani?

Aimè, dati alla mano, nonostante una parziale ricerca da parte delle 10 società militanti in Serie A di ospitare il suo pubblico in stadi sempre più capienti, il pubblico al seguito delle squadre italiane sembra circoscritto ad appassionati e parenti.

In Italia c’era stata la svolta il 21 maggio 2022, allo Juventus Stadium di Torino, dove si è giocata la finale di Champions League femminile, disputata tra Lione e Barcellona.

L’Italia ha potuto così ospitare la seconda finale di Champions League Femminile della sua storia dopo quella disputata il 26 maggio 2016 allo stadio “Città del Tricolore” di Reggio Emilia. Fonte: Elaborazioni del Centro Studi FIGC su fonti varie 32.257 SPETTATORI INCASSO PARI A QUASI € 290.000 (ticketing e corporate hospitality)

La finale di Torino ha rappresentato un successo organizzativo e di pubblico, per un evento che ha contribuito in maniera significativa alla crescita del movimento calcistico femminile nel nostro paese.

La finale ha rappresentato fino a quel momento l’evento di calcio femminile a pagamento con record di affluenza e incassi in Italia. Audience tv: 3,6 milioni di telespettatori a livello internazionale (dazn, youtube e 11 canali free-to-air in europa), dato in incremento del 56% rispetto alla finale 2020-2021.

Ma ci vogliono le finali delle società straniere, in Italia, per calamitare il pubblico?

Certamente si. Infatti con 39.454 tifosi presenti, la gara Roma-Barcellona di UEFA Women’s Champions League (della scorsa stagione allo Stadio Olimpico) è stata la partita con più spettatori di sempre nel calcio femminile italiano.

Dopo questa gara, anche la Roma che ha portato nella capitale società come Paris Saint Germain, Ajax e Bayern Monaco non è più riuscita a calamitare il tifo giallo rosso nello stadio (rimesso a nuovo per la Champions League 2023-24) al “Tre Fontane”.

Sarà quindi un problema di Stadi? Si potrebbe pensare di utilizzare questi impianti (L’ Allianz Stadium della Juventus, l’ Olimpico a Roma oltre che il Franchi a Firenze) per la prossima edizione della Champions League?

Certamente i costi di gestione delle gare, svolte in questi impianti sovra dimensionati, sarebbero maggiori ai ricavi ed è per questa ragione che le società italiane non possono pensare al loro utilizzo in Champions League. Se si vuole fare il solito paragone dell’estero, dove le società che hanno incontrato le Campionesse d’ Italia nella recente competizione (vedi PSG, Ajax e Bayern) hanno utilizzato gli impianti più capienti: il pubblico ha risposto bene coprendo le spese e portando tifo e spettacolo sugli spalti.

Sarà, forse, una questione di mentalità o di sistema ma il giungere a questi livelli per il Movimento femminile in Italia resta, a mio avviso, ancora molto indietro: sia a livello di pubblicità dell’evento, che di immagine mediatica, nonché di forza di volontà a fare crescere tale pubblico. La Figc, con la Nazionale maggiore e tutte le Finali di Coppa Italia o Super Coppa ha cercato di portare il pubblico in questa direzione, concedendo anche gli ingressi a prezzi veramente stracciati se non addirittura gratis, ma il risultato resta (sebbene leggermente in aumento) una visione limitata alle società giovanili della zona ed i pochi veri appassionati del femminile.

Sebastian De La Fuente, Fiorentina Femminile: “Dopo il ritorno delle ragazze a metà settimana prossima prepareremo questa doppia sfida per arrivare in finale di Coppa Italia”

Approfittando della pausa per le partite delle Nazionali, Sebastian De La Fuente intervistato dai cronisti di “Buongiorno Viola Park” si è lasciato andare ad una lunga chiacchierata in cui ha messo bene in chiaro gli obiettivi della Fiorentina e ha fatto un riepilogo dell’andamento della prima parte della stagione.
Il Campionato di serie A, infatti, si trova al giro di boa: è terminata la regular season che ha suddiviso le dieci squadre coinvolte in due gruppi. Le prime cinque giocheranno per la conquista dello scudetto, le restanti per la salvezza e rimanere (nel prossimo campionato) in serie A.

Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali, due sono quelli principali a oggi: la Coppa Italia, che da anni manca da Firenze, e il posto in Champions League.
Dopo che le ragazze torneranno dagli impegni che le vedono coinvolte nelle rispettive nazionali, a metà della settimana prossima, si inizierà la preparazione in vista delle semi finali di Coppa contro la Juventus.
Si tratterà di due partite difficili in cui è necessario giocare dal primo all’ultimo minuto. La gara di andata si disputerà proprio a Firenze, al Viola Park e certamente non c’è bisogno di presentare la Juventus. Si tratta di una squadra forte, che sa come muoversi anche (e specialmente) sotto pressione: le sue partite contro la Fiorentina sono nella storia del calcio femminile in Italia.

“Noi dall’inizio dell’anno abbiamo parlato di migliorare quanto raggiunto l’anno scorso, quel quarto posto, sapendo che tra i primi tre posti c’era la possibilità di arrivare in Champions. Penso che il punto di svolta per noi sia stata la vittoria, qui in casa, contro l’Inter per 4-2 alla seconda giornata di ritorno. In quel momento abbiamo dimostrato che questa squadra aveva molto chiaro l’obiettivo e quindi, da lì, non ci siamo più nascosti. 
Oggi ci troviamo a 13 punti di distanza dalla quarta in classifica e questo ci avvicina alla Champions League. Non ci nascondiamo, abbiamo 24 punti in gioco, sappiamo che è ancora tutto aperto. 
In questo momento, il primo passo è arrivare in finale di Coppa Italia. Dopo il ritorno delle ragazze a metà settimana prossima prepareremo questa doppia sfida per arrivare in finale di Coppa Italia, penso che anche quello sarebbe un bell’obiettivo per noi. 
Si tratterà di una sfida a 180 minuti: poter giocare per 90 minuti nel nostro campo è per noi una spinta in più per andare a fare il risultato. Non sto qui a presentare la Juventus: con noi la Juve ha dei grandi trascorsi, è un duello che dura da anni. In questo momento secondo me, quel gap iniziale lo abbiamo un po’ accorciato: lo dicono i risultati e l’andamento delle gare (tanto in casa come in trasferta). Saranno 180 minuti belli da vedere con due squadre che vogliono essere protagoniste in tutte le partite che hanno disputato. 

L’attenzione del Mister si è poi spostata verso quanto fatto in campionato. Le partite vinte, spesso, si sono portate a casa negli ultimi dieci minuti dal fischio finale. Questo dimostra come la Fiorentina sia una squadra presente in campo, che non cede nemmeno quando i minuti che scorrono paiono essere contro.
Le ragazze stanno vivendo un momento di crescita costante che si rivede anche nella mentalità: senza questo cambio di visione forse i successi avuti non sarebbero stati così continui:

“Per quanto riguarda il campionato, la vittoria con il Sassuolo negli ultimi minuti ha detto tanto di quanto valga questa squadra. Quella partita si può ritenere, ad oggi, l’assunto di tutto l’anno perché abbiamo vinto tante partite negli ultimi dieci minuti, tra l’80 e il 90′, è stata la nostra zona confort. Siamo la squadra che ha fatto più gol in quel lasso di tempo della partita. Questo sta a significare che siamo una squadra che crede nell’obiettivo fino alla fine, ha la forza necessaria per andare a prendere questo risultato.
Oggi come oggi, senza la mentalità vincente che stiamo sviluppando, credo che alcune partite le avremmo perse. 
Contro il Milan il gol della vittoria ha significato tanto: venivamo dal pareggio con l’Inter e dalla sconfitta contro la Juve. Quella partita non si sbloccava, Erzen ha trovato le energie per quel cross, ed è stato determinante”. 

Nell’album dei ricordi di questo Campionato, che ha segnato un punto di svolta per la squadra gigliata, il Mister ha anche voluto sottolineare come per un po’ di tempo fosse stato preoccupato per le sue ragazze che non erano abituate ai ritmi serrati che le aspettavano partita dopo partita. In realtà, poi, la squadra ha reagito bene nonostante la pressione che ha portato loro disputare nove gare in trentatré giorni (lo si è visto anche in Coppa Italia contro l’Inter).
Ha, infine,  concluso ricordando l’appuntamento del 3 marzo alle ore 15:00 per la semifinale d’andata di Coppa Italia che si terrà al Viola Park, lo stadio all’avanguardia di proprietà della società Viola in cui si sente aria di casa e di famiglia per tutti coloro che, anche solo da tifosi, lo visitano:

Abbiamo chiuso bene il 2023, poi anche il 2024 si è aperto allo stesso modo. Ero preoccupato perché siamo passati dal giocare circa dodici partite in sei mesi a nove partite in trentatré giorni. Un tour de force che non sapevo se le ragazze avrebbero retto, non tanto per una questione fisica ma più mentale per tutta la pressione che si stava accumulando. Le partite erano insidiose, anche quelle che potevano sembrare facili non lo sono state, in realtà.
La tensione è ciò che è stata vissuta contro l’Inter in Coppa Italia: partita tirata per entrambe le 
squadre che poi abbiamo vinto in quel terno al lotto che sono i rigori.
La semifinale contro la Juventus si presenta da sola: è una grande rivale e giocheremo l’andata nel nostro stadio che inviterei, in ogni caso, a venire a vedere perché si respira famiglia”. 

“Hola and the big dream”, progetto editoriale della Ternana rivolto ai bambini. Tinari: “Il connubio tra sport e cultura è potentissimo”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women ha lanciato un prestigioso progetto editoriale rivolto alla fascia kids (7-11 anni) e fondato sul connubio tra letteratura e calcio. Un romanzo illustrato dedicato proprio al calcio femminile, intitolato “Hola and the big dream” e scritto da Philip Osbourne (autore di best sellers internazionali come “Il diario di un Nerd”, venduto in 48 nazioni) in collaborazione con la illustratrice ternana Roberta Procacci (creazione grafica personaggi, cover e props) e con Max Avo (illustrazioni).

La vicenda narrata si snoda in un preciso contesto geografico. “Nel cuore di Terni – si legge infatti nelle prime righe – c’erano angoli segreti che custodivano i sogni di giovani calciatori e calciatrici. In un piccolo campetto… Hola trascorreva gran parte del suo tempo, sognando di giocare in una squadra la sua prima partita”. Il libro, distribuito gratuitamente alle scolaresche da Ternana Women, con rigorose finalità educative e senza alcuno scopo economico, affronta tematiche importanti con garbo e “leggerezza” (nella accezione migliore del termine, ossia col linguaggio pop amato dai lettori più giovani).

Dopo l’evento nella nuova sede sociale della Ternana, il libro è stato presentato anche a Palazzo Gazzoli di fronte a oltre 300 studenti delle scuole di Terni. Tra gli interventi, anche quello della presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari: “Il connubio sport e cultura è potentissimo, soprattutto nel femminile, soprattutto tra le nuove generazioni – ha spiegato Tinari –. E per attrarle e invogliarle a praticare il nostro calcio dobbiamo sperimentare nuovi strumenti di comunicazione, semplici come può esserlo un fumetto. Mezzi attraverso i quali veicolare i valori e i principi positivi del nostro sport, proprio come fa la narrazione messa in piedi da Philip Osbourne nella favola illustrata scritta per la Ternana Women: rispetto, empatia, lotta al bullismo e alla discriminazione razziale e di genere sono raccontati in circa 120 pagine capaci di ispirare tante bambine a scendere in campo”. La presidente Tinari ha poi partecipato alla puntata del format ‘Fere di Noi’, prodotto dalla Ternana.

A condurre la presentazione è stata Martina Santoro, difensore della Ternana Women. Presenti tra gli altri anche Paolo Tagliavento (amministratore delegato del club), Isabella Cardone (direttore generale), Deborah Salvatori Rinaldi (responsabile area comunicazione), l’allenatore Fabio Melillo, lo staff tecnico e la squadra, capitanata da Federica Di Criscio.

Andrea Soncin, Elena Linari e Barbara Bonansea raccontano l’eredità di Sara Gama

Credit Photo: Stefano Petitti – Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Emozioni a non finire, al termine dell’amichevole Italia-Irlanda: la partita che rimarrà nella memoria delle Azzurre e di tutto il movimento calcistico femminile per l’addio di Sara Gama, la quale continuerà a essere una bandiera fuori dal campo.

Sara lascia in eredità il sogno di tutte le bambine presenti al Viola Park, ha dichiarato il ct della Nazionale Andrea Soncin al termine della partita di venerdì, ciò che rappresenta va oltre al contributo in campo e per la squadra durante la mia recente e presente esperienza da ct. Una figura fondamentale per il movimento e per il futuro delle bambine che erano allo stadio per lei”.

Nonostante la visibile emozione, mister Soncin ha tratto conclusioni calcistiche dalla dura e spigolosa partita contro l’Irlanda: “Volevamo una partita intensa che ci preparasse a quello che troveremo tra un mese. Dopo due mesi e mezzo di lontananza dal gruppo squadra, le risposte sono state positive. Alcune ragazze meno impiegate hanno giocato di più, qualcuna ha esordito, martedì ci sarà modo di vedere all’opera altre ragazze. Il nostro periodo di crescita continua.”

E sulla partita di martedì contro l’Inghilterra campione d’Europa, Soncin ha affermato:Siamo consapevoli di affrontare una squadra di altissimo livello, ma con organizzazione e umiltà abbiamo le qualità per sfidare chiunque. Le caratteristiche delle ragazze mi danno tante possibilità di cambiare in corsa. Penso che la loro disponibilità possa fare la differenza”.

Serata da ricordare anche per Elena Linari e Barbara Bonansea. Le azzurre infatti hanno raggiunto la centesima presenza con la maglia della Nazionale, per loro il ricordo delle sensazioni di questa partita rimarrà indelebile per il duplice significato.

“È stato emozionante da quando Sara ci ha detto che avrebbe lasciato la Nazionale fino alla bellissima uscita dal campo durante il secondo tempo della partita, ha affermato Elena Linari, è stato bellissimo e credo che sia il giusto merito per questa grande giocatrice e persona. Lo spettacolo che si è venuto a creare è ciò che si merita e ce lo porteremo per sempre nel cuore e nella mente. Vivere la centesima presenza in Nazionale a Firenze è stato come un segno del destino, è strano perchè coincide con lo stesso giorno dell’addio di Sara. Mi tatuerò questa data. L’atmosfera al Viola Park è stata incredibile ed è il giusto spettacolo che si merita il calcio femminile” 

“Una serata che rimmarrà nei nostri cuori, conferma Barbara Bonansea, sapere dell’addio di Sara alla Nazionale è stato un colpo non indifferente. Volevamo festeggiare anche con una vittoria, ma è stato comunque un momento emozionante. Abbiamo fatto fatica a trattenere le lacrime perchè Sara ha fatto una carriera pazzesca in Nazionale durata 18 anni. Sono molto felice per lei e spero che si goda il futuro. Lascia in eredità alla Nazionale carattere, grinta e un’esperienza invidiabile. L’ho sempre vista in prima linea dentro e fuori dal campo  la ringrazierò sempre per gli insegnamenti trasmessi. Sono felicissima per il mio traguardo ma la serata è stata tuta per Sara.”

E sul simpatico sipario di fine gara, con le azzurre che indossavano una parrucca per emulare la riccia chioma di Sara, Barbara ha infine scherzosamente dichiarato: “Volevamo fare qualcosa di divertente tutte insieme. Sembravamo tante Sara Gama. Lei lottava sempre in campo come se lo facesse per 11 persone.”

Nazionale Under 19 Femminile – Longobardi spinge l’Italia: Norvegia ko, buona la prima per le Azzurrine al torneo La Nucia

Credit Photo: FIGC

Inizia nel modo migliore il torneo La Nucia per la Nazionale Under 19 Femminile: la squadra di Selena Mazzantini ha battuto 1-0 la Norvegia grazie a un gol di Anna Longobardi a un quarto d’ora dalla fine. Una vittoria meritata, quella delle Azzurrine, che soprattutto nella ripresa hanno avuto più volte l’occasione per raddoppiare.

“Dobbiamo imparare a trasformare le occasioni che ci capitano – il commento di Mazzantini –, anche perché nel Round 2 di qualificazione all’Europeo sarà fondamentale anche la differenza reti. La caratteristica migliore di questo gruppo è però l’aiutarsi l’una con l’altra, giocando per la squadra. Un aspetto, questo, che si riflette in entrambe le fasi di gioco: questo è il presupposto per pensare di fare un grande girone. Di fronte avevamo un avversario prestigioso come la Norvegia, ma grazie a una prestazione importante abbiamo meritato la vittoria”. Ad aprile l’Italia sarà in Portogallo a giocarsi un posto nella fase finale dell’Europeo contro le padrone di casa, l’Inghilterra e la Svizzera.

La migliore occasione del primo tempo della partita giocata a La Nucia (Spagna) ce l’ha avuta Giada Pellegrino Cimò (Roma), che ha sfiorato il palo alla destra del portiere norvegese Sandvik. Nella ripresa, dopo un’altra chance per Pellegrinò Cimò, brava Viola Bartalini a disinnescare la conclusione di Melgard. Svendsen, al 27′ della ripresa, nel tentativo di liberare l’area ha colpito la traversa della sua porta, ma tre minuti dopo l’Italia ha fatto centro: dopo aver recuperato palla sulla trequarti, Pellegrino Cimò ha servito a Longobardi un pallone che l’attaccante del Milan ha messo in rete di sinistro. Di Pellegrino Cimò altre due occasioni per l’Italia nel finale, ma il risultato non è più cambiato. Martedì 27 l’Italia tornerà in campo contro la Germania: calcio d’inizio alle 16. 

L’elenco delle convocate

Portieri: Viola Bartalini (Fiorentina), Emma Mustafic (Juventus)
Difensori: Azzurra Gallo (Juventus), Leda Gemmi (Milan), Elena Cristina Pizzuti (Roma), Nadine Sorelli (Milan), Martina Viesti (Roma), Paola Zanini (Roma), Carola Zannini (Ternana Women);
Centrocampiste: Beatrice Calegari (Cesena), Giada Catena (Roma), Erin Maria Patrizia Cesarini (Milan), Rebecca D’Elia (Inter), Valentina Donolato (Milan), Manuela Perselli (Sassuolo), Sofia Testa (Roma);
Attaccanti: Andrea Gaia Colombo (Como Women), Greta Bellagente (Juventus), Veronica Bernardi (Roma), Anna Longobardi (Milan), Ginevra Moretti (Juventus), Giada Pellegrino Cimò (Roma), Manuela Sciabica (Sassuolo)

Staff – Tecnico: Selena Mazzantini; Capodelegazione: Patrizia Recandio; Assistente tecnico: Mauro Girini; Preparatore atletico: Vincenzo Piermatteo; Preparatore dei portieri: Stefano Pergolizzi; Match analyst: Igor Graziani; Medici: Melissa Mazzola, Andrea Serdoz; Fisioterapista: Emiliano Diaferia; Nutrizionista: Vito Flavio Valletta; Segretario: Rossana Cerruti Ferrara

TORNEO LA NUCIA 2024
Sabato 24 febbraio
Norvegia-ITALIA 0-1
Svezia-Danimarca 0-0
Inghilterra-Francia 2-3
Ore 19: Paesi Bassi-Germania

Martedì 27 febbraio
Ore 12: Danimarca-Paesi Bassi
Ore 14: Norvegia-Inghilterra
Ore 16: Germania-ITALIA
Ore 19: Francia-Svezia

 

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