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Un’impresa eroica della Serbia costringe la Svezia allo 0-0 – Asllani e Gustavsson rammaricati: “Frustrante. Con l’Italia, invece…”

Sono bastati 4 giorni a ridurre il bottino punti della Svezia. La Nazionale di Tony Gustavsson, per la seconda valida alla qualificazione dei mondiali di Brasile 2027, non è andata oltre lo 0-0 con una Serbia pronta e pressante, nonostante il risultato senza reti.

Le aspettative gialloblù circa l’atteggiamento avversario hanno trovato fondamento già nel primo tempo, quando la squadra di casa ha opposto resistenza fin da subito, facendo leva su difesa forte ed azioni in contropiede; dal canto suo, la formazione ospite ha avuto varie occasioni date anche da un giro palla notevole, non così efficaci, però, da poter mettere in difficoltà in modo concreto.

Dieci minuti dopo l’inizio del secondo tempo, Gustavsson ha provato ad attingere alla panchina per dare uno “sprint” all’attacco: Rolfö e Blackstenius hanno sostituito Angeldahl e Jusu Bah, trampolino per la modifica della posizione di Asllani, spostatasi a centrocampo; per Schröder, invece, il contributo in attacco. Nonostante tutto, la Svezia non riesce a creare azioni così nitide per poter impensierire.

Non rimane altro che delusione dopo l’ottimo inizio ed i tre punti conquistati martedì in trasferta contro l’Italia: “frustrante non essere riuscite a trovare la via del goal – ha ammesso Kosovare Asllani a SVT dopo la partita -. Abbiamo lottato e cercato davvero la giusta occasione, ma non c’è stato verso di vincerla.

Certamente abbiamo fatto il possibile, ma avremmo dovuto fare meglio nelle situazioni di gioco fisse. Creiamo molto, ma – come spesso accade – non riusciamo a concretizzare. Una gara che avremmo dovuto vincere”.

Stesso stato d’animo quello evidenziato dal CT Gustavsson che – durante l’intervista post gara al canale citato – ha riferito: “penso che la Serbia abbia giocato una grande partita, questo bisogna riconoscerlo. Sapevamo che sarebbe stata dura contro una squadra ben organizzata, fisicamente forte, che non siamo riusciti a fermare; tra le altre cose, non abbiamo replicato l’intensità ed il livello di prestazione sfoggiati contro l’Italia.

C’è rammarico, è ovvio, ma tanto di cappello per l’impresa eroica compiuta dalle padrone di casa”.

Collocata in seconda posizione a quota 4 nel gruppo A, il team disputerà prossimamente il match contro la Danimarca (Gamla Ullevi – 14 aprile) e contro la Serbia (Strawberry Arena – 18 aprile).

La Francia ci crede: il ritorno di Peyraud-Magnin segna l’ennesima giornata da +3 – Bonadei e Karchaoui: “Obiettivo raggiunto!”

Il pieno di punti che la conferma in testa alla classifica? Merito della Nazionale francese, autrice della seconda vittoria consecutiva nel viaggio di qualificazione ai mondiali 2027.

Stavolta a farne le spese è stata la Polonia: letale il 4-1 Bleues firmato Marie-Antoinette Katoto (20’), Kadidiatou Diani (71’) e Sakina Karchaoui in doppietta (40’, 59’). Grazie a tale esito, la Francia guida il gruppo A2 con due punti di vantaggio sui Paesi Bassi e cinque proprio sulla biancorossa, recente diretta avversaria; ma cosa ha davvero fatto la differenza sul campo?

Cinque le modifiche apportate dal CT Laurent Bonadei l’occasione, rispetto all’undici schierato contro l’Irlanda; a spiccare, inoltre, il ritorno tra i pali di Pauline Peyraud-Magnin, ormai ufficialmente Denver Summit dopo il saluto alla Juventus.

Poco più di un mese (martedì 14 aprile) e sarà la volta del terzo incontro per la competizione: le transalpine avranno modo di continuare sulla scia della positività contro l’Olanda, reduce da un importante esito a favore trovato nel faccia a faccia con l’Irlanda. Ecco, intanto, quanto detto dalla guida della squadra Laurent Bonadei:sono ancora una volta orgoglioso delle ragazze che hanno rispettato per filo e per segno il piano di gioco preparato.

Abbiamo dominato il secondo tempo, essere undici contro dieci ha agevolato. Non è comunque mai facile mantenere questo ritmo, bisogna mantenere la disciplina, il rigore e continuare a pressare, senza se e senza ma. Mi premeva davvero che segnassimo un terzo e poi un quarto gol, ed è quello che abbiamo fatto con le occasioni a disposizione.

Sono sei punti totali importanti; ora il doppio confronto con i Paesi Bassi dovrà essere perfetto!”.

Appoggia il pensiero Sakina Karchaoui (capitana, tra le marcatrici dell’appuntamento) che, ai microfoni del canale W9, ha raccontato:l’obiettivo di vincere e consolidare il primo posto è stato raggiunto. Abbiamo lavorato molto durante la settimana e questo ha sicuramente dato i suoi frutti.

Bisogna mantenere questa umiltà, anche perché non siamo arrivati alla fine, ci sono ancora delle partite da giocare. Sono orgogliosa della squadra, dei progressi fatti; la speranza è quella di continuare per il meglio in vista del mondiale“.

Sara Gama nominata Cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. “Sono onorata e commossa”

Un altro titolo da mettere in bacheca, dal sapore speciale e con un significato completamente diverso da quelli conquistati durante la sua carriera da calciatrice. Lo scorso 26 febbraio Sara Gama, in occasione di un incontro privato al Quirinale, è stata nominata Cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. L’onorificenza, che rappresenta il primo grado del più alto ordine cavalleresco nazionale, viene conferita dal Capo dello Stato a cittadini o stranieri che si siano distinti per meriti nel proprio ambito di competenza.
Un riconoscimento che premia l’impegno che Gama ha profuso, in campo e fuori, per lo sviluppo del calcio femminile. La capa delegazione della Nazionale e vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori ha infatti scritto le pagine più belle della storia recente del movimento italiano, accendendo i riflettori sul calcio giocato dalle donne, diventando un esempio per tantissime bambine che in lei hanno visto un modello da seguire e portando avanti diverse battaglie sui diritti che, tra le diverse conquiste raggiunte, hanno anche portato all’introduzione del professionismo nel massimo campionato femminile.

“È passato qualche giorno da questo incontro straordinario – ha scritto Gama sul suo profilo Instagram – Giorni per me di riflessione sul grande dono ricevuto, ma anche su quanto sta accadendo nel mondo, per cui celebrare le cose belle che ci toccano passa purtroppo in secondo piano di fronte alla portata di certi avvenimenti. Mi permetto dunque oggi di prendere un momento per ringraziare: sono felice, onorata e commossa per aver ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica dal Capo dello Stato. Il dono più grande resta per me aver potuto scambiare delle parole con la straordinaria persona, nostra guida e faro oggi più che mai, che sa accompagnarci e sospingerci con una sensibilità e attenzione difficilmente descrivibili. Grazie Presidente”.

Serie A Women: le calciatrici ‘più cattive’ del campionato sino ad ora

In quindici giornate ufficiali di Serie A Women, con quattro già giocate nel girone di ritorno, tanti sono stati gli scontri di gioco che hanno portato i direttori di gara ad estrarre cartellini alle varie calciatrici del massimo torneo femminile italiano.

La panoramica sulle ‘più cattive’, ad aver collezionato più cartellini gialli sino ad ora, vede prima Manon Uffren del Parma con 6 ammonizioni, ricevute in 14 gare giocate, mentre Antonietta Castiello della Lazio si ‘ferma’ a 5, in 10 match disputati, come Tecla Pettenuzzo del Napoli Women, in 14 partite. Seguono a 4 gialli Flaminia Simonetti della Lazio, con 9 gettoni di presenza, Abi Brighton della Juventus, con 10 gare giocate, Ivana Andrés dell’Inter e Marta Mascarello, entrambe presenti in ogni gara giocate. Tra le calciatrici con 3 ammonizioni, infine, in ‘evidenza’ Davina Philtjens del Sassuolo, ricevute in 8 partite, e Chiara Cecotti del Como Women, in 10.

Per quanto riguarda i cartellini rossi, poi, diverse atlete hanno collezionato un’espulsione con Hawa Cissoko del Parma a riceve la massima sanzioni in sole 5 gare giocate mentre  Francesca Quazzico della Ternana Women in 7. Ad essere sanzionate con un rosso con 9 presenze in campionato, poi, tre calciatrici: Chante Dompig del Milan, Flaminia Simonetti della Lazio e Winonah Heatley della Roma. A ricevere un rosso in 10 gare di Serie A Women, poi, Agnese Bonfantini della Fiorentina e Milicia Keijzer del Milan mentre con 12 Nikola Karczewska della Lazio.

 

‘B Stories’ a Brescia: “Tra calcio e casoncelli, qui accolta come a casa”

Chi, meglio di Veronique Brayda, poteva far conoscere Brescia a una compagna arrivata da molto lontano? Brayda e la giapponese Yuka Kuratomi sono le protagoniste dell’undicesima puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV – la piattaforma OTT della FIGC – e che racconta le realtà della Serie B Femminile e il loro rapporto con il territorio. “Da quando sono bambina – racconta Brayda – ho sempre amato la B sul petto e il colore azzurro. Brescia da subito è sempre stata casa”.

 

Lo è diventato, invece, per Kuratomi: “Mi piace il cibo, ho apprezzato i casoncelli, ma mi piace anche il panorama che c’è qui. Per me Brescia è speciale, mi sento accolta”, racconta in italiano la giocatrice giapponese. Ed è proprio per vedere il panorama che Veronique e Yuka salgono al castello, uno dei luoghi simbolo della città: “Per noi è il simbolo della Leonessa, lo stemma che portiamo. Qui c’è appartenenza, qui c’è un calore straordinario”. Brayda lo ha potuto verificare sulla sua pelle negli ultimi mesi: dopo essere stata a lungo fuori per un infortunio al crociato, al suo rientro in campo i tifosi le hanno fatto trovare una torta con le sue foto. “I bresciani sono persone belle, ti danno il cuore”.

Brayda e Kuratomi, nella puntata di’B Stories’, a spasso per le vie della città sono anche protagoniste di una gag, con Veronique che racconta a Yuka della canzone che per i bresciani significa tantissimo, “Madonnina dai riccioli d’oro”. “Siamo bresciani e siam figli tuoi” è la frase (riadattata, rispetto al testo originale de ‘I Girasoli’) con cui si conclude il brano, che Yuka traduce nella sua lingua. Risata generale. Una felicità, quelle due calciatrici, che si riflette anche in campo, dove la squadra – guidata da Damiano Zenoni, uno dei due gemelli che hanno avuto una lunga carriera in Serie A – viaggia nella zona alta della classifica.

 

Cesena fucina di talenti, il DS Elvio Sanna: “L’emozione va oltre il risultato sportivo”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La sosta Nazionali che ha visto scendere in campo le Azzurre di Mister Soncin ha anche dato modo alle più piccole di sperare nella convocazione da parte della propria categoria. Per quel che riguarda l’ U20 e l’U23, c’è un ampio ventaglio di calciatrici del Cesena, in ogni ruolo, che ha ricevuto la convocazione rispettivamente da parte del CT Alessandro Fabbro e della CT Tatiana Zorri. L’allenatrice delle Azzurrine ha voluto inserire all’interno del proprio progetto difensore, centrocampiste e attaccanti del Cavalluccio, famoso per avere una squadra molto giovane, ma grintosa e vogliosa di vincere e ricca di calciatrici in prestito da grandi Società. Il Direttore Sportivo del Cesena Elvio Sanna ha rilasciato alcune dichiarazioni ai canali ufficiali del Club bianconero in concomitanza di questo momento di pausa dal campionato commentando con orgoglio la convocazione di molte delle ragazze della Prima Squadra.

«Vedere tante ragazze del Cesena chiamate a rappresentare la propria Nazionale è un’emozione che va oltre il semplice risultato sportivo. È il frutto di un percorso fatto di sacrificio, tanto lavoro e discrezione, un traguardo che nasce lontano dai riflettori», il progetto e la filosofia del Cesena di dare spazio a calciatrici giovani e italiane sta dando i suoi frutti e ha plasmato lo zoccolo duro di quella che è la Nazionale U20 e U23, essendo ben dieci le calciatrici a far parte dell’organico azzurro. Zannini e Zappettini fanno parte dell’elenco di giocatrici alla corte di Mister Zorri, le altre sono a disposizione di Mister Fabbro.

«Oggi accogliamo con onore e orgoglio le convocazioni di Calegari, De Muri, Fadda, Catena, Ciabini, Zamboni, Cocino, Zannini, Zappettini e Dumitru. Un pensiero di cuore a Ciano: senza l’infortunio Jessica avrebbe fatto sicuramente parte di questa spedizione», il numero di giocatrici sarebbe potuto essere addirittura più alto ma, per colpa di un infortunio, l’ex Primavera dell’Inter Jessica Ciano ha dovuto accantonare la possibilità di ricevere la convocazione per gli impegni della Nazionale in questa finestra.

Sanna ha rimarcato che il fulcro centrale di questa squadra è il gruppo«La forza di questa squadra risiede nel gruppo, un nucleo di atlete in totale sintonia, dove nessuna individualità potrebbe brillare senza il sostegno costante di tutte le compagne. Un grande ‘in bocca al lupo’ a tutte.»

La Germania, a punteggio pieno, prosegue il suo cammino verso le qualifiche ai Mondiali del Brasile 27

La Germania ha ripreso da dove aveva lasciato dopo la vittoria per 5-0 sulla Slovenia nella prima giornata, con un trionfo altrettanto convincente sulla Norvegia. Fin dall’inizio, la squadra dell’allenatore Christian Weck ha preso il controllo e si è portato in vantaggio per 1-0 al 18° minuto con Elisa Senss. Questo sembrava aver dato una scossa alla Norvegia, che ha iniziato a creare occasioni da gol. Al 34° minuto, Ann-Katrin Berger, portiere della Germania, ha dovuto effettuare due parate in rapida successione contro Signe Gaupset e Ada Hegerberg.

Tuttavia, i festeggiamenti nel recupero del primo tempo sono stati ancora una volta dall’altra parte del campo, e questa volta per ben due volte. Prima Carlotta Wamser ha segnato su passaggio di Vivien Endemann, poi la stessa Endemann ha portato il risultato sul 3-0 poco dopo. Caroline Graham Hansen ha avuto la prima grande occasione della ripresa, ma Berger ha nuovamente spento le speranze delle scandinave con una brillante parata. Successivamente, Jule Brand ha segnato il quarto e ultimo gol del match per la Germania.

Carlotta Wamser, difensore della Germania, al termine del match attraverso i canali ufficiali ha dichiarato:Abbiamo dato il massimo fin dall’inizio, anche nei contrasti. Abbiamo segnato i gol nei momenti giusti. Oggi non abbiamo avuto bisogno di molte occasioni e siamo stati molto efficaci”. 

 

Verso dieci anni d’amore, Martina Rosucci rinnova: “Mi sento una persona della Juve, prima che calciatrice”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Che quello tra la Juventus e Martina Rosucci fosse un legame speciale lo si poteva intuire da quell’ormai lontano 2017, quando la stessa firmò per il club. Ora, però, la tesi è ancora più sotto i riflettori: perché? La capitana bianconera ha rinnovato fino al 30 giugno 2027; saranno, quindi, ben 10 le stagioni in tali colori per la nota calciatrice, porto sicuro della squadra di Torino.

Difensore esperto, la classe ‘92 risulta nella lista delle veterane del gruppo delle “grandi”, forte anche di quota presenze (ad oggi ne conta 183 – ad anticiparla profili come Barbara Bonansea e Cristiana Girelli); tantissime anche le emozioni vissute nei frame archiviati, che la collocano tra le direttissime spettatrici della conquista di sei scudetti, cinque Supercoppe Italiane, la non così lontana Serie A Women’s Cup e quattro Coppe Italia.

Con queste premesse la consolidazione di una volontà reciproca di proseguire un percorso di crescita dove il ruolo della figura piemontese risulta fortemente centrale. A questo proposito non sono mancate le dolci parole di Rosucci che, ai microfoni della realtà, ha detto: “dieci anni sono qualcosa di inimmaginabile; come mi sento? Una persona della Juve, e proprio per questo, la prima parola che mi viene in mente è ‘identità’.

Guardando indietro al primo giorno che sono stata qui, posso parlare di evoluzione. Incredibile come siamo arrivate a giocarcela tra le migliori otto d’Europa. Abbiamo dato consapevolezza e storia ad una società che prima non l’aveva, non solo aggiungendo ogni anno un trofeo in bacheca ma anche creando proprio quella identità di cui parlavo, che prima si trovava solo nel maschile.

Sono davvero molto orgogliosa di far parte di questo gruppo. Ho iniziato che ero una bambina ed ora sono una donna; credo di aver forgiato alcuni valori che mi rappresentano dentro e fuori dal campo, quindi questa per me è più una scuola di vita.

In questi 9 anni sono passate da qui tante giocatrici e sono rimaste poche quelle che ci sono state dal primo giorno; con la mia presenza voglio trasmettere quel senso di appartenenza di cui questa squadra ha bisogno. Ho imparato tanto sulla mentalità e sulla disciplina, e per essere una giocatrice della Juventus devi essere anche una persona della Juventus. Qui ci si sente a casa”.

Andrea Consales: “Felice di raccontare ogni settimana una nuova storia e dare luce al calcio femminile”

“A Radio TV Serie A abbiamo fin da subito voluto creare uno spazio dedicato al calcio femminile. Siamo contenti di raccontare ogni settimana nuove storie e contribuire nel nostro piccolo alla crescita del sistema”. A raccontarcelo è stato Andrea Consales, giornalista, che da ormai due anni conduce una striscia tutta dedicata al calcio femminile e alle giocatrici sulla quale sottolinea. “Da questa stagione è nato un appuntamento fisso, per il quale ringrazio il team di Assist Women e in particolare Alessandro Orlandi e Olga Avitabile oltre a Michele Pedrotti che lavora con me alla rubrica.  Da quando ci siamo conosciuti, anche grazie ad un collega e amico in comune, Nicolò Ramella, abbiamo sempre pensato che fosse giusto raccontare il calcio femminile non soltanto con risultati e tabellini, ma anche facendo scoprire le storie dietro alle calciatrici. Appassionare e avvicinare pubblico parte anche da qui”.


Sull’appuntamento del giovedì con ‘Social Corner’ poi ci confida: “Mi ha attirato da subito l’enorme potenziale inesplorato che ho percepito e spero che con la nostra rubrica saremo in grado di arrivare non solo a chi il calcio femminile già lo segue, ma anche a persone che ancora non lo conoscono. Raccontare le storie e scoprire cose nuove, avvicinandosi ancora di più ad un mondo come quello del calcio femminile, non può che essere una cosa positiva”.
Sull’importanza della visibilità e di raccontare la storia e i percorsi delle calciatrici su Radio TV Serie A, Radio TV ufficiale della Lega Serie A di Calcio, Andrea ha quindi evidenziato: “Credo sia utilissimo, ed è questa una delle urgenze che ha fatto nascere questa rubrica. Per appassionarsi a qualsiasi cosa secondo me bisogna innanzitutto conoscere e far conoscere, raccontare è un modo per avvicinare nuovo pubblico. Il mondo dello sport è ricco di esempi di comunicazione ben riuscita in grado di ridare visibilità ad un settore, penso alla Formula 1. Ovviamente non può bastare solo questo, il quadro è più ampio, cerchiamo di fare la nostra parte. Parlando più un generale dell’aspetto comunicativo si può sempre fare meglio, certo, però credo che anno dopo anno le cose stiano cambiando, c’è più attenzione, spero ce ne possa essere sempre di più”.


Tante le interviste che hanno lasciato spunti interessanti. Storie, persone, partite, esperienze  sfide e sogni che Consales, Laureato in Giurisprudenza alla Bocconi, fotografa cosi: “Ogni settimana, e mi capita di ripeterlo al termine delle singole interviste, scopro storie e persone che mi arricchiscono, è una grande fortuna e la conferma dell’enorme capitale umano all’interno del calcio femminile. Ricordo con particolare trasporto la chiacchierata con Elisa Bartoli: spesso uno dei temi che trattiamo è l’emozione che regala il calcio e lei fu sincera, trasparente. Ci raccontò di quanto il calcio la facesse sentire libera, di come dentro al campo, fin da bambina, si sentisse sé stessa. Ecco, il calcio non è solo un gioco e vedere quanto possa essere importante per una persona, per la sua crescita sotto tutti gli aspetti, è qualcosa che merita di essere ascoltato e raccontato”.
Sull’ appuntamento che ogni settimana apre il microfono per dare voce al calcio femminile Andrea poi cita un’altra intervista recente: “Potrei anche citarti una delle ultime interviste in ordine cronologico, Eleonora Goldoni ci ha raccontato cosa fa con la sua Academy, anche qui dimostrando che il calcio può essere molto di più di una polemica o di un risultato”.

Sull’importanza al passaggio al professionismo il conduttore, invece, non ha dubbi: “È stato un passo importante e atteso da tempo, raccontare e comunicare è solo una parte di un disegno di crescita e di investimento che deve essere sempre più ampio. Amo il lato umano di questo sport, ma il calcio femminile è bello da seguire anche da un punto di vista più strettamente tecnico. Sicuramente l’ingresso dei club aiuta, da appassionato questo è il mio punto di vista, ben venga tutto ciò che va nella direzione dello sviluppo, della crescita e degli investimenti. Belle storie, certo, ma anche un pizzico di sano pragmatismo”.
Un altro traguardo raggiunto, e bissato da qualche settimana, è la collezione di figurine interamente dedicata al calcio femminile sulla quale Andrea Consales, che ha collaborato anche con DAZN e Cronache di Spogliatoio, ci racconta: “Anche passi come questi sono a loro modo rivoluzionari e decisivi. Torniamo al punto di partenza: comunicare, trasmettere, conta tanto. Conservo ancora il mio primo album, andavo alle elementari e me lo studiavo in ogni singolo dettaglio. Oggi i tempi sono cambiati, certo, la tecnologia ha fatto passi da gigante e il mondo è a portata di smartphone, ma certi simboli restano, e hanno anche un valore più concreto di quanto si immagini. Intendiamoci, servono tanti passi e ben più sostanziali, ma Panini ha dimostrato grande attenzione e penso che fare la collezione, trovare le proprie giocatrici del cuore, farà appassionare tanto quanto le singole partite o gli highlights”.

Sulla Nazionale, impegnata in questi giorni nelle qualificazioni al prossimo Mondiale, invece il telecronista che collabora anche con Sky ricorda: “La Nazionale è sempre la Nazionale, quanto fatto l’estate scorsa è stato pazzesco, ricordo di averne parlato con Martina Piemonte in una delle prime puntate della rubrica. È stato un risultato incredibile e paradossalmente ci va anche stretto, per usare un termine tecnico è stata una gran rosicata. Ma finiti i 90 minuti, o 120 in questo caso, ciò che resta sono le emozioni trasmesse e quelle che ci ha regalato la squadra di Soncin sono state memorabili. Il segnale è chiaro: il movimento del calcio femminile in Italia cresce, le giocatrici sono sempre più competitive e il livello aumenta sempre di più”.
In chiusura una battuta sulle calciatrici che stanno andando all’estero sulle quale Andrea conclude la chiacchierata ammettendo: “Esportare l’Italia all’estero è sempre un bene, l’aumento di giocatrici impegnate in campionati esteri e di livello ad oggi maggiore rispetto al nostro oltre ad essere un segnale di qualità è anche un’enorme opportunità di crescita per il sistema nella sua interezza. Bisogna guardare a dove le cose funzionano meglio se si vuole alzare il livello”.

Inghilterra a punteggio pieno. Sarina Wiegman: “Avremmo potuto segnare di più, ma la cosa più importante era vincere”.

Lucy Bronze ha segnato e fornito un assist aiutando l’Inghilterra a battere una tenace Islanda per 2-0 in quel di Nottingham e a continuare il suo cammino perfetto per le qualificazioni alla Coppa del Mondo femminile 2027.

L’Inghilterra ha messo sotto pressione l’Islanda fin dall’inizio della partita e ha raccolto i frutti al 22′ quando la 34enne terzino destro ha portato in vantaggio le padrone di casa con un colpo di testa. Bronze, alla sua 145° presenza con la maglia della nazionale al City Ground, è arrivata al momento giusto per insaccare di testa un cross di Taylor Hinds.
A 12 minuti dalla fine, poi, ha fornito l’assist per il gol di Georgia Stanway con un cross millimetrico. L’Inghilterra si è assicurata la vittoria di cui aveva bisogno ed ora si può concentrare sulla preparazione del big match contro la Spagna il mese prossimo.
L’Inghilterra ha dominato completamente il primo tempo a dispetto del tabellino che ha certificato il solo gol della classe 1990. Dopo l’intervallo l’Inghilterra è andata vicina al raddoppio due volte, con Bronze e Hemp che hanno entrambe tirato alto da buone posizioni mentre le avversarie nella seconda frazione sono cresciute e si sono rese pericolose con il colpo di testa di Sandra Jessen all’ora di gioco, parato da una Hannah Hampton sempre più fondamentale nell’undici delle Lionesses.

Solo i primi in classifica di ogni girone si qualificano automaticamente per i Mondiali in Brasile. Questo significa che una squadra tra la Spagna campionessa del mondo e l’Inghilterra campionessa d’Europa dovrà passare attraverso gli spareggi.
Per le ragazze di mister Sarina Wiegman, dunque, l’obiettivo in queste due partite di qualificazione contro Ucraina e Islanda è stato quello di ottenere due vittorie, aumentare la differenza reti e mantenere alta la fiducia in vista del 14 aprile.

Quella di Lucy Bronze contro l’Islanda è stata la 145° partita con la maglia dell’Inghilterra e il terzino l’ha festeggiata segnando il gol dell’1-0 di testa e, a 12 minuti dalla fine, servendo un cross perfetto per Georgia Stanway e assicurando alla sua squadra i tre punti che permettono alle Lionesses di chiudere a punteggio pieno questo appuntamento con le qualificazioni.
Su Bronze si è espressa la CT Sarina Wiegman che, nella conferenza stampa post partita alla domanda posta dalla BBC sulla prestazione in campo del difensore, la ha dipinta come “una persona incredibile” che “Dà il massimo e ha una grande intelligenza calcistica, aiutando la squadra sia in campo che fuori”.
Nonostante non sia più giovanissima, Bronze rimane fondamentale per l’Inghilterra di Wiegman che sulla sua presenza nel gruppo squadra detto che: “Ha un ruolo importante nella squadra: vuole partecipare ai Mondiali. Sta ancora accumulando minuti di gioco, ma se in campo dai il meglio di te sei comunque fondamentale”.

Quella contro la formazione islandese è stata una vittoria di routine per l’Inghilterra contro una squadra classificata al 16° posto nel mondo con un risultato che per quanto creato sul rettangolo verde sarebbe potuto anche essere più ampio. La CT delle Lionesses, nel corso della conferenza stampa post-partita, quando le è stato chiesto di fare un bilancio delle due gare giocate con particolare attenzione a quella più recente ha espresso la sua soddisfazione.
“Al momento sono contenta della prestazione e del ritiro. L’Islanda è una squadra molto disciplinata, penso che soprattutto nel primo tempo abbiamo fatto bene; abbiamo creato grandi occasioni ed è stato positivo aver segnato il primo gol. Avremmo potuto segnare di più, ma la cosa più importante era vincere. L’Islanda è un avversario pericoloso, ma siamo riuscite a neutralizzare bene questo pericolo. Ovviamente vorremmo segnare di più, ma la vittoria e la porta inviolata sono fondamentali”.

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