“A Radio TV Serie A abbiamo fin da subito voluto creare uno spazio dedicato al calcio femminile. Siamo contenti di raccontare ogni settimana nuove storie e contribuire nel nostro piccolo alla crescita del sistema”. A raccontarcelo è stato Andrea Consales, giornalista, che da ormai due anni conduce una striscia tutta dedicata al calcio femminile e alle giocatrici sulla quale sottolinea. “Da questa stagione è nato un appuntamento fisso, per il quale ringrazio il team di Assist Women e in particolare Alessandro Orlandi e Olga Avitabile oltre a Michele Pedrotti che lavora con me alla rubrica. Da quando ci siamo conosciuti, anche grazie ad un collega e amico in comune, Nicolò Ramella, abbiamo sempre pensato che fosse giusto raccontare il calcio femminile non soltanto con risultati e tabellini, ma anche facendo scoprire le storie dietro alle calciatrici. Appassionare e avvicinare pubblico parte anche da qui”.
Sull’appuntamento del giovedì con ‘Social Corner’ poi ci confida: “Mi ha attirato da subito l’enorme potenziale inesplorato che ho percepito e spero che con la nostra rubrica saremo in grado di arrivare non solo a chi il calcio femminile già lo segue, ma anche a persone che ancora non lo conoscono. Raccontare le storie e scoprire cose nuove, avvicinandosi ancora di più ad un mondo come quello del calcio femminile, non può che essere una cosa positiva”.
Sull’importanza della visibilità e di raccontare la storia e i percorsi delle calciatrici su Radio TV Serie A, Radio TV ufficiale della Lega Serie A di Calcio, Andrea ha quindi evidenziato: “Credo sia utilissimo, ed è questa una delle urgenze che ha fatto nascere questa rubrica. Per appassionarsi a qualsiasi cosa secondo me bisogna innanzitutto conoscere e far conoscere, raccontare è un modo per avvicinare nuovo pubblico. Il mondo dello sport è ricco di esempi di comunicazione ben riuscita in grado di ridare visibilità ad un settore, penso alla Formula 1. Ovviamente non può bastare solo questo, il quadro è più ampio, cerchiamo di fare la nostra parte. Parlando più un generale dell’aspetto comunicativo si può sempre fare meglio, certo, però credo che anno dopo anno le cose stiano cambiando, c’è più attenzione, spero ce ne possa essere sempre di più”.
Tante le interviste che hanno lasciato spunti interessanti. Storie, persone, partite, esperienze sfide e sogni che Consales, Laureato in Giurisprudenza alla Bocconi, fotografa cosi: “Ogni settimana, e mi capita di ripeterlo al termine delle singole interviste, scopro storie e persone che mi arricchiscono, è una grande fortuna e la conferma dell’enorme capitale umano all’interno del calcio femminile. Ricordo con particolare trasporto la chiacchierata con Elisa Bartoli: spesso uno dei temi che trattiamo è l’emozione che regala il calcio e lei fu sincera, trasparente. Ci raccontò di quanto il calcio la facesse sentire libera, di come dentro al campo, fin da bambina, si sentisse sé stessa. Ecco, il calcio non è solo un gioco e vedere quanto possa essere importante per una persona, per la sua crescita sotto tutti gli aspetti, è qualcosa che merita di essere ascoltato e raccontato”.
Sull’ appuntamento che ogni settimana apre il microfono per dare voce al calcio femminile Andrea poi cita un’altra intervista recente: “Potrei anche citarti una delle ultime interviste in ordine cronologico, Eleonora Goldoni ci ha raccontato cosa fa con la sua Academy, anche qui dimostrando che il calcio può essere molto di più di una polemica o di un risultato”.
Sull’importanza al passaggio al professionismo il conduttore, invece, non ha dubbi: “È stato un passo importante e atteso da tempo, raccontare e comunicare è solo una parte di un disegno di crescita e di investimento che deve essere sempre più ampio. Amo il lato umano di questo sport, ma il calcio femminile è bello da seguire anche da un punto di vista più strettamente tecnico. Sicuramente l’ingresso dei club aiuta, da appassionato questo è il mio punto di vista, ben venga tutto ciò che va nella direzione dello sviluppo, della crescita e degli investimenti. Belle storie, certo, ma anche un pizzico di sano pragmatismo”.
Un altro traguardo raggiunto, e bissato da qualche settimana, è la collezione di figurine interamente dedicata al calcio femminile sulla quale Andrea Consales, che ha collaborato anche con DAZN e Cronache di Spogliatoio, ci racconta: “Anche passi come questi sono a loro modo rivoluzionari e decisivi. Torniamo al punto di partenza: comunicare, trasmettere, conta tanto. Conservo ancora il mio primo album, andavo alle elementari e me lo studiavo in ogni singolo dettaglio. Oggi i tempi sono cambiati, certo, la tecnologia ha fatto passi da gigante e il mondo è a portata di smartphone, ma certi simboli restano, e hanno anche un valore più concreto di quanto si immagini. Intendiamoci, servono tanti passi e ben più sostanziali, ma Panini ha dimostrato grande attenzione e penso che fare la collezione, trovare le proprie giocatrici del cuore, farà appassionare tanto quanto le singole partite o gli highlights”.
Sulla Nazionale, impegnata in questi giorni nelle qualificazioni al prossimo Mondiale, invece il telecronista che collabora anche con Sky ricorda: “La Nazionale è sempre la Nazionale, quanto fatto l’estate scorsa è stato pazzesco, ricordo di averne parlato con Martina Piemonte in una delle prime puntate della rubrica. È stato un risultato incredibile e paradossalmente ci va anche stretto, per usare un termine tecnico è stata una gran rosicata. Ma finiti i 90 minuti, o 120 in questo caso, ciò che resta sono le emozioni trasmesse e quelle che ci ha regalato la squadra di Soncin sono state memorabili. Il segnale è chiaro: il movimento del calcio femminile in Italia cresce, le giocatrici sono sempre più competitive e il livello aumenta sempre di più”.
In chiusura una battuta sulle calciatrici che stanno andando all’estero sulle quale Andrea conclude la chiacchierata ammettendo: “Esportare l’Italia all’estero è sempre un bene, l’aumento di giocatrici impegnate in campionati esteri e di livello ad oggi maggiore rispetto al nostro oltre ad essere un segnale di qualità è anche un’enorme opportunità di crescita per il sistema nella sua interezza. Bisogna guardare a dove le cose funzionano meglio se si vuole alzare il livello”.