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Tessa Mendolicchio, Casolese: “La classifica ad oggi ci rasserena, ma col Riccione vogliamo la vittoria!”

Photo Credit: Casolese Calcio Femminile

2 a 2 contro il Gatteo Mare non era il risultato che la Casolese si sarebbe forse aspettata in casa romagnola, invece la compagine di Mister Cirri ha strappato un punto pesante in trasferta contro una delle corazzate del girone. A parlare, a match concluso, è stata Tessa Mendolicchio, che ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Mister Cirri ha fatto sentire la propria voce prima, durante e dopo la partita. Le biancorosse si sono lasciate guidare dai suoi consigli e, soprattutto fra primo e secondo tempo, hanno elaborato una strategia vincente per esaltare i propri punti di forza«Contro un’avversaria come il Gatteo Mare sapevamo che sarebbe servita una partita di grande concentrazione e di dedizione. La Mister prima della gara ci ha ribadito i concetti su cui ha puntato di più durante la settimana di preparazione, ovvero: dinamicità di squadra e occupare gli spazi senza fossilizzarci sui ruoli specifici. L’aiuto maggiore è avvenuto però tra il primo e il secondo tempo, quando ci ha ricordato quale fosse il nostro gioco e ha esaltato i nostri punti forti che non eravamo riuscite a far emergere fino a quel momento.»

Un punto equamente spartito tra due formazioni che si sono equivalse; visto e considerato quanto visto sul rettangolo verde tra le due formazioni, le accontenta entrambe e lascia comunque un pizzico di spiacere nella squadra ospite, che non ha affatto sfigurato contro una di quelle squadre che alla vigilia del campionato venivano date per vincenti«Un po’ rammaricate perché avevamo creduto nei 3 punti durante il corso della gara, ma considerando la prestazione in generale e la squadra che abbiamo affrontato, 1 punto per entrambe è sempre meglio di 0.»

Appuntamento tra le mura amiche contro il Riccione, che nel corso dell’ultima giornata ha piegato la Roma CF, avversaria di grandissima caratura e che in classifica occupa le prime posizioni; è un’avversaria da prendere con le pinze. Sono appena tre le partite che mancano prima della fine del torneo, ogni punto diventa oro colato«Tutte le partite in questa categoria hanno il valore di una finale e vengono preparate come tali. La classifica comunque ad oggi ci rasserena, ma come stimolo per fare del nostro meglio fino alla fine, cercando di toglierci più soddisfazioni possibili, senza mollare.»

La Casolese ha avuto un avvio di stagione di altissima caratura e ha portato avanti un buon percorso in questa categoria del tutto nuova. Mendolicchio ha dichiarato che «La classifica non sempre rispecchia il lavoro fatto e per il valore della squadra avremmo potuto ambire a qualcosa di più. Nonostante gli imprevisti che la stagione ci ha riservato, abbiamo dimostrato il nostro valore di squadra e credo che questo sia gran motivo di orgoglio.»

Si ringraziano Tessa Mendolicchio, la Team Manager Sara Zaccardo e la Casolese Calcio Femminile per il tempo e la fiducia concessaci.

Il TDR eSport torna a Gallipoli per una giornata speciale all’insegna di sport, innovazione e inclusione.

Credit: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Torneo delle Regioni eSport sarà una giornata di festa e partecipazione, aperta al pubblico, in cui il calcio digitale diventa uno spazio accessibile, un’esperienza inclusiva e un momento di incontro tra persone, comunità e territori. Un’occasione per vivere lo sport in una forma nuova, condivisa e coinvolgente. Come sottolinea Attilio Caputo, Direttore Caroli Hotels“Accogliere nelle nostre strutture le squadre del Torneo delle Regioni 2026, compreso il TDR eSport INCLUSIVO, è per noi motivo di grande soddisfazione e responsabilità.

Questo evento non è solo sport, ma un’occasione concreta di incontro, crescita e valorizzazione del territorio. Come Caroli Hotels siamo orgogliosi di contribuire all’accoglienza di atleti, staff e giovani provenienti da tutta Italia, offrendo non solo ospitalità ma un’esperienza che unisce qualità, inclusione e spirito di comunità. Il legame tra sport, turismo e territorio rappresenta un valore fondamentale, e iniziative come questa rafforzano il ruolo della Puglia come destinazione capace di coniugare tradizione, innovazione e partecipazione.”

“Il calcio a portata di… Mano”: inclusione, valori e spettacolo nella live del martedì

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

L’ultima puntata della trasmissione “Il calcio a portata di… Mano”, andata in onda nel consueto appuntamento del martedì sera sul canale Twitch della LND eSport, ha confermato ancora una volta il valore del format come spazio di racconto non solo sportivo, ma anche sociale e culturale del calcio digitale. In conduzione Davide Abbate, Mattia Meo e Pietro Maria Abruzzo, la serata si è aperta con un momento di particolare intensità, dedicato al tema dell’inclusione e al ruolo del gaming come strumento di connessione e supporto.

Ospite in apertura è stato Denny Passa (nella foto), Founder del progetto Be Strong, iniziativa nata con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso il mondo videoludico. Attraverso un racconto autentico e diretto, Denny ha condiviso il proprio percorso personale, spiegando come una disabilità all’80% non abbia rappresentato un limite, ma il punto di partenza per costruire uno spazio sicuro e accogliente per chi vive situazioni di difficoltà. Un progetto che oggi si traduce in una community attiva, composta da circa 60 membri, capace di generare relazioni, supporto reciproco e momenti di crescita condivisa, anche all’interno del panorama competitivo, in particolare su Call of Duty: Warzone. Dal digitale al reale, il percorso di Be Strong ha trovato espressione concreta anche in iniziative solidali, come l’evento benefico organizzato insieme a diverse realtà multigaming, che ha portato alla raccolta di fondi successivamente utilizzati per donare uova di Pasqua a un ospedale oncologico di Bari. Un gesto simbolico ma significativo, che racconta l’essenza del progetto: trasformare il gioco in un’opportunità di relazione e supporto.

Particolarmente toccante anche il racconto legato alla storia di Tania, giovane ragazza sostenuta dalla community anche nei momenti più difficili, a testimonianza di come il valore umano vada oltre qualsiasi dinamica di gioco. Un messaggio forte, racchiuso nelle parole dello stesso Passa: “Non siamo numeri, siamo persone. La disabilità è un termine troppo generico: tutti, in momenti diversi, hanno bisogno”. Nel corso della trasmissione, è stata sottolineata la forte sintonia tra il progetto Be Strong e le iniziative promosse dal Dipartimento LND eSport, in particolare “Vinciamo Insieme”, sviluppato in collaborazione con l’Area di Responsabilità Sociale della Lega Nazionale Dilettanti. Un impegno concreto nel promuovere un modello di sport sempre più inclusivo, capace di abbattere barriere e creare opportunità attraverso il calcio digitale.

In questa direzione si inseriscono anche i prossimi appuntamenti sul territorio, a partire dal Torneo delle Regioni eSport – modello inclusivo, in programma il 28 marzo a Gallipoli, dove le rappresentative saranno composte da ragazze e ragazzi provenienti da realtà del terzo settore. Un contesto nel quale il calcio, nella sua declinazione digitale, diventa strumento di partecipazione e condivisione. Dopo il momento di approfondimento, spazio al campo con la diretta del match del Campionato Advance – Girone B – 17ª giornata tra Bacigalupo Vasto Marina e Latina Calcio, sfida di alta classifica tra seconda e terza forza del girone, separate da un solo punto e impegnate nella rincorsa alla capolista Perugia. La gara, giocata a viso aperto con moduli speculari (3-5-2), ha offerto un confronto equilibrato e ricco di occasioni. A passare in vantaggio è stato il Bacigalupo Vasto Marina al 27’, con Andrea Sechi, bravo a sfruttare un errore difensivo e a finalizzare con un potente sinistro sotto la traversa. Nella ripresa, il Latina ha alzato il baricentro trovando il meritato pareggio al 68’ con Pasquale Linardi, autore di una precisa conclusione dal limite. Nel finale, i nerazzurri hanno sfiorato il colpo decisivo, ma la difesa del Bacigalupo e gli interventi del portiere hanno mantenuto il risultato in equilibrio fino al triplice fischio. Il match si è così concluso sull’1-1, risultato che riflette l’andamento di una sfida intensa e combattuta.

La diretta ha registrato una media di 80-90 spettatori contemporanei, con circa 60 utenti ancora collegati al termine della trasmissione. Nelle successive ore, la puntata ha raggiunto tra le 600 e le 700 visualizzazioni, confermando il crescente interesse verso il format e i contenuti proposti. Il successo della trasmissione conferma il ruolo della LND eSport come piattaforma capace di unire competizione, racconto e responsabilità sociale, valorizzando il calcio digitale in tutte le sue dimensioni. Perché il calcio, anche quando si gioca con un controller, continua a essere prima di tutto uno spazio di incontro, relazione e inclusione.

Aspettando la Final Eight, Marzuoli al TikiTaka: “Gestione dei tempi, controllo emotivo e identità”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Non sarà testa di serie, ma la mentalità è quella di un gruppo abituato a competere al massimo e capace, in passato, di spingersi fino l’atto conclusivo della Coppa Italia. Una coincidenza non da poco: la finale di cui parliamo, Genova 2024, era proprio contro il Bitonto di Gianluca Marzuoli, da quest’estate alla guida di un TikiTaka per nulla indebolito dalle uscite del mercato invernale.

IDENTITA’ – “Vedendo il lavoro fatto agosto fino ad oggi, non posso che essere positivo: il gruppo è cresciuto in maniera esponenziale e sa come comportarsi in qualsiasi circostanza. Sono orgoglioso, perché tutte hanno recepito al meglio un nuovo modo di lavorare. In questo momento la parola chiave che ci rappresenta è identità: siamo tutto quel che ci siamo detti, che abbiamo provato in allenamento e che abbiamo imparato insieme. Porteremo in campo il nostro modo di essere per tutta la durata della Final Eight, fino alla fine della stagione”.

EQUILIBRIO – Un pareggio e una vittoria in rimonta per le leonesse nei precedenti della regular season. “Due partite molto equilibrate, anche il quarto di Coppa avrà lo stesso livello di complessità: una gara bella sia da giocare che da vedere”. L’idea di Marzuoli – nato il 9 aprile, data d’inizio della kermesse – è quella di regalarsi un compleanno speciale, scartando in giallorosso la quarta Coppa Italia consecutiva, dopo le tre messe in bacheca col Bitonto. “Come si arriva fino in fondo? Con un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Ma servono soprattutto gestione dei tempi e capacità di rimanere dentro la gara il più a lungo possibile. La sfida secca non è una corsa contro il tempo: è una questione di controllo emotivo, letture e continuità. Arriviamo a Genzano con piena consapevolezza del livello della competizione: ci sono tre squadre di grandissimo valore, ma tutte e otto le partecipanti hanno le condizioni per giocarsi il proprio percorso fino alla fine”.

Marco Bigotti, Tavagnacco: “Dobbiamo lavorare a piccoli passi e mantenere la categoria”

credit photo: Stefano Quarantotto, UPC Tavagnacco

Se a chi segue ed ama da anni il Calcio femminile in Italia si chiede del Tavagnacco la risposta che verrà data riguarda la storia del movimento. La società friulana, infatti, è nata nel 1989, per diciannove anni di fila ha militato in serie A raggiungendo traguardi importanti e sia nella Penisola che a livello internazionale.
Ad oggi, il club è stato costretto ad un ridimensionamento in una serie C che è la sua dimensione ma da cui, con il duro lavoro e movimenti accorti è certamente possibile ripartire.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto per un’intervista Marco Bigotti, allenatore della prima squadra femminile del Tavagnacco. Attraverso le sue parole abbiamo ripercorso a grandi tappe la vita del club tra le varie categorie soffermandoci su quella attuale.
Il Tavagnacco, infatti, milita al momento nel girone B di serie C lavorando perché la permanenza in esso sia il più possibile produttiva anche grazie alla presenza di un centro sportivo in cui poter compiere le proprie attività sia con le prime squadre che con le giovanili.

“La nostra posizione in classifica oggi non è delle migliori a causa di diversi fattori che coincidono con la storia del Tavagnacco, quindi per rispondere a questa domanda bisognerebbe fare un piccolo excursus. Il Tavagnacco quest’anno compie 30 anni di calcio puramente femminile e di questi trent’anni ne ha passati 26 tra Serie A e Serie B. Panta Rei, tutto scorre: oggi come oggi campionati di Serie A sono improponibili per realtà come le nostre. Noi friulani cerchiamo di fare il passo a seconda della lunghezza della gamba per cui ci troviamo in una serie che per noi, in questo momento, è adeguata e fondamentalmente quello che possiamo fare lo stiamo facendo. In quest’ottica, da quando siamo in queste categorie, abbiamo cercato di strutturare meglio quello che serve ad una società per poter continuare il suo percorso. Lo abbiamo fatto acquisendo un centro sportivo. Abbiamo affittato un centro sportivo grazie anche alla regione Friuli Venezia Giulia e vi abbiamo trasferito tutte le nostre squadre giovanili e prime squadre che spero riusciremo a inaugurare presto. Ci siamo concentrati su qualcosa che dia futuro alla società e questo ci ha un po’ distratto dagli obiettivi del campionato. L’anno scorso abbiamo vissuto la nostra prima stagione in serie C dopo tanti anni che ci siamo salvati e quest’anno contavamo di fare un campionato un po’ più tranquillo. Per questioni di costruzione della rosa il nostro cammino si è un po’ complicato – ha proseguito a spiegare mister Bigotti facendo acne riferimento alla giovane età delle sue ragazze che compongono probabilmente una tra le rose più anagraficamente giovani della serie C – perché pensavamo di portare su dalla nostra juniores alcune ragazze per poterle farle crescere con calma e siamo stati costretti un po’ ad anticipare i tempi e quindi buttarle un po’ nella mischia. Siamo, penso, una delle rose più giovani della serie C siamo capitate in un girone di ferro dove comunque parecchie società ambiscono a salire di categoria e si sono rafforzate in maniera molto importante. Paghiamo un po’ dazio su questa cosa. I risultati sportivi non sono quello che ci saremmo aspettati all’inizio dell’anno ma la società è consapevole di questo ed è abbastanza tranquilla e fiduciosa che comunque il prossimo anno resteremo in categoria”.

Guardando agli obiettivi futuri, compaiono sicuramente la salvezza alla fine di questa stagione di Campionato e il mantenimento della categoria. Entrambi si possono ottenere lavorando giorno per giorno e calibrando bene ogni passo in modo che ognuno di questi sia in linea con quello che è il progetto del club.

“Pensando al futuro posso dire che dobbiamo innanzitutto lavorare a piccoli passi, mantenere la categoria consapevoli che fare il salto rappresenterebbe un rischio: le necessità e le risorse economiche necessarie per fare una serie B sono molto importanti. Per questo basta pensare che all’interno della serie B ci sono parecchie squadre che hanno dietro il professionismo maschile che può fornire le risorse necessarie. Noi, considerando che questa è una categoria che ci appartiene (e ci deve appartenere) per tradizione ma soprattutto per volontà, direi che aspiriamo a salvezze più tranquille. E’ il nostro obiettivo fondamentale”.

Il sogno che da realizzare, invece, non è tanto la vittoria di un trofeo o di una coppa, visto che nella sua storia il Tavagnacco ha già raggiunto quel traguardo quanto piuttosto essere parte integrante della crescita del calcio femminile partendo dalle giovanili sino alla Prima squadra. Questo in Friuli è davvero difficile, complice anche il fatto che la regione è piccola e le ragazze che giocano a calcio sono di nuoìmero davvero esiguo.

“Per quanto riguarda il sogno che ancora non abbiamo realizzato, il Tavagnacco non ha mai vinto uno scudetto, però ha vinto due Coppa Italia che sono in bella mostra nella nostra sede, ha anche partecipato a due Champions League, ha giocato nella Supercoppa italiana. Ci farebbe molto piacere poter contribuire ulteriormente alla crescita del calcio femminile, dando la possibilità a tante ragazze di poter continuare a praticare questo sport. Si tenga presente che in Friuli Venezia Giulia siamo circa meno di 1.200.000 abitanti e dati di qualche anno fa ci dicono che in Friuli Venezia Giulia che avevamo 17.000 tesserati maschili tra terza categoria, settori giovanili e quant’altro mentre nel femminile eravamo poco più di 300 partendo sempre dalle piccole amiche fino alle prime squadre. Si pensi, poi, che oggi in Friuli ci sono quattro squadre che militano nel Campionato di Eccellenza (che facciamo insieme al Veneto) e noi che facciamo la Serie C. Uno dei motivi per cui troviamo difficoltà ad avere le giocatrici a chilometro zero riguarda proprio questo: essendo una regione piccola con poche ragazze ce le portiamo via uno con l’altro. Ovviamente ci farebbe molto piacere se più società aprissero al femminile partendo dalle piccole ma, quando questo succede, si è venuto a spolpare il nostro settore giovanile: è complicato anche riuscire a lavorare bene nel settore giovanile per portare le tue in prima squadra. Abbiamo pochi grandi sogni, ripeto, e li abbiamo anche già vissuti seriamente”.

Mister Bigotti, ha avuto modo di frequentare assieme alla sua vice, Alice Broili, Coverciano e lì ha interiorizzato la mentalità necessaria per organizzare uno staff in maniera seria. I rapporti con le ragazze sono buoni e tutti coloro che operano al Tavagnacco sono mossi dallo stesso obiettivo di lavorare con calciatrici che amano e onorano la maglia che indossano in campo e fuori da esso.

“Per quello che riguarda il rapporto tra ragazze e staff, sono orgoglioso di coordinare uno staff di donne. La mia vice allenatrice, Alice Broili come me ha frequentato Coverciano; abbiamo dunque acquisito quella mentalità, abbiamo avuto l’opportunità di avere l’abilitazione UEFA e abbiamo capito come bisogna organizzare uno staff seriamente.
Dico la verità: i rapporti sono buoni. Io che ho fatto tanti anni anche nel maschile posso dire che sono due mondi totalmente diversi però una volta che si è capito dove ci si trova è molto semplice riuscire a trovare un punto di contatto serio con le ragazze.
Nel settore giovanile è un mondo un po’ più complicato ma di certo è fondamentale investirvi perché rappresentano il futuro. La speranza è di formare le ragazze in modo che vivano l’attaccamento alla maglia che indossano e facciano esperienza il più possibile. Ovviamente è giusto che quelle più dotate, che hanno più potenzialità trovino la strada più giusta per realizzarsi al massimo delle loro potenzialità”.

Pensando alle criticità di cui il calcio femminile in Italia è ancora vittima, secondo Marco Bigotti la presenza di troppe calciatrici straniere nel Campionato di serie A toglie la possibilità alle nostre calciatrici promettenti di fare esperienza se non nelle serie cadette o all’estero in prestiti più o meno onerosi. A questo discorso, poi, è legato l’annoso ma sempre attuale problema della mancanze di fondi per quelle squadre che si occupano di formare le calciatrici del domani.

“Il problema che oggi io vedo un po’ a tutti i livelli come in un effetto domino. Nel momento in cui si è deciso giustamente di fare una serie A professionistica e l’abbiamo strutturata con meno squadre, le società abituate ad alzare il livello tecnico per poter competere in Europa hanno importato tante ragazze davvero capaci un po’ da tutto il mondo.
Questo ha chiuso un po’ la strada alle nostre che per fare esperienza devono scendere in una categoria inferiore, dunque una serie B piena di talenti che di conseguenza ha alzato l’asticella. Anche la serie C, sempre per lo stesso motivo, è diventata molto competitiva: questo alla lunga, anche se i risultati della Nazionale non dicono questo, potrebbe creare dei problemi come già successo nel maschile. Cosa si potrebbe fare in merito? Come sempre sarebbe giusto avere più risorse economiche per queste società, soprattutto per quelle che creano le basi. Si parla quindi di società dilettantistiche devono fare un enorme lavoro per far sì che queste ragazze che si approcciano al calcio possano avere una seria possibilità di emergere”. 

Selena Mazzantini, Como 1907: “È fondamentale continuare a esprimerci a questo livello”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano

Nel fine settimana il Como 1907 ha giocato in trasferta contro il Venezia FC e ha vinto con il risultato di 3-1 contro la squadra di Luis Oliveira (vecchia conoscenza del club lariano). La partita non è iniziata nel migliore dei modi per le ragazze di Selena Mazzantini che si sono trovate in svantaggio al 14′ del primo tempo a causa del gol di Willis.
Nel secondo tempo, poi, la rimonta a dimostrare come le comasche riescano bene a superare i momenti di difficoltà sul rettangolo verde grazie non soltanto all’abilità calcistica ma anche al gioco di squadra. Allo scadere dell’ora di gioco, infatti. Picchi ha pareggiato e al 71′ Moraca ha segnato il raddoppio.
Sul finale Gelmetti ha chiuso la pratica con il suo eurogol che ha consolidato una prestazione solida che ribadisce la maturità calcistica della squadra di Mazzantini che, intervista nel post-gara, ha analizzato quanto successo in campo.

L’allenatrice si è detta contenta che le calciatrici lariane abbiano messo in pratica tutto ciò su cui si era lavorato in termini d’approccio ai match.
Nonostante il momento di difficoltà il gruppo, che è ormai diventato una squadra affiatata e complice, ha trovato il modo per uscire fuori con tutte le proprie potenzialità e a ritrovarsi.

“È stato un altro approccio positivo, qualcosa su cui abbiamo lavorato tanto per renderlo una parte costante del nostro gioco. Durante una partita, però, l’inerzia può cambiare. Un errore può portarne un altro, finché non si ritrovano tranquillità e fiducia tornando ai nostri principi di gioco. Questo gruppo è diventato una vera squadra già da tempo. Le assenze hanno il loro peso, ma la squadra conta ancora di più, e oggi lo ha dimostrato ancora una volta. Lo ripeto: dobbiamo mantenere il nostro passo, perché questo è il nostro obiettivo. Non dobbiamo rincorrere nessuno ed è fondamentale continuare a esprimerci a questo livello.”

Nel prossimo fine settimana il Como giocherà in casa contro l’Hellas Verona che all’andata, all’Olivieri, aveva sconfitto per 3-2 la formazione lariana. Joan Moll, che ha preso il posto di Bragantini sulla panchina gialloblu, nei giorni scorsi ha espresso l’intenzione di preparare la sua squadra in modo che possa presentarsi in campo per fare il proprio gioco; non resta, dunque, che aspettare domenica per quest’appuntamento calcistico.

Sofia Zoppi, Chievo Verona: “La nostra è stata una stagione positiva, ma vogliamo chiuderla al meglio”

Photo Credit: Sofia Zoppi - AC Chievo Verona

Il Chievo Verona ha sconfitto in trasferta 4-1 l’Azzurra San Bartolomeo nel diciannovesimo turno del girone B di Serie C, cogliendo in questo modo la nona vittoria stagionale. In classifica la squadra di Giacomo Venturi si trova al sesto posto con ancora tre partite da giocare: nell’ordine Dolomiti Bellunesi, Real Vicenza (che sarà anche l’ultima gara stagionale in trasferta) e Tavagnacco.
Nella partita vinta contro l’Azzurra sono andate a segno Stefania Dallagiacoma, Desire Marconi e la doppietta di Sofia Zoppi: quest’ultima è una centrocampista classe ’02 e ha scelto di vestire per questa stagione del Chievo, arrivando anche a segnare cinque gol, a quattro dal record siglato nel 2023/24 quando con la maglia dell’Oppeano (Eccellenza) gonfiò la rete per nove volte. Ed è proprio Sofia la protagonista della nostra intervista di oggi.

Sofia cos’è per te il calcio?
«Il calcio per me è sempre stato importante. Ho iniziato a giocare a otto anni e da quel momento è diventato una parte essenziale della mia vita, sia a livello personale che sportivo».

Cosa significa per te essere una centrocampista?
«È un ruolo complesso ma stimolante: permette di essere coinvolta in tutte le fasi del gioco, di impostare, di giocare rapido ma anche di strappare in avanti quando si ha la possibilità e lo spazio. È il ruolo in cui senti davvero di essere il collegamento della squadra».

Ti va di raccontarci il tuo percorso calcistico?
«Ho iniziato a otto anni giocando con i maschi, poi con le femmine tre anni nel Cadidavid. Successivamente sono entrata nel settore giovanile dellHellas Verona, dove sono cresciuta dallUnder 15 fino allesordio in Serie A a diciotto anni, con una parentesi nella Primavera del Chievo Verona Valpo. In seguito, ho giocato a Padova, Oppeano e Vicenza, fino ad arrivare questanno al Chievo Verona».

Quest’anno hai scelto di giocare per il Chievo Verona. Cosa ti ha portato ad accettare di approdare in questo club?
«La scelta è stata influenzata da più fattori. Prima di tutto, fin da subito ho percepito grande fiducia e serietà da parte della società, insieme a un progetto ambizioso che rispecchiava le mie motivazioni. Inoltre, ha contribuito alla mia scelta anche la vicinanza a casa, che nel calcio femminile non è affatto scontata».

Il Chievo è in sesta posizione del girone B di Serie C dopo diciannove giornate. Come valuti la stagione della tua squadra?
«Nonostante manchino ancora tre partite, ritengo che la nostra sia stata una stagione molto positiva sul piano delle prestazioni. Considerando che la squadra era nuova e molto eterogenea, abbiamo dimostrato di poter competere anche con le formazioni ai vertici della classifica. Quindi un po di rammarico è normale che ci sia perché meritavamo molto di più a livello di risultati e di posizione in classifica, ma possiamo solo che essere soddisfatte e orgogliose del percorso fatto».

Parliamo del 4-1 ottenuto domenica contro l’Azzurra San Bartolomeo. Quanto vale, secondo te, questa vittoria?
«Abbiamo portato a casa una vittoria meritata. Siamo partite un po sottotono nei primi minuti, ma poi abbiamo preso in mano la partita con il giusto atteggiamento, riuscendo a chiuderla nel migliore dei modi. Questo ci darà sicuramente forza e motivazione per affrontare al meglio le prossime tre partite».

Nella partita vinta contro l’Azzurra è arrivata per te una bella soddisfazione, visto che hai fatto doppietta alla squadra avversaria…
«Sono molto contenta per la doppietta, ma il merito è soprattutto delle compagne che mi hanno messo nelle condizioni ideali per segnare. Al di là della soddisfazione personale, ciò che conta di più è la vittoria della squadra e i tre punti che come detto prima ci danno fiducia per affrontare le prossime gare».

Inoltre, la tua doppietta ti ha portato a quota cinque gol in questa stagione. Sei soddisfatta del tuo score realizzativo?
«Sì, sono molto soddisfatta di questi cinque gol. In più credo di aver contribuito anche con diversi assist. Cercherò di continuare a dare il mio apporto in queste ultime partite».

Adesso ci sono ancora tre partite da giocare: si parte dalla sfida in casa contro le Dolomiti Bellunesi che sono in lotta per evitare la retrocessione in Eccellenza. Ovviamente, da parte tua e delle tue compagne, l’obiettivo è vincere e provare a sognare di salire ancora di più in classifica.
«Esatto, il nostro obiettivo è cercare di vincerle tutte e poi vedere cosa dirà la classifica. Non dipende solo da noi, ma vogliamo chiudere al meglio e provare a guadagnare la quinta posizione».

Qual è la squadra del girone B di Serie C che finora ti ha colpito più di tutte?
«Il Trento è la squadra che mi ha colpita maggiormente: gioca un buon calcio ed è un gruppo consolidato che lavora insieme da tempo, cosa che si nota molto in campo».

Secondo te, come sta il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile in Italia è in crescita costante. Sempre più giocatrici vanno allestero e questo dimostra che il livello si sta alzando e viene riconosciuto anche a livello internazionale. Restano però delle differenze importanti rispetto ad altri paesi, soprattutto a livello dilettantistico, ma è un processo di crescita che richiede tempo e visibilità».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Sono laureata in Scienze Motorie e faccio la preparatrice atletica. Attualmente sto frequentando la magistrale in Management dello Sport. Questo riflette la mia volontà di restare, anche in futuro, allinterno del mondo del calcio o in generale dello sport».

Che obiettivi ti sei posta per il 2026?
«A livello sportivo voglio chiudere al meglio questa stagione, che è già molto positiva. A livello personale e accademico, invece, il mio obiettivo è laurearmi questo autunno».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Chievo in vista delle ultime gare di campionato?
«Direi che questa è stata una delle stagioni più belle fino ad ora, sia a livello calcistico che fuori dal campo. Vorrei che affrontassimo le ultime partite con la stessa determinazione e voglia di fare bene che ci ha contraddistinto per tutto lanno e che, anche se per vari motivi non dovesse andare come ci stiamo prefissando, dobbiamo essere comunque orgogliose del nostro percorso».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’AC Chievo Verona e Sofia Zoppi per la disponibilità.

Carolina Morleo, Trento: “Quinto posto? Mi aspettavo di trovarmi più in alto. Contenta dei miei attuali quattro gol in campionato”

Photo Credit: Federico Fenzi

Il Trento ha pareggiato zero a zero contro il Villorba Treviso nella diciannovesima giornata del girone B di Serie C, cogliendo in questo modo l’ottavo pari stagionale. In classifica la squadra di Mauro Perina si trova al quinto posto con ancora tre partite da giocare: nell’ordine Tavagnacco, l’attuale capolista Orobica (unica gara in trasferta) e Real Vicenza.
In attesa della partita di domenica proprio contro il Tavagnacco, abbiamo intervistato Carolina Morleo, centrocampista classe ‘03 che veste la maglia del Trento per il terzo anno e in questa stagione ha segnato quattro gol, a due dal record siglato nel 2023/24 quando gonfiò la rete per sei volte.

Carolina cosa significa per te il calcio?
«Per me il calcio è prima di tutto passione sin da piccola. Me l’ha trasmessa un amico di famiglia portandomi a vedere le partite dell’Inter a san siro. Sono un’appassionata di calcio, cerco di guardare più partite possibile per cercare di imparare da giocatori e giocatrici».

Come hai scoperto di essere una centrocampista?
«In realtà ho sempre fatto più ruoli, sono molto duttile. Qualche anno fa giocavo un pochino più avanti, trequartista. Qui a Trento ho imparato a fare la mezzala ed è il ruolo in cui mi trovo meglio in assoluto».

Com’è stato il tuo percorso calcistico sino a questo momento?
«Ho iniziato a otto anni in una squadra di maschietti a Milano, il Villa. Dopo qualche anno, sono passata allInter e poi al Milan dove sono arrivata fino in prima squadra esordendo in Serie A. Poi sono passata al Tavagnacco in Serie B, prima di arrivare qui a Trento».

Questo è il tuo terzo anno con la maglia del Trento. Cosa ti ha portato a rimanere in questo club?
«La società che ci mette a disposizione tutto e la città, ma soprattutto le persone che fanno parte del Trento. Per me per performare è importante sentirmi bene con le persone che mi circondano».

Siamo quasi alla fine del campionato e il Trento è al quinto posto. Come valuti la stagione della tua squadra?
«⁠Sicuramente, per il livello della nostra squadra, mi aspettavo di trovarmi qualche posizione sopra: abbiamo lasciato punti importanti soprattutto con le squadre più in basso in classifica».

Tu ti stai facendo notare anche a livello realizzativo, visto che hai messo a referto ben quattro gol e ti trovi a due lunghezze dal tuo record personale di due stagioni fa, quando segnasti sei reti…
«Sono soddisfatta dei miei attuali quattro goal in campionato che, se paragonati ai sei di tre anni fa, valgono sicuramente molto di più per il livello del campionato che si è alzato notevolmente. Sono anche migliorata nellultimo passaggio per far segnare le mie compagne, cosa importantissima per me».

Parliamo del pareggio finito domenica a reti bianche contro il Villorba. Punto giusto oppure sono due persi?
«Il Villorba è una buona squadra che oltretutto gioca su un campo difficile in erba. Quindi direi giusto il pareggio per il gioco espresso da entrambe le squadre anche se probabilmente non accontenta né noi né loro».

Adesso ci sono ancora tre partite da giocare: si parte dalla sfida in casa contro il Tavagnacco e, sebbene ci sia una differenza di classifica tra le due squadre, non è una partita da non sottovalutare.
«No assolutamente, nessuna partita in questo girone è scontata. Sarà importante approcciarla nel modo giusto per indirizzarla a nostro favore».

Qual è la squadra del girone B di Serie C che finora ti ha colpito più di tutte?
«La Pro Palazzolo: anche loro, secondo me, come noi sono posizioni indietro rispetto a dove si meriterebbero di stare per il gioco che mettono in campo».

Secondo te, come sta il calcio femminile italiano?
«⁠Sicuramente sta crescendo sia a livello nazionale nei singoli campionati sia a livello della competitività internazionale che le squadre italiane mostrano. Merito sicuramente anche dei risultati della Nazionale Femminile».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una persona molto tranquilla, mi piace viaggiare e studio Giurisprudenza, sono al quarto anno».

Che obiettivi ti sei posta per il 2026?
«Per questultima parte del 2026 a livello personale vorrei riuscire a dare degli esami importanti per il mio percorso universitario, a livello calcistico voglio continuare a migliorare i miei punti deboli».

Cosa vorresti dire alle tue compagne in vista delle ultime fatiche del campionato?
«Di continuare ad allenarci come stiamo facendo e di mettere entusiasmo in queste ultime partite. Sarebbe una bella soddisfazione riuscire a battere l’Orobica».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’AC Trento 1921 e Carolina Morleo per la disponibilità.

Mauro Ardizzone, Ternana Women: “La squadra sta bene, penso che sia un punto per noi guadagnato”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Termina in parità la sfida del ‘Moreno Gubbiotti’ di Narni con la Ternana Women che ha impattato per 1-1 con il Sassuolo. Le umbre continuano l’ottimo momento in campionato che ha portato la squadra rossoverde a salire a quota 13 punti in classifica. Nel post partita, sui canali ufficiali del club, a parlare è stato mister Mauro Ardizzone: “Alle ragazze della partita non parlo mai, quindi non gli ho detto niente. Glielo dirò martedì alla ripresa degli allenamenti”.
L’allenatore delle umbre ha poi aggiunto sulla gara: “Penso che sia un punto sicuramente per noi guadagnato, arriviamo da quattro risultati utili consecutivi. La squadra sta bene, sapevamo che questa era una partita molto difficile, molto dura, contro una squadra che aveva bisogno di punti, quindi sicuramente per noi è un punto in più guadagnato avendo sempre tre squadre dietro”. 

Il tecnico subentrato a gennaio a mister Cincotta ha poi continuato: “Sinceramente quasi tutti i match per noi sono un po’ l’ago della bilancia, perché lo era con Genova, lo era oggi e lo sarà sicuramente anche quello di Parma. Non dobbiamo pensare a un campionato che dura una stagione, il campionato non è una partita, il campionato è una serie di partite, è quello che facciamo nel quotidiano, è il lavoro che ci mettiamo dentro tutti i giorni e penso che lo stiamo dimostrando”.
Sulla gara ha anche sottolineato: “Le mie giocatrici ogni tanto mi sgridano perché non esulto mai nel gol, quindi non è che cerco di trattenere le emozioni sia nel gol, che in certe situazioni, perché durante una partita ci sono tante cose a cui pensare, quindi preferisco stare sempre concentrato, è quello che ho detto anche alle ragazze. Mi è piaciuta comunque che abbiamo avuto la forza poi nel secondo tempo di fare più noi la partita rispetto al primo”

Il London City di Elena Linari blocca il Chelsea, cocente sconfitta di Rita Guarino contro l’Arsenal

La Women’s Super League ha ripreso stabilmente il suo corso dopo la pausa dovuta alle Qualificazioni per i Mondiali di Brasile 2027. Da quanto mostrato in campo, il Manchester City resta stabilmente al timone della classifica seguito, a breve distanza, dallo United.
Il Chelsea, plurititolato campione in carica, appare in un’inedita terza posizione che è certificata anche dalle prestazioni della squadra di Sonia Bompastor ben al di sotto sia delle aspettative ad inizio campionato che agli standard mostrati in questi anni dalle Blues.
E’ sicuramente prematuro parlare di crisi se si pensa che nella storia dei club, anche quelli più blasonati, dopo anni di prestazioni brillanti un calo è fisiologico e le motivazioni possono essere svariate a partire dalle defezioni per infortunio, continuando con il rafforzamento delle avversarie in un Campionato che viene annoverato tra i più competitivi nel panorama europeo. Nello specifico, nelle ultime due giornate, il Chelsea ha registrato una vittoria di misura contro il Brighton per 2-1 e un pareggio contro il London City Lionesses per 1-1.

L’Underdog della WSL, al suo primo anno nella massima serie del Campionato inglese, figura al settimo posto con 20 punti guadagnati in 18 partite giocate tra prestazioni altalenanti e la decisione, a gennaio, di sostituire la guida tecnica di Jocelyn Precheur con quella dello spagnolo Eder Maestre. Con Maestre in panchina e una rosa composta da grandi nomi del panorama calcistico, la squadra di Elena Linari ha, sinora, vinto una sola partita (contro il Brighton) e ne ha pareggiate due (annoverando nel computo anche la gara contro il Chelsea), risultato non certo esaltante e diverso dalle speranze della dirigenza anche se il campionato è ancora lungo e sono ancora tante i match da disputare. Di certo la metà classifica è un traguardo mica male considerando le capacità delle squadre avversarie e la poca esperienza delle Lionesses in WSL.

In concomitanza con l’arrivo di Maestre, anche il West Ham ha reso noto di aver scelto per un cambio in panchina. La pesante eredità di Rehanne Skinner, in una stagione iniziata con il piede sbagliato, è stata ricevuta da Rita Guarino, esponente di spicco del calcio femminile in Italia ed ex allenatrice di Juventus Women e Inter.
Con Guarino in panchina la squadra dell’East End di Londra, che si trova al momento al penultimo posto in classifica, mostra un gioco che per alcuni aspetti è migliorato ma, allo stesso tempo, è ben lontano dal raggiungimento degli standard a cui il club aspirava all’ inizio dell’annata calcistica. Nell’ultima giornata di campionato, la debacle contro l’Arsenal di Renee Slegers non è, dunque, che la punta dell’iceberg di un lungo lavoro da svolgere e che, se il club riuscirà a salvarsi dalla retrocessione, si terrà anche nei mesi estivi.

 

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