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Genoa scudo, è buio Juve – Canzi difende: “Lo spirito della squadra? C’è stato”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Come trovarsi in un tunnel dove la luce sembra lontana ed irraggiungibile: è forse questa la sensazione momentanea della Juventus? Un altro passo poco incisivo in campionato, stavolta tra le mura del Genoa: 0-0, infatti, l’epilogo della gara odierna disputata tra le due.

Solo una vittoria negli ultimi sette appuntamenti (tenendo conto di tutte le competizioni) ed un atteggiamento sul campo opaco e poco perentorio; non è questa la squadra degli ultimi anni, non è questa la strada della decisione e della “scommessa” in linea con gli obiettivi della società.

Ad essersi pronunciato poco dopo quanto andato in scena il tecnico Massimiliano Canzi: «è stato un primo tempo poco lucido, figlio probabilmente anche di un po’ di ansia che abbiamo – ha spiegato ai microfoni della sala stampa -. Nella ripresa abbiamo fatto decisamente meglio ma non siamo riuscite a concretizzare il volume di gioco che abbiamo creato. Il Genoa ha fatto la sua partita, in ripartenza è stato anche pericoloso in alcune occasioni ma era normale scoprire un po’ il fianco agli avversari. Dobbiamo essere più concrete in vista delle prossime partite, un po’ più lucide. Sicuramente però c’è stato lo spirito di squadra, le ragazze ci hanno provato fino in fondo».

Nessun riscatto dopo la caduta contro il Milan, quindi, né alcuna modifica concreta sul piano costruzione. Intanto la compagine continuerà il viaggio stagionale da un terzo posto a quota 33, ancora sotto Inter e Roma. Domenica 29 sarà la volta del ritorno della semifinale di Coppa Italia davanti alla Viola: una bella chance per strappare il pass dell’ultimo ring.

Van Der Zanden, Fiorentina Women: “Contro il Parma occorre utilizzare lo stesso approccio che abbiamo avuto contro La Roma”

Ilse Van Der Zanden, la calciatrice Olandese della Fiorentina attraverso i canali ufficiali del Club viola, ha analizzato la prossima sfida contro il Parma: “In questa squadra sono riuscita ad adattarmi abbastanza bene e rapidamente, anche se è stato un grande cambiamento per me rispetto al mio paese di origine, tuttavia grazie alla vicinanza di tutta la squadra e di tutto lo staff e di chia lavora qui ogni giorno posso crescere in maniera giusta. Mi senta libera nella maniera giusta e credo che l’approccia alle partite è perciò lo stesso: per affronatare la prossima sfida contro il Parma occorre utilizzare lo stesso approccio che abbiamo avuto contro La Roma”.

Una gara che a Parma, sotto la pioggia, era terminata in parità (dopo essere andate in vantaggio e gestito il match), al Viola Park occorerà più determinazione e maggior coraggio nelle finalizzazioni, come ammesso dalla difenditrice viola: “Servirà la stessa disciplina e la stessa pazienza, forse anche di più, visto che è una squadra molto diversa anche la nostra dovrà fare un qualcosa di diverso. Ma mentalità dovrà essere la stessa ma nello stesso tempo incontreremo delle difficoltà diverse”.

Subito dopo il match del weekend, ci sarà il ritorno di Coppa, terminato con una sconfitta a Firenze (per 0 a 2) e quindi doppio lavoro per tutta la squadra: “In Coppa Italia ritroveremo la Juventus, fuori casa, e per passare il turno ci servirà una bella vittoria: se ci crediamo, e dobbiamo crederci, come ci abbiamo creduto contro la Capolista Roma in campionato sappiamo che siamo un gruppo che può giocarsela contro qualsiasi avversario. Ci crediamo, sappiamo che sarà una missione per noi, per un Club come la Fiorentina ma il nostro obbiettivo è passare il turno ed andare in finale!”.

L’Orobica centra i Play-Off. Marianna Marini: “Stagione positiva, dovremo essere pronti a tutto”

Con la vittoria di misura sul Venezia 1985, l’Orobica Calcio Bergamo stacca il pass per i Play-Off con largo anticipo e si prepara a vivere un finale di stagione davvero entusiasmante. La squadra guidata da Marianna Marini, che non perde un incontro dal 16 novembre, è stata protagonista di un percorso eccellente e ora, si tratta solo di capire, se affronterà la fase finale da prima in classifica o se si farà raggiungere dal Sudtirol. Con una difesa solida ed un gioco che mira a recuperare palla con il pressing sull’avversario, le Sharks hanno saputo mettere in difficoltà ogni squadra incontrata, arrivando meritatamente a questo traguardo.

Mister, si aspettava un percorso di questo tipo all’inizio della stagione? Quali erano le
squadre più temibili?
Ad inizio stagione sapevamo di avere costruito una squadra competitiva, ma un percorso così continuo e positivo non è mai scontato e soprattutto va seguito e migliorato durante il campionato e questo è stato possibile grazie all’abnegazione di giocatrici e staff ma in generale di tutti, dirigenza in primis, che ha inserito figure importanti e sopperito alla partenza di giocatrici ottimamente sostituite. L’obiettivo iniziale era creare identità e solidità partita dopo partita. Il campionato è stato molto equilibrato nelle gare singole e diverse squadre si sono dimostrate organizzate e competitive. Realtà come Sudtirol, Chievo, Venezia, Villorba hanno sicuramente rappresentato avversarie di alto livello che ci hanno obbligato ad alzare sempre l’intensità e l’attenzione per la gara successiva. A dimostrazione di tutto questo nel nostro girone non si sono viste molte goleade o debacle, se non sporadicamente come in altri gironi, per cui il livello psico-fisico è sempre stato alto e per noi questo è un vantaggio in vista dei playoff, dove dovremo essere pronti a “tutto”.

E’ una squadra per buona parte nuova con tanta qualità e delle veterane come Demarchi,
De Vecchis e Poeta. Qual’è la motivazione che tiene unito il gruppo e lo fa funzionare in
campo?
Il segreto è il gruppo perché è lì che risiede la forza della squadra. Le giocatrici più esperte hanno avuto un ruolo fondamentale nel trasmettere alle più giovani mentalità in campo e fuori e valori a cui è legata la Società, creando un equilibrio molto positivo. C’è grande disponibilità al lavoro, che vede 5 sedute mattutine, impegno costante e tanta voglia di migliorarsi. Tutte si sentono parte del progetto e questo permette alla squadra di esprimersi con compattezza e spirito di sacrificio, elementi che poi si vedono chiaramente in campo e sono la spinta verso i risultati di gioco e personali.

Mister Marini, allenatrice dell’Orobica Calcio Bergamo dal 2015, com’è cambiato il calcio
femminile in questi anni?
Credo che in questi anni siano cambiate la visione e le possibilità riferite al calcio élite. Sono migliorate in toto le strutture delle squadre di alto livello, sia legate alle squadre maschili, che femminili. Per esempio la Fiorentina, prima acquisita di 10 anni fa, oggi vanta l’utilizzo del migliore centro sportivo in Italia, sino ad arrivare ad oggi in cui realtà come Parma, Genoa, Ternana, ultime approdate in A, che offrono alle giocatrici e agli Staff standard elevati. Anche le realtà solo femminili, come Como Women e Napoli, sono agli stessi livelli in tutto e per tutto rispetto a quelle legate alle squadre maschili e questo non era scontato che potesse succedere in questi anni. Realtà come la Serie C, l’Eccellenza e, là dove c’è, anche la Promozione, sono cambiate alla base, ovvero le Società con prime squadre, non hanno più solo la Juniores a supporto, ma vedono il crearsi di U10/U12/U15/U17. Al netto della Serie A, che vive una realtà a sé stante, il divario economico e tecnico tra i vari campionati è però ancora altissimo, soprattutto tra C e B. Questo non permette alle categorie minori di produrre e tutelare talenti perché non vengono garantiti, durante le fasi evolutive e di crescita della giocatrice, gli stessi standard richiesti dai campionati di alto livello. Parlo di numero di allenamenti, di condizioni ambientali in cui vengono effettuati, di personale e strutture legate alla performance che mancano e che potrebbero invece permettere alle giocatrici giovani di formarsi a 360 gradi (figure di staff medico, tecnico e dirigenziale, utilizzo di GPS, cardio, match analisi, palestre attrezzate ecc.). Finché tutto sarà legato esclusivamente
alla volontà delle sole società, la crescita sarà lenta e con poca visione d’insieme, ma soprattutto senza tutele e garanzie per le parti tecniche. L’introduzione di licenze che garantiscano standard minimi e la premialità, fondi o altro genere che possano essere legati a quanto sopra, riconducibile a questo potrebbero essere un buon viatico per spingere le scelte delle società verso questa direzione.

In Lombardia il calcio femminile è una realtà in forte espansione e vanta il primato nazionale
per numero di società coinvolte. Quali sono i benefici dello sport e perché inviterebbe una
bambina a giocare a calcio?
In Lombardia da tanti anni le squadre con maggiore storicità (solo per citarne alcune Real Meda, Brescia, Fiammamonza, Como, Inter, Orobica) si sono sempre prodigate per la crescita del settore giovanile e da esse, o grazie al loro traino/esempio, sono nate altre realtà e questa rete si è sviluppata soprattutto in province come Milano, Brescia e Bergamo dove si conta la massiccia partecipazione a campionati regionali in diverse categorie: da U17 a U15 a U12 e persino U10.
Riallacciandomi alla risposta di prima la nostra regione ha da sempre possibilità economiche a supporto e visione di crescita relativa al calcio anche grazie a quella relativa allo sport in genere. Ma questa è una fortuna che non hanno tutte le realtà in Italia e molte società faticano ad affermarsi soprattutto per la crescita del settore giovanile. Inviterei una bambina a giocare a calcio se sentisse che è la sua passione e che la diverte, perché quello che ha sempre caratterizzato il calcio femminile è la profonda volontà delle bambine di diventare calciatrici a prescindere dal volere e dai condizionamenti esterni. Laddove c’è passione ed entusiasmo per questo sport, o per altri sport in genere, bisogna fare in modo che venga coltivata e supportata con le tutte le forze che gli adulti possono mettere in campo.

Si ringrazia la società dell’Orobica Calcio Bergamo e l’allenatrice Marini.

C’era una volta il goal: Genoa-Juve da patto di equilibrio

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Poche storie e poco ritmo tennistico per due squadre che alla “Sciorba” provano a suonare una musica dalle note facilmente riconoscibili: sono le note del riscatto. Perché? Per la Juventus la modalità ricercata è proprio quella di chi intende mettersi alle spalle (ed anche velocemente) la sconfitta contro il Milan e provare a tenersi alta in graduatoria, per il Genoa, invece, una chance più di umore che di statistica, visto il piazzamento da fanalino di coda che, a questo punto del campionato, pesa come un macigno. Come sempre, però, è il campo a parlare, ed ogni intenzione pre gara può essere rispettata o meno.

Tutt’altro che timido l’avvio della sfida odierna, che vede già Rusek impegnata a bloccare; chiamata alla raccolta del pallone anche Forcinella, pronta ad attutire la tentata mossa del duo Beccari-Capeta. Sull’asse bianconero prova ancora ad impensierire Carbonell, ma non è altro che un destro a giro facilmente raggiungibile dall’estremo difensore locale; a chiudere il primo tempo il mezzo disastro in difesa della “Vecchia Signora” che lascia campo aperto ad una agguerrita Georgsdóttir: il cross proposto dalla islandese non trova nessuno in aggancio. Sospiro di sollievo per la Juventus, che può andare in pausa sullo 0-0, ma più grifone in questa fase primaria.

Si intensifica il pressing rossoblù che pone in difficoltà gli equilibri (già abbastanza precari) delle bianconere: troppe possibilità da corner concesse alle padrone di casa portano sull’attenti Rusek che mette una pezza sui tentativi opposti (Hilaj all’attacco). Poco dopo Vangsgaard e Beccari cercano la replica: poco incisivo, però, quanto proposto.

Sul finale il “momento slancio” della Juventus per cercare una modifica al tabellino: si propone Cambiaghi con una conclusione da fuori area, ma è tutto vano. Termina, quindi, con un punto spartito.

Giorgia Berveglieri: “Mi ispiro a Cristiana Girelli. Qui alla Freedom sto crescendo tanto e imparo da tutte”

Photo Credit: Freedom FC

Quando si finisce il percorso con la maglia della Primavera di una squadra importante come la Juventus si potrebbe percepire un leggero senso di vertigine, con la conseguente paura di cadere nel vuoto e di non riuscire a rialzarsi. Giorgia Berveglieri, ex Bologna – tra le altre – prima di approdare alla Vecchia Signora, è al suo secondo anno in prestito dopo la fine delle giovanili. L’impatto con la Serie B è cominciato vestendo la maglia del Brescia lo scorso anno, mentre ora i colori che difende sono quelli della Freedom. L’attaccante ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

L’attaccante di proprietà della Juventus ha avuto fin da piccola delle spiccate doti sportive che hanno trovato il loro culmine nel calcio, sport che ha conosciuto grazie al fratello e alla sua squadra, di cui è poi diventata una beniamina. Ad appena quattro anni il pallone era diventato il suo migliore amico e la sua passione più grande, ma non per questo la calciatrice ha trascurato i propri impegni al di fuori: «Il mio rapporto col calcio è iniziato molto presto. Quando avevo quattro anni andavo sempre a vedere mio fratello, più grande di me di tre anni, giocare. Un allenatore, vedendomi sempre nascosta in panchina, un giorno decise di darmi una maglia, e l’anno dopo avevo l’età minima per iscrivermi. Mia mamma mi portava a nuoto prima di andare a prendere mio fratello, ma appena ho scoperto il calcio è stato amore a prima vista, sono sempre stata portata per tutti gli sport, ma c’è sempre stato solo il calcio. Per fortuna non ho mai trovato nessuno che mi ostacolasse, devo tanto alla mia famiglia per tutti i sacrifici che ha fatto per aiutarmi a proseguire con il mio percorso. Mia nonna mi ha sempre ricordato che viene prima lo studio, ed è riuscita a farmi dare la giusta importanza a entrambe le cose», la famiglia della numero 33 della Freedom l’ha sempre sostenuta e, pur ricordandole che per raggiungere quel che si vuole si devono fare sacrifici e tenere aperte più porte, le ha anche consegnato la grinta giusta per spiccare il volo.

Quando si è molto piccoli si cresce con un idolo di riferimento a cui ispirarsi. Berveglieri ha sempre nutrito grande stima nei confronti di Cristiana Girelli, la prima persona che le viene in mente quando si parla di “attaccanti”: «Se penso alla parola “attaccante”, avendola vista anche da vicino, non posso non pensare a Cristiana Girelli per le sue qualità offensive e il suo senso del gol.»

Berveglieri ha cominciato il suo cammino nel calcio nelle vesti di una centrocampista, ed è stato al Bologna, al suo ingresso nel calcio al femminile, che ha poi scoperto il ruolo dell’attaccante e ha capito che era quello che le si cuce meglio addosso, benché l’esperienza maturata in altri ruoli si stia rivelando preziosissima tale da arricchire ancor di più il suo “essere calciatrice”: «Con i maschi giocavo perlopiù a centrocampo, anche se mi capitava di fare qualche gol. Il passaggio ad attaccante l’ho fatto al Bologna, alla mia prima stagione femminile, a quattordici anni. Anche gli anni dopo ho spaziato molto su tutti i ruoli offensivi anche del centrocampo. L’anno scorso ho giocato tutti i ruoli circostanti all’attaccante, e penso che tutto insegni qualcosa, che tutto faccia bagaglio e che, se non hai modo di fare l’esperienza d’attaccante, hai modo di arricchire qualcos’altro del tuo “essere giocatrice”.»

«Ho fatto tre anni a Bologna durante il Covid, quindi un anno e mezzo effettivo, e sono poi passata alla San Marino Academy per un solo anno, perché volevo sperimentare il campionato di Primavera Nazionale. Tutte le squadre per cui ho giocato sono state fondamentali anche per la chiamata della Juventus. San Marino mi ha dato la possibilità di giocare un campionato più in vista ed è stato quasi un trampolino, un anno molto bello e importante: ci sono state le prime convocazioni in Nazionale, anche quelle sono arrivate grazie alla squadra e alla Società che mi accompagnavano in quel momento», un capitolo che ha lasciato il segno in positivo è la San Marino Academy, in cui la giocatrice ha militato subito dopo l’avventura al Bologna e forse il vero discriminante che ha propiziato il corteggiamento da parte della Juventus.

La Vecchia Signora ha sondato il terreno e chiesto di Berveglieri, che inizialmente era scettica e non credeva fosse possibile poter indossare i colori della squadra da lei ammirata fin da piccola«Quando ho ricevuto la chiamata della Juve è stata una grande emozione, quasi non ci credevo quando i miei genitori e mio fratello me l’hanno comunicato: è la squadra che ammiravo da piccolina, e la prima volta che sono entrata a Vinovo ho percepito tutto così grande che non mi sembrava vero.»

Giorgia Berveglieri non deve scavare troppo a fondo nei ricordi per scovare quello che la lega al suo esordio con la pesante maglia della Juventus, una delle prime volte in cui il suo cognome capeggiava sul tessuto di una divisa, quella bianconera, posizionata di fronte alle maglie di Bonansea e Rosucci: «L’esordio è stato una grande emozione. Nello spogliatoio la mia maglia con il mio nome in una delle prime volte in cui ve lo vedevo scritto era di fronte a quelle di Bonansea e di Rosucci, incuteva molto terrore, ma era quasi un sogno. Era un privilegio poter ammirare quelle che la Juve l’hanno vista nascere, crescere e sono delle bandiere.»

La Juventus non si può riassumere in un semplice percorso di crescita, perché nei suoi motti più famosi sono incasellati i valori che la calciatrice ha appreso e visto con i propri occhi fin dal primo giorno durante gli allenamenti: «Alla Juve ho imparato l’umiltà, il sacrificio e la perseveranza, perché ci sono due motti che alla Juve ti perseguitano, che sono “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta” e “Fino alla Fine”: la vittoria è importante, ma per quella maglia lo è ancora di più, questo te lo fa capire subito, ti fa dare il giusto peso alle cose e ti fa capire che cos’è tutti i giorni.»

La Freedom è la seconda squadra ad aver accolto l’attuale numero 33 biancoblù, perché lo scorso anno ha giocato la sua prima stagione in serie cadetta con la maglia del Brescia. Il Club lombardo ha lastricato per lei una strada imboccata nel modo giusto alla ricerca della crescita personale e della consapevolezza nei propri mezzi«Nel primo anno di prestito in Serie B a Brescia ho trovato un gruppo molto giovane e unito, non percepivo nemmeno di essere in Prima Squadra, perché ha fatto sì che ognuna di noi avesse lo stesso valore e lo stesso peso; è stato un anno molto bello, ho fatto esperienze in diversi ruoli e mi reputo cresciuta. Devo ringraziare lo Staff e la Società, perché è stato un anno molto bello e formativo.»

Giungere alla Freedom è stata una scelta facile, dettata dalla sfida, dalla filosofia della Società e dalla bella impressione che aveva avuto da avversaria con la maglia del Brescia nel veder giocare il gruppo cuneese, da sempre distaccato dalle squadre maschili e una realtà che crede fortemente nella declinazione al femminile: «Quest’anno indosso i colori della Freedom, il progetto mi ha convinto perché è una Società non legata al maschile e che appartiene a un Presidente che ci crede e vuole investire, ed è bello vedere una Società così piccola che ci prova, pur avendo capacità limitate rispetto ad alcuni colossi del maschile. Mi ha convinto anche l’anno scorso soprattutto la prima parte di campionato, perché era una squadra molto forte, e giocandoci contro con il Brescia mi aveva impressionato molto anche il fatto che giocassero in uno stadio.»

In terra lombarda la Prima Squadra era un insieme di giocatrici giovani, grintose e bisognose di mettersi in gioco. Il progetto della Freedom all’inizio della stagione ha delineato un gruppo eterogeneo nelle età, ma omogeneamente improntato verso la vittoria. L’esperienza delle compagne di squadra sta fornendo alla classe 2005 degli strumenti di cui fare buon uso, tra cui i consigli da parte di coloro che hanno giocato all’estero e hanno conosciuto palcoscenici internazionali, quali Bonetti o Kaabachi, e delle giovani, come Pasquali, volte a pensare sempre e solo ai tre punti: «Il gruppo è composto da ragazze con molta più esperienza, sono una delle più giovani ed è una fortuna: posso allenarmi tutti i giorni con ragazze del calibro di Tatiana Bonetti, ma non solo. Mi piace molto confrontarmi con Ella Kaabachi, perché è sempre disponibile e, anche se non è del mio ruolo, le sue esperienze al PSG e in Arabia mi affascinano molto. Per il mio ruolo, in ogni momento e in ogni partitella osservo quello che Tatiana fa, è una ragazza molto disponibile e mi piace molto confrontarmi con lei. Mi piace sempre osservare anche Sofia Pasquali, ma penso che tutte in realtà, essendo una delle più piccole, possano darmi qualcosa, e sono sempre pronta ad ascoltare chi mi vuole aiutare, perché ho solo da imparare.»

La partita contro il Como è, secondo Berveglieri, l’effigie che può accogliere quello che rappresenta la Freedom«Il pareggio contro il Como è stato uno dei momenti significativi, perché c’era stato il cambio allenatore e arrivare a ospitare una squadra così talentuosa e fare una prestazione del genere con quest’atteggiamento e questa coesione è stato davvero importante.»

La biancoblù era arrivata a Cuneo con l’imperativo di mettersi in gioco, puntare alla titolarità e giocare per fare esperienza, tre punti che sono già stati spuntati dall’elenco di cose da fare il prima possibile. Rimane sempre l’ultimo punto, quello che è il pallino di ogni attaccante, vale a dire siglare il maggior numero di gol, da tenere ben appeso in bacheca fino alla fine della stagione: «Come obiettivi principali avevo giocare e fare esperienza, migliorare sempre di più nel ruolo di attaccante, avendo qui la possibilità di farlo con più continuità. Mi piacerebbe sviluppare quei tecnicismi che ci sono in questo ruolo, e spero anche di fare più gol possibili per la sensazione che ti dà il gol, perché l’attaccante vive per il gol.»

A proposito di “gol”, Giorgia Berveglieri ha messo la sua firma su una doppietta contro il Venezia, e le sue due reti hanno deciso il match nel giro di pochissimi minuti: «Venivo da una preparazione invernale difficile, con un’influenza e una bronchite che mi hanno fermato quasi venti giorni, quella contro il Venezia era la prima da titolare. Nel primo tempo avevamo creato tanto, ma c’erano stati quindici minuti di blackout ed eravamo molto deluse, perché non stavamo giocando come sappiamo fare. Nel secondo siamo entrate con un’altra mentalità e abbiamo fatto subito i due gol, l’uno dietro l’altro, ed è stato molto bello: era quasi un momento liberatorio, nel primo tempo avevamo fatto molta fatica e non ero riuscita a sbloccarla, e non è facile giocare contro una squadra che vuole fare punti per salvarsi.»

Si ringraziano Giorgia Berveglieri, l’addetto stampa Edward Pellegrino e la Freedom Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e l’immensa fiducia.

Titane d’anticipo con l’Arezzo. Gattuso: “Sarà una battaglia ma noi siamo pronte”.

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Settimana corta, quella delle Titane, che giocheranno d’anticipo per la 20° giornata di Serie B. Dopo il riuscito aggancio al Vicenza, Cuciniello e compagne puntano al bis anche con l’Arezzo, avanti di tre punti in classifica e loro ospite domani ad Acquaviva. Inevitabile ripartire proprio dalla vittoria di Vicenza, caratterizzata da un cinismo a volte mancato nella prima metà di questa stagione. “Non è stata forse una partita dall’intensità altissima e dal gioco spettacolare. È stata invece una partita che si è accesa a tratti.  – l’analisi di Ilaria Gattuso – Noi comunque siamo state brave a rimanere sempre dentro l’incontro, sempre pronte ad approfittare dell’occasione giusta, che poi alla fine si è verificata.”

Quell’occasione è stata propiziata proprio da una intuizione della centrocampista calabrese, entrata in campo nella ripresa. Suo il filtrante che aperto il campo a Tamborini, poi lucida nel servire Iardino:
“Io, ma anche Iardino e le altre subentrate, ci siamo subito calate bene nella parte. Siamo entrate in campo convinte e tranquille, sicure che avremmo dato un contributo. Siamo riuscite a trasmettere la carica e ad aiutare la squadra con le nostre forze fresche. Stavamo un po’ calando negli ultimi metri di campo ed è lì, secondo me, che noi ragazze entrate a gara in corso siamo riuscite a dare un buon apporto.”

La partita di andata inaugurò il fronte delle vittorie stagionali della San Marino Academy. E domani il gruppo di Giacomo Piva lavorerà per rinverdire quelle sensazioni, con in più il proposito supplementare di far felice il pubblico di Acquaviva, fermo all’unica esultanza piena di due mesi fa. “Proprio stamattina parlavamo di questo: stiamo andando molto bene, ma c’è ancora un certo gap tra il rendimento esterno e quello interno. È venuto il momento di fare punti importanti e pesanti anche ad Acquaviva. Sicuramente quella di domani sarà una battaglia, come lo è stata anche la partita di andata. Loro sono una squadra che non molla mai, però noi in settimana ci siamo preparate molto bene e so che scenderemo in campo con la mentalità che serve. Rispetto all’andata ci sentiamo molto cambiate. Faremo di tutto per sfruttare la possibilità dell’aggancio in classifica.”– conclude Gattuso.

Come detto, San Marino Academy – ACF Arezzo sarà l’anticipo della 20° giornata di Serie B. Si gioca domani alle 14:30 allo stadio di Acquaviva, con diretta streaming disponibile sulla piattaforma Vivo Azzurro TV.

Kinga Kozak avverte l’Inter: “Reduci da un’ottima settimana di allenamenti, in campo per i tre punti”

Photo Credit: Giovanni colombo Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Torna in campo il Napoli Women, dopo la sconfitta per 1-0 nel match casalingo contro la Lazio. Le azzurre, infatti, sono prossime a scendere in campo nella trasferta di Milano con l’Inter, in un match importante, per le campane, per rimanere agganciate al treno per l’Europa. In casa Napoli Women a parlare, nelle ore scorse, ai microfoni ufficiali del club è stata Kinga Kozak che ha affermato: “Ma penso anche che abbiamo fatto un’ottima settimana di allenamento. Quindi credo che siamo pronti per questa partita e convinte di andare a conquistare i tre punti”.
La centrocampista delle partenopee ha poi continuato aggiungendo “Io penso che nessuno si aspettasse di ritrovare la nostra squadra così in alto in classifica a questo punti della stagione, lavoriamo ogni settimana per questo e penso che stiamo crescendo come squadra. Dobbiamo solo continuare così e cercare di lottare per la Champions League e per essere i più alti in classifica”.
Kinga Kozak ha quindi concluso dichiarando sul suo impatto nella squadra e non solo: “Penso di poter crescere molto in questa squadra, sia come giocatore che come persona. Credo anche che questo sia il posto giusto per me perché posso migliorare ogni giorno, questa resta è la cosa più importante per me qui”.

Flaminia Simonetti, Lazio: “Derby? Gara fondamentale che vale molto anche per un discorso di classifica”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency Calcio Femminile Italiano

Torna in campo la Serie A Women con gli anticipi del sabato che vedono in programma alle 18:00 la sfida tra Lazio e Roma. Tempo di derby, quindi, con Flaminia Simonetti  che in casa biancoceleste ha rilasciato un’intervista, sui canali ufficiali del club, dichiarando: “Sicuramente la vittoria contro il Napoli Women ci ha dato molto sotto il profilo del morale, ci ha fornito una spinta importante verso il derby che sappiamo sarà un match fondamentale”.


La centrocampista ha poi aggiunto: “Siamo molto felici perché ottenere il successo sul campo del Napoli Women è molto complicato contro una squadra molto determinata. Abbiamo conquistato tre punti che valgono oro. Stiamo preparando la partita con grande attenzione curando i dettagli che faranno la differenza. Il derby è una gara che si prepara da sola e non ha bisogno di ulteriore carica a livello mentale”.
La calciatrice ex Inter ha quindi continuato: “I derby per antonomasia è sempre una partita fondamentale, ma questa volta credo che valga molto anche per un discorso di classifica considerando che siamo a un punto dal terzo posto occupato dalla Juventus che vogliamo provare ad agganciare e superare. Quando si gioca contro le grandi squadre non sempre si riesce a portare a casa il risultato. Abbiamo imparato l’importanza della cura dei particolari perché sono quelli che possono risultare decisivi”.

Simonetti ha anche sottolineato: “Dovrà essere molto aggressiva e compatta. Siamo consapevoli delle nostre qualità perché se riusciamo a preparare bene la partita e ad essere concentrate possiamo mettere in mostra un bel gioco. Sicuramente poter giocare una sfida cosi importante davanti ai propri tifosi, in un momento così delicato della stagione, è un vantaggio”.
La calciatrice ha infine concluso: “Voglio ritrovare la continuità che ho un po’ perso nell’ultimo periodo anche a causa di un infortunio. La costanza è quell’elemento che permette di allenarsi e giocare bene come naturale conseguenza. Sono felice perché sto tornando ai miei livelli e mi sento bene, voglio aiutare le mie compagne in questo finale di stagione”.

NWSL: Cantore segna il primo gol stagionale dello Spirit, titolare anche Di Guglielmo

Nella notte italiana, ma in un Kentucky più che sveglio e presente per tifare le proprie calciatrici del Racing in uno dei big match della stagione, l’Italia l’ha fatta da padrona: nella formazione iniziale proposta dal Washington Spirit sia Sofia Cantore, ormai protagonista del campionato, sia Lucia Di Guglielmo hanno vestito una maglia da titolari nel confronto contro il Racing Louisville.

Il torneo è appena alla sua seconda giornata, eppure il tecnico dello Spirit ha subito compreso che l’intesa tra Cantore e Di Guglielmo dev’essere sfruttata anche dentro il campo e non solo nello spogliatoio. Il Racing Louisville lo scorso anno ha disputato una stagione di alti e bassi, ma ha da sempre un progetto e un organico che non vanno affatto presi sottogamba, e il 2 a 2 sui maxischermi ne è una prova concreta. Emma Sears ha firmato una personale doppietta per le padrone di casa nel corso del primo tempo, lo Spirit ha però ripreso la partita rimontando dallo 0 a 2 al 2 a 2.

Anche stavolta la squadra della Capitale non è riuscita a portarsi a casa i tre punti, raccogliendone però uno tutt’altro che scontato. La notizia che tocca maggiormente da vicino le amanti e gli amanti di questo campionato che di fede hanno il Tricolore è che la prima rete stagionale del Washington Spirit porta la firma di Sofia Cantore, che ha dunque ufficialmente cominciato la propria corsa alla Golden Boot e l’ha fatto quando la squadra era sotto di due gol, al 50′, con un missile da fuori area andato a insaccarsi poco al di sotto dell’incrocio dei pali.

Sono altri due i risultati notturni: il Portland Thorns, benché in inferiorità numerica, ha sguainato le proprie armi migliori e si è imposto per 2 a 0 sul Seattle Reign, alla sua prima sconfitta stagionale. Dall’altra parte, anche l’Orlando Pride non ha spiccato il volo, dovendosi accontentare di un pareggio tra le mura amiche contro il Denver Summit, che ha invece raccolto il primo punto nel torneo contro una delle favorite per la vittoria finale: in poche parole, questa neonata squadra fa già parlare di sé. A segno per la prima volta in stagione anche Barbra Banda.

Sebastian De La Fuente, Genoa: “Juve? Sappiamo che affronteremo una squadra forte e servirà una partita perfetta”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women torna in campo con le sfide della diciassettesima giornata, la sesta del girone di ritorno. Si parte con gli anticipi del sabato e con la sfida tra Genoa e Juventus ad alzare il sipario sul week-end. Alle ore 12.30, infatti, le rossoblù ospitano le bianconere allo ‘Sciorba’, con ingresso gratuito. Le padrone di casa, ultime della classe, cercheranno punti salvezza contro le piemontesi, terza forza del campionato.

In vista della gara in casa ligure a parlare, tramite i canali ufficiali del club, è stato ll tecnico Sebastian De La Fuente che ha affermato: “Arriviamo alla sfida contro la Juventus con buone prestazioni alle spalle, ma con la necessità di fare risultato. Sappiamo che affronteremo una squadra forte e servirà una partita perfetta”.
L’allenatore ha poi aggiunto: “Anche noi però abbiamo bisogno di punti e dovremo mettere in campo la determinazione e le nostre qualità che possono fare la differenza”.

Il tecnico ha, poi diramato la lista delle 24 convocate per il match odiero. Queste le calciatrici a disposizione: Abate, Acuti, Bahr, Bargi, Bettalli, Cinotti, Curraj, Cuschieri, Di Criscio, Ferrara, Forcinella, Georgsdottir, Giles, Hilaj, Korenciova, Lie Eghdami, Lipman, Lucafò, Marchetti, Massa, Mele, Monterubbiano, Söndergaard, Vigilucci.

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