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Jakob Michelsen, CT della Danimarca: “Siamo state chiaramente la squadra migliore nel secondo tempo”.

credit photo: Stefano Petitti - Photo agency calcio femminile italiano

La Danimarca ha giocato la seconda partita di qualificazione ai Mondiali 2027 in trasferta a Vicenza contro l’Italia. Il risultato ottenuto dopo il 90′ (più 3 di recupero) è un pareggio sull’1-1 con i gol di Martina Piemonte, lato Azzurre, e di Olivia Holdt per la squadra danese.

La situazione delle ragazze di Jakob Michelsen si è complicata quando sono andate sotto per 1-0 e Pernille Harder, ha sbagliato il rigore che avrebbe portato al pari. A salvare la situazione è stata Olivia Holdt, subentrata dalla panchina e artefice della rete, in soli due minuti, dell’1-1. Questo punto guadagnato, perché si è scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno, sarà per la Nazionale della Danimarca, che si trova al primo posto nel gruppo 1 con una gara vinta ed una pareggiata, una buona base di partenza per la partita di ritorno che si giocherà in casa ad Aprile.
La Svezia è seconda con lo stesso numero di punti, mentre Italia e Serbia sono rispettivamente terza e quarta con un punto ciascuna.

Scese in campo con la ferma intenzione di imporsi sul rettangolo verde, le ragazze di Jakob Michelsen, si sono guadagnate diverse occasioni d’oro, senza però riuscire a concretizzarle pienamente. Il CT, terminato il match, si è espresso in merito a questo così:

“Penso che il nostro secondo tempo sia stato davvero ottimo. Siamo partite bene e, nonostante il rigore sbagliato, abbiamo trovato il modo di pareggiare.  Questo risultato è stato pienamente meritato, perché siamo state chiaramente la squadra migliore nel secondo tempo. Nel primo tempo abbiamo scarseggiato nel possesso palla, l’abbiamo persa troppe volte. Dopo l’intervallo ci siamo riprese”.

Dopo il gol segnato da Martina Piemonte le danesi hanno accusato il colpo perdendo di aggressività, riacquistata comunque nel secondo tempo. Pernille Harder ha ottenuto un rigore, che ha voluto calciare lei stessa. La capitana è riuscita a spiazzare il portiere italiano Laura Giuliani, ma purtroppo per la stella del Bayern Monaco il suo tiro ha colpito entrambi i pali senza superare la linea di porta. Il tempo passava senza che venisse segnato alcun gol, motivo per cui Jakob Michelsen ha reagito con una sostituzione offensiva al 61′: Cecilie Fløe (che il calcio italiano lo conosce ormai bene essendo in forza al Napoli) e Olivia Holdt sono entrate in campo e la scelta di Jakobson ha dato subito i suoi frutti. Dopo la giocatrice del Tottenham, anche Fløe ha avuto una buona occasione, ma il suo colpo di testa è stato parato da Laura Giuliani, e la partita è finita in parità.

Ad intervenire dopo la fine della partita di Vicenza anche Olivia Holdt e Pernille Harder. Sull’ottimo momento di forma che sta vivendo tra club e Nazionale, la marcatrice ha  spiegato la propria prestazione: “Arrivo con molta fiducia dal club. Non è sempre facile trasferirla alla nazionale, ma ci provo. Oggi è stato davvero fantastico entrare in questo tipo di partita, dove ho anche avuto relativamente molto tempo in campo”.

Pernille Harder ha parlato con tutt’altro stato d’animo dopo il suo errore dal dischetto che ha dato a questo pareggio un sapore agrodolce: “In trasferta contro l’Italia va bene così. Abbiamo ricevuto una buona energia, quindi penso che sia un risultato giusto”.

La prossima partita della Danimarca sarà in trasferta contro la Svezia il 14 aprile. Quattro giorni dopo sarà la volta dell’Italia al Parken.

Rachele Giudici, Inter Women: “Quelle che provo sono tutte sensazioni positive, è un sogno che ho fin da bambina”

credit photo: Fabrizio Brioschi - photo agency calcio femminile italiano

In un’annata in cui l’Inter Women si mostra in tutta la sua forza ed ambizione, investire sulle giovani che vestono i colori nerazzurri mostra uno sguardo volto al futuro del club. Fatta questa necessaria premessa, non sorprende la notizia della firma del primo contratto professionistico di Rachele Giudici, centrocampista interista classe 2008, che milita attualmente nell’U19 della squadra di Milano e che ha firmato per proseguire con l’Inter la propria carriera sino al 30 giugno 2028.
Giudici ha dimostrato tutto il proprio valore anche indossando la maglia della Nazionale U17 sia negli Europei (dove è stata inserita tra le migliori XI dell’ultima competizione con due reti in quattro partite giocate), che nei Mondiali (2 gol in cinque gare).
Intervistata dagli addetti stampa in merito alla firma, la giovane centrocampista ha raccontato di come si senta felice ad aver coronato un sogno che ha sin da piccola. L’Inter rappresenta, per lei, casa.

“Quelle che provo sono tutte sensazioni positive, è un sogno che ho fin da bambina e sono molto felice di aver firmato qua. Sono veramente tanto felice e contenta. – ha ribadito con l’entusiasmo di chi sta coronando un sogno – Questo, comunque, mi dà tanta responsabilità, per me l’Inter è famiglia, sacrificio e mi sfida ogni giorno a dare il 100% di me”.

Parlando delle sue caratteristiche come calciatrice Giudici si definisce innanzitutto determinata, ma anche tenace nel cercare di mostrare sempre il meglio di sé e nel dare il suo valido aiuto in campo.

“Sono una calciatrice determinata, semplice, e cerco di migliorare dando sempre il meglio di me sia in campo che fuori da esso. Sono determinata in campo, amo sopratutto aiutare le compagne e spingere al mio massimo.”

Il futuro? Rachele ne sogna uno in prima squadra indossando quei colori nerazzurri che le appartengono. L’obiettivo della stagione, invece, riguarda il posizionamento della sua squadra tra le prime quattro così da potersi assicurare le fasi finali del proprio campionato d’appartenenza: “Sarebbe un sogno esordire in prima squadra con questi colori. Vorrei che arrivassimo tra le prime quattro e che ci qualificassimo per le fasi finali”. 

Mauro Ardizzone, Ternana Women: “Vogliamo arrivare al 17 maggio con prestazioni di alto livello”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women guarda al finale di stagione, e alla permanenza in Serie A, con più serenità, dopo il successo sul Genoa ed il pari con la Juventus. In casa rossoverde parlare al Corriere dell’Umbria è stato il mister Mauro Ardizzone che ha affermato: “Le ragazze mi hanno seguito molto bene fin dall’inizio, mostrando grande disponibilità. Piano piano siamo cresciuti e stiamo continuando a crescere”.

Il mister ha poi continuato parlando degli 871 spettatori presenti al ‘Moreno Gubbiotti’ contro la Juventus affermando: “Vedere quasi un migliaio di persone allo stadio domenica scorsa è stato bellissimo. La tifoseria ci ha fatto sentire il suo calore, che per noi è fondamentale. Dal mio arrivo ho lavorato soprattutto sull’aspetto mentale per ridare certezze a ogni giocatrice, restituire sicurezza al gruppo e far capire che avevamo un obiettivo importante da raggiungere insieme”.

Sul match vinto contro il Genoa ha, invece, ricordato: “Abbiamo dato un messaggio importante prima di tutto a noi stessi. Le prime della classe hanno una struttura importante, ma noi dovevamo dimostrare che ci siamo. Credo che questa squadra possa restare in Serie A, a patto di lavorare ogni giorno con grande umiltà”.

Sul suo gruppo, poi, Ardizzone ha evidenziato: “Siamo capaci di uscire da momenti di difficoltà in modo eccellente. A volte può essere un limite, perché non bisogna aspettare le complicazioni per reagire: la determinazione va messa in campo fin dall’inizio. Continuare a lavorare come stiamo facendo dai primi di gennaio, senza mollare un centimetro. La strada è ancora lunga. Vogliamo arrivare al 17 maggio con prestazioni di alto livello”.

Women4Football: si avvicina l’evento del 2026, premiata la Top 11 della scorsa stagione ed il gol più bello

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Svelate diverse delle giocatrici che potrebbero essere premiate. Tra i pali tra le candidate troviamo, ad esempio, Cecilía Rán Rúnarsdóttir, Pauline Peyraud-Magnin e Astrid Gilardi. In difesa, invece, tra le altre ci sonoEmma Kullberg, Marija Ana Milinković, Ivana Andres, Martina Lenzini, Lucia Di Guglielmo, Cecilia Salvai, Elisabetta Oliviero e Federica D’Auria. In mediana, invece, spazio a Henrietta Csiszár, Clarisse Le Bihan, Vero Boquete, Eva Schatzer, Giada Greggi, Arianna Caruso, Manuela Giugliano ed Emma Severini.
Da votare, poi, anche la rete più bella della scorsa stagione tra 10 scelte. In lizza Marija Banusic, Cecilia Prugna, Evelyn Ijeh, Amalie Vangsgaard, Lana Clelland, Martina Piemonte, Cristiana Girelli, Giorgia Arrigoni, Annamaria Serturini e Nadine Nischler. Si tratterà di una festa per il calcio femminile, per le atlete e per tutto ciò che questo sport, in un crescendo di emozioni, ha saputo rappresentare giorno dopo giorno. Women4Football si conferma un appuntamento di riferimento in Italia per tutto il calcio femminile e le sue protagoniste.

Super Tessa Wullaert trascina il Belgio con l’Israele e sfonda il muro delle 100 reti internazionali

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Belgio vince e convince nella seconda giornata delle qualificazioni ai Mondiali. Battuto, infatti, nel girone 4 della Lega B per 5-0 Israele. La serata è stata illuminata da Tessa Wuallert, la capitana che ha avuto siglato tre gol e un assist.

Successo monopolizzato di minuti iniziali e concretizzato al 9′ quando Israele non riesce a liberare palla in difesa e Wullaert, servita da Vanzeir, chiude con freddezza per il vantaggio. Pochi minuti dopo la scena si ripete con Vanzeir che vede il suo tiro bloccato e Wullaert a trovarsi nel posto giusto per ribattere la palla in rete, segnando la sua doppietta che vale il suo centesimo gol internazionale. Prima della metà del primo tempo il punteggio tocca il 3-0, che dura fino all’intervallo, quando Mertens riesce facilmente a toccare il pallone in rete sul secondo palo su una punizione battuta di Wullaert.

Dopo l’uscita dagli spogliati il ritmo resto alto e al 20′ Reynders viene stesa in area: dal dischetto si presenta la capitana Tessa Wullaert che si assume la responsabilità e trasforma il rigore in modo impeccabile per il 4-0. In pieno recupero, poi, la palla arriva a Missipo che da distanza ravvicinata chiude i giochi con il 5-0 definitivo.

La scena se la prende quindi Tessa Wullaert che ha debuttato con in Belgio il 20 agosto 2011, in un’amichevole contro la Russia. Nella stessa partita segnò anche il suo primo gol con la nazionale. Da allora, è diventata un elemento costante e importante della selezione belga. Con 154 presenze, è la seconda belga con il maggior numero di presenze e con 100 gol la giocatrice con più gol di sempre per il Belgio.

Giornata Internazionale della Donna: i messaggi delle calciatrici da tutto il mondo

Cosa ti ha fatto innamorare del calcio? Il gioco più bello del mondo, capace di regalarci così tante emozioni. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che si celebra in tutto il mondo ogni 8 marzo, la FIFA ha chiesto ad alcune calciatrici chi, o cosa, le abbia ispirate a scegliere il rettangolo verde come proprio “campo dei sogni”.

Per la giocatrice della Papua Nuova Guinea, Yvonne Gabong, è una questione di famiglia. “Ero con mio fratello minore, credo avessimo circa nove o dieci anni, e facevamo a turno a tirare in porta”, racconta la calciatrice, reduce dalle qualificazioni OFC per la Coppa del Mondo Femminile FIFA 2027. “Lui era in porta e, quando ho tirato, si è rotto il piede. Ora mi ha perdonata, ma è iniziato tutto così, quando mi sono avvicinata al calcio per la prima volta”.
Anche la tedesca Sjoeke Nüsken crede di essere stata influenzata dalla sua cerchia familiare. “Per me è stata mia sorella. All’epoca giocava anche lei a calcio e succedeva sempre che volessi fare immediatamente tutto quello che faceva lei. È stato questo a portarmi verso il calcio”.

“Il calcio è sempre stato la mia passione, fin da piccolissima, e devo molto a mio padre”, ha spiegato la centrocampista indiana Shilky Devi Hemam. “A quei tempi, nella mia città natale, non c’erano quasi ragazze o donne che giocassero a calcio, giusto una o due, ma lui mi incoraggiava sempre a scendere in campo. Dato che allora non avevamo la televisione in casa, io, mio padre, i vicini e tutti gli altri della zona ci riunivamo in un’unica casa che l’aveva per guardare le grandi partite, come quelle dei Mondiali”.
Dal canto suo, pur ammettendo di aver ammirato Lionel Messi e il Barcellona maschile da piccola, la ventunenne nazionale camerunense Monique Ngock ha citato a sua volta un membro della famiglia come fonte d’ispirazione. “La persona che ha contato di più è stata mia madre. C’è stata in un momento della mia vita in cui volevo mollare, perché la gente non credeva molto in me. Con il modo in cui la società guardava alle calciatrici all’epoca, era un po’ dura. Ma mia madre è stata al mio fianco fin dall’inizio”.

“Mentirei se dicessi che c’è stato un giocatore in particolare ad avermi ispirata a giocare a calcio”, ha continuato Ngock, che gioca in Francia nell’FC Fleury 91. “All’inizio guardavo molto calcio maschile, moltissimo, a dire il vero. Il mio modello era Marc-Vivien Foé. Ricordo di aver scoperto solo dopo la nazionale femminile del Camerun. Pensai: “Oh, ci sono donne che rappresentano il nostro Paese?”. Fu allora che scoprii Gaëlle Enganamouit. Era davvero al top, la miglior giocatrice camerunense, anche se non sapevo ancora che impatto avesse fuori dal campo. Poi ho scoperto altre calciatrici come Gabrielle Aboudi Onguéné e Ajara Nchout”.
Clara Mateo, che ha sette anni in più della calciatrice camerunense che affronta regolarmente sui campi della massima serie francese con il Paris FC, ha dovuto fare i conti con la storica mancanza di visibilità del calcio femminile. “Non ho avuto necessariamente un’ispirazione particolare”, racconta la ventisettenne nazionale francese. “Perché all’epoca, sembro vecchissima a parlarne così (ride, ndr.), non c’era una grande copertura mediatica. Ma sono una grandissima appassionata di atletica, quindi dico ovviamente Marie-José Pérec. Lei è stata fonte di grande ispirazione”.

Josefine Hasbo, dal canto suo, è rimasta subito colpita da una delle sue compagne nella nazionale danese. “Essendo una giocatrice più matura, ho la fortuna di confrontarmi con tante personalità e giocatrici straordinarie; Pernille Harder, ad esempio, della nostra Danimarca. È incredibile starle accanto: è stata davvero lei, in Danimarca, a spostare i confini e i limiti di ciò che possiamo fare nel calcio danese. Quindi direi probabilmente lei”.
“In definitiva, credo che sia stato il mio amore per il gioco a portarmi dove sono oggi”, ha continuato la calciatrice danese del Boston Legacy FC, laureata ad Harvard. “E poi penso ci sia anche una componente di fortuna legata al fatto che la mia migliore amica, a sette anni, giocasse a calcio. Volevo unirmi a lei nel cortile della scuola e da cosa è nata cosa. Ma la vera spinta verso l’alto professionismo è arrivata perché amo questo sport e perché ho una motivazione interiore che mi spinge a superarmi e a mettermi alla prova”.

Il desiderio di superare i propri limiti è stato anche la motivazione di Wang Linlin, difensora della Cina. “Quando ho iniziato a giocare a calcio, non è stato perché guardassi le partite in TV, ma piuttosto perché fin da piccola non ero molto forte fisicamente”, ha spiegato. “All’inizio volevo solo fare sport per migliorare la mia salute. Man mano che il calcio rendeva il mio corpo più forte, mi faceva anche innamorare della disciplina. La sera, il nostro allenatore ci faceva vedere le trasmissioni delle partite e guardavamo le calciatrici più grandi competere in diretta televisiva. Le ammiravo moltissimo e mi dicevo che quello era il mio sogno e il mio obiettivo: avrei lavorato sodo per rappresentare la nazionale, un giorno”. A 24 e 25 anni, la calciatrice danese e quella cinese potrebbero non aver vissuto appieno l’evoluzione del calcio femminile nel corso degli anni, ma le loro colleghe più anziane lo hanno certamente fatto.
“I miglioramenti più grandi sono arrivati probabilmente dagli investimenti”, ha spiegato Raquel Rodríguez, la trentaduenne nazionale della Costa Rica. “In fin dei conti si riduce tutto a questo, no? Con gli investimenti arrivano risorse migliori e tutto diventa un po’ più professionale. Ora è un lavoro. Possiamo essere delle professioniste. Rispetto a quando ho iniziato, oggi è tutto così diverso. In tutto il mondo il movimento è cresciuto tantissimo”.

Laura Giuliani: “Sappiamo che i nostri valori sono altri, possiamo portare l’asticella dove l’avevamo lasciata qualche mese fa”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non basta la rete di Piemonte alla Nazionale Femminile che impatta per 1-1 contro la Danimarca. Le Azzurre escono cosi con un punto dalla sfida del ‘Menti’ di Vicenza al termine della quale Laura Giuliani ha parlato ai microfoni della Rai affermando: “In tutte le gare partiamo con l’intenzione di non subire gol, ed è quello che mi auspicavo anche per questa gara. Ce l’abbiamo messa tutta, ci abbiamo provato ma il calcio è fatto di episodi”.


La numero 1 dell’Italia ha poi continuato: “La rete subita arriva da un episodio, devo fare i complimenti comunque alle mie compagne per come hanno letto la partita. Avevamo provato delle cose e ne sono venute fuori delle altre. Siamo riuscite ad adattarci bene, rispetto alle variabili che ha presentato la gara. Nelle prossime partite lavoreremo per limare quello che non ha funzionato”.
Sull”approccio al match, invece, Giuliani ha ammesso: “Con la Svezia abbiamo regalato il primo tempo, oggi l’approccio è stato migliore. Iniziare con slancio la gara è spesso fondamentale, volevamo fare risultato. Sapevamo che martedì non abbiamo fatto una delle nostre migliori gare, nonostante la reazione nel finale. Portiamo a casa quello che di buono abbiamo fatto oggi, sapendo che nelle prossime partite si dovrà vincere”.

L’estremo difensore ha quindi concluso sulle prossime sfide: “Dobbiamo fare di più perchè possiamo fare di più, se giochiamo da Italia possiamo portare a casa sempre i tre punti e vincere contro tutte le squadre. L’abbiamo dimostrato in passato, bisogna ritrovare la sicurezza che ci ha contraddistinto e quella fiducia sbarazzina, senza pressioni, che ci da la possibilità di esprimere al meglio il nostro gioco e le nostre qualità. Questa squadra si merita tanto, sappiamo che i nostri valori sono altri e possiamo portare l’asticella dove l’avevamo lasciata qualche mese fa”.

 

8 marzo, la Serie A Women celebra le azioni che restano. “Nessuna diventa grande da sola”, la Serie B Femminile in campo con una formazione speciale

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Celebrare le azioni che restano, perché nel calcio sono le azioni a fare la differenza. Per la giornata internazionale della donna, la Serie A Women ha scelto di coinvolgere la sua community: “Quale giocatrice ti ha ispirato davvero?”. Sono tante, e diverse, le risposte arrivate nei DM. Tanti nomi, tante motivazioni.

Se Francesca, grazie a Martina Piemonte, “ha imparato a non mollare mai”, per Silvio Martina Rosucci è un’ispirazione perché “ci mette tutta se stessa”. Lucia, un giorno, spera di essere come Manuela Giugliano. Per Miriam, Agnese Bonfantini “è forza, talento, determinazione”; a Sofia basta vedere una giocata di Laura Giuliani “per trovare il coraggio di andare avanti”. Veronica Benedetti è l’ispirazione di Martina “perché non si risparmia mai”; Emma Martin “ha insegnato a non avere paura di inseguire i sogni” di Ziortza. Calciatrici di oggi, ma anche del passato; Katja, per celebrare le azioni che restano, ha scelto Giorgia Brenzan, ex numero 1 della Nazionale. “Si è presa cura di me, una ragazza con grandi sogni ma tanti ostacoli da superare”. Katja è Katja Schroffenegger, anche lei arrivata fino alla Serie A Women e alla Nazionale.

“A tutte le donne, in occasione di questa giornata, auguro di avere la libertà di credere sempre nei propri sogni, nelle proprie ambizioni – le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti –. E auguro di avere sempre una fonte di ispirazione, nella vita e in campo. Le giovani che iniziano a giocare a calcio, ora, hanno donne da osservare, ammirare, idoli a cui ispirarsi: non c’è niente di più bello del sapere che una calciatrice possa esserlo per una bambina. Ecco perché, quest’anno, abbiamo voluto celebrare le azioni che restano”.

Azioni che la Serie A Women porta avanti quotidianamente anche con Athora Italia, Title Partner del campionato e protagonista di numerosi progetti di valorizzazione del racconto delle calciatrici: da ‘A parità di pagine’, in collaborazione con Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport, che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre il gender media gap nello sport, al videopodcast ‘Young Finance’ supported by Athora, progetto di educazione finanziaria realizzato dal gruppo editoriale Il Sole 24 Ore e che ha visto protagoniste quattro calciatrici (Beatrice Beretta del Napoli Women, Katja Schroffenegger della Ternana Women, Irene Santi dell’Inter e Nadine Nischler del Como Women).


“Nessuna diventa grande da sola”. Nella formazione schierata dalla squadra della Serie B Femminile per la domenica in cui si celebra la giornata internazionale della donna ci sono la mamma, la nonna, l’amica sincera, la sorella, l’insegnante, la migliore amica, la donna che ti ispira, te stessa, la compagna di squadra, chi ti ha rimessa in piedi, la donna che stai diventando. L’allenatrice è quella che ti ha insegnato a crederci, quella che ti ha detto “prova ancora”.

Una squadra speciale, fatta di donne che nel percorso di vita hanno avuto un ruolo fondamentale nel percorso di crescita. Ognuna dà il suo contributo, semplice ma significativo, per il raggiungimento del risultato. Inteso come cambiamento, come riconoscimento di diritti, come raggiungimento di obiettivi, come rivoluzione.

“La squadra crea, include, condivide idee, esperienze e obiettivi, sostiene e trasforma l’io in noi – le parole della presidente della Divisione Serie B Femminile, Laura Tinari –. Si dice che le donne non sappiano fare squadra, al contrario sanno lavorare insieme, rappresentando una forza straordinaria di cambiamento perché quando pensano e agiscono per rompere un silenzio o uno stereotipo lo fanno per tutti e per tutte. A loro la Serie B dedica questa giornata internazionale dei diritti della donna, schierando in campo una ‘formazione’ fatta di donne che tutti noi sentiamo vicine”.

 

Giornata 2, Qualificazioni Europee alla Coppa del Mondo Femminile 2027: Francia, Inghilterra, Germania e Spagna a punteggio pieno

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Lega A

Gruppo A1
Serbia – Svezia 0-0 Italia – Danimarca 1-1

La Danimarca ha rimontato ottenendo un pareggio che la mantiene a pari punti con la Svezia in vetta in vista della sfida tra le due nazionali in programma il 14 aprile a Göteborg. L’Italia, semifinalista a UEFA Women’s Euro 2025, era passata in vantaggio al 19′ con un colpo di testa di Martina Piemonte su calcio d’angolo battuto da Manuela Giugliano. All’inizio del secondo tempo Pernille Harder si è procurata un calcio di rigore, ma il suo tiro dal dischetto ha colpito il palo prima che Laura Giuliani riuscisse a bloccare il pallone. Tuttavia la Danimarca ha trovato il pareggio poco dopo l’ora di gioco con la neoentrata Olivia Holdt, a due minuti dal suo ingresso in campo, dopo una bella azione sulla sinistra di Sofie Svava. Nessuna delle due squadre è poi riuscita a trovare il gol della vittoria.

Gruppo A2
Francia – Polonia 4-1
Paesi Bassi – Repubblica d’Irlanda 2-1

Gruppo A3
Inghilterra – Islanda 2-0
Ucraina – Spagna 1-3

Gruppo A4
Norvegia – Germania 0-4
Slovenia – Austria 1-0

Lega B

Gruppo B1
Galles – Montenegro 6-1
Albania – Cechia 1-5

Gruppo B2
Malta – Svizzera 1-4
Irlanda del Nord – Turchia 0-1

Gruppo B3
Finlandia – Lettonia 3-1Portogallo – Slovacchia 4-0

Gruppo B4
Belgio – Israele 5-0Scozia – Lussemburgo 7-0

Lega C

Gruppo C1
Bosnia ed Erzegovina – Liechtenstein 13-1Lituania – Estonia 0-0

Gruppo C2
Croazia – Kosovo 0-1Gibilterra – Bulgaria 0-5

Gruppo C3
Ungheria – Azerbaigian 1-0Macedonia del Nord – Andorra 3-0

Gruppo C4
Grecia – Isole Faroe 2-0

Gruppo C5
Cipro – Romania 0-4

Gruppo C6
Kazakistan – Bielorussia 0-1

Dirigente colpisce con schiaffi e pugni una 17enne: follia che tocca ancora una volta la classe arbitrale

Un gravissimo episodio di violenza, di una gravità inaudita, è avvenuto nei giorni scorsi. Ad essere aggredita è stata una ragazza di 17 anni, Valentina, che stava arbitrando una partita di un campionato giovanile Under 17.

Il tutto parte da una rimessa laterale non concessa al 4′ minuto del secondo tempo, poi il parapiglia. Secondo quanto riportato negli atti ufficiali, infatti, la direttrice di gara è stata inizialmente oggetto di proteste e insulti da parte di un dirigente della società ospite, che ha protestato per la mancata rimessa laterale assegnata a proprio vantaggio. Gli animi si scaldano e, dopo essere stato espulso, il dirigente, un uomo di 50 anni circa, è entrato in campo e ha reagito con violenza, colpendo la giovane prima con alcuni schiaffi al volto e poi con un pugno, mentre la ragazza cercava di allontanarsi.

Per la giovane, soccorsa dai dirigenti della squadra locale, il referto medico parla di lesioni personali con una prognosi di 45 giorni. L’accaduto risalente allo scorso 28 febbraio in Sardegna, nella provincia di Cagliari nella gara tra Nuova La Salle-Gioventù Sarroch, ha già portato la prima sentenza, quella sportiva, che parla di squalifica inflitta dalla Lega Nazionale Dilettanti che ha interdetto il dirigente per cinque anni.

L’AIA, tramite i propri social, ha postato: “Colpire un arbitro rappresenta sempre un fatto gravissimo. Farlo nei confronti di una ragazza di 17 anni impegnata a dirigere una gara giovanile supera ogni limite di civiltà sportiva e umana. È inaccettabile che chi ricopre un ruolo educativo e di responsabilità nel mondo dello sport si renda protagonista di un gesto tanto vile quanto violento. Ancora più grave è che un episodio di questo tipo si verifichi su un campo di calcio giovanile, che dovrebbe essere innanzitutto luogo di formazione, rispetto e crescita. Non è più tollerabile assistere a episodi di violenza contro gli ufficiali di gara, soprattutto quando a subirli sono giovani arbitri”. 

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