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Scontro diretto alla Juve, il Milan festeggia il derby: Roma e Parma restano in scia

Credit Photo: Ilaria Corongiu- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Torna al successo anche la Roma, che supera 2-0 l’Hellas Verona grazie a una doppietta di Ventriglia nel primo tempo. Le giallorosse ritrovano brillantezza dopo il ko di Parma e rilanciano le proprie ambizioni in alta classifica, mentre il Verona interrompe una serie positiva. Continua invece senza rallentamenti la corsa del Parma, protagonista di un’altra prova di forza: 7-0 a Cesena con doppiette di Sicuri e Milani e le reti di Ciccarelli, Ianelli e Skrzypczak. Le ducali si confermano tra le squadre più in forma del campionato, mentre il Cesena resta in difficoltà in fondo alla graduatoria.

Nelle altre gare, successo importante dell’Arezzo, che batte 3-2 il Genoa grazie ai gol di Balducci e Tulimieri e a un’autorete, resistendo ai tentativi di rimonta liguri firmati Matzedda e Stoico. Vittoria netta anche per la Fiorentina, che ribalta lo svantaggio iniziale e supera 4-1 il Brescia con la doppietta di Fontana e le reti di Baccaro e Andreoni, restando in scia delle prime. Nel prossimo weekend (17 e 18 gennaio) tornerà in campo anche la Primavera 2 per la decima giornata.

Arianna Pomposelli: “Infinity? Scelta di cuore che sta premiando. Mondiale? Il premio per tutte le giocatrici di futsal”

“Tempo fa ho ritrovato un video di quando avevo vent’anni, in un periodo in cui una Nazionale femminile di futsal nemmeno esisteva. In quel video dicevo: ‘Anch’io sono una giocatrice di futsal e merito un Mondiale ufficiale’. Era una campagna nata per sensibilizzare su un tema che, allora, sembrava lontanissimo”.
È un fiume in piena Arianana Pomposelli al suono della parola futsal. La calcettista, infatti, in una piacevolissima intervista parla del passato e del presente, partendo da oltre 10 anni fa e su un sogno dipinto d’azzurro: “Nel 2015 è nata la Nazionale e ho avuto l’onore di farne parte. Per otto anni abbiamo scritto insieme pagine di storia che porterò per sempre nel mio cuore”.


Sulla manifestazione disputata nelle Filippine, poi, Arianna ammette: “Non aver partecipato personalmente al Mondiale ufficiale non è stato semplice. Ogni giocatrice sogna la Nazionale e chi ha avuto la fortuna di indossarne la maglia avrebbe voluto mettere piede nel primo Mondiale della storia. Perché ci si sente parte di quella storia, di una Nazionale alla quale si è dato tutto negli anni”.
La classe ’91 sul Mondiale poi con tono sicuro ci dice: “Anche se l’ho vissuto da casa, tifando la mia Nazionale, credo che sia stato un traguardo che ci ha unite tutte, al di là della maglia indossata in quel momento: da chi gioca a livello amatoriale a chi è nella massima categoria, fino a chi oggi allena perché, quando giocava, una Nazionale nemmeno esisteva. Era il nostro Mondiale ufficiale”.
Sulla rassegna andata in scena Manila, poi, aggiunge: “Se da un lato resta il dispiacere di non esserci stata fisicamente, dall’altro prevale la felicità per un traguardo enorme, che va molto oltre l’aspetto personale. È stato un bellissimo Mondiale. Vedere le atlete di ogni Paese emozionarsi durante il proprio inno è stato un momento forte e credo abbia ricordato a tutti che lo sport, nei suoi momenti migliori, sa andare oltre la competizione e oltre le differenze”.

Pomposelli dalla scorsa estate ha salutato la Serie A per sposare il progetto dell’Infinity. Sulla sua scelta ricorda. “È stata una scelta di cuore, che ho fatto molta fatica a prendere.
Si erano interrotti i miei rapporti da giocatrice con l’Audace Verona, ma avevo ancora l’Under 19 che mi era stato proposto di continuare ad allenare. Sono sempre stata, e lo sono tuttora, molto legata alle ragazze e al loro percorso di crescita, e sentivo nel profondo di non poterle lasciare così. Per continuare ad allenarle e rimanere in Veneto avrei dovuto scegliere una squadra di Serie B, nonostante avessi anche opportunità in Serie A. Ho quindi messo tutto sul piatto e ho deciso di proseguire il mio percorso da allenatrice, accettando di scendere di categoria come giocatrice”.

Scelta di cuore, trafitto da anni dal futsal, per Arianna che sul corteggiamento dell’Infinity poi ci confida: “Si è dimostrata convinta fin da subito, anche su alcuni club di Serie A che mi avevano contattata. Dalla prima telefonata mi hanno trasmesso solidità e ambizione, due valori per me fondamentali in una squadra. Il progetto era chiaro, serio e ben ponderato. Ho quindi sposato questa causa e ho trovato esattamente l’ambiente che mi aspettavo dopo quella prima chiamata con Marta Carluccio, che mi aveva fatto un’impressione estremamente positiva. Un ambiente sano, fatto di persone professionali e di ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco lavorare e migliorarsi”.
Sulla scelta, poi, continua: “In realtà, dopo quel primo confronto, nel mio cuore avevo già preso la decisione: quella nuova strada volevo percorrerla con loro. Gli obiettivi erano legati alla crescita della squadra e della società, senza presunzioni, ma con umiltà e tanta voglia di lavorare. C’erano tutti i presupposti per provare a costruire qualcosa di importante e sono davvero felice di essere entrata a far parte di questa famiglia, una squadra in cui mi sento bene e nel quale cresciamo allenamento dopo allenamento”.

Per l’ex Audace e Kick Off subito la possibilità di tornare in A, visto il primo posto nel girone A di Serie B dell’Infinity: “Ovviamente l’idea di poterci giocare la possibilità di promozione in Serie A è molto allettante e affrontiamo ogni partita con fame e con una grande voglia di fare bene. In realtà, però, la sensazione principale è quella di voler crescere gara dopo gara, un passo alla volta. Non ci poniamo limiti e lo facciamo con la serenità di chi ha un obiettivo ben chiaro in testa, ma senza la pressione di doverlo raggiungere a tutti i costi. Non è un’ossessione, bensì uno scopo. Quando vivi questo in campo, vuoi solo fare del tuo meglio per arrivare insieme dove ci si è prefissati di arrivare: essere una versione di noi migliore di quella del giorno precedente”.
Il 2026 dell’Infinity è iniziato con un’altra vittoria che Arianna analizza cosi: “Quella di domenica è stata una gara tosta, una partita giocata ad alti ritmi contro la seconda in classifica, subito alle nostre spalle. Sapevamo che sarebbe stata una sfida difficile, ma siamo riuscite a tenere il controllo del gioco e a portarla a casa con caparbietà e intelligenza”.

 

Da leader, poi, punta il focus sulle sue compagne di squadre sulle quali ci racconta: “Sono un gruppo saldo e unito, che ha una grande voglia di crescere e migliorarsi. Non c’è una di noi che non si sia messa in gioco per fare un passo avanti. Ho molta fiducia nelle mie compagne e sono felice di condividere con loro questo percorso: da chi ha meno spazio a chi gioca tutta la partita, da chi lavora ogni giorno per essere all’altezza a chi arriva da un altro Paese e, pur essendo lontana da casa e parlando un’altra lingua, in campo sembra parlare la nostra stessa lingua. Nessuna si tira indietro e nessuna viene lasciata indietro: ci si aiuta a vicenda ed è bello”.
In chiusura l’ex Lazio e Olimpus Roma fa un bilancio sullo scorso anno: “Mi lascio alle spalle le delusioni, calcistiche e non, perché spesso più che lo sport sono le persone a deluderci. Nel 2026, invece, mi porto dietro la bellezza di questo sport. La doppia cifra della fine della stagione 2024/25 e quella dell’inizio della 2025/26 fa sicuramente piacere, ma non sono ciò che conta di più per me. Ci sono momenti e ricordi che valgono molto di più di un goal. Mi porto soprattutto le cose preziose che questo 2025 mi ha regalato: le persone che sono sempre state al mio fianco e continuano a esserlo, compagne di squadra con cui ho condiviso il campo per anni che ho dovuto salutare, e quelle conosciute da poco, con cui ho ancora voglia di conoscermi più a fondo e di proseguire il cammino insieme”

Google Pixel Women’s Bundesliga: seguito da record per la prima parte di campionato

Credit Photo: Emanuele Colombo- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La stagione 2025/2026 nella Google Pixel Women’s Bundesliga potrebbe essere storica, non solo per l’aumento a 14 squadre. Dopo 14 delle 26 giornate di partita, sta emergendo anche un nuovo record di spettatori. Durante la pausa invernale, la lega è chiaramente sulla strada per un record. DFB.de con un saldo provvisorio.

Le 98 partite fino alla pausa invernale hanno visto un totale di 367.787 spettatori. Questo corrisponde a una media di 3753 a partita. Nella stagione precedente (22 giornate con 132 partite), ci furono 355.407 visitatori alla fine, corrispondenti a una media di 2.693. Anche il numero totale della stagione record precedente 2023/2024 (379.653) è ormai quasi stato raggiunto. La media a quel tempo era di 2875. In confronto, nella stagione 2021/2022, dopo 22 giornate c’erano solo 106.420 tifosi (media: 806). Da allora, la media di affluenza è aumentata di circa il 365 percento.

Sei partite in questa stagione hanno superato i 10.000 spettatori. La partita inaugurale ufficiale tra il FC Bayern Monaco e il Bayer 04 Leverkusen (2-0) ha stabilito un nuovo record con 57.762 spettatori all’Allianz Arena e ha sostituito la partita casalinga del 1 FC Colonia contro l’Eintracht Francoforte nella stagione 2022/2023 (0-2 davanti a 38.365 spettatori). Il derby settentrionale tra SV Werder Brema e Hamburger SV (2-0), che attirò 37.000 spettatori al Weserstadion, rimase appena al di sotto del vecchio record. Le folle alla partita d’apertura tra VfL Wolfsburg e FC Bayern Monaco (1-3 davanti a 12.495 spettatori), nella partita d’apertura dell’HSV contro i Wolves (3-3 davanti a 11.934 spettatori), nel duello per la promozione tra FC Union Berlin e FC Norimberga (1-1 davanti a 11.242 spettatori) e nella partita casalinga del RB Lipsia contro il FC Bayern Monaco (0-3 davanti a 10.287 spettatori) erano anch’esse a sei cifre.

Ma anche nella “vita quotidiana” la popolarità è più che impressionante. 13 dei 14 club hanno una media di presenze a quattro cifre. Dopo Monaco (9365), Union Berlin (7981), Brema (6510), Amburgo (6021) e Wolfsburg (4563), Francoforte (3495) e Friburgo (3008) seguono davanti a Lipsia (2243) in sesto e settimo posto. Norimberga (1883), Colonia (1858), Essen (1645), Hoffenheim (1250) e Leverkusen (1205) superano anch’essi la soglia di 1000 spettatori per partita casalinga, solo il FC Carl Zeiss Jena (976) si posiziona appena al di sotto del ranking.

 

Cecilia Rùnarsdottir, Inter Women: “Mi dà adrenalina giocare per la mia squadra, per la maglia che indosso e dare il 100%”.

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

Nata a Reykjavík, in Islanda, il 26 luglio 2003, Cecilia è un portiere che unisce talento e determinazione. Runarsdottir ha mosso i suoi primi passi nel mondo del calcio nel Throttur, società con sede nella capitale islandese, per poi iniziare a giocare nell’Afturelding all’età di 6 anni. A 10 anni ha giocato per la prima volta come portiere, ruolo che non ha mai più abbandonato. Nel 2017 ha iniziato la sua carriera da professionista con la prima squadra dell’Afturelding, nella terza divisione islandese, vincendo il campionato. L’anno successivo è passata nella seconda serie e vincendo il premio di miglior giovane del torneo. Nel 2018 si è trasferita al Fylkir, appena promosso in massima serie vincendo ancora una volta il premio di miglior giovane della competizione. Nel 2021 è passata alla squadra svedese dell’Orebro, poi all’Everton, rimanendo in prestito alla formazione svedese. L’anno successivo è arrivata in prestito al Bayern Monaco, che l’ha acquistata nel luglio 2022. Con la squadra tedesca ha vinto il campionato 2023/24 prima di arrivare all’Inter nell’estate del 2024. Runarsdottir ha giocato in tutte le Nazionali giovanili islandesi: nel 2019 è stata convocata per la prima volta in Nazionale maggiore esordendo con l’Islanda nel 2020.

CHALLENGES:

“Mi dà adrenalina giocare per la mia squadra, per la maglia che indosso e dare il 100% per conquistare i tre punti. La sfida più grande che ho affrontato è stata tornare in campo dopo l’infortunio al ginocchio di due anni fa. Dopo un infortunio così serio tornare a giocare un’intera stagione con l’Inter è stata una grande prova ma anche una sfida gratificante”.

TEAM:

“Siamo una squadra molto unita, come una famiglia. In campo ci aiutiamo a vicenda, ci conosciamo molto bene, quindi possiamo sempre darci energia e forza. Credo che ci aiuti tantissimo…”. Se potessi prendere una qualità da una mia compagna? “Oh, bella domanda. Ruberei la forza di Ivana Andrés”. 

PROFILE:

“Penso di essere un portiere completo, forte sui cross e nelle uscite, un portiere moderno a cui piace avere il pallone tra i piedi”

Biglietti in vendita per le gare decisive della Champions Cup FIFA Femminile

Credit Photo: FIFA - Fédération Internationale de Football Association

Le due semifinali si disputeranno al Brentford Stadium mercoledì 28 gennaio. I tifosi potranno godersi due incontri di alto livello: i campioni della Concacaf, Gotham FC (Stati Uniti), affronteranno i campioni della CONMEBOL, Corinthians (Brasile), alle 12:30 GMT (13:30 CET), seguiti dai detentori della UEFA Women’s Champions League, Arsenal (Inghilterra), contro l’ASFAR (Marocco), campione della CAF Women’s Champions League 2025, alle 18:00 GMT (19:00 CET). Domenica 1 febbraio, le emozioni si sposteranno all’Arsenal Stadium, dove verranno incoronate le prime campionesse intercontinentali per club. Il campo ospiterà sia la finale per il terzo posto alle 14:45 GMT (15:45 CET) sia la finalissima alle 18:00 GMT (19:00 CET), chiudendo in modo memorabile la prima edizione della FIFA Women’s Champions Cup.

 

I biglietti per una singola semifinale vanno da £5,00 per gli under a £13,00 per gli adulti. I biglietti per la finale e per la partita per il terzo posto, che comprendono entrambe le gare, partono da £10,00 per i ragazzi fino a £60,00 per gli adulti nella categoria di posti più alta. Si incoraggia i tifosi a prenotare in anticipo su FIFA.com/tickets per assicurarsi un posto in questa celebrazione storica del calcio femminile di élite. Evento di livello mondiale con radici nella passione locale, la Champions Cup FIFA Femminile riunisce le sei squadre campioni continentali in una competizione emozionante per decretare la squadra intercontinentale femminile campione dell’anno.

Approvato dal Consiglio FIFA nel maggio 2024, il torneo si svolge negli anni in cui non è previsto il Mondiale per Club Femminile. La competizione riflette l’impegno continuo della FIFA nel rafforzare le fondamenta del calcio femminile, mettendo in luce il calcio di club e aumentando la visibilità della prossima generazione di atlete a livello mondiale.

Napoli Women: ancora un innesto per le campane che annunciano tre uscite

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Sembra non fermarsi il Napoli Women che si conferma la squadra più viva sul fronte mercato, in questo inizio di 2026. La formazione partenopea è forte di un’ottima classifica, giunta dopo un avvio di stagione più che positivo, che però non ha fermato l’attività da parte della dirigenza campana sul mercato in entrata. In forza all’undici guidato da mister David Sassarini nei giorni erano arrivate, infatti, la punta danese Laura Høgh Faurskov, la centrale difensiva bosniaca Emma Veletanlic, la laterale sinistra norvegese Synne Hauge Kjølhold, l’esterno finlandese Elli-Noora Kainulainen, oltre al ritorno di Vittoria Musumeci, esterno destro classe 2008.
Nelle ore scorse, invece, è stato reso noto l’ingaggio di Freja Thisgaard. Rinforzo danese tra i pali per le campane, che hanno pescato tra le fila del Fortuna Hjørring, con una pedina in forza alla nazionale maggiore danese con esperienza ne preliminari di UEFA Women’s Champions League. La classe 2002 ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028 e vestirà la maglia numero 21.
La stessa giocatrice, tramite i canali social, ha affermato: “Sono molto felice di entrare a far parte del Napoli. Non vedo l’ora di crescere, imparare e confrontarmi con una squadra forte e ambiziosa. Spero di poter dare il mio contributo dentro e fuori dal campo.” Nelle ore passate, invece, il Napoli Women ha comunicato il trasferimento a titolo temporaneo di Teresa Penzo, Morena Gianfico e Fabiana Vischi al Trastevere.

La storia di Zara Kramzar: “Avrei potuto giocare a basket come mia sorella, invece ho voluto il calcio”

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Un pallone davanti a casa. Nessuna partita in televisione, nessun idolo da imitare. Solo una bambina e una passione nata quasi per caso. Così inizia la storia di Zara Kramzar,  centrocampista slovena classe 2006, in forza al Como Women dall’estate 2024.

“Non so da dove sia nata questa passione”, racconta Zara. “Avrei potuto giocare a basket come mia sorella, invece ho voluto il calcio”. Un desiderio semplice, ma già fortissimo, che l’ha portata dai primi calci davanti a casa fino ai palcoscenici internazionali.

Cresciuta calcisticamente a Črnuče, il suo paese natale, Zara ha giocato per anni con i maschi, senza mai sentirsi diversa. Il campo era il suo spazio naturale. Dopo il passaggio all’Olimpia e poi allo Slovan, arriva il momento della scelta più importante: lasciare casa. A soli 16 anni Zara vola in Italia, alla Roma, per inseguire un sogno che sente ormai chiarissimo: fare del calcio il proprio lavoro. Con la maglia giallorossa conquista uno Scudetto Primavera, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e due Scudetti, vivendo esperienze che segnano profondamente il suo percorso. Ma ogni carriera è fatta anche di nuove sfide.

Nell’estate 2024 arriva l’opportunità del Como Women. Una proposta che Zara sente subito sua. “Mi piaceva già da prima per come giocava, mi sembrava una bella società. L’ho sentita giusta e adatta per me fin dall’inizio”. A Como trova un ambiente in crescita, ambizioso, con cui costruire qualcosa insieme. Decide così di restare anche per questa stagione, rinnovando il prestito dalla Roma. “È un momento della mia carriera in cui sento di dover ancora crescere. Qui possiamo crescere insieme: io con la squadra, la squadra con me”.

Il suo contributo in mezzo al campo è fatto di qualità, visione e personalità, nonostante la giovane età. Un equilibrio raro, che unisce il talento alla spensieratezza dei suoi anni e che non passa inosservato nemmeno fuori dal rettangolo di gioco. Nel novembre 2023, infatti, il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo le assegna il Trofeo Promesa come miglior giovane promessa del calcio femminile internazionale. Nell’ottobre 2024 entra nella lista delle Golden Girl, tra le migliori Under 21 d’Europa. Premi importanti, che però Zara vive con grande lucidità e maturità. “Questi riconoscimenti mi rendono felice e mi confermano che sono sulla strada giusta. Ma alla fine combatto solo con me stessa e cerco di migliorarmi ogni giorno”. Una mentalità che racconta molto della persona, prima ancora che della calciatrice.

Zara non nega che in passato qualche pregiudizio ci fosse. “Anche le donne giocano a calcio? Ma è uno sport per maschi! Spesso me le sono sentita dire. Ma io da piccola ho sempre giocato con i ragazzi e non mi sono mai sentita diversa”. Oggi, però, vede un cambiamento reale. “Il calcio femminile sta crescendo tantissimo, soprattutto in Europa. La gente ci guarda, ci segue, indossa le maglie delle calciatrici. Possiamo fare ancora di più, ma il movimento sta andando nella direzione giusta”.

Dietro la calciatrice c’è una ragazza profondamente legata alla sua famiglia, i suoi primi e più grandi tifosi. “Quando sono andata via di casa a 16 anni ho capito quanto fossero importanti. Ora ogni volta che torno è speciale”. Nel tempo libero Zara ama staccare dal calcio: cucinare, guardare serie TV, stare con gli amici. Niente eccessi, niente rituali particolari. Solo equilibrio.

E guardando avanti? “Tra dieci anni mi vedo ancora a giocare, in una squadra in cui sto bene, con un ruolo importante. Il sogno più grande è giocare Europei e Mondiali con la Slovenia, magari vincere la Women’s Champions League. E fuori dal campo vorrei essere una persona di cui la gente parla bene”. Alle bambine che sognano il calcio Zara manda un messaggio chiaro: “A loro dico di iniziare senza paura, di inseguire i propri sogni e lavorare sodo per realizzarli. Il calcio insegna tanto, non solo nello sport, ma anche nella vita”.

Gloria Dosio: “Nazionale Femminile? Motivo d’orgoglio e grande traino per tutto il movimento”

“Vedere l’Italia competere con le migliori d’Europa è stata una boccata d’aria fresca, il calcio femminile in Italia è, e deve essere, motivo di orgoglio“. Parola di Gloria Dosio, conduttrice su Dazn, che parlando della Nazionale ha aggiunto: “Onestamente non mi aspettavo di vedere la Nazionale arrivare in semifinale agli Europei. La prestazione dell’Italia è stata notevole, in contraltare con quelle della maschile che spesso stenta. Sicuramente dati i risultati, con calciatrici italiane orami apprezzatissime nelle loro avventure di club ed internazionali, per il movimento deve essere assolutamente un motivo d’orgoglio”. Gloria, laureata in Comunicazione e Società, poi parlando di calcio femminile aggiunge: “La Serie A Women aiuta un sacco di bambine e ragazze, che vogliono avvicinarsi a questo sport, a sentirsi meno giudicate. Quando ero bambina questo tipo di realtà sembrava lontanissima e c’era una forma di pregiudizio forte. Oggi, invece, la possibilità per le donne di poter far parte della propria squadra del cuore è un grandissimo risultato. Il calcio femminile deve essere trattato sempre più alla pari del maschile”.

La 23enne bresciana, poi, nella chiacchierata ammette: “Mi piacerebbe incontrare e parlare con una calciatrice, capire come ha iniziato perché per esempio quando ero piccola io non era una strada così semplice da intraprendere. Sia per una questione logistica, non c’erano tantissime squadre femminili, sia per una questione anche di pregiudizi. Mi piacerebbe sapere come hanno affrontato l’inizio della carriera più che quello che stanno vivendo adesso”.
Gloria, volto di Oddschecker Italia e opinionista a Top Calcio, poi su questo tema continua: “Da piccola giocavo con i miei amici, al parco piuttosto che all’oratorio o in spiaggia. Ho tanti ricordi divertenti, onestamente mi sarebbe piaciuto diventare una calciatrice. Da piccola non avevo vicino però squadre femminili, quindi non era semplice anche perchè tra le mie amicizie era l’unica femmina a giocare”.  

L’autrice radiofonica, voce di Radio 24 e che ha collaborato anche con Pulp Podcast di Fedez e Davide Marra, sul suo amore per il calcio invece ricorda: “Si tratta di un amore nato da quando ero piccola, non ho memoria di me stessa lontana dal calcio. Mio padre mi ha sempre cresciuta a suon di partite insieme a lui, dal allo stadio. Per me è stato un qualcosa di viscerale. poi ovviamente cresciuta appassionandomi sempre di più. Parto dai ricordi con le torte di compleanno con i calciatori all’album delle figurine, sono sempre stata malata. A scuola stavo a parlare di calcio tutto il tempo, giocavo con i maschi ed è stata una questione proprio che mi ha coinvolto da sempre”.
Parlando di figurine, poi, Gloria conclude: “L’album Panini al femminile lo trovo una cosa splendida, sono cresciuta collezionando le figurine dei calciatori che era una mia ossessione. Volevo finirlo e scambiavo figurine con i compagni, era fantastico. L’idea che adesso ci siano anche le donne ovviamente è grandiosa e giusta. Lo trovo stimolante e penso che per una bambina che ha il sogno di diventare calciatrice sia fantastico poter avere anche l’album femminile”.

‘B Stories’ nel cuore di Trastevere: “Quando entri in quello stadio non si sente il rumore della città”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il traffico del venerdì e del sabato sera, un ristorante ogni 10 metri per mangiare un piatto di cacio e pepe, un punto di ritrovo per i giovani e quei vialetti tanto amati dai turisti o dagli studenti fuori sede. Ma Trastevere, uno dei quartieri storici di Roma, da qualche anno si è fatto conoscere anche per il calcio, e per una favola –  quella della squadra femminile –capace di portare le ragazze allenate da Claudio Ciferri dall’Eccellenza alla Serie B. Il Trastevere, che sulle maglie ha raffigurate le basiliche di Santa Maria e Santa Cecilia, è la protagonista della settima puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV – la piattaforma OTT della FIGC – e che racconta quante storie e quanta passione ci siano dietro le realtà di un campionato pronto a ripartire domenica 18 gennaio dopo la sosta natalizia.

 

“Senza niente per avere tutto” è uno dei motti della squadra, svelati da Eleonora Serao, che c’è dal primo giorno, e a cui è stato dedicato anche un capitolo del libro che è stato scritto sul Trastevere calcio. “Quella frase è una dedica per la società che non ci fa mancare niente: anche se non abito qui, la sento come una seconda casa – racconta passeggiando per il rione –, che diventa anche il nostro punto di ritrovo dopo le partite o dopo gli allenamenti. I genitori dei bambini con cui giocavo mi cantavano ‘Serao meravigliao’, ora ne è passato di tempo: dopo cinque anni mi ritrovo a essere una delle più grandi e sono il capitano”.

Una storia, quella tra Serao e il Trastevere, iniziata…in una pasticceria. Ciferri, anima del Trastevere, andò personalmente dove Eleonora lavorava per portarla a giocare in un club – già radicato nella storia – dove la sezione femminile è ripartita di slancio grazie a un viaggio in Francia del presidente Pier Luigi Betturri, che andò a vedere il Mondiale del 2019. “Quando entri nello stadio (il Trastevere Stadium, incastonato dentro Villa Pamphili, ndr) non si sente il rumore della città – dice –. Non volevo fare l’allenatore, ma creare la squadra da direttore. Quando entri in questo tipo di calcio, è difficile uscirne. Abbiamo vinto due campionati in cinque anni”. E la salvezza, nel primo campionato di Serie B della storia del Trastevere, sarebbe come vincerne un altro.

 

Nicole Arcangeli: “Grasshopper? Contenta di questa scelta. Ho avuto la possibilità di mettermi in gioco”

“Avevo desiderio di fare un’esperienza fuori dall’Italia, per mettermi in gioco e provare nuove emozioni calcistiche e personali”. A raccontarcelo è stata, in esclusiva, la talentuosa Nicole Arcangeli, che nel 2022 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento Best Italian Golden Girl, che sul trasferimento di questa estate al Grasshopper ricorda: “C‘è stata questa forte possibilità di vestire la maglia e sono molto contenta della scelta. Mi sono trovata bene fin da subito, con le compagne e con lo staff, sono stati tutti sempre molto disponibili dentro e fuori dal campo. Mi hanno aiutato molto nelle prime settimane ad ambientarmi, e li ringrazio molto, in un club che mi ha messo nelle migliori condizioni per sentirmi a mi agio”.

Sull’arrivo in Svizzera, poi, l’ex Parma e Como Women continua: “Ho trovato un ambiente sereno e umile. Alcune ragazze parlano italiano, questo mi ha aiutato inizialmente. Non sapevo cosa aspettarmi all’arrivo in Svizzera e ad oggi posso dire di essere in un club bellissimo, con persone stupende ed era ciò che sognavo”.
La classe 2003, poi, sull’impatto con l’AXA Women’s Super League poi ci confessa: “Penso che il campionato svizzero sia molto motivante e di buonissimo livello. Lo consiglio a tante calciatrici giovani che hanno il desiderio di giocare all’estero, iniziare qua è sicuramente un ottima scelta e può essere un ottimo trampolino di lancio per tutte. Penso che qui il movimento stia crescendo molto, sulla scia di un grandissimo Europeo fatto questa estate”.

Il Grasshopper attualmente è al secondo posto in campionato, alle spalle della capolista Servette, anche grazie alle giocate e alle reti di Arcangeli, con tre gol realizzati nelle ultime due presenze in campo. La punta numero 14 del club di Zurigo sul percorso nel torneo svizzero rimarca: “Questo torneo mi ha fatto un’ottima impressione, siamo seconde e siamo contente di questo con la consapevolezza di poter dare ancora di più.  Abbiamo tutto per poter fare un ottimo campionato, siamo molto ottimiste per questa seconda fase. Non vediamo l’ora di scendere in campo”.
La calciatrice nata a Rimini, cresciuta calcisticamente nel Riccione e che ha esordito anche con la Juventus, ha trovato subito la fiducia di tutti nel Grasshopper, con sette presenze da titolare e due dalla panchina nelle dodici partite di campionato. La punta a riguardo, ai nostri microfoni, ha  ammesso: “Sono contenta di come sia andata la prima parte del campionato, dare il mio contributo in campo e aiutare la squadra è la cosa più importante per me. Penso che per un attaccante, poi, il gol sia importante per acquisire fiducia e sono contenta di come è andata sino ad ora”.

Per il Grasshopper anche la partecipazione in Europa Cup, con Arcangeli a segno contro l’Ajax. Sull’esperienza in campo europeo con il club di Zurigo l’ex Pomigliano e Sampdoria, ci dice: “L’Europa Cup è stata una bellissima esperienza personale e per la nostra squadra. Era la prima volta nella storia del club ed è stato tutto molto bello. Ci è dispiaciuto non essere arrivate in fondo alla competizione ma abbiamo dato tutto fino all’ultimo minuto. Segnare contro l’Ajax é stata una bellissima sensazione personale, anche se non è bastato per passare il turno. Sono molto dispiaciuta ma allo stesso tempo orgogliosa della squadra”.
Ora il periodo di sosta prima della ripresa che la calciatrice, che ha vestito la maglia di tutte le giovanili della Nazionale, ci fotografa cosi: “Abbiamo avuto un periodo di pausa lontano dal campo per ricaricare le energie, ora stiamo riprendendo con la preparazione invernale per tornare al massimo. Vogliamo fare molto bene in campionato e ci stiamo preparando al meglio per questo”.

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