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Elisa Bartoli, Inter Women: “Contro il Genoa dobbiamo stare attente e non calare d’attenzione”. 

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano

Archiviati gli impegni delle Nazionali, questo fine settimana tornerà l’appuntamento con la Serie A e l’Inter di Gianpiero Piovani giocherà in trasferta contro il Genoa con la ferma intenzione di terminare la propria stagione in positivo e con il maggior numero di punti possibile.
A presentare la gara, intervistata dagli addetti stampa nerazzurri,  Elisa Bartoli. Il difensore ed ex capitana della Roma, attuale capolista del campionato, ha esordito affermando che la squadra non vede l’ora di scendere in campo e che vuole, costi quel che costi, blindare il secondo posto in classifica spingendo, contemporaneamente, verso il primo.

Ci siamo ritrovate in questa settimana e siamo molto felici e contente di ricominciare. Non è bello stare ferme quindi non vediamo l’ora di rientrare in campo.E’ importante consolidare il secondo posto, abbiamo ancora l’occasione di, magari, sognare in grande. Finché la matematica non ci da per sconfitte noi ci crediamo”. 

Forti di queste motivazioni le interiste dovranno affrontare con attenzione la gara contro il Genoa, senza sottovalutare le avversarie che si presenteranno sul rettangolo verde intenzionate a vender cara la pelle, visto che la squadra del Grifone rischia di retrocedere in serie B.
“L’aspetto è proprio mentale perché comunque loro lottano per la salvezza quindi sono quelle partite dove si rischia di più. Sarà una partita combattuta, difficile: dobbiamo stare attente e non calare d’attenzione”. 

Al match contro il Genoa seguirà il derby contro il Milan (vinto all’andata con il gran risultato di 5-1), quello contro la Juventus (in cui all’andata cui le nerazzurre hanno conquistato i tre punti battendo le nerazzurre per 2-1), e la chiusura di stagione contro il Como (All’andata fu una gara difficile vinta dal club di Milano solo all’ultimo). Data la portata delle avversarie sarà necessario pensare partita per partita, in modo da dare a tutte la medesima attenzione e curare ogni aspetto della preparazione.
“Dobbiamo pensare partita per partita, perché se si pensa a lungo termine poi si rischia di fare uno scivolone quindi il consiglio che do io alle mie compagne e a me stessa è di focalizzarsi giorno dopo giorno, partita dopo partita. E’ troppo importante e cerchiamo di portare a fine stagione il punteggio pieno”. 

Di certo Elisa Bartoli, difensore dalla grande esperienza maturata in grandi squadre, è pronta a dare il 100%: “Mi sento bene, nell’ultimo periodo ho avuto continuità. Sono molto felice per questo e cerco di dare sempre il mio 100% sia in allenamento che in ogni partita e di mettermi a disposizione in ogni ruolo”. 

Marie-Louise Eta: “Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario”

Marie-Louise Eta, la nuova allenatrice dell’Union Berlino, ha esordito contro il Wolfsburg, la prima donna ad allenare una squadra maschile in prima divisione nei cinque principali campionati europei, da tecnico ad interim.

La neo allenatrice aveva dichiarato all’esordio:”Sarebbe bello se si aprissero strade e porte a tutti, per questo match, trovo semplicemente importante e chiaro che ci sia visibilità, ed è bello se, di conseguenza si generi ispirazione per le giovani ragazze vedono tutto ciò che è possibile: che non si può mai escludere nulla e che conta solo il merito, e che si può arrivare ovunque si voglia”.

A poi aggiunto:“Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario!”. Parole forti quelle di Marie-Louise Eta, già nella storia della Bundesliga incaricata ad evitare la retrocessione della sua nuova squadra.

Dopo la nomina a primo tecnico, Marie-Louise ha risposto a qualche domanda di Die Zeit e al Guardian“Non sono e non voglio essere un’operazione di immagine, ma la persona giusta per questo ruolo. Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario, ha dichiarato, la donna non vuole che il suo genere possa essere sfruttato.

Eta ha anche raccontato il modo in cui ha saputo di diventare l’allenatrice dell’Union Berlino, merito del presidente Dirk Zingler. “Mi ha detto: tocca a te, conto su di te. Il mio obiettivo non è mai stato rafforzare il ruolo delle donne, ma convincere con le prestazioni”. 

Infine, la donna ha concluso la sua dichiarazione:Voglio pensare soltanto al campo e alla salvezza dell’Union Berlino, evitando che la sua promozione possa essere strumentalizzata, capisco l’interesse, ha un significato sociale e comporta una responsabilità, che lo voglia o no. Se posso ispirare altre ragazze, ne sono felice. La visibilità è importante. Non si tratta di genere, lavoro con individui: conta capire cosa serve a ciascuno per dare il meglio”.

Marco Maraner, Responsabile Tecnico Südtirol: “Ricoprire questo ruolo? Grande responsabilità. Settore giovanile nostro fiore all’occhiello”

Photo Credit: FC Südtirol

Una stagione intensa ed entusiasmante quella che il Südtirol sta per archiviare: countdown ormai scattato per l’atto conclusivo della stessa, il focus collettivo attuale ricalca quello rimarcato da inizio annata ed ingloba un ulteriore impegno perché si finisca di coronare un vero e proprio sogno rincorso.

A definirlo così anche il Responsabile Tecnico della realtà biancorossa Marco Maraner; un confronto che porta menzione di una visione a lungo termine quella descritta alla nostra redazione da quest’ultimo che fa luce sulla impronta che questo viaggio sta lasciando.

Per una annata che sta per volgere al termine, la sua presenza all’interno dell’organigramma biancorosso è stata confermata con orgoglio. Definito responsabile tecnico della realtà sudtirolese, la testimonianza di quanto si sta svolgendo internamente è più che lecita: le chiedo, quindi, quanto è grande il peso della responsabilità e che valore ha per lei ricoprire un ruolo così importante quanto delicato?

«Ricopro il ruolo di responsabile tecnico da quattro anni. Nella stagione 2022/2023 sono tornato all’FC Südtirol su proposta dell’allora dirigente Alex Schraffl, rientrando in una società nella quale sono cresciuto calcisticamente nel settore giovanile quando ero giocatore: per questo motivo questa realtà rappresenta per me qualcosa di speciale.

La responsabilità è grande, in primis per ripagare la fiducia accordatami dalla società e dal responsabile organizzativo Marco Insam, ma anche per contribuire, insieme allo staff, alla crescita sportiva e umana di oltre cento giocatrici».

Il collettivo messo in piedi sta dimostrando di riuscire a rispondere con efficienza alle richieste di un contesto spietato come quello della serie C, avvalorando la tesi che la chiave principale che si è visto gravitare attorno è – senza dubbio – un mix di determinazione, testa e tanto altro. La situazione, attualmente, riferisce di un piazzamento notevole, probabile frutto di una coerenza in termini di identità e di una costruzione strutturale ben calibrata: è d’accordo?

«Sono pienamente d’accordo: per noi la parola chiave è identità. Oltre il 90% della rosa è composta da ragazze nate e cresciute in Alto Adige, mentre dall’esterno arrivano solamente due atlete trentine e una emiliana. La prima squadra è composta da ragazze che studiano o lavorano, affrontando quotidianamente grandi sacrifici per potersi allenare al massimo livello, spesso dopo lunghi spostamenti. Ritengo, inoltre, che lo staff rappresenti un valore aggiunto fondamentale: mister Castellaneta e tutti i suoi collaboratori sono un autentico lusso per la categoria e hanno contribuito in maniera significativa alla crescita della squadra, sia a livello individuale che collettivo.

Con l’inizio del nuovo corso nel 2023 abbiamo vinto al primo tentativo il campionato di Eccellenza, nel 2024 chiuso al terzo posto in Serie C e nel 2025 al secondo. In questa stagione affronteremo i playoff, a conferma di un percorso di crescita importante».

L’FCS non è solo Prima squadra: il settore giovanile (dall’under 12 alla Juniores) rappresenta un tesoro che va coltivato nel tempo ma anche un investimento importante in cui la società è la prima a credere. Quale è il feedback a riguardo?

«Il settore giovanile femminile rappresenta il nostro vero fiore all’occhiello. La squadra Under 15 è campionessa regionale da quattro anni consecutivi e, nella passata stagione, ha raggiunto i quarti di finale per lo scudetto, cedendo solamente alla Juventus dopo aver eliminato Inter e Atalanta. L’Under 17 è campionessa del Triveneto da tre anni e, in questa stagione, ha conquistato l’accesso alle semifinali. C’è, poi, l’under 19, inserita solo da due stagioni, che ha raggiunto al primo anno il titolo di vicecampione d’Italia; in questa stagione ha, invece, conquistato il titolo regionale, qualificandosi per la fase nazionale.

Nell’Under 12 l’obiettivo principale è che le bambine si divertano e crescano dal punto di vista umano; il risultato sportivo viene in secondo piano. Molte atlete cresciute all’interno del nostro settore giovanile sono oggi protagoniste in prima squadra e questo rappresenta un elemento fondamentale del nostro progetto».

Uno stimolo anche per il futuro…

«Dobbiamo continuare a lavorare nella direzione intrapresa, migliorando ulteriormente negli aspetti in cui siamo ancora carenti. Nella vita, come nello sport, è indispensabile puntare costantemente al progresso, anche perché restare fermi significa inevitabilmente fare un passo indietro».

Il suo augurio per il cammino ormai in dirittura d’arrivo, con un pensiero sulla eredita più preziosa che questo anno lascia in dote a quello che verrà.

«L’augurio è quasi scontato: superare i playoff; sarebbe un sogno. Tuttavia deve essere chiaro che, indipendentemente dall’esito finale, l’eredità di questa stagione sarà comunque straordinaria. Siamo tra le migliori otto squadre di Serie C e tra le migliori quattro in Coppa Italia.

Non conta soltanto la meta, ma anche il percorso, e quello che stiamo vivendo è già un viaggio eccezionale; se diventerà anche storico, lo sapremo soltanto tra poche settimane!».

Si ringrazia Marco Maraner e la società tutta per la gentile concessione.

Greta Maretti, Audace Verona: “Vedo le lacrime e le mie compagne sfinite. Chi non ha mai mollato quando tutto sembrava crollare da un momento all’altro”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi Greta Maretti, calcettista dell’Audace C5 dall’estate 2024, ha parlato della stagione di futsal ormai agli sgoccioli per quanto riguarda la regular season. La laterale classe 2001, proviene dal Bagnolo C5, è stata artefice di un’annata superlativa che l’anno portata sino alla maglia della Nazionale al fianco dell’Audace che ha conquistato la salvezza sul parquet. Greta, infatti, ha tramite social postato: “Durante questo tipo di stagioni ti domandi se la strada sia quella giusta, se quello che stai facendo sia abbastanza. Ti metti in discussione. Fai fatica, molta fatica, ad accettare circostanze e situazioni che non puoi controllare. Sconfitte, infortuni, problemi”.

L’ex Sassuolo ha poi continuato affermando: “Non importa quanto ti alleni, quanto corri veloce o quanta forza hai, la tua mente può schiacciarti o sollevarti in un secondo. Allora fai un passo indietro e capisci quanto possa essere limitante il pensiero negativo. Cerchi di lavorare su te stessa, come atleta e persona, per riuscire a dare ciò che nemmeno tu pensavi di avere”.
La calcettista delle rossonere ha aggiunto: “Con fatica ne prendi consapevolezza e cambi. Ti fidi del tuo potenziale, della tua preparazione e ti concentri su ciò che puoi controllare. Dai tutto per te stessa e per la squadra. A volte ci riesci tranquillamente, altre un po’ meno. Ora guardo la classifica e non vedo solo una salvezza, ma vedo tutto ciò che questa stagione è stata”.

Greta Maretti ha quindi concluso: “Vedo le lacrime e le mie compagne sfinite. Chi non ha mai mollato quando tutto sembrava crollare da un momento all’altro. Chi seduta in panchina ha sempre avuto la forza di reagire. Chi ha sempre dato tutto, in qualsiasi momento e circostanza. Questa è l’essenza di questa salvezza: aver mantenuto salda la presa anche quando tutto sembrava finito. I limiti veri esistono solo quando smetti di ascoltare ciò che desideri. Grazie a chi non ha mai smesso di ascoltare”.

Serie A Women: ufficiali date e orari delle prossime due giornate di campionato

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

 

Ufficiali le date e gli orari della 20a giornata di Serie A Women Athora, in programma tra sabato 2 e domenica 3 maggio. La programmazione televisiva sarà resa nota con successiva comunicazione.

Sabato 2 maggio
Ore 12.30 Napoli Women-Juventus
Ore 15: Sassuolo-Genoa
Ore 18.30 Inter-Milan
Ore 18.30 Roma-Ternana Women

Domenica 3 maggio
Ore 12.30: Parma-Lazio
Ore 15: Fiorentina-Como Women


Ufficiali le date e gli orari della 21a giornata di Serie A Women Athora, in programma tra sabato 9 e domenica 10 maggio, giorno in cui scenderanno in campo tutte le squadre che avranno le rispettive formazioni Primavera impegnate nella Final Four di Sassuolo. La programmazione televisiva sarà resa nota con successiva comunicazione.

Sabato 9 maggio
Ore 12.30: Como Women-Napoli Women
Ore 15: Genoa-Fiorentina
Domenica 10 maggio
Ore 12.30: Milan-Parma
Ore 15: Juventus-Inter
Ore 15: Sassuolo-Roma
Ore 18: Lazio-Ternana Women


Variazione nel programma della diciannovesima giornata di Serie A Women: il match tra Juventus e Roma, inizialmente previsto per domenica 26 aprile alle 15.30, si giocherà sabato 25 alle ore 12.30 per esigenze organizzative del club ospitante. La partita sarà trasmessa in diretta su DAZN, RaiSport e RaiPlay.

Maria Cristina Battain, Villorba Treviso: “La società ha dimostrato grande fiducia e sostegno. Ho visto una grande crescita quest’anno”

Photo Credit: Maria Cristina Battain - Villorba Treviso

Il Villorba Treviso ha pareggiato 1-1 tra le mura amiche contro il Venezia 1985 nella 21a e penultima giornata del girone B di Serie C: trevigiane aventi all’83’ con la rete di Michela Marchesin, ma le avversarie trovano il pareggio a due minuti dal termine con la marcatura di Elisa Dalla Santa. La formazione allenata da Chiara Orlando incassa il terzo pari in stagione e viene altresì raggiunta al quarto posto da Chievo Verona e Trento.
La squadra veneta, nell’ultimo turno di campionato, sarà ricevuta dal Garlasco e, in attesa di questa partita, abbiamo intervistato Maria Cristina Battain, attaccante classe ’07 che veste la maglia gialloblù per il secondo anno consecutivo, ma è la sua prima stagione con le grandi e la giovane bomber è riuscita a mettere a referto sei reti con un incontro da disputare.

Maria Cristina cosa significa per te il calcio?
«Per me il calcio è una parte fondamentale della mia vita, oltre a essere una valvola di sfogo per le mie emozioni. Per me è sempre girato tutto intorno al calcio. Non riuscirei a immaginare la mia vita senza. Inoltre, è una passione di famiglia e mi permette di rimanere maggiormente in connessione con i miei affetti».

Come hai capito di essere un’attaccante?
«L’ho capito dalla sensazione unica che provavo da piccola dopo un gol della mia squadra del cuore in televisione. Amo la sensazione adrenalinica di correre verso la porta».

Il tuo percorso nelle giovanili è legato a Venezia: prima nella Pro Venezia e dopo nel Venezia FC. Cosa ti hanno dato questi due club?
«Innanzitutto, la Pro Venezia è stata la mia prima squadra in un campionato femminile. Mi ha permesso di affacciarmi al mondo del calcio femminile e di innamorarmene. É stata la mia prima famiglia. Successivamente, giocare per il Venezia FC è stato per me motivo di orgoglio e ha rappresentato un forte senso di appartenenza alla mia città e ai suoi colori».

Sei al Villorba da due stagioni, anche se è il tuo primo anno nelle grandi. Cosa ti ha colpito di questa società?
«Mi ha colpito la tenacia nel raggiungere i propri obiettivi e la fiducia. Sia nella Juniores lo scorso anno, sia quest’anno in Prima Squadra, mi è stata dimostrata grande fiducia e sostegno, cosa di cui sarò sempre riconoscente».

La tua prima esperienza in prima squadra ti sta dando tante soddisfazioni: non a caso sono arrivati sei gol con la maglia del Villorba con una gara da giocare…
«Devo dire che non mi aspettavo questo impatto al mio primo anno. Sono contenta perché ho percepito una crescita fin dall’inizio della stagione. Devo ringraziare tutta la squadra e lo staff per il sostegno. Non mi è mai mancato nulla».

Parlando proprio della tua squadra, il Villorba è quasi al rush finale e si trova in quarta posizione del girone B di Serie C con Trento e Chievo Verona. Sei soddisfatta di questa stagione?
«C’è sicuramente rammarico per aver perso qualche punto nelle ultime partite, ma nonostante questo penso che ci siamo mostrate all’altezza del campionato».

Qual è la partita di questa stagione giocata col Villorba che ti ha lasciato sensazioni positive?
«La partita che mi ha lasciato le sensazioni più positive è stata la gara di ritorno contro il Dolomiti Bellunesi. Ho segnato tre gol che hanno sancito la fine di un periodo non semplice della mia vita. Ne sono soddisfatta e orgogliosa».

La squadra ha affrontato domenica in casa il Venezia 1985 e il risultato è finito 1-1: come giudichi questo pareggio?
«Penso sia un peccato aver subito il gol del pareggio negli ultimi minuti. In compenso, credo che abbiamo fatto una partita dominata, soprattutto nel secondo tempo, dalla quale possiamo uscire a testa alta».

Tra pochi giorni si chiude in trasferta la stagione, andando a giocare sul campo del Garlasco. Obiettivo è finire il campionato nel migliore dei modi…
«Non sarà una partita facile, d’altronde nessuna lo è stata. C’è la voglia di finire con una vittoria e coronare tutti gli sforzi fatti in questa stagione».

Che impressioni hai avuto sul girone B di Serie C di quest’anno?
«Penso sia stato un campionato combattuto e di livello. Ogni partita è stata a sé. In molte gare si è visto come non fosse possibile fare pronostici, e questo è un fattore di crescita per tutte le squadre del girone».

Secondo te, che direzione sta prendendo il calcio femminile italiano?
«Secondo me è in crescita. Si sta riconoscendo lo sforzo di noi calciatrici nel raggiungere livelli alti e competitivi, tanto quanto quelli maschili. Continuando così si potranno raggiungere grandi obiettivi».

Com’è la tua vita extracalcistica?
«Vivo a Venezia con la mia famiglia e frequento l’ultimo anno di un istituto tecnico turistico con potenziamento sportivo. Amo la montagna e mi piace molto ascoltare musica».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Il mio obiettivo principale è crescere e vivere nel calcio. Inoltre, vorrei vivere ogni momento con il sorriso e con la motivazione di migliorare giorno dopo giorno sotto più punti di vista».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Villorba in vista della gara conclusiva del campionato?
«Vorrei innanzitutto dire grazie a tutte, perché ho imparato qualcosa da ognuna di voi e perché resterete sempre nel mio cuore. Per la partita di domenica, vorrei condividere con voi la voglia e la carica di finire in bellezza la nostra ultima partita di campionato insieme. Divertiamoci come sappiamo fare».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Villorba Treviso FBC e Maria Cristina Battain per la disponibilità.

Katja Schroffenegger, Ternana Women: “Ci aspettano 4 gare contro avversari forti, ma dipende tutto da noi”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Katja Schroffenegger è uno dei volti della rincorsa salvezza della Ternana Women. La sfida di domenica contro la Fiorentina (ore 18:00, stadio “Moreno Gubbiotti”, ingresso gratuito) rappresenta anche un ritorno al passato per il portiere rossoverde, che ha difeso la porta viola per quattro stagioni dal 2020 al 2024.

Chiuso il capitolo nazionali, torna il campionato: quattro partite tutte d’un fiato. Siete pronte? “Si, abbiamo lavorato tanto e bene durante la sosta. Ci dispiace per le assenze di Pellegrino Cimò e Eržen, alle quali auguro una pronta guarigione, ma le ragazze che scenderanno in campo domenica daranno tutto anche per loro”.

Il primo avversario in questo rush finale è la Fiorentina, una squadra e una società che conosci bene… che partita ti aspetti? “La Fiorentina è una squadra forte che è stata costruita per giocarsi i vari titoli. Loro partono sicuramente favoriti, ma da quando sono arrivata a Terni ho già visto delle nostre grandi gare disputate in casa nostra”.

La Ternana Women oggi intravede la salvezza: penultima insieme al Sassuolo, a +4 dal Genoa ultima. Quanto e cosa manca per raggiungerla? “Mancano un paio di punti per raggiungerla. Ci aspettano 4 gare contro avversari forti, ma dipende tutto da noi”.
Si gioca al “Moreno Gubbiotti”, dove avete costruito gran parte del vostro campionato: quanto può fare la differenza il supporto del pubblico? “Il pubblico per noi é fondamentale, come lo è anche il ‘fattore campo’. Ci piace giocare a Narni e con le tribune piene c’è una spinta in più verso la salvezza”.

Elena Casadei, San Marino Academy: “Alla San Marino Academy ho scoperto un bellissimo gruppo, unito ed in grado di togliersi grandi soddisfazioni”

credit photo: ©️SMAcademy

La stagione 2025-2026 di Campionato di una serie B sempre più competitiva e ricca di talento è ormai al giro di boa e la San Marino Academy di mister Giacomo Piva (al suo primo anno da allenatore della prima squadra femminile) si trova ottava in classifica con 25 punti totali in 22 partite giocate. Con l’obiettivo della metà classifica che pare centrato, le Titane dovranno impegnarsi in queste ultime gare per conquistare più punti possibile per concludere l’annata in maniera positiva.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Elena Casadei, difensore classe ’96, al suo primo anno con la maglia del San Marino dopo aver trascorso ben 7 stagioni con la maglia del Cesena di cui è stata anche Capitano. Attraverso le sue parole abbiamo avuto modo di conoscere Elena nel suo percorso da calciatrice prima in Romagna e poi tra le Titane.
Ha esordito da piccola giocando nelle squadre miste, per poi prendere coscienza di come la disciplina potesse effettivamente diventare qualcosa di picche un passatempo disputando il campionato di serie B affianco a ragazze che hanno avuto modo di fare esperienza nella massima serie.

“Il mio percorso è iniziato fin da piccolina, inizialmente giocando con i maschi. Ho capito che questa passione poteva trasformarsi in qualcosa di serio quando ho iniziato a misurarmi nel campionato di serie B. Ho avuto l’opportunità di allenarmi e giocare insieme a compagne con esperienza in Serie A, dalle quali ho potuto imparare molto e migliorare. Con il Cesena Casadei ha vissuto tanti bei momenti, tutti importanti e nel suo cuore. Dovendo scegliere, aver avuto l’opportunità di giocare all’Orogel Stadium è stata una grande emozione: “Non ho un solo momento che reputo più importante, perché ognuno è legato a un’emozione. Se però dovessi sceglierne uno, probabilmente direi l’esperienza di aver giocato all’Orogel Stadium di Cesena, la squadra della città in cui sono nata e cresciuta, anche dal punto di vista calcistico, indossando la fascia da capitano”.
Ogni allenatore che Elena ha avuto nel corso della sua carriera le ha lasciato in eredità un bagaglio di esperienza che la rendono ciò che è oggi, sempre pronta a migliorarsi: “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con ogni allenatore, ho appreso da ognuno di loro qualcosa che mi ha permesso di essere quella che sono. Sono inoltre convinta di poter continuare a migliorare sempre di più. La mia famiglia è sempre stata molto importante, mi hanno sempre spinta a dare il meglio in tutto quello che facevo”.

Come difensore, ha tra le sue peculiarità la velocità in ripartenza dopo aver recuperato palla, con una predilezione per la fase offensiva, mentre sta lavorando per migliorare nel difendere la porta, specie in area di rigore. Non a caso, quando alla classe 96 è stato chiesto se avesse un calciatore da pre dare come esempio a parità di ruolo, non ha esitato a fare il nome di Theo Hernandez.

“Mi piace molto recuperare palla e ripartire in velocità, diciamo che è una delle mie caratteristiche. Vorrei migliorare però nella difesa della porta soprattutto dentro l’area di rigore…ma ci stiamo lavorando. In generale però mi considero un difensore più predisposto alla fase offensiva, anche perchè è quella che mi piace di più. Sulla fase difensiva e nel lasciare meno campo possibile all’avversario.
Il giocatore a cui mi ispiro è Theo Hernandez, guardo spesso i suoi video. In generale, mi piace molto guardare video che riguardano il mio ruolo e provare a replicarli poi sul campo”.

Essere una delle nuove arrivate, quando al Cesena era solita fare lei gli onori di casa, non è stato certamente semplice ma, man mano che le settimane passavano, ha conosciuto un gruppo affiatato, pieno di voglia di dimostrare e dare il massimo per raggiungere, assieme, i traguardi prefissati. Avere uno spogliatoio unito, infatti, è fondamentale: specie nelle difficoltà, sapere di avere un sostegno dalla squadra consente una migliore resa sul rettangolo verde.

“Inizialmente ho avuto un po’ di difficoltà perché arrivavo da tanti anni sempre nello stesso ambiente, dove solitamente ero io che dovevo accogliere le nuove compagne. Con il passare del tempo però mi sono lasciata andare ed ho scoperto un bellissimo gruppo, unito ed in grado di togliersi grandi soddisfazioni. Ho sempre pensato e continuo a pensare che lo spogliatoio, il gruppo, sia un fattore fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Fa la differenza soprattutto nei momenti di difficoltà, avere il supporto delle compagne ti mette nelle condizioni di esprimerti al meglio”.

Pensando al calcio femminile in Italia, e riflettendo sulla sua attuale situazione, il difensore auspica che il movimento raggiunga un livello tale che tutte le squadre possano allenarsi nelle migliori condizioni possibile, con strutture adeguate e professionisti del settore che sappiano seguirle nel giusto modo. Soltanto in questo modo si potrà veramente affermare che il movimento sia una realtà solida.

“Mi piacerebbe che venisse data maggiore importanza al calcio femminile, offrendo a tutte le squadre la possibilità di allenarsi nelle migliori condizioni possibili. Sarebbe importante migliorare le strutture sanitarie e i campi di allenamento, per permettere a ogni giocatrice di vivere questa passione sempre più come un vero e proprio lavoro”.
Infine, ad una bambina che ha deciso di diventare una calciatrice direbbe: “Di inseguire sempre i suoi sogni, di non perdere mai la passione e di lottare per raggiungere ogni obiettivo”.

Giorgia Spinelli, Bologna: “Stagione in cui avevamo aspettative diverse. Ora non possiamo permetterci cali”

Photo Credit: Bologna Women

Pressare “play” sul bottone delle ultime tappe stagionali? È la mossa che si appresta a compiere il Bologna. La compagine di mister Di Donato, archiviata la giocata locale contro la Freedom, vuole terminare il puzzle stagionale con ricambi di positività, mentre sul fronte notizie l’attuale quarto posto coperto della squadra in oggetto è ancora momentaneo.

Questo week end, intanto, le rossoblù potranno contare sul fattore campo e sull’affezionata tifoseria per la giocata domestica accanto alle leonesse venete: a parlarne in esclusiva alla nostra redazione Giorgia Spinelli, dilungatasi sulle ambizioni in vista della cruciale fase descritta.

Sono 360 i minuti a separare la squadra dal termine del campionato: lo spogliatoio come sta vivendo questo momento del percorso?

«Stiamo vivendo questo momento con grande concentrazione e senso di responsabilità. Sappiamo che mancano pochi minuti alla fine del campionato, e, proprio per questo, non possiamo permetterci cali. Lo spogliatoio è molto determinato: c’è voglia di chiudere nel migliore dei modi».

Il Bologna non è più una sorpresa, anche ora che il peso di non sbagliare è, forse, maggiore. È evidente che non volete accontentarvi di un quarto posto: per come si era profilata questa stagione, cosa inorgoglisce di più e cosa, invece, da rivedere dovrà fungere da stimolo per il prossimo anno?

«È stata una stagione in cui avevamo aspettative diverse e, probabilmente, ci aspettavamo qualcosa in più: questo va analizzato e deve diventare uno stimolo per crescere. Allo stesso tempo, però, abbiamo costruito basi solide, seppur ci siano ancora margini di miglioramento, soprattutto nella gestione di alcune partite e dei momenti decisivi. È proprio da lì che dovremo ripartire per alzare ulteriormente il livello».

Ora, nel presente rossoblù, c’è il Venezia da arginare. Nessuna andata da considerare ma il passo da compiere dovrà certamente essere positivo: che gara vi aspettate?

«Ci aspettiamo una gara difficile, come tutte in questo finale. Il Venezia è una squadra che ha le sue qualità e verrà a giocarsi le sue carte; da parte nostra serviranno attenzione, intensità e lucidità. Non dobbiamo pensare all’andata, ma concentrarci su ciò che dobbiamo fare noi con l’obiettivo di portare a casa un risultato positivo».

Si ringrazia Giorgia Spinelli e la società tutta per la gentile concessione.

Nazionale U15 Femminile Riscatto Italia a Novarello: le Azzurrine vincono 2-0 il secondo test con la Svizzera. Dessì: “Sono molto soddisfatto”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio
Una vittoria di spessore per chiudere con il sorriso il secondo raduno del 2026. Al centro sportivo ‘Novarello Villaggio Azzurro’ di Granozzo con Monticello la Nazionale Under 15 Femminile vince 2-0 il nuovo test con la Svizzera, riscattando con una grande prestazione e con le reti (una per tempo) di Domenichini e Rulfin il ko (2-1) subito nei 90 minuti disputati martedì. Dopo il gol annullato al 2’ per un fuorigioco millimetrico, l’Italia continua a comandare il gioco e al 28’ passa in vantaggio con una bella conclusione da fuori area della sua numero 10. Il predominio territoriale prosegue nella ripresa e al 78’ le Azzurrine trovano il raddoppio con l’attaccante della Juventus, brava a finalizzare l’azione orchestrata da Siffredi e Narcisi. La squadra tornerà al lavoro tra meno di un mese, questa volta a Tirrenia, dove sono in programma due amichevoli con la Scozia.

 

“In queste gare il risultato è l’ultima cosa che conta – commenta il tecnico Marco Dessì – volevo vedere lo stesso atteggiamento di due giorni fa e così è stato. Abbiamo schierato undici calciatrici diverse e la risposta di tutto il gruppo in questi giorni è stata ottima. Tutto lo staff è soddisfatto per l’impegno che le ragazze hanno messo in campo, ora dovranno continuare a dimostrare questa applicazione durante tutto l’anno. Abbiamo ricevuto ottime indicazioni in vista dei prossimi appuntamenti, ma si tratta solo di un punto di partenza”.

 

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